OPINIONI

“Come stai davvero?” Settembre, un mese per riflettere

IL COMMENTO

Settembre è il mese dedicato alla sensibilizzazione e alla prevenzione del suicidio: un’occasione importante per ricordare che parlare di disagio psicologico può salvare una vita.

Dietro una persona che soffre non sempre ci sono segnali evidenti. Per questo è fondamentale imparare ad ascoltare, senza giudicare e senza minimizzare. Una domanda semplice come “Come stai davvero?” può diventare l’inizio di un dialogo importante.
La prevenzione passa anche dalla capacità di non restare soli. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di coraggio. Familiari, amici, medici e professionisti della salute mentale possono offrire sostegno e accompagnare chi attraversa un momento difficile.

Settembre ci ricorda quindi qualcosa di essenziale: ogni vita ha valore e nessuno dovrebbe sentirsi costretto ad affrontare il dolore da solo.
Parlare, ascoltare e chiedere aiuto: a volte, la prevenzione comincia proprio da qui.

Enzo Grassano

Valle Soana, Costa spiega la sua mozione sulla diga

«Non sono contrario a priori alla diga. Voglio conoscere tutto prima di decidere.»

Perché ha presentato questa mozione al Consiglio comunale?

Perché ritengo che un’opera di questa rilevanza debba essere affrontata con la massima

attenzione, soprattutto dal punto di vista della sicurezza del territorio e della popolazione.

Non ho presentato una mozione per dire semplicemente “no alla diga”…

 

Leggi l’articolo su Canavesano e dintorni:

Valle Soana, Costa spiega la sua mozione sulla diga

Aggressione sessuale a 13enne. La Caramella Buona: “Decisione inaccettabile”

“Messaggio devastante per le vittime di violenza. Manifesteremo davanti al Tribunale di Torino”
Torino, 1 settembre 2026 – La Caramella Buona, associazione nazionale anti-pedofilia, manifesterà davanti al Tribunale di Torino dopo la notizia della scarcerazione del 42enne rilasciato dopo aver confessato l’aggressione sessuale ai danni di una bambina di 13 anni:
Una decisione del genere non solo è inaccettabile ma rappresenta un messaggio devastante per tutte le vittime di violenza  – commenta Roberto Mirabile, presidente dell’associazione La Caramella Buona – Per questo motivo in settimana, come accaduto dopo la scarcerazione di un pedofilo reo confesso a Reggio-Emilia nel 2017, manifesteremo davanti al Tribunale di Torino tutto il nostro sdegno. Come riportato dall’Ansa l’arresto, “secondo il Giudice”, sarebbe stato un “trauma” che avrà un “effetto deterrente” per il futuro: noi non ci crediamo, in 30 anni di impegno a tutela dei bambini abbiamo visto quanto la reiterazione del reato, in un numero elevatissimo di casi, rappresenti una costante dei sex offender, una costante che deve essere tenuta in serissima considerazione. Non possiamo far passare il messaggio che basti dirsi pentiti e collaborare per tornare alla propria vita, nello stesso luogo in cui si è commesso un abuso, svolgendo un’attività a contatto col pubblico e con altre potenziali vittime. Non dobbiamo dimenticare che quando vissuto da questa bambina resterà, indelebile. Un trauma che influenzerà la sua vita, una vita che non sarà più quella di prima a causa di un crimine orrendo che nessuna condanna potrà cancellare”.
 
La Caramella  Buona sarà a disposizione di tutti i cittadini che vorranno collaborare all’organizzazione della manifestazione e partecipare. Per maggiori informazioni contattare il numero verde 800.311.960 e la mail segreteria@caramellabuona.org.

Tav, i dati veri sugli scambi commerciali mondiali

/
La disinformazione o disinformatia è un arma di battaglia politica che arriva dall’epoca staliniana e che è stata e viene usata molto da noi. Per supportare la battaglia NOTAV sono state diffuse  nel tempo presunte verità che si dimostrano in grandi falsità per convincere la gente che non legge, giovani studenti etc. I risultati si vedono. E’ incredibile che solo in Valsusa i sedicenti ambientalisti siano contro il treno. E’ incredibile che i giovani di Friday for Future ispirati da Greta alla battaglia ambientalista , che ho incontrato già otto anni fa , non solo non prendano posizione a favore del trasporto su rotaia ma anzi si schierano con i NoTav.
Qui vorrei concentrarmi sul grande falso sui traffici che sarebbero in calo perché alcune produzioni piemontesi e francesi sono in calo….etc.etc.
A livello globale nel 2024 i container trasportati nel mondo sono stati 6 milioni in più.
Il commercio mondiale cresce in media del 3% all’anno.
Il 30-35% del PIL italiano dipende dagli scambi internazionali .
Premetto che la TAV, Torino-Lione e’ l’anello del Corridoio Mediterraneo ex Corridoio 5 che collegherà il porto di Algesiras al fondo della Spagna col Portogallo, con la Francia , l’Italia e i Paesi ex comunisti sino a Kiev.
Il Corridoio Mediterraneo collegherà Paesi che insieme producono 1/5 del PIL europeo.
Nei giorni scorsi il Presidente della Regione Liguria Bucci ha incontrato il Commissario europeo del Corridoio Mediterraneo per avere appunto un quadro della situazione dei lavori dopo gli scontri NOTAV del luglio scorso.
Il Corridoio Mediterraneo infatti incrocerà nella Pianura Padana il Corridoio Genova-Rotterdam, a Verona incrocerà il Corridoio del Brennero verso la Germania e a Padova il Corridoio Adriatico- Balcani. Nella Pianura padana entro 8 anni se non ci saranno altri ritardi si incroceranno Corridoi ferroviari che collegheranno il 60% del PIL europeo.
La Nuova Rete europea dei trasporti su rotaia che possiamo chiamare la Futura Metropolitana d’Europa toglierà quindi traffico passeggeri e merci dalla strada. Milioni di auto e di camion in meno nei trasporti di lunga gittata . I trasportatori italiani invece di star fuori tutta la  settimana per trasportare merci dall’Italia all’Inghilterra , potranno fare tratte giornaliere in Italia per trasportare i container dallo scalo ferroviario italiano alla azienda o al Centro commerciale italiano più vicino allo scalo . Migliorerà la vita degli autisti e dei trasportatori, diminuirà l’inquinamento , diminuirà la congestione del traffico e diminuiranno gli incidenti stradali .
Premetto che attraversano il versante francese le merci dirette verso Francia, Spagna, Portogallo e Inghilterra e viceversa attraversano il versante italiano le merci dirette verso l’Italia e i Paesi dell’Est europeo.
Rispetto al 2014 i soli scambi commerciali Italia Francia sono aumentati del 54% raggiungendo nel 2025 il valore record i di 112,3 miliardi di euro. La Francia è il primo investitore straniero in Italia con circa 100 miliardi di euro e quasi 359.000 lavoratori impiegati in aziende francesi i controllate dai francesi.
Un dato poco citato è rappresentato dall’attivo  commerciale (Export- Import)verso la Francia  a favore del nostro Paese che oscilla negli anni tra i 10 e i 20 miliardi di euro l’anno.
La Nuova rete europea è cofinanziata dalla Europa e dai singoli Stati genererà benefici economici e ambientali per oltre 100 anni . I romani quando costruirono le strade consolari non fecero la analisi costi e benefici ma solo per fare un esempio , sino al 1970, cioè per 1970 anni, la strada che collegava Roma alla Francia era la Via Aurelia. 1970 anni perché poi vennero costruite superstrade e autostrade.
Ma le strade non vengono usate solo per il trasporto  merci o dei turisti , che rappresentano iniezioni importanti di PIL.
Le autostrade , come mi disse nel 1971 Giuseppe Casciana, l’autista siciliano del Ministro Donat-Cattin , sono “mobilità sociale”. Giuseppe, non è laureato caro Bonaccini,  ma aveva capito prima di tanti ,a sinistra, la grande importanza delle vie di trasporto più veloci che allora erano le autostrade e oggi è il Treno AV che ci porterà , comodamente seduti e senza inquinare a Potsdam a vedere da vicino la grande Incredulità del S. Tommaso   dipinta magistralmente dal Caravaggio o a Parigi a vedere la Gioconda e che toglierà quasi un milione di TIR all’anno solo nella Pianura Padana con grande miglioramento dell’ambiente .
Quando verranno ultimati i tratti italiani dei corridoi ferroviari europei e la Nuova diga al porto di Genova aumenteranno i volumi di traffico dal Mediterraneo e verso il Mediterraneo , crescerà la attività logistica sino a dare un punto in più all’anno di PIL  alla economia nazionale . L’Italia, l economia italiana , il lavoro italiano  non possono perdere questa grande opportunità.
Mino Giachino
SITAV SILAVORO

I BTP fanno gola anche agli stranieri ma c’è poco da festeggiare

/

Di Carlo Mancorda

La crescita degli acquisti esteri di BTP viene celebrata come un segnale di fiducia nell’Italia: attualmente gli investitori stranieri detengono circa il 36% del debito pubblico italiano, pari a 1.156 miliardi di euro. Il chè significa, da una parte, che se rendimenti e convenienza dovessero diminuire o la fiducia venire meno, i capitali esteri potrebbero defluire rapidamente, aumentando la pressione sui conti pubblici, dall’altra che gli interessi del debito nelle mani straniere, circa 40 miliardi di euro finiranno all’estero, ovvero non avranno alcuna ricaduta sul mercato italiano per acquisti di beni e consumi. Insomma, tanto entusiasmo non appare affatto giustificato…

LEGGI L’ARTICOLO su lineaitaliapiemonte.it:

https://www.lineaitaliapiemonte.it/2026/08/28/leggi-notizia/argomenti/editoriali/articolo/i-btp-fanno-gola-anche-agli-stranieri-ma-ce-poco-da-festeggiare-di-carlo-mancorda.html

Torino ha già dimenticato l’arcivescovo Nosiglia? La città no, la politica… sì

/

IL COMMENTO

Caro Direttore,

Una Città vive di tante iniziative intelligenti, ma vive anche delle denunce delle cose che non vanno, soprattutto se aiutano a vedere cosa la politica non ha visto. Ma la Città vive anche a seconda di come ricorda i suoi grandi personaggi, delle cose che han detto e delle loro denunce. Quando ho lavorato con Donat-Cattin ricordo le telefonate dei Vescovi per difendere l’azienda in crisi della loro Città. Ma ci sono Città che dimenticano i personaggi scomodi. È la sensazione che ho provato ieri sera alla bella Messa alla Consolata in ricordo dell’arcivescovo Nosiglia, un genovese zero diffidente, dal sorriso che apriva i cuori al dialogo. C’era tanta gente, ma qualche assenza faceva rumore, a partire dalla Giunta Comunale. Eppure Nosiglia per le crisi aziendali e per le difficoltà economiche e sociali di questa nostra bella Torino ne aveva fatto una malattia. Certo, Nosiglia non ha fatto sconti quando proprio alla Consolata aveva lanciato una denuncia arrivata anche nei palazzi romani. A Torino la metà della Città che sta bene non si accorge della metà della Città che sta male. Ma come nella Città amministrata dalla sinistra dal 1993 era dimenticata la metà della Città povera? Il PD reagì male, ma sostanzialmente non capì se è vero che oggi quella metà della Città sta ancora peggio. L’arcivescovo aveva preso iniziative forti che cercavano di coprire il vuoto della politica con l’Agorà sociale, andando nelle fabbriche in crisi… Come dimenticare la Messa all’Embraco? Aveva fatto convocare dal Prefetto il Comitato provinciale della sicurezza per ascoltare dal Parroco della Madonna della Pace la situazione della sicurezza in Barriera.

Nosiglia e Donat-Cattin, insieme a Zaccagnini e Paolo VI, sono le persone che esprimevano alla grande le mie analisi politiche e sociali. Per Nosiglia e Donat-Cattin ho pianto e piango, ma sono sempre dentro di me quando parlo e scrivo. La politica deve impegnarsi contro le grandi diseguaglianze, sapendo che la metà della Città che sta male può solo sperare in una politica buona che ne faccia una priorità. Se la priorità è sistemare via Roma e non Barriera, Aurora e il resto della Città mai sotto i riflettori, non è una buona politica.

Ma una politica cittadina che dimentica i personaggi che più si son dati da fare per la Città non è una buona politica. Eppure, a pochi mesi dalle elezioni, la speranza sta nel fatto che qualcuno faccia della denuncia di Mons. Nosiglia un forte programma per il rilancio della economia e del lavoro, a partire da quei torinesi che hanno grandi capitali e li investano su Torino, come ha chiesto il nostro Cardinale Repole.

Buona Domenica,

Mino Giachino

UDC Torino

Per Oriana Fallaci a Torino

Abbiamo appreso con grande soddisfazione che la sindaca di Firenze ha accolto la petizione popolare   per valorizzare lo spazio intitolato ad Oriana Fallaci che diventerà giardino. In onore della giornalista verrà anche piantato un albero. Attendiamo dal Sindaco di Torino e dalla presidente del Consiglio comunale di Torino una risposta alla proposta del Centro Pannunzio di ricordare  Oriana Fallaci  nella toponomastica torinese. Non chiediamo nulla di che, vorremmo soltanto  che Torino ricordasse degnamente la più grande giornalista italiana del secolo scorso, donna  di livello  internazionale. Proporre il nome di giornaliste locali alternative a quello di Oriana Fallaci ci pare una forma di  provincialismo ideologico piuttosto vecchio e non in linea con una città che ha saputo vedere sempre oltre le Alpi.

Pier Franco Quaglieni
presidente del Centro Pannunzio

Resistenza Verde: “Clima, cosa fa il Comune per gli alberi?”

Riceviamo e pubblichiamo

LE MISURE STRUTTURALI A FAVORE DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO DELLA GIUNTA LO RUSSO

Un articolo di propaganda pre-elettorale elargito gratis a tutti da «La Stampa» del 20 agosto riferisce che Lo Russo, in visita al centro di accoglienza per persone senza fissa dimora dell’ex Buon Pastore in corso Regina Margherita, ha affermato che le piante di Torino «fanno riferimento a un certo tipo di clima, ma quello di oggi le sta mettendo in completa sofferenza». Il sindaco ha citato gli alberi di corso Belgio, perché, guarda caso, era appena stato lì e aveva notato foglie ingiallite, per cui «questo tema della gestione dell’ambiente che ci circonda e del patrimonio [arboreo] della città deve essere adeguato». A ottobre si completerà il quinto anno del mandato di Lo Russo: eppure, malgrado i blackout di maggio e giugno, il sindaco sembra scoprire soltanto ora “l’aria calda”, ossia gli effetti del cambiamento climatico e la necessità di «una risposta, che non può più essere solo emergenziale, ma deve essere pensata in maniera strutturale». Tipo? Climatizzare le bocciofile… Chiaramente non ci sembra essere una risposta “strutturale” adeguata per tutelare la salute della popolazione anziana in costante crescita. Quanto al verde pubblico, le “risposte” di Lo Russo fanno intuire che la Giunta non è guarita dalla fissazione maniacale di far partire da corso Belgio la rottamazione del patrimonio arboreo torinese. Lo sospettiamo anche perché proprio in questi giorni gli alberi di corso Belgio stanno subendo gli ennesimi controlli di stabilità.

Che di insensata fissazione si tratti, lo rivela il fatto che «La Stampa» dell’altro ieri (23/08/2026) non cita alcuna moria degli aceri di corso Belgio tra i 253 alberi adulti che la siccità degli ultimi tre mesi ha fatto soccombere. Gli Acer negundo di corso Belgio e di corso Umbria, infatti, sono una specie che reggerebbe benissimo al caldo e alla siccità se non fosse afflitta da una malevola malagestione (vedasi potature dello scorso giugno, nel pieno della seconda ondata di calore). Lo Russo dovrebbe quindi volgere lo sguardo altrove, ma evidentemente è affetto da “corsobelgite” cronica come l’assessore Tresso. Se la città viene colpita da una tempesta, subito Tresso evoca crolli di alberi in corso Belgio, anche quando lì è caduto soltanto qualche ramo. Ora i dati (e le osservazioni dirette dei cittadini) rivelano che la sofferenza degli alberi urbani è diffusa, anche se non come nel 2022. Il Comune si vanta di essere «riuscito a mantenere finora la quota di alberi morti sotto il 10 percento del patrimonio arboreo. Quest’anno, spiegano dalla Città, quella soglia potrebbe essere superata.» Il Comune in realtà non ha nulla di che vantarsi, in quanto per salvaguardare gli alberi adulti dal cambiamento climatico non ha fatto e non sta facendo niente. Dichiara infatti di stare annaffiando soltanto 5.000 alberi giovani (erano 7.000 nelle dichiarazioni di Tresso di inizio agosto, poi sono scesi a 6.500, ora a 5.000: nel momento del bisogno idrico sono quindi improvvisamente spariti dalla narrazione ufficiale almeno 26.000 nuovi alberi dei 31.700 vantati sui manifesti verdi dell’anno scorso). Peraltro l’irrigazione di soccorso prevista per questi 5.000 risulta comunque insufficiente: per fare qualche esempio dell’incuria comunale tra i tantissimi, sono morti o moribondi tutti i giovani platani di corso Monte Grappa, nonché numerosi nuovi impianti alla Pellerina, al Valentino, alla Tesoriera, in corso Francia ecc.

Il Comune dovrebbe invece vergognarsi, perché ha peggiorato e continua a a peggiorare le condizioni degli alberi adulti potandoli in giugno, luglio e agosto, durante le ondate di calore: danni al patrimonio arboreo che hanno anche un riflesso negativo sulla salute della popolazione umana. Leggiamo quindi con preoccupazione che saranno effettuate ancora su ben 1.500 alberi «potature necessarie per salvare gli 2 esemplari malati, deboli o danneggiati»: si presentano come «risanamento» operazioni che spesso mirano soltanto a mettere provvisoriamente in sicurezza alberi già danneggiati da precedenti capitozzature e potature drastiche. Sospettiamo che la causa della “corsobelgite” di Tresso e Lo Russo sia l’invidia per quegli amministratori di altri Comuni che in questi anni sono riusciti ad avviare il nuovo business della rottamazione degli alberi urbani. Gualtieri a Roma tra il 2021 e il 2025 ha abbattuto 30.000 piante (ma la mattanza non si è fermata e l’ultimo dato che circola è 39.000): un massiccio guadagno per le imprese appaltatrici delle operazioni, che si sono accaparrate anche un ricchissimo bottino di legno da ardere. A Torino, dopo l’infelice episodio di corso Umbria, ove 77 aceri – di cui 73 sani – sono stati sostituiti con peri cinesi di scarsissima chioma che produce scarsissima ombra e servizi ecosistemici insignificanti, il progetto pilota non è potuto proseguire in corso Belgio a causa della mobilitazione dei cittadini che, dopo aver bloccato le ruspe con un presidio 24 ore su 24 per 4 mesi, hanno intrapreso le vie legali. A maggio 2024 l’ordinanza del Giudice ha bocciato il progetto di abbattimento integrale e simultaneo del viale, riconoscendo che avrebbe leso il diritto alla salute. Se nei scorsi giorni Lo Russo è stato in corso Belgio, non vi è andato per incontrare i residenti, di cui ormai un anno fa ha ignorato la petizione che chiedeva un intervento non emergenziale ma strutturale, cioè Il ripristino di almeno 120 degli ormai 160 alberi abbattuti e non sostituiti nel corso di 25 anni.

Lo Russo in corso Belgio e altrove va nelle bocciofile a circuire elettoralmente gli anziani, e va a fare discorsi sul verde pubblico all’ex Buon Pastore di corso Regina Margherita, tacendo sul fatto che proprio in quell’isolato la sua maggioranza ha permesso all’impresa edile CO.GE.FA. S.p.A. (attualmente sottoposta a un programma di vigilanza antimafia in relazione ai cantieri del TAV) la ristrutturazione di un immobile includente un boschetto urbano spontaneo, che era stato a lungo preservato dal collettivo che occupava l’edificio di corso Principe Eugenio (donde il nome di “giardino boscoso del Prinz Eugen”). Boschetto che è stato in gran parte distrutto. Completamente distrutti sono stati altri boschetti spontanei in via Druento, dove il Comune ha edificato un cohousing, e in via Borgaro, per costruire dei condomini. La Giunta Lo Russo è inoltre responsabile della devastazione del polmone verde nonché riserva naturale protetta del Meisino convertita in area fitness, e intende insediare nel parco della Pellerina un ospedale, intervento che comporterebbe inizialmente l’abbattimento di almeno 53 dei circa 250 alberi adulti attuali, salvo modifiche in corso d’opera (abbiamo riscontrato al Meisino l’inaffidabilità delle previsioni progettuali). Inoltre l’Amministrazione ha mancato di salvaguardare il patrimonio arboreo di Torino durante la siccità di 17 mesi (autunno 2021 – primavera 2023), a seguito della quale sono morti non centinaia ma migliaia di alberi anche adulti.

Ancora, la Giunta ha abbattuto centinaia di alberi lungo le sponde fluviali. Quanto alle sostituzioni, è noto già dal 2022 che alcune specie di alberi (soprattutto faggi e carpini) non sopravvivono più alle estati torinesi rese torride dal cambiamento climatico. Il Comune dice che inserirà «specie ritenute più idonee al rischio di siccità»: si tratta in realtà di scelte determinate principalmente da ciò che passa il convento, ossia i vivai: che non dispongono di tigli e bagolari, ma di peri cinesi, noccioli turchi e parrotie persiane (specie tra l’altro più costose). Il nuovo modello di “alberata” torinese quindi sarebbe quello del filare che costeggia Porta Nuova, che consente di ridurre quasi a zero i costi di gestione ma anche l’ossigeno, l’ombra e l’evapotraspirazione che riducono la temperatura, la captazione di inquinanti, ecc. Queste sono le principali “misure strutturali” (perché irrimediabili e durature) a favore dell’incremento del cambiamento climatico effettuate e progettate dalla Giunta Lo Russo nell’ultimo quinquennio a Torino. Misura strutturale essenziale contro il cambiamento climatico resta quindi l’attivazione permanente dei cittadini contro qualsiasi Amministrazione che insista in simili progetti anacronistici, pratiche nocive e condotte antidemocratiche.

Torino, 25 agosto 2026

RESISTENZA VERDE, RETE DEI COMITATI TORINESI: Acqua Pubblica Torino Alberi urbani Difesa del Parco della Pellerina Essenon Salviamo gli alberi di Corso Belgio Salviamo i prati Salviamo il Meisino Salviamo il Paesaggio – Torino

Torino indietro nella classifica della Città ideale 

Caro Direttore,
I migliori politici come i migliori medici sono quelli che studiano meglio e capiscono prima i problemi della Città che amministrano analizzando gli studi e le tabelle che le confrontano con le altre Città italiane o estere. Ognuno di noi se può cerca di andare dal Medico più bravo, che capisce prima e meglio degli altri i problemi della nostra salute. Per studiare meglio ovviamente sono fondamentali i parametri di riferimento.
Nella classifica delle Città ideali elaborata dal Sole 24 Torino, che è la quarta Città italiana per numero di abitanti e terza per PIL prodotto annualmente, per la qualità di vita degli anziani e’ solo 21a (non è un bel risultato), come il 22° posto per la qualità della vita dei bimbi. addirittura e’ 46ì per la qualità della vita dei giovani. Milano capitale economica e’sempre nei primi posti, Cuneo è ai primi posti a dimostrarci che si può fare di più.
A Torino che 170 anni fa ha unito l’Italia, che ha promosso l’industrializzazione del Paese, che  ha trainato la ricostruzione del Paese semidistrutto dalla seconda guerra mondiale ci si dovrebbe vivere meglio. Una Città capitale anche nella sua struttura urbana con quasi venti chilometri di portici, con piazze fantastiche, con Caffè storici bellissimi, con pasticcerie e ristoranti di grande qualità ci si dovrebbe vivere meglio. Pochi kilometri di metropolitana, con una crescita della economia che da venticinque anni è bassa, inferiore alla media nazionale, capitale italiana della cassa integrazione, periferie abbandonate, grandi problemi di sicurezza influiscono notevolmente sulla qualità della vita. Dal 1993 Torino è amministrata dalla sinistra con la parentesi grillina. Torino e’ la Città ideale per noi che la amiamo  ma ci si potrebbe vivere molto meglio, per questo vale la pena battersi per migliorare per rilanciarla e migliorarne la qualità della vita. Certo, quando sarà realizata la Tav Torino si troverà al centro dell’Europa e potrà raggiungere le più belle città europee comodamente in treno.
Mino Giachino
UDC Torino

La domenica di Roberto Cota: Tav molto a rilento

La realizzazione della TAV Torino-Lione è stata decisa circa quarant’anni fa. Il vero tunnel, per quanto riguarda il versante italiano, non è ancora stato iniziato. Per quanto riguarda la parte francese, hanno iniziato a scavare, ma la talpa che sta lavorando in profondità è in ritardo sulla tabella di marcia, avendo appena realizzato il 3% dell’obiettivo. La tratta avrebbe dovuto entrare in esercizio nel 2033 ma, a quanto pare, se ne riparlerà nel 2035. Speriamo. La percezione è che quest’opera vada molto a rilento. Intanto, imperversano le manifestazioni, non pacifiche, ma violente, anzi, veri e propri atti di terrorismo. Ciclicamente, assistiamo a polemiche ed a commenti che sono sempre gli stessi. Anno dopo anno. Il modo più semplice per mettere fine a queste violenze è quello di realizzare l’opera. Punto e basta. Ogni lungaggine, ogni ritardo, è un pretesto che si fornisce a chi usa la violenza contro un sistema che spera ancora di inceppare. Una volta finita l’opera, non ci sarebbero più cantieri da fermare. Buona domenica e buona settimana.

ROBERTO COTA