ilTorinese

Un Natale diverso

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Che questo Natale sia diverso da tutti i Natali che abbiamo vissuto in precedenza, credo sia un dato di fatto incontrovertibile, come credo siano incontrovertibili le responsabilità delle restrizioni che dobbiamo subire:

un’estate senza controlli e senza responsabilità e una improvvida riapertura delle scuole senza sicurezza e senza trasporti adeguati ci hanno portati a vivere le angosce di questi giorni che stanno colpendo sempre più persone. I sacrifici del Natale oggi ci sono imposti per vivere una Quaresima più serena.  Un paradosso degni dei tempi.
Quindi non rimpiango i Natali del passato fatti di intimità domestica e di gioie condivise. Quei Natali avevano qualcosa di forzato e di artefatto che ci voleva ad ogni costo più buoni o addirittura felici. Quest’anno è stata anche sacrificata la parte religiosa con l’eliminazione della Messa di mezzanotte, forse pensando che chi partecipava quella funzione avrebbe potuto finire la serata trasgredendo in discoteca.

Il Natale come festa religiosa in effetti è stata dimezzata da decine d’anni. Il Natale consumista rischia anche lui di finire perché la povertà e l’incertezza economica appaiono più tangibili del passato. Sarà un Natale che farà ricordare ai più vecchi i Natali di guerra quando la morte era all’ordine del giorno. Ma quanto è accaduto al presepe del Duomo di Torino supera ogni immaginazione.  La Madonna e San Giuseppe appaiono con la mascherina anti COVID per impedirci anche solo un attimo di uscire dall’incubo in cui viviamo immersi.  E’ una cosa che non ha nessun senso e non ha nessuna spiegazione plausibile.

Il 24 dicembre , ovviamente e rigorosamente alle ore 21 , forse anche il Bambin Gesù verrà esposto nella mangiatoia con la mascherina d’ordinanza. Un modo bislacco di intendere il presepe decontestualizzandolo dalla tradizione di cui non potete privarci.  Attendiamoci altre sciocchezze. Magari una farmacia potrebbe fare l’albero con le mascherine, in linea con i tempi. Magari si potrebbero anche offrire in vendita dei pacchi natalizi di mascherine decorate per l’occasione. Le hanno fatte con il tricolore e i simboli dei partiti, non ci sarebbe da stupirsi che la fantasia malata possa portare anche a queste estrosità macabre.
Vietateci tutto, ma consentiteci almeno di pensare ad un presepe non contaminato dal
COVID.

Se quest’estate troppi cretini avessero usato più mascherine non ci troveremmo in questa situazione che, se non fosse tragica,  ci farebbe persino sorridere.  O forse hanno messo le mascherine al presepe per poterci strappare un sorriso, constatando la stupidità collettiva a cui siamo giunti. Diversamente anche solo un sorriso sarebbe davvero impossibile.

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

 

Domenico Dara  “Malinverno”   -Feltrinelli-   euro  18,00

Protagonista e voce narrante di questo bellissimo e profondo romanzo è Astolfo Malinverno: uomo sensibilissimo, zoppo, malinconico e con la capacità di comprendere a fondo i dolori altrui. Vive nel fantastico paese di Timpanara, dove sorgono una cartiera e un maceratoio dai quali escono e si librano nell’aria volumi, fogli di giornale, pagine varie e assortite che diffondono il morbo della lettura tra gli abitanti.

Di libri vive Astolfo che è il bibliotecario di Timpanara, al quale il sindaco affida un secondo lavoro come guardiano del cimitero. La giornata equamente divisa tra le due mansioni e la storia fa uno scatto meraviglioso in cui vita, dolori, gioie, vezzi, amore, follie, sacrificio e morte si amalgamano nei vari personaggi e nei misteri inerenti all’esistenza terrena e all’al di là.

E’ l’occasione  per Malinverno di tornare alle sue radici, scoprendo di aver prestato il viso da infante per la foto del gemello Notturno, nato morto.

Poi scorrono pagine sublimi in cui Astolfo si innamora della foto di una donna misteriosa che campeggia su una pietra tombale priva di nome e date. E’ un colpo di fulmine e anche l’inizio di un mistero. Malinverno la battezza Emma (come la flaubertiana Bovary), ne cura la sepoltura con infinita attenzione, e la sua vita cambia quando arriva una donna che è identica a quella della foto. E’ Ofelia, si porta dentro un dolore che viene da lontano ed è uno dei personaggi chiave.

Poi conosciamo altri dolenti: come Margherita che chiede di essere  unita in matrimonio con l’amore della sua vita, il defunto Fiodoro; il maestro d’ascia Marcantonio Parghelia straziato dalla morte del suo cane, che Astolfo con pietas fuori dal comune seppellisce nel camposanto, dove il padrone è destinato a raggiungerlo… perché anche gli animali hanno un’anima.

C’è Mopassan convinto che ci sia una formula numerica come teorema per calcolare il sopraggiungere della morte; Caramante che registra voci e sussurri dall’oltretomba; e il misterioso cane nero che segue i funerali, si accuccia accanto alle bare e poi scompare… e altri personaggi incredibili.

Non pensiate a un libro triste, tutt’altro …ci sono poesia, amore, sentimenti profondi e la favolosa sensibilità di Astolfo che non ha paura di dare sepoltura agli animali e ai libri, e che capisce l’amore indissolubile che può legare i vivi ai morti.

 

Miek0 Kawakami   “Seni  e  uova”   -edizioni e/o-    euro 19,50

In questo corposo romanzo (oltre 600 pagine) della cantautrice e scrittrice 46enne Mieko Kawakami vengono messi a nudo tre modi di essere donne in Giappone. E’ un racconto corale dalla forte impronta femminile che ha vinto il più prestigioso premio letterario nipponico, l’Akutagawa Prize.

Centrale è il desiderio di mutazione di tre donne.

La protagonista Natsume Natsuko, voce narrante, scrittrice single alle prese con un blocco creativo e soprattutto ossessionata dall’idea di concepire  un figlio con l’inseminazione artificiale, da fare all’estero perché in patria non è prevista per le donne sole.

Poi c’è sua sorella Makiko che sogna di rifarsi il seno, più prorompente e prosperoso, sottoponendosi a un intervento di mastoplastica additiva. Ma è presa da dubbi, indecisa tra le varie modalità di operazione, il dolore post-operatorio, i tempi di ripresa, il successo finale. Poi c’è lo scoglio non indifferente del costo, perché i soldi fanno la differenza e lei è una precaria che lavora di notte in un bar, non naviga nell’oro ed è anche costretta a lasciare la figlia di 12 anni da sola in casa fino a notte fonda.

Poi c’è sua figlia, la 12enne scontrosa e introversa Midoriko -tanta paura di crescere e diventare donna- in rotta con la madre alla quale non parla da sei mesi.

Queste le vicende nelle quali gli uomini compaiono molto poco, sono per lo più donatori di sperma: da quelli che regalano il prezioso seme alle apposite banche, a quelli più fai da te, che tengono all’anonimato.

Natsume si informa, legge, studia e invia email, mette a ferro e fuoco i siti web che trattano l’argomento e, nel frattempo, sta faticosamente portando avanti anche la gestazione di un libro, pungolata dalla sua editor.

A monte ci sono quesiti etici da non sottovalutare e che la protagonista sviscera a fondo. Primo fra tutti: quanto è traumatico e fonte di sofferenza per  un figlio concepito in questo modo non sapere chi è il padre?

 

 

Leila Slimani  “Il paese degli altri”   -La nave di Teseo”   euro 19,00

Questo romanzo della scrittrice franco-marocchina Leila Slimani è ispirato alle vite dei suoi nonni, che sono lo spunto per parlare di identità, multiculturalismo, colonialismo e indipendenza. Ed è l’inizio di una trilogia che parte dalla fine della Seconda guerra mondiale e arriva all’indipendenza del Marocco dalla Francia nel 1956.

Al centro c’è la narrazione del difficile dialogo tra civiltà diverse; tema che l’autrice vive sulla sua pelle, lei che è nata a Rabat, in Marocco (nel 1981), e vive a Parigi.

La storia racconta quanto possa essere difficile vivere “nel paese degli altri”.

Ne sa qualcosa la protagonista Mathilde, alsaziana bionda con gli occhi azzurri, che a soli 20 anni ha sposato il 28enne Amin, marocchino che ha conosciuto a Mulhouse, dove era finito durante l’arruolamento nell’esercito francese che combatteva in Europa contro i nazisti.

“Quando era arrivata in Marocco, somigliava a una bambina. E aveva dovuto imparare, in pochi mesi, a sopportare la solitudine della vita domestica, a resistere alla brutalità di un uomo e all’estraneità di quel paese”.

Ecco in queste poche frasi è concentrato il suo destino di straniera in una terra dove è considerata un’intrusa, mentre per i francesi è una traditrice.

Giovane europea sposata con un uomo che pensa solo alla fattoria e al duro lavoro e vede la moglie come un’infante da educare.

E stiamo parlando di un paese africano che negli anni 50 anni  presentava già i tratti che oggi sono tasti dolenti dell’islamismo: sottomissione della donna, l’Islam come riscatto contro l’Occidente, un patriarcato che spinge le donne ad essere nemiche tra loro e portatrici dell’idea che “al marito bisogna ubbidire”.

Il romanzo però racchiude molto di più: mette anche a confronto le ragioni psicologiche del contrasto tra Amin, poco religioso e amico dei colonizzatori, e suo fratello Omar, islamista e nazionalista che non gli perdona il matrimonio con la straniera.

Poi c’è la storia d’amore, tra contrasti, incomprensioni e difficoltà, in cui l’amore per i figli, diventa un potente collante.

 

 

Téa Obreht   “Entroterra”   -Rizzoli-   euro 20,00

L’autrice american di origine serba (nata a Belgrado nel 1985) emigrata da piccola a causa della guerra, è una delle autrici più affermate negli States, finalista al National Book Award, molto amata da Barack Obama, e questo è il  suo secondo romanzo (dopo “L’amante della tigre”).

Ci conduce  nel vecchio West e ci catapulta in una storia vera, quella dell’esperimento poi fallito condotto dall’esercito per importare in Nord America decine di cammelli e dromedari dal Medio Oriente.

Furono faticosamente importati dall’ufficiale di marina Beale che pensava fossero più adatti alle complicate trasferte e comunicazioni dell’epoca tra Est e Ovest, attraverso terre aride e selvagge.

Fu così che tra El Paso e Colorado gli avventurieri di ogni specie videro per la prima volta l’esotico animale con la gobba.

Ambientato nel 1893 nell’assolata prateria dell’Arizona, siamo nel pieno della conquista dell’Ovest americano, tra deserto, calura, indiani, carovane e massacri. Ma non è il solito vecchio West e questa non è la già straconosciuta storia di frontiera.

Qui centrali non sono cavalli e muli, ma un manipolo di cammelli; ed è anche la storia dell’incontro tra una donna che aspetta il ritorno del marito e un bandito arrivato da lontano.

Ci sono solitudine, l’amore irrazionale che si può provare per una terra inospitale ma stupenda, cieli infiniti e tanta sete.

Qui anche i cammelli sono degli espatriati in una landa di immigrati, in cerca di fortuna nel mitico west, che tanto ha affascinato l’autrice da bambina, tra fumetti e film. Quando poi si è imbattuta nella vicenda del corpo cammellieri USA ha trovato la formula giusta per un racconto dal potenziale narrativo inedito.

Due i personaggi principali. L’indomita Nora Lark che vive nell’insediamento di Ash River,  all’ombra del canyon, con il figlio minore di 8 anni, e attende il ritorno del marito andato in cerca di acqua e dei due figli maggiori.

Poi c’è il fuorilegge Lurie Matte, che vede i morti. Arrivato dal Medio Oriente quando era ragazzo, ha un passato da ladro di cadaveri da vendere per le autopsie, poi si è dato alle rapine, ragion per cui gli pende una bella taglia sulla testa.

Ma ci sono anche figure tragiche e incantevoli come la bambina che vaga col viso piagato dal sole, scampata per miracolo alla carneficina della carovana in cui viaggiava con la sua famiglia: o la giovane Josie capace di evocare i morti.

E proprio la morte ha un ruolo evidente nel libro; basti ricordare che nell’Ovest americano, intriso di sangue e violenze, le persone dovevano spesso lasciare, strada facendo, i corpi dei loro cari che non ce l’avevano fatta.

 

Martedì sesta e ultima giornata fase a gironi Champions League

Barcellona-Juventus ore 21

Sabato 12 dicembre
11esima giornata di campionato
Torino-Udinese ore 18

Qui Juve: allenamento defaticante per i bianconeri di Pirlo reduci dalla vittoria nel derby, dopo una non esaltante gara, vinta comunque nel secondo tempo grazie alla tanta grinta messa in campo unita alla voglia di vincere, qualità indiscutibile nella formazione bianconera. Martedí sera gara conclusiva della fase a gironi di Champions League, fuori casa, contro il Barcellona, una super sfida che varrà per decidere chi tra le 2 squadre arriverà prima nel girone, essendo entrambe le compagini già qualificate agli ottavi di finale.
Ci sarà turnover nella formazione della. Juve in tutte le zone del campo. Di sicuro il rientro di Morata al centro dell’attacco.

Qui Toro: è un dopo derby amaro per i granata di Giampaolo che proseguono  la caduta libera da psicodramma. Dopo esser passati in vantaggio ed aver controllato agevolmente la Juve nel primo tempo,il Toro è crollato nel seconda frazione di gioco concedendo gioco e campo agli avversari, come puntualmente accade in queste prime 10 giornate di campionato. La situazione in classifica è drammatica…piena zona retrocessione ed involuzione tecnico tattica per alcuni giocatori cardine. Ad esempio il  portiere Sirigu non è più lui. Ad ogni tiro subisce 1 gol. Incerto e non risoluto come gli anni passati. Ultima spiaggia anche per Giampaolo sabato contro l’Udinese. Senza la vittoria sarà, probabilmente, sostituito. Giocare bene un tempo non basta. Ci vuole continuità di gioco e soprattutto di risultati.

Vincenzo Grassano

Il Planetario di Torino a casa tua con il progetto di Fondazione CRT

Un gruppo di studenti del Corso di Alta Formazione Talenti per il Fundraising della Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino) ha realizzato il canale di divulgazione scientifica ‘infini.to@home Racconti del cielo’ per portare nelle case dei cittadini l’esperienza della visita al Planetario di Torino.

Con la campagna di raccolta fondi, attivata su Rete del Dono, viene lanciata l’offerta di  Membership per “esplorare insieme lo spazio” da casa e in modalità digitale. Un’esperienza virtuale di tutto ciò che si può scoprire visitando il Planetario Di Torino che sta vivendo un momento difficile a causa della pandemia: https://www.retedeldono.it/it/infini-to-planetario-di-torino/explore-together.

Rete del Dono è la piattaforma di crowdfunding leader per la raccolta di donazioni online a favore di progetti d’utilità sociale ideati e gestiti da organizzazioni non profit (ONP).

Promuovere i prodotti biologici per la ristorazione

Accordo di collaborazione tra Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte per la realizzazione del progetto “Iniziative di informazione e di educazione alimentare in materia di agricoltura biologica”.

E’ stato siglato, tra l’Assessorato Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte, l’accordo per la realizzazione del progetto “Iniziative di informazione e di educazione alimentare in materia di agricoltura bilogica”; esso ha lo scopo di mettere in atto una serie di iniziative di comunicazione volte a promuovere il consumo di prodotti biologici e sostenibili nell’ambito della ristorazione collettiva ed è finanziato dal Fondo per le mense scolastiche biologiche.

Tale collaborazione consentirà di valorizzare al meglio la sinergia derivante dall’interazione tra le competenze dell’Assessorato Agricoltura e Cibo e l’esperienza maturata nell’ambito dell’informazione scolastica dalla rete delle Camere di Commercio che ormai da diversi anni, su incarico del Ministero, porta avanti il progetto “Latte nelle scuole”; per raggiungere questo obiettivo Unioncamere Piemonte si avvarrà inoltre dell’attività del Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino, organismo strumentale specializzato nella gestione globale delle problematiche inerenti la sicurezza alimentare, la nutrizione, le analisi e l’etichettatura dei prodotti alimentari.

“L’accordo che abbiamo siglato con l’Assessorato Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, in collaborazione con il Laboratorio chimico della Camera di commercio di Torino, per la realizzazione del progetto ‘Iniziative di informazione e di educazione alimentare in materia di agricoltura biologica’ avrà due obiettivi principali, da sempre caratterizzanti l’attività delle Camere di commercio: promuovere il consumo di prodotti di qualità, biologici e sostenibili nell’ambito della ristorazione collettiva e educare – soprattutto i più giovani – a un’alimentazione consapevole, sana e equilibrata”, ha commentato il Presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia.

“Grazie a questo accordo avviamo un’ importante attività congiunta con le Camere di commercio del Piemonte per valorizzare il cibo biologico, partendo dalle nostre scuole – sottolinea l’assessore all’Agricoltura e cibo della Regione Piemonte, Marco Protopapa – Attraverso azioni di educazione alimentare portiamo a conoscenza dei più giovani i prodotti di qualità frutto del lavoro dei nostri agricoltori, e inoltre coinvolgiamo le fattorie didattiche per il ruolo educativo che possono assumere in particolare con i bambini delle primarie”.

Le principali attività previste dall’accordo, valido per il triennio 2020-2022, sono:

  • la predisposizione di materiale informativo e la realizzazione di attività di formazione rivolta alle stazioni appaltanti il servizio di ristorazione scolastica;

  • la predisposizione di materiale educativo rivolto ai docenti della scuola primaria per favorire e incentivare il consumo di prodotti biologici nelle mense scolastiche;

  • l’attuazione di una campagna informativa rivolta ai dirigenti scolastici e ai docenti della

    scuola primaria volta a far inserire nei POF le attività di visita presso le fattorie didattiche e lo svolgimento di incontri informativi;

  • la creazione di uno sportello informativo telematico.

Dalla collaborazione tra Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte prende vita quindi uno strumento innovativo, volto a formare ed informare tutti i soggetti coinvolti nel servizio di ristorazione scolastica, con il comune obiettivo di valorizzare le produzioni regionali di qualità.

Boni: “Perché Damilano non lascia gli incarichi pubblici?”

A proposito dell’annuncio di candidatura a sindaco per il Centrodestra di Paolo Damilano Igor Boni (candidato alle primarie del centrosinistra, nella foto) commenta:
“Cominciamo bene, davvero bene. Chi da molti anni è alla presidenza della Film Commision Piemonte, Fondazione alla quale partecipa il Comune, che ha come presenza fissa nel CDA l’Assessore alla cultura del Comune, che è evidentemente connesso indissolubilmente alla politica e nella politica del Comune, farebbe cosa buona a dimettersi prima di cominciare a mettere il suo nome sul tavolo per fare il Sindaco di Torino. Lo dico io che a marzo ho deciso di lasciare l’incarico di AU dell’Ipla, Spa pubblica, proprio perché volevo eliminare ogni possibile conflitto d’interesse anche al di là delle questioni meramente legislative. Per inciso l’ho fatto dopo che l’Azienda è tornata completamente in equilibrio dopo anni di impegno durissimo.
Damilano comincia con il piede sbagliato. Ci racconta di essere un civico in virtù di una posizione assunta grazie alla politica torinese, mantiene la posizione e i conflitti conseguenti, presentando di sé una immagine totalmente falsata”.

Topo d’appartamento arrestato sul balcone

E’ sera quando un conoscente contatta l’inquilina di un stabile di via Moncrivello riferendole che su uno dei balconi del palazzo c’è un uomo che sta tentando di accedere nell’alloggio.

Dal proprio balcone, la donna sente dei passi e dei colpi e appura la presenza dell’intruso su uno dei balconi sottostanti, motivo per il quale chiama la Polizia.

Sul posto, gli agenti del Commissariato Centro trovano l’uomo sul balcone del piano rialzato che tenta di accedere all’interno dell’abitazione. Alla vista degli agenti, il ventenne cittadino rumeno, con precedenti di polizia a carico, cerca di allontanarsi ma il tentativo resta vano e gli agenti lo arrestano per tentato furto. Il cittadino straniero è stato anche sanzionato amministrativamente, in relazione alle norme anti Covid-19, poiché trovato a circolare senza giustificato motivo.

A Cirié sarà “un Natale di luce, speranza ed eccellenze del territorio

“Christmas De … Light”  Martedì 8 dicembre, accensione delle luminarie 3D Cirié (Torino)

Immagine guida un pacioso Babbo Natale, occhialini alla moda e il segno della “vittoria” sventolato in aria, intento a scattarsi un divertito selfie. Dopo l’accensione il 4 dicembre scorso delle luminarie aeree, prendono il via ufficialmente a Cirié martedì 8 dicembre con l’inaugurazione delle luminarie 3D (ore 17,30 in piazza San Giovanni), gli eventi di questo particolare Natale 2020, promossi dal Comune e coordinati da “Dimensione Eventi” in collaborazione con alcune Associazioni Culturali attive sul territorio.

Sarà un vero “Christmas De…Light”, un concerto di luci, come mai accaduto prima. Alle proiezioni su Palazzo D’Oria e sul Duomo di San Giovanni si aggiungeranno nuove luminarie aeree che abbracceranno il centro città, dalla stazione a San Rocco, dalla Chiesa di San Martino a Loreto. Tre le installazioni previste, che i visitatori potranno ammirare in città per la prima volta: un pacco dono gigante in Piazza San Giovanni, attraversabile da parte a parte, cinque cerchi colorati in Viale Martiri della Libertà ed un pacco più piccolo ai piedi della Chiesa di Loreto, accanto al tradizionale Presepe del Borgo. Le installazioni saranno “punti selfie”, dove tutti potranno scattare una divertente foto ricordo e, se si vuole, postare poi i propri selfie sulla pagina ufficiale dell’evento. Il più divertente potrà diventare protagonista della grafica dell’edizione 2021, prendendo il posto del Babbo Natale “rock”, simbolo di quest’anno. “Per il Natale 2020 abbiamo deciso di puntare- afferma l’assessore al Commercio, Alessandro Pugliesi – su una Ciriè ancor più bella, attraente e gradevole. In questo modo, pensiamo di poter dare un ulteriore aiuto alle nostre attività economiche, promuovendo il ‘commercio a chilometro zero’ e valorizzando le eccellenze, che a Cirié sicuramente non mancano”. Luminarie e installazioni 3D. Ma non solo. In programma già ci sono, infatti, altre iniziative di sicuro interesse: dall’esposizione delle opere di artisti del territorio a Palazzo D’Oria, curata dall’“Associazione 4 eventi APS” ai “buoni sconto” che consentiranno a tutti di fare qualche acquisto in più nei negozi cittadini. Da ricordare anche il progetto “A Natale facciamo i buoni”, attivo fino al 24 dicembre, che consentirà a chi effettua acquisti nei negozi aderenti di ottenere un “buono di Natale” da 10 Euro ogni 30 di acquisti (due buoni al massimo per ogni spesa di almeno 80 Euro) da spendere in un altro esercizio cittadino. Salvo nuove limitazioni per contrastare la diffusione del contagio da COVID, Corso e Viale Martiri ospiteranno, inoltre, nelle giornate di domenica 13 e 20 dicembre, i consueti mercati prenatalizi, con un’ampia scelta di generi vari e di utili suggestioni per i regali d’obbligo. I più piccoli potranno anche divertirsi, come di consueto, con le giostre in Piazza D’Oria, mentre le scuole dell’infanzia, le primarie e le medie sono invitate ad addobbare e a colorare – a cura del Circolo Culturale “Ars et Labor” – le vetrine dei negozi attualmente vuoti con i lavori eseguiti dai bambini e dai ragazzi. E non mancherà neppure il consueto Albero di Natale allestito in piazza San Giovanni, simbolo principe, con il Presepe, di una festa che più che mai vuole guardare quest’anno a importanti segnali di fiducia e serenità. Una parte d’onore avranno pure i monumenti e i borghi cittadini: grazie all’idea promossa sempre da “Ars et Labor” in collaborazione con l’associazione “La Spada nella Rocca”, davanti a San Giovanni, a Palazzo D’Oria e in molti altri luoghi saranno collocate “cornici luminose” che consentiranno a tutti di scattare una foto o un selfie con uno sfondo davvero d’eccezione. A chiudere il pacchetto di iniziative, l’intervento dei “Music Piemonteis” che quest’anno proporranno il tradizionale “Concerto di Natale” in modalità virtuale, sui canali social. “Tutte le iniziative saranno realizzate – conclude il sindaco Loredana Devietti – nel massimo rispetto delle misure previste dall’emergenza sanitaria. Noi per Natale ‘abbiamo fatto i Buoni’, ma ciascuno deve fare la sua parte, per far sì che la recuperata serenità di queste settimane possa avere continuità nei mesi successivi, seppure con le limitazioni che ci accompagneranno ancora per un po’”.
Le iniziative in programma potranno subire variazioni o sospensioni, in relazione alle future disposizioni statali e regionali, correlate all’emergenza in corso. Per essere sempre aggiornati: www.cirie.net – app Municipium.
g. m.

Lunedì chiusi molti uffici comunali

APERTI SOLO QUELLI ESSENZIALI   In un’ottica di limitare il più possibile la circolazione sul territorio cittadino, per contenere il rischio contagio Covid-19, lunedì 7 dicembre sarà sospesa ogni attività negli uffici del Comune di Torino fatta eccezione per quelle dei presìdi necessari a garantire la continuità dei servizi essenziali alla cittadinanza.

Nello specifico rimarranno aperti gli uffici:

– attività di sportello pubblico dell’Area Commercio, dell’Area Tributi e Catasto, dell’Area Servici Civici dell’Anagrafe e dello Stato Civile;

– Servizi dell’Area Sistema Sicurezza e Pronto intervento;

– Servizi dell’Area Protezione Civile e Gestione emergenze;

– Servizi Sociali e Socio Sanitari;

– Servizi operativi e territoriali del Corpo di Polizia Municipale;

– Ufficio Deposito Atti Giudiziari;

– ulteriori uffici a salvaguardia dei servizi aperti al pubblico per i quali i Direttori competenti sono tenuti a garantire l’apertura alla cittadinanza con apposite comunicazioni di servizio.

Infermieri, Nursing Up: lunedì 7 dicembre flash mob di protesta

Da mesi chiediamo rispetto, assunzioni, adeguamento e valorizzazione economica che non ci viene riconosciuta. Ora basta!

 

Riceviamo e pubblichiamo

Lunedì 7 dicembre il Nursing Up, sindacato degli Infermieri e delle professioni sanitarie, tornerà a manifestare in piazza Castello a Torino, a partire dalle ore 10.30, davanti agli uffici della Prefettura, con un Flash Mob per chiedere RISPETTO E CONSIDERAZIONE  DA PARTE DEL GOVERNO E L’USCITA DL COMPARTO SANITA’.

 

Dopo la grande manifestazione del 15 ottobre scorso, con migliaia di infermieri e professionisti della sanità che hanno manifestato a Roma, e lo sciopero del 2 di novembre durato 24 ore, scendiamo ancora una volta in piazza. Ad oggi, rispetto alle nostre sacrosante richieste, solo da parte del Ministro della Salute è arrivato un timido segnale di valorizzazione della nostra professione attraverso il riconoscimento di una minima indennità professionale che, tuttavia, non essendo sostenuta da adeguati finanziamenti ci lascia profondamente amareggiati e delusi.

 

Noi non molliamo e proseguiamo con lo stato di agitazione, perché dobbiamo fare di tutto per rendere giustizia e al valore di migliaia di infermieri e professionisti della sanità che rappresentiamo.

 

Chiediamo:

 

  • Un’area contrattuale autonoma e la valorizzazione economica della specificità di ogni professionista sanitario
  • Assunzioni stabili per l’adeguamento delle dotazioni organiche
  • Risorse per l’aggiornamento professionale
  • Riconoscimento della malattia professionale in caso d’infezione
  • Aggiornamento della normativa sulla direzione delle aziende di servizi alla persona e superamento del vincolo di esclusività
  • L’istituzione dell’infermiere di famiglia o di comunità per le cure territoriali con un piano assunzioni adeguato e messo in atto in tempi brevissimi
  • Il riconoscimento di indennità specifiche per gli infermieri e tutte le professioni sanitarie

 

Il Flash mob avverrà dalle ore 10.30 alle 13 in piazza Castello e nell’arco della mattinata il Segretario regionale del Nursing Up Piemonte, Claudio Delli Carri, salirà dal sig. Prefetto di Torino per consegnare una lettera con le nostre richieste indirizzate al Governo.

 

Spiega Delli Carri: “Siamo costretti a continuare nello stato di agitazione e nella nostra lotta al fianco di tutti i colleghi che rappresentiamo perché ancora una volta alle parole non seguono i fatti. Possibile che le situazioni drammatiche a cui abbiamo assistito non abbiano insegnato nulla alla politica? In Piemonte il piano assunzioni si muove con una lentezza esasperante. Dobbiamo mettere a punto la questione delle prestazioni aggiuntive da retribuire a 50 euro l’ora, visto che per coprire i turni molte aziende vi fanno ricorso. A oggi, dalla Regione, ci hanno risposto che se ne parlerà solo dal 15 dicembre in poi. Ma sappiamo già che per portare la retribuzione dai poco più di 20 euro l’ora di oggi ai 50 che chiediamo, non sono ancora state stanziate le cifre da Roma. Un passaggio che probabilmente necessiterà di tempi lunghissimi. E allora perché la differenza non la mette, subito, con un atto di coraggio la Regione?

Forse gli infermieri e i professionisti della sanità non hanno dimostrato coraggio in questi giorni di nuovo picco di contagi Covid, rimanendo al loro posto, in prima linea, ammalandosi e contagiandosi a centinaia ma proseguendo sempre a fare il proprio dovere anche se con turni massacranti, sacrificando la propria vita e spesso anche la propria famiglia? Forse queste persone valorose non meritano rispetto e un atto di coraggio anche dalla Regione?”.

 

Prosegue Delli Carri: “Riamane poi ancora aperto il capitolo assunzioni che ancora oggi stentano ad arrivare. Se il Piemonte vuole dare un serio impulso alla medicina di territorio è imprescindibile che venga istituita la figura dell’infermiere di famiglia o di comunità, supportando questa strategia con un piano di assunzioni adeguato con contratti ad ampio respiro almeno triennali, che possa portare stabilità a tutto il sistema sanitario.

 

Al Prefetto chiederemo di accogliere le nostre richieste e di sostenere le nostre istanze attraverso una  compiuta ed incisiva attività di sensibilizzazione nei confronti del Governo Italiano, intervenendo, in particolare, sensibilizzando il  Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro della Salute, affinché gli stessi adottino finalmente i provvedimenti risolutivi di propria competenza, che sono necessari ed opportuni per dare risposte favorevoli ai nostri desiderata.

 

La nostra professione e abnegazione merita RISPETTO: solo noi da sempre al fianco dei pazienti, sappiamo cosa significhi avere il coraggio di iniziare ogni giorno una lotta contro questo maledetto virus nella speranza di non essere contagiati e di non diventare un pericolo per le nostre famiglie.

Ora chiediamo solo che ci venga dato ciò che correttamente ci spetta. Che venga rotto il muro dell’indifferenza verso di noi e verso le nostre richieste. È giunto il momento che una volta per tutte il RISPETTO che da mesi chiediamo ci venga riconosciuto”.