Continua la vergogna dei Voucher scuola. L’ingiustizia era già palese dello scorso anno, quando per il Voucher A, destinato alle rette delle scuole paritarie, sono state finanziate il 100% delle domande ammesse mentre per il Voucher B, rivolto agli studenti delle scuole statali e dei CFP per l’acquisto di libri di testo, materiali didattici e trasporto, anche dopo l’iniezione di nuove risorse la copertura si è fermata a un livello molto più basso: sono state 60.508 le domande ammesse ma non finanziate.
E questa Giunta cosa fa? Invece di cercare le risorse per ampliare l’offerta, pensa bene di intervenire drasticamente sulla domanda, riducendo significativamente il tetto ISEE per poter accedere al Voucher B (libri, trasporti e attività formative per studenti di scuola statale), da 26,000 euro dello scorso anno a 15.748,78 euro. Non solo: l’importo dei Voucher B diminuisce sensibilmente, proprio a danno di chi ha redditi bassissimi. Un trucchetto per dire che soddisferanno il 100% delle domande, ma a caro prezzo per tantissime famiglie.
Non paga, la Giunta addirittura alza il tetto ISEE per il Voucher A destinato a pagare l’iscrizione nelle scuole paritarie, da 26.000 a 30.000 euro, mettendo nero su bianco una ingiustizia palese che privilegia chi sceglie la scuola paritaria e penalizza chi non riesce a pagare i libri di testo per i propri figli.
Tutto questo viene fatto dalla Giunta che ha trovato quasi 40 milioni di Euro per i mezzi pubblici gratis agli universitari con redditi fino a 80.000 euro di Isee, più di quattro volte tanto la soglia massima per i voucher per trasporti e libri la scuola dell’obbligo.
Noi abbiamo pensiamo che si dovrebbe fare esattamente l’opposto, come abbiamo fatto anche con l’Ordine del Giorno 368: più risorse sul Voucher B, un tetto ISEE più basso per il Voucher A e una graduatoria unica basata sul reddito. Tre misure semplici, che vanno tutte nella stessa direzione: prima si aiutano le famiglie che hanno più difficoltà.
ALICE RAVINALE
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