scienza- Pagina 8

Ipercolesterolemia e rischio cardiovascolare:  “La best practice di Regione Liguria e Piemonte” 

In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più 224.000 persone: di queste, circa 50.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo.

 

Il colesterolo rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, causando al SSN un impatto clinico, organizzativo ed economico enorme (spesa sanitaria diretta ed indiretta quantificabile in circa 16 miliardi €/anno). Un problema sanitario che durante la pandemia non è andato certo migliorando grazie ai minori controlli, alle mancate diagnosi, alla perdita di aderenza terapeutica. Fortunatamente le terapie a disposizione risultano estremamente efficaci sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria. Con lo scopo di creare un confronto multiprofessionale tra i massimi esperti sul tema, Motore Sanità ha realizzato il Webinar “FOCUS LIGURIA/PIEMONTE. IPERCOLESTEROLEMIA E RISCHIO CARDIOVASCOLARE: TRA BISOGNI IRRISOLTI E NUOVE PROSPETTIVE DI CURA”, realizzato grazie al contributo incondizionato di Daiichi Sankyo. 

“L’ipercolesterolemia è responsabile di circa 50.000 morti all’anno in Italia e costituisce uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, con importanti ricadute sociali ed economiche. Si calcola infatti che i costi sanitari riconducibili al mancato controllo della colesterolemia si aggirino sui 16 miliardi di euro/anno. Attualmente, nonostante le terapie farmacologiche a disposizione siano in genere efficaci, l’80% dei pazienti ad alto rischio cardiovascolare non raggiunge il target terapeutico raccomandato dalle Linee Guida internazionali sia in prevenzione primaria che secondaria. È necessario colmare il gap terapeutico esistente per incidere favorevolmente sulla morbi-mortalità cardiovascolare. Ad oggi il principale approccio farmacologico nel trattamento dell’ipercolesterolemia è rappresentato dalle statine, farmaci che, inibendo la sintesi endogena di colesterolo, determinano aumento dell’espressione del recettore per le LDL nel fegato e conseguente riduzione dei livelli plasmatici di LDL-C. Oltre alle statine, esistono altri farmaci ipocolesterolemizzanti, tra questi, gli inibitori di PCSK-9 (somministrabili per via s.c. e relativamente costosi) e l’acido bempedoico. Quest’ultimo, recentemente introdotto nell’armamentario terapeutico, inibisce la sintesi del colesterolo inibendo l’attività dell’enzima ATP citrato liasi (ACLY) e determinando un aumento dell’espressione epatica di LDLR e la consensuale riduzione dei livelli plasmatici di LDL-C. Una più ampia implementazione delle terapie farmacologiche disponibili potrebbe consentire di migliorare il controllo dell’ipercolesterolemia nella popolazione, in particolare nei sottogruppi a rischio elevato, con favorevoli ricadute sulla mortalità”, ha detto Roberto Pontremoli, Professore Ordinario Dipartimento Medicina Interna e Specialità Mediche Università di Genova, Direttore Clinica Medicina Interna 2 IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Genova

“Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel mondo. Questo è vero anche in Italia, dove mietono 240.000 vittime ogni anno, assai più del Covid, anche nel suo momento peggiore. Molto è stato fatto negli ultimi decenni per ridurre il rischio cardiovascolare e questo ha contribuito ad un aumento delle aspettative di vita. Negli ultimi 50 anni la aspettativa di vita è aumentata di 9 anni, 6 dei quali anni grazie al miglioramento della prevenzione e della terapia cardiovascolare. L’ipercolesterolemia è uno dei fattori di rischio più importanti per la genesi dell’aterosclerosi e dell’ischemia sia cardiaca (infarto) che cerebrale (ictus). Per questo motivo le società scientifiche come la Società Europea di Cardiologia hanno ancora abbassato recentemente i valori di Colesterolo-LDL (il colesterolo “cattivo”) che dovrebbero essere raggiunti per tenere sotto controllo il rischio ischemico. Purtroppo, nonostante la disponibilità di diversi farmaci per abbassare il colesterolo (come le statine) solo una piccola minoranze dei soggetti raggiunge i livelli di LDL ottimali. Stanno per essere lanciati in commercio farmaci nuovi, tra i quali in particolare uno, l’acido bempedoico, può essere utilizzato anche nei frequenti pazienti che non tollerano le statine. La disponibilità di questi nuovi farmaci può ridurre il numero dei pazienti che non raggiungono gli obiettivi di trattamento e di conseguenza ridurre il rischio di infarto e di ictus”, ha dichiarato Gaetano De Ferrari, Direttore SC di Cardiologia – AOU Città della Salute e della Scienza, Presidio Molinette

 

Energia, spazio e innovazione. Tecnologie e strumenti finanziari per la sostenibilità e la transizione energetica

30 Settembre 2021 Energy Center – Politecnico di Torino h 15-19

Il settore Energia a livello globale vive un’epoca di trasformazione e innovazione tecnologica senza precedenti
con una agenda che punta alla digitalizzazione, alla interconnessione e alla sostenibilità ambientale.
Transizione energetica, decarbonizzazione ed energie rinnovabili sono solo alcuni degli obiettivi dei maggiori
stakeholders che operano nel settore e che sempre più spesso si avvalgono di tecnologie spaziali e i dati
spaziali.

Il nostro Paese sta lavorando per avere un ruolo sempre più attivo nello sviluppo di sistemi e servizi
all’avanguardia nel settore energia accelerando la transizione necessaria al raggiungimento degli obiettivi e
delle sfide green dell’Europa. In particolare il settore spaziale e le applicazioni integrate di dati satellitari
possono fornire una risposta efficace alle linee di indirizzo nazionali definite dal PNRR in tema di produzione,
accumulo e sostenibilità energetica.

La Fondazione E. Amaldi , in collaborazione con il Politecnico di Torino e il gruppo Fante, ha organizzato una
giornata di lavori dedicata alle opportunità e le potenziali sinergie dell’utilizzo di applicazioni space related,
in particolare quelle promosse dalla piattaforma Ambassador ESA di Business Applications e InCubed+
dell’ESA.

Il workshop prevede una sessione istituzionale di indirizzo e 4 panel tematici con esponenti del mondo
industriale, finanziario e istituzionale per trattare il tema dell’innovazione in relazione all’interazione tra
Spazio ed Energia da diverse prospettive. Al centro del convegno le linee strategiche dell’Agenzia Spaziale
italiana e dell’Europa sul fronte energetico, i need, le sfide e i progetti dei big player regionali e nazionali. Ad
un confronto sulle opportunità e sugli strumenti di finanza per l’innovazione seguirà, in conclusione
dell’evento, l’analisi delle prospettive per il settore energetico nazionale supportato dall’integrazione degli
asset spaziali.

Incontro con Malerba allo Space Fesival

/

sabato 2 ottobre 2021 ore 18.30 Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica

Piazza Castello – Torino

Nell’ambito dello Space Festival, che si svolge a Torino dal 30 settembre al 3 ottobre 2021, Palazzo Madama, sede dal 1822 al 1912 dell’Osservatorio Astronomico fondato dall’astronomo piemonteseGiovanni Plana, ospita, sabato 2 ottobre 2021 alle ore 18.30, la conferenza con l’astronauta Franco Malerba, il primo astronauta italiano, che racconterà l’emozione di osservare il mondo al di sopra del cielo. Insieme a lui, il collezionista Luca Cableri porterà un autentico pezzo di Luna delle Missioni Apollo.

Space Festival è il primo festival dello spazio a Torino. Una manifestazione di 4 giorni, dedicata a famiglie e appassionati: conferenze con astronauti e astrofisici, laboratori, show di realtà virtuale con robot e droni, mostre stellari e cene stellate per fare dello spazio uno spettacolo incredibile.

Perché a Torino? Perché Torino è la città dello spazio. La nostra città ospita un ecosistema di aziende e poli di ricerca sull’aerospazio tra i più importanti al mondo, capace di affermarsi a livello internazionale come principale player nella progettazione e costruzione di tutto ciò che orbita intorno al nostro pianeta.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria all’indirizzo www.spacefestival.it

Richiesto Green pass o certificazione equivalente

Codefest, il Festival del Codice Sorgente La prima mostra al mondo sul tema

27 settembre / 8 ottobre 2021, Torino

 

Dal 27 settembre all’8 ottobre 2021 si terrà a Torino CODEFEST, il primo festival al mondo dedicato al codice sorgente, organizzato dai Dipartimenti di Filosofia e Scienze dell’Educazione, Informatica e Fisica dell’Università di Torino e dall’Associazione Codexpo.org.

Siamo tutti abituati a usare in maniera pressoché automatica i computer e i programmi che li fanno funzionare; raramente pensiamo che dietro ogni programma c’è un codice sorgente, e che questo testo è stato scritto da qualcuno, in qualche momento, in un certo linguaggio.

Il Codefest 2021 è dedicato al codice sorgente in tutte le sue forme. Si terranno una mostra in cui vengono esposti e spiegati codici storici e ricostruiti i loro contesti di creazione ed uso, uno spettacolo teatrale, conferenze e laboratori, esperienze musicali di diverso genere e ispirazione. Il Festival si rivolge a con un pubblico di professionisti, ‘amatori’ e interessati, di studenti delle superiori e dell’università, ma con l’ambizione di poter fare divulgazione sul codice sorgente, accurata e accattivante, per chiunque.

Al centro dell’evento c’è, infatti, l’idea che la programmazione e i suoi linguaggi rappresentino un fenomeno culturale, oltre che tecnologico, di importanza primaria. CODEFEST è il festival della cultura del codice sorgente, della sua storia, del suo futuro. Non solo computer, ma Linguaggi artificiali, Poesia digitale, Scrittura del codice, Codice e società, Patrimonio, Estetica del codice.

Code and Heritage. La prima mostra al mondo sul codice sorgente.
CodeFest nasce con l’obiettivo di raccontare il codice sorgente come fatto linguistico, letterario, storico, artistico, umanistico e non solo tecnico, in una prospettiva che vede i codici sorgenti equiparabili ai testi scritti da autori in determinate lingue storiche e in determinati contesti.
Per superare la difficoltà di raccontare quest’universo ad un pubblico di giovani e di studenti, CodeFest21 propone una Mostra online dedicata esplicitamente a loro in termini di metafora, di interfaccia e di contenuti; una mostra che non richiede nessun prerequisito ma può essere navigata da tutti.
La Mostra non si limita a esporre oggetti (i codici sorgenti) ma vuole mettere l’accento sulle azioni della scrittura e lettura dei codici e richiama l’attenzione sulle persone che inventano linguaggi, che scrivono codice, sugli strumenti che preferiscono usare, sugli stili che adottano.
La Mostra è strutturata in dieci stanze, una per ogni tema generale: i Concetti, gli Attori, i Contesti, i Linguaggi, le Interfacce, il Genere, gli Stili, l’Arte, le Regole. Ogni stanza contiene dei pannelli – circa un centinaio – che spiegano, mostrano e aprono ad ulteriori approfondimenti.
Al centro della Mostra c’è una stanza particolare, che permette di interagire con CodeShow, un visualizzatore di codice sorgente che permette di navigarne la struttura e la storia, andando avanti e indietro nel tempo.
La Mostra vuole fornire un’informazione che sia corretta ed attendibile, ma anche stimolante e che inviti alla partecipazione soprattutto i più giovani.
Questa versione della mostra, costruita online per essere fruibile da tutti, è stata progettata e allestita da Codexpo.org in collaborazione con gli allievi dell’IIS Avogadro di Torino ed ha come obiettivo il coinvolgimento di studenti sia in veste di ricercatori/allestitori, sia in quella di visitatori. Al termine del Festival, la mostra non verrà chiusa ma cercherà nuove classi di studenti che se ne prendano cura, aggiungendo materiali e contenuti, o addirittura proponendo nuove stanze.

Il Museo del Codice Sorgente
Quello che viene presentato a Codefest 2021 non è un museo dei computer, come quelli diHeinz Nixdorf a Paderborn o quello sulla Storia dei computer a Mountain View; nemmeno un museo dei programmi pacchettizzati e pronti all’esecuzione, come quello dei videogiochi a Berlino. Si tratta invece del primo Museo del Codice Sorgente al mondo.
Si tratta di un progetto ambizioso che parte proprio quest’anno ed è stato avviato in collaborazione tra Codexpo.org e il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino (Rossana Damiano e Felice Cardone). Per raccoglie e catalogare i materiali è stato scelto come backend il software opensource Omeka; lo stesso software è stato utilizzato per esporre gli oggetti su Web e permetterne una navigazione remota.
Non è naturalmente possibile – e non è l’obiettivo del Museo – catalogare tutte le forme di codice esistenti; si tratta invece di presentare frammenti significativi di codice sorgente (in termini di storia, di valore scientifico, di correlazioni), ma anche manuali, specifiche tecniche, testimonianze storiche. Tra le collezioni di rilievo una è assolutamente unica e riguarda una storia poco conosciuta anche dagli addetti: quella dedicata al codice sorgente creato in Italia.

Apollo Guidance System
Don Eyles, un informatico ormai in pensione, porta il racconto della sua esperienza nella creazione dell’Apollo Guidance Computer (cioè il computer di bordo del Programma Apollo della NASA, programma che portò i primi uomini sulla Luna), del relativo codice e delle sfide tecniche che hanno affrontato i suoi programmatori.

Il patrimonio del codice
Roberto Di Cosmo presenta Software Heritage (https://www.softwareheritage.org), il progetto di conservazione del codice sorgente opensource presso l’INRIA di Parigi l’istituto francese per la ricerca sull’informatica e l’automazione.
La missione dichiarata di Software Heritage è quella di raccogliere, preservare e condividere tutto il software pubblicamente disponibile sotto forma di codice sorgente, con l’obiettivo di costruire un’infrastruttura comune e condivisa al servizio dell’industria, della ricerca, della cultura e della società nel suo insieme.
Il codice sorgente del software viene raccolto eseguendo la scansione di piattaforme di hosting del codice, come GitHub , GitLab.com o Bitbucket , e archivi di pacchetti, come npm o PyPI , e ingerito in una struttura dati speciale, un Merkle DAG , che è il nucleo dell’archivio.  Ogni artefatto nell’archivio è associato a un identificatore chiamato SWHID.

Code and Gender.
Hello, Ada!
Spettacolo teatrale su Ada Lovelace, matematica londinese e prima programmatrice della storia. Lo spettacolo mette in scena un’intervista da parte di una addetta alla comunicazione di un’azienda ICT (vera) ad un’Ada Lovelace (virtuale). Si presenta la vita di Ada, i suoi rapporti con Charles Babbage, la scrittura delle note sulla Macchina Analitica. L’obiettivo è di far riflettere il pubblico sulla relazione tra femminile e scientifico.
A cura del gruppo teatrale La Memoria dell’Asino, con Genny Sammartino. Testo originale di Stefano Penge, regia di Marina Pizzolante.

Code and Art
Hello, World
Una suite di lieder scritta dal Maestro Nicola Campogrande appositamente per Codefest 2021 ed eseguita in prima mondiale dall’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano il 6 giugno 2021.

Arkanian Shenron
L’artista Luca Pozzi presenterà, da remoto, il suo viaggio nell’iper-linguaggio creativo alla ricerca di collegamenti tra arte, informatica e fisica. Un percorso narrativo tra letteratura e storia dell’arte, passando attraverso l’utilizzo di concetti di programmazione applicati all’arte, per culminare nella descrizione della genesi di un’opera “Arkanian Shenron” (2020), pensata dall’artista per questo festival: realizzata in bronzo, è equipaggiata, come sua parte integrante, di un rivelatore di raggi cosmici, il cui passaggio induce la generazione di un messaggio per mezzo di un software realizzato con un codice sorgente scritto in php e c++. Il software invia infine il messaggio al profilo twitter dell’opera e a un sito dove viene declamato con una voce autogenerata dal browser.

SuperCollider concert
SuperCollider – l’ambiente di programmazione creato da James McCartney che ha virtualmente dato inizio alla programmazione interattiva di audio in tempo reale – compie 25 anni. Per l’occasione, Marinos Koustomichalis cura un concerto distribuito e online che prevede l’intervento in rete della comunità SuperCollider. In collaborazione con MadLab, Università di Cipro.
Seguirà l’incontro con James McCartney per una riflessione sulla lunga storia di successo del progetto e sui possibili sviluppi futuri.

Live coding: Live!
Concerto organizzato da Toplap Italia (un’organizzazione fondata nel 2004, per esplorare e promuovere il mondo del live coding) e SMET (Scuola Musica Elettronica Torino) dedicato alla performance musicale interattiva in tempo reale attraverso codice. Sarà in streaming, liberamente accessibile nel canale di streaming del festival.
Il concerto sarà anticipato da un workshop organizzato da Toplap Italia e SMET dedicato al live coding in cui i relatori descrivono sistemi e strategie per gestire una performance di live coding musicale, e rispondono alle domande del pubblico

Code and Writing
Calligraphicode
Il calligrafo Massimo Polello (http://www.lacalligrafia.com/) dedicherà un workshop alla scrittura a mano di parti selezionate di codice sorgente, di interesse storico, estetico o comunque funzionali all’approccio didattico e interattivo con i partecipanti. Sempre nei giorni del festival Polello concluderà un murales all’interno del Dipartimento Informatica dell’Università di Torino, che avrà come soggetto un codice sorgente realizzato con la tecnica della calligrafia.

con la collaborazione di:
Corso di studio in DAMS
ASTUT (Archivio scientifico e tecnologico dell’Università di Torino)
LLC (Centro interdipartimentale “Logica, Linguaggio e Cognizione”)
CIRCe (Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione)
MeDiHum (Centro Interdipartimentale per la Digitalizzazione)
e con i partner:
IIS Avogadro Torino
CeSeDi (CEntro SErvizi DIdattici della città metropolitana Torino)
Associazione Gessetti Colorati (http://www.gessetticolorati.it)
Museo Piemontese Informatica (http://www.mupin.it)
AICA, Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico
Orchestra laVerdi – Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Città di Torino, Assessorato alla cultura
Città di Torino, Assessorato all’Innovazione
Fondazione Mondo Digitale (http://mondodigitale.org)

Il Festival si terrà in modalità mista: online e in presenza, negli spazi di UniTo.
Sito: https://codefe.st
Come partecipare: Tutto quello che avviene durante il Festival è accessibili online agli utenti registrati tramite il sito web.
Le giornate prevedono tre tipologie di eventi: incontri, workshop ed eventi serali, suddivisi secondo i vari temi che i Festival affronterà: Linguaggi artificiali, Poesia digitale, Scrittura del codice, Codice e società, Patrimonio, Estetica del codice.
Al Festival possono partecipare:
– per gli incontri e i workshop: gli utenti registrati
– per gli eventi: accesso libero
– per la parte in presenza: gli studenti e i docenti dell’Ateneo Torinese, secondo le norme di protezione attive.
Gli eventi saranno trasmessi in streaming sul canale ufficiale del Festival, dove sarà anche possibile visualizzarne la registrazione.

La Mole Antonelliana si tinge di verde per celebrare il ventennale della Fondazione Ricerca delle Molinette

/

Dal 18 al 21 settembre prossimo la Mole Antonelliana, simbolo per eccellenza della Città di Torino, si tinge di verde per una nobile causa, il ventennale della Fondazione Ricerca delle Molinette.

Con il patrocinio del Comune  di Torino, la Fondazione Ricerca delle Molinette celebra il significativo lavoro svolto in questi venti anni di attività, lanciando, per la prima volta, un bando per premiare l’eccellenza nella ricerca presso la Città della Salute e della Scienza.

“Fondazione Ricerca delle Molinette – spiega il professor Massimo Segre –  nacque venti anni fa grazie ai suoi due soci fondatori, Università e Ospedale, e alla lungimirante ideazione dei professori Giorgio Palestro e Fabio Malavasi, con l’intenzione di favorire la ricerca transazionale, capace di portare soluzioni maggiormente innovative direttamente al letto del paziente.

All’inizio la ricerca si è strutturata e focalizzata soprattutto sul campo oncologico, tanto che il vecchio nome era quello di Fondazione Ricerca Tumori Molinette. Nel 2013 si decise di estenderla a tutte le specialità presenti nel più grande ospedale della regione. Quest’anno il bando che è stato lanciato, finanziato attraverso risorse proprie, è rivolto a individuare  e sostenere economicamente i migliori progetti di ricerca clinica o di base con forti potenziali traslazionali, realizzati dai ricercatori all’interno del polo della Città della Salute e della Scienza”.

La prima edizione del bando, aperta lo scorso 10 settembre, chiuderà il 15 novembre prossimo. Le proposte potranno essere inviate attraverso il sito https://fondazioneri-cercamolinette.it/bando/, con bando e modulistica disponibili sul sito.

Mara Martellotta 

5G: in ritardo le applicazioni per imprese e Pa. Il Piemonte punta sul wireless

/

Le inchieste del Rapporto Nord Ovest del Sole 24 Ore in edicola venerdì 10 settembre in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta

 

  • L’ultimo miglio del 5G: in ritardo le applicazioni per imprese e Pa. Piemonte punta sul wireless

Il nuovo numero del Rapporto Nord Ovest del Sole 24 Ore in edicola con il quotidiano venerdì 10 settembre in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta dedica l’ampio focus di apertura al 5G in quei territori. Questa tecnologia accelera come rivela l’ultimo report curato da EY: l’area del NordOvest registra una copertura della rete pari al 95%, calcolata in base alla popolazione raggiunta e non al territorio servito, con la Valle d’Aosta che registra la copertura più estesa, al 98%, seguita dalla Liguria (95%) e poi dal Piemonte (92%).  La percentuale media di copertura è cresciuta in maniera significativa nell’ultimo anno e mezzo, merito dell’accelerazione impressa dagli operatori del settore. La sfida, spiega l’inserto del Sole 24 Ore di venerdì 10 settembre, è lo sviluppo di applicazioni destinate al mondo business e delle imprese e ai servizi, ad esempio nella pubblica amministrazione. Proprio all’Innovation Hub Tim di Torino si studiano le applicazioni future del 5G, in Liguria Ericcson sperimenta, agli Erzelli, il 5G per il monitoraggio del territorio con l’uso di droni e rover, controllati da remoto mentre la società Liguria Digital sta lavorando, insieme a Tim, al progetto pilota 5GSmartg, che punta a fornire soluzioni per la sicurezza delle infrastrutture stradali con l’obiettivo di realizzare due use case in linea con le richieste dei bandi emanati dal Mise. Nonostante le percentuali di copertura alta per la popolazione, il tema del digital divide resta sul piatto. In una regione ricca di vallate come il Piemonte, ad esempio, il piano di implementazione della fibra ottica con banda larga è in ritardo di qualche anno tanto che la Regione sta studiando un piano B: puntare su bandi specifici per la copertura delle singole aree con tecnologia Fwa, wireless, che potrebbe accelerare l’infrastrutturazione di aree più complesse.

Per quanto riguarda il 5G in Liguria, è Genova ad aver messo in pista i progetti più avanzati, alcuni dei quali vedono in prima linea, tra i partner privati, Ericsson, con la sua sede sulla collina genovese degli Erzelli, ma anche Liguria Digitale, l’azienda regionale per la digitalizzazione e l’IIt, oltre naturalmente ai grandi operatori di telecomunicazioni. Ericcson, tra l’altro sta sperimentando il 5G per il monitoraggio del territorio con l’uso di droni e rover controllati da remoto; la società Liguria Digitale, da parte sua, oltre a collaborare con Ericsson, sta lavorando, insieme a Tim, al progetto pilota 5GSmartg, che punta a fornire soluzioni per la sicurezza delle infrastrutture stradali con l’obiettivo di realizzare due use case in linea con le richieste dei bandi emanati dal Mise.

Sul Rapporto Nord Ovest del Sole 24 Ore di venerdì 10 settembre anche il caso di Bbbell, società torinese che si occupa di connettività veloce sui territori di Piemonte e Liguria. L’azienda ha messo a punto un progetto da oltre 3,5 milioni d’investimento per cofinanziare la banda ultra larga di circa 1.300 Comuni piemontesi e liguri che ancora ne sono sprovvisti. Il piano – si legge sul Rapporto del Sole 24 Ore – punta ad accelerare il processo di digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni (Comuni, Unioni montane, Unioni collinari, scuole, multiutility, enti a partecipazione pubblica) in anticipo rispetto ai piani nazionali esistenti.

Sullo stesso numero il caso del borgo di Portofino dove parte un sistema digitalizzato e integrato tra ospedale, territorio, domicilio e ambiente, già predisposto per il 5G. Si tratta di un progetto di ospedale diffuso, nato da una collaborazione tra pubblico e privato, avviata fra la Regione Liguria, con la Asl4, e Fibering, società di telecomunicazioni rivolta al mercato b2b, con sedi a Milano, Torino e Genova. Un primo step del progetto è già stato realizzato, con l’apertura di Portofino punto salute, un prototipo di ambulatorio digitalizzato che propone un modello integrato con gestione unitaria di diverse funzioni di medicina a distanza: televisita, teleconsulto, telemonitoraggi, teleriabilitazione, sensoristica avanzata domiciliare, sistema multiparametrico di monitoraggio per attività esterne e ambientali.

 

 

 

Fondazione Ricerca Molinette compie vent’anni e lancia il bando per premiare l’eccellenza della ricerca nella Città della Salute 

Fondazione Ricerca Molinette (FRM) celebra quest’anno vent’anni al servizio dell’Ospedale Molinette e dei suoi gruppi di ricerca, e festeggia nello stesso modo in cui ha da sempre condotto le sue attività: sostenendo Torino e le sue eccellenze sanitarie.

Quattro giorni di iniziative e l’annuncio di importanti progetti per il futuro, in favore della
ricerca scientifica sul territorio: dal 18 al 21 settembre, con il patrocinio del Comune di
Torino, la Fondazione Ricerca Molinette celebrerà il significativo lavoro svolto in questi
vent’anni di attività e lancerà, per la prima volta nella sua storia, un bando per premiare
l’eccellenza della ricerca a Città della Salute e della Scienza.

Le celebrazioni per il ventennale di Fondazione Ricerca Molinette verranno annunciate con la conferenza stampa organizzata

Venerdì 10 settembre alle ore 11
Presso l’Aula Magna della Cavallerizza Reale
Interverranno:
Prof. Massimo Segre, Presidente di Fondazione Ricerca Molinette Onlus,
Prof. Stefano Geuna, Magnifico Rettore Università di Torino e Vice Presidente di
Fondazione Ricerca Molinette Onlus,
Dott. Lorenzo Angelone, Direttore Sanitario A.O.U. Città della Salute e della Scienza,
Dott.ssa Sara Bustreo, Dirigente Medico di I livello SC Oncologia Medica 1, COES
A.O.U. Città della Salute e della Scienza,
Prof. Emilio Hirsch, Direttore Scientifico di Fondazione Ricerca Molinette Onlus
MODERA: Simona De Ciero, giornalista de Il Corriere della Sera
“Fondazione Ricerca Molinette nacque vent’anni fa grazie ai suoi due soci
fondatori, Università e Ospedale, e alla lungimirante ideazione del Prof. Giorgio
Palestro e del Prof. Fabio Malavasi, con l’intenzione di favorire la ricerca
‘traslazionale’, quella cioè che porta le soluzioni più innovative direttamente al letto
del paziente”, racconta il Prof. Massimo Segre, Presidente di Fondazione Ricerca
Molinette Onlus. “Dopo l’iniziale focalizzazione sulla ricerca oncologica (il vecchio
nome era Fondazione Ricerca Tumori Molinette) nel 2013, visti i buoni risultati, si
decise di estendere a tutte le specialità presenti nel più grande ospedale della
Regione. Ora, grazie ai tanti cittadini di Torino che hanno deciso di supportarci,
possiamo lanciare il primo bando per lo sviluppo della ricerca medico-scientifica e
premiare le eccellenze che lavorano nel nostro Ospedale, fornendo fondi adeguati
che consentano loro di innovare qui a Torino, anziché cercare fortuna all’estero”.

Fondazione Ricerca Molinette: le iniziative per il ventennale e i progetti futuri
Per festeggiare i suoi vent’anni la Fondazione Ricerca Molinette ha scelto il
monumento simbolo della Città, la Mole Antonelliana, a sottolineare il profondo
legame dell’ente con il territorio. Grazie a Iren, che ha sponsorizzato l’evento,
sabato 18 settembre, a partire dall’imbrunire, il logo che ricorda la Fondazione e il
suo duraturo impegno per la ricerca a Torino sarà infatti proiettato proprio sulla
Mole. Ricercatori, medici, personale della Fondazione e simpatizzanti si daranno
appuntamento sotto il monumento per celebrare l’occasione.
In questo importante anniversario, inoltre, la Fondazione ha scelto di guardare al
futuro, presentando il suo primo bando di finanziamento per premiare l’eccellenza della ricerca scientifica realizzata nella Città della Salute e della Scienza, con l’obiettivo di contribuire a rendere Torino un polo biotecnologico di spicco a
livello europeo.

Il bando – finanziato attraverso risorse proprie – è volto a individuare e sostenere
economicamente i migliori progetti di ricerca clinica o di base con forti potenzialità traslazionali realizzati dai ricercatori all’interno del polo di Città della Salute e della Scienza.
La prima edizione del bando aprirà il 10 settembre 2021 e si chiuderà il 15 novembre 2021. Le proposte potranno essere inviate attraverso il sito https://fondazionericercamolinette.it/bando/. Il regolamento del bando e la modulistica sono disponibili
sul sito.

Nella giornata del 21 settembre, inoltre, la Fondazione Ricerca Molinette parteciperà alla conferenza stampa del decennale EBT – Exclusive Brands Torino, di cui
FRM è charity partner assieme a CasaOZ: in quell’occasione verrà lanciata un’importante asta benefica in favore delle due Onlus.
Le celebrazioni si concluderanno infine con una cena di gala su invito all’Accademia Albertina.

Fondazione Ricerca Molinette: la storia
Nata nel 2001 dall’iniziativa congiunta di Università di Torino e Azienda Sanitaria
Città della Salute e della Scienza, Fondazione Ricerca Molinette è un ente senza
scopo di lucro, fortemente voluto da alcune figure di spicco del panorama torinese
della ricerca e della pratica clinica, che allora operavano presso l’Ospedale Molinette.
La Dottoressa Franca Bruna Segre venne individuata quale primo Presidente in
virtù della sua neutralità e, allo stesso tempo, per il suo forte legame con la città di
Torino.

Da sempre la Fondazione si impegna a sostenere la ricerca traslazionale, cioè
volta a trasferire in ambito clinico i risultati della ricerca di laboratorio, attraverso lo
sviluppo di nuovi farmaci e terapie. I progetti che la Fondazione ha scelto di prediligere sono quindi una sorta di ponte tra la scienza e la medicina, rispondono a
esigenze reali e mettono al centro il paziente e il suo benessere.
In vent’anni di attività sono circa 200 le pubblicazioni scientifiche
internazionali, più di 530 ricercatori e borsisti coinvolti nelle attività
della Fondazione, per un totale di oltre 15 milioni di euro raccolti.

Fondi che sono stati destinati innanzitutto alla ricerca, senza però dimenticare
l’Ospedale Molinette nei suoi bisogni concreti, nel quotidiano e durante le emergenze, a partire dalla recente crisi sanitaria dovuta alla pandemia da Coronavirus.
Grazie all’attività di raccolta fondi durante l’emergenza Covid, tra le altre cose, la
Fondazione è riuscita a potenziare il laboratorio di Microbiologia e Virologia di Città
della Salute con la donazione di nuovi strumenti e attrezzature, nonché a dotare il
Reparto Medicina d’Urgenza di un ecografo portatile all’avanguardia, per lo screening dei pazienti sospetti di Covid-19.

Fondazione Ricerca Molinette: i risultati
La Fondazione Ricerca Molinette festeggia questa importante tappa storica con un
formidabile bagaglio di successi e brillanti risultati scientifici. Numerosi sono stati i
progetti che negli ultimi anni hanno caratterizzato l’eccellenza del lavoro scientifico
sostenuto dalla Fondazione in campi diversi ma spesso focalizzati su alcune malattie oncologiche che, nonostante gli straordinari recenti progressi, risultano ancora
resistenti ai trattamenti disponibili.

La ricerca sostenuta dalla FRM ha infatti interessato innovativi approcci alla terapia
di contesti oncologici difficili come il tumore del pancreas o il mieloma multiplo
ma anche tumori fortunatamente meno letali ma decisamente più frequenti, come il
tumore del seno e della prostata. Molti dei progetti sostenuti da FRM hanno permesso di conoscere meglio fondamentali meccanismi di malattia, necessari per affinare le armi terapeutiche a disposizione.

Ad esempio, gli studi diretti dal Prof. Malavasi sulla proteina CD38 hanno permesso di identificare un meccanismo che permette di uccidere selettivamente le cellule
di mieloma multiplo, fornendo le basi per una terapia che si sta affermando come
risolutiva in questa grave malattia. La scoperta che le cellule di mieloma multiplo
producono abbondante CD38, a differenza della maggior parte delle altre cellule
del nostro corpo, ha permesso di identificare un inatteso bersaglio selettivo che distingue le cellule malate da quelle sane. Ora, anticorpi contro il CD38 sviluppati anche dal gruppo del Professor Malavasi, bloccando CD38 all’esterno delle cellule
leucemiche, ne inducono la morte selettiva limitando grandemente gli effetti collaterali della terapia.

Sulla stessa linea, gli studi del gruppo di ricerca diretto dal Prof. Novelli hanno
permesso di identificare la proteina enolasi come un nuovo marcatore del tumore
del pancreas, contro cui è possibile immaginare una specifica terapia immunologica. Il bersagliamento di questo marcatore potrà distinguere le cellule malate ed un
vaccino contro questo elemento molecolare potrebbe proteggere contro questa letale forma di tumore. Studi pilota sono previsti per trasferire le conoscenze acquisite al letto del paziente, definendo un nuovo standard terapeutico.

Allo stesso modo, gli studi sulla terapia mirata del tumore della prostata sono stati
portati avanti dal gruppo di ricerca del Prof. Gontero, che ha delineato nuovi metodi
per aggredire localmente le cellule malate con innovative tecnologie di irraggiamento focale, senza intaccare le strutture circostanti.
In particolare, grazie alla campagna “Un Baffo per la Ricerca”, promossa da FRM,
è stato possibile lanciare una serie di esperimenti pilota sia nel campo della cura
che della diagnosi precoce del tumore alla prostata, portando Torino all’avanguardia nel trattamento delle patologie neoplastiche urologiche maschili.
Al contempo, la FRM ha promosso nuovi approcci al trattamento di patologie femminili come il tumore del seno, sostenendo un progetto traslazionale guidato dalla
Prof.ssa Cassoni, focalizzato sullo studio dell’interazione tra dieta ed efficacia
della chemioterapia. I promettenti risultati ottenuti con una dieta chetogenica associata alla chemioterapia hanno fornito una nuova strategia atta a ridurre le dimensioni del tumore prima della terapia chirurgica ed a massimizzare l’efficacia
dell’intervento riducendone l’invasività.

Le ricerche sostenute da FRM non si sono però limitate ad aprire strade per combattere le cellule cancerose, spingendosi fino ai traguardi della rigenerazione tissutale, che si pone l’obiettivo di rigenerare i tessuti persi perché malati. Su queste
linee di ricerca il Prof. Camussi, grazie al sostegno di FRM, ha potuto raggiungere
significativi risultati nell’identificazione di cellule e prodotti cellulari coinvolti nella rigenerazione di organi vitali quali fegato e reni.
Il numero dei progetti e dei risultati ottenuti dalla ricerca biomedica torinese grazie
al sostegno di FRM sono tuttavia ancora maggiori, e le ormai centinaia di pubblicazioni su prestigiosi giornali scientifici di respiro internazionale dimostrano l’estensione capillare dell’azione di raccolta e gestione di fondi di ricerca in cui FRM ha da
venti anni rappresentato un punto di riferimento attorno all’Ospedale Molinette.

I progetti per il futuro sono tuttavia ancora più ambiziosi: il Bando competitivo di
finanziamento di un progetto bandiera sulle patologie legate all’invecchiamento
prevede la scelta della proposta vincitrice e l’avvio del relativo progetto nella primavera 2022. Essere sostenuti da FRM è e sarà ancora di più segno di eccellenza
scientifica nel mondo della ricerca traslazionale torinese.

Email: frm@fondazionericercamolinette.it
Web: www.fondazionericercamolinette.it
Facebook, Instagram, LinkedIN: Fondazione Ricerca Molinette

Endometriosi, è il momento di interventi concreti

Mancano ginecologi e centri specializzati, non ci sono tutele sul lavoro e i costi per le cure sono troppo elevati. A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi, formata da pazienti volontarie di tutta Italia, chiede ascolto alle istituzioni.

C’è ancora tanto da fare per le cure mediche, la ricerca, i diritti delle donne che soffrono di endometriosi, malattia cronica e invalidante che ne colpisce circa 3 milioni solo in Italia e che lo Stato riconosce come tale solo negli stadi avanzati. I provvedimenti messi in campo dal Governo non sono sufficienti a sostenere le donne. Come evidenziato da A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi, formata da pazienti volontarie che da oltre 15 anni lavorano per creare consapevolezza sulla patologia, le donne non hanno diritto ad esenzioni che possano permettere loro di affrontare tempestivamente e con efficacia la malattia, per la quale la diagnosi precoce è fondamentale; spesso non trovano centri medici e specialisti che sappiano riconoscere ed intervenire su tale patologia, dovendo rivolgersi a studi ed ambulatori privati a volte molto distanti a livello geografico; perdono il lavoro perché l’endometriosi non è riconosciuta come malattia grave e dunque non viene concesso loro di assentarsi quando stanno male. Una situazione peggiorata con il Covid, che ha incentivato la chiusura di ambulatori specializzati, ha aumentato le liste di attesa per visite ed interventi, ha reso le cure più costose, anche a causa della mancata esenzione dai medicinali, terapie e altre prestazioni multidisciplinari non garantite dal sistema sanitario nazionale.

Tale situazione è stata oggetto di un’interrogazione parlamentare in Senato, pubblicata il 18 novembre 2020, promossa dalla senatrice Paola Boldrini, alla quale nei giorni scorsi ha risposto il sottosegretario per la salute Pierpaolo Sileri. Nell’interrogazione, la senatrice chiedeva lumi sulla diagnosi e cura dell’endometriosi, per conoscere i criteri e le modalità individuate per la ripartizione delle risorse, per l’attività di monitoraggio delle attività messe in atto dai centri di riferimento e per svolgere attività di prevenzione, diagnosi precoce e cura della malattia. Sileri ha evidenziato di aver autorizzato una spesa di 2 milioni di euro per il 2020 e altri 2 milioni per il 2021 del Ministero della Salute per gli istituti di ricerca e per percorsi formativi e informativi per la diagnosi e il trattamento dell’endometriosi dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, di aver previsto altri 3 milioni di euro per un bando di ricerca nazionale. Il sottosegretario alla salute ha ricordato le campagne di sensibilizzazione messe in campo nel 2012 e “Per gli aspetti riferiti all’assistenza sanitaria” ha precisato che “allo stato attuale le pazienti affette da endometriosi possono usufruire di tutte le prestazioni di cura ricomprese nei livelli essenziali di assistenza”. Tali provvedimenti – ne sono convinte le donne di A.P.E. che convivono tutti i giorni con la malattia e ne conoscono tutti gli aspetti – non bastano.
«Solo alcune prestazioni per l’endometriosi al terzo e quarto stadio della malattia (i casi più gravi) sono state inserita nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) – precisa Jessica Fiorini, vicepresidente di A.P.E. -, i ginecologi specializzati sono pochi, per gran parte dei farmaci non ci sono esenzioni. Come Associazione che si occupa da molti anni di endometriosi e che è formata da tante donne in tutta Italia con un grande bagaglio di esperienze in materia, abbiamo chiesto di essere coinvolte nella ricerca di provvedimenti adeguati ad affrontare tale patologia. Dopo più di 15 anni siamo sempre allo stesso punto. Continuiamo come Associazione a svolgere campagne di sensibilizzazione e di informazione, importantissime per far conoscere l’endometriosi e per ottenere una diagnosi il prima possibile. Continuiamo a fare attività nelle scuole, per rendere consapevoli le adolescenti. Viviamo esperienze sulla nostra pelle. Siamo a contatto con specialisti e centri specializzati, per dare consigli ed aiuti concreti alle donne, anche se molti stanno chiudendo». La richiesta di A.P.E. è di ottenere un maggiore coinvolgimento nei luoghi istituzionali per rendere note le problematiche vissute dalle donne. «Manca la formazione e l’informazione – aggiunge Jessica Fiorini – e sono pochi i centri di riferimento per l’endometriosi, le esenzioni per i farmaci sono minime, le donne hanno bisogno e il diritto di essere tutelate, a livello sanitario e nei luoghi di lavoro: non si può richiedere l’invalidità, non c’è una tabella dell’INPS che consideri tale patologia. C’è bisogno di occuparsi di queste donne in modo serio e concreto. Come A.P.E. nel nostro piccolo vogliamo fare tutto il possibile per le donne affette da endometriosi, ma vogliamo anche fare in modo che le istituzioni si impegnino di più a diffondere informazione e anche ad agire tutelando tutte le donne che ne soffrono».
Sul sito dell’APEwww.apendometriosi.it – ci sono tutte le informazioni utili e i progetti, per aiutare concretamente le donne affette da endometriosi e per entrare a far parte della rete nazionale.

Politecnico di Torino e Huawei Technologies insieme per l’intelligenza artificiale

L’accordo consentirà lo sviluppo di ambiziosi progetti di ricerca di respiro internazionale in settori quali l’Intelligenza Artificiale, l’analisi dei dati, l’Automotive e molti altri

 

Grazie alla proficua collaborazione che già più volte in passato ha visto il Politecnico di Torino e Huawei Technologies Co. cooperare con successo in numerosi progetti di ricerca, nei giorni scorsi è stato siglato un articolato Accordo di Partnership che consentirà alle due parti di ampliare e rafforzare questa collaborazione.

L’accordo – della durata di 10 anni –  nasce dalla volontà di sviluppare iniziative e programmi congiunti di ricerca e sviluppo e per far crescere nuove figure professionali di altissima qualificazione.

Huawei ed il Politecnico di Torino offrono un respiro internazionale alle loro attività di ricerca e formazione in settori di interesse comune che includono tra l’altro lo studio di applicazioni di intelligenza artificiale nel campo delle reti di telecomunicazione, lo sviluppo di nuovi apparati e componenti per trasmissioni ottiche, lo sviluppo di sistemi elettronici nel settore automotive. Il progetto vede il coinvolgimento del Centro Interdipartimentale SmartData@PoliTO e del Laboratorio di Eccellenza AI@PoliTO che già collaborano con i laboratori Huawei Datacom FRC lab con sede a Parigi.

Il professor Marco Mellia, che ha seguito in prima persona per l’Ateneo le complesse fasi della formalizzazione dell’Accordo, commenta: “È una opportunità per far crescere e sviluppare competenze e figure di altissima qualificazione. Huawei è una multinazionale che investe moltissimo in ricerca. Ha cercato e trovato nei laboratori del Politecnico competenze e capacità che speriamo di far crescere insieme, sviluppando tecnologie e progetti sempre più grandi. I nostri investimenti in laboratori avanzati quali il centro SmartData@PoliTO e AI@PoliTO ci permettono oggi di essere all’avanguardia in settori chiave. L’accordo con Huawei ci permetterà di crescere ulteriormente e far crescere i nostri giovani talenti in un ambiente sempre più internazionale”.

Il Gruppo Angel apre a Torino nell’area destinata ai poli di eccellenza tecnologica di corso Marche

Il Gruppo hi-tech italiano continua con l’importante piano di crescita e inaugura la nuova sede nel capoluogo piemontese. Annunciato il prossimo accordo di collaborazione strategica con il Politecnico di Torino per la ricerca scientifica e l’innovazione.

Angel, gruppo industriale italiano che progetta e sviluppa soluzioni ad alta tecnologia per i settori del Trasporto, dell’Aerospazio e della Meccatronica Digitale, rafforza la sua presenza sul territorio nazionale e annuncia l’ingresso nell’ecosistema industriale tecnologico piemontese con l’apertura di una nuova sede a Torino.

Gli uffici Angel di corso Trapani, in posizione strategica a due passi dall’area destinata ai futuri Poli di eccellenza tecnologica per l’automotive e l’aerospaziale di corso Marche, sono stati inaugurati alla presenza del fondatore del Gruppo Angel Cav. Lav. Vito Pertosa, della Presidente di SITAEL Chiara Pertosa, con la partecipazione del Presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, della Presidente del Distretto Aerospaziale Piemonte Prof.ssa Fulvia Quagliotti, della Delegata del Rettore del Politecnico di Torino, Prof.ssa Sabrina Corpino e dal Presidente del CEIPIEMONTE (Centro Estero Internazionalizzazione Piemonte), Prof. Dario Peirone.

La nuova sede, che ospiterà dipendenti delle aziende del gruppo SITAEL e MERMEC, sarà dedicata rispettivamente allo sviluppo di progetti in ambito aerospaziale e ferroviario, e impiegherà in una fase iniziale una quindicina, tra ingegneri e tecnici specializzati, che si aggiungeranno agli oltre 1750 professionisti presenti nelle altre sedi della società in 19 Paesi nel mondo.

La sede di Torino fa parte di un importante piano di crescita avviato da Angel negli ultimi anni e che mira a rafforzare la presenza delle società del gruppo a livello nazionale e internazionale, nonché a favorire la nascita di nuovi centri per l’innovazione, presidiando i principali distretti tecnologici strategici e collaborando con i maggiori poli di eccellenza per la ricerca scientifica.

Proprio in questo contesto si colloca l’accordo di collaborazione, di cui è stata anticipata in occasione dell’evento di apertura la sottoscrizione che avverrà in autunno, tra Angel e il Politecnico di Torino: un’intesa della durata di tre anni per lo sviluppo di progetti congiunti di ricerca scientifica ed innovazione tecnologica in ambito aerospazio, ferroviario, intelligenza artificiale e cyber security e per la partecipazione congiunta a bandi nazionali e internazionali.

Siamo entusiasti di fare il nostro ingresso nell’economia industriale piemontese – ha dichiarato la Presidente di SITAELChiara Pertosa – Uno dei nostri obiettivi è creare nuovi posti di lavoro e assumere le risorse sul territorio. Torino è un bacino importante di profili altamente specializzati, grazie alla presenza del Politecnico e degli stakeholder oggi presenti, per creare nuove sinergie in ambito della ricerca e innovazione.”

“Per il Politecnico, la collaborazione che avvieremo con Angel rappresenta un’occasione importante per contribuire all’innovazione e alla crescita del territorio nei settori del trasporto e dell’aerospazio, nei quali il nostro Ateneo può portare le proprie competenze, che su queste tematiche sono ampie e consolidate. Siamo profondamente convinti che la strada della collaborazione tra pubblico e privato costituisca un grande valore aggiunto per il sistema industriale e tecnologico piemontese”, ha concluso la Delegata del Rettore del Politecnico di Torino, Sabrina Corpino.

Intesa Sanpaolo saluta con soddisfazione l’ingresso del Gruppo Angel nel sistema industriale e tecnologico del Piemonte, dove operiamo con 8.600 persone, che fanno di noi uno dei maggiori datori di lavoro privati della Regione – ha sottolineato il Presidente di Intesa SanpaoloGian Maria Gros-Pietro -. Le capacità del Gruppo Angel in campo aerospaziale e ferroviario sono di eccellenza a livello internazionale, e come operatori finanziari siamo orgogliosi di averne sostenuto lo sviluppo. Con il nostro Innovation Center siamo anche operatori diretti nell’innovazione, in particolare in direzione della Cybersecurity e dell’Intelligenza Artificiale, che sono e sempre più saranno per noi strumenti essenziali. Ci avvaliamo della stretta collaborazione con il Politecnico, con l’Università e con la Fondazione ISI: l’arrivo delle persone di Angel è benvenuto. Lavorare nell’innovazione è appassionante, soprattutto quando si è in tanti a produrre idee, in diverse direzioni: la fertilizzazione incrociata è fruttuosa.”