Depositata in Senato una legge di iniziativa popolare
Accogliamo e rilanciamo le parole della garante regionale delle persone detenute del Piemonte, Manica Formaiano, a seguito del caso di suicidio all’interno del carcere “ Lorusso e Cotugno” di Torino sulla necessità urgente di rafforzare i protocolli di monitoraggio delle situazioni di vulnerabilità, con particolare attenzione ai soggetti più fragili all’interno degli istituti penitenziari.
L’ennesimo suicidio avvenuto in carcere rappresenta una sconfitta per lo Stato e richiama con forza l’urgenza di interventi strutturali e non più rinviabili.
“Diritto a stare bene” ha depositato in Senato una legge di iniziativa popolare che propone l’istituzione di un servizio psicologico specifico all’interno del Servizio di Psicologia di territorio.
Il servizio previsto dalla proposta di legge garantisce: assistenza e supporto psicologico alle persone detenute, ai soggetti in esecuzione penale esterna e al personale dell’amministrazione penitenziaria; percorsi di rieducazione, reinserimento sociale e promozione del benessere psicologico, anche a favore degli operatori carcerari; erogazione delle prestazioni psicologiche previste dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e dai Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS), a partire dall’accoglienza dei nuovi giunti, lungo tutto il periodo di detenzione, fino alla dimissione e al reinserimento nella società; valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato tra il personale penitenziario.
La proposta stabilisce inoltre uno standard minimo di 3 psicologi ogni 100 detenuti, che sale a 6 in caso di sovraffollamento carcerario.
Rafforzare la presenza di figure professionali qualificate e garantire un supporto psicologico continuativo significa intervenire concretamente sulla prevenzione del disagio, sulla tutela della dignità delle persone e sulla sicurezza complessiva del sistema penitenziario. Azioni non più rinviabili.
Diritto a stare bene
Lo studio dell’economista Mauro Zangola ci ha appena detto che Torino ha perso 12.000 posti di lavoro, che la nostra Città dopo trentatré anni di amministrazioni che si definiscono progressiste è solo 84a in Italia e il Comune sta lavorando alla ricerca di un brand per comunicare di più Torino nel mondo?
E’ comprensibile che un quadro internazionale come quello attuale provochi ripercussioni anche sul 25 aprile. Anime candide vorrebbero un 25 aprile rievocativo senza implicazioni politiche legate all’oggi. Diceva Croce che ogni storia è storia contemporanea e il 25 aprile è una evidente conferma di questa affermazione. Lo storico dovrebbe avere un distacco critico rispetto al passato, ma spesso la contemporaneità finisce di deglutire il passato che resta divisivo anche oggi. Parlare della Resistenza come delle guerre puniche diventa impossibile, anche se gli storici non dovrebbero lasciarsi trascinare nella polemica settaria e dozzinale. Oggi il clima avvelenato impedisce la serenità di giudizio. In effetti, tuttavia, va detto che la Resistenza non ebbe la coralità concorde che alcuni vorrebbero attribuirle.
Nel tumulto delle polemiche e anche delle violenze che hanno caratterizzato il 25 aprile di quest’anno credo occorra tentare di storicizzare qualcosa che ci aiuti a capire.
