Mercoledì 9 maggio alle ore 21 nell’Aula Magna del Liceo Classico “Vittorio Alfieri” di Torino in Corso Dante 80 si chiude il ciclo di incontri a ingresso libero e aperti a tutti organizzati dall’Associazione degli ex-allievi del Liceo Classico “Vittorio Alfieri” di Torino. Il relatore del quarto appuntamento sarà Alberto Barberis, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino, che racconterà cosa significa essere imprenditore ai tempi delle start-up e come è cambiato il modo di fare impresa oggi.
La rassegna di incontri rientra nell’ambito del progetto “La Bussola” promosso dall’Associazione degli ex-allievi del Liceo Classico “Vittorio Alfieri” di Torino per aiutare ad orientare i giovani, liceali e universitari, ma anche tutta la cittadinanza torinese e coloro che si stanno avvicinando al nuovo mondo del lavoro, attraverso il racconto di esempi concreti e case history di successo dall’esperienza diretta di professionisti di eccellenza impegnati in differenti settori. L’incontro è a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per informazioni: info@exalfierini.it



gabinetto”, dopo che il precedente, Paolo Giordana, ha chiesto e ottenuto un anno di aspettativa “per motivi personali”. Verrà convocata una nuova riunione di maggioranza per dibattere “delle linee programmatiche di breve, medio e lungo periodo, in relazione al piano di rientro presentato alla Corte dei Conti”.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione del 23 maggio, Giornata della Legalità, ricorrenza del XXVI Anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1992)
Guernica, piccola città dei Paesi Baschi, nella provincia di Biscaglia, nel nord est della Spagna, ha un triste primato. È stata una delle prime città, se non proprio la prima in assoluto, ad aver subito un bombardamento aereo a tappeto.
di esplosivi. Un quarto d’ora più tardi tre Junker continuarono l’opera di demolizione e il bombardamento si intensificò ed ebbe termine solo alle 19,45, con l’approssimarsi dell’oscurità. L’intera cittadina, con settemila abitanti e oltre tremila profughi, fu ridotta sistematicamente a pezzi. Per un raggio di otto chilometri, tutt’intorno, gli incursori adottarono la tecnica di colpire fattorie isolate. Nella notte esse ardevano come candele accese sulle colline”. Quando la notizia di questo crimine contro l’umanità si diffuse tra l’opinione pubblica, Pablo Picasso era impegnato alla
realizzazione di un’opera che rappresentasse la Spagna all’Esposizione Universale di Parigi del 1937. Decise così di realizzare un dipinto di notevoli dimensioni (di quasi 3,5 metri per 8) che denunciasse l’atrocità del bombardamento su Guernica. Nel grande quadro non c’è traccia di colore, accentuandone la carica drammatica. Al centro un cavallo nitrisce di terrore, tra una donna piange un bambino morto e altre figure che si trascinano o che ardono tra le fiamme che divorano le case. A sinistra, campeggia la figura di un toro, simbolo della Spagna e della forza di un popolo, offeso dalla viltà di chi ha voluto far cadere dal cielo una tempesta di bombe senza che la città inerme potesse opporre resistenza. Quest’opera monumentale di Picasso divenne presto il simbolo della denuncia contro la guerra e gli orrori che questa provoca.E quando la tela si trovava ancora nello studio dell’artista a Parigi, un ufficiale tedesco chiese con arroganza e superbia: ” Avete fatto voi quest’orrore, maestro?”. Con onestà Picasso rispose: ”No, è opera vostra”.
STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
e bibita. Con l’immancabile colletta. Si mettevano tutti i soldi insieme e ci scappava un biglietto in più e qualche patatina in più. Si era contenti. Non dico felici sempre, ma appagati di ciò che avevamo. Sempre rigorosamente a piedi .Affrontavamo i mezzi pubblici per giocare partite in altri oratori. Domenica sono tornato. Lo stesso sole ma non la stessa Barriera.
è stata presenti. Anni fa è scappato uno storico negozio di scarpe e una sezione del Pd è stata irrimediabilmente chiusa. Ragazzi di volere che mi osservano diffidenti e speranzosi nel poter vendere ciò che voglio vendere. Poi la solita pizzeria al taglio. Come va signora? “Male, continuano a bere birra a go go con relative conseguenze del bere tanto”. L’alcol: unica cosa che mette d’accordo slavi e neri che bivaccano. Io non abiterei mai qui. Ecco a cosa penso risalendo in auto. Perché le persone normali sono condannate a vivere in questa Barriera che, nonostante il sole, sembra un girone dell inferno dantesco?




Buchi di bilancio un po’ ovunque, con il risultato che Torino assomiglia sempre più a una groviera