Sesta edizione del Progetto di “Fondazione Artea” per riflettere sul linguaggio della musica
Cuneo, aprile – maggio 2026
Cuneo
Alla guida del “Progetto” è sempre la cuneese “Fondazione Artea”, ente no-profit nata con il primo obiettivo di valorizzare il patrimonio storico – artistico e culturale della provincia cuneese, sviluppando iniziative capaci di unire il patrimonio territoriale a linguaggi contemporanei, con un’attenzione mirata soprattutto “a ricerca e percorsi di formazione per i giovani”. Su questa linea viaggia dunque, anche la sesta edizione di “The Youth Factor – Il Fattore Giovani”, partendo quest’anno dal tema del “linguaggio”, all’interno di un “campo di sperimentazione” incentrato nello specifico “sul comparto culturale e musicale”. “Dalla parola cantata alla scrittura, fino alla progettazione e produzione artistica, utilizzeremo questi strumenti – spiegano gli organizzatori – per interpretare la realtà e renderla comprensibile agli altri. In questo processo, l’artista non è solo un creatore di contenuti, ma anche un interprete di emozioni e significati, chiamato ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte comunicative”.
Rivolto ai ragazzi della “Generazione Z”, in sintesi, “The Youth Factor 2026” unisce riflessione su linguaggio, creatività e professionalità, offrendo ai giovani partecipanti un’esperienza che unisce “apprendimento teorico, pratica concreta e dialogo con chi lavora nel mondo della cultura e della musica”.
Novità di questa sesta edizione è la collaborazione con “The Goodness Factory”, realtà nata a Torino nel 2014 dalle menti di Annarita Masullo e Daniele Citriniti, attiva nel settore delle “performing arts” (con particolare focus sulla musica) e impegnata a “sviluppare, organizzare e promuovere attività culturali ad elevato impatto sociale curando ogni elemento: direzione artistica, sviluppo esecutivo-organizzativo, fruizione-partecipazione, contaminazione e divulgazione culturale”.
Non è invece una novità, ma una felice prosecuzione, anche quest’anno, la partnership, siglata con “Genova per Voi”, il “talent show” non televisivo per giovani autori di canzoni, primo concorso nazionale di questo genere che offre ai finalisti una “factory formativa” e al vincitore uno sbocco professionale concreto, in forma di contratto editoriale.
Sono tre gli appuntamenti musicali (condotti dalla speaker radiofonica, presentatrice televisiva e podcaster Margherita Devalle) in programma, a Cuneo, tra venerdì 10 aprile e sabato 23 maggio. Il primo (venerdì 10 aprile, ore 18), presso l’“Auditorium Foro Boario” (via Pascal 5L), è il talk “Io della musica non ci ho capito niente” con Giulia Mei, cantautrice e pianista palermitana trapiantata a Milano che fonde pianismo di matrice classica, cantautorato di ispirazione francese e genovese e sonorità “indie pop ed elettroniche”, dando vita a un “pop d’autore” di grande e pungente attualità. Dopo il primo album “Diventeremo Adulti” (finalista alle “Targhe Tenco”), nel 2021 Giulia vince il concorso “Genova per Voi” ottenendo un contratto con “Universal Music Publishing”, mentre il singolo “Bandiera” (2023) diventa virale con oltre quattro milioni di ascolti e conquista anche la giuria di “X Factor 2024”, vincendo, inoltre, il “Premio della critica” a “Voci per la libertà – Amnesty International 2024”, tanto da essere scelta dal regista Massimiliano Bruno come colonna sonora del suo nuovo film “Due cuori e due capanne” uscito a gennaio 2026 e in cui Giulia Mei debutta sul grande schermo interpretando sé stessa. Il titolo scelto per il talk è lo stesso del suo nuovo album, “Io della musica non ci ho capito niente”, uscito lo scorso anno e accolto dalla critica come uno degli album italiani più belli e importanti del 2025.
Sempre all’“Auditorium Foro Boario”, e sempre alle 18, si terrà anche il secondo appuntamento che vedrà sul palco il 26enne romano Alessandro La Cava con il talk “Non sono solo canzoni”. Autore e compositore “multiplatino”, Alessandro è oggi fra i più richiesti songwriter della nuova scena “pop” italiana; finalista nel 2018 al concorso “Genova per Voi”, entra in contatto con “Universal Music Publishing” e, da cinque anni, firma brani per artisti come Angelina Mango, Sangiovanni, Fedez, Laura Pausini, Giorgia, Elodie, Marco Mengoni e altri, collezionando 38 dischi di platino e 6 dischi d’oro. Tra i brani più recenti da lui firmati figurano (pensate!) quel “Per sempre sì” di Sal Da Vinci, vincitore dell’ultimo “Sanremo” e “Male necessario” di Fedez e Marco Masini, classificatosi, sempre a “Sanremo 2026” al 5^ posto, nonché vincitore del Premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo, confermando il suo ruolo centrale nella scrittura del “pop” italiano contemporaneo.
Infine, sorpresa! Sabato 23 maggio, a Cuneo, nell’ambito del Festival “Città in note. La musica dei luoghi”, si concluderà il percorso di “The Youth Factor” con l’ultimo “Talk About Music”. Protagonista un’artista d’eccezione. Il nome? Top secret. Sarà prossimamente rivelato in apposita “conferenza stampa”.
Tutti gli appuntamenti “Talk About Music” sono a ingresso gratuito, fino a esaurimento posti, con obbligo di prenotazione su “EVENTBRITE”.
Per ulteriori info: “Fondazione Artea”, corso Nizza 13, Cuneo; tel. 0171/1670042 o www.fondazioneartea.org
g.m.
Nelle foto: Giulia Mei e Alessandro La Cava
Pietro Scoppola, autorevole e qualificato storico cattolico, amava sostenere che un buon politico,

Dopo che qualcuno la dava per dispersa ieri, guidata dal Prof. Garibaldi, ha fatto nuovamente capolino la Alleanza x Torino, la riedizione della lista che nel 1993 porto’ Castellani a vincere le elezioni comunali sconfiggendo Diego Novelli. Chi si aspettava dal Professore di Economia una Analisi del sangue della situazione economica della Città che per diversi decenni ha trainato la economia italiana e’ andato deluso. I Professori sono abituati a bocciare gli altri ma non accettano di farsi bocciare dagli altri. Eppure dal 1993 Castellani presento’ ben due piani strategici senza mai presentare un Bilanciò consuntivo così non si accorse che solo col turismo, la cultura e il loisir la economia torinese non pareggiava ciò che stava perdendo nell’industria dell’auto. Così non si è ancora accorto adesso che dal 2001 la economia torinese ha una crescita economica inferiore alla media nazionale . Così non si è accorto che oggi Torino è la Capitale della cassa integrazione e che il 75% dei giovani ha un lavoro precario. Negli ultimi venticinque anni si è parlato tanto di Olimpiadi senza capire che la cosa più importante era difendere l’industria dell’auto . Così quando Elkann ha venduto la grande azienda alla Peugeot ne’ la Appendino ne’ il governo giallorosso pensarono di mettere il golden power sulla capofila della filiera industriale più importante d’Italia. La crisi dell’auto, e forse questo non l’ha neanche capito il governo Meloni, sta frenando l crescita della economia Italiana molto di più di quanto loro credano. In questa situazione , a un anno dalle elezioni comunali Lo Russo pensa solo a rivincere e sa che questa volta il suo problema è a sinistra e lui ,origine DC, per convincere la Schlein ha detto che la sinistra deve fare la sinistra per cui da oltre un anno tratta con Askatasuna e si tiene buoni la sinistra di AVS, l’unica sinistra con cui dialogano i ragazzi carini di Aska. Al centro ci pensano quel che resta del Sistema Torino, quello che per avere un grattacielo ha regalato tuto a Milano , Castellani e i tanti consulenti consultati in questi 33 anni, che sono molto di più di un ventennio, e che non vogliono assolutamente perdere il Comune. A ciò si aggiunga il nuovo Piano regolatore che è uno strumento fatto apposta per discutere e trattare con i tanti interessi della Città, dai costruttori, ai capitalisti proprietari di immobili e terreni, ai commercianti e magari qualcuno legato a qualche consigliere di opposizione. Quando c’è una maggioranza così longeva gli oppositori non sono tutti puri e duri come un GIACHINO qualsiasi , qualcuno che non ha idee magari è stufo di stare alla opposizione. Chi ci rimette però è Torino a partire dalla sue periferie sempre più dimenticate e lasciate in balia della insicurezza e del degrado. Anche i giornali non sanno che pesci pigliare così oggi danno una pagina intera a una proposta poco più che banale fatta dagli amici di Castellani che ora non parlano più di turismo e puntano ad attrarre studenti universitari copiando da Bologna che anche in questo campo si è dimostrata molto più brava di Torino attraendo quelli della Johns Hopkins.