ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 581

Incendi: la nuova legge per proteggere i boschi

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità il disegno di legge che recepisce la normativa nazionale andando a definire le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi

Elemento di novità l’introduzione del divieto di abbruciamento diffuso del materiale vegetale, fissato per tutto il periodo che va dal 1° novembre al 31 marzo di ogni anno. Gli oneri previsti ammontano a 3 milioni di euro all’anno per il triennio 2018/2020. Per il provvedimento sono intervenuti, in qualità di relatori Antonio Ferrentino (Pd) per la maggioranza e Federico Valetti (M5s) per l’opposizione. Ferrentino ha illustrato le principali novità della normativa, partendo dall’organizzazione del sistema antincendi boschivi del Piemonte, che vede nei Volontari del Corpo AIB Piemonte la colonna portante a cui la Regione affida compiti in materia di prevenzione ed estinzione incendi boschivi con il riconoscimento di un ruolo di coordinamento sul teatro delle operazioni di spegnimento. Valetti ha evidenziato come il Movimento abbia attivamente collaborato per la stesura definitiva della normativa al fine di fornire risposte adeguate e necessarie al grave e preoccupante fenomeno degli incendi boschivi. Nel corso della discussione sono intervenuti i consiglieri Roberto Ravello (Fratelli d’Italia) e Angelo Bona (Fi) che hanno evidenziato rispettivamente il “nodo delle risorse e della revisione delle convenzioni” e “la mancanza di un coordinamento tra Regione e Comuni”. L’intervento normativo, composto da 15 articoli, si è reso necessario, ha spiegato l’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia, in seguito all’entrata in vigore del decreto legislativo numero 177/2016 e alla soppressione del Corpo forestale dello Stato.

 

cs – www.cr.piemonte.it

Tav e strade, quali collegamenti per il Piemonte?

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E’ definitivo il programma della Conferenza regionale sulle Infrastrutture, che si terrà venerdì 28 settembre nel centro congressi Torino Incontra. L’iniziativa è promossa  dal presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, per “presentare una valutazione approfondita dell’effetto del sistema delle infrastrutture nel futuro del Piemonte, con particolare riguardo a collegamenti ritenuti fondamentali per lo sviluppo del territorio come la realizzazione della linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Lione e del Terzo Valico dei Giovi e il completamento dell’autostrada Asti-Cuneo”. Il programma prevede le relazioni dei professori Bruno Dalla Chiara, del Politecnico di Torino, e Roberto Zucchetti, dell’Università Bocconi di Milano, gli interventi di esponenti del mondo del lavoro e dell’impresa, una sessione conclusiva alla quale saranno tra gli altri presenti l’assessora alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità della Regione Lombardia, Claudia Terzi, e l’assessore alle Infrastrutture della Regione Liguria, Giacomo Raul Giampedrone. Chiude i lavori il presidente Chiamparino.

 

Il programma della Conferenza

Aziende piemontesi al Marmomac

L’inaugurazione della manifestazione è in programma mercoledì nell’area Forum del padiglione 1

Verona, 25 settembre 2018.  Sono 34 le aziende piemontesi presenti al 53° Marmomac, la manifestazione mondiale di riferimento del settore della pietra naturale e delle tecnologie al via domani a Veronafiere fino a sabato 29 settembre. Nel 2017, l’export del distretto del marmo piemontese ha chiuso a quota 43,3 milioni di euro, +1,3%. Positivo anche il trend del primo semestre di quest’anno, con le esportazioni in aumento del 2,3% (22 milioni di euro) sullo stesso periodo del 2017. In crescita le vendite di Verbano-Cusio-Ossola (+9%, 11 milioni di euro) e Torino (+2,1% a quota 5,3 milioni di euro).Tra le 34 aziende espositrici al 53° Marmomac di Veronafiere, sono 15 quelle provenienti da Torino, 8 dall’area Verbano-Cusio-Ossola e 6 da Cuneo.  Il settore del marmo e della pietra naturale registra a livello mondiale un interscambio di 18 miliardi di euro dei quali 4,2 generati in Italia, secondo Paese esportatore al mondo e primo nel settore delle tecnologie. Marmomac conferma anche quest’anno il suo ruolo di driver mondiale del settore, con oltre 1.600 aziende espositrici di cui il 62% estere da più di 55 Paesi presenti, con oltre 67mila visitatori attesi da più di 140 nazioni. Piattaforma di promozione di riferimento globale, la manifestazione veronese è anche l’occasione per affermare le griffe italiane dei suoi distretti, per un comparto nazionale che vede un saldo commerciale attivo di oltre 2,8 miliardi di euro. Un’industria che conta 3.300 aziende (oltre 34mila gli addetti) e che fa dell’export il proprio cavallo di battaglia con oltre i tre quarti del fatturato generato dalla domanda internazionale. All’inaugurazione di Marmomac, in programma domani alle 11 nell’area Forum del padiglione 1, partecipano Maurizio Danese, presidente di Veronafiere, Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, e Federico Sboarina, sindaco di Verona. A seguire, la tavola rotonda “Rigenerare le aree dismesse: un’opportunità per le nostre città”, con gli interventi di Marco Dell’Agli, architetto dello studio Mario Cucinella, Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, Ilaria Segala, assessore all’Urbanistica del Comune di Verona, e Marco De Angelis, presidente di Confindustria Marmomacchine

Prelievi e versamenti mensili, i limiti da rispettare

Di Patrizia Polliotto*

D’ora in poi i prelievi e i versamenti bancari per importi pari o superiori a 10mila euro saranno segnalati mensilmente a Bankitalia. Non si tratta di una comunicazione in base alla quale scattano controlli o indagini, ma un’informazione che va a far parte del patrimonio di dati utilizzato in chiave antiriciclaggio o di lotta a terrorismo e fenomeni di criminalità internazionale. La soglia dei 10mila euro riferita alle transazioni è stata fissata da Bankitalia e inserita in un documento con le “Istruzioni in materia di comunicazioni oggettive”, pubblicato sul sito dell’istituto centrale e sottoposto a consultazione pubblica. Le indicazioni sono rivolte alle banche, alle poste, agli istituti di moneta elettronica e a quelli di pagamento. L’obbligo di comunicazione riguarda banche, istituti di moneta elettronica, istituti di pagamento e Poste Italiane. Tali comunicazioni confluiscono in una banca dati che viene utilizzati per individuare, eventualmente, clienti sospetti. L’operazione non viene considerata sospetta se non presenta collegamenti con altre operazioni di tipologia sospetta o non è effettuata da clienti con profilo a rischio. Con cadenza mensile banche, uffici postali, istituti di moneta elettronica sono tenuti a inviare all’Uif (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia) una comunicazione contenente ogni operazione, anche occasionale, di movimentazione di denaro contante di importo pari o superiore a 10 mila euro eseguita nel corso del mese solare, anche se realizzata attraverso più operazioni singolarmente pari o superiori a 1.000 euro da parte dello stesso cliente o esecutore. Ciò fa sì che siano prese in considerazione anche eventuali operazioni cumulative sommatesi nel medesimo periodo, singolarmente pari o superiori a 1.000 euro effettuate da parte dello stesso cliente o esecutore.

 

*Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

 

Tibet, il paese ai confini del cielo

Mandala di Sabbia Disegnare un Mandala non è una cosa semplice; è un rito che mira ad una palingenesi dell’individuo e ai cui particolari questo deve Partecipare con tutta l’attenzione che l’importanza del risultato da ottenere richiede: un errore, una svista o una dimenticanza rendono l’opera inefficace. Non solo perché, come in ogni atto magico, la Perfezione è garanzia di successo, ma anche perché ogni manchevolezza è il segno della disattenzione. Nel monastero di Sera Jhe, ci sono due collegi, Sera Jhe e Sera Mhe con 4,000 Monaci. SI trova a Bylakuppe nello stato del Karnataka (sud dell’India) a 900 metri di altezza, in una zona di insediamenti tibetani.Ci sono 15,000 profughi e altri Monasteri di scuole differenti. All’interno del monastero esistono scuole elementari, medie e superiori, per poi passare ad un insegnamento Universitario per giungere al Dottorato di Filosofia Buddihista fino al titolo di Ghesce.

 

 

Gli Incontri ed il Programma del Mandala di Sabbia dal 28 al 30 Settembre 2018 a Giaveno

 

Venerdì 28 Settembre

 

ore 10,00

Inaugurazione dell’esposizione “L’Arte delle Nevi”

interviene Carlo Giacone Sindaco di Giaveno

Villa Favorita in Via XXIV Maggio, 1

 

dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30

Realizzazione del Mandala di Chenresik, il Signore della Compassione

a cura dei Monaci del Jadrel Khanzen di Sera Jhe,

Villa Favorita

 

dalle ore 15,00 alle 16,30

Il Ven. Ghesce Sonam Sherab ed il Ven Lama Shartrul Rinpoche incontrano

gli allievi dell’Istituto “Blaise Pascal” e le altre scuole del territorio

all’Istituto Maria Ausiliatrice, Via Maria Ausiliatrice, 55

 

alle ore 21,00

Conferenza di Bruno Portigliatti “Il mito di Shambahala

un aspetto esoterico del Buddhismo Tibetano”

e del Ven. Lama Shartrul Rinpoche su

“Il Tantra di Kalachakra, la Ruota del Tempo”

Aula magna dell’Istituto Pacchiotti, Via Giacinto Pacchiotti, 51

 

Sabato 29 Settembre

 

dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30

Proseguimento del Mandala di Chenresik, il Signore della Compassione

a cura dei Monaci del Jadrel Khanzen di Sera Jhe e visita dell’esposizione

Villa Favorita

 

ore 16,00

Tavola Rotonda su

“Dualismo, non dualismo fra devozione del Divino e autorealizzazione”

Intervengono i relatori:

Avv. Fabrizio D’Agostini, il Ven. Pajin Tulku Rinpoche

Prof. Don Ermis Segatti, il Ven Lama Shartrul Rinpoche

Svamini Shuddhananda Ghiri

Aula Magna dell’Istituto Pacchiotti

 

alle ore 20,00

Cena con i Monaci con degustazione di alcuni piatti

della cucina tibetana

È gradita la prenotazione entro il 25 settembre

Rina 335.61.36.433, Carmela 392.131.95.53

Sede dell’Associazione Nazionale Alpini

Gruppo Giaveno Valgioie Via caduti sul Lavoro, 1

 

Domenica 30 Settembre

 

dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30

Visita della Mostra e del Mandala di Chenresik

dei Monaci di Sera Jhe

Villa Favorita

 

ore 16,30

Cerimonia di Chiusura e intervento di

Edoardo Favaron, Consigliere Delegato

alla Cultura della Città di Giaveno

e Dissoluzione del Mandala di Chenresik

Parco Comunale “Maria Teresa Marchini”

Piazza Papa Giovanni XXIII

Latte, interviene Cia agricoltori

Anche la Confederazione italiana agricoltori del Piemonte esce delusa dal tavolo del latte convocato dall’Assessorato all’agricoltura della Regione Piemonte. Colpa degli industriali, che, come osserva il delegato regionale dell’Organizzazione sindacale Davide Rosso, “continuano a rifiutare qualsiasi proposta della parte agricola, anche quando questa è condivisa da tutte le rappresentanze allevatoriali”.

«Nella nostra regione – rileva Rosso – si fa riferimento a più di dieci tabelle di qualità, che in Lombardia, dove si produce il 40 per cento del latte nazionale, sono appena due. E’ chiaro che bisogna aggiornare e allineare i parametri di pagamento regionali, che peraltro sono vecchi di dieci anni. Le istanze sono cambiate, la qualità è al centro del mercato. Finché i caseifici respingeranno  questa logica, si sarà costretti a guardare al passato, anziché al futuro».

Sul tema interviene anche il presidente regionale di Cia Piemonte, Gabriele Carenini: «Nonostante dal mercato giungano notizie che fanno moderatamente ben sperare circa la richiesta e i consumi di latte e formaggi – sottolinea Carenini -, a preoccupare gli allevatori resta la indisponibilità della parte industriale a rivedere la tabella qualità, in modo da rendere i nostri parametri maggiormente omogenei con quelli di altre realtà regionali. La Cia del Piemonte invita la parte industriale a dimostrare senso di responsabilità ed a valorizzare il lavoro degli allevatori che ogni giorno conferiscono il latte e contribuiscono così alla buona riuscita dei loro prodotti e dei loro bilanci aziendali. Rafforzare la collaborazione tra le parti, é nell’interesse di tutta la filiera».

Comital: atteso il 2 ottobre, scadenza per le offerte

Si è svolto negli uffici dell’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, alla presenza dell’assessora Gianna Pentenero, un incontro sulla vicenda Comital; erano presenti i curatori fallimentari Massimiliano Basilio e Fabrizio Torchio, il sindaco del Comune di Volpiano Emanuele De Zuanne con l’assessore alle Attività produttive Marco Sciretti, e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. La riunione è servita per fare il punto in vista della scadenza del 2 ottobre, data entro la quale devono essere presentate le proposte di acquisto per i complessi aziendaliComital e Lamalu, tenuto conto della condizione dei lavoratori, privi di stipendio dal mese di giugno in seguito alla sospensione dei contratti di lavoro dovuta al fallimento delle società. Il sindaco di Volpiano Emanuele De Zuanne ha illustrato l’iniziativa del  fondo di garanzia per il microcredito ai lavoratori con contratto sospeso: «Dal mese di agosto fino alla scorsa settimana abbiamo lavorato, di concerto con la Diocesi di Torino, la parrocchia di Volpiano e la Fondazione Don Mario Operti, alla costituzione di un fondo di garanzia per il microcredito, grazie al quale i lavoratori con contratto sospeso possono ottenere prestiti altrimenti non erogabili; il Comune contribuisce a questa iniziativa con uno stanziamento di 20mila euro. Così una misura presente in passato a livello nazionale e poi cancellata, grazie a questo strumento rinasce a livello locale, rappresentando un esempio per altre situazioni di crisi».

Bollo moto, come e quando versarlo

Di Patrizia Polliotto*

 

Anche le due ruote pagano il bollo, alias più propriamente detto tassa di possesso,   tributo legato proprio al possesso di una moto che deve essere pagato alla regione in cui si risiede, nella cifra che la regione stessa stabilisce, appunto, e che varia in base alla potenza in kilowatt e alla classe omologativa del veicolo. Il bollo viene applicato a tutti i motoveicoli e ciclomotori, viene pagato ogni anno, essendo una tassa di possesso e non di consumo, il vincolo di pagamento è di 12 mesi. Si può calcolare l’importo del bollo autonomamente, andando sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Basta inserire i dati di classe e potenza della propria moto, quelli riportati sulla Carta di Circolazione. L’importo viene generato in automatico. Per quanto riguarda la potenza in kW, ai fini del calcolo, non influiscono i decimali, quindi se il veicolo ha una potenza di 77,5 kW, il bollo sarà calcolato su 77. È il coefficiente regionale a stabilire l’importo stesso, moltiplicato per i kW di potenza. La validità del bollo moto è di 12 mesi. Le modalità di pagamento e l’importo variano a seconda della regione di riferimento. Il rinnovo invece deve essere fatto entro un mese dalla scadenza e mai prima della stessa. Le modalità per pagare il bollo, in tutta Italia, sono le medesime. È possibile pagare anche nelle Agenzie di Pratiche Auto, agli sportelli e delegazioni Aci, oppure online, sui portali dedicati, come Bollonet di Aci, che è attivo per tutte le regioni d’Italia tranne Veneto, Friuli, Marche, Sardegna. In alcune regioni, come la Lombardia, è possibile domiciliare il pagamento del bollo, attraverso il circuito degli addebiti automatici SEPA, sul conto corrente.

 

*Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

 

Città Metropolitana, 900mila euro per cessione terreni

Approvata dal Consiglio Comunale di Torino (28 voti favorevoli e 5 astenuti) una deliberazione proposta dall’assessore al Patrimonio Sergio Rolando che prevede la cessione volontaria alla Città Metropolitana di Torino di alcuni terreni necessari per la realizzazione delle Circonvallazioni G2 di Venaria Reale e Borgaro Torinese. Si tratta di “zone di rispetto” di 9 pozzi di proprietà della Città di Torino e conferite in uso alla SMAT S.p.A. Dalla cessione delle aree, il Comune di Torino incasserà dalla Città Metropolitana Euro 900.770,11, fuori campo IVA.L’operazione rientra nell’Accordo di Programma Quadro relativo al “Progetto di restauro e valorizzazione della Reggia di Venaria Reale e del Borgo Castello della Mandria”, sottoscritto nel settembre del 1999 da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Piemonte, l’allora Provincia di Torino e i Comuni di Borgaro Torinese, Collegno, Druento, Pianezza, Torino e Venaria Reale (Accordo attuativo siglato nel 2004).

Il caos è olimpico ma non è (solo) colpa della sindachessa

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STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
Non esiste più una classe dirigente ai vari livelli che faccia, che voglia fare, che abbia l’autorevolezza di fare gli interessi della nostra Città
Tutto secondo copione. Le Olimpiadi invernali non si faranno a Torino e dintorni. Chiara-mente era nell’ aria. Debole, molto debole la proposta complessiva .Forse neanche Chiara Appendino ci credeva . Ha accettato la proposta per dovere di parte. E come nelle migliori tradizioni cosa dicono i pentastellati? Elementare, tutta la colpa e di Malagò presidente del Coni che ci ha preso in giro. Loro nel dare la colpa  a qualcuno altro ce l’hanno nel Dna. Non ne possono fare a meno. Costituisce una solida base teorica del loro agire politico. Infatti meno fanno, meglio é per tutti. Eppure Chiara si era impegnata nel sedare la  rivolta interna. Rivolta interna forse è troppo. Sicuramente qualche pentastellato é contento.Dopo il voto del consiglio comunale loro sono comunque andati avanti. Non che la loro opposizione abbia contato. I pentastellati in questo governo non contano. Tra i loro primati passerà alla storia il non contare. Vediamo nel dettaglio.  Chiara Appendino: ci hanno scaricato con un accordo Sala e Giorgetti. Versione Malagò ( Coni ): sono un esecutore.  Decide i governo. Non reggeva come proposta quella di tre  luoghi cosi distanti. Ho chiesto ai rispettivi sindaci di Cortina Milano e Torino. I primi due mi hanno risposto indicando le loro priorità  Appendino ultima . Voleva fare da sola. Giorgetti dopo una telefonata con Sala ha deciso. Torino fuori. Nessun accordo tra Lega e Pd. Sicuramente un accordo tra sindaco di Cortina e di  Milano, benedetto e caldeggiato da Giorgetti, milanese e leghista. E i pentastellati piemontesi del Governo? Dormono . Eppure bastava fare noi l’alleanza con Milano. O almeno tentarci. Acqua passata che non macina più. E gli industriali torinesi che avevano appoggiato convintamente la Chiara si spargono il capo di cenere: l’abbiamo proprio combinata grossa. E questa fa il paio con la Tav. Con la fortuna della nostra Regione che il comune di Torino non conta nulla sulla vicenda. Di sottofondo la solita domanda: perché Chiara Appendino si comporta così? Giovane ed inesperta.  Con persone intorno palesemente inadeguate al ruolo per il quale sono state scelte. Tutta ma tutta colpa solo della Sindachessa? Sarò in controtendenza ma non penso proprio. Diciamocela tutta: il cosiddetto e tanto vituperato o decantato sistema Torino non funziona più. Diciamocelo senza peli sulla lingua. Non esiste più una classe dirigente ai vari livelli che faccia, che voglia fare, che abbia l’autorevolezza di fare gli interessi della nostra città. E sia ben chiaro, a tutti i livelli, dal sindacato a Confindustria.  Dalla politica ai politici alle donne e uomini di cultura o se volete di sport.  E non c’ è risposta alla domanda: che fare? Noi torinesi siamo famosi per ritirarci su dalle sorti avverse.Eravamo capitale d’Italia. Eravamo .Siamo polo industriale? Lo siamo stati . Ed ora? Non sappiamo che cosa vogliamo essere. Non possiamo essere ciò che siamo stati. E sappiamo che non possiamo più essere ciò che siamo diventati.
(foto: il Torinese)