ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 526

“Mercatone Uno”, interviene la Sala Rossa

Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità con 32 voti favorevoli un Ordine del giorno sulla vicenda della crisi aziendale di Mercatone Uno, invitando la Giunta e la Sindaca a farsi promotori verso il Governo affinché sia garantita la Cassa integrazione straordinaria ai circa 1.800 lavoratori impiegati nelle diversi sedi del territorio nazionale.   La Sala Rossa chiede l’elaborazione di un piano di reindustrializzazione, a partire dalla restituzione del ramo d’azienda della Shernon Holding Srl alla Mercatone Uno; la Shernon è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Milano ed è detentrice da circa dieci mesi dei punti vendita a marchio Mercatone Uno. 

La nuova passerella pedonale di Alba

Sono al via gli interventi per la realizzazione della nuova passerella pedonale di Alba sopra la linea ferroviaria

Come previsto dalla Convenzione siglata tra il Comune di Alba e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), la passerella ricucirà il tessuto urbano collegando il parcheggio multipiano lato piazza Trento e Trieste con i marciapiedi ferroviari e corso Banskà Bystrica. Saranno abbattute anche le barriere architettoniche con l’installazione di tre nuovi ascensori. Contestualmente l’Amministrazione comunale sistemerà le aree a ridosso dei binari e la parte adiacente a Corso Banska Bystrica. A tal fine saranno costruiti un piazzale pedonale davanti allo sbarco della passerella, una pista ciclabile tra corso Europa e via Vivaro, aree verdi ed illuminazione.L’investimento complessivo per la realizzazione è di 2,5 milioni di euro suddivisi tra Rete Ferroviaria Italiana, il  Comune di Alba (200mila) e la Ferrero SpA che ha finanziato il progetto con 100mila euro. La sistemazione delle aree limitrofe sarà a cura dell’Amministrazione comunale per un impegno economico di 625 mila euro. Si presume che l’opera potrà venire completata entro il 2020.

M.Iar.

 

 

Sua Maestà l’Erbaluce

Confagricoltura a Palazzo Birago: annata 2018 da lungo affinamento

7 denominazioni per 27 tipologie di vino: il panorama dei vini torinesi di qualità ottenuti dalla vendemmia 2018 può contare su una superficie produttiva di 588 ettari di vigneto, per una potenzialità produttiva di 36.130 quintali di uva di oltre 3.600.000 bottiglie di vino. I dati sono stati illustrati a Palazzo Birago di Torino, in occasione dell’Erbaluce Day organizzato da Confagricoltura Torino in collaborazione con la Camera di commercio di Torino e il Consorzio per la tutela dei vini Caluso, Carema e Canavese.

LErbaluce dell’annata 2018 è ottimo: unandamento stagionale fresco, associato alperiodo caldo che ha preceduto la vendemmia, ha fatto sì che si realizzasse una produzione particolarmente equilibrata, sia in termini produttivi, sia sotto il profilo del rapporto tra zuccheri e acidi. L’Erbaluce dell’annata 2018, secondo i tecnici di Confagricoltura, si può definire insieme tradizionale e moderno, decisamente minerale, molto fresco e piacevole. Secondo i tecnici sarà un vino iperlongevo, che potrà affinarsi molto bene nel tempo.

L’Erbaluce di Caluso ha sottolineato Gianluigi Orsolani, vicepresidente di Confagricoltura Torino e presidente dell’Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino Gianluigi Orsolani si sta affermando con successo sul mercato nazionale ed è sempre più apprezzato anche all’estero: questo ci rende orgogliosi e soddisfatti per l’opera di promozione che sviluppiamo anche attraverso questo evento”. Sostegno alla promozione della miglior produzione enologica del territorio è stato espresso da Andrea Talaia, vicepresidente della Camera di commercio di Torino, il quale ha ricordato il lavoro che l’ente camerale svolge con la selezione Torino DOC, che raccoglie nella sua ultima edizione 45 aziende e 146 vini.

Alla conferenza stampa dell’Erbaluce Day, insieme al vicepresidente e al direttore di Confagricoltura Torino, Gianluigi Orsolani ed Ercole Zuccaro, sono intervenuti il vicepresidente della Camera di commercio di Torino Andrea Talaia, la presidente del Consorzio di tutela dei vini Caluso, Carema e Canavese Caterina Andorno, il presidente della Strada Reale dei Vini Torinesi Alessandro Comotto, il responsabile del Settore Sviluppo e Valorizzazione Filiere della Camera di commercio di Torino Sergio Arnoldi, l’agronomo e giornalista Alessandro Felis.

All’Erbaluce Day 2019 hanno partecipato leaziende socie di Confagricoltura: Cantina della Serra (Piverone), Cieck (S. Giorgio Canavese), Cooperativa Produttori Erbaluce di Caluso (Caluso), Ferrando (Ivrea), Tenuta Roletto(Cuceglio), Giacometto Bruno (Caluso), Gnavi Carlo (Caluso), La Masera (Piverone), Orosia (Bollengo), Orsolani (S. Giorgio Canavese), Cellagrande (Viverone), Santa Clelia (Mazzè).

La vendemmia 2018 dell’Erbaluce di Caluso docg ha offerto una produzione potenziale di 1.665.335 bottiglie, per un valore complessivo al consumo di circa 15 milioni di euro (elaborazioni Confagricoltura Torino, con prezzi medi alla bottiglia al consumo di 7 12 euro per l’Erbaluce di Caluso docg fermo, di 12 18 euro per l’Erbaluce di Caluso Spumante, di 15 22 euro per il Passito di Caluso).

Scuola – Lavoro, un campus “bancario”

Un Hackathon per progettare iniziative green mettendole poi a disposizione dei propri istituti scolastici; la preparazione di un workshop da realizzare durante la Diversity & Inclusion Week di BNL-BNP Paribas in tutta Italia; e ancora la possibilità di sperimentarsi in nuove idee per soluzioni, prodotti e servizi con attenzione alla sostenibilità ambientale e alla Responsabilità Sociale d’Impresa. È ricco e concreto il programma del Campus che BNL Gruppo BNP Paribas offrirà dal 17 al 21 giugno a Roma ai ragazzi delle scuole superiori di 10 città italiane (Verona, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo, Cagliari) a conclusione dell’edizione 2019 di “Alternanza scuola-lavoro”, l’iniziativa promossa dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

 

BNL rafforza così il proprio impegno per favorire il contatto tra i giovani e il mondo del lavoro attraverso un percorso di orientamento, di scambio tra l’azienda e il contesto scolastico, di dialogo intergenerazionale, contribuendo alla formazione degli studenti, consolidando e ampliando le conoscenze acquisite a scuola, attraverso esperienze pratiche sul campo.

 

Alternanza Scuola-Lavoro in BNL ha visto quest’anno la realizzazione di una prima fase, fra febbraio e maggio 2019, durante la quale 700 studenti sono stati coinvolti in interventi direttamente nelle loro scuole: di questi 90 hanno partecipato attivamente, sulla base delle attitudini emerse, alla vita di azienda, in uno stage caratterizzato da incontri e attività nelle strutture commerciali dedicate a privati e imprese, a contatto con i diversi collaboratori impegnati anche nei mestieri più innovativi e tecnologici del “fare banca”.

 

Una selezione di 30 ragazzi, poi – scelti insieme ai professori in considerazione delle caratteristiche e abilità dimostrate durante fase di stage – parteciperanno al Campus che BNL offre loro nel suo Headquarters, facendosi carico di tutto quanto sarà necessario durante il periodo di permanenza nella Capitale.

 

BNL ha fatto registrare negli anni una partecipazione crescente ad Alternanza Scuola-lavoro: nel 2017 furono coinvolti in tutto 500 studenti mentre sono stati 700 nel 2018.

 

Migliaia in piazza per il Torino Pride

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Hanno partecipato migliaia  di persone al Torino Pride, il cui corteo è partito da piazza Statuto (vedi foto del Torinese). Presente la sindaca di Torino, Chiara Appendino, il rettore designato dell’Università Stefano Geuna, il rettore del Poli Guido Saracco, la neodirettrice del Lovers Film Festival Vladimir Luxuria, il segretario del Pd del Piemonte Paolo Furia, l’ex assessora regionale Monica Cerutti. “La  manifestazione – dice all’Ansa la coordinatrice del Pride, Giziana Vetrano – è antifascista e antirazzista, per lottare per i diritti che mancano e  proteggere quelli che ci sono, che non bisogna mai dare per scontati”.


  

5 km di Coccole alle Vallere

Sabato 15 giugno 2019, dalle 9 alle 18, presso la Cascina del Parco delle Vallere, in corso Trieste, sul confine di Torino e Moncalieri, si festeggia “5 km di Coccole”, un’iniziativa di beneficenza organizzata da SalutarMente (che per il proprio compleanno ha deciso di fare beneficenza) e patrocinata dall’Ente Parco delle Vallere, che devolverà tutto il ricavato a “Le Coccole di Mamma Irene”.

L’associazione beneficiaria è nata nel 2018, in ricordo di mamma Irene (mancata dando alla luce la sua bimba), e insegna ai volontari a fare le coccole in terapia intensiva neonatale.

L’iniziativa funziona già molto bene, l’associazione opera presso l’Ospedale Maria Vittoria di Torino e i fondi vengono raccolti per mettere su altri corsi per formare i volontari.

Di seguito il programma: ore 9.00 iscrizione alla corsa/camminata (sono ammessi anche gli animali domestici); 10.00 partenza della competizione all’interno del Parco delle Vallere; la quota di iscrizione è pari a 15,00 euro; dalle 12.30 pic-nic sul prato con pasto al sacco; nel pomeriggio è previsto il SalutarPark, dalle 14 alle 18 con dei giochi per grandi e piccini, il tutto con la collaborazione con varie associazioni torinesi. Alle 18 finisce tutto. Se piove l’evento sarà annullato.

Bandiere Verdi 2019, Piemonte protagonista

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Tutela della biodiversità a rischio, valorizzazione dell’agricoltura e delle antiche tradizioni, ma anche mobilità sostenibile, efficienza energetica e didattica innovativa al centro delle pratiche virtuose dell’arco alpino premiate dalla Carovana delle Alpi di Legambiente

Nell’arco alpino le buone pratiche sono in costante crescita. Quest’anno sono ben 17 le bandiere verdi assegnate da Legambiente, due in più rispetto allo scorso anno, e che premiamo l’impegno di cittadini, associazioni e comuni, nel tutelare e valorizzare in chiave sostenibile ed ecofriendly le Alpi, fronteggiando con intelligenza gli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici. Tutela della biodiversità a rischio, sostenibilità ambientale e mobilità dolce, turismo slow, ma anche efficienza energetica e didattica innovativa i temi al centro delle 17 bandiere verdi 2019 che ben testimoniano la voglia di un futuro sempre più green e innovativo che si respira in questi territori montani, oggi sempre più fragili per via dei cambiamenti climatici. Per questo è fondamentale mettere in campo azioni ad hoc, ma anche ripensare la gestione del territorio e replicare quelle esperienze virtuose che vanno in questa direzione.

 

Tra le storie virtuose alpine segnalate da Legambiente si va ad esempio dall’impegno portato avanti dal CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) di Bernezzo, in provincia di Cuneo, che dal 2001 recupera, cura e riabilita esemplari di ogni specie di fauna selvatica ritrovati in difficoltà dalle aquile ai cerbiatti, agli interventi e buone pratiche volte alla mitigazione degli effetti climatici che arrivano da Chamois (AO), unico comune italiano non raggiunto dalle auto che si sta impegnando nella progettazione di una Comunità energetica oil free producendo in modo autonomo e principalmente da fonti rinnovabili. Non mancano poi i buoni esempi di mobilità sostenibile come il progetto “Bouzaté” (Muoviti) ideato e proposto da un cittadino, Daniel Vallet, del Comune di Charvensod (AO), per incentivare la mobilità sostenibile casa/lavoro/casa e che l’amministrazione sta prendendo in considerazione. Mobilità e turismo dolce caratterizzano anche la bandiera verde assegnata all’Associazione Sentieri Alta Val Malone (TO) per il progetto di sviluppo locale che ha al centro il recupero della viabilità pedonale della valle. Ad oggi sono stati recuperati e segnati 42 percorsi e il motto dell’associazione è “sentieri per andare lontano”.

 

Storie virtuose premiate oggi da Legambiente con le tradizionali bandiere verdi nel corso della due giorni del quinto summit di Carovana delle Alpi organizzato a Valdieri, in provincia di Cuneo, presso la sede del Parco Aree protette Alpi Marittime e raccolte nel report pubblicato sul sito dell’associazione. A livello regionale, quest’anno è il Piemonte a conquistare più bandiere verdi (5), seguito da Veneto (4), Lombardia (2), Valle d’Aosta (2), e Friuli Venezia Giulia (2) tutte e tre a pari merito, una al Trentino, una all’Alto Adige. Non mancano però le aggressioni all’arco alpino che l’associazione ambientalista denuncia anche quest’anno assegnando 8 bandiere nere (due in più rispetto a quelle dello scorso anno) per scelte obsolete di gestione del territorio e così distribuite: Piemonte (2), Lombardia (2), Valle d’Aosta (1), Alto Adige (1), Trentino (1) Friuli Venezia Giulia (1).

 

“Oggi ai territori montani -spiega Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente– viene chiesto di fronteggiare con intelligenza gli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici. Com’è noto nelle Alpi essi sono più consistenti che altrove, infatti, ogni grado centigrado in più registrato nelle terre emerse corrisponde a un +2° sulle Alpi. Per questo è importante mettere in campo azioni virtuose e sostenibili che tutelino e valorizzano davvero l’Arco Alpino e le buone pratiche premiate oggi dimostrano che ciò è possibile. Anzi si tratta di esempi virtuosi che meritano di essere replicati su tutto il territorio”.

 

“Sul clima -ha aggiunto Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente– si sta facendo troppo poco e troppo lentamente, anche nelle montagne che pure risentono sempre di più dei cambiamenti climatici. Lo scioglimento dei ghiacciai e la biodiversità a rischio sono il primo campanello d’allarme di un problema che ha una portata internazionale e sul quale bisogna intervenire al più presto in maniera sinergica e con politiche sempre più mirate. Il nostro Paese deve approvare quanto prima un piano di adattamento ai cambiamenti climatici che abbia tra le sue priorità proprio i territori montani. In modo da diffondere in tutta Italia le pratiche virtuose premiate oggi, aiutando i territori che investono in manutenzione del territorio, gestione virtuosa dell’acqua, in una agricoltura di qualità capace di adattarsi a un clima che sta già cambiando. In parallelo la sfida è aprire finalmente le porte a un modello energetico distribuito e rinnovabile, il solo capace oggi di tenere assieme l’impegno nel fermare i cambiamenti climatici con la creazione di opportunità per tutti i territori, dalle Alpi alle pianure, le famiglie e le imprese”.

 

Bandiere verdi: Oltre alle buone pratiche citate prima, in Piemonte il vessillo green è andato al Monviso Institute, situato ad Ostana (CN), per l’impegno nello sviluppo e nella comunicazione di progetti sostenibili anche attraverso nuove forme di sperimentazione e per l’approccio organico dal punto di vista architettonico, agricolo, sociale, turistico, didattico. Al Gruppo di cittadini volontari delle “Giornate della manutenzione territoriale” sulla Serra di Chiaverano (TO) per le attività di volontariato volte alla messa in sicurezza di una vasta area della Serra dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea (AMI). Premiate anche la Regione Piemonte per la recente legge regionale n.14, “Disposizioni in materia di tutela, valorizzazione e sviluppo della montagna”, che punta a valorizzare il territorio montano con una moderna visione della montagna, fondata sulla sostenibilità dei territori e delle persone.

 

Bandiere nere: Quest’anno le bandiere nere sono state assegnate: all’Anas per le pesanti inadempienze e la scarsa trasparenza nella gestione del cantiere Tenda Bis (CN). Vessillo nero anche alla Regione Piemonte per mantenere in vita con cospicui finanziamenti impianti sciistici perennemente in perdita, in particolare destinando consistenti fondi all’innevamento artificiale delle piste piemontesi. Bandiera nera anche per la Giunta Regionale della Regione Autonoma Valle d’Aosta per aver fatto propria, attraverso atti pubblici e amministrativi, la scelta di collegamento intervallivo tra la Valtournenche e la Val d’Ayas attraverso il Vallone delle Cime Bianche.

 

Il report sulle bandiere verdi/nere è disponibile in allegato e al seguente link:

https://www.legambiente.it/carovana-delle-alpi/

Scuola – Lavoro, un campus “bancario”

Un Hackathon per progettare iniziative green mettendole poi a disposizione dei propri istituti scolastici; la preparazione di un workshop da realizzare durante la Diversity & Inclusion Week di BNL-BNP Paribas in tutta Italia; e ancora la possibilità di sperimentarsi in nuove idee per soluzioni, prodotti e servizi con attenzione alla sostenibilità ambientale e alla Responsabilità Sociale d’Impresa. È ricco e concreto il programma del Campus che BNL Gruppo BNP Paribas offrirà dal 17 al 21 giugno a Roma ai ragazzi delle scuole superiori di 10 città italiane (Verona, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo, Cagliari) a conclusione dell’edizione 2019 di “Alternanza scuola-lavoro”, l’iniziativa promossa dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

 

BNL rafforza così il proprio impegno per favorire il contatto tra i giovani e il mondo del lavoro attraverso un percorso di orientamento, di scambio tra l’azienda e il contesto scolastico, di dialogo intergenerazionale, contribuendo alla formazione degli studenti, consolidando e ampliando le conoscenze acquisite a scuola, attraverso esperienze pratiche sul campo.

 

Alternanza Scuola-Lavoro in BNL ha visto quest’anno la realizzazione di una prima fase, fra febbraio e maggio 2019, durante la quale 700 studenti sono stati coinvolti in interventi direttamente nelle loro scuole: di questi 90 hanno partecipato attivamente, sulla base delle attitudini emerse, alla vita di azienda, in uno stage caratterizzato da incontri e attività nelle strutture commerciali dedicate a privati e imprese, a contatto con i diversi collaboratori impegnati anche nei mestieri più innovativi e tecnologici del “fare banca”.

 

Una selezione di 30 ragazzi, poi – scelti insieme ai professori in considerazione delle caratteristiche e abilità dimostrate durante fase di stage – parteciperanno al Campus che BNL offre loro nel suo Headquarters, facendosi carico di tutto quanto sarà necessario durante il periodo di permanenza nella Capitale.

 

BNL ha fatto registrare negli anni una partecipazione crescente ad Alternanza Scuola-lavoro: nel 2017 furono coinvolti in tutto 500 studenti mentre sono stati 700 nel 2018.

 

Torino capitale dell’innovazione

La Techstars Startup week, dal 25 al 28 giugno, avrà 400 partecipanti da tutto il mondo e inaugurerà la Manica sud delle Officine Grandi Riparazioni, il complesso torinese di archeologia  industriale, a Torino, riqualificato  nel 2017 come hub di culturale e, presto anche tecnologico. La novità è frutto dellacollaborazione triennale tra le fondazioni torinesi Compagnia di San Paolo e Crt, Intesa Sanpaolo Innovation Center e Techstars, uno dei più importanti acceleratori d’impresa a livello mondiale. Verrà realizzato  un hub internazionale per l’innovazione e 12mila metri quadrati della Manica sud avrà sede anche un’accademia della blockchain, in collaborazione con Ibm, e la Fondazione Isi, che si occupa di big data.

 

(foto: il Torinese)

Torino: una città a misura femminile?

Di Lucrezia Bono

 

Torino non è una città che fa sentire subito la sua mancanza, l’animo riservato che la contraddistingue porta ad una consapevolezza lenta e morigerata della malinconia da distacco. Consapevolezza che poi diventa radicata a tal punto da non lasciar spazio ad alcun dubbio

 

Tornare sbalordisce, è un po’ come innamorarsi di nuovo del proprio compagno di vita dopo anni di torpore matrimoniale. Diamo per scontato il quotidiano, ma non quando lo ritrovi; il marciapiede in pietra, i turet verdi, i viali alberati, sono certa che se non fossi un’inguaribile nostalgica mi sarei soffermata prima sul clima di poca accoglienza riservato ad una giovane mamma che si respira nella pancia di un sistema consolidato, freddo che si consuma a discapito di un’ intera generazione femminile soprattutto se imprenditrici e/o autonome.

 

Scegliere di affrontare dei problemi e non seguire filosoficamente le questioni non renderà piacevole o interessante la lettura ma reputo che sia l’unico modo per ritrovare un minimo di consapevolezza perduta. Come prima cosa dovevo individuare l’asilo per le mie due figlie, poichè non ancora residenti la scelta è ricaduta su una scuola privata parificata (le scuole solo private implicavano la donazione di un rene verso metà anno, io mi sono limitata al sangue della parificata).

 

Dovete sapere che una scuola materna costa circa 250 euro al mese, a bambino, ma l’orario si limita tra le 9 del mattino e le 16 del pomeriggio.Per quanto concerne i nidi invece le cifre salgono al limite della sopportazione umana, circa 600 euro al mese a bambino. La prima domanda che mi sono fatta era come facessero le Torinesi con questi orari….? Come facesse una donna che si trasferisce a Torino per lavoro senza la famiglia vicina a sopravvivere?

 

Ho pensato fossero tutte più fortunate di me, ed ancora forte dell’entusiasmo della ritrovata Torino, ho attivato pre-scuola e dopo-scuola ( ovviamente tramite pagamento extra) in seguito ho cercato una baby sitter per la rimanenza oraria. Considerato l’esborso scolastico mi sono limitata a cercare casa in zone non adiacenti al centro ed ho optato per un piccolo bilocale fuoriportaHo calcolato subito che il mio stipendio bastasse per spese, vitto ed alloggio senza che rimanesse un centesimo.

 

Dovendo trovare una soluzione, propongo all’azienda per la quale lavoravo di farmi svolgere una mansione più ampia e sicuramente più impegnativa, con un aumento in busta paga. Con questo “miglioramento” qualche volta potevo permettermi di fare colazione al bar, potevo permettermi di portare le bambine al cinema ogni tanto, potevo contare su un piccolissimo fondo cassa per gli imprevisti.

 

Questa nuova situazione però portava a lavorare fino a 12 ore al giorno per tutte le Regioni del Nord Ovest, in pratica , come capita a troppe, ho barattato il tempo che dovrebbe spettare ad ogni madre per seguire con la giusta serenità ed attenzione i propri figli nel percorso di crescita con la sopravvivenza. Tutto ciò è vergognoso.

 

È diventato ufficiale anche per me questa consapevolezza, una donna non può rimanere da sola. Siamo cresciute con l’idea di poter essere ciò che volevamo, ci avete insegnato a non abbassare la testa, ed ora? Una madre oggi non può divorziare, non può scegliere di essere sola, non può essere lasciata, non può avere cedimenti, non può fare un lavoro più duro per provare a migliorare la propria situazione, e se, come farò io, continuasse a provarci per una speranza futura, lo farà solo ed esclusivamente a discapito di se stessa e dei propri figli.

 

Il fatto di esserci messe al pari degli uomini, di aver voluto, ottenuto e spesso vinto il confronto, ha portato ad una parità di genere che in realtà ha solo peggiorato le nostre condizioni;

gli uomini danno per scontata la nostra forza e le nostre capacità, tanto da “dimenticarsi” di tutelare il nostro valore aggiunto, noi dal canto nostro abbiamo così lottato per essere allo stesso livello che chiedere e far capire che i livelli non esistano e che si tratti di diversità oggettive sembra un’opzione non percorribile, paradossalmente sono proprio le donne che ci governano ad averlo dimenticato, poiché oramai al di sopra di questi problemi “spicci”, e troppo impegnate al paragone maschile.

 

Poi ci chiediamo perché in massa le donne, torinesi, le donne meridionali e di ogni luogo si “gettino” politicamente nelle mani apparentemente rassicuranti di chi rilancia un’idea di ruolo definito di donna. Non abbiamo molte opzioni, bisognerebbe lavorare sull’ ammissione di responsabilità di chi ha fallito una rivoluzione socio-culturale, bisognerebbe che le donne al comando ritrovassero l’essenza che ci fa davvero essere un passo avanti e si iniziasse a parlare di problemi e non di concetti con i quali solleticare l’intelletto. In un mondo perfetto gli uomini dovrebbero essere i primi al fronte.