Una bimba di due anni è morta sabato sera a causa di una emorragia cerebrale. La procura della Repubblica di Torino ha aperto un’inchiesta e verrà effettuata l’autopsia. Venerdì la piccola, che abitava a Collegno, era stata accompagnata dai genitori all’ospedale di Rivoli, poiché vomitava e non aveva voglia di mangiare. La madre ha spiegato ai medici che la bambina qualche giorno prima era caduta dal letto. Le è stata una gastrite ed è stata dimessa. Peggiorate le condizioni della bimba i genitori sabato mattina sono tornati all’ospedale di Rivoli, dove è stata visitata dal medico di guardia. Ma la situazione è precipitata con bradicardia e la comparsa di un’ematoma alla radice del naso. E’ stata trasferita all’ospedale Regina Margherita di Torino, per una sospetta emorragia. Ricoverata in rianimazione è morta nella notte.
Librolandia al via con tanti visitatori
La presidente del Senato Elisabetta Casellati ha inaugurato con il presidente della Camera, Roberto Fico, e il ministro della Cultura, Dario Franceschini la 31a edizione del Salone internazionale del Libro al Lingotto Fiere. Presenti tra le autorità la sindaca di Torino, Chiara Appendino, l’assessore alla Cultura della Regione, Antonella Parigi, e il direttore editoriale del Salone, Nicola La Gioia. La presidente Casellati ha visitato in forma privata lo stand del Senato prima del taglio del nastro, accompagnata dal presidente della Fondazione Massimo Bray, la presidente Rai Monica Maggioni e il presidente dell’Aie, associazone degli editori,
Ricardo Levi. La Gioia era visibilmente soddisfatto: “Questa è la casa comune dell’editoria italiana – ha detto – e il segreto del successo è tenere insieme l’aspetto laboratoriale e quello commerciale. Si è alzata l’asticella della qualità e il pubblico ha continuato a premiarci. Noi facciamo vendere qui tanti libri perché noi il libro lo amiamo e non l’abbiamo mai tradito”. All’ingresso della rassegna lunghe code di visitatori, molti gli studenti.
(fotoservizio: il Torinese)




Malattie reumatiche autoimmuni: prima edizione dell’(H)Open day di Onda, presso l’ospedale Mauriziano di Torino

L’11 maggio su tutto il territorio nazionale saranno disponibili per le donne servizi gratuiti per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie reumatiche autoimmuni. Sono 5 milioni gli italiani con malattie reumatiche, il 70% sono donne. Sul sito www.bollinirosa.it a partire dal 24 aprile l’elenco dei servizi offerti dagli ospedali aderenti e le modalità di prenotazione L’ospedale Mauriziano di Torino ed Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere, in occasione della Festa della mamma, promuovono un (H)Open day dedicato alle malattie reumatiche autoimmuni. Venerdì 11 maggio, presso l’ambulatorio malattie reumatiche della Reumatologia dell’ospedale Mauriziano di Torino (padiglione 2B – 1° piano Largo Turati 62), verranno effettuate dalle ore 9 alle ore 12 visite gartuite per malattie reumatiche. La prenotazione è obbligatoria telefonando il venerdì dalle ore 9 alle ore 12 allo 0115082324 (piano terra del padiglione 2). Alcuni ospedali del nuovo network Bollini Rosa offriranno gratuitamente alle donne servizi clinico-diagnostici ed informativi come consulenze e colloqui, esami strumentali, conferenze, info point e distribuzione di materiali divulgativi. Le malattie reumatiche, che nella maggior parte dei casi sono di origine autoimmune, causano disturbi a carico dell’apparato locomotore ed in generale dei tessuti connettivi dell’organismo. Rappresentano un gruppo estremamente eterogeno di malattie e si presentano con espressione e gravità differenti, colpendo oltre 3,5 milioni di donne italiane. Inoltre, spesso esordiscono in età giovane impattando sulla qualità della vita, sulla salute riproduttiva e sulla pianificazione familiare. Circa 5 milioni sono i pazienti con malattie reumatiche nel nostro Paese e, di questi, circa il 70% sono donne. Obiettivo della giornata sarà promuovere la consapevolezza e la corretta informazione, così come la prevenzione, la diagnosi e l’accesso ai percorsi specialistici diagnostico – terapeutici dedicati alle malattie reumatiche autoimmuni.

In occasione dell’(H)Open day sarà distribuita negli ospedali coi Bollini Rosa la brochure informativa “Malattie reumatiche autoimmuni – Dalla pianificazione familiare alla genitorialità”, anche scaricabile gratuitamente dal sito di Onda (www.ondaosservatorio.it). La brochure si propone di dare alle donne le informazioni necessarie per affrontare con maggior serenità e consapevolezza le decisioni che riguardano la fertilità ed il desiderio di maternità. I servizi offerti dagli ospedali saranno consultabili a partire dal 24 aprile sul sito www.bollinirosa.it, dove sarà possibile visualizzare l’elenco dei Centri aderenti con indicazioni su orari e modalità di prenotazione. L’(H)Open day è promosso da Onda con il patrocinio di Istituto Superiore di Sanità (ISS), Società Italiana di Reumatologia (SIR), Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus (ANMAR) ed Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (APMAR) ed è reso possibile anche grazie al contributo incondizionato di UCB Pharma. “Le malattie reumatiche autoimmuni sono patologie tipicamente femminili e che spesso si manifestano tra i 15 e 45 anni, dunque nel periodo più florido e produttivo, condizionando la qualità di vita delle donne”, spiega Francesca Merzagora, Presidente Onda. “Abbiamo quindi deciso di realizzare un progetto dedicato, con un’attenzione particolare alla salute riproduttiva ed alla pianificazione familiare, tematiche complesse e molto sentite dalle giovani donne con malattia reumatica. A seguito dell’Open day, ad ottobre, in occasione della Giornata mondiale delle malattie reumatiche, organizzeremo un evento live in streaming su Facebook dando la possibilità alle utenti di rivolgere le domande nel corso della diretta allo specialista intervistato. Da ultimo, in occasione del prossimo Congresso nazionale della Società Italiana di Reumatologia (SIR) a novembre, sarà attribuito un premio ad una giovane ricercatrice che si distinguerà per la miglior presentazione in tema di ‘Malattie reumatiche e differenze di genere’: la ricerca scientifica in questo ambito sta evidenziando delle differenze molto rilevanti tra i due generi che ne condizionano, nel segno di una medicina sempre più personalizzata, l’approccio clinico-diagnostico e terapeutico”.
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Per maggiori informazioni visitare il sito www.bollinirosa.it o inviare una e-mail a segreteria@ondaosservatorio.it
Avrebbe confessato di avere ucciso la figlia, il padre di Sana Cheema, da tre settimane in carcere in Pakistan. La ragazza di 25 anni, vissuta sempre in Lombardia, è morta in Pakistan il 18 aprile. Secondo giornali pakistani l’uomo, cittadino italiano come la ragazza, si sarebbe fatto aiutare da uno dei figli maschi per stringere al collo la giovane fino a romperle l’osso del collo. La 25enne era cresciuta a Brescia e sarebbe stata uccisa per aver rifiutato un matrimonio combinato.
I cattolici e il proporzionale
di Giorgio Merlo
Era usuale dire nei convegni culturali e storici nella prima repubblica che la proporzionale era lo strumento politico e istituzionale decisivo e discriminante per garantire la presenza dei cattolici popolari e democratici dello scenario politico nazionale. Perche’, si aggiungeva, senza la proporzionale difficilmente quella presenza poteva essere salvaguardata e declinata. Ora, senza sapere cosa sarebbe successo dopo l’uragano di tangentopoli e la fine della seconda repubblica, cioè del bipolarismo tra il vecchio centro sinistra e l’agglomerato forza leghista, non possiamo non riconoscere che quella intuizione politica e culturale era sufficientemente fondata. Ce lo siamo detti molte volte e, purtroppo, e’ un dato oggettivo. Il cattolicesimo politico italiano, che ha segnato una pagina importante e feconda nella vita pubblica del nostro paese, da tempo ormai è caduto in letargo. Per responsabilita’ oggettive e soggettive, come sempre capita. Certo, una situazione che è stata determinata dai sistemi elettorali che, di fatto, hanno costretto quella cultura politica ad attenuare progressivamente la sua identità e la sua specificità. Ma la causa principale e’ dovuta anche al fatto che gli eredi, i protagonisti e tutti coloro che bene o male si riconoscevano in quel filone ideale hanno accettato, inconsapevolmente ed ingenuamente, di cadere in letargo e di ritagliarsi un ruolo di osservatori e di commentatori più che non di attori politici in prima linea. Una situazione che, inesorabilmente, ha contribuito a spegnare quel ruolo
politico, culturale e programmatico che è stato giocato per svariati lustri nella vita pubblica italiana. Ecco perché il ritorno, seppur mascherato, del sistema proporzionale da un lato e il fallimento dei partii plurali con il conseguente rafforzamento dei partiti personali dall’altro, può e deve favorire la ripresa di una iniziativa politica di una cultura che adesso, paradossalmente, viene richiesta ed invocata anche da opinionisti e commentatori estranei ed esterni al cattolicesimo politico. Penso a Cacciari, Panebjanco e Galli della Loggia, solo per citarne alcuni. E lo scenario indecente e sempre più indescrivibile a cui abbiamo assistito in queste ultime settimane dopo il voto del 4 marzo rafforza questa richiesta. E cioè, alla politica e alla democrazia italiana serve una cultura, un soggetto politico e una proposta programmatica capace di rilanciare alcuni caposaldi che in questi ultimi anni sono letteralmente scomparsi: dalla cultura delle alleanze al riconoscimento e alla valorizzazione dei corpi intermedi; dalla salvaguardia della democrazia rappresentativa alla conservazione del sistema parlamentare; dalla riaffermazione della centralità della persona al rilancio dei diritti sociali e via discorrendo. Serve, cioè, rilanciare la tradizione del cattolicesimo politico. E chi lo può fare se non i cattolici democratici e popolari dispersi qua e là?
Le Forze armate al Salone
Anche la Difesa sarà presente con un proprio stand alla 31^ edizione del Salone del Libro, presso Lingotto Fiere a Torino, per promuovere e per pubblicizzare i prodotti e le iniziative editoriali delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri.
Il tema dell’edizione di quest’anno del Salone del Libro è “Un giorno tutto questo”. Un tema che ben si presta anche alla realtà delle Forze Armate, a testimonianza del loro impegno per la sicurezza internazionale e per la difesa degli interessi nazionali – siamo attualmente presenti in ben 35 missioni, di cui 33 svolte in 23 paesi o aree geografiche all’estero – in modo attivo e costruttivo per garantire non solo la sicurezza della collettività nazionale, ma anche futuro stabile e prosperità alle prossime generazioni. L’attuale impegno delle Forze Armate italiane porta con sé un bagaglio valoriale frutto della nostra cultura e, soprattutto, un sentimento di Patria che hanno radici antiche. Come non ricordare, allora, che il germe dell’unità di popolo e il compimento dell’Unità Nazionale vennero gettati con il sacrificio estremo offerto da soldati,
marinai, avieri e carabinieri che combatterono nella Grande Guerra, di cui quest’anno ricorre il centenario della vittoria. In tale filone, si inserisce l’evento principe di presentazione di un libro in particolare, “Grande Guerra: un racconto in cento immagini”, per presentare, in una veste accattivante e facilmente fruibile anche ai non addetti ai lavori, episodi, informazioni, aneddoti e curiosità della Guerra che ha segnato la vera nascita della nostra Nazione. Il volume sarà presentato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, unitamente al noto storico Michele D’Andrea presso lo “Spazio Autori”, venerdì 11 maggio, alle ore 14.30. Ma le proposte editoriali “con le stellette” non si esauriscono qui. Tra Stato Maggiore Difesa e singole Forze Armate, nonché Arma dei Carabinieri, saranno molteplici le presentazioni di volumi, che riguarderanno gli ambiti più disparati, dalla storia all’attualità, dalla
divulgazione alla tecnologia, terminando con la comunicazione digitale. Nel programma, che sarà reso fruibile quotidianamente attraverso il sito internet della Difesa e mediante l’ufficio stampa del Salone, ancora tanti eventi che permetteranno a tutti i visitatori di scoprire il mondo militare, i suoi valori e il suo impegno quotidiano a favore del Paese e della comunità internazionale, con un passato ricco di storia e di tradizioni ma con una costante proiezione verso le sfide del domani. E’ possibile seguire l’attività delle Forze Armate al 31° Salone Internazionale del Libro di Torino e ricevere aggiornamenti sul canale Twitter dello Stato Maggiore della Difesa all’account: @SM_Difesa –#ForzeArmate, #SalTo18. Per ulteriori aggiornamenti consultare il link
http://www.difesa.it/Content/Manifestazioni/SaloneLibro/Salone_Libro_Torino_2018/Pagine/default.aspx
Al mondo esiste un certo (esiguo: ne vorremmo di più) numero di pittori di qualità.
Al mondo esiste un certo (cospicuo: la moda è moda) numero di pittori astrattisti.
Al mondo esiste un certo (calante: la moda passa) numero di pittori di tematica religiosa.

Pittori di qualità che fanno astrattismo di tema religioso, invece, non ce ne sono molti. Ne segnalo uno, di livello sublime, che sta attualmente esponendo a Torino. Con “La luce dell’Annuncio” Roberto Demarchi percorre a ritroso tre lustri di produzione, con ventiquattro tavole realizzate tra il 2004 e questi primi cinque mesi del 2018. La sensazione che il fascino dei dipinti aumenti avvicinandosi ai giorni nostri (i più recenti lavori sono più splendidi dei più datati) è stata avvertita con nettezza da chi scrive queste righe. Ecco le parole del maestro: «Ogni annuncio porta in sé il senso di una promessa futura, di qualcosa di inaudito (in senso etimologico: mai udito prima); ma, anche, qualcosa d’altro che è sostituito, che finisce, che muore. Il Vangelo (la Buona Novella) è qualcosa in più: il proclama al mondo di quanto di più grande, ineffabile e misterioso possa esistere: Dio stesso. Nella buia tenebra del mistero risplende la luce della Rivelazione». Non solo pittura astratta: in corso Rosselli 11 a Torino, fino a giovedì 31 maggio, è esposta anche una scultura di Francesco Zavattaro Ardizzi: il piccolo bronzo è una reinterpretazione tridimensionale della “Madonna della Scala”, bassorilievo giovanile di Michelangelo Buonarroti.
Andrea Donna
Pulizia del Po alle Vallere
La lettrice Fulvia Roveri ci invia queste immagini scattate lungo il Po, in zona Vallere, alle porte di Torino. Il passaggio dell’acqua è in parte ostruito dai rami e dai detriti ammassati lungo i piloni del ponte. Una adeguata pulizia dei corsi d’acqua, viste le precedenti drammatiche esperienze alluvionali, è estremamente importante per evitare che si verifichino danni alle persone e al territorio. Ed è anche questione di decoro.


L’Fbi svela i messaggi del delitto Rosboch
Una fetta dei 187 mila euro frutto della truffa a Gloria Rosboch, la professoressa di Castellamonte uccisa dal suo ex allievo, Gabriele Defilippi, sarebbe stata investita in bitcoin.Lo rivelerebbero i messaggi via internet recuperati e consegnati dall’ Fbi alla Procura di Ivrea. Defilippi aveva promesso un investimento immobiliare in Francia, ma era una truffa per farsi consegnare i soldi. I messaggi erano stati cancellati dopo l’assassinio per il quale Gabriele è stato condannato, con rito abbreviato a 30 anni di carcere. La madre del ragazzo Caterina Abbattista è sotto processo per concorso in omicidio e truffa. Per motivi di privacy l’Fbi ha informato la procura che non avrebbe invece consegnato i messaggi di carattere personale.
La cucina anarchica di Giorgio Rava
Chi conosce l’artista cusiano sa bene quanto ami scrivere, dipingere e disegnare, definendosi “anarchico”. Una creatività che dimostra anche nell’amore per la cucina che, secondo i più, pratica ad “eccellenti livelli”
S’intitola “Ricette (anarchiche) tra lago d’Orta, Maggiore e oltre” il libro di Giorgio Rava, edito da Tararà. Chi conosce l’artista cusiano sa bene quanto ami scrivere, dipingere e disegnare, definendosi “anarchico”. Una creatività che dimostra anche nell’amore per la cucina che, secondo i più, pratica ad “eccellenti livelli”, come conferma Alberto Gozzi, un’autorità celebre nel campo, introducendo questo volume e le 122 ricette che vengono presentate al lettore. Giorgio Rava , è un intellettuale a tutto tondo che – tra le altre
passioni e curiosità, ama cucinare e reinventare delle ricette di questa sua cucina che definisce, appunto, “ anarchica”. E’ lui stesso a spiegare il perché di questo rapporto amoroso dalle lontane radici. “Tra i ricordi della primissima infanzia vi sono i profumi della cucina delle mie nonne, quella paterna e quella materna, l’una lombarda (il suo risotto con lo zafferano), l’altra romagnola (la pasta fatta in casa e i cappelletti); poi quella di mia madre romagnola cha ha sposato un piemontese, ma di quel Piemonte “alto”, sembra addirittura walser, che aveva in sé la cocciutaggine e la ruvida dolcezza del pane di segale delle genti venute dalla Valle del Goms”. Una cucina “bastarda” , o meglio “anarchica” da cui Giorgio ha tratto il suo DNA culinario, aggiungendo alle memorie famigliari la sua personale propensione alla baldoria, alle disfide tra gli
amici ai fornelli , ai piatti sperimentali alla cui base spesso sta il suo orto “ cui attendo con le cognizioni di mio padre e di un diploma di Perito Agrario su un terra magra di montagna”. Quando insegnava tra le letture che propinava ai suoi alunni emergeva potente il legame tra palato e letteratura: dagli etilici vapori de “L’Assommoir” di Zola alla fame del Riccetto della “Vita violenta” di Pasolini, o a quella della famiglia dei Braida de “La malora” di Fenoglio, ma anche il “Manifesto della Cucina Futurista” e il risotto alla milanese di Carlo Emilio Gadda. Del resto, e sono parole sue “ la vita è un minestrone o una bouillabaisse; noi ne siamo i cuochi e sta a noi condirla, farla più o meno saporita, trovarne i giusti ingredienti”. Alberto Gozzi scrive che le ricette di Rava sono “veramente anarchiche, libere da ogni espressione di regole fondamentali, come ad esempio le grammature degli ingredienti”. Da una “Guerra di Piero” a base di Bettelmatt a una “Catalana” con tanto di omaggio a Orwell, da una salsiccia “Candelora” ad una pasta con il formaggio erborinato del Mottarone fino alle maliziose ostriche alla “Chateau d’If” del conte di Montecristo, il libro di Giorgio Rava si legge con un certo languore. Per la sua capacità affabulatoria, certamente, ma anche per l’induzione a provare le delizie che propone in chiave, appunto, “anarchica”.
Marco Travaglini