Il problema di Torino non è il brand ma il rilancio della sua economia

/

L’OPINIONE

“Dopo 33 anni di amministrazioni di sinistra Torino è agli ultimi posti …”

 

Caro Direttore,
Lo studio dell’economista Mauro Zangola ci ha appena detto che Torino ha perso 12.000 posti di lavoro, che la nostra Città dopo trentatré anni di amministrazioni che si definiscono progressiste è solo 84 in Italia e il Comune sta lavorando alla ricerca di un brand per comunicare di più Torino nel mondo?
Quale è la novità?  Dalle centinaia di manifesti affissi per la Città, Torino nel nuovo brand ha perso la maiuscola e si presenta con la minuscola, torino: Torino che per tanti anni è stata la capitale della comunicazione con Armando Testa e con tanti altri grandi creativi, Torino che con l’immagine dell’Avvocato veniva letta negli Uffici della Casa Bianca quando alla Casa Bianca c’era Kennedy, oggi viene rimpicciolita dai geni della amministrazione comunale che da 33 anni sono in Comune , pagati non poco , e non sono riusciti a rilanciare una Città che è stata capitale prima politica poi industriale del nostro Paese.  Invece di dire che Torino e il Piemonte sono al primo posto per ricerca scientifica , invece di dire che a Torino studiamo, grazie al Centro per la IA   , la mobilità del futuro… invece di dire che con là TAV saremo al centro della rete europea dei trasporti su rotaia il Comune pensa al brand. Marchionne  avrebbe detto brand de che’? Gabriele Ferraris sul Corriere ha già ironizzato da par suo sul Brand perduto. A chi come me si interessa da anni delle difficoltà di Torino e si dà da fare in ogni modo per cambiare le cose interessa di più l’analisi dei problemi e come affrontarli perché vorrei ricordare a chi ci amministra che mentre loro studiano il brand e altri studiano il nuovo Piano regolatore, meta’  della Città se la passa male come ci ha ricordato il segretario della Cisl Filippone.Torino e’ conosciuta in tutto il mondo perché nel 1861 ha unito il più bel Paese del mondo, perche’ nel 1857 ha approvato e costruito il primo Traforo alpino al mondo, perché è stata una delle Capitali industriali del 900, perché conserva la Sindone , il lenzuolo più caro alla Cristianita’, il lenzuolo che commuove cittadini di ogni parte del globo.
Torino doveva difendere di più in Italia e in Europa l’industria dell’auto mentre il suo Sindaco e la Signora Schlein in Europa hanno voluto appoggiare una delibera che ammazzava  il motore endotermico. Torino non doveva abbandonare il settore delle Fiere perché col Salone dell’automobile degli anni 60-70-80 per due settimane  era al centro dell’interesse di tutti gli automobilisti del mondo che guardavano  le novità dei grandi carrozzieri di Torino.  Torino dal 1975 ha avuto Amministrazioni che dicevano NO a ciò che tutti i cittadini del mondo ritengono essenziale nella Città moderna , la Metropolitana , la Tangenziale e poi il collegamento ferroviario veloce con l’Europa. Genova nel 2003 ottenne dal Governo Berlusconi l’istituto Italiano di Tecnologia che oggi è tra i primi cinque al mondo nel settore dei robot umanoidi. Genova avendo avuto nel 2017 il coraggio di cambiare la Amministrazione comunale di sinistra ha ottenuto in questi anni il finanziamento della costruzione della nuova Diga foranea al suo porto che così potrà diventare , attraverso la costruzione del corridoio ferroviario Genova Rotterdam , la porta Sud dei collegamenti tra la economia europea  , l’Africa, l’estremo Oriente e l’Oriente. L’ex Sindaco Castellani , trentatré anni dopo la sua elezione, dice che Torino è in una fase di transizione. Transizione de che’ , che metà della Città si sente abbandonata e insicura e con un PIL procapite da regione del Sud. Direttore ,Torino non ha bisogno di cambiare il  brand , ha bisogno di cambiare la sua amministrazione perché il futuro a Torino non glielo daranno chi voleva trattare con quelli di Askatasuna. Torino ha ottenuto dal Governo il Centro per la IA , perché non lavora attraverso la grande qualità del nostro Politecnico a conquistare uno spazio nella Mobilità del futuro che sarà molto condizionata o guidata proprio dalla IA? Nel futuro la mobilità crescerà , sarà diversa ma crescerà e allor cerchiamo di essere protagonisti nella mobilità del futuro usando le conoscenze e le competenze che abbiamo.
.

Mino GIACHINO

UDC Torino

Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo Precedente

Fumetti, dischi e seconda mano: tre nuovi mercati per potenziare il commercio

Articolo Successivo

Fondazione Umberto Veronesi, charity dinner alle OGR

Recenti:

IL METEO E' OFFERTO DA

Fit Homeless