redazione il torinese

Elogio dell’osteria piemontese

Con il suo libro “La Piola”, da poco nelle librerie, Beppe Valperga ci accompagna alla scoperta della “piola”, la tipica osteria piemontese, che sopravvive alle mode e alle tendenze gastrosofiche. Un modello di ristorazione che continua a proporsi all’attenzione dei piemontesi, rimanendo fedele alla sua ispirazione originaria, ovvero di essere un locale popolare, della “gente del quartiere, della frazione, del paese” !

Siccome la prossima rivoluzione sarà una rivoluzione alimentare, è bene che ci predisponiamo a cambiare il mondo in punta di forchetta! Se è nostro interesse conoscere il nostro cibo quotidiano, privilegiare la sostenibilità anche delle strutture distributive, scegliere il negozio specializzato anziché l’ipermercato, altrettanto importante è privilegiare l’offerta di ristorazione legata al territorio, alle sue tradizioni e a i suoi prodotti, continuare a andare in “piola”.

Nelle premesse al libro, Beppe ci avverte che non è un libro di rimpianti, né tanto meno un invito a bere senza ritegno e sottolinea come la filosofia della piòla sopravvive a qualunque difficoltà, perché qui, in piòla, ognuno è quello che è, libero dai condizionamenti della moda del momento!

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Certo che se ritorno col pensiero alle mie frequentazioni di giovane “pioletario”, mi si apre un mondo di ricordi piacevoli e conviviali, di serate con gli amici, di canti e discussioni impegnate, di appuntamenti fissi al sabato sera, perché ci si poteva saziare, e passare la serata, con i pochi spiccioli che avevamo a disposizione. La “piola” è un locale popolare perché è accessibile a tutti, cibo buono, poco elaborato, a prezzi onesti. A conferma che la piòla debba essere un locale con prezzi popolari, Beppe ci racconta una curiosità: da cosa ha origine l’abitudine di chiedere il pagamento del coperto nel conto del ristorante? In passato era consuetudine che gli avventori delle piòle si portassero da casa il cibo da consumare e acquistassero soltanto il vino, o altre bevande. Come addirittura c’era chi non comprava neppure il vino e si portasse da casa un pintone del suo, chiedendo all’oste solo un po’ di amaro pompa, ovvero l’acqua della fontana, ovviamente gratuita. All’oste non restava altro che farsi pagare il coperto, una modica cifra per l’utilizzo dei tavoli e delle sedie: la parola coperto faceva riferimento al soffitto del locale o al pergolato, al riparo dalle intemperie nella brutta stagione, o dal sole in estate.

Nei miei ricordi ci sono “tipi di piole”, diverse per ubicazione (urbana o rurale), spazi a disposizione (al chiuso o sotto la topia), offerta di piatti (leggete il capitolo del libro dedicato a “La dieta in piòla”), così come c’erano i “tipi da piola”, che con le loro ordinarie stravaganze e soprannomi, caratterizzavano i locali per la loro presenza abitudinaria. Su era soliti coniare apposite denominazioni che contraddistinguevano i locali e li caratterizzavano. Noi giovani eravamo i client itineranti, ci piaceva girarle a seconda dei momenti e degli amici che volevamo incontrare. Vi faccio qualche esempio, senza dilungarmi troppo (forse varrebbe la pena di continuare il racconto che ha iniziato Beppe con il suo libro). In Corso Orbassano, a Torino, ad esempio, c’era ’l coridor, così chiamato per la pianta del locale, che era simile a un lungo corridoio, dove la domenica sera bevevamo vino, obbligatoriamente nero e sfuso, sorseggiandolo direttamente dalla scodella che facevamo girare! Si andava, e si va ancora, a “gli imbianchini”, vicino alla Gran Madre, perché il locale era ospitato nella storica Cooperativa Borgo Po e Decoratori. C’erano, e ci sono ancora fortunatamente, tante bocciofile, con annessi campi da gioco, cooperative operaie, di antica origine e tradizione, strutture associative, che offrivano l’occasione di un pasto a prezzi popolari.

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Vi cito qualche esempio fuori porta: in zona Cascine Vica, una bocciofila era soprannominata la “petroliera” in conseguenza del colore e della densità del vino somministrato, così come in zona Bruere c’era la “cantina dell’operaio”, che, benché in zona rurale di recente urbanizzazione, guardava con simpatia alla classe operaia che non andava in Paradiso e si attardava in piòla, magari a discutere di lotta di classe. A Bruere trovavi frequentemente il “4 stagioni”, un tipo così soprannominato perché costantemente ebbro, in tutte le stagioni dell’anno: era di credo politico liberale e, quando la discussione si accendeva con gli avventori di orientamento politico opposto, andava in trasferta a Cascine Vica, in bocciofila,, a incontrare un altro pubblico più accondiscendente, senza, però, mai alzare eccessivamente la voce! Ricordo ancora la “Bottiglieria piemontese”, a Torino in via Napione, dove c’era il mitico “Ercolino”, l’archetipo dell’oste, un omone grande e robusto, che, vedendoti giovane e di taglia ristretta, si sentiva in dovere di metterti un po’ all’ingrasso con le sue porzioni abbondanti, magari un bel piattone di gnocchi alla bava, accompagnato da un secondo con carne e verdure. Già, perché come ci ricorda Beppe, non bisogna “dimenticare che la parola òsto (che si pronuncia ostu) pure significa osteria ma, contemporaneamente, significa oste. In ogni caso il piolista serio, da secoli, va in piòla e non all’òsto, casomai dall’òsto, il padrone della piòla, l’òsto della piòla, di solito un amico”.

Scoprite nel libro di Beppe l’origine e il significato della parola piòla, cosa vuol dire andare in piòla, la filosofia della piòla, le insegne, la vita e il menu della piòla e molte altre curiosità e informazioni sulla vita in piòla.

Non c’è, dunque, nessun nuovo fantasma che si aggira per l’Europa, ma solo una felice prospettiva per trascorrere la serata con gli amici: “Co’ fuma stasseira? ‘ndoma an piòla?

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Ignazio Garau, Presidente Italiabio

ciao@italiabio.net

FlixBus, boom da Torino a Orio al Serio

 Estate 2017: Orio al Serio prima nella classifica delle mete preferite dai Torinesi. Grande successo per le connessioni con la Francia: Lione, Parigi e Nizza in top 5 

Aumentano i Torinesi che sposano una forma di turismo intermodale recandosi in aeroporto in autobus: è quanto emerge dalle prenotazioni FlixBus con partenza da Torino registrate tra giugno 2017 e agosto 2017*, che vedono lo scalo di Orio al Serio al primo posto tra le mete preferite di chi parte dal capoluogo per le vacanze estive a bordo degli autobus verdi. Grazie anche all’aggiunta progressiva di nuove corse giornaliere tra la città e l’aeroporto bergamasco, ora collegati fino a sette volte al giorno in circa 2 ore e 40 minuti, il numero dei Torinesi che quest’estate hanno optato per la soluzione di mobilità intermodale ed ecocompatibile proposta da FlixBus è infattiraddoppiato rispetto all’estate 2016. Un trend positivo in cui si riflette anche il sempre maggior prestigio, all’interno della rete nazionale degli autobus verdi, del capoluogo piemontese, il cui traffico passeggeri è triplicato in solo un anno. Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia, ha affermato: «L’aumento dei passeggeri che si recano in aeroporto in autobus è indicativo della grande apertura dei Torinesi a una forma di turismo intermodale in cui i mezzi collettivi si offrono come alternativa all’auto privata, con ricadute positive anche per l’ambiente».

Di seguito, la top 10 delle mete preferite di chi quest’estate è partito per le vacanze con FlixBus da Torino:

1.    Orio al Serio 6. Napoli
2.    Milano 7. Venezia
3.    Lione 8. Genova
4.    Parigi 9. Firenze
5.    Nizza 10. Roma

Come si può vedere, nella classifica si incontrano, in seconda posizione, Milano (raggiungibile fino a 15 volte al giorno in circa un’ora e 50 minuti) e, a seguire, ben tre destinazioni francesi: Lione (fino a sette corse quotidiane), Parigi (fino a cinque corse giornaliere) e Nizza (due corse al giorno) occupano infatti, rispettivamente, la terza, la quarta e la quinta posizione, mentre il resto della classifica rivela la passione dei Torinesi per le grandi città italiane. Torino si riconferma così tanto un punto di partenza ideale per riscoprire il patrimonio artistico e culturale dell’Italia quanto una porta privilegiata sull’Europa, funzioni destinate a consolidarsi progressivamente anche nei prossimi mesi con l’istituzione di nuovi collegamenti nazionali e internazionali.

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* Sono stati presi in considerazione i viaggi effettuati a giugno e luglio e le previsioni per il mese di agosto.

#CRPerilsociale

Proseguono per tutta l’estate sui canali social del Consiglio regionale del Piemonte le prime due campagne di comunicazione sociale volute dall’Ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa per sensibilizzare l’opinione pubblica su alcuni temi di interesse generale. “Riteniamo sia compito delle istituzioni – spiegano il presidente Mauro Laus con i suoi vice Daniela Ruffino e Nino Boeti, e i consiglieri segretari Angela MottaGiorgio Bertola e Gabriele Molinari – impegnarsi nella promozione di campagne sociali per informare su alcuni temi di pubblico interesse, promuovere consapevolezza e prevenire fenomeni di disagio, soprattutto tra le fasce deboli della popolazione. Ci concentreremo su alcuni temi che sono all’ordine del giorno del dibattito politico e dell’iniziativa legislativa, utilizzando un linguaggio diretto, anche con l’ausilio di strumenti multimediali, per raggiungere tutte le fasce della popolazione, soprattutto attraverso i canali social dell’Assemblea”. Le prime due campagne, che impegneranno tutta l’estate, riguardano il cyberbullismo e i corretti stili di vita. La campagna sul cyberbullismo, che ha come filo conduttore l’ hashtag #cyberbullismo, coinvolge anche il Corecom, la Consulta Giovani e la Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza,  e veicola, attraverso i canali Facebook, Twitter, Youtube e Linkedin alcuni video istituzionali che promuovono la consapevolezza sui pericoli della rete. E’ invece caratterizzata dall’hashtag #contagiatidibenessere la campagna sui corretti stili di vita, che è condotta prevalentemente sul canale Instagram, sul quale ogni giorno viene selezionata una foto postata con l’hashtag #contagiatidibenessere, ripostata anche sui canali Facebook e Twitter, e che racconta con un’immagine l’idea del benessere per contagiare e farsi contagiare dai corretti stili di vita. Le prossime campagne sociali che prenderanno il via in autunno riguarderanno invece i disturbi alimentari e l’uso consapevole del denaro, in collaborazione con le Consulte Femminile ed Elette del Consiglio regionale e con l’Osservatorio per il fenomeno dell’usura. Tutte le campagne sociali del Consiglio regionale sono caratterizzate dall’hashtag #CRPerilsociale.

 

Dal Sinodo valdese arriva lo storico “sì” alle unioni civili

Sì alle unioni civili dal  Sinodo delle chiese metodiste e valdesi che ha approvato un documento storico dal titolo “Famiglie, matrimonio, coppie, genitorialità”. Si introduce, alla luce della nuova legge Cirinnà, la benedizione liturgica per le coppie civilmente unite che ne facciano richiesta. Ma rimangono alcuni requisiti per riceverla, come quello della necessità per almeno uno dei  partner di essere membro della chiesa. Paola Schellenbaum, membro della Commissione famiglie che ha elaborato il documento, parla di momento storico,  il primo dal 1971. Oggi si ratifica formalmente una “evoluzione nella  tutela dei diritti delle persone dello stesso sesso già in passato  auspicata dalle chiese metodiste e valdesi, che già nel 2010 avevano introdotto la possibilità di benedire la relazione di coppie omosessuali”.

 

(foto: il Torinese)
   

Numero unico 112: perché fa discutere

L’esposto presentato dai vigili del fuoco di Torino su presunte inefficienze del 112, numero unico per le emergenze, ha fatto accendere i riflettori su questo servizio di pubblica utilità. Vediamo di cosa si tratta.  Il 112  è stato istituito nel 2002 con direttiva europea come numero unico delle emergenze  in tutta Europa. Nel nostro Paese attualmente è operativo in  Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta, Friuli, Provincia autonoma di Trento, Provincia di Roma, Sicilia orientale, Liguria. Compito del 112 è ricevere e smistare le telefonate  ai servizi di emergenza 118, Polizia 113, Carabinieri 112 e Vigili del fuoco 115. L’obiettivo è quello di localizzare le chiamate automaticamente  collegandosi con il ced interforze del Ministero dell’Interno, poi filtrare le telefonate e passare la richiesta al servizio appropriato a second delle esigenze. Oggi, dunque, chi telefona non compie come in passato un solo passaggio, ma prima  passa dal centralino e poi al servizio di pronto intervento mirato. Significa anche che le chiamate non strettamente d’emergenza si fermano al primo livello e non vanno a intasare inutilmente il secondo. Ci possono essere disguidi, ad esempio se il primo livello non identifica correttamente il servizio competente per il caso specifico e se restano in coda chiamate di vitale importanza. Mario Balzanelli presidente della società italiana 118  spiega a Famiglia Cristiana: «Con il 112 c’è un passaggio doppio: prima risponde l’operatore centrale, che gira  la telefonata a quello competente. C’è un aumento delle tempistiche, per questo proporrò a livello europeo un numero unico che valga solo per le emergenze sanitarie, dove la tempistica è un fattore che può salvare una vita. La legge ci impone di intervenire entro 8 minuti in area urbana e 20 in area extraurbana: il pronto intervento sanitario per le sue peculiarità è l’unico servizio che presenta questo tipo di vincoli temporali, mentre per altre forze di pronto intervento non è previsto».

Falso carabiniere non apre la porta alla polizia vera: “Non mi fido”

Voleva truffare una donna spacciandosi per carabiniere. Ma quando autentici agenti di polizia, dopo averlo identificato, sono andati a casa sua, lui non ha aperto la porta perché non si fidava, pensando fossero falsi poliziotti. Il truffatore è un torinese di 38 anni, denunciato per ricettazione, falsità materiale, detenzione e porto abusivo di armi, e possesso di distintivi contraffatti. La donna lo  conobbe a marzo sui social network e lui disse di essere un carabiniere. Poi diventarono amici e quando lei acquistò un’automobile lui si offrì di aiutarla per l’assicurazione. Lei gli consegnò 1.200 euro e si rese così conto di essere stata truffata.

 

(foto: il Torinese)

Come coltivare 2800 piante di marijuana nel parco pubblico

I carabinieri hanno scoperto una piantagione di marijuana in un parco pubblico. Ora si indaga per risalire a chi ne faceva uso . La sorpresa nel  parco comunale  Chico Mendez, area tra Borgaro e Caselle, dove erano presenti  2.804 piantine fra i 150 e i 350 centimetri per un peso di circa  800 chili. La magistratura ne ha disposto la distruzione immediata da parte dei  carabinieri di Caselle e del nucleo operativo di Venaria, della forestale e del nucleo elicotteri di Volpiano.

 

(foto archivio)

Champions, Buffon: “Girone difficile, ma ci siamo fino alla fine”

Per Gianluigi Buffon, appena premiato dall’Uefa quale  miglior portiere dell’ultima stagione europea il girone di Champions della Juve è “difficile”. Scrive sul proprio profilo Twitter: “Girone difficile ma in @ChampionsLeague nulla è facile. L’importante è esserci e noi ci siamo. Fino alla fine”. “Più equilibrato” che all’apparenza, invece, secondo Allegri, e “hermoso” per Dybala.  Il Barcellona è stato sorteggiato con la Juventus nel girone D della Champions League 2017/18.

 

Guido Ceronetti e 90 anni di solitudine

di Pier Franco Quaglieni

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Guido Ceronetti e 90 anni di solitudine.Guido Ceronetti festeggia 90 anni. E’ uno dei tanti torinesi illustri costretti a partire dalla loro città e a vivere lontano per trovare spazio e riconoscimento al proprio genio. Quando si parla di Guido bisogna parlare di genio,un genio troppo distante dal perbenismo giacobino torinese,da certo sinistrume angusto e gretto che si manifesta in termini intolleranti con chiunque la pensi in modo diverso:l’eredità più nefasta dell’egemonismo gramsciano che sopravvive anche al crollo del Muro di Berlino ,anche perché è una rendita di posizione redditizia. Il modo più praticato nei confronti di chi non è omologatile ad esso e’ il silenzio. E l’opera di Guido è stata circondata dal silenzio. L’intervista di Bruno Quaranta è un’eccezione che conferma la regola.

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Ceronetti e Ronchey

Con coraggio e con la capacità propria di chi sa essere direttore di un grande giornale e non un giornalista che bazzica nelle stanze del potere e si uniforma ad esso,fu Alberto Ronchey ad invitare Guido a scrivere per ” La stampa” ed fu Casalegno a intrattenere rapporti con lui. Una volta Ceronetti mi disse che gli assassini di Carlo erano da ricercare tra gli eredi diretti del PCI,una verità scomodissima,ma non totalmente infondata.In piazza San Carlo nell’ottobre del 1977 aTorino gli intellettuali e gli operai comunisti a manifestare solidarietà per Carlo ferito a morte, furono pochissimi perché lo ritenevano un reazionario.Avevo sentito con sdegno durante una recente cena un giornalista torinese vantarsi di aver chiamato lui Ceronetti al giornale,vincendo le resistenze di Casalegno. Evitai,per rispetto al padrone di casa, di smentire il pavone che si vantava di meriti che mai avrebbe potuto avere e che ingenuamente esibì quella sera,dimenticando che c’ero anch’io che con Casalegno e con Ronchey condivisi un’amicizia sincera. In questa occasione dei 90 anni e’ venuta fuori la verità. La collaborazione di Ceronetti fu opera di Ronchey ed e ‘ stata lunga e proficua,era il proseguimento di quella voluta da Pannunzio al “Mondo”. Poi con gli ultimi due direttori prima di Molinari e’ andata assottigliandosi fino a terminare. Ceronetti sollevò dei dubbi sull’ergastolo a cui venne condannato il capitano delle SS Erich Priebke per la strage delle Fosse Ardeatine. Pochi in Italia ebbero il coraggio di farlo.Uno tra i pochi fu l’avvocato torinese Gianvittorio Gabri. Prevalse in quella condanna un giudizio storico-politico a danno della civiltà giuridica. Ceronetti vive in condizioni economiche difficili come e ‘ quasi naturale che ciò accada ad uomo libero e non solo perché i carmina non dant panem. Chi comanda ha bisogno di servi sciocchi e Ceronetti non è mai stato servile,ma controcorrente. A Ceronetti e’ stata applicata la Legge Bacchelli che gli consente di vivere ,malgrado abbia le esigenze di un uccellino. Per i suoi meriti verso la Nazione,come per i senatori a vita. Forse Ceronetti avrebbe meritato quella nomina presidenziale più di tanti altri. Nel giugno 2014 alla festa dell’Inquietudine di Finalborgo proposi la nomina di Ceronetti a senatore a vita. In Liguria ebbe vasta eco,ma non varcò i confini liguri.

 

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E’ un uomo semplice,gioioso,intransigente. Odia le tirannie ideologiche del Nocecento e il giacobinismo della Rivoluzione Francese. Seppe vedere la grandezza di de Maistre,grandissimo scrittore ,come già riconosceva Soldati. Ha tradotto in modo magistrale e non convenzionale i carmina di Catullo con una sensibilità che ci ha reso come forse nessun altro il poeta dell’amore sfortunato vissuto nel tempo in cui tramontava l’antica repubblica e la corruzione stava invadendo la vita pubblica e privata di Roma . L’animo delicato ,tenero, licenzioso ed ironico di Catullo e’ reso come neppure il raffinatissimo latinista Vincenzo Ciaffi seppe fare.Altrettanto preziose sono le sue traduzioni dall’ebraico,in primis ,del “Cantico dei cantici”. E’ un uomo gioioso con il suo straordinario teatro di burattini,il teatro dei Sensibili, è un uomo ricco di un’ironia che non fa sconti a nessuno.A Cetona trascorre la sua vita di vegliardo lucidissimo che ha mantenuto il gusto per la vita,una vita semplice,austera.Quando viene a Torino va dal comune amico Sante Prevarin al “Montecarlo” ma le due esigenze alimentari sono minime non solo perché è vegetariano,ma perché si può considerare un moderno eremita.

 

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Le sere che arriva il locale di via San Francesco da Paola si illumina di immenso.Ceronetti ha attraversato decine d’anni di cultura italiana,ma si può considerare un uomo solo con il suo orgoglio,la sua umiltà,il suo spirito libero. Non è mai voluto entrare nel branco dei lupi famelici che costituisce il nocciolo durissimo della cultura italiana schierata. Alla Biblioteca cantonale di Lugano che già conserva le carte di Prezzolini e di Flaiano nel 1994 si è creato un fondo Ceronetti a dimostrazione come i grandi Italiani debbano fuggire in Svizzera ancor vivi per avere la sicurezza che i propri documenti vengano conservati nel modo dovuto.Buon compleanno,amico e maestro Guido.Maestro di libera intelligenza,esempio di indipendenza morale senza eguali.

 

quaglieni@gmail.com

(foto grande: ritratto di Ceronetti di Sante Prevarin)

#REALEDISERA, musei a 3 euro fino alle 22,30

Apertura straordinaria dalle 19,30  a prezzo speciale 

 

Per i torinesi ormai rientrati in città e per i turisti che invece hanno scelto Torino come meta dell’ultimo fine settimana di agosto, venerdì 25 agosto torna ai Musei Reali l’appuntamento con #realedisera che ogni venerdì offre al pubblico la possibilità di ammirare le collezioni dei Musei e le diverse mostre in corso, in orario serale dalle 19,30 alle 22,30 al prezzo speciale di 3 Euro (apertura biglietteria alle 18,30). Al Museo di Antichità alle 19.45 c’è la visita guidata, tenuta dalla curatrice Elisa Panero, della mostra Prima del bottone: accessori e ornamenti del vestiario nell’antichità. L’esposizione, che celebra il rapporto tra arte e moda, presenta, in gran parte per la prima volta, le collezioni di fibule(spille di sicurezza decorate) e di armille (braccialetti) databili all’epoca preromana. A grande richiesta torna anche la visita guidata alla Venere di Botticelli, reduce dal suo tour negli Stati Uniti e ora rientrata a casa. Alle ore 21 al piano terra della Galleria Sabauda il pubblico sarà accompagnato da Giorgia Corso alla scoperta della storia che si cela dietro al rapporto tra Sandro Botticelli e Simonetta Vespucci, amata da Giuliano de’ Medici e morta tragicamente all’età di ventitré anni, la cui bellezza è stata resa immortale in quest’opera, amata e riconosciuta in tutto il mondo.Il percorso di visita ai Musei prosegue ai piani superiori della Galleria Sabauda con le mostre Confronti/3: Pittura come scultura. Cerano e un capolavoro del Seicento lombardoLe invenzioni di Grechetto, con oltre trenta tra le sue più famose incisioni e Le bianche statuine. I biscuit di Palazzo Reale.I caveaux della Biblioteca Reale ospitano poi la mostra Intorno a Leonardo. Disegni italiani del Rinascimento, che offre un’ampia panoramica della storia dell’arte italiana a partire dal Quattrocento, con alcune punte che ne fanno una delle più importanti collezioni pubbliche di disegni in Italia. Oltre al noto Autoritratto di Leonardo da Vinci, fanno parte dell’esposizione ottimi esempi della grafica di artisti del Rinascimento toscano e veneto. Costo del biglietto 5 Euro, non incluso nel biglietto d’ingresso.Il venerdì spesso e volentieri va a braccetto con il cinema serale, e anche il 25 agosto non fa eccezione: Cinema a Palazzo propone al pubblico un grande classico, Il vedovo diretto da Dino Risi, con l’introduzione di Emiliana Palmieri e lo speciale contributo video di Franca Valeri. Per info e costidistrettocinema.it

#realedisera si tiene ogni venerdì fino al 6 ottobre e prevede l’accesso ai Musei Reali fino alle 22,30 (ultimo ingresso alle 21,30). Il costo del biglietto è di 3 Euro (fatte salve le gratuità di legge e possessori dell’Abbonamento Musei, della Torino+Piemonte Card e della Royal Card); la tariffa speciale si applica dalle 19,30 (apertura biglietteria alle 18,30).

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Continui aggiornamenti sul sito www.museireali.beniculturali.it