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Nuoto, Timbretti ottavo nella finale da piattaforma

Si è chiusa tra applausi, musica e una cornice di pubblico entusiasta la prima giornata del Campionato di tuffi Enel 2026, ospitato nella suggestiva piscina dello Stadio Monumentale di Torino. Protagonista in vasca, tra i piemontesi più attesi, Eduard Timbretti Gugiu (CS Esercito/Blu 2006), che ha conquistato l’ottavo posto nella finale dalla piattaforma con un punteggio complessivo di 273,90.

Ma oltre ai risultati sportivi, a colpire è stata soprattutto l’atmosfera: tribune gremite fin dal mattino, grazie alla partecipazione degli istituti scolastici e delle scuole dell’infanzia della città di Torino, che hanno colorato e animato l’impianto con entusiasmo e curiosità, contribuendo a rendere l’evento una vera festa dello sport.

La giornata non è stata solo competizione, ma anche spettacolo. La Federazione Italiana Nuoto ha infatti avviato una collaborazione con School Vision Torino, il contest musicale che coinvolge gli studenti degli istituti superiori cittadini, trasformando la zona podio in un vero e proprio palcoscenico. Nei 15 minuti precedenti e successivi alle gare, la piscina Monumentale si è animata con esibizioni dal vivo, creando un connubio originale tra sport e musica.

Ad aprire il programma è stato Joma, con l’opening curato da Smyle Agency. Nel corso della giornata si sono poi alternati sul palco Tuan David (Collegio San Giuseppe), Vittoria Vinardi (Produzione School Vision), fino alla chiusura serale affidata a Gaia D’Anna (Istituto Cavour), che ha salutato il pubblico con una performance molto apprezzata.

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Foto LC ZONE

Dopo la fiaccolata cerimonie, cortei e concerti per il 25 aprile

Si sono aperte ieri sera con la tradizionale fiaccolata le celebrazioni per l’81esimo anniversario della Liberazione. Il corteo, partito da piazza Arbarello, ha raggiunto piazza Castello per il discorso delle autorità.

“Non siamo qui solo per ricordare – ha detto, dal palco, il sindaco Stefano Lo Russo -. Siamo qui per assumere, ancora una volta, un impegno. Il rischio più grande sarebbe trasformare tutto questo in un rito che si spegne con le fiaccole che abbiamo portato per le strade di Torino. Il compito vero è portarlo fuori da qui. Nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei quartieri, nelle istituzioni. Portarlo nella vita quotidiana, dove la democrazia si misura davvero. Essere sentinelle – ha proseguito- non significa guardare indietro. Significa vigilare sul presente. Torino questo lo sa e deve continuare ad esserlo. Antifascista nei fatti, nella cultura, nelle scelte, nella sua idea di comunità. E allora – ha concluso – non lasciamo che le fiaccole di questa sera siano solo un ricordo. Facciamo in modo che diventino luce che indica una direzione. Perché la libertà, lo sappiamo, non si eredita. Si difende, si pratica e si rinnova”.

Oggi, 25 aprile, le celebrazioni sono iniziate alle ore 10, con la cerimonia di omaggio ai Caduti al Cimitero Monumentale, che ha visto la partecipazione dell’assessora Chiara Foglietta. Alla stessa ora, al Cimitero Sassi, la vicesindaca Michela Favaro ha preso parte alla commemorazione dei Caduti del Primo e del Secondo conflitto mondiale. Sempre alle 10, l’assessora Carlotta Salerno ha partecipato alla commemorazione al monumento ai Caduti del giardino Milone, in Lungo Stura Lazio.

Nel pomeriggio, alle ore 15, l’assessore Jacopo Rosatelli prenderà parte al corteo commemorativo per la Festa della Liberazione di Mirafiori Sud, con partenza da via Onorato Vigliani. Alla stessa ora, ai giardini Alimonda, l’assessora Carlotta Salerno porterà i saluti della Città al Torneo della Memoria, organizzato da ARQA e Poliapp, in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano Comitato Subalpino.

Alle ore 18, al Conservatorio Giuseppe Verdi, l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia assiste al concerto inaugurale della quattordicesima edizione del Torino Jazz Festival, dal titolo Der Ghetto Swingers. Memorie di suoni perduti, con Moni Ovadia e il Kassiber Ensemble, tra narrazione, musica e memoria.

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Sicurezza urbana: Torino capofila del progetto europeo “Diverpol” per tutelare l’inclusività

Torino sarà città capofila di “Diverpol – Inclusive and Trust-Based Policing for Diverse Communities” il progetto europeo biennale che mira a promuovere un modello di sicurezza urbana inclusiva e basata sulla fiducia in quattro paesi: Italia, Belgio, Spagna e Portogallo. La conferma per Torino è arrivata in questi giorni. Una notizia che premia gli sforzi della Polizia Locale della Città e l’impegno dell’assessorato alla sicurezza in coerenza con le progettualità sviluppate con il Corpo di Polizia Locale nell’ambito dei programmi europei.

“Attraverso percorsi di formazione mirata, iniziative guidate dalle comunità, campagne di reclutamento inclusive e attività di apprendimento reciproco a livello europeo – spiega l’assessore alla Sicurezza della città di Torino Marco Porcedda – Diverpol mira a rafforzare la fiducia e la cooperazione tra la Polizia Locale e i cittadini, promuovendo al contempo competenze interculturali, diversità e equità all’interno dei corpi di Polizia Locale stessi. Il progetto contribuisce a un cambiamento sistemico nelle pratiche operative di polizia, integrando giustizia, rappresentanza e dialogo comunitario, affinché si garantisca una tutela dei diritti realmente inclusiva in tutta Europa ed una maggiore capacità di mediazione e prossimità con tutte le cittadine e i cittadini”.

Il progetto Diverpol, che prevede un budget di circa 160mila e 500 euro, finanziato al 90 per cento dall’Unione Europea e per il 10 per cento a carico della Città, intende affrontare le criticità legate a discriminazione, sotto-rappresentazione e limitato coinvolgimento delle comunità marginalizzate in partenariato con Brussels Capital Police (Belgio), IOM (International Organization for Migration) BeLux (Belgio), Municipality of Lisbon (Portogallo), European Forum for Urban Security (Francia), Local Police of Madrid (Spagna).

La città di Torino assume così il ruolo di capofila del consorzio in stretta sinergia con Efus (Forum Europeo per la sicurezza urbana), di cui la Città stessa è partner membro del consiglio direttivo. In collaborazione con le forze di polizia di Bruxelles, Lisbona e Madrid, la Polizia Locale di Torino organizzerà tre corsi di formazione in presenza sul tema della consapevolezza inclusiva e delle competenze interculturali per operatori di polizia e partner locali. È prevista anche la predisposizione di specifici format informativi per il reclutamento e l’attivazione di un comitato consultivo, “CoPmittee”, per co-progettare iniziative con le comunità marginalizzate e la realizzazione di due attività di coinvolgimento comunitario per rafforzare la fiducia tra la Polizia Locale e i cittadini. Torino ospiterà anche la conferenza finale e una visita di studio dedicate alla condivisione dei risultati e delle buone pratiche europee.

TorinoClick

Donna prende a schiaffi e pugni infermiere

La polizia ha fermato una donna di circa 50 anni, originaria dell’Est Europa, che ha aggredito un infermiere al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. La paziente avrebbe colpito l’infermiere con schiaffi e pugni mentre la stava assistendo.

Scontro tra auto e tir sulla Torino-Milano: un ferito

Un tir e un’auto (Citroën C1) le vetture rimaste coinvolte nell’incidente stradale nella prima mattinata di oggi sulla Torino-Milano, in direzione del capoluogo e nei pressi dello svincolo di Settimo Torinese.

I soccorsi del 118 Azienda Zero sono giunti immediatamente e hanno trasportato un ferito all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Le sue condizioni non sono gravi. Sul posto sono accorsi anche i vigili del fuoco del distaccamento di Torino Stura per estrarlo dall’abitacolo e mettere in sicurezza i veicoli. Sono in corso i rilievi per ricostruire la dinamica dell’accaduto da parte della polizia stradale di Torino-Settimo e di Novara, mentre la viabilità è stata gestita dagli ausiliari della Satap. Inevitabili le ripercussioni al traffico, con lunghe code anche sul raccordo della Falchera e sulla tangenziale nord.

VI.G

Taci! Il nemico ti ascolta

Questa frase, nata nel Ventennio a opera del Governo fascista, rendeva l’idea di quale fosse il clima politico dell’epoca: una frase detta alla persona sbagliata, un concetto espresso in modo errato poteva costare molto caro all’autore.

Intanto venivi subito additato come nemico, come comunista, come rivoluzionario e, per quel motivo, ti veniva negata una serie di cose.

Oggi che, pur vivendo in una democrazia respiriamo un clima politico sempre più rovente, complice la moderna tecnologia il nemico non solo ti ascolta (smartphone, PC e assistenti vocali intelligenti) ma ti legge (social). La stupidaggine della gente, poi, fa il resto.

Sui social quando scriviamo peste e corna di quel leader di partito o di quella formazione politica, il nostro post viene letto da tutti, anche da nostri conoscenti di tendenze politiche opposte e, se non abbiamo limitato la privacy agli amici, anche da tutti quelli che non conosciamo.

Gli assistenti vocali (per intenderci quelli a cui diciamo “XYZ, accendi la luce” oppure “ABC, che tempo farò domani?” sono sempre collegati con la centrale (ad esempio un famoso sito di e-commerce) e sentono tutto quello che diciamo, anche tra congiunti, amici, ecc.

Provate a parlare di una località che vorreste visitare, anche la più insolita o remota e, nel giro di 2-3 giorni, sui vostri profili arriveranno proposte di viaggio inerenti quel luogo. Oppure confidate agli amici che vorreste sapere cosa fa il vostro partner in vostra assenza e vi comparirà la pubblicità di un’agenzia investigativa o, comunque, siti dove si parla di infedeltà o di diritto alla privacy.

Fin qui, a parte il disturbo, nessun problema perché le mie idee restano mie, non sono obbligato a recarmi in viaggio dove i social mi propongono e tutto va bene, al di là del fastidio di sentirsi spiati.

Il vero problema nasce quando quelle notizie vengono inoltrate in qualche centrale di potere che seleziona Caino e Abele fra i bravi o i cattivi, a seconda della loro fede politica; hai detto una certa frase, hai espresso un certo concetto, hai insultato Tizio o Caio, per cui vieni messo nella black list oppure non sarai inserito in un certo elenco di “buoni”.

Sembra fantascienza ma non lo è: i servizi di intelligence di tutto il mondo utilizzano (anche) questo sistema per valutare terroristi, anarchici, evasori, ecc.  Se vi dichiarate nullatenenti ma pubblicate le foto su isole tropicali, magari in barca, qualche controllino anche remoto dall’Agenzia delle Entrate lo subirete di sicuro.

Con questo non voglio castrare la facoltà di nessuno di rendere note le proprie idee o di commentare secondo il proprio punto di vista una notizia o una legge, ma sappiate che dovete assumervene le conseguenze.

Anni fa una mia conoscente, di idee anticlericali e, comunque, acattolica fece domanda di assunzione in un Ente religioso cattolico come insegnante. Al momento del colloquio le fu fatto notare che erano note le sue idee e che, di conseguenza, non era la persona adatta a ricoprire quell’incarico. Giustissimo diritto del datore di lavoro, coerenza del candidato non pervenuta.

Il mio non vuole essere un consiglio a non agire, né tantomeno a mentire per ottenere qualcosa che altrimenti non otterremmo: vuole essere un richiamo all’attenzione, perché “verba volant, scripta manent” e anche se un post lo cancelliamo, gli screenshot rimangono sempre a futura memoria.

Evitiamo di parlare di argomenti a rischio se abbiamo in casa il grande fratello (quello di Orwell, non la trasmissione TV) che accende la luce al posto nostro (sentono anche quali film guardiamo, quali TG preferiamo e se mettiamo un DVD porno) perché a noi sarà difficile capire come qualcuno abbia ottenuto certe informazioni su di noi, ma quel qualcuno sa benissimo come e dove se le sia procurate.

È solo questione di abitudine e di tornare alla buona, vecchia riservatezza (di cui i piemontesi, seppure sempre più rari, erano maestri) e affrontare alcuni argomenti al parco, passeggiando con gli amici in centro, in intimità in casa spegnendo le orecchie elettroniche.

Provare per credere.

Sergio Motta

Il Mercato Centrale ospita il festival di Emergency contro ogni guerra

Dall’8 al 10 maggio prossimo si terrà al Mercato Centrale di Torino in piazza della Repubblica 25  il festival di Emergency contro ogni guerra, una rassegna di eventi organizzata dal gruppo volontario di Emergency Torino per dare voce a chi la guerra la vive quotidianamente, attraverso racconti, esperienze sul campo e parole di speranza.

R1pud1a/ Torino contro ogni guerra nasce dall’urgenza e dal bisogno profondo di pace che cresce nei cuori e nelle menti di chi è stanco di sentire la parola guerra riecheggiare quotidianamente.  Il gruppo di volontariato di Emergency  a Torino, in collaborazione con Mercato Centrale Torino, vuole dare una risposta collettiva e corale a un presente che sembra aver dimenticato il valore della vita umana.
Una delle esperienze più significative di tutta la rassegna è rappresentata dalla Peace Therapy, un percorso immersivo all’interno del sito storico delle Ghiacciaie di Mercato centrale, pensato per avvicinarsi alla guerra in modo consapevole e autentico. Si tratta di un viaggio nella devastazione psicologica e fisica apportata dai conflitti, ma anche nella forza dimostrata dalla medicina d’urgenza e dalla riabilitazione in luoghi dove ancora oggi le  cure rappresentano un privilegio.

Ai talk, che comprendono testimonianze dirette di reporter e operatori di Emergency impegnati in prima linea a Gaza e in Sudan, si affiancheranno spettacoli di stand up comedy, uno spettacolo di tributo a Giorgio Gaber, un cabaret Queer, danze popolari e performance di tango professionale,  oltre a spazi dedicati al benessere di tutta la famiglia.
Da oltre trenta anni Emergency opera nelle zone colpite dai conflitti,  apportando cure mediche gratuite e di qualità alle vittime della guerra. Attualmente Emergency è attiva in nove Paesi nel mondo ed ha offerto assistenza a 14 milioni di persone.

Mara Martellotta

Per la stagione di Fertili Terreni Teatro, un inedito Domenico Modugno

Per “Iperspazi”, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, a San Pietro in Vincoli andrà in scena martedì 28 e mercoledì 29 aprile, alle ore 21, la pièce teatrale “Modugno. Prima di volare”, uno spettacolo di Teatro Koreja, scritto da Angelo De Matteis, in collaborazione con Salvatore Tramacere, per la sua stessa regia.

A più di trent’anni di distanza dalla sua morte, ancora oggi è considerato uno dei padri della musica leggera italiana. Artista politico che, nel corso della sua lunga carriera, ha inciso più di 200 canzoni, interpretato una quarantina di pellicole per il grande e piccolo schermo, oltre che preso parte ad alcuni pregevoli spettacoli teatrali. Stiamo parlando dell’indimenticabile Domenico Modugno, cui il teatro leccese Koreja dedica uno spettacolo-indagine con cui far luce sulle vere origini dell’artista di Polignano a Mare, la città che gli diede i natali senza esaurire il dibattito intorno alla sua nascita. Punto di partenza della ricerca dello spettacolo “Modugno. Prima di volare” sarà l’insieme del variegato materiale composto da pubblicazioni recenti e ritagli di giornali dell’epoca, fotografie private e altrettanto preziose testimonianze orali di chi visse insieme a lui gli anni del dopoguerra in un piccolo paese del Nord Salento, lo stesso che lasciò per andare a Roma e realizzare il suo sogno di diventare attore: il tentativo di approfondire il tema legato alle sue origini, recuperando la memoria di un ben definito contesto storico e culturale nel quale, il giovane Modugno, nutrì la sua vena creativa, sarà l’elemento funzionale per rintracciare le connessioni culturali e linguistiche che hanno poi preso forma nella sconfinata produzione artistica.

Di certo prima di “Volare”, Modugno si sentiva proprio come un ragazzo di quel sud di cui con un viaggio a ritorno nel tempo, un ritorno alle radici, si delineeranno i confini tra pagine ingiallite di vecchi giornali, fotografie custodite nei cassetti di famiglia e parole di chi ha condiviso insieme a lui gli anni della giovinezza, dando forma a un’Italia che rinascita dopo la guerra.

“Molti credevano che fosse siciliano, complice una curiosa sovrapposizione culturale e linguistica-afferma il regista Salvatore Tramacere – in realtà Modugno nacque a Polignano a Mare, ma le sue vere radici affondano nel Salento, a San Pietro Vernotico, il paese della sua infanzia e della sua formazione artistica, il luogo in cui imparò ad ascoltare le storie degli anziani, il suono della parlata locale, la musica delle feste di piazza (…). Si racconta che negli anni Cinquanta Frank Sinatra si fosse interessato a una sua canzone: da lì la leggenda prese forma, il dialetto salentino, così simile a quello siciliano, e la sua voce calda e profonda, alimentarono l’equivoco che Modugno fosse nato in Sicilia. Lui non si affrettò a smentire, anzi, in un’Italia ancora divisa tra Nord e Sud, tradizione e modernità, qiepl’aura di mistero poteva solo giovargli. Ma il cuore della sua arte batteva altrove, nelle strade polverose della sua giovinezza tra gli ulivi, davanti al mare, nei suoni e nei racconti che avrebbero alimentato la sua vena creativa”.

Biglietti: intero 13 euro se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento – ridotto 11 euro se acquistato online, 13 euro in cassa la sera dell’evento. Possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o Satispay. Possibilità di entrare gratuitamente per alcuni under 35 grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. Biglietti online sul sito www.fertiliterreniteatro.com

Mara Martellotta

Una gita fuori porta: storici splendori architettonici

 

Nell’weekend della “Festa di Liberazione”, riaprono, ad una manciata di chilometri da Torino, alcune dimore storiche del Pinerolese

Domenica 26 aprile

Massello (Torino)

La meta è ad un tiro di schioppo da Torino. E il traguardo, il territorio del Pinerolese, offre la possibilità di conoscere, ammirare e visitare, accanto a paesaggi e città di grande interesse e bellezza, alcune tra le più interessanti “dimore storiche” piemontesi che, domenica prossima 26 aprile, torneranno a riaprire le porte ai visitatori. Ogni dimora è un microcosmo di storie, architetture e giardini che meritano certamente una sosta dedicata, rappresentando l’occasione per una gita fuori porta o per un weekend, visto che il “Consorzio Turistico Pinerolese e Valli” (Località Mollino, 4) supporta i turisti con informazioni e pacchetti studiati su misura (info@turismopinerolese.it )

Si inizia dalla verde Bricherasio, 45 chilometri da Torino, dove la storia “si sdoppia”. Il primo passo sarà nel “Palazzo Conti di Bricherasio” (costruito tra Sei e Settecento) che si presenta come una residenza di grande eleganza, dove le sale interne riflettono il gusto di una nobiltà colta e legata alle tradizioni del luogo: qui nacque Giovanni Battista Cacherano, comandante delle truppe austro-piemontesi che il 17 luglio 1747 sconfissero i Francesi nella famosa battaglia del “Colle dell’Assietta”. A poca distanza, sempre il 26 riapre anche “Palazzo Ricca di Castelvecchio”, in cui l’atmosfera che si respira è ben diversa , più intima ma altrettanto maestosa, testimoniando la stratificazione storica di un borgo che ha sempre avuto un ruolo centrale nella vita della valle. Proseguendo, eccoci a Pinerolo, “la città più bella del Piemonte” per Edmondo De Amicis (“Alle porte d’Italia”) e storicamente riconosciuta come la “capitale” del “Principato degli Acaja” nel XIV secolo e, ancora oggi, centro nevralgico del Pinerolese. Qui si può entrare a “Cascina Losetta”, in Località Piani, inserita nella settecentesca “Tenuta del Colombretto” ed esempio perfetto di “villa-fattoria” (set cinematografico nel 2005 della fiction “Elisa di Rivombrosa”), dove il pregio architettonico si fonde con la nobile arte della gestione della terra, in un contesto rurale ancora oggi vibrante di vita. Sempre a Pinerolo, in Strada del Galoppatoio, è imperdibile l’Agriturismo – Parco Storico “Il Torrione”, antico complesso medievale diventato “residenza signorile” (“Pallacium Torrioni”) nel ‘700. Dentro si respira un’esperienza quasi magica: è un “giardino di paesaggio” dove alberi monumentali e vialetti ombrosi permettono di ritrovare la pace e la meraviglia che solo la natura, plasmata dal tempo e dall’uomo, sa regalare. Nei mesi di maggio e giugno il parco risplende della fioritura di 70 diverse varietà di ortensie. A pochi chilometri da Pinerolo e parte dell’ “Unione Montana del Pinerolese”, San Secondo di Pinerolo, ci offre la possibilità di una visita indimenticabile al “Castello di Miradolo”, appartenuto al casato dei Conti Cacherano di Bricherasio, estinta famiglia dell’antica nobiltà piemontese che vantò addirittura il titolo di “viceré dei Savoia” per alcuni suoi membri e che si distinse anche per apprezzabili attività di filantropia e mecenatismo. Dal 2008 è sede della “Fondazione Cosso” ed è oggi un “polo culturale” d’eccellenza. Circondato da un “Parco storico” di grande valore botanico, il Castello ospita attualmente la mostra “C’è oggi una fiaba”, costruita come un racconto corale in cui la fiaba classica prende forma attraverso le opere di alcuni tra i protagonisti dell’arte moderna e contemporanea, rendendolo una meta ideale sia per gli appassionati del verde sia per gli amanti dell’arte contemporanea. Spostandoci verso la collina di Piossasco, “Casa Lajolo” è una dimora di campagna di metà Settecento con un giardino all’italiana articolato su tre livelli e proprio domenica 26, alle 16,30, si potrà scoprire questo patrimonio verde attraverso “una visita poetica”, un modo nuovo di fruire della bellezza del giardino che coniuga letture di brani e poesie con la scoperta del patrimonio botanico (iscrizioni su https://www.casalajolo.it/prenota/). A pochi chilometri, a Volvera, invece, sempre domenica 26 si potrà visitare “Palazzotto Juva”, una dimora la cui storia risale al Seicento e il cui nome è legato alla figura di Giacomo Pio Juva che, nel 1797 acquistò la cascina e i terreni. II nuovo proprietario fece costruire e restaurare la villa padronale dotandola di una “torre merlata” di ispirazione medioevale, del “campanile” con tanto di campane, ampliando il grande giardino, per destinarlo a “residenza estiva”. Ultime due tappe domenicali: Pancalieri, dove domenica 26 riapre la settecentesca “Villa Giacosa Valfré di Bronzo”, e Virle Piemonte, con il suo settecentesco “Castello Marchesi Romagnano” che domina l’abitato con la sua mole storica e le sue sale affrescate, custodi di secoli di eventi politici e mondani.

Per info: “Consorzio Turistico Pinerolese e Valli”, Massello – Località Molino 4, Torino; tel. 331/3901745 o www.turismopinerolese.it

g. m.

Nelle foto: “Parco Storico Il Torrione”, “Casa Lajolo” e “Castello Marchesi Romagnano”.