ilTorinese

I radicali e la “deputinizzazione”

Riceviamo e pubblichiamo

 

Giovedì  9 giugno alle ore 12.00 a Torino presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta in via san Dalmazzo 9 bis si terrà una conferenza stampa con il segretario nazionale di Radicali Italiani Massimiliano Iervolino dal titolo:
“Deputinizziamo l’Italia a partire dal Piemonte: l’individuazione delle aree idonee per le rinnovabili contro la dipendenza dal gas russo”. 
Molti sono gli aspetti su cui lavorare per arrivare a una ‘deputinizzazione’ dell’Italia e del Piemonte. In primis l’aspetto energetico. La crisi, anche energetica, determinata dall’invasione russa dell’Ucraina pone definitivamente l’Italia di fronte al problema pluridecennale della mancata autosufficienza. In questo scenario un ruolo centrale rispetto al nuovo mix energetico lo avranno le fonti rinnovabili. La roadmap che, attraverso il PNRR, il Governo italiano ha tracciato è chiara: entro il 2030 è necessario installare almeno 70 GW di potenza da rinnovabili per avere una copertura da queste fonti del 72% per la parte elettrica. L’Italia, però, negli ultimi anni ha installato solo circa 1 GW di potenza media annua, di questo passo vedremo raggiunti gli obiettivi necessari non prima del 2100. Entro la fine dell’anno le Regioni dovranno individuare le aree idonee all’installazione di impianti a fonti rinnovabili. È urgente accelerare questa trasformazione, da una parte eliminando i legacci burocratici che da sempre frenano il nostro Paese e dall’altra coinvolgendo i cittadini nei processi decisionali per evitare le proteste e i fenomeni Nimby (non nel mio giardino) e Nimto (non durante il mio mandato). L’obiettivo è quello di individuare una strada comune verso l’autosufficienza energetica. L’occasione servirà inoltre a fare il punto sulle evidenti connivenze di parte dei maggiorenti del centrodestra piemontese, in particolare Fratelli d’Italia, con l’establishment del Cremlino. Basti pensare all’assessore FdI Maurizio Marrone o al portavoce regionale FdI Fabrizio Comba. Verrà poi lanciata la mobilitazione nazionale sull’iniziativa di raccolta firme “Putin all’Aja” per sostenere il lavoro della Corte Penale Internazionale e portare a processo Putin per crimini di guerra. Sarà inoltre annunciato l’evento conclusivo della campagna sui Referendum “Giustizia Giusta”.
Con il segretario Iervolino partecipano:
Igor Boni, presidente Radicali Italiani;
Silvio Viale, consigliare comunale;
Giulio Manfredi, giunta Radicali Italiani;
Patrizia De Grazia, coordinatrice Associazione radicale Aglietta.

La condanna ignorata di T r a v a g l i o

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni 

Il 5 giugno l’Agenzia Adnkronos ha battuto questa notizia: “Ho vinto la causa di diffamazione contro i giornalisti del” Fatto Quotidiano”, Marco Travaglio, Ilaria Proietti e Carlo Tecce”. Così la presidente del Senato, Elisabetta Casellati. “Questo il dispositivo della sentenza di condanna: ‘Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone: accerta la responsabilità dei convenuti per il carattere diffamatorio, nei limiti e per le ragioni esposte , degli articoli del 17.11.2019 a firma Carlo Tecce, del 20.6.2020 a firma Ilaria Proietti, del 10.12.2019 a firma Marco Travaglio, nonché degli articoli dell’11.12.2019 e del 12.12.2019”. Ed ancora: “Per l’effetto condanna i convenuti in solido Società Editoriale Editrice il Fatto Spa, Marco Travaglio, Carlo Tecce (nei
limiti di euro 5.000,00) e Ilaria Proietti (nei limiti di euro 10.000,00) al pagamento, a titolo di risarcimento dei danni, a favore dell’attrice Maria Elisabetta Alberti Casellati di euro 25.000,00;
condanna Marco Travaglio, Carlo Tecce e Ilaria Proietti ex art. 12 .47/1978 al pagamento rispettivamente di euro 2.000,00 ciascuno Marco Travaglio e Ilaria Proietti e di euro 1.000,00 Carlo Tecce; ordina la pubblicazione delle sentenza per estratto a cura e spese dei convenuti
su Corriere della Sera, Il Mattino, il Gazzettino e il Fatto Quotidiano. Condanna altresì i convenuti in solido a rimborsare alla parte attrice le spese di lite, che si liquidano in euro 940,90 per spese, euro 7.254,00 per onorari, oltre IVA, se dovuta, CPA e 15,00 % per rimborso spese generali”.
Ma questa notizia non è apparsa sulla grande stampa che ha  ignorato la condanna di Travaglio per la diffamazione alla seconda carica dello Stato Casellati che non si è limitata a smentire le accuse false, ma ha trascinato in tribunale  i suoi diffamatori. Oggi le querele vengono annunciate, ma non vengono date o vengono rimesse dopo una lettera di scuse o due righe di rettifica. La libertà di diffamare le persone non ha nulla a che vedere con la libertà di stampa. Esistono, non rispettati, anche  dei codici deontologici stabiliti dallo stesso Ordine dei Giornalisti. L’Ordine ha recentemente protestato contro una presunta restrizione della libertà di informare che sarebbe stata voluta dalla ministra della Giustizia e dalle Procure che hanno giustamente limitato l’accesso alle notizie che spesso sono delle vere e proprie fughe di notizie che violano il segreto istruttorio. La libertà di ledere la dignità delle persone, marchiandole a vita  spesso persino prima del rinvio a giudizio, è un fatto di barbarie che va stroncato. Ma il fatto che la stampa italiana nel suo complesso abbia ignorato o minimizzato la condanna di Travaglio e’ una forma di auto- censura che non rende credibile la corporazione dei giornalisti, spesso  interessati  soltanto a difendere privilegi impensabili in una libera democrazia .
Una persona specchiata come il presidente Casellati e’ stata costretta a ricorrere alla Magistratura per vedersi riconosciuti i  propri diritti. Ma le notizie false e ingiuriose che la riguardavano erano state urlate dal “Fatto“ e naturalmente riprese dagli altri giornali e da alcune trasmissioni televisive . Questo modo di “informare “ è chiaramente incostituzionale. In tempi recenti un giornale ha massacrato l’immagine intellettuale di Gianni Vattimo, ottantacinquenne , ammalato e non in grado di difendersi . Nessuno , forse salvo chi scrive, ha condannato questo abuso disumano della libertà di stampa. La Casellati ha indicato la strada da percorrere per affermare la verità contro la menzogna e l’odio politico. E la sentenza rivela anche  l’esistenza di magistrati seri e indipendenti rispetto a quelli che, disonorando la toga che indossano, fanno politica in modo sfacciato . Per nostra fortuna quei magistrati continuamente alla ribalta sono pochi, mentre la maggioranza dei giudici lavora in silenzio, restando nell’ombra e mantenendo fede al mandato e alla funzione loro affidata dalla Costituzione.

In manette il rapinatore seriale di farmacie

Personale del Commissariato Mirafiori, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito una misura cautelare in carcere nei confronti di un cittadino italiano di 41 anni, gravemente indiziato di avere commesso 4 rapine in danno di una farmacia e si una sala scommesse ubicate nel quartiere “Mirafiori”.

L’uomo era stato tratto in arresto dagli agenti del Commissariato ad inizio maggio per un tentativo di rapina in una sala scommesse. La prontezza della dipendente nel dare l’allarme aveva permesso ai poliziotti di fermare l’uomo nell’immediatezza dei fatti. L’attività di indagine, condotta anche attraverso una approfondita analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti negli esercizi commerciali colpiti ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagato, il quale si sarebbe reso responsabile, nelle settimane antecedenti al suo arresto, di tre rapine, tutte nella stessa farmacia, e di un altro atto predatorio in una sala scommesse, la stessa che avrebbe poi tentato di rapinare a inizio maggio. Nel caso della rapina della sala scommesse, l’indiziato si sarebbe impossessato della somma di 11000 euro.

Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, ferma pertanto la presunzione di non colpevolezza dell’indagato.

Che Italia! Nations League Italia-Ungheria 2-1

Barella(I)
Pellegrini (I)
Aut.Mancini (U)

La “nuova” Italia di Mancini batte l’Ungheria a Cesena.
Gli azzurri rinnovati per 9/11esimi  da Mancini hanno interpretato la gara con un impatto concentrato e positivo.Gli Azzurri sono entrati in campo concentrati: i gol del successo portano la firma di Barella e Pellegrini al termine di una bella prestazione.Prestazione convincente dell’Italia che si sono portati al primo posto della classifica del girone di Nations League. Nella prossima partita gli azzurri sfideranno l’Inghilterra.
Al momento l’Italia di Mancini è prima in classifica

Italia 4

Ungheria 3

Germania 2

Inghilterra 1

sabato 11 giugno la Nazionale affronterà l’Inghilterra, che vuole prendersi la rivincita della finale degli Europei,persa esattamente 1 anno fa,anche se, oggettivamente,questo incontro ha un peso molto minore. Ma tutti vorranno vincere. Il match si disputerà a Wolverhampton, senza tifosi e quindi a porte chiuse,proprio perché prima della finale dell’anno scorso tanti tifosi inglesi presero d’assalto lo stadio di Wembley provando ad entrare senza aver pagato il biglietto.La gara inizierà  alle ore 20:45 italiane.

Enzo Grassano

Animali di rara bellezza, la magica suggestione delle gru nelle sale del “MAO” 

“La stagione delle gru”

Fino a marzo 2023

Messaggera delle divinità. Metafora di longevità. Uccello dalla forte valenza simbolica, da sempre in Asia Orientale la gru – per la sua bellezza e per la suggestione delle movenze aggraziate – è genericamente considerata “emblema di buon augurio”. Per la sua capacità di compiere lunghe migrazioni, che fanno pensare all’illusione di un perpetuo ritorno dai luoghi più lontani, in Cina la gru è anche stata associata agli immortali “taoisti” (seguaci dell’antichissima filosofia di Lao Tzu, VI–V secolo a. C, volta al conseguimento dell’immortalità attraverso l’armonia di una vita in totale equilibrio con le leggi naturali e cosmiche), per i quali costituirebbero spesso, secondo l’iconografia tradizionale, il mezzo di trasporto prediletto.

Per comprenderne, dunque, a fondo la magia e l’influsso esercitato sulle culture delle più antiche popolazioni asiatiche, il “MAO-Museo d’Arte Orientale” di Torino, in occasione di una delle periodiche rotazioni eseguite a scopo conservativo, che interessano in questo caso la galleria giapponese, mette in visione per circa un anno, fino al mese di marzo del 2023, una raffinata coppia di paraventi “Gru (tsuru)” del XVII secolo, raffiguranti quindici gru di varie specie allocate in un ambiente palustre, avvolto in una calda nebbia dorata, all’interno di una sala quasi rischiarata dal prezioso sfondo in foglia d’oro dei paraventi, riportato al suo antico splendore grazie al restauro finanziato nel 2011 dall’“Associazione Amici della Fondazione Torino Musei”. Davvero pregevole la cifra stilistica del disegno (quei colli e quelle gambe lunghissime, il piumaggio grigio e la buffa coda arricciata verso il basso) e la pienezza di una cromia che accompagna “pose” le più differenziate ed eleganti in un’armonia d’insieme di grande piacevolezza e lirica suggestione.

Nella stessa sala, troviamo collocata un’altra coppia di paraventi “a sei ante” risalenti anch’essi al XVII secolo e raffiguranti una ricca composizione di “crisantemi in fiore”. Il soggetto è di origine cinese, richiama la stagione autunnale ed è simbolo della vita appartata del letterato lontano dagli incarichi ufficiali. In Giappone conobbe un grandissimo successo, tanto da essere adottato anche come stemma dalla famiglia imperiale: una “corolla di crisantemo dorata a 16 petali”, che evoca lo splendore del sole.

La rotazione conservativa prosegue poi al secondo piano della galleria giapponese con l’esposizione di otto “kakemono”, i delicati dipinti su rotolo verticale, e una selezione di “lacche”, tra cui emerge una scatola per la cerimonia del tè (“chabako”) con fondo rosso e fini tralci vegetali decorati con foglie e fiori in rilievo e in ceramiche di vari colori, metalli dorati e madreperla. Lo stile evocato è chiamato “Haritsu”, dal nome del poliedrico artista Ogawa Haritsu (1663-1747), apprezzato decoratore di lacche polimateriche, pittore nonché poeta di “haiku”, componimenti poetici composti da tre versi per complessive 17 “more” ( sillabe ), nati in Giappone nel XVII secolo e che ebbero grande sviluppo nel corso del periodo Edo (1630 – 1868).

g.m.

“La stagione delle gru”

MAO- Museo d’Arte Orientale, via San Domenico 11, Torino; tel. 011/4436932 o www.maotorino.it

Fino a marzo 2023

Orari: dal mart. alla dom. 10/18

 

Nelle foto:

–       “Gru (tsuru)”, paravento dipinto a sei ante; inchiostro, tempera e “gofun”, su foglia d’oro, supporto di carta; XVII sec.

–       Scuola di Sotatsu: “Cespugli di crisantemi”, paravento dipinto a sei ante; inchiostro, tempera e “gofun” su carta; inizio XVII sec.

–       “Chabako con rilievi vegetali”, scatola per cerimonia del tè; legno con laccatura rossastra superficiale, decorazione in oro e ceramica, madreperla, metalli e pigmenti; 1800 ca.

L’impatto della pandemia sui giovani

Associazione internazionale Metis Europe/Cooperativa Sociale Mirafiori

A TORINO UN CONVEGNO INTERNAZIONALE 

Si terrà a Torino il 9 giugno 2022, nella sede di Confcooperative Piemonte in Corso Francia 329, il convegno dal titolo “Covid 19: e dopo? – l’impatto della pandemia sui giovani, sui professionisti della cura e sul comparto socio-sanitario”.

Un evento di un’intera giornata organizzato nell’ambito dell’associazione  internazionale Métis Europe,  di cui la Cooperativa Sociale Mirafiori fa parte, che vedrà le relazioni di alcuni esperti nazionali ed internazionali (Santé Mental Europe, Università di Firenze, Università della Bretagna, IIPG.) oltre alla partecipazione di rappresentanti delle istituzioni nazionali.

Il periodo post-pandemia è stato particolarmente difficile per le giovani generazioni, con conseguenze che se non affrontate tempestivamente ci porteremo dietro per decenni. I neuropsichiatri sono allarmati dall’affollamento delle sale d’attesa dei loro ambulatori, le ospedalizzazioni sono aumentate del 200%, gli insegnanti vacillano, i genitori sono costantemente messi in discussione: ognuno subisce delle conseguenze di quell’inquietudine, di quell’angoscia, di quella fragilità che i più giovani percepiscono distintamente. Questi spesso assorbono così anche le angosce delle loro famiglie. Un processo di adultizzazione che potrà segnarli a lungo.

L’evento organizzato vuole quindi essere una opportunità per guardare alla situazione da punti di vista diversi e analizzare le possibilità di superamento delle difficoltà emerse, così da trovare insieme gli strumenti per fronteggiare quanto sta accadendo. Un momento di confronto tra esperti ed operatori del settore a livello europeo, per condividere problematiche, possibili soluzioni e buone prassi.

Per informazioni ed iscrizioni: Luca Cordaro – info@cooperativamirafiori.com

Stoccolma, Vilnius, Manchester. Tre nuovi voli da Torino

OPERATI DA RYANAIR

Torino Airport annuncia l’avvio di tre nuove rotte verso Stoccolma, in Svezia, Vilnius, in Lituania, e Manchester, in Gran Bretagna, che saranno operate da Ryanair a partire dalla stagione winter 2022/2023.

Il collegamento da/per Stoccolma sarà operativo dal prossimo 2 novembre 2022, con due frequenze settimanali (mercoledì e sabato); il volo da/per Manchester sarà operativo a partire dal 5 novembre 2022, con una frequenza settimanale (sabato); infine, la rotta da/per Vilnius sarà operativa dal 1° dicembre 2022, con due frequenze settimanali (giovedì e domenica).

Le tre nuove rotte sono già disponibili sui canali di vendita della compagnia aerea, con tariffe a partire da €19,99 (a tratta).

L’Amministratore Delegato di Torino Airport, Andrea Andorno, ha commentato: “Siamo molto soddisfatti che Ryanair abbia deciso di avviare con la prossima stagione invernale i tre nuovi collegamenti verso Stoccolma, Manchester e Vilnius. Oltre ad ampliare il network di voli sulla Gran Bretagna, si aggiungono anche due capitali europee in due nazioni sinora non serviti direttamente da Torino. Si tratta di una conferma importante dell’impegno di Ryanair sul nostro scalo, anche a fronte dei risultati fin qui raggiunti. Grazie a tariffe davvero convenienti il nostro territorio disporrà così di possibilità di mobilità ampie come mai prima, con nuovi visitatori provenienti anche da paesi sinora non collegati con Torino e il Piemonte”.

Dalla pandemia alla guerra: torna Biennale Democrazia, “ai confini della libertà”

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È IL TITOLO DELLA VIII EDIZIONE CHE SI TERRÀ A TORINO DAL 22 AL 26 MARZO 2023 

Biennale Democrazia – progetto della Città di Torino, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino, che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed è sostenuto, fin dai suoi esordi, da Intesa Sanpaolo, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT e da numerosi altri partner che negli anni ne hanno garantito la sostenibilità – torna nel periodo che fin dall’inizio l’ha vista protagonista: da mercoledì 22 a domenica 26 marzo 2023, Torino ospiterà l’ottava edizione di una tra le manifestazioni più attese del palinsesto culturale torinese, che si presenta con un titolo particolarmente significativo: Ai confini della LIBERTÀ.

Al centro dell’attenzione sarà la libertà, riferimento indispensabile di ogni discorso sulla democrazia e, allo stesso tempo, parola contesa da schieramenti e tradizioni culturali anche molto differenti, sino a diventare una bandiera, continuamente ridefinita, dei più diversi attori politici. Da ciò l’esigenza di tornare a parlarne, con lo scopo di coglierne le sfumature, di comprenderne le contraddizioni, di discuterne i limiti e nuovi possibili progressi.

La libertà è, oggi, argomento imprescindibile di ogni discorso politico, ma – ricorda Gustavo Zagrebelsky, Presidente di Biennale Democrazia – gli eventi tragici di questi anni, che ci hanno costretti tra la guerra e la pandemia, mostrano quanti significati diversi può assumere una parola così evocativa. La prossima primavera Biennale torna ad animare Torino, per discutere di libertà, delle sue molteplici declinazioni, dei suoi confini, dei suoi possibili sviluppi e dei suoi rapporti con la democrazia”.

Il Sindaco di Torino è orgoglioso di annunciare il ritorno a marzo 2023 di Biennale Democrazia, un evento atteso da un pubblico di tutte le età – composto da tanti torinesi, ma amato ben oltre i confini della nostra città – che negli anni ne ha apprezzato i contenuti e animato le discussioni, determinandone il grande successo. Il senso della manifestazione è stato reso visibile, negli anni, dalla grande partecipazione del pubblico più giovane delle scuole e delle università, fatto di cittadini in formazione continua; è guardando soprattutto a loro che la Città di Torino rinnova il suo impegno, chiamando a un unico tavolo le principali manifestazioni culturali torinesi, Festival Internazionale dell’Economia, Biennale Tecnologia, Biennale Democrazia, per  lanciare il  grande progetto di Torino Futura, il cui obiettivo è quello di moltiplicare le occasioni di dialogo e di attivismo civico dei futuri cittadini lungo il corso di tutto l’anno.

I TEMI DI BIENNALE DEMOCRAZIA 2023

La pandemia da Covid-19 e la guerra in Ucraina hanno avuto conseguenze rilevanti sul modo stesso in cui pensiamo e viviamo la convivenza democratica. Per questo Biennale Democrazia riparte dalla libertà che costituisce, con l’uguaglianza, il fondamento stesso della democrazia. Storicamente, però, sotto il cappello della libertà si sono affollati significati diversi, talvolta persino contraddittori: «non c’è parola che abbia ricevuto un maggior numero di significati diversi, e che abbia colpito gli spiriti in tante diverse maniere, come quella di libertà», affermava già Montesquieu. Per esplorare il complesso rapporto tra libertà e democrazia, l’ottava edizione si articolerà in quattro percorsi tematici: Liberi tutti!, Conflitti di libertà, La libertà come format, Immaginare la libertà (per approfondire i quali rimandiamo alla scheda Progetto Scientifico in cartella stampa).

TORINO FUTURA

Nella sua ottava edizione, Biennale Democrazia potenzia e rinnova uno degli elementi distintivi del suo progetto culturale, ovvero l’investimento nella formazione dei futuri cittadini, perseguito fin dalla prima edizione del 2009 attraverso un rapporto di collaborazione privilegiato con le istituzioni scolastiche e con l’associazionismo giovanile.

Ed è proprio a partire dall’attenzione che storicamente la Città di Torino riserva alle giovani generazioni che, come anticipato, è stata ideata Torino Futura, progetto coordinato dagli Assessorati alle Politiche culturali e alle Politiche educative e giovanili che raccoglie in un unico percorso continuativo tutte le attività sviluppate dalle tre manifestazioni culturali di rilievo internazionale che a Torino hanno trovato una casa comune: Festival Internazionale dell’Economia, Biennale Tecnologia e Biennale Democrazia.

Forte è il desiderio della Città di valorizzare e sostenere lo sforzo nel coinvolgimento delle giovani generazioni, che in questi anni hanno pagato un costo altissimo in termini di limitazione delle occasioni di socialità, di apertura e di crescita ma che allo stesso tempo a esso hanno saputo reagire attraverso nuove forme di attivismo giovanile, rompendo schemi e riappropriandosi del ruolo che spetta loro.

DEMOCRAZIA FUTURA

Rilevante novità dell’ottava edizione di Biennale Democrazia è quindi Democrazia Futura che, nell’ambito di Torino Futura, inaugurerà le sue attività a partire da ottobre 2022, con iniziative formative gratuite rivolte alle scuole di ogni ordine e grado: percorsi formativi dedicati alle scuole secondarie di secondo grado realizzati da Biennale Democrazia in collaborazione con Cifa Onlus; percorsi per le scuole secondarie di primo grado, realizzati da Biennale Democrazia in collaborazione con Iter-Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile, Fondazione Casa Teatro Ragazzi e Giovani Onlus; percorsi pensati per le scuole primarie, in collaborazione con Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e Fondazione Casa Teatro Ragazzi e Giovani Onlus; percorso rivolto alle studentesse e agli studenti dei CPIA-Centri provinciali per l’istruzione degli adulti di Torino e Provincia, a cura dei formatori di Biennale Democrazia, in collaborazione con Polo del ‘900 (per approfondire gli itinerari formativi proposti rimandiamo alla scheda Democrazia Futura in cartella stampa).

Dopo l’interruzione imposta dalla pandemia, inoltre, Democrazia Futura ripropone l’esperienza del campus residenziale che consentirà alle classi provenienti da ogni parte d’Italia di essere ospitate, a Torino nei giorni della manifestazione, con l’accompagnamento e la guida dell’équipe di educatori dell’Associazione Acmos. Per la prima volta l’esperienza residenziale di Biennale Democrazia si realizzerà in uno degli spazi più suggestivi di Torino: grazie alla nuova partnership avviata con Combo, i ragazzi del campus soggiorneranno presso l’antica caserma dei pompieri di Porta Palazzo, trasformandola in un vero e proprio «quartier generale dei giovani».

Biennale Democrazia tornerà ad abitare i luoghi di Torino che più la caratterizzano, tra cui il Teatro Carignano, il Circolo dei lettori, l’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo, le OGR – Officine Grandi Riparazioni, il Polo del ‘900, l’Aula Magna della Cavallerizza Reale dell’Università di Torino, l’Aula Magna del Politecnico di Torino.

In virtù dell’esperienza di successo della scorsa edizione, che ha consentito a Biennale Democrazia di raggiungere in maniera più capillare un pubblico di rilievo internazionale, irrinunciabile sarà la trasmissione in diretta streaming di un palinsesto di eventi selezionati sui canali ufficiali della manifestazione, intervallato da interviste, contenuti e approfondimenti curati appositamente da giovani giornalisti.

L’edizione 2023 troverà spazio su tutto il territorio della Città, grazie al coinvolgimento attivo e propositivo delle realtà che lo animano, che saranno sollecitate ad avanzare occasioni di incontro, attività e riflessioni sui temi di Biennale Democrazia, grazie al coordinamento nell’ambito del progetto Circoscrizioni al Centro, alla collaborazione della rete delle Biblioteche civiche torinesi e con Camera di Commercio di Torino attraverso la partnership con la piattaforma Torino Social Impact, l’ecosistema per l’imprenditorialità a impatto sociale, che permetterà di riflettere sulle pratiche di rigenerazione urbana come punto di incontro tra la partecipazione attiva e lo sviluppo economico e sociale

 

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Salvatore Tropea La metamorfosi silenziosa. Torino era anche così

 

“La metamorfosi silenziosa. Torino era anche così” è il titolo del libro di Salvatore Tropea, che ha vissuto e raccontato la sua città negli anni, percorrendo in lungo e in largo, vedendola gradatamente mutare e potendo notare i piccoli cambiamenti di cui molti, forse, non si sono resi conto e che i più giovani non possono percepire.
Chi oggi passeggi per le vie di Torino osserva una città dove tutto appare al suo posto, dalle strade alle piazze. Eppure c’è qualcosa che risulta modificato da una metamorfosi silenziosa che ha coinvolto corso Marconi 10, la roccaforte della Fiat, gli spazi dell’informazione e della politica, sia ufficiale, sia non, luoghi di cultura e di piacere, disseminati in tutta la città.
È stato un gioco rimettere a posto le tessere di un mosaico che non ha la pretesa di una ricostruzione storica, ma vuole offrire uno sguardo attraverso il tempo per raccontare la vita di alcune parti di Torino. E risponde alla curiosità di leggere una città, intercettandone la direzione di sviluppo, gli orientamenti, gli umori e le abitudini.

Mara Martellotta