“Assurda la proposta con cui Avs vorrebbe azzerare la possibilità di caccia in Piemonte. Una richiesta irricevibile che somiglia più a una provocazione che a una presa di posizione. Il fatto che la Lega, insieme al presidente Cirio, si sia battuta e abbia ottenuto di mantenere la protezione della specie dello stambecco, simbolo autentico e sacro della nostra Regione, non significa che si debba chiudere alla possibilità di caccia e alle attività di contenimento perché è proprio da queste ultime che si ottiene la garanzia del rispetto dell’ecosistema. Del resto lo abbiamo visto nel post covid, quando a causa dello stop alle attività di caccia la riproduzione incontrollata di alcune specie come ad esempio il cinghiale ha prodotto danni incalcolabili a colture agricole e allevamenti di bestiame. Con il modello caccia-free non si ottiene la tutela dell’ambiente, ma l’esatto opposto, e si infligge un vulnus al contenimento che resta attività necessaria anzitutto alla tutela dell’ambiente. Ancora una volta certa sinistra ha ceduto alla tentazione di strumentalizzare una questione di buon senso nel tentativo di guadagnare una visibilità che però stavolta si gioca sulle spalle di agricoltori, allevatori e cacciatori. Ottenendo come unico risultato quello di dimostrare ciò che sono: distanti anni luce dalle esigenze di chi ogni giorno si guadagna da vivere con il lavoro. Respingeremo al mittente questo genere di richieste e continueremo a difendere chi assicura il controllo faunistico così come tutte le categorie che fanno grande il nostro Piemonte e tutelano il nostro territorio, senza eccezioni”. Così in una nota in risposta alla dichiarazione della consigliera regionale di Avs, Alice Ravinale, il capogruppo Lega in Piemonte, Fabrizio Ricca.
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