“Desidero esprimere a nome del Consiglio regionale del Piemonte e del Comitato Resistenza e Costituzione, cordoglio e vicinanza per la scomparsa di Dino Sanlorenzo.
La sua è stata una vita dedicata alla difesa dei valori della Costituzione e degli ideali dell’antifascismo”: è quanto ha dichiarato Stefano Allasia, presidente dell’Assemblea legislativa del Piemonte. Con la scomparsa di Sanlorenzo viene a mancare una delle più importanti personalità della storia del Consiglio regionale.
“Con Dino Sanlorenzo ci lascia un autorevole protagonista della storia della sinistra e della politica piemontese. È stato Dino Sanlorenzo a voler istituire, nel 1977, il Comitato Resistenza e Costituzione, nella convinzione che per sconfiggere il delirio terrorista fosse necessaria una forte presa di posizione istituzionale e una determinata mobilitazione culturale. Era un dirigente esemplare per serietà e per rigore, e incuteva a tutti noi un senso di disciplina. Serietà, rigore e disciplina che dovrebbero sempre connotare le nostre istituzioni e coloro che le rappresentano” ha voluto sottolineare il vicepresidente Mauro Salizzoni.
Sanlorenzo fu presidente dell’Assemblea dal 1975 al 1980, ispiratore del Comitato Resistenza e Costituzione e promotore, nel periodo più buio degli anni di piombo, del questionario che coinvolse attivamente la cittadinanza nella lotta al terrorismo. Un impegno che gli causò la condanna a morte da parte di Prima Linea e un attentato che venne sventato. Sulla tragica parentesi del terrorismo, nel 1989 scrisse il libro “Gli anni spietati”.

L’artista eporediese ha da sempre coltivato la passione per la pittura parallelamente a quella per la ceramica. I soggetti delle sue opere sono, soprattutto, di carattere urbanistico e evidenziano l’uomo come costruttore del suo ambiente. Si tratta di metropoli,cantieri, porti, in cui è immediata la percezione della presenza dell’uomo e della sua fatica, pur senza mai raffigurare il soggetto umano. Sono opere di chiara evidenza narrativa e capaci di svilupparsi all’interno dei confini di un linguaggio pittorico autonomo, che risulta scandito da un’attenzione particolare resa al mondo spirituale e al valore dell’esistenza umana.
La materia dei suoi quadri non è mai ferma, ma sempre in movimento, e l’artista, attraverso la tematica scelta, la città,affronta il cuore della natura umana e dei suoi valori e disvalori, dei suoi aspetti positivi e delle sue contraddizioni. Lo sguardo di Daniela Borla nei confronti della realtà, che traduce sulla tela, appare disincantato e al tempo stesso sincero, privo di alcun compiacimento, realista e capace di aprire ad una esperienza pittorica di arricchimento per il fruitore delle sue opere.

