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Risotto gamberi e zucchine: un classico

in LYFESTYLE

 

Il riso italiano, altamente nutritivo, digeribile e versatile si presta ad innumerevoli preparazioni

 

Il riso italiano ,“re dei cereali”, e’ tra i migliori al mondo, e’ espressione di cultura e tradizione delle specifiche zone di produzione. Altamente nutritivo, digeribile e versatile si presta ad innumerevoli preparazioni. La ricetta della settimana e’ un primo classico, semplice, che unisce sapori di terra e di mare che si esaltano a vicenda in un dolce e perfetto connubio. Uno degli abbinamenti piu’ amati.

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Ingredienti per 4 persone:

 

350gr.di riso per risotti

200gr,di piccole zucchine fresche

15 gamberi freschi

1 piccolo porro

1 scalogno o 1 piccola cipolla

1 bicchiere di vino bianco secco

1 litro di fumetto di pesce

1 carota, 1 gambo di sedano,1/2 cipolla, un rametto di finocchietto selvatico (per il fumetto)

burro/olio q.b.

prezzemolo tritato q.b.

sale q.b.

Sgusciare i gamberi (avendo cura di tenere da parte le teste e i gusci), eliminare il filetto nero, lavare velocemente. Preparare il fumetto di pesce, portare a bollore l’acqua con gli scarti dei gamberi,cipolla, carota, sedano e poco sale, filtrare.

Tritare lo scalogno. Lavare e tagliare le zucchine a rondelle sottili. Scaldare l’olio/burro in una larga padella, rosolare lo scalogno e il porro tagliato a rondelle, aggiungere il riso e farlo tostare a fuoco vivace finche’ i chicchi diventano traslucidi. Bagnare con il vino bianco, lasciar evaporare. Aggiungere poco alla volta il fumetto di pesce bollente. A meta’ cottura unire le zucchine e poi aggiungere i gamberi. Aggiustare di sale.Togliere dal fuoco, completare con il prezzemolo, mantecare con una noce di burro, lasciare riposare per due minuti e servire.

 

Paperita Patty

Il delicato risotto ai carciofi e funghi

in LYFESTYLE

Poco calorici, saporiti e versatili, ricchi di ferro, hanno proprieta’ toniche e digestive ideali per il nostro organismo

Una ricetta delicata e raffinata con i carciofi che in questo periodo sono nel pieno del loro sapore. Molto amati in cucina, dal tipico sapore amarognolo, i carciofi sono ortaggi che si prestano a gustosi abbinamenti, poco calorici, saporiti e versatili, ricchi di ferro, hanno proprietà toniche e digestive ideali per il nostro organismo.

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Ingredienti:

350gr. di riso per risotti

5 carciofi

15gr. di funghi porcini secchi

1 scalogno (o mezza cipolla)

1 spicchio di aglio

1 ciuffo di prezzemolo

1 bicchiere di vino bianco secco

Brodo vegetale q.b.

Olio evo, burro, sale q.b.

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Pulire i carciofi, lavarli in acqua acidulata con gocce di limone, affettarli grossolanamente. Mettere i funghi secchi a rinvenire in una tazza di acqua calda.

In un largo tegame soffriggere lo scalogno e l’aglio con una noce di burro e due cucchiai di olio evo, versare il riso e lasciare tostare mescolando poi, sfumare con il vino bianco e lasciar evaporare. Unire i carciofi affettati, i funghi strizzati e tritati, salare e versare poco alla volta il brodo caldo sino ad ultimare la cottura. Spegnere la fiamma, mantecare con una noce di burro, cospargere di prezzemolo tritato e servire subito. Delizioso !

Paperita Patty

La torta salata stuzzica l’appetito

in LYFESTYLE

Le torte salate sono apprezzate per la loro versatilità. Molto facili e veloci da preparare sono ottime servite tiepide o fredde, stuzzicanti e fantasiose

Ideali per un aperitivo con amici, una cena veloce, un antipasto o un pic nic,  le torte salate sono molto apprezzate per la loro versatilita’. Molto facili e veloci da preparare sono ottime servite tiepide o fredde, stuzzicanti e fantasiose. Un must per tutte le stagioni.

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Ingredienti:

2 rotoli di pasta sfoglia rotonda

½ kg. di spinacini freschi

1 fetta di prosciutto cotto (100gr.)

250gr. di ricotta piemontese

100gr. di taleggio

1 uovo intero, 4 tuorli

1 spicchio di aglio

50gr.di parmigiano grattugiato

sale, pepe,burro, noce moscata q.b.

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Lavare gli spinacini, saltarli in padella con una noce di burro e l’aglio, lasciar raffreddare. In una ciotola mescolare il prosciutto e il taleggio tagliati a dadini, aggiungere il parmigiano, l’uovo intero, gli spinacini, sale, pepe e un pizzico di noce moscata. Stendere la pasta sfoglia in una teglia rotonda foderata di carta forno,bucherellare il fondo, disporre il ripieno, coprire con la ricotta, fare 4 fossette in ognuna delle quali sistemare il tuorlo. Coprire con la sfoglia rimanente, saldare bene i bordi, spennellare con poco latte e cuocere in forno per 35-40 minuti a 200 gradi. Servire tiepida.

 

Paperita Patty 

Venezia, come un anno fa: la Chiesa dei pirati affonda in laguna

in ECONOMIA E SOCIALE

Vi riproponiamo l’articolo pubblicato un anno fa, il 16 novembre 2018. La situazione non solo non è migliorata, ma peggiorata

E’ universalmente conosciuta come la basilica di San Marco, visitata ogni anno da 30 milioni di turisti. Oggi rischia di finire sott’acqua come tutta Venezia

In questi giorni l’acqua salmastra è arrivata al centro della chiesa, ha aggredito statue e sculture con la grande preoccupazione che l’umidità, salendo verso l’alto, raggiunga gli splendidi mosaici dorati bizantini del XII secolo fino a farli sparire. Per alcuni scrittori dell’Ottocento il tempio dell’evangelista Marco era la chiesa dei pirati, “immenso forziere di ricchezze composto da pezzi rubati o conquistati ad altre civiltà, un sogno orientale, una chiesa moresca o una moschea cristiana innalzata da un califfo convertito”. San Marco è un pezzo d’Oriente in laguna, un angolo di Costantinopoli trapiantato a Venezia. Quando i veneziani andavano alle Crociate tornavano a casa con un bottino enorme, con galee stracolme di marmi, colonne, capitelli e reliquie sacre portate via da chiese ed edifici storici nei Paesi orientali in cui andavano a far la guerra o a vendere i loro prodotti. Erano insuperabili in tutto ciò. Molti di questi oggetti, oggi collocati dentro e fuori la basilica, sono giunti dalla capitale dell’Impero bizantino dopo la IV Crociata del 1204, nota come il sacco di Costantinopoli, la crociata della vergogna, quando i cristiani massacrarono tanti altri cristiani. I più famosi sono i quattro cavalli di bronzo dorato che abbellivano l’ippodromo sul Bosforo, diventati poi i cavalli di San Marco. Venezia è impregnata di influssi bizantini e a quell’epoca era un via vai di artisti e mosaicisti greci che giungevano in laguna da Bisanzio per decorare le chiese cittadine. San Marco stessa è stata costruita nell’828 a croce greca sul modello della chiesa dei Dodici Apostoli che sorgeva su un colle della Roma d’Oriente dove oltre 500 anni fa fu abbattuta per lasciare spazio alla moschea di Maometto II il Conquistatore. Per evitare i danni causati dall’inquinamento atmosferico i cavalli originali sono al sicuro all’interno della basilica con un fascio di luce che esalta il loro splendore mentre sulla facciata della chiesa compare una copia della quadriga bronzea. All’esterno, nell’angolo che guarda Palazzo Ducale, stazionano quattro imperatori romani con spada al fianco, forse i tetrarchi che si divisero l’Impero, scolpiti nel porfido rosso, quasi fossero di guardia al Tesoro della basilica. Anche queste statue erano a Bisanzio e furono portate a Venezia nel 1204. Non erano a Costantinopoli e neppure ad Acri, come si è pensato per lungo tempo, i cosiddetti “pilastri acritani”, in bella mostra a pochi metri dai tetrarchi. Non sono stati trafugati dai veneziani a San Giovanni d’Acri nel 1258 ma in un’antica chiesa greca. All’interno di San Marco c’è un altro tesoro costantinopolitano. In fondo alla navata sinistra, i fedeli si raccolgono in preghiera davanti alla Nikopeia (Portatrice di Vittoria), l’icona dell’ XI secolo che i sovrani bizantini portavano in battaglia come amuleto e la custodivano nel monastero del Pantocrator a Costantinopoli. L’immagine sacra fu presa dai crociati dopo uno scontro con un reparto militare comandato dall’imperatore e finì a Venezia, ennesimo bottino della quarta Crociata. Si trovava nel medesimo monastero anche la magnifica iconostasi di smalti, gemme e pietre preziose collocata oggi nella Pala d’Oro in San Marco. Altri oggetti sacri e reliquie furono portati a Venezia dopo la conquista di Costantinopoli nel 1204 e si possono vedere nel Tesoro della basilica. Fino a quando sarà possibile ammirare tutto ciò? Per la quarta volta nella storia l’alta marea ha invaso la parte centrale della basilica per arrivare proprio sotto l’altare della Madonna Nikopeia dopo aver ricoperto per 90 centimetri il pavimento a mosaico dell’atrio.

Filippo Re

 

Il fascino dei Jukebox

in LYFESTYLE

Tra i primi in Italia  a costruirli ci fu la Microtecnica di Torino, un’azienda con sede in piazza Arturo Graf, nei pressi  via Madama Cristina

Era un mercoledì, il 22 giugno del 1927. Un giorno apparentemente come tanti altri se non fosse che proprio quel mercoledì vennero messi in vendita i primi Jukebox. E fu una vera e propria rivoluzione per la musica. Bastava introdurre una moneta e girare una manovella per selezionare un disco tra quelli esposti in una vetrina rettangolare. Così funzionavano i fonografi a moneta, antesignani dei jukebox moderni, che furono messi in commercio per la prima volta dalla Ami, un’azienda già nota per la produzione di pianoforti a gettoni, la cui diffusione aveva aperto la strada ai mitici “contenitori armonici” (traduzione letterale del termine). Le prime versioni di jukebox erano in legno e contenevano 12 dischi a 78 giri. I prodotti Ami si affermarono soprattutto in Europa mentre negli Usa conquistarono il mercato marchi come Wurlitzer, Seeburg e Rock-Ola. Tra i primi in Italia  a costruirli – su licenza della Ami – ci fu la Microtecnica di Torino, un’azienda con sede in piazza Arturo Graf, nei pressi  via Madama Cristina, nel rione di San Salvario, specializzata nelle lavorazioni meccaniche di precisione. I cari, vecchi jukebox, hanno sempre esercitato un grande fascino, offrendo la colonna sonora per intere generazioni che si sono incrociate, magari nel lido di una spiaggia o in un bar di uno sperduto paesino. Del jukebox , i meno giovani, rammentano non solo i motivi delle canzoni ma anche il rumore del gettone o della moneta, il clank clank della meccanica che si muoveva per selezionare il disco, il fruscio dei 45 giri di vinile suonati decine di volte al giorno. In Italia il jukebox divenne celebre grazie al Festivalbar, trasmissione che premiava la canzone più “gettonata” nei jukebox di tutto il paese. Non si contano i film dove i  jukebox accompagnano le scene, come in Grease ma non vi è dubbio che una delle figure mitiche è stata quella di Arthur Fonzarelli, il “Fonzie” della  famosissima serie televisiva Happy Days, che faceva partire quello del ristorante diArnold’s con un pugno, ascoltando i successi di Elvis Presley. Poi, nel tempo,  sono venuti i mangiadischi (i giradischi portatili), le audio cassette da infilare nel registratore o nell’autoradio,  i cd dei Walkman  e infine i lettori Mp3 e chissà qual’altra diavoleria. Ma il jukebox rimane il jukebox. E niente e nessuno potrà prenderne il posto nella storia.

 

Marco Travaglini

Antico “bonet” alle nocciole

in LYFESTYLE

E’ un dessert conosciuto soprattutto nella variante al cacao

Tipico dolce al cucchiaio della pasticceria piemontese, il “bonet” e’ un dessert conosciuto soprattutto nella variante al cacao, ricoperto di caramello goloso, delicato, particolarmente energetico. La versione piu’ antica dell’alta Langa, prevede l’utilizzo delle nocciole .Questa e’ la mia proposta. Delizioso !

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Ingredienti:

 

½ litro di latte fresco intero

100 gr. di nocciole tostate

180 gr. di zucchero

1 cucchiaio di caffe’ ristretto

2 cucchiai di rum

50gr. di amaretti

4 uova e 2 tuorli

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In uno stampo in alluminio caramellare 100gr. di zucchero con ½ bicchiere di acqua. Ridurre a farina le nocciole con lo zucchero rimanente. Ridurre in polvere gli amaretti, bollire il latte. Nel frullatore sbattere le uova e i tuorli, aggiungere  il caffe’, il rum, le nocciole, gli amaretti, versare il latte caldo a filo. Trasferire il composto nello stampo, cuocere a bagnomaria sul gas a fuoco bassissimo (l’acqua non deve mai bollire) per circa 1 ora. In alternative cuocere in forno a 180 gradi per 50 minuti circa. Lasciar raffreddare e conservare in frigo sino al momento di servire.

 

Paperita Patty

Filetti di nasello gratinati (anche per chi non ama il pesce)

in LYFESTYLE

 Questo piatto si prepara facilmente con ingredienti semplici, particolarmente sfizioso grazie alla gratinatura dorata e croccante

Apprezzato per le sue proprieta’ nutritive, il nasello e’ un pesce magro, facilmente digeribile, carne bianca e delicata ideale anche per chi non ama il pesce. Questo piatto si prepara facilmente con ingredienti semplici, particolarmente sfizioso grazie alla gratinatura dorata e croccante.

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Ingredienti:

 

4 filetti di nasello

4 fette di pan carre’

1 ciuffo di prezzemolo

1 spicchio di aglio

50gr. di parmigiano grattugiato

50gr. di pecorino grattugiato

Olio, sale, pepe q.b.

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Tostare leggermente le fette di pan carre’. Lavare e asciugare il prezzemolo. Frullare le fette di pane con il formaggio grattugiato, l’aglio, il sale, il pepe e l’olio. Disporre i filetti di nasello in una pirofila da forno unta di olio, cospargere il composto sul pesce, condire con un filo di olio e cuocere in forno a 200 gradi per circa 20 minuti o sino a completa doratura.

 

Paperita Patty

 

Linguine in crema di noci

in LYFESTYLE

In pochi minuti avrete una salsa delicata, avvolgente e cremosa per condire in modo semplice la vostra pasta

 

Le noci, come tutta la frutta secca, hanno molto da offrire, sono ottime per le loro proprieta’ nutrizionali e si possono utilizzare in tantissimi modi. Vi suggerisco questo primo piatto che si prepara molto velocemente, a crudo, utilizzando un mortaio o un mixer. In pochi minuti avrete una salsa delicata, avvolgente e cremosa per condire in modo semplice la vostra pasta.

 

Ingredienti per 4 persone:

 

320gr. di pasta tipo linguine

200gr. di ricotta piemontese

50gr. di gherigli di noci

½ spicchio di aglio

Olio evo, latte,pepe,sale q.b.

2 foglioline di menta fresca (facoltativo)

 

Nel mortaio, o nel mixer, mettere i gherigli di noce, l’aglio, il pepe il sale, la menta e tritare tutto grossolanamente. In una ciotola mescolare bene la ricotta, aggiungere il trito di noci, qualche cucchiaio di latte e l’olio evo. Quando la pasta e’ cotta, scolare e condire subito. Servire immediatamente poiche’ tende ad asciugare in fretta.

 

Paperita Patty

Che sapore lo spezzatino della tradizione

in LYFESTYLE

Un secondo completo, sano, sostanzioso ed economico, questo e’ l’intramontabile spezzatino di vitello con patate. Un piatto gustoso, autunnale, tipico della tradizione casalinga. Teneri bocconcini di carne di vitello che cuociono lentamente in un cremoso sughetto aromatico.

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Ingredienti

600gr. di polpa di vitello

400gr. di salsiccia

4 patate medie

1 carota

1 sedano

1 cipolla

1 spicchio di aglio

1 bicchiere di vino rosso

2 bicchieri di brodo

1 bicchiere di passata di pomodoro

Olio evo, sale, pepe q.b.

Erbe aromatiche q.b. (rosmarino, alloro, timo ecc.)

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In una padella con poco olio, preparare il soffritto con la carota, il sedano, la cipolla e l’aglio tritati. Aggiungere i bocconcini di carne e la salsiccia tagliata a pezzi, salare, pepare e rosolare a fuoco vivace poi, sfumare con il vino rosso. Lasciar evaporare il vino e coprire con il brodo caldo, aggiungere le erbe aromatiche e la passata di pomodoro. Lasciar cuocere a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto per almeno un’ora. Pelare e lavare le patate, tagliarle a tocchetti ed aggiungerle alla carne. Lasciar cuocere sino a quando saranno morbide, eventualmente aggiustare di sale. Servire caldo.

Paperita Patty

L’utilizzo del Laser nelle problematiche della nostra pelle

in Vetrina Live

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Col passare degli anni il cambiamento del nostro aspetto è inevitabile, ma resta un fenomeno assai poco gradito soprattutto alle donne, seppur ultimamente anche gli uomini comincino a preoccuparsene

Non sono solo le rughe a preoccuparci, spiega il Dott. Luca Spaziante, Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, ma anche quel fisiologico invecchiamento della pelle causato dall’età che avanza e che si presenta col cedimento dei tessuti , con la comparsa di macchie e con capillari evidenti spesso difficili da mascherare.  Sulla pelle nuovi colori si stratificano, elementi di forma si modificano, non solo per il tempo che passa, ma anche a causa dell’ambiente e delle malattie. La pelle può essere paragonata alla tela di un pittore su cui la comparsa di una problematica può cambiare i colori, le linee e le forme provocando un continuo rimaneggiamento. Ma nell’arte i dipinti e le sculture alla fine risultano levigate e ci sussurrano la valenza della bellezza estetica della pelle, che mediante il suo colore, la sua conformazione e suoi incisi, può mostrarci la sua età, le emozioni e le espressioni più significative. Alcune ricerche dimostrano che in Italia più di 3,5 milioni di persone soffrono di infiammazioni della pelle, in diverse zone sensibili del corpo e soprattutto sul volto. Fra queste l’88% presenta importanti ripercussioni a livello emotivo per la difficoltà a relazionarsi con gli altri, mentre il 22% delle persone restanti soffre di disturbi depressivi.Dati da non sottovalutare e utili soprattutto per capire l’importanza di offrire gli strumenti giusti per contrastare questi detestati inestetismi.
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Ecco perchè inizia allora la lotta alle rughe, alle macchie cutanee, al rilassamento dei tessuti del viso e del corpo che dà vita a un floridissimo mercato in ambito farmaceutico e cosmetologico. Ma la sicurezza di un risultato eccellente, afferma il Dott. Spaziante, si può trovare solo nel connubio tra l’utilizzo di un buon cosmetico e un trattamento di medicina estetica di qualità. I trattamenti laser permettono di combattere con efficacia gli inestetismi della pelle come rughe e rilassamento cutaneo, macchie cutanee, angiomi, capillari, cicatrici ed esiti di acne. Gli inestetismi della pelle abbracciano innanzitutto le preoccupazioni delle donne e possono svelarsi già durante la giovinezza, in quel periodo in cui i teenager divengono molto critici nei confronti del proprio aspetto fisico facendo nascere in loro la preoccupazione di non essere apprezzati dai compagni di scuola e dai propri coetanei. Tra gli inestetismi più temuti e detestati sono sicuramente da annoverare l’acne giovanile con i conseguenti esiti cicatriziali. Cicatrici e psiche, sottolinea il Dott. Spaziante, spesso si scontrano creando disagi emotivi importanti, soprattutto nei ragazzini. Lo rammenta anche un sondaggio condotto da Opinion Health nel Regno Unito su 1000 persone: l’impatto psicologico di una vita “segnata” da una cicatrice su alcune persone può diventare così pesante a tal punto da far cadere l’individuo in una profonda depressione. La disarmonia tra cicatrice e psiche è agevolata dal fatto che sovente non viene chiesto un aiuto o un consiglio nemmeno al proprio medico. Si tende sempre a dire: “tanto non si può fare nulla“, quando invece questa conclusione è assolutamente errata.
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Esistono diverse tipologie di laser che differiscono a seconda della lunghezza d’onda emessa e quindi hanno differenti utilizzi; ciascun tipo di impulso laser viene assorbito da un particolare pigmento e quindi ha un differente “bersaglio”.

Il LASER CO2 è un trattamento efficace e sicuro che può minimizzare la comparsa di cicatrici acneiche ed è anche in grado di determinare una importante contrazione delle fibre collagene ed elastiche presenti nel derma, rendendo così la cute molto più tonica. La profondità di trattamento è basata fondamentalmente sulla quantità di energia CO2 utilizzata e dal numero di passaggi eseguiti. Oltre al laser CO2, consigliato per le cicatrici dell’acne, ma adoperato con successo in generale per il ringiovanimento cutaneo, può essere proposto il LASER FRAZIONALE, utilizzato anche sulle piccole rughe del volto e per il ringiovanimento cutaneo non ablativo. Attraverso le fibre ottiche, il laser produce dei minuscoli forellini in profondità provocando la denaturazione del collagene e la conseguente produzione di nuovo collagene, processo alla base del ringiovanimento del tessuto cutaneo. Tra i trattamenti laser è il più versatile, perché i tempi di ripresa sono rapidissimi. La LUCE PULSATA o IPL (Intense Pulsed Light) è una tecnologia che, grazie all’emissione di energia luminosa, permette di colpire la zona interessata senza ledere i tessuti circostanti. La luce pulsata ad alta intensità, è utilizzabile solo ed esclusivamente, per le sue particolari caratteristiche, da personale medico e permette di trattare in modo efficace e poco invasivo una vasta gamma di lesioni benigne. L’azione della luce pulsata è particolarmente evidente nei trattamenti di ringiovanimento cutaneo, nella riduzione delle iperpigmentazioni della pelle e di epilazione definitiva. 

 

.Le metodologie descritte sono assolutamente non pericolose e in grado di ridonare alla pelle il suo aspetto naturale, ma è di primaria importanza essere informati correttamente, da medici esperti, sui vari trattamenti possibili e sulle giuste aspettative La scelta del trattamento più indicato – sostiene il Dott. Spaziante deve essere sempre concordata con il paziente dopo un’accurata visita, per definire insieme un programma personalizzato“. Solo così si potrà arrivare ad una ritrovata freschezza del volto senza un’alterazione delle sue caratteristiche naturali perché comunque “La pelle con le sue caratteristiche di colore, odore, rugosità, con gli elementi suoi propri, permette di evidenziare una individualità unica ed irripetibile: ogni individuo possiede la sua pelle personale” (Didier Anzieu, psicoanalista francese).

 

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