ECONOMIA- Pagina 7

Mercato immobiliare, Torino accelera. Più vendite e prezzi in lieve aumento

/

Nel 2025 il mercato immobiliare torinese mostra segnali di crescita, con un aumento delle compravendite e un lieve rialzo dei prezzi. In città sono state vendute 16.151 abitazioni, il 6,8% in più rispetto al 2024, mentre i valori medi sono saliti del 2%. I dati arrivano dall’Osservatorio immobiliare 2025 del Centro Studi di Fiaip Torino.

L’andamento è ancora più marcato nel resto della provincia, dove si registrano 21.642 transazioni (+11%) e un incremento medio dei prezzi del 2,2%. Nel complesso, nella città metropolitana si contano 37.793 compravendite, pari a un +9,2% su base annua.

“Il 2025 ha registrato un rimbalzo significativo, soprattutto in termini di compravendite”, commenta Claudia Gallipoli, presidente di Fiaip Torino. “Dalla fine del 2024 e per tutto il 2025, il calo dei tassi sui mutui ha restituito fiducia, riattivando la domanda e assorbendo anche quella rimasta sospesa tra il 2023 e il 2024. In quel periodo, la volatilità dei tassi e l’aumento del costo del denaro avevano frenato le decisioni di acquisto: molte famiglie avevano preferito rimandare, in attesa di condizioni di credito più stabili e favorevoli”.

Nel dettaglio, la crescita è stata più intensa nella prima parte dell’anno (+12% nel primo semestre), per poi rallentare nella seconda metà (+2,5%). Diversa la dinamica fuori città, dove la domanda si è mantenuta più costante durante tutto il 2025.

“I prezzi – prosegue Gallipoli – mostrano un incremento moderato, con dinamiche differenziate in base alle zone, allo stato degli immobili e agli interventi di riqualificazione o infrastrutturali, determinanti per lo sviluppo immobiliare di un quartiere”.

Il mercato torinese si posiziona tra i più dinamici a livello nazionale: è secondo per crescita delle compravendite tra le grandi città, dietro a Palermo e davanti a Roma, Genova, Bologna e Milano. Il dato supera anche la media italiana (+6,4%).

Nel lungo periodo, la crescita appare più marcata: negli ultimi dieci anni le compravendite sono aumentate del 64%, mentre rispetto al 2011 l’incremento è del 34%.

La domanda resta prevalentemente legata a esigenze abitative: il 96% degli acquirenti è rappresentato da privati, il 47% ricorre a un mutuo e il 73% acquista la prima casa.

Tra i fenomeni emergenti, si segnala una crescente tendenza tra i giovani a vendere gli immobili ricevuti in eredità: circa il 70% sceglie questa opzione, mentre solo una quota ridotta decide di utilizzarli direttamente o affittarli.

Previsioni

Le prospettive per il 2026 restano incerte, anche per via del contesto economico e geopolitico.

“Il mercato immobiliare è strettamente legato all’andamento dei tassi sui mutui e, più in generale, al costo del denaro”, osserva Claudia Gallipoli, presidente di Fiaip Torino. “Nel corso del 2025, i tagli della Bce hanno avuto evidenti effetti positivi sul mercato immobiliare. Un’eventuale inversione di tendenza, accompagnata da una nuova risalita dell’inflazione, potrebbe rendere il mercato più lento”.

Secondo gli operatori, eventuali rallentamenti si rifletterebbero prima sul numero delle compravendite, mentre i prezzi tenderebbero a muoversi con maggiore gradualità.

“Non ci aspettiamo un brusco ridimensionamento del mercato, ma è evidente che l’incertezza incide sulla fiducia: le decisioni si allungano e l’approccio diventa più attendista – sintetizza la presidente – È quindi plausibile attendersi, tra il 2026 e il 2027, un mercato in cui le scelte degli acquirenti saranno più ponderate e pianificate”.

Questo non implica una perdita di interesse verso il settore: “La casa resta un bene reale – sottolinea – legato a esigenze concrete (cambi di lavoro, ampliamento della famiglia, trasferimenti) ed è percepita come un investimento tangibile e duraturo, un bene rifugio appunto. Dinamiche che non si fermeranno automaticamente per effetto delle tensioni geopolitiche. In sintesi, prevediamo un mercato ancora positivo, ma più lento, più contenuto”.

Quartieri e valori

I prezzi medi al metro quadro risultano in crescita in gran parte della città (+2%). Gli aumenti più evidenti si registrano nelle zone vicine al centro, come San Salvario (+5%), San Donato (+5%) e Borgo Po (+4%). In crescita anche Crocetta (+2,5%).

Buone performance anche per alcune aree semicentrali, tra cui Santa Rita (+5%), San Paolo (+4,8%) e Parella (+4,1%). Più contenute le variazioni in altre zone, mentre si registrano lievi cali in quartieri come Lingotto e Cavoretto.

Nella parte nord della città i valori risultano più stabili, con alcune eccezioni come Barca-Bertolla (+6%), dove incidono prezzi più accessibili e la presenza di soluzioni indipendenti.

Il centro si conferma tra le aree più costose e stabili, con quotazioni elevate nelle zone di Piazza San Carlo, Piazza Statuto e Piazza Vittorio.

Provincia

Nel territorio provinciale (escluso il capoluogo) il mercato cresce più rapidamente rispetto alla città, sia per numero di compravendite sia per valori.

“Nel 2025 si rileva una controtendenza rispetto al passato – commenta Mauro Alasia, vicepresidente di Fiaip Torino -: l’extraurbano registra una crescita maggiore rispetto al capoluogo, sia in termini di compravendite sia di quotazioni, seppur con incrementi contenuti”.

“È una dinamica che ha iniziato a manifestarsi già lo scorso anno – prosegue Alasia – e riflette una crescente propensione a spostarsi fuori città, alla ricerca di una migliore qualità di vita, maggiore sicurezza per le strade e più autonomia nella gestione delle spese abitative. A questo si associa la preferenza per soluzioni indipendenti o semindipendenti”.

La domanda si concentra soprattutto nella cintura torinese e nelle aree ben collegate, come Grugliasco, Collegno e Rosta, oltre alle zone collinari e ad alcune aree della città come Barca-Bertolla.

Box, negozi e uffici

Nel 2025 cresce anche il mercato dei box e dei posti auto: in città le vendite superano le 7mila unità (+20%), con un lieve aumento dei prezzi (+1,1%). In provincia le transazioni salgono a 22.402 (+14%).

“Si tratta di un’impennata in un mercato solitamente poco fluttuante – spiega Mauro Alasia vicepresidente di Fiaip Torino -. La domanda di box e posti auto accompagna spesso quella dell’abitazione ed è sostenuta sia dalla difficoltà a trovare parcheggio in strada sia da una maggiore esigenza di sicurezza”.

“La richiesta è in aumento in modo diffuso in tutta la città, anche nei quartieri periferici o semicentrali -aggiunge Alasia -: da San Salvario e Vanchiglia, dove c’è più vita notturna, fino all’area nord come Barriera e Aurora, dove incidono sia l’elevata densità abitativa sia la necessità di proteggere le proprie vetture”.

Nel comparto commerciale, i negozi venduti in città sono stati 1.324 (+3%), mentre in provincia l’aumento è più marcato (+26%). I prezzi crescono leggermente (+1,2%).

“L’andamento delle quotazioni è suscettibile di forti variabili, con differenze significative tra quartieri e singole vie”, spiega Luca Portinaro, delegato Fiaip Torino all’OMI. “Si registrano aumenti lungo via Roma, mentre allontanandosi dall’asse centrale i valori tendono a ridursi, restando in linea con il 2024. Una dinamica che si replica anche in altre zone della città: alcune arterie mostrano lievi incrementi, mentre altre restano stabili o in calo”.

“I negozi rappresentano una risorsa importante per la città – sottolinea Portinaro – ma quando restano sfitti, il peso fiscale e i costi di gestione rendono difficile per i proprietari mantenerli. Diventa quindi essenziale introdurre misure di sostegno, come l’estensione della cedolare secca agli affitti commerciali e una revisione dell’Imu, adeguandola ai valori reali degli immobili. In presenza di queste criticità, si valuta spesso, laddove possibile, la conversione a uso abitativo”.

In aumento anche il mercato degli uffici, con 326 transazioni in città (+28%) e 203 in provincia (+21%), per un totale di 529 (+25%). I prezzi registrano un incremento contenuto (+1,5%).

“Pur trattandosi di volumi modesti, si tratta di una dinamica rilevante – conclude Portinaro – soprattutto se si considera che in passato il comparto uffici mostrava variazioni minime e un andamento sostanzialmente stabile o in flessione”.

Produttivo

Anche il comparto dei capannoni registra un andamento positivo: nel 2025 sono stati venduti 1.162 immobili (+8,3%), con una crescita trainata soprattutto dalle strutture destinate alla vendita.

“Nel 2025 si amplia la distribuzione territoriale delle compravendite, con un maggior numero di aree coinvolte rispetto all’anno precedente – spiega Lucia Vigna, delegata Fiaip Torino all’Osservatorio – tra cui Collegno e Rivoli, Moncalieri e Mappano”.

Sul fronte dei prezzi, “le quotazioni – aggiunge Vigna – si mantengono complessivamente stabili su base annua, con un lieve incremento nel medio periodo: negli ultimi due anni si registra infatti una crescita di circa il 2,5%. I prezzi al metro quadro si collocano in una forbice compresa tra 230 e 800 euro”.

Infrastrutture, AI e sanità: i temi del “summit” di Liguria e Piemonte in Europa

/

Si intensifica, anche a livello europeo, il rapporto tra Liguria e Piemonte. A Bruxelles si è svolta una giornata di incontri istituzionali per i presidenti delle due Regioni, Alberto Cirio e Marco Bucci. In mattinata hanno incontrato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola; nel pomeriggio, presso la Commissione europea, si sono confrontati con la commissaria per la Ricerca e l’Innovazione Ekaterina Zaharieva, il commissario per la Salute Olivér Várhelyi e il direttore generale della DG Connect Roberto Viola. La giornata si è conclusa con un incontro al wine bar Io sono Piemonte, alla presenza di circa 200 stakeholder, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra istituzioni e rappresentanti di altre Regioni europee. Per il Piemonte era presente anche una delegazione del Consiglio regionale composta dai consiglieri Fabio Carosso, Federica Barbero, Gianna Pentenero e Domenico Rossi.

«Il confronto con i massimi vertici dell’Europa è per noi strategico e prezioso. Il Nord Ovest italiano oggi è il motore del Paese ed è una delle zone più dinamiche dell’Europa: per questo la collaborazione tra le nostre Regioni, in Europa e nel mondo, rappresenta la strategia corretta per rafforzare il nostro ruolo e il nostro coinvolgimento nei processi e nelle sfide del mondo globale – dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio -. Piemonte e Liguria consolidano negli atti un’alleanza naturale che nasce dalla vicinanza e dalla conformazione geografica dei territori che oggi vivono una sinergia e una connessione strategica grazie alle infrastrutture che si stanno realizzando e che pongono questa parte dell’Italia al centro dell’Europa grazie all’incrocio, proprio nel nostro territorio, tra i corridoi per il trasporto delle merci sugli assi nord – sud ed est-ovest e allo sviluppo della connessione tra i porti liguri e le aree retroportuali e logistiche del nostro Piemonte».
A proposito degli incontri il presidente Cirio aggiunge: «Durante l’incontro con la presidente Metsola abbiamo affrontato i tanti temi che coinvolgono le Regioni nel rapporto con l’Europa, a partire dalla transizione economica e energetica, la competitività dei nostri territori, lo sviluppo delle nostre comunità e delle nostre imprese. Negli incontri con i commissari abbiamo posto l’attenzione sull’innovazione tecnologica e sulla capacità che il Piemonte, e anche la Liguria, hanno nel settore dell’intelligenza artificiale. A Torino e in Piemonte abbiamo ottenuto la sede della Fondazione nazionale per l’intelligenza artificiale e stiamo già facendo un passo in più con la candidatura per diventare la prima città europea per la sperimentazione della guida autonoma che è già realtà negli Stati Uniti e che sta partendo in via sperimentale a Londra. Siamo in campo anche per applicare l’intelligenza artificiale alla telemedicina per rafforzare la sanità territoriale e permettere anche a chi vive nelle aree montane e interne di essere visitato a distanza e, solo in caso di necessità, raggiungere l’ospedale».

«L’incontro con gli stakeholder di questa sera è stato un momento fondamentale di ascolto e confronto, che conferma quanto sia importante fare sistema tra territori, istituzioni e mondo produttivo per affrontare insieme le sfide europee. In questo percorso, il rapporto sempre più stretto tra Liguria e Piemonte rappresenta un valore strategico: un’alleanza concreta tra regioni complementari che, anche a Bruxelles, si presentano unite per rafforzare il proprio ruolo e contribuire in modo più incisivo alle politiche europee. Politiche che sono state al centro del dialogo con i commissari europei – dichiara il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci – Con la commissaria Zaharieva abbiamo discusso di come valorizzare le eccellenze che rendono la Liguria un territorio leader nella ricerca e nell’innovazione, capace di generare crescita economica, indotto e sviluppo industriale sul territorio. Abbiamo convenuto che la creazione di ecosistemi di innovazione possono generare occasioni per attrarre giovani e aumentare i posti di lavoro. Anche la Commissione Europea condivide l’importanza di rendere il territorio sempre a più alta qualità di vita, proprio come stiamo facendo in Liguria. Abbiamo portato all’attenzione della commissaria i risultati raggiunti dai nostri centri di ricerca, tra cui il CNR, l’Istituto Italiano di Tecnologia e l’Università di Genova, anche attraverso l’ecosistema RAISE – Robotics and AI for Socio-economic Empowerment, cofinanziato dal PNRR e in collaborazione con l’ecosistema piemontese NODES. Con il Commissario per la Salute Várhelyi abbiamo invece posto l’accento su alcune importanti politiche da portare avanti nella nostra Regione per quanto riguarda l’health care sui temi di sanità. In particolare, abbiamo messo in grande risalto l’importanza della prevenzione. Ho chiesto maggiore coinvolgimento delle autorità regionali nella politica europea sanitaria, anche attraverso un equo finanziamento, maggiore coordinamento e nuovi strumenti di supporto. Ci siamo soffermari sulla particolarità ligure: una regione tra le piu anziane d’Europa che rappresenta un caso emblematico per il prossimo futuro. Massima condivisione anche sull’approccio One Health: l’obiettivo è quello di combinare migliori stili di vita, con prevenzione e accesso equo e sostenibile ai farmaci. Infine, con il direttore generale Viola, abbiamo approfondito l’interesse della Regione per diverse iniziative coerenti con le priorità europee in materia di digitalizzazione e ricerca, con particolare attenzione all’economia del mare: dalle AI GigaFactories allo sviluppo di tecnologie nel settore subacqueo, in accordo con il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea (PNS), fino al Patto del Mediterraneo – in particolare al pilastro dedicato a economie più forti, sostenibili e integrate – e al polo tecnologico e informatico Digital for Development (D4D) Hub».

L’Intelligenza Artificiale parte da Torino: al via il roadshow di Confindustria

Il sistema produttivo italiano è in piena trasformazione: secondo i dati Istat, la quota di imprese che adottano soluzioni di intelligenza artificiale è raddoppiata, passando dall’8% nel 2024 al 16,4% nel 2025. Un trend confermato anche dal report di Confindustria ‘Intelligenza Artificiale per il Sistema Italia’, che raccoglie oltre 240 applicazioni concrete e già operative in più di 70 aziende attive in settori strategici.

Da queste evidenze nasce il roadshow dedicato all’IA, promosso da Confindustria e ospitato dalle associazioni territoriali. Il percorso prende il via da Torino, riconosciuta come capitale italiana della mobilità sostenibile, comparto che rappresenta il 17,4% delle applicazioni analizzate. Tra le soluzioni più diffuse figurano i gemelli digitali per il monitoraggio ambientale e della guida in tempo reale, sistemi di manutenzione predittiva delle flotte e strumenti di ottimizzazione dei percorsi, capaci di ridurre fino al 25% le percorrenze. A livello globale, l’innovazione nel settore è trainata da tecnologie come i robotaxi a guida autonoma, la gestione dinamica dei semafori negli Stati Uniti e modelli predittivi applicati alla micromobilità urbana.

Il roadshow sull’intelligenza artificiale nasce dalla collaborazione tra i Giovani Imprenditori e il Sounding Board sull’IA, gruppo strategico presieduto da Alberto Tripi e dedicato alla diffusione dell’IA nelle imprese italiane. Dopo Torino, il programma proseguirà con le tappe di Milano e Roma, che approfondiranno temi legati a manifattura, salute e scienze della vita, pubblica amministrazione e turismo, ambiti centrali per il sistema Paese.

“L’intelligenza artificiale cresce rapidamente nelle imprese italiane, ma in modo disomogeneo: il rischio è ampliare il divario tra grandi imprese e PMI. Oggi il limite non è la tecnologia, ma la capacità di capire dove e come integrarla nei processi produttivi – ha sottolineato Alberto Tripi, Special Advisor sull’IA di Confindustria – il roadshow nasce per portare questa consapevolezza nei territori. Partire da Torino, con un focus sulla mobilità, significa partire da uno dei settori più esposti alla trasformazione industriale e dove l’IA può generare maggiore valore. La sfida è chiara: trasformare una fase ancora di sperimentazione in una leva strutturale di competitività. E questo richiede un salto culturale e manageriale che va accompagnato, soprattutto nelle PMI, con un’azione capillare sul territorio”.

“Il percorso che Confindustria sta portando avanti sull’intelligenza artificiale rappresenta un segnale importante perché riconosce che l’IA non è solo una tecnologia, ma un vero cambio di paradigma che riguarda tutte le generazioni di imprenditori. Gli incontri tematici sul territorio danno concretezza al lavoro del Sounding Board guidato da Alberto Tripi, che ringrazio per aver coinvolto i Giovani Imprenditori” ha commentato la presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Maria Anghileri. “Per noi è fondamentale valorizzare esempi reali e testimonianze dirette di come l’IA possa essere applicata in modo sostenibile e accessibile anche nelle PMI, diffondere la cultura dell’innovazione e accelerare l’adozione delle tecnologie di ultima generazione nel sistema industriale italiano – aggiunge – il roadshow rappresenta inoltre una grande opportunità per collegare le esperienze dei giovani imprenditori con quelle delle imprese più strutturate, favorendo contaminazioni positive e nuove collaborazioni”.

“L’intelligenza artificiale sta già trasformando in maniera tangibile il settore della mobilità e della logistica. Nelle filiere industriali non è più futuro, è presente che richiede decisioni. Dobbiamo e vogliamo concretamente promuovere e consolidare la trasformazione digitale e la costruzione di un ecosistema efficace. Ospitare questo roadshow, permette di mostrare il percorso che le imprese di questi settori stanno già compiendo, aprendo già le porte sul futuro per costruire innovazione che parta del territorio ma si allarghi oltre i confini. La filiera della mobilità, come ogni filiera in questa fase, è competitiva solo se la supply chain evolve insieme”. E l’Intelligenza Artificiale è in grado di ridurre distanze, amplificando le competenze e le conoscenze, rafforzando occupazione di qualità e attenta ai giovani” dichiara Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino.

Alla presentazione del roadshow, ospitata presso il Centro Congressi dell’Unione Industriali Torino, hanno partecipato anche Chiara Foglietta, assessore all’Innovazione della Città di Torino, Andrea Tronzano, assessore alle Attività produttive della Regione Piemonte, Federico Sandrone, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Unione Industriali Torino, Elena Deambrogio, responsabile progetti innovazione smart city e fondi europei di CTE NEXT, Lorenzo Sabaini, product manager di Alba Robot, Gaetano Volpe, CEO di Latitudo 40, Maurizio Arnone, head of Future Cities and Communities research domain Fondazione LINKS, Romano Coletta, corporate account manager Michelin Connected Fleet Italia, Alfredo Perna, general manager Amazon Transport Services, Claudio Pastrone, head of Connected Systems & Cybersecurity research domain Fondazione LINKS.

A concludere i lavori è stata Giulia Tancredi, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Piemonte.

Caro carburante, l’autotrasporto si ferma: rischio blocco in Piemonte

/

Si avvicina lo stop per il settore dell’autotrasporto merci: anche in Piemonte i camion potrebbero presto restare fermi nei piazzali. La decisione è stata assunta da Unatras, che riunisce le principali sigle nazionali del comparto, tra cui Confartigianato Trasporti, al termine di settimane di confronto senza esito con il Governo, in un contesto economico sempre più difficile per imprese e cittadini. Nei prossimi giorni saranno comunicate le date e le modalità della mobilitazione, nel rispetto delle procedure previste dal codice di autoregolamentazione degli scioperi nel settore.

Alla base della protesta ci sono fattori ormai strutturali: l’aumento dei costi di esercizio, la forte instabilità dei prezzi dell’energia, la riduzione dei margini e squilibri lungo la filiera, ma soprattutto l’assenza di risposte politiche concrete. Se non arriveranno interventi immediati, anche in Piemonte si prospetta quindi un blocco con camion e tir fermi, con conseguenze dirette sulla distribuzione delle merci e dei prodotti alimentari.

Secondo Confartigianato Imprese Piemonte Trasporti, il costo del carburante – che ha raggiunto i 2,13 euro al litro – incide da solo per circa il 35% dei costi operativi, mentre il peso complessivo di tasse e oneri arriva a sfiorare il 90%. Una dinamica che riporta il gasolio al centro delle criticità del comparto, già più volte affrontate negli ultimi anni.

A pesare ulteriormente è la mancanza di misure attuative da parte dell’Esecutivo: nessuna convocazione, nessun intervento urgente, nessun segnale tangibile. Tra i punti critici anche il Decreto-Legge 18 marzo 2026 n. 33, che prevede 100 milioni di euro in crediti d’imposta per il settore, risorse però non ancora disponibili mentre le imprese continuano a sostenere costi elevati senza adeguate compensazioni.

I numeri spiegano la portata della situazione: un mezzo pesante percorre mediamente 120 mila chilometri l’anno consumando circa 36 mila litri di gasolio. Un aumento di 25 centesimi al litro comporta un aggravio di circa 9 mila euro per singolo camion, che diventano 90 mila euro per una flotta di dieci mezzi. Un impatto difficilmente sostenibile per un settore in cui la marginalità media resta inferiore al 3% del fatturato, con il rischio concreto di azzerare gli utili.

Il fermo avrebbe ripercussioni significative sull’intero sistema produttivo, soprattutto in una regione come il Piemonte, nodo strategico della logistica nazionale ed europea, dove lo stop rischia di tradursi in una paralisi delle filiere.

«Molte imprese dell’autotrasporto non sono più in grado di sostenere economicamente alcuni servizi – afferma Giovanni Rosso – al punto da valutare più conveniente lasciare i mezzi fermi nei piazzali. Restiamo disponibili a un ultimo confronto con il Governo, ma in assenza di risposte immediate, in particolare sulla riduzione delle accise sul gasolio commerciale, non potremo che fermarci».

Rosso sottolinea come la decisione non sia dettata da volontà di protesta fine a sé stessa, ma da una condizione economica ormai insostenibile: «Quando un camion parte, l’azienda anticipa i costi di carburante e pedaggi, mentre i pagamenti arrivano con ritardi. In queste condizioni, continuare a viaggiare non è più conveniente».

Le associazioni ribadiscono che non si tratta di richieste straordinarie, ma della necessità di ristabilire un equilibrio economico minimo per il comparto. Per evitare pesanti conseguenze sull’economia, UNATRAS chiede al Governo interventi urgenti: l’attuazione dei crediti d’imposta già previsti, ristori per il mancato rimborso delle accise, misure a sostegno della liquidità come la sospensione di versamenti fiscali e contributivi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali e l’introduzione di un quadro temporaneo di aiuti anche a livello europeo.

A Bardonecchia e Sestriere è boom di presenze

Se il turismo in Piemonte ha chiuso il 2025 con numeri positivi – gli arrivi hanno superato quota 6 milioni e 630 mila, e le presenze sono state 18 milioni e 770 mila – le località montane di Bardonecchia e Sestriere non sono da meno. Bardonecchia è il secondo Comune della Provincia di Torino dopo il capoluogo torinese per presenze, e al quinto posto in Piemonte. Sestriere si posiziona al terzo posto. Bardonecchia, una delle sedi sciistiche e dello sci alpinismo più antiche d’Italia, ha registrato 431 mila 892 presenze, mentre Sestriere, il Comune più alto d’Italia, ha chiuso il 2025 con 364 mila 843 presenze. Un ottimo risultato per un territorio che conta poco più di 10 mila abitanti, e che per i due comuni sede degli impianti sciistici dell’Alta Valle di Susa e Chisone ha contato un milione e 321 mila 593 presenze e 300 mila e 700 turisti, con una media di pernottamento di 4,4 notti ciascuno.

“Dati lusinghieri per le nostre montagne – sottolinea Maurizio Vitale, Presidente di Turismo Torino e Provincia – trainati dall’offerta sciistica ampia e moderna, ma anche da una crescente attività delle Montagne Olimpiche, come meta di turismo estivo all’insegna dell’outdoor grazie al prezioso supporto in termini di promozione e accoglienza da parte della nostra ATL”.

Particolarmente important la performance di Bardonecchia, dove si è passati dalle 297 mila 913 presenze del 2024 alle 431 mila 892 presenze del 2025, attestando la conca come la quinta destinazione turistica del Piemonte dopo Torino e le destinazioni lacustri di Verbania, Stresa e Baveno.

“Essere il secondo Comune della Provincia di Torino per flussi turistici, subito dopo il capoluogo, e la quinta destinazione a livello regionale, ci rende molto orgogliosi e testimonia la forza e la resilienza della nostra ‘Bardo’ – dichiara Chiara Rossetti, sindaco di Bardinecchia – siamo passati dalle circa 298 mila presenze del 2024 ad oltre 431 mila. Si tratta di un incremento vertiginoso che premia gli investimenti fatti nelle nostre infrastrutture e nell’accoglienza. Se la nostra storia di patria dello sci e sede di prestigiosi sci club resta il nostro cuore pulsante, questi dati riflettono il successo della nostra offerta outdoor estiva, unitamente alla continuativa offerta culturale, e Bardonecchia si sta avvicinando ad essere una meta viva 365 giorni l’anno. Inoltre, con una media di oltre 5 notti per turista, si dimostra che chi sceglie Bardonecchia non lo fa per un mordi e fuggi, ma per vivere un’ esperienza completa e immersiva nel nostro territorio. Questi dati non sono frutto del caso, ma dell’impegno instancabile dei nostri operatori, dei maestri di sci, degli albergatori, dei commercianti e di tutti i cittadini che con il loro lavoro rendono Bardonecchia una destinazione eccellente. Il supporto di Turismo Torino e Provincia è stato fondamentale per promuovere le nostre montagne, ma il merito principale va a chi ogni giorno accoglie i turisti con il sorriso che ci contraddistingue. Guardiamo al futuro con ottimismo, e continueremo a lavorare per rendere il nostro Comune sempre più sostenibile, moderno e attrattivo, mantenendo fede a quella tradizione sportiva e montana che ci ha resi grandi”.

“È un risultato estremamente significativo quello che emerge dall’analisi di questi dati – spiega il Presidente del Consorzio Turismo Bardonecchia e del Superconsorzio Turin Alps, Giorgio Montabone – essere la prima località turistica dopo Torino, dà a Bardonecchia l’entusiasmo e la forza necessari per continuare a investire sui valori della nostra comunità. Numeri in crescita, ed è positivo per tutti anche grazie a tante seconde case, che sempre più vengono gestiti a rotazione e contribuiscono ad aumentare l’offerta. La forza di Bardonecchia è la doppia stagionalità. L’inverno appena concluso, è stato uno dei migliori degli ultimi anni. Ora lo sguardo è rivolto alla prossima estate. Ci prepariamo a vivere una stagione calda, che speriamo ci permetta di ottenere risultati molto alti anche nei periodi estivi, consolidando ulteriormente il posizionamento di Bardonecchia come destinazione top per tutto l’anno. È necessario continuare a lavorare in sinergia con il Comune, l’Associazione Albergatori, la Pro Loco e la neonata Associazione Commercianti. Numeri altissimi anche da parte di Setriere, Sauze d’Oulx e tutte le Turin Alps. Come territorio Val di Susa e Val Chisone stiamo mettendo a punto le strategie per il prossimo futuro in piena sinergia come territorio unitario.

Mara Martellotta

Oggi Congresso Regionale UILTEC Piemonte

/

Martedì 21 aprile a Torino, presso  la Chiesa del Santo Volto (Via Val della Torre, 11) si terrà il 4° Congresso Regionale UILTEC Piemonte.

“L’appuntamento rappresenta un momento centrale di confronto sul futuro dei settori dell’energia, della chimica, del tessile e della manifattura nella Regione, con un focus sulle trasformazioni industriali, sull’impatto dell’intelligenza artificiale e sulla tutela del lavoro”, scrive Uiltec in una nota.

Alle ore 10:00 è previsto un punto stampa con la Segretaria Generale UILTEC nazionale, Daniela Piras, disponibile a incontrare i giornalisti per approfondire i temi al centro del dibattito, con particolare attenzione alle principali vertenze piemontesi, tra cui il caso Kering e la tutela del Made In Italy.

Torino città dell’aerospazio: il progetto di Thales Alenia Space

/
 

La Città di Torino si conferma come polo industriale e tecnologico di rilevanza internazionale, attraverso il consolidamento del sito di Thales Alenia Space, joint venture tra Thales e Leonardo, realtà di eccellenza nel settore aerospaziale.

Su proposta dell’assessore all’urbanistica Paolo Mazzoleni, la Giunta comunale ha approvato la richiesta, che passerà successivamente al voto del Consiglio comunale, da parte delle società Leonardo e Thales Alenia Space, di demolire e ricostruire un fabbricato produttivo dismesso localizzato nella zona nord di Torino, in Circoscrizione 4, all’interno dell’isolato compreso tra corso Francia, corso Marche, strada Antica di Collegno e il confine con il comune di Collegno, con accesso da strada Antica di Collegno 253. L’intervento conferma la volontà delle due società di rafforzare e sviluppare le attività industriali esistenti.

L’area coinvolta ha una superficie complessiva di circa 116.396 metri quadri. Il fabbricato esistente presenta una superficie complessiva di circa 5.381 metri quadri e una superficie coperta di circa 4.721 metri quadri. Il nuovo edificio in progetto mantiene una dimensione sostanzialmente analoga e superficie coperta pressoché invariata, ma si caratterizza per una maggiore altezza e una diversa configurazione volumetrica, necessarie per le specifiche attività produttive. Il progetto prevede la realizzazione di un edificio industriale ad alte prestazioni ambientali, progettato secondo criteri di sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita e finalizzato all’ottenimento della certificazione LEED, standard internazionale per l’edilizia sostenibile.

La proposta consentirà la riqualificazione di un edificio produttivo dismesso, migliorando la qualità edilizia e ambientale di un’area industriale consolidata. Ma rafforzerà anche il ruolo di Torino come polo industriale e tecnologico di rilevanza internazionale, favorendo l’introduzione di tecnologie innovative, con ricadute positive sul posizionamento competitivo del territorio.

“Questo nuovo investimento è sicuramente una notizia positiva – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – che dimostra la crescente vocazione della nostra città come polo d’eccellenza nel settore aerospaziale, una delle leve di sviluppo del futuro. Ma è anche la conferma della crescente attrattività del nostro territorio per le imprese, per la sua capacità di offrire competenze, formazione, ricerca ma anche qualità della vita”.

“A ciò – afferma l’assessore all’Urbanistica della Città di Torino Paolo Mazzoleni – si aggiungono importanti effetti occupazionali, sia diretti sia indiretti, legati allo sviluppo delle attività produttive e dell’indotto. Inoltre il progetto presenta un elevato livello di sostenibilità ambientale, grazie alla realizzazione di un edificio ad alta efficienza energetica, contribuendo alla riduzione degli impatti ambientali e al miglioramento complessivo delle performance del sito”.

La delibera varata  dalla Giunta passerà nelle prossime sedute all’esame del Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva.

Caro energia, l’allarme di Confartigianato imprese: “Rischio stop per un’impresa su quattro”

/

TORINO – Il caro energia torna a mettere sotto pressione il tessuto produttivo piemontese. Secondo Confartigianato Imprese Piemonte, il 27,3% delle aziende artigiane sta valutando una sospensione parziale dell’attività, mentre l’aumento delle bollette di elettricità e gas per le imprese regionali raggiungerà circa 879 milioni di euro.

A pesare è la nuova impennata dei prezzi energetici e delle materie prime, alimentata dalle tensioni geopolitiche internazionali. L’impatto si estende dall’industria manifatturiera ai servizi, mettendo a rischio soprattutto le realtà più piccole e meno strutturate.

«Siamo di fronte a una situazione molto critica», afferma il presidente di Confartigianato Piemonte, Giorgio Felici. «In appena due mesi il costo del gas è salito del 48%, l’elettricità del 25% e il gasolio del 20%». Un incremento che colpisce duramente anche il settore dei trasporti, dove il carburante rappresenta tra il 25% e il 35% dei costi aziendali, costringendo le imprese ad anticipare liquidità spesso insufficiente.

A complicare il quadro contribuiscono anche le difficoltà sulle rotte commerciali internazionali, in particolare nell’area dello stretto di Ormuz, che ostacolano gli scambi con mercati strategici come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, destinazioni che valgono 8,6 miliardi di euro per l’export delle piccole imprese.

L’impatto del caro energia si distribuisce trasversalmente su tutto il sistema produttivo regionale: dai comparti energivori come vetro e ceramica alla metalmeccanica, fino alla moda, al legno-arredo e all’agroalimentare artigiano, settori simbolo del Made in Italy piemontese.

A livello nazionale, secondo i dati della CGIA di Mestre, il Piemonte si colloca al quarto posto per incremento dei costi energetici nel 2025, con un aggravio complessivo stimato in 1,3 miliardi di euro, dietro Lombardia (3,4 miliardi), Veneto ed Emilia-Romagna (circa 1,7 miliardi ciascuna).

La conseguenza più immediata è la compressione dei margini: «In molti casi produrre significa lavorare in perdita», sottolinea Felici. «Ci sono intere filiere sotto pressione e mestieri che rischiano di fermarsi. Per alcune imprese, oggi, fermarsi è più sostenibile che continuare a produrre».

Da qui la richiesta di interventi urgenti. Confartigianato sollecita misure straordinarie per contenere i costi energetici, il rafforzamento del credito e il ripristino di strumenti simili al “temporary framework” adottato durante la pandemia, per consentire alle imprese di rinegoziare i prestiti e accedere a finanziamenti agevolati.

«Siamo una nazione manifatturiera, non la filiale periferica di una finanziaria», conclude Felici. «Servono interventi immediati, anche a discapito dei vincoli comunitari, per sostenere la liquidità delle PMI ed evitare effetti a catena su produzione e occupazione».

La Regione punta sul cinema. Bando da 7 milioni per nuove produzioni in Piemonte

L’assessore alla Cultura Marina Chiarelli e l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano: «Sette milioni di euro rappresentano un investimento concreto per rafforzare una filiera strategica per il Piemonte».

 

La Regione Piemonte rilancia con decisione sul comparto audiovisivo e cinematografico: al via oggi, 17 aprile, il nuovo bando “Piemonte Film Tv Fund” 2026, con una dotazione complessiva di 7 milioni di euro destinata a sostenere le imprese del settore e attrarre nuove produzioni sul territorio.

Il provvedimento rientra nel Programma Regionale FESR 2021-2027 e rappresenta uno degli strumenti principali con cui la Regione sostiene la competitività delle imprese e la crescita dell’occupazione, attraverso investimenti produttivi e innovazione.

Il Piemonte Film Tv Fund è pensato per rafforzare l’intera filiera audiovisiva, sostenendo le imprese della produzione cinematografica, televisiva e digitale e favorendo: l’insediamento di nuove imprese sul territorio, il consolidamento di quelle già presenti, l’attrazione di produzioni nazionali e internazionali con l’obiettivo di generare ricadute concrete in termini di indotto economico e occupazione.

I contributi saranno concessi a fondo perduto, calcolati sulle spese sostenute in Piemonte, incentivando così le produzioni a investire direttamente sul territorio. Sono previste due finestre per partecipare: 17 aprile – 15 maggio 2026 (4 milioni di euro); 31 agosto – 2 ottobre 2026 (3 milioni di euro). Una quota del 25% delle risorse è riservata alle micro e piccole imprese, per garantire accesso diffuso alle opportunità del bando.

“Sette milioni di euro rappresentano un investimento concreto per rafforzare una filiera strategica per il Piemonte. – dichiarano Marina Chiarelli, assessore alla Cultura e Andrea Tronzano, assessore al Bilancio – L’audiovisivo oggi è industria, innovazione e sviluppo: significa attrarre produzioni, sostenere le imprese, generare occupazione qualificata e creare valore per i territori”.

“Con il Piemonte Film Tv Fund – continuano – interveniamo in modo strutturale per consolidare un ecosistema competitivo, capace di dialogare con i mercati nazionali e internazionali. È così che la cultura diventa motore di crescita e leva di politica industriale, mettendo a sistema competenze, imprese e territori. Il Piemonte Film Tv Fund si inserisce in una strategia strutturata che punta a rendere il Piemonte un hub competitivo a livello nazionale ed europeo per il settore audiovisivo. Attraverso il sostegno agli investimenti produttivi e ai processi innovativi, la misura contribuisce a rendere il sistema regionale più dinamico, attrattivo e capace di generare valore nel lungo periodo” concludono Chiarelli e Tronzano.

Per consultare il bando https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/piemonte-film-tv-fund-2026-prima-sessione

I dati dei prezzi al consumo del mese di marzo a Torino: +1,1% rispetto al 2025

/
Nel mese di marzo 2026, a seguito della rilevazione dei prezzi effettuata dall’ufficio di Statistica della Città, l’indice complessivo dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) è risultato pari al 101,6 (Base Anno 2025=100), registrando una variazione del +0,7% rispetto al mese precedente e segnando una variazione del +1,4% rispetto al mese di marzo 2025 (tasso tendenziale).

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto segnalano +1,1% sul mese precedente e +2,9% su marzo 2025. I prezzi dei prodotti a media frequenza d’acquisto segnalano una variazione del +0,5% rispetto al mese di febbraio 2026 e del +0,4% rispetto all’anno precedente. I prezzi dei prodotti a bassa frequenza d’acquisto segnalano +0,2% rispetto al mese precedente e una variazione del +1,1% rispetto a marzo 2025.

Nella tipologia di prodotto dei beni si rileva +1,3% su base congiunturale e +1,2% su base tendenziale. I prodotti in rilevazione hanno subito queste variazioni: beni alimentari +0,4% sul mese precedente e +1,2% sull’anno precedente, energetici +5,5% rispetto a febbraio e +2,4% rispetto al 2025, tabacchi +0,1% sul mese precedente e +3,5% sull’anno precedente, altri beni +0,2% sul mese precedente e +0,3% sull’anno precedente.

Nella tipologia di prodotto dei servizi si registra -0,1% su base congiunturale e +2,0% su base tendenziale. Sono state riscontrate le seguenti variazioni: servizi relativi all’abitazione +0,1% sul mese precedente e +2,9% rispetto al 2025, alle comunicazioni +0,4% sul mese precedente e -2,6% sull’anno precedente, servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona -0,5% sul mese precedente e +1,3% sul 2025, servizi relativi ai trasporti +0,4% sul mese precedente e +4,0% rispetto al 2025, servizi vari invariato sul mese precedente e +1,4% sull’anno precedente.

L’inflazione di fondo al netto degli energetici e degli alimentari freschi segnala +0,1% rispetto al mese precedente e +1,4% rispetto all’anno precedente.

L’Indagine dei Prezzi al Consumo è stata effettuata secondo le disposizioni e le norme tecniche stabilite dall’ISTAT.

I dati relativi al mese di marzo si possono consultare QUI