ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 528

Poste, servizi garantiti per i turisti

POSTE ITALIANE NEL MESE DI AGOSTO

Nella provincia di Torino potenziati gli Uffici Postali nei Piccoli Comuni a vocazione turistica

                     

Poste Italiane, per gestire l’aumento del flusso di clientela degli Uffici Postali della provincia di Torino previsti durante il periodo estivo, ha deciso di potenziare il servizio a sportello delle sedi di Bardonecchia e Meana di Susa. L’obiettivo è quello di assicurare le migliori soluzioni non solo ai residenti, ma anche ai turisti che frequentano questi Uffici Postali.

Il  potenziamento degli Uffici Postali dei piccoli comuni a “vocazione turistica”, che hanno cioè, in base ad una serie di parametri,  un’attrattività e una potenzialità turistica, è parte del programma dei “dieci impegni” per i Comuni italiani con meno di 5.000 abitanti promosso dall’Amministratore Delegato, Matteo Del Fante, in occasione dell’incontro con i “Sindaci d’Italia” dello scorso 26 novembre a Roma, e ribadisce la presenza capillare di Poste Italiane sul territorio e l’attenzione che da sempre l’Azienda riserva alle comunità locali e alle aree meno densamente popolate.

L’effettiva realizzazione di tali impegni è consultabile sul nuovo portale web all’indirizzo www.posteitaliane.it/piccoli-comuni.

L’iniziativa, inoltre, è coerente con i principi ESG sull’ambiente, il sociale e il governo di impresa, rispettati dalle aziende socialmente responsabili, che contribuiscono allo sviluppo sostenibile del Paese.

Koelliker, i torinesi pensano alla salute prima di partire per le vacanze

BOOM DI CHECK-UP 

Secondo i dati forniti dal Laboratorio di Analisi dell’Ospedale Koelliker di Torino sono in aumento i torinesi che approfittano del momento estivo per effettuare un check-up completo: oltre 360 i check-up effettuati dal laboratorio solo nel mese di luglio 2019, 120 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Un dato significativo che attesta l’impegno dell’ospedale nell’offrire pacchetti check-up a tariffe agevolate e conferma un trend di crescita, iniziato a marzo 2019, che vede tali pacchetti raddoppiati rispetto al 2018.

Dalle analisi di base indicate per l’uomo e per la donna ai controlli più specifici su fegato, tiroide, pancreas e prostata ma anche controlli legati a disturbi e patologie comuni come anemia, malattie reumatiche, celiachia, infezioni delle vie urinarie e diabete. I check-up vengono effettuati senza necessità di prescrizione medica, senza prenotazione, usufruendo di una corsia preferenziale e sono eseguiti tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 7:30 alle ore 10:30. I risultati della maggior parte dei check-up sono consegnati in giornata. Per far fronte alle richieste in crescita il Laboratorio di Analisi Koelliker rimarrà aperto per tutto il mese di agosto.

Tra i principali obiettivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità troviamo quello della prevenzione e del controllo delle malattie – dichiara la direzione dell’Ospedale Koelliker – Constatare che i torinesi pensano alla salute è un dato positivo e un risultato rassicurante per l’Ospedale Koelliker, da sempre punto di riferimento sul territorio per la prevenzione e l’impegno nella promozione di una cultura sanitaria diffusa”.

www.osp-koelliker.it

Noleggiare auto in sicurezza, le regole per farlo

Dalla parte dei consumatori

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte.

Noleggiare veicoli in sicurezza, per viaggiare tranquilli tutto l’anno. In occasione dei primi esodi e dei periodi di maggiore afflusso dei vacanzieri, Unione Nazionale dei Consumatori una guida con le principali regole da seguire per noleggiare un veicolo in sicurezza dal momento della prenotazione fino alla riconsegna, passando per il ritiro del veicolo. Tra le regole auree, scegliere bene il partner di noleggio tra società, farsi rilasciare preventivi dettagliati con ben specificati tutti i servizi e relativi costi, così come le forme di pagamento accettate. Qualora il noleggio venga definito on line, farsi inviare una e-mail ricapitolativa della prenotazione effettuata.

All’atto del ritiro dell’auto, far prendere atto al noleggiatore degli eventuali danni già preesistenti, verificare lo stato gomme, la presenza dei dispositivi di sicurezza come triangolo e kit riparazione pneumatici, incluso il rilascio dei numeri utili di assistenza cui rivolgersi in caso di guasto o incidente

Quando riconsegnate il mezzo, verificare che non sussistano nuovi danni facendosene dare attestazione scritta, e provvedere a rifornire l’auto con la stessa quantità di carburante prima del noleggio. Se occorre invece lasciare velocemente le chiavi in una cassetta, fate sempre una foto al veicolo per poter contestare eventuali addebiti non dovuti.

Ricevuta la fattura, si procede poi a richiedere alla società emittente la carta di credito lo svincolo della cauzione. In presenza di addebiti imprevisti, è un diritto del consumatore verificare i giustificativi prima di pagare e, qualora necessario, avviare contestazioni scritte.

Pernigotti riparte

“Pernigotti riparte grazie al Governo, ai sindacati e alla determinazione dei suoi lavoratori.

Una grande soddisfazione per la ripartenza della produzione di un’azienda storica come Pernigotti, che fa parte della storia imprenditoriale di Novi Ligure (Al). E anche la dimostrazione che questo Governo ha le idee molto chiare, e pone la tutela delle nostre imprese in cima alle sue priorità”.

Così hanno riferito Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, e Gian Paolo Cabella, sindaco di Novi Ligure, commentano la notizia dell’accordo raggiunto al Ministero dello Sviluppo Economico, che consentirà la ripartenza della produzione nello stabililmento novese, e il mantenimento degli stessi livelli occupazionali.

“L’obiettivo – hanno sottolineato Molinari e Cabella – di dare un futuro al marchio Pernigotti, salvaguardando produzione e professionalità, è   il frutto di un lavoro durato mesi, a Roma e sul territorio. Grazie al Ministro Di Maio, al Sottosegretario Durigon e alle rappresentanze sindacali, che hanno saputo battersi perché un’azienda dal dna completamente italiano, e piemontese, possa continuare il proprio percorso, e guardare al futuro con nuovo slancio. Ma un plauso va soprattutto ai lavoratori della Pernigotti, che hanno vissuto sulla loro pelle, nell’ultimo anno, una situazione difficilissima, senza mai perdersi d’animo, e continuando a battersi per il loro lavoro con grande forza, compostezza e dignità”.

In una nota il deputato di Forza Italia Claudia Porchietto, già assessore al Lavoro della Regione Piemonte e responsabile regionale del Dipartimento Attività Produttive per gli azzurri piemontesi, ha affermato invece che “il M5S si spertica nel cantare vittoria per aver ottenuto la reindustrializzazione della Pernigotti ma la tutela del marchio deriva principalmente dalla posizione ferma assunta dal presidente della Regione Alberto Cirio e dall’assessore al Lavoro Elena Chiorino, che in queste settimane non hanno mai arretrato con la proprietà chiedendo di tutelare il marchio e le maestranze ad esso collegate.

E continuando: “Apro solo una parantesi, sappiamo bene che nelle reindustrializzazioni sono centrali i piani industriali e il monitoraggio degli stessi. Sarà fondamentale non perdere mai di vista questo punto per evitare le beffe che abbiamo vissuto negli ultimi cinque anni in Piemonte”.

 

E infine riportiamo il commento del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e dell’assessore al Lavoro, Elena Chiorino, sull’accordo per la reindustrializzazione dello stabilimento Pernigotti di Novi Ligure: “Oggi è stato fatto un passo avanti importante per il Piemonte ma anche per l’Italia, perché marchi storici come Pernigotti sono un patrimonio nazionale e un simbolo di quel Made in Italy che è nostro dovere tutelare. Per questo è molto importante che siano due realtà italiane, e una piemontese in particolare, a dare una nuova speranza per il futuro di Pernigotti. La Regione ha fatto la sua parte e continuerà a presidiare, vigilando fino a quando questo accordo preliminare non sarà definitivo”.

 

La storia dell’azienda parte dal 1860, quando Stefano Giuseppe Pernigotti apre nella piazza del Mercato a Novi Ligure una drogheria, che si distingue subito per la produzione di un pregiato torrone. Nel 1868 visto che le cose procedevano bene, Stefano decide di fondare assieme al figlio Francesco, una società e così nasce ufficialmente, con un capitale di seimila lire, la “Stefano Pernigotti & Figlio”, azienda alimentare specializzata in produzione dolciaria.

 

Il primo riconoscimento ufficiale arriva il 1882 con Re Umberto I che concede alla società la facoltà di inserire lo stemma reale sull’insegna della sua fabbrica, che accompagnerà il logo dell’azienda fino al 2004, diventando fornitore ufficiale della famiglia Reale italiana.

Nel 1914 il Governo Italiano proibisce l’impiego dello zucchero per la preparazione dei generi dolciari, fra i quali il torrone, con la 1° guerra mondiale vicina.

Questo che doveva creare problemi alla produzione dell’azienda, funziona da stimolo per cui si ovvia all’assenza di zucchero con un maggiore uso di miele, grazie alla geniale intuizione di Francesco, migliorando il torrone che acquista una nuova consistenza.

Nel 1927 poi, l’azienda si arricchisce poi di un nuovo prodotto, il gianduiotto, il più nobile e rinomato cioccolatino italiano nato ufficialmente a Torino nel 1865 e che prende il nome da Gianduia, la famosa maschera di carnevale piemontese, nel frattempo alla guida dell’azienda è andato Paolo Pernigotti .

Nel 1935 Paolo Pernigotti acquista la ditta Enea Sperlari, azienda cremonese specializzata anch’essa nella produzione del torrone e successivamente viene avviata una nuova produzione, quella dei preparati per gelateria, che ancora oggi è uno dei punti di forza dell’azienda.

Siamo ancora nel periodo migliore dell’azienda che successivamente con il figlio Stefano alla guida, acquisisce la Streglio, specializzata nei prodotti a base di cacao.

Con gli anni ottanta sopraggiunge un periodo nero di eventi che porteranno alla cessione della Sperlari ad una compagnia americana ed ad altre cessioni.

Nel 1980 Stefano Pernigotti, rimane senza eredi dopo la scomparsa dei due figli ancora giovanissimi in un incidente stradale in Uruguay e decide di cedere lo storico marchio alla famiglia Averna del settore delle bevande alcoliche e nel 2000 cede anche la Streglio ad una nipote.

Nel 2013 l’azienda viene ceduta dalla famiglia Averna al gruppo turco appartenente alla famiglia Toksöz   che nel 2018 aveva prospettato la chiusura dello stabilimento di Novi Ligure, ma non la dismissione del marchio.

Vito Piepoli

Agricoltura, 80 milioni di euro dalla Regione

L’assessore regionale all’Agricoltura, cibo, caccia e pesca, Marco Protopapa, è soddisfatto per il lavoro svolto in questi giorni dai funzionari dall’Arpea e del Csi, in stretta collaborazione con l’assessorato da lui guidato, per l’elaborazione dei mandati di pagamento relativi alle aziende piemontesi che hanno presentato domanda per accesso all’anticipo nazionale della Pac.

Dal primo di agosto 2019 sono accreditati sui conti correnti di 14.560 aziende piemontesi 81.344.365 euro, cioè il 50% del premio PAC dovuto per l’anno attualmente in corso alle aziende che avevano i requisiti per accedere a tale beneficio – spiega l’assessore Protopapa che aggiunge – Si è trattato di un grande sforzo organizzativo e di una corsa contro il tempo per ottenere un risultato tanto auspicato dagli agricoltori”.

Nonostante il sovrapporsi di più scadenze e i tempi ristretti, si riuscirà quindi a distribuire un’importantissima somma di denaro messa a disposizione dal Ministero delle politiche Agricole alle aziende piemontesi.

Enac promuove lo scalo di Caselle

Torino Airport ottiene l’approvazione di ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, riguardo alla documentazione presentata per il Piano  quadriennale 2020-2023.

Il Piano quadriennale 2020-2023 è comprensivo del Piano degli Interventi, del Piano economico finanziario per un importo complessivo a carico della Società di 45,3 milioni di euro, del Piano di Tutela ambientale e del Piano della Qualità.

Gli investimenti riguarderanno le infrastrutture di volo, il Terminal e altri edifici, le reti e gli impianti, la security, oltre a un programma di manutenzioni straordinarie. Tra questi, anche l’installazione di pannelli fotovoltaici.

Due gli obiettivi prioritari che Torino Airport si è dato: il miglioramento dell’esperienza del passeggero e la sostenibilità ambientale.

Tra gli interventi volti a soddisfare le esigenze dei passeggeri e a fornire servizi di sempre migliore qualità, si evidenziano la sostituzione completa dei pontili di imbarco, nuovi sistemi per velocizzare i controlli di sicurezza, l’implementazione di e-gates per i passaporti, lo sviluppo di nuove modalità di comunicazione digitale.

Il Piano di Tutela ambientale, stilato in ottica marcatamente green e di responsabilità sociale, punta a una forte riduzione del consumo di energia e delle emissioni: tra le principali azioni previste rientrano nuovi impianti di illuminazione a basso consumo, la sostituzione del parco veicoli con mezzi a ridotte emissioni, oltre a interventi per la diminuzione delle dispersioni termiche.

Con il Piano di Tutela ambientale Torino Airport intende conseguire il Livello 2 (Reduction) del protocollo ACA, Airport Carbon Accreditation – l’iniziativa lanciata da ACI Europe, l’associazione degli scali europei, per promuovere un concreto contributo da parte degli aeroporti alla lotta contro i cambiamenti climatici.

L’approvazione del Piano quadriennale è propedeutica alla sottoscrizione del Contratto di Programma 2020-2023 tra SAGAT ed ENAC. Il Contratto di Programma disciplina gli aspetti riguardanti il rapporto concessorio e gli impegni che la Società di gestione assume sulle opere infrastrutturali da realizzare e sugli obiettivi qualitativi e di tutela  dell’ambiente da raggiungere nel quadriennio contrattuale.

Leo: “La conferma di Nosiglia buona notizia per la comunità”

La decisione del Santo Padre di confermare l’Arcivescovo Mons. Cesare Nosiglia per altri due anni alla guida della Diocesi Torinese credo rappresenti una gran bella notizia tanto per il mondo cattolico, quanto per la comunità civile nel suo insieme. Questo non già perché – come è stato scritto da qualche parte – vi fossero difficoltà a trovare un successore adeguato. Infatti, già solo volgendo lo sguardo sulla nostra Regione, è facile vedere come fortunatamente in essa siano presenti personalità religiose di grande spessore e capacità. La proroga di Mons. Nosiglia è un dono per le comunità religiose, cattoliche e non, nonché per l’insieme della società, per molte ragioni, ma in particolare per la sua preziosa “linea pastorale”.

Io non ho certo né la competenza, né l’autorevolezza, né la presunzione, di avere la capacità di fare un’analisi completa e articolata dell’opera del nostro Arcivescovo. Ho cercato di seguire le sue indicazioni e i suoi richiami come potevo e come ne sono stato capace, ma, ovviamente, sono consapevole di aver colto solo una parte del tutto e, in particolare, quella più vicina ai terreni nei quali mi sono sempre impegnato. In questo senso ho veramente apprezzato gli sforzi del nostro Pastore su due grandi tematiche.

La prima è quella dell’attenzione e della promozione del dialogo interconfessionale, con i conseguenti addentellati di una speciale sensibilità per i problemi degli immigrati, dell’integrazione, dell’interazione fra culture, dell’attenzione alle sofferenze dei più deboli. Come coordinamento interconfessionale “Noi siamo con voi” abbiamo, infatti, potuto toccare con mano la vicinanza di Mons. Nosiglia ad ogni nostra iniziativa, nonché godere del suo appoggio e dei suoi consigli. Basti pensare alla sua presenza il 1° gennaio di ogni anno, alla grande agape interreligiosa, da noi organizzata all’Arsenale della Pace – grazie alla ospitalità dei generosi confratelli del Sermig – insieme al Comitato Interfedi presieduto dal prof. Valentino Castellani e dal Comitato per i diritti umani del Consiglio Regionale del Piemonte.

La seconda – per molti aspetti interconnessa con la prima – è quella del costante richiamo rivolto ai laici cattolici a favore di un maggiore impegno nella vita politica. Cito dalla bella intervista di Ludovico Poletto su La Stampa di ieri: “La carenza di laici cattolici impegnati, ha nuociuto alla politica e rappresenta un impoverimento dell’intera azione culturale e sociale della Città”.

Ecco, a giudizio mio e di tante amiche e amici, (con i quali siamo   insieme impegnati in opere che fanno riferimento alle tematiche succitate),   i continui richiami del nostro Arcivescovo – peraltro in piena sintonia con Papa Francesco e con il Presidente della C.E.I. Card. Bassetti – sono assolutamente preziosi e vitali per il bene e il futuro della nostra collettività. Infatti, come si può prescindere da un dialogo sincero e onesto, da un desiderio di condivisione e conoscenza, da una voglia di arricchimento reciproco, se si vuole davvero il Bene della nostra società e del nostro Paese. Con un nota bene che è giusto e opportuno specificare. Dialogo sincero e onesto, vuol dire un atteggiamento che metta decisamente da parte ipocrisie, demagogie, “buonismi”, giustificazionismi pelosi e che ponga come centrali il rispetto della nostra Costituzione, dei diritti fondamentali riconosciuti dall’ONU, e quindi dei doveri non meno dei diritti.

In quanto alla forte e costante esortazione all’impegno politico, credo che oltre a richiamare la Dottrina Sociale della Chiesa che considera la politica: “la massima forma di carità”, l’urgenza con cui, da Papa Francesco alla C.E.I. fino a molte Diocesi del nostro Piemonte, essa derivi dall’osservazione del crescente degrado civile, morale e sociale. Aggravato dal simultaneo, crescente disinteresse dei cattolici – pur molto attivi su tanti altri fronti – riguardo al mondo della politica, quasi volessero lavarsene le mani. Tant’è che in uno dei suoi numerosi interventi, Papa Francesco (che chi lo conosce bene, sa che è alquanto preoccupato della tiepidezza di molte delle leaderships laiche delle associazioni e dei movimenti cattolici) ha domandato agli interlocutori, che paventavano i rischi di un impegno nel mondo delle istituzioni politiche,   se loro volessero stare dalla parte di Cristo o di quella di …..Ponzio Pilato!

Queste, ripeto, sono solo due delle tante problematiche sulle quali è intervenuto in maniera fattiva e incisiva il nostro Arcivescovo. Ebbene, io credo – pur non osando indicare alcuna priorità fra quelle citate e altre questioni, quali quelle della tutela della famiglia, della vita, del diritto al lavoro, del contrasto alla povertà, della difesa dell’ambiente ecc. – che un impegno generoso e forte, dei credenti e non, in queste aree, determinerà quale direzione prenderà complessivamente il futuro per noi, ma soprattutto per i nostri figli.

 

Giampiero Leo

Membro della Consulta delle associazioni laicali

Portavoce del Coordinamento interconfessionale “Noi siamo con Voi”

Testimoni di Geova “amore all’opera”

Riceviamo e pubblichiamo

Concluso il decimo Congresso alla Sala delle Assemblee di Cameri

CAMERI (NOVARA)Si è concluso  domenica 4 agosto 2019 il decimo dei sedici congressi dei Testimoni di Geova in programma questa estate nella Sala delle Assemblee di Cameri.

 

Davanti a oltre 3.000 delegati provenienti da Torino e Provincia, si sono battezzati 10 nuovi discepoli.

Questo per loro è l’inizio di un percorso spirituale che li porterà ad applicare i principi biblici nella loro vita, infatti, nei tre giorni del congresso, si è affrontato il tema “L’amore non viene mai meno” e con un programma ricco di discorsi e di video, si è messo in risalto come i principi biblici possono aiutare le persone a superare ostacoli apparentemente insormontabili come un’educazione difficile, una malattia cronica, o la povertà.

 

Il programma del sabato per esempio ha evidenziato come alcuni princìpi della Bibbia aiutano mariti, mogli e figli a mostrarsi amore l’un l’altro. Anche l’attesissimo film in due parti dal tema Giosia: amiamo Geova e odiamo il male“, traendo spunto da una storia reale di un antico re di Israele, ha sottolineato l’importanza che l’educazione ricevuta in famiglia ha nell’insegnare le basi dell’amore, in particolare quello secondo Dio.

Inoltre il discorso pubblico dal tema Vero amore in un mondo pieno d’odio. Dove
trovarlo?”
, ha mostrato come affrontare e superare il pregiudizio e l’odio in una società tormentata.

 

Tutto il programma quindi, ha messo in risalto l’importanza di mostrare amore al prossimo anche quando far questo può sembrare difficile o impossibile.

 

A questo proposito il portavoce dei Congressi, Alberto Bertone, dice “Per essere vero e pratico, l’amore cristiano deve necessariamente avere una ricaduta positiva sul sociale. Coltivare l’amore e altre qualità affini nel quotidiano, significa vivere in contrapposizione allo spirito comune oggi, caratterizzato da immoralità, rivalità, vizi, sregolatezza, conflitti. Non stiamo parlando di perfezione, ma di qualità della vita: prodotto del vero cristianesimo”

La prova della veridicità di questa affermazione sono i risultati di un recente sondaggio condotto in Italia (Ansa 14-mar-18) che ha rilevato come, negli ultimi anni, grazie all’impegno dei Testimoni, oltre 46mila persone hanno modificato comportamenti che li avevano portati ad avere problemi con la legge e a crisi matrimoniali; che si sono liberati da droga, alcolismo, fumo, ludopatia, violenza domestica e linguaggio triviale, cambiando in meglio la loro vita.

 

Per ogni altra informazione consultare il sito ufficiale JW.ORG

Uncem: “Positivi tavoli semplificazione”

AVVIATI DALL’ASSESSORE ROBERTO ROSSO CON ANCI E UNCEM. AZIONE SUL SUAP CON LE UNIONI MONTANE 

Uncem ringrazia l’assessore regionale alla Semplificazione, Roberto Rosso, per aver attivato alcuni tavoli tematici di lavoro volti appunto allo snellimento del corpo normativo regionale e all’alleggerimento burocratico. Si parte dal Suap, lo Sportello unico per le attività produttivo che già molte Unioni montane gestiscono in forma associata per i Comuni che ne fanno parte. Uncem ha chiesto di individuare incentivi all’interno del bando per la gestione delle funzioni fondamentali associate, di prossima emanazione da parte degli uffici di piazza Castello, proprio per unire e migliorare il Suap. Uncem ha confermato all’assessore Rosso e al Vicepresidente Carosso (deleghe a Montagna e agli Enti locali) il massimo impegno per individuare insieme alla Regione al più presto degli sgravi, più semplificazione, norme differenziate per le aree montane.

 

(foto F. Liguori)

Quando il Turco dominava il Mediterraneo

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FOCUS INTERNAZIONALE

di Filippo Re

Acque agitate nel Mediterraneo e tensione alle stelle tra la Turchia e l’Unione Europea per le trivellazioni che le navi turche compiono nei fondali di Cipro alla ricerca di nuovi giacimenti di gas violando le leggi internazionali. La potenza turca mostra i muscoli nel Mediterraneo orientale inviando navi da guerra al largo di Cipro per bloccare le navi dell’Eni e di altri Stati ma così facendo Erdogan allontana sempre di più la Turchia dall’Europa. Ma è l’intera politica estera del sultano di Ankara a preoccupare la comunità internazionale. Occupa territori in Siria e in Iraq, minaccia i greci rivendicando decine di isole dell’Egeo, alza il tiro con Cipro, Grecia, Libano e Israele per sondare le ricchezze sottomarine, fa la voce grossa anche nel Mediterraneo centrale, lungo il litorale nordafricano, mandando droni armati anti Haftar, mezzi militari e consiglieri in Libia in appoggio al governo di Tripoli. Vuole imporsi da Cipro al nord Africa, riscoprirsi grande potenza mediterranea, un po’ come quando il Turco dominava il Mediterraneo nel favoloso Cinquecento. Guarda a sud l’uomo forte di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, la cui ambizione è quella di contare di più non solo in Medio Oriente ma nello stesso Mar Mediterraneo dove un tempo i corsari barbareschi venuti da Tripoli, Tunisi e Algeri, del calibro di Khair ed-Din, detto Barbarossa, grande ammiraglio e creatore della potenza navale ottomana, il flagello Dragut e il rinnegato calabrese Uccialì dettavano legge seminando terrore e morte sulle coste italiane.

Sono gli eroi di Erdogan che insieme ai sultani hanno fatto grande l’Impero della Mezzaluna. Nel corso del Cinquecento la squadra navale ottomana era affiancata dalle flotte degli Stati corsari mentre il Maghreb era diventato il teatro della contesa tra il fronte cristiano e quello musulmano. Torri di avvistamento, leggende, canzoni popolari e opere liriche come “L’italiana in Algeri” di Rossini ci ricordano che la guerra corsara, dal XVI secolo in poi, ha segnato in profondità i rapporti tra cristiani e musulmani lungo tutto il Mediterraneo. Ben sappiamo che il super presidente turco vorrebbe riportare in vita l’Impero turco e ridisegnarlo sulla carta geografica ma non potendo farlo si accontenta di strappare qualche pezzo di terra qua e là, un tempo appartenuti a Costantinopoli. Erdogan vuole essere presente proprio lì, nel Mare Nostrum, dove cerca un ruolo da protagonista con una massiccia presenza militare imitando i sultani che alcuni secoli fa muovevano sui mari la flotta più potente del mondo. Di fronte alla strategica isola di Cipro, la cui parte settentrionale fu occupata dai militari turchi che già nel 1974 pensavano di allargarsi a sud dei confini nazionali, Erdogan compie azioni di disturbo e provocazione creando allarme tra l’Europa sud-orientale e il Levante. Guarda alla storia Erdogan e non dimentica che sotto Solimano il Magnifico il dominio ottomano si estese anche al Mediterraneo orientale e poi, attraverso le incursioni dei corsari barbareschi e la conquista di Algeri e Tunisi, al Mediterraneo occidentale. Nel XVI l’Impero raggiunse il suo apogeo e con la conquista di Rodi nel 1522, strappata ai Cavalieri cristiani, il Mediterraneo diventò un “lago ottomano” in cui i corsari assalivano barche e compivano razzie con gravi danni per i cristiani.

Solimano era il Gran Signore, il sultano e il padishah del Mediterraneo, del Mar Nero, dell’Anatolia, di Persia e di Damasco, dell’Egitto e di Gerusalemme e la supremazia navale appartenne a lungo ai turchi contrastata solo in parte dalla flotta di Carlo V. Oggi Erdogan attua il suo piano di leadeship nel Mediterraneo destabilizzando molte aree e in particolare le acque del mediterraneo orientale attorno all’isola cipriota. Nel 2004 la parte greco-cipriota entrò a far parte dell’Ue mentre Cipro nord è riconosciuta solo dalla Turchia e non dall’Onu. I fondali marini, secondo i trattati internazionali, appartengono alla Grecia e a Nicosia greca ma Ankara rivendica i diritti di sfruttamento scavalcando le leggi comunitarie e manda le cannoniere a difendere le trivellazioni sottomarine. Le ambizioni del sultano della Mezzaluna non si fermano qui e si spingono oltre fino a chiedere di ridisegnare le mappe delle acque territoriali intorno a Cipro nonchè la revisione del Trattato di Losanna del 1923, che scade nel 2023, l’anno del centenario della Repubblica turca, per rivendicare alcune isole greche nell’Egeo davanti alla costa turca. La sfida in corso nel Mediterraneo deteriora ulteriormente le relazioni tra la Turchia e l’Europa. Il Consiglio affari esteri dell’Ue ha deciso di interrompere le relazioni diplomatiche con i turchi in segno di protesta contro le azioni provocatorie di Erdogan vicino alle coste di Cipro alla ricerca di nuovi giacimenti di gas dopo aver scoperto i primi depositi nel 2011. Una mossa ritenuta dall’Unione Europea come una violazione del diritto internazionale e della sovranità di Cipro.
Filippo Re