ilTorinese

“Cinema e Montagna” e una serata dedicata al cinema d’autore

Due appuntamenti da non perdere sono mercoledì 21 gennaio e sabato 24 gennaio prossimi, a Biella, presso palazzo Gromo Losa. Una serata sarà dedicata a “Cinema e Montagna” e un’altra al cinema d’autore in 16 mm. Mercoledì 21 gennaio, alle ore 21, è previsto l’evento su Cinema e Montagna, che fa parte delle serate culturali del Festival “La magia della luce. Pellicola che passione!”. Durante la serata saranno proiettati filmati storici: il primo sulla spedizione di S.A.R. sul K2, di Vittorio Sella, del 1909, e il secondo riguardante la spedizione sul Cervino, di Mario Piacenza, del 1911. Saranno ospiti gli alpinisti Enrico Rosso e Gianluca Cavalli, oltre al presidente del CAI di Biella Andrea Formagnana e al vicedirettore del Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi – CAI Marco Ribetti. Sabato 24 gennaio, alle ore 10, l’appuntamento sarà con “Bianco e nero: il cinema d’autore in 16 mm”. Verrà proiettato “L’eterna illusione” (You can’t take it with you), diretto da Frank Capra nel 1938, con un giovane James Stewart. Il film è tratto da una commedia vincitrice del premio Pulitzer, scritta da George S. Kaufman e Moss Hart. Vincitore di due premi Oscar, fu il film di maggiore incasso del 1938. In concomitanza con gli eventi culturali, continuerà a essere visitabile, presso la Fondazione Cultura della Cassa di Risparmio di Biella, la mostra dedicata alla storia del cinema del Novecento, dove si potrà ammirare un set cinematografico appositamente ricostruito dall’artista Paolo Angelillo, una serie di macchine per il cinema, rare e preziose, cineprese e proiettori, e una scelta di video realizzati anche con pellicole d’epoca, tutte provenienti da importanti  collezioni museali pubbliche e private. Con questa mostra si potrà riscoprire la bellezza del cinema di un tempo e ripercorrere la tecnica cinematografica in pellicola del Novecento. La mostra, visitabile fino al 26 febbraio prossimo, è ideata dal giornalista e regista Franco Fratto, direttore del festival e co-curatore insieme a Marco Galloni, docente all’Università di Torino e già presidente ASTUT. La mostra propone un percorso che unisce scienza e arte, tecnica e immaginazione.

“Abbiamo voluto far scoprire la poesia della macchina cinematografica- spiega Sabrina Sottile, presidente dell’associazione culturale ‘Sabrina Sottile-eventi d’arte di Torino’, ente organizzatore del festival – quel battito meccanico che ha dato vita alle immagini e che ancora oggi emoziona senza proiettare immagini”.

“Rivedere un film in pellicola significa riaccendere un rito – spiega Franco Fratto – la sala  he si oscura, il fascio luminoso che attraversa lo spazio, il suono intermittente del proiettore. Un’esperienza che riporta il pubblico all’essenza stessa del cinema”.

“La magia della luce inaugura allo Spazio cultura della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella a pochi giorni dal solstizio d’inverno – ha dichiarato Michele Colombo, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Biella – impreziosendo con le sue proiezioni il periodo in cui le notti sono più lunghe. Un fascino antico quello del cinema, nato forse dall’incanto dei primi uomini per le ombre proiettate dal fuoco sulle pareti delle grotte e sviluppato in un’arte tecnica e poetica insieme”.

Tutti gli eventi sono gratuiti, nel segno della sostenibilità e dell’accessibilità.

“La magia della luce. Pellicola che passione!” nasce con l’intento di creare un dialogo tra cinema, territorio e comunità valorizzando il patrimonio culturale e umano di Biella e del Piemonte.

Mercoledì 28 gennaio, dalle 21 alle 23.30, vi sarà una serata a cura di Alessandro Bechis, curatore del Ferragna Film Museum della città di Cairo Montenotte, in provincia di Savona, dedicata alla proiezione di filmati amatoriali, girati in Super8 Ferragna, parodia dei grandi film nelle sale, realizzati dai dipendenti Ferragna.

La proiezione di sabato 31 gennaio, dalle 10 alle 13, sarà un omaggio al cinema d’autore in bianco e nero in 16 mm, con “Au hasard Balthazar”, un film in bianco e nero del 1966 diretto da Robert Bresson e presentato in concorso alla 27esima mostra del Cinema di Venezia e considerato uno dei suoi capolavori.

Maggiori informazioni su www.lamagiadellaluce.it

Sedi: spazio cultura della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella per la mostra. Palazzo Gromo Losa per le serate culturali. La sala convegni di Fondazione CR di Biella per le proiezioni di film in bianco e nero e laboratori per bambini.

Mara Martellotta

L’orticoltura per la difesa del territorio

Gli “Orti Generali” di Torino condividono “buone pratiche” di rigenerazione urbana con “DarkSky Hub” di Bernezzo (Cuneo)

Giovedì 22 gennaio, dalle 18,30

Bernezzo (Cuneo)

Obiettivo cui puntare: “la stesura di un manifesto scritto in forma plurale per la tutela della biodiversità e del paesaggio delle valli e dei territori cuneesi”. Parte da questa riflessione il ciclo di incontri organizzati presso l’aula didattica “CRAS – Centro di Recupero degli Animali Selvatici” di via Alpi 25, a Bernezzo (Cuneo) da “DarkSky Hub”, la nuova “Comunità di interesse” incentrata per l’appunto sui temi del benessere ambientale e sociale, nata dalla collaborazione tra “Sideralis – Officina delle stelle Aps” “NOAU – Officina Culturale” con la collaborazione del “CRAS” e del “Comune di Bernezzo”, rivolta a sostenere la “formazione” e l’“attivazione” intorno alla tutela della “biodiversità”.

Su questa linea di pratica didattica si terrà anche il terzo appuntamento organizzato a Bernezzo, giovedì prossimo 22 gennaiodalle 18,30 alle 20,30.

Protagonisti dell’incontro saranno alcuni membri dei torinesi “Orti Generali” che racconteranno il percorso del Progetto di “Orti Comunitari Urbani”, nato dalla rigenerazione di un Parco alla periferia sud di Mirafiori a Torino. A seguire si terrà un momento di scambio e confronto tra i presenti seguito da un piccolo aperitivo “a tema” curato da “Atelier Mal’Erba” di Caraglio. L’incontro è gratuito ed è gradita la prenotazione sulla pagina “Eventbrite” di “Sideralis Aps”.

Per maggiori infoenrico.t@noau.eu

Il Progetto torinese di orti comunitari urbani “Orti Generali”, ha restituito alla cittadinanza di zona Mirafiori, nell’arco di pochi anni, un “Parco Fluviale”, sulle rive del torrente Sangone, da tempo abbandonato e degradato e che oggi permette di coltivare, imparare e godersi la campagna in città, anche grazie alle svariate iniziative e ai molti appuntamenti proposti al pubblico in ambito culturale e sociale. L’incontro con questa realtà e con i suoi membri permetterà ai partecipanti di confrontarsi e di raccogliere informazioni e materiali utili per l’obiettivo finale (il “manifesto scritto” di cui sopra) del percorso di “DarkSky Hub”.

“Siamo come un fiume che scorre e modifica i propri confini e la morfologia del luogo in un ecosistema in evoluzione”, scrivono i membri di “Orti Generali” sulla loro pagina “Facebook”. E a ragione. In effetti dal 2019 (anno d’avvio del Progetto) ad oggi, “Orti Generali” ha assistito ad una significativa evoluzione. 160 erano gli “orti urbani” creati in partenza e da subito una sempre più crescente domanda da parte dei cittadini, complice anche la mancanza di iniziative simili a Torino. Oggi, la “lista d’attesa” a sei anni di distanza arriva a contare ben oltre 1200 persone che aspettano d’essere coinvolte per avviare il proprio “orto urbano”. Cifre e una filosofia gestionale, non solo a firma di “Orti Generali”, da cui c’è sicuramente tanto da imparare e condividere.

Anche per questo motivo, dopo l’appuntamento del prossimo giovedì 22 gennaio, sono previsti a Bernezzo altri tre momenti di incontrogiovedì 19 marzo, con “Chiocciola la Casa del Nomade”, realtà emiliana che promuove il cambiamento attraverso “cittadinanza attiva” e “collaborazione”giovedì 21 maggio, con “Sideralis Aps” di Cuneo, associazione culturale e scientifica che promuove l’“accessibilità all’astronomia”; per terminare con un’“attività laboratoriale”, in programma sabato 20 giugno, che prevede la realizzazione di un “manifesto grafico” che sintetizzi visivamente il percorso partecipativo “Comunità, ambiente e biodiversità”.

G. m.

Nelle foto: Un incontro di “DarkSky Hub”; Immagini di “Orti Generali” tratte da www.ortigenerali.it

Sospesa per sette giorni la licenza della discoteca Tabata di Sestriere

Criticità nelle condizioni di sicurezza

E’ stata sospesa per sette giorni, dal Questore di Torino, la licenza della discoteca Tabata di Sestriere. Dopo una segnalazione per sovraffollamento all’interno del locale, avvenuta fra il 30 e il 31 dicembre scorso, una rissa natalizia che ha portato al ferimento di due uomini e un successivo controllo, datato 11 gennaio, da parte dei Vigili del Fuoco che hanno rilevato criticità nelle condizioni di sicurezza in materia, il Questore ha disposto la sospensione, per sette giorni, della licenza per pubbliche feste da ballo alla nota discoteca montana.

Mara Martellotta

A proposito del libro su Luigi Capriolo

Caro Direttore,

nella mia funzione di curatore dell’Archivio Lorenza e Luigi Cavallo invio la seguente dichiarazione sottoscritta dagli autori e con il loro accordo, grato se vorrà pubblicarla.

“Nel volume di Aldo Agosti e Marina Cassi, Un eroe senza medaglie. Luigi Capriolo dall’antifascismo alla Resistenza, Donzelli, Roma 2024 a p. 88 si è creato uno spiacevole equivoco nell’interpretazione di quanto scritto da Lorenza Pozzi Cavallo nel suo libro Luigi Cavallo. Da Stella Rossa alla rivolta operaia di Berlino, Golem Edizioni, Torino 2022 (p. 415). Gli autori prendono atto che l’autrice non ha imputato ai magistrati Luciano Violante e Raffaele Guariniello e alla Magistratura, la sottrazione, nei lontani anni Settanta, del manoscritto del diario di Luigi Capriolo, allora conservato nell’archivio del giornalista Luigi Cavallo, la cui trascrizione dattilografata del 1946 è stata attualmente depositata presso l‘Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea di Torino. La trascrizione è stata messa a disposizione degli autori Agosti e Cassi per gentile concessione di Lorenza Pozzi Cavallo, che ha destinato all’Istituto l’intero “Archivio Lorenza e Luigi Cavallo.

Aldo Agosti e Marina Cassi”

Un testo analogo è stato pubblicato dal professor Agosti sulla sua pagina Facebook, mentre la Casa Editrice Donzelli ha provveduto a correggere la pagina 88 della versione digitale del volume.

Un fascicolo con relativi allegati, redatto dalla signora Lorenza Pozzi Cavallo e contenente le sue osservazioni sul volume dedicato a Capriolo, viene unito alla documentazione già presente presso l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza come parte integrante dell’Archivio Lorenza e Luigi Cavallo.

La ringrazio, gentile Direttore, per la pubblicazione della presente lettera e Le porgo i più cordiali saluti.

Luciano Boccalatte

Giachino: “Assemblea soft sui problemi di Barriera organizzata dal PD”

Il PD cerca di riaprire il dialogo con Barriera di Milano, che insieme a Aurora da anni vive in condizioni di degrado e di insicurezza pesanti da sentirsi figli di un Dio minore, ma ormai è molto imborghesito cosicché la riunione che tenutasi ieri sera  nella bellissima sede della Fondazione Amendola in mezzo a quadri d’autore e’ filata via con toni molto bassi. Il Sindaco ha spiegato molto bene la difficile situazione dei conti del Comune con un buco lasciati dai Cinquestelle con un Buco di  90 milioni. Cosicché sorge la prima domanda. Se Lo Russo vuole tentare di rivincere le elezioni dovrà fare la alleanza con i cinque stelle che ha sempre disistimato e che gli hanno lasciato 90 milioni di buco? Il Sindaco ha proseguito spiegando che la Metro finalmente inizierà i lavori nel 2027 ma entrerà in funzione se va bene solo nel  2033, ventisette anni dopo la inaugurazione della linea 1. Così l’area Gondrand è quella della Piscina Sempione.  Logico il commento del Presidente del Comitato Angelo Martino, Dramisino, “Sindaco così dovremo aspettare ancora 7-8 anni a vedere risolti i nostri problemi“. Significativo l’intervento di una Consigliera di circoscrizione del PD che ha raccontato  di un’altra Barriera dove non ci sono i problemi che per anni hanno sollevato due Parroci qui molto amati come Don Stefano Votta e Don Luca Ramello.

Mentre a chi scrive non è stata data democraticamente (?) la parola, ci ha pensato la Signora Simonetta a raccontare le tante iniziative non ascoltate a proposito della degradatissima area della Piscina Sempione.   Nessuno che ricordi come siano stati deportati proprio nella zona più difficile di Barriera in via Palestrina il centinaio di abitanti delle ex MOI. Se al PD va bene una assemblea molto ovattata in cui la difficoltà di vivere della zona centrale di Barriera non vengono accennate o discusse , a chi come il sottoscritto si emoziona a vedere invece le difficoltà umane di famiglie che non possono neanche pensare di trasferirsi da qualche altra parte  perché gli appartamenti si sono molto svalutati o dei tanti che senza gli aiuti della Caritas della Parrocchia della  Pace o dal terrore in cui vivono gli abitanti della zona in cui opera una Bar-discoteca di via Palestrina. Barriera non si può capire se non si studiano bene  i dati socioeconomici della zona. Negli ultimi trent’anni il PIL procapite del Quartiere e’ sceso ai livelli delle zone del Sud. Il calo economico ha fatto esplodere le diseguaglianze. La risposta più importante è quella di portare lavoro proprio lì. Da mesi ho lanciato la proposta di spostare lì il Centro per la IA che avrebbe in un colpo solo dato speranza ai giovani e cambiato la immagine di Barriera. Non solo non si è lavorato su questa soluzione ma oggi arriva la notizia che una quarantina di dipendenti di Infrato verranno spostati da via Bologna al Grattacielo dell’Area Metropolitana. Ecco perché vale la pena farsi sentire firmando e facendo firmare la mia Petizione su Change.org che ha raggiunto 1500 firme. A dimostrazione che analisi e proposte di qualità non dipendono dalla quantità dei voti raccolti dai partiti. Sempre che i giornali si ricordino che il pluralismo è il valore che deve essere maggiormente promosso dalla stampa libera e democratica.

Mino GIACHINO responsabile UDC Torino

Presidio di studenti al rettorato UniTo: No all’assemblea di Askatasuna

La decisione di UniTo di disporre una sala del Campus Einaudi per l’assemblea nazionale di Askatasuna non è stata accettata da una parte degli studenti che, nel pomeriggio di venerdì 16 gennaio, hanno protestato in rettorato. Una decina di studenti appartenenti al Fuan-Azione Universitaria non hanno tollerato che fosse l’Università di Torino a fare da spalla al “lutto” del noto centro sociale. Uniti sotto lo striscione “UniTo ostaggio di Antifa”, gli studenti hanno ottenuto un incontro con il prorettore Gianluca Cuniberti per ribadire che per giustizia si dovrebbe dar voce a tutte le liste dei centri sociali, compreso il Fuan, in Università, non solo a chi ha nel suo “modus operandi” l’odio politico e la violenza. L’incontro con Cuniberti ha registrato un esito positivo, e il prorettore si è dichiarato favorevole ad aprire gli spazi universitari a chi sottoscriva una dichiarazione in favore della libertà d’espressione di tutte le liste.

Mara Martellotta

Il mito di Giovanni Testori “Cleopatras” rivive con Arianna Scommegna

Andrà in scena al teatro Gobetti la pièce teatrale “Cleopatras” di Giovanni Testori, per la regia di Gigi Dall’Aglio, con Arianna Scommegna come interprete principale, dal 20 al 22 gennaio prossimo.

La voce e il corpo sono elementi travolgenti in “Cleopatras”, monologo di Giovanni Testori, autore visionario capace di fondere il sacro e il profano in una lingua unica. In questa rivisitazione intensa e personale del mito, la regina d’Egitto è una donna che vive la passione per Antonio con forza carnale e struggente. La pièce è ambientata in un regno reinventato che si fonde con la topografia della Valassina, la valle del fiume Lambro. La narrazione esplora temi d’amore, perdita e redenzione. In questo allestimento, una delle ultime regie del compianto Gigi Dall’Aglio, scomparso nel 2020, la parola regna sovrana, sostenuta dalla musica di un violoncello. Arianna Scommegna attraversa la scena e penetra l’animo dello spettatore in una interpretazione che le è valsa un riconoscimento importante dai critici di teatro per il lavoro di ricerca sui personaggi femminili. Le musiche in scena di violoncello sono di Chiara Torselli.

Recite: 20-22 gennaio ore 19.30 – 21 gennaio ore 20.45

Teatro Gobetti – via Gioacchino Rossini 8, Torino – biglietteria@teatrostabiletorino.it – 0115169411

Mara Martellotta

Corsi di formazione gratuita per chi esce dalla scuola media

251 corsi gratuiti di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) approvati dalla Regione Piemonte per l’anno formativo 2026-2027 permetteranno a circa 5.000 giovani in uscita dalla scuola secondaria di primo grado di assolvere il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione e di acquisire una qualifica o un diploma professionale che permetta di rispondere a molte competenze richieste dalle imprese.

Questi corsi costituiscono infatti un’alternativa al percorso di istruzione scolastica quinquennale per le ragazze e i ragazzi che si trovano a scegliere cosa fare dopo la terza media, con lo scopo di ridurre il rischio di dispersione e abbandono scolastico e consentire loro di ottenere un titolo di studio immediatamente spendibile nel mondo del lavoro. Il 66% dei qualificati e dei diplomati nel sistema IeFP trova un’occupazione entro i tre anni e, di questi, oltre il 70% lavora in un settore coerente con la formazione ricevuta.

“L’Istruzione e Formazione Professionale è una scelta di campo – osserva Elena Chiorino, vicepresidente e assessore all’Istruzione e Merito della Regione Piemonte – Significa credere nel valore del lavoro, delle competenze e del merito come strumenti di crescita e metterli a disposizione dei nostri ragazzi. Con questi corsi gratuiti il Piemonte investe sui giovani che vogliono costruirsi un futuro concreto, senza scorciatoie ideologiche e senza false promesse. Qui non si coltivano illusioni, ma capacità reali, richieste dalle imprese e spendibili subito. È offrendo percorsi seri, qualificanti e radicati nei territori che si combattono dispersione scolastica e marginalità e ed è così che si alimenta il Made in Italy. Tramandare la capacità di saper fare è essenziale per tenere viva l’eccellenza delle nostre produzioni che tutto il mondo ci invidia. La Regione Piemonte sceglie di stare dalla parte di chi si mette in gioco, di chi ha voglia di fare e di imparare un mestiere”.

L’offerta formativa

I percorsi sono triennali per il conseguimento della qualifica professionale e quadriennali per il conseguimento del diploma professionale.
Numerosi gli indirizzi tra cui scegliere in base alle proprie attitudini e alla propria voglia di mettersi in gioco velocemente nel mondo del lavoro: agricoltura e ambiente, industria, artigianato, servizi alla persona, ristorazione, informatica.

Ogni indirizzo, pur garantendo una formazione culturale di base adeguata, mira a insegnare agli studenti a svolgere un mestiere o un’attività lavorativa specifica. Il percorso si articola in lezioni svolte in aula, attività pratiche di laboratorio, apprendimento svolto in modalità duale, in contesti di impresa simulata e in alternanza rafforzata all’interno di imprese del settore con stage o contratti di apprendistato di primo livello.
Un elemento di novità è rappresentato dalla costituzione di filiere formative tecnologico-professionali che, attraverso una rete tra scuola, agenzia formativa e Istituti Tecnici Superiori (ITS), favoriscono i passaggi tra i vari percorsi di studio e consentono di proseguire la formazione nei percorsi di istruzione terziaria, fino al conseguimento di un titolo di alta specializzazione tecnica.

Per rafforzare il contrasto alla dispersione scolastica e formativa, sono previsti anche progetti specifici (individuali e/o di gruppo) a supporto dei percorsi di qualifica e di diploma professionale, finalizzati a favorire nuovi ingressi in percorsi già avviati, sostenere i passaggi fra istruzione e formazione professionale e recuperare gli abbandoni.

Dopo il conseguimento della qualifica professionale, si potrà scegliere di entrare direttamente nel mondo del lavoro, continuare il percorso formativo frequentando il IV anno IeFP per conseguire il diploma professionale, proseguire nella scuola per poi ottenere un diploma di scuola secondaria di secondo grado.

Per maggiori informazioni cliccare qui

Per le iscrizioni online (fino al 14 febbraio 2026) https://unica.istruzione.gov.it/portale/it/orientamento/iscrizioni

Diritti umani negati: Torino scende in Piazza per l’Iran

Sabato 17 gennaio alle 15, in Piazza Carignano, ci sarà la Grande Manifestazione Unitaria, per un Iran laico, repubblicano e democratico.

L’INTERVISTA / GIAMPIERO LEO

Fortemente voluta e patrocinata da Giampiero Leo, vicepresidente del Comitato Diritti Umani del Consiglio regionale, la manifestazione che si terrà in Piazza Carignano sabato 17 gennaio sarà un’occasione di confronto politico e sociale per capire cosa sta succedendo in Iran e per esprimere solidarietà e vicinanza a un popolo martoriato da una tremenda repressione. Ma l’Iran non è l’unico paese in cui vengono calpestati i fondamentali diritti umani.

Abbiamo intervistato Leo.

Come interpreta l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela e quali ripercussioni potrebbe avere sulla già fragile situazione dei diritti umani e delle libertà civili nel Paese e nella regione?”

Prima cosa: io sono da sempre un sostenitore del diritto internazionale, che è stata una conquista di civiltà insieme alle Nazioni Unite dopo il dramma della terribile Seconda guerra mondiale. Ovviamente non posso condividerlo. Dire però che questo possa influire sui diritti umani, parlando del Venezuela, mi sembra una barzelletta. È come se qualcuno tirasse un petardo a Gaza o in Ucraina e gli dicessero: “Non pensi che questo possa fare danno, spaventare”, riferendosi a luoghi dove ogni momento, senza pietà, piovono missili.
Trump ha compiuto un’azione illegale colpendo però un governo e un regime che sono totalmente illegali, e che rappresentano un esempio contemporaneo di dittatura sudamericana feroce e corrotta, come quelle di altri tempi. Penso al Cile, all’Argentina, all’Uruguay. Situazioni per cui mi sono mobilitato personalmente. Ho partecipato a campagne e iniziative internazionali contro queste dittature. Conoscendo e avendo parlato con centinaia di donne, uomini e giovani venezuelani che sono fuggiti o rimasti, non vedo differenza tra la dittatura di Maduro e quelle fasciste del passato. Dobbiamo lavorare affinché il Venezuela torni alla democrazia.

Sta venendo meno il rispetto del diritto internazionale?

Assolutamente sì, e questo è gravissimo. Il diritto internazionale, a spicchi e bocconi, era stato violato in passato ma, secondo tutti gli studiosi di diritto, il colpo mortale lo ha dato l’invasione dell’Ucraina. A tutela dell’Ucraina era stato firmato dal governo russo l’accordo di Budapest, che in cambio della restituzione delle armi nucleari e della flotta del Mar Nero prevedeva che la Russia non avrebbe mai aggredito l’Ucraina.

“Le proteste in Iran sono state accompagnate da dure repressioni. Quanto può questa frattura interna condizionare la politica estera di Teheran e la sua credibilità in tema di diritti umani?”

Io credo che la credibilità del regime dittatoriale teocratico iraniano sia pari a zero. A suo tempo solo Grillo e qualche 5 Stelle poteva sostenere il regime iraniano come un’altra forma di democrazia. Anche perché, e lo dico da credente, una delle forme di dittature più orrende e disgustose è quella teocratica. Per me, credente e consapevole dei difetti storici delle varie religioni, il messaggio di una fede è amore, fratellanza, sorellanza, rispetto della vita, altruismo, bene comune. Una dittatura disumana che cerca giustificazioni e presenta come giustificazione una fede è proprio una bestemmia.
Spero che il popolo iraniano ritrovi la libertà e che, a differenza di altri Stati dell’area che non hanno una tradizione culturale e democratica elevata come quella iraniana, possa scegliere liberamente e coscientemente il tipo di governo che vuole.

Ho chiesto a Tahmina, una giovane iraniana che studia in Piemonte, se voleva farle due domande. Le riporto quanto mi ha scritto.

Tahmina: “Signor Leo, lei ha spesso promosso l’NCRI (Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana) come alternativa democratica all’attuale regime. Tuttavia, ogni iraniano che io abbia mai visto o con cui abbia parlato nella mia vita considera questo gruppo non come una soluzione, bensì come una ‘setta terroristica’ universalmente disprezzata dagli iraniani, indipendentemente dal contesto politico o religioso delle persone.

La mia domanda è: è consapevole di questo profondo divario tra il suo sostegno e il reale sentimento del popolo iraniano? Perché continua a sostenere un gruppo che molti considerano fondamentalmente antidemocratico e storicamente compromesso?”

Cara Tahmina, le devo dire con assoluta franchezza e onestà che io non ho nessuna preferenza per qualsivoglia forma o organizzazione di opposizione al regime iraniano.
L’organizzazione che lei cita è quella che non a livello personale, ma come Comitato per i diritti umani della Regione Piemonte (che racchiude tutti i partiti e moltissimi esponenti della società civile), ci ha contattati e sensibilizzati – in maniera molto civile e rispettosa – soprattutto questa organizzazione. Altre componenti che sappiamo esistere e stimiamo dell’opposizione iraniana, non sappiamo perché, non hanno ritenuto di prendere contatto con le forze democratiche italiane.
Quindi, con tutto il rispetto, le ribalto la domanda: perché queste componenti non hanno preso iniziative, non si sono rivolte agli organismi democratici pluralisti italiani che li avrebbero accolti con le braccia aperte?

Per parte nostra, e per nostra impostazione, il modello che l’Italia ha sperimentato nella resistenza al regime fascista, e che io condivido da sempre, è quello del CLN, Comitato di Liberazione Nazionale: un’organizzazione che raccoglieva insieme tutte le forze che si opponevano al regime fascista, dai comunisti ai monarchici, passando per i liberali e i cattolici.
In Iran, e per la libertà dell’Iran, secondo noi bisognerebbe fare la stessa cosa: combattere compatti tutti insieme contro questo regime e, una volta abbattuto, lasciare decidere liberamente il popolo, come avvenuto in Italia dopo la Seconda guerra mondiale.

A tal proposito, la tesi mia e delle tante e autorevoli persone con cui lavoro è che idealmente dovunque bisognerebbe dare la parola al popolo. In Iran come in Venezuela, nel Donbass come a Gaza. Questa sarebbe la vera democrazia.

Tahmina: “E perché l’Occidente tratta l’“intervento straniero” come un tabù, quando il regime sta già usando milizie straniere per uccidere il proprio popolo?

L’argomentazione secondo cui l’intervento “non funziona” ignora la storia – ha salvato l’Europa nella Seconda Guerra Mondiale e ha impedito alla Corea del Sud di diventare come la sua vicina del Nord. Mentre l’Occidente tace per evitare una “escalation”, il regime sta già portando avanti l’escalation importando miliziani iracheni per schiacciare iraniani disarmati.

Inoltre, l’Occidente non sta forse commettendo un gigantesco errore strategico? Privilegiando legami economici di breve periodo con lobbisti regionali come Qatar o Arabia Saudita, non sta forse ignorando il fatto che un Iran democratico sarebbe il suo alleato più forte per la pace? Un Iran libero smantellerebbe le reti terroristiche regionali che minacciano l’Occidente, mentre restare in silenzio significa soltanto invitare caos a lungo termine e più terrorismo alle porte stesse dell’Europa. Perché l’Occidente sta rischiando la sua sicurezza a lungo termine per un profitto a breve termine?”

Di fronte a questa, che non è solo una domanda ma un ragionamento molto colto, profondo e di grande spessore storico e sociologico, devo dire che in questo caso rimango imbarazzato. Anche perché noi italiani, con la sola – pur nobilissima – Resistenza, non avremmo liberato il Paese dai tedeschi. Effettivamente, senza gli Alleati, con le loro forze armate e il sacrificio di migliaia di giovani di altri Paesi per la libertà dell’Italia, da sola la Resistenza non sarebbe assolutamente bastata, pur avendo dato una testimonianza straordinaria e che non va mai dimenticata.
Quindi, le cose che lei dice sono profondamente vere, anche perché la Repubblica islamica ha connivenze internazionali spregiudicate; penso al Venezuela di Maduro o alla Corea del Nord. Mentre l’Occidente è rimasto scottato da gravi errori di valutazione, come nel caso dell’Iraq e dell’Afghanistan, non riuscendo a capire che, per storia e cultura, l’Iran è profondamente diverso da quei Paesi.

Grazie per il tempo dedicato all’intervista e a questo punto ci vediamo domani in Piazza Carignano alle 15.

Sono io che ringrazio di cuore voi per questo preziosissimo confronto che dimostra la vostra sensibilità. Vorrei aggiungere un’ultima considerazione che ritengo fondamentale.
Oggi abbiamo parlato della tragica situazione in Iran, ma la mia idea è che dovremmo alzare enormemente il nostro livello di empatia, solidarietà e impegno per tutte le situazioni simili a quella iraniana. Non dobbiamo dimenticarci di Gaza e della Cisgiordania, non possiamo cedere alla disinformazione putiniana sull’Ucraina né al neocinismo trumpiano, ma dobbiamo contemporaneamente continuare ad avere a cuore situazioni come quelle del Congo, dei civili massacrati dalle milizie fondamentaliste in Sudan, dell’eroismo delle donne del Kurdistan, della mortificazione assoluta delle donne afghane.
In sostanza, l’appello che rivolgo – anche a nome del nostro Tavolo della Speranza – è avere il cuore e l’anima aperti verso tutte le donne, i bambini e tutti coloro che soffrono, e non mobilitarci soltanto, come spesso accaduto nella storia e recentemente, per cause che riflettono nostre simpatie politiche e ideologiche. Ideologia e umanità non vanno d’accordo.

Lori Barozzino