ilTorinese

Stagione di visite, eseperienze e vino al castello di Roddi

Si apre una nuova stagione per il Castello di Roddi (Cn), che accompagnerà visitatori e appassionati dal 1° maggio all’8 dicembre 2026 con un ricco calendario di attività culturali e di valorizzazione del territorio.

Leggi l’articolo su Piemonteitalia.eu:

https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/castello-di-roddi-una-stagione-tra-visite-esperienze-e-vino 

 Credito fotografico: Barolo & Castles Foundation

Mobilità sostenibile: approvato il nuovo piano spostamenti casa – lavoro della Città di Torino

 

Meno auto private in strada, più trasporto pubblico, incentivi economici e una flotta aziendale sempre più orientata all’ elettrico. È questa la direzione tracciata dal nuovo Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL) della Città di Torino, lo strumento previsto dalla normativa nazionale per ridurre l’uso dell’auto privata negli spostamenti tra casa e lavoro dei dipendenti pubblici, approvato questa mattina dalla Giunta comunale su proposta dell’Assessora alla Mobilità Chiara Foglietta

L’elaborazione del Piano ha coinvolto le 16 sedi comunali con oltre 90 dipendenti – sulle 110 complessivamente distribuite sul territorio – spaziando dal cuore istituzionale di Palazzo Civico fino ai poli di via Bologna, via Bazzi e corso Ferrucci. Il documento definisce una strategia integrata capace di coniugare welfare aziendale e sostenibilità urbana, frutto di un percorso che ha visto il coinvolgimento diretto dei lavoratori nella fase preparatoria.

Per delinearne i contenuti ci si è avvalsi di un questionario conoscitivo che ha raccolto oltre 2.200 risposte su una platea di circa 3.800 dipendenti. I dati emersi offrono un campione significativo delle abitudini attuali: 908 lavoratori raggiungono l’ufficio con un mezzo motorizzato privato, 809 utilizzano il trasporto pubblico locale e 352 praticano già la mobilità attiva, spostandosi a piedi o in bicicletta.

Tra le azioni del Piano, unitamente a una gestione organizzativa che integra il lavoro agile e le riunioni da remoto, la Città punta a incentivare l’uso di mezzi sostenibili attraverso contributi per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico e la promozione di reti di car pooling tra colleghi. È inoltre prevista la possibilità di adeguare l’offerta del servizio di trasporto pubblico locale sulla base delle esigenze emerse dall’analisi degli spostamenti.

Per chi predilige la mobilità attiva, il Piano prevede il potenziamento delle infrastrutture per la sosta sicura delle biciclette, mentre il parco veicoli aziendale sarà progressivamente rinnovato con mezzi elettrici a zero emissioni. Un elemento innovativo del piano riguarda l’introduzione di sistemi di premialità per i dipendenti che adottano comportamenti virtuosi, mirati a ridurre in modo misurabile l’impiego dell’auto privata.

I benefici attesi dalle azioni previste sono significativi: una volta a regime, il Piano permetterà di risparmiare oltre 10mila km di tragitti in auto ogni giorno. Questo si traduce in un enorme beneficio ambientale per la città, con una riduzione stimata di oltre 333mila kg di CO2, a cui si aggiungono l’abbattimento di 640 kg di NOx e di oltre 440 kg di polveri sottili (PM10) ogni anno.

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L’Unione Montana Valle di Susa verso la CER

L’Unione Montana Val di Susa ha completato tutte le fasi di selezione di una CER di riferimento per tutti i Comuni dell’Unione che vogliono aderire, avendo espletato una manifestazione di interesse ad evidenza pubblica conclusasi a fine 2025. Da questa selezione è risultata vincente la CER Energia Comune, nata nel 2019 dalla profonda sinergia sviluppatasi tra il Comune di Sangano e diversi Comuni del Pinerolese, con l’obiettivo di offrire un modello istituzionale attento al sociale e alle persone più fragili, senza dimenticare l’importanza dei grandi investitori e di tutti i professionisti e PMI che operano nel settore Energy. Inizialmente costituita sotto forma di Cooperativa di comunità, con il nome di Sangano Energia Comune, in data 13 ottobre 2023, grazie all’impegno di tre imprenditori locali: Andrea Carta, Michele Colaci e Luca Comba, la CER si è rapidamente trasformata in Energia Comune Cooperativa Impresa Sociale. Da novembre 2024 rappresenta una ETS, un Ente del Terzo Settore iscritto al RUNTS.

Una comunità energetica rinnovabile CER è una rete locale in cui produttori e consumatori di energia rinnovabile, come famiglie, imprese ed Enti, condividono virtualmente l’energia prodotta all’interno della stessa cabina primaria, generando benefici economici che restano sul territorio. La vocazione istituzionale di questo progetto è fortissima, infatti il 20% degli utili sarà destinato a progetti per la comunità, con particolare attenzione all’inclusione e al contrasto alla povertà energetica. Le comunità energetiche non sono tutte uguali: Energia Comune ETS è davvero unica nel suo genere, perché nasce da chi conosce profondamente le esigenze di cittadini e cittadine, ma anche delle imprese locali. Con un approccio istituzionale solido, Energia Comune ETS è riuscita a costruire un modello innovativo che, oltre a rispondere alle necessità energetiche, rafforza il tessuto sociale ed economico del territorio. Sarà possibile aderire alla CER come consumatore, produttore o prosumer, colui che ricopre entrambi i ruoli. Per i consumatori è prevista una quota d’ingresso di 250 euro e rateizzazioni in 10 anni, 25 euro annui che saranno coperti dagli incentivi ricevuti e che renderanno gratuita l’adesione, mentre per il produttore il costo d’ingresso è di 250 euro. Per le aziende con impianti superiori a 20 kw sono previsti contratti dedicati, pensati per valorizzare al massimo la produzione. Per le grandi imprese sarà possibile mettere a disposizione un impianto come produttore esterno, senza l’obbligo di associarsi.

Mara Martellotta

Extinction Rebellion espone targhe con i nomi delle partigiane

Questa notte nelle vie Torino sono state affisse da parte degli attivisti di Extinction Rebellion delle installazioni artistiche dedicate alle Partigiane Piemontesi.

“In prossimità del 25 aprile, giornata simbolo della Resistenza e della liberazione dal nazifascismo come Extinction Rebellion crediamo che lo spazio pubblico debba raccontare una storia diversa, capace di dare visibilità a chi ha lottato per la libertà, la giustizia e la democrazia”.

Al Centro Pannunzio un incontro dedicato alla storia delle Repubbliche

Il Centro Pannunzio di Torino dedica un appuntamento a temi centrali della storia politica e istituzionale italiana e europea, confermando la propria vocazione nel promuovere incontri e occasioni di approfondimento civile, storico e culturale.
Lunedì 27 aprile, alle ore 17.30, proporrà un incontro dal titolo “La Repubblica italiana e le repubbliche nella storia “con il giurista Fabrizio Fracchia e lo storico Pier Franco Quaglieni. L’iniziativa si presenterà come una ampia ricognizione storico- giuridica sul concetto di repubblica, dalle esperienze del mondo classico alla nascita della Repubblica democratica italiana.
Il percorso prenderà avvio dalla Grecia di Pericle, Platone e Sparta, per proseguire con la repubblica romana e con figure come Catone, Cicerone e Livio. Saranno inoltre analizzate le Repubbliche marinare, con particolare attenzione a Venezia, la repubblica fiorentina e Machiavelli, le repubbliche giacobine, la repubblica romana di Mazzini e la tragica parentesi della repubblica sociale italiana.
Il confronto si concluderà con una riflessione sui tratti storici e istituzionali della Repubblica italiana, nata il 2 giugno 1946, a ottanta anni dalla sua costituzione.

Il Centro Pannunzio è stato fondato a Torino nel 1968 nel nome e nello spirito di Mario Pannunzio e rappresenta, da oltre mezzo secolo, uno dei più solidi punti di riferimento nel dibattito culturale liberal democratico italiano.

Centro Pannunzio via Maria Vittoria 35 H Torino

Mara Martellotta

Rivoli taglia i costi dell’estate

La tariffa massima dei centri estivi si attesterà sulla cifra di 50 euro a settimana

Rivoli abbassa in modo netto il costo dei centri estivi e lancia un messaggio alle famiglie: da quest’anno per ogni figlio, dall’infanzia fino alla scuola  secondaria di primo grado, il costo massimo sarà  di 50 euro a settimana, la metà rispetto al passato, quando si arrivava a circa100 euro.

Un  tetto reale, perché  sopra quella cifra non andrà  nessuno, e al di sotto si applicheranno le riduzioni in base all’ISEE, mentre resta ferma la gratuità totale per le famiglie seguite dai servizi sociali.
Questa scelta si inserisce in un percorso già avviato dall’Amministrazione per rendere la città sempre più accessibile e attrattiva, dopo la gratuità degli asili nido, la riduzione dell’IMU sugli affitti e gli interventi sulla mobilità e sicurezza delle aree scolastiche.
L’offerta riguarda tutte le fasce di età, a partire dal nido estate attivo per i frequentanti, passando per i centri per l’infanzia e la primaria, fino alla novità di quest’anno, rappresentata dai centri estivi per i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, che a Rivoli non erano mai stati attivati.
Proprio per loro nasce un centro estivo a tempo pieno incentrato sullo sport. Si tratta di un’idea condivisa con le associazioni del territorio per offrire ai giovani cittadini l’opportunità di sperimentare anche discipline non sempre accessibili. Un modello che presenta costi organizzativi più elevati  che non ricadranno sulle famiglie, perché, anche in questo caso, il limite resta fissato a 50 euro settimanali e la differenza sarà sostenuta dal Comune.

Questo il progetto denominato “Estate tempo di qualità”, per i cittadini da 0 a 18 anni, che amplia lo sguardo fino agli adolescenti, e affianca ai centri estivi “Piazza Ragazzabile”  il cantiere di ecologia urbana rivolto quest’anno ai ragazzi tra i 15 e i 18 anni.
Si tratta di un’esperienza di  cittadinanza attiva e protagonismo giovanile in cui i partecipanti, accompagnati da educatori, si muoveranno in bicicletta sul territorio e saranno impegnati in azioni di manutenzione leggera e cura dei beni comuni, riqualificazione artistica di contesti urbani ed esperienze di interazione con l’ecosistema urbano.

Sono tre i livelli che si interconnettono, una misura economica, in grado di ridurre  concretamente  i costi per le famiglie, una misura familiare, capace di ampliare i servizi e rendere più semplice la gestione dell’estate, una misura educativa, in grado di incontrare il bisogno di spazi e di tempi di qualità di cui i bambini e i ragazzi sono portatori.

Mara Martellotta

Sforbiciata alle leggi inutili: meno burocrazia, il Piemonte punta su regole più semplici

“Semplifica Piemonte”: al via la riforma 

Meno norme superate, meno sovrapposizioni e un impianto normativo più lineare: è questa la direzione della riforma della burocrazia regionale avviata in Piemonte.

Il Consiglio regionale ha approvato una legge di razionalizzazione dell’ordinamento giuridico che prevede l’abrogazione di 42 leggi ormai non più attuali e l’eliminazione di 30 tra articoli e commi che nel tempo avevano generato duplicazioni e difficoltà applicative. “Non si tratta di un’operazione formale – evidenzia l’assessore alla Semplificazione Gian Luca Vignale – ma di un intervento che incide sulla qualità delle regole. Un ordinamento più chiaro significa meno incertezza per cittadini, enti locali e imprese e un’amministrazione più efficace”.

L’intervento si inserisce in un contesto in cui cittadini e imprese segnalano da tempo criticità legate alla complessità burocratica. Ridurre passaggi e tempi amministrativi può incidere sull’efficienza dei procedimenti, con possibili effetti anche sulla percezione del rapporto con la pubblica amministrazione.

Dal punto di vista economico, una struttura normativa complessa può tradursi in costi aggiuntivi e rallentamenti nei processi decisionali e negli investimenti. L’obiettivo dichiarato è quindi anche quello di contenere questi effetti e rendere più fluido il contesto operativo.

Con questa prima misura, la Regione Piemonte apre una seconda fase del percorso, che punta non solo sulle norme ma anche sul funzionamento concreto dell’amministrazione.

In questa direzione si inserisce il disegno di legge “Semplifica Piemonte”, presentato dall’assessore Vignale alla Prima Commissione del Consiglio regionale. Il provvedimento definisce una cornice generale per le politiche di semplificazione, senza intervenire direttamente sui singoli procedimenti, ma stabilendo principi e indirizzi per la loro revisione.

L’attenzione si concentra sui processi amministrativi, dove spesso si registrano rallentamenti e duplicazioni legati non tanto alle norme, quanto alle modalità con cui vengono applicate.

Tra i punti previsti:

  • l’unicità della presentazione dei dati, per evitare richieste ripetute di documentazione;
  • il divieto di aggravamento procedimentale;
  • il ricorso al soccorso istruttorio;
  • la riduzione dei tempi e la semplificazione delle procedure.

“Non introduciamo nuovi principi – sottolinea Vignale – ma li rendiamo finalmente esigibili. Sono regole già esistenti che devono diventare standard operativi. La semplificazione diventa un impegno concreto e misurabile dell’amministrazione verso cittadini, imprese ed enti locali”.

Il disegno di legge prevede inoltre l’istituzione di un Tavolo permanente per la semplificazione, pensato come sede di confronto con cittadini, imprese ed enti locali, e la creazione di un team regionale di supporto per accompagnare le amministrazioni nell’attuazione delle misure.

L’obiettivo è costruire un sistema in cui la Regione affianchi gli enti locali nell’applicazione delle regole, con l’intento di ridurre in modo concreto gli oneri burocratici.

Entrambi i provvedimenti erano stati approvati dalla Giunta regionale il 16 marzo scorso e presentati dal presidente della Regione Alberto Cirio e dall’assessore Vignale alla presenza dei ministri alla Semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati e alla Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.

“Sunny side up” di Gianluca Capozzi

Nuova personale, “bella” e piacevolmente “rompicapo”,  alla torinese “Galleria metroquadro”

Fino al 23 maggio

Ormai ci siamo abituati. E ogni volta ne usciamo stregati e un po’ malconci, fra l’intontito e l’incognita di un piacere che ti segue e non ti molla per ore. Fra interrogativi, dubbi, certezze e ripensamenti, meraviglie che ti traballano negli occhi e bizzarrie figurali che un po’ ti fanno anche inc …… (pardon!) incavolare per la difficoltà del loro aprirsi a più semplici soluzioni.  Eccolo, di nuovo, in bella mostra, fino a sabato 23 maggio prossimo, alla “metroquadro” di corso San Maurizio, a Torino, l’avellinese (studi all’“Accademia di Belle Arti” di Firenze e di “Granada” in Spagna) Gianluca Capozzi, che alla “Galleria” di Marco Sassone può dirsi ormai di casa, con quelle sue inconfondibili pagine pittoriche che ti “assalgono” come fossero un travolgente fiume in piena. Attenzione! Una selezione di opere dell’artista sono anche visibili presso “Ocularium” (via Mazzini 52, a Torino; lun. 15,30/19,30 e da mart. a sab. 10/19,30) e, fino a venerdì 22 maggio, presso la “Galleria CCAAndraxt” di Maiorca, in Spagna, all’interno del Progetto “TAG – Torino Art Galleries meets ART PALMA CONTEMPORANI”.

Artista di grande mestiere, iper-iper-realista alle origini, autentico genio nel gioco di segni, luce e colori (“anima dell’arte e della vita”), Capozzi è oggi artista di singolarissima definizione estetica, in quel suo solitario rincorrere esaltanti voci di puro espressionismo cromatico, intrecciato a meccanismi mentali che ne fanno un magico affabulatore dai ritmi a tratti informali, pur se mai del tutto avulsi da figurazioni di “spaesante surrealismo” ed “onirica visionarietà”. Dice lo stesso Capozzi: “Compito dell’arte è rendere visibile agli occhi tutto quello che non è visibile”. E ancora: “La mia è una pittura non di rappresentazione, ma parte della realtà”. E su ciò, siamo perfettamente d’accordo. Anche perché il Capozzi mantiene pienamente fede, sempre, ai suoi suddetti principi. E lo fa davvero alla grande.

Però che “botta”, ragazzi!, metter piede in quei suoi “interni”, in quelle sue “stanze” – quasi tutte “Untitled”, acrilici su lino o tela – appena attraversate (così pare!) dalla violenza di inauditi uragani di cui restano, segni palesi, le scomposte allocazioni fuori sede di quadri, libri, divani acchiappa tutto, cuscini, vasi, fiori, lampade e appese al soffitto o ad immaginari lampadari , a testa in giù e gambe in alto curiose e ginniche sagome figurali (prevalentemente femminili) affiancate a volte da personaggi dei fumetti – da “Alice nel paese delle meraviglie” a “Topolino” o a “Biancaneve”, nota ironica che spezza l’immagine principale – per nulla inquietate da vere e proprie tempeste di girandole cromatiche (gialli, verdi, bianchi o turchesi o grigi) simili ad inarrestabili frammenti meteoritici colti a pennellate di supersonica velocità nel loro confuso orbitare. Paranoie, inquietanti allucinazioni, grovigli di incubi notturni (e diurni!), su cui lavorare, da parte di Capozzi (e anche da parte nostra) per provare a ricomporre puzzle di una quotidianità sfuggita di mano? Forse sì. Difficile darne una risposta certa. Vero è che il tutto non disturba, anzi ringalluzzisce il “gioco” pittorico dell’artista. Questi “strani” mondi girati al contrario e stravolti da tremende bufere, crediamo diano infatti profonda “gioia” e tanto “divertissement” a Capozzi, a giudicare almeno dal titolo che in inglese (sempre con ‘sti titoli in inglese!) suona “Sunny side up” come dire alla lettera “uova fritte all’occhio di bue” (con il tuorlo intero e giallo  rivolto in alto) e metaforicamente descrizione di un “atteggiamento estremamente positivo, solare ed ottimista”. Che ne dice, Capozzi? Io personalmente penso d’averci azzeccato! Lui si diverte. Anche se resta comunque la difficoltà di ricomporre quel puzzle, di cui sopra, che se a noi mette ansia, a Capozzi dà spazio e materia (fin troppa!) per intavolare e metterci a totale disposizione “pagine-gioco” aperte alla più totale libertà nell’interpretazione di una realtà spesso sconnessa e deturpata, ma fortemente gradevole nell’atto della sua ricomposizione. Se mai riesce!

Scrive Sabino Maria Frassà, curatore della mostra: “La ‘stanza rossa’ è un campo di battaglia: Capozzi non ‘ricorda’ Matisse, lo assume e lo interiorizza, finché il colore smette di decorare e comincia a produrre realtà. L’interno ritorna come matrice — non come serie — ma come campo di prova: una costellazione di variazioni incise da scarti, dissonanze e decisioni del fare pittura. Qui il segno, ormai ‘scrittura-luce’, non accende la scena: ne cambia lo statuto e trasforma l’immagine in soglia. È in questo attrito che la visione collassa: dalla finestra al campo, dal vedere al ‘vedersi vedere’”. Poiché, continua: “Non siamo di fronte a una pittura che si limita a rappresentare; piuttosto, a un dispositivo che mette in tensione la rappresentazione, la attraversa, la sospende”. E dà artistica vitalità al lavoro di un pittore “unico”, nella gioiosa fanciullesca genialità di fantastici, aggrovigliati “teatrini”. Piacevoli e attrattivi “rompicapo”.

Gianni Milani

“Sunny side up” – Galleria “metroquadro”, corso San Maurizio 73/F, Torino; tel. 328/4820897 o www.metroquadroarte.com

Fino al 23 maggio – Orari: giov. ven. sab. 16/19

 

Nelle foto: Gianluigi Capozzi: “Untitled”, acrilici su lino o tela (2021 – 2025) e “Red Interior”, acrilico su lino, 2024