La necessità di accelerare nell’iter parlamentare di approvazione del DDL Zan
Italia, 2021. Eppure. Eppure dobbiamo ancora confrontarci ogni giorno con atti di stalking, violenza e bullismo perpetrati contro appartenenti alla comunità LGBTQ. Sembra incredibile, eppure certi preconcetti culturali sopravvivono ai decenni, fuori tempo massimo e in contrasto con quanto sancito dalla nostra Costituzione. Articolo 3, per ricordarlo ai distratti: “Tutti i cittadini hanno pari dignita sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Riteniamo quanto mai necessario che la posizione dello Stato nei confronti delle diverse sfumature assunte in cronaca dall’omofobia sia chiara ed inequivocabile. Anche ricorrendo a strumenti, attuativi dei principi costituzionali, specifici per il problema.
Questa è la strada che vediamo positivamente percorrere da chi lavora affinchè il DDL Zan prosegua nel suo iter parlamentare, contemplando anche eventuali emendamenti migliorativi. Certi tipi di violenza non possono essere ulteriormente tollerati né l’approvazione di nuovi strumenti per farvi fronte possono essere procrastinati, adducendo motivazioni fantasiose e lontane dalla modernità attuale necessaria al nostro Paese.
Chi giustifica il proprio ostruzionismo raccontando di presunte limitazioni alle libertà di espressione, non ha evidentemente letto o compreso l’articolo 4 della proposta, oppure sta palesemente mentendo per supportare il proprio posizionamento nei confronti di un certo tipo di elettorato. Il DDL Zan inasprisce le pene per chi commette violenza, o incita a commetterla, a causa dell’orientamento sessuale, ma garantisce al contempo la libertà di espressione riconducibile al pluralismo delle idee ed alla libertà di opinione.
I recenti casi di Malika, di Jean Pierre o di Alfredo, solo per citarne alcuni, sottolineano la necessità impellente che siano velocemente sbloccati i lavori parlamentari per arrivare all’approvazione di un dispositivo di legge che punisca i reati di natura omotransfobica .
Del provvedimento Zan, riteniamo di particolarmente interesse il provare a definire un percorso verso un cambiamento sociale nella percezione della diversità. Il ddl infatti prevede la possibilità di sospensione della pena per il reo, condizionandola ad attività sociali in favore delle vittime dei reati.
Abbiamo urgente bisogno di lavorare verso una società aperta e matura. Una società in cui si giudichi nel merito una persona, senza condizionamenti derivanti dal suo orientamento sessuale.
Come Buona Destra auspichiamo che si proceda velocemente al completamento dell’iter parlamentare del DDL Zan. Auspichiamo inoltre che, a seguito dell’approvazione dello stesso, possa iniziare un percorso culturale della nostra società, che la porti ad una reale accettazione dei suoi appartenenti, senza classificazioni derivanti da idee, orientamenti o provenienze geografiche.
Comitato per la Buona Destra del Piemonte
storia, cinemaSi tratta di un progetto di restauro e riedizione digitale di alcune produzioni documentarie sui temi della Resistenza e della deportazione scelte fra le molte realizzate dall’Ancr nel corso degli anni della sua storia. “Un cofanetto digitale che oltre a contenere otto dei diversi film realizzati, offre la possibilità di esplorare molti materiali di testo, sonori e foto-cinematografici legati ai nuclei storici rappresentati nei documentari”,ricorda Corrado Borsa, del comitato direttivo Ancr. L’obbiettivo è in primo luogo quello di mettere a disposizione delle scuole, on line, opere di sicura efficacia sul piano didattico, realizzate con molti materiali d’epoca, testimonianze di protagonisti, riprese e montaggio coinvolgenti, spesso per varie ragioni difficoltosamente reperibili da tempo.