ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 525

Prenota online e Amiat ti ritira i rifiuti ingombranti

Amiat: al via una campagna informativa sul servizio di prenotazione

Amiat, società del Gruppo Iren, ha avviato una campagna informativa dedicata al servizio di prenotazione online per il ritiro dei rifiuti ingombranti, in un periodo, quello estivo, che tradizionalmente vede molti cittadini dedicarsi ad attività di sgombero e pulizia con un conseguente aumento dei rifiuti ingombranti da smaltire.

Il servizio di prenotazione on line offre ai cittadini la possibilità di effettuare la richiesta tramite la compilazione di un form dedicato sul sito della società, senza il vincolo degli orari del Customer Care Ambientale.

Le nuove tecnologie stanno progressivamente cambiando le modalità di contatto fra cittadini ed azienda, con una netta crescita dei contatti attraverso il sito internet; a fronte di 100 mila richieste complessive pervenute nel 2018 per il servizio di ritiro rifiuti ingombranti, oltre 16 mila sono state inoltrate via web.

Un dato che sta manifestando ulteriori segnali di crescita in questi primi mesi del 2019.

Chiunque abbia un rifiuto ingombrante da smaltire (da mobili ad elettrodomestici di grandi dimensioni, da materassi a sanitari…) ed è impossibilitato a portarlo nei centri di raccolta presenti in città, può scegliere la comoda e veloce prenotazione di ritiro a domicilio attraverso il canale online. Un veicolo in più, totalmente gratuito, che va ad aggiungersi alla tradizionale telefonata al Customer Care Ambientale 800 017 277 e al form da compilare sull’app Junker.

La campagna di comunicazione, veicolata sul web tramite banner pubblicitari è inoltre un richiamo a non abbandonare i propri rifiuti ingombranti per strada, con conseguenze negative sulla collettività: non solo rende la città più sporca e disordinata, ma genera notevoli costi aggiuntivi per Amiat.

Si ricorda inoltre che l’abbandono di rifiuti su suolo pubblico è un reato e i trasgressori sono puniti con sanzioni pecuniarie ai sensi del REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI.

Per maggiori informazioni www.amiat.it

Nuove case, a Torino aumentano domanda e offerta

Osservatorio Abitare Co. sul mercato residenziale delle nuove costruzioni nelle 8 principali città metropolitane

Nel I semestre 2019 a Torino aumentano domanda (+1,6%), offerta (+0,8%) e prezzi (+2,4%). Le nuove abitazioni rappresentano il 13,1% sul totale offerto sul mercato. Per il 2019 le previsioni confermano il trend di crescita

 

 

Nel I trimestre 2019 il mercato immobiliare residenziale (nuovo e usato) nella città di Torino ha registrato una crescita del +2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, anche se inferiore alla media delle otto città metropolitane (+8,2%). Un trend comunque positivo confermato anche dall’analisi sui primi sei mesi dell’anno: secondo le stime di Abitare Co., a Torino le vendite di nuove abitazioni nel I semestre 2019 sono aumentate del +1,6% rispetto al I semestre 2018, i prezzi medi hanno registrato un incremento del +2,4% (€ 4.550), i tempi di vendita sono pari a 4,1 mesi e l’offerta è cresciuta del +0,8%. Le nuove abitazioni rappresentano, così, il 13,1% dell’offerta totale presente sul mercato residenziale.

Chi acquista un immobile nuovo, cosa cerca? Nelle grandi città, al di là dell’abitazione in sé, si fa più attenzione alle soluzioni abitative su misura, personalizzabili, con servizi innovativi, che vanno dal personal architect alla conciergerie, agli spazi condivisi come la storage room, la SPA e l’area fitness, oltre alle zone dedicate al coworking.

 

Sono questi alcuni risultati emersi dall’analisi del Centro Studi di Abitare Co. – società di intermediazione immobiliare focalizzata sulle nuove residenze – che ha analizzato l’andamento del mercato immobiliare delle nuove abitazioni nelle principali città metropolitane italiane (Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Firenze, Bologna e Palermo).

 

Tra le singole città metropolitane, secondo l’analisi di Abitare Co., nel I sem. 2019 la più dinamica è Milano, con un incremento delle vendite di nuove abitazioni del +8,3%, seguita da Bologna (+7,5%), Roma (+5,7%), Genova (+3,8%), Napoli (+3,5%). Le vendite crescono, seppur con valori più contenuti, anche a Torino (+1,6%), Palermo (+1,4%) e Firenze (+1,4%).

 

Ma a crescere non sono solo le vendite, ma anche i prezzi che stanno dando segnali di risveglio in tutte le città metropolitane (in media +2,6% sul I sem. 2018), con Bologna (+4,8%) e Milano (+4,5%) le città più vivaci.

Il prezzo medio al mq per acquistare un’abitazione nuova è di €4.230: le città più care sono Milano con €5.250 (+4,5% sul I sem. 2019) e Roma con €5.150 (+2,2%); seguono Firenze con €4.850 (+1,1%), Torino con €4.550 (+2,4%), Napoli con €3.900 (+2,6%), Bologna con €3.850 (+4,8%), Genova con €3.350 (+1,5%) e Palermo con €2.950 (+1,3%).

 

Per quanto riguarda l’offerta (in media +2,6% sul I sem. 2018), nel 2018 il tasso di crescita maggiore si evidenzia ancora una volta a Milano (+3,2%), città in cui si registra anche il peso maggiore delle nuove abitazioni sul totale di quelle presenti sul mercato residenziale (22,3%). A Roma l’incidenza sul totale è del 17,2%, a Bologna del 14%, a Torino del 13,1%, a Firenze del 10,2%, a Napoli del 9,8%, a Genova del 6,6% e a Palermo, fanalino di coda, del 5,3%.

 

Per vendere un’abitazione a Torino sono necessari in media 4,1 mesi, un dato leggermente inferiore alla media nazionale (4,9 mesi).

 

 

Caselle, nuova rotta Torino-Bristol

Ryanair, ha annunciato oggi (30 luglio) la nuova rotta che, a partire da dicembre 2019, collegherà Torino all’aeroporto di Bristol (nel Regno Unito) con un servizio settimanale.

Questa connessione rientra nell’ambito della programmazione invernale 2019 da Torino.

La nuova rotta permette ai viaggiatori italiani di concerdersi un city break a Bristol quest’inverno e promuove Torino come destinazione ideale per gli sport invernali per i visitatori provenienti dal Regno Unito. I passeggeri in partenza dall’Italia possono quindi prenotare un volo per Bristol fino a marzo 2020, usufruendo di tariffe ancora più basse e dei miglioramenti del servizio clienti di Ryanair nel 2019

Il Motovelodromo ai privati

Dall’ufficio stampa di Palazzo Civico

Il Consiglio comunale di Torino ha approvato la delibera relativa al recupero del motovelodromo “Fausto Coppi”

Si tratta di un provvedimento, illustrato dall’assessore al Patrimonio Sergio Rolando, che prevede, a seguito di manifestazioni di interesse per l’insediamento di funzioni prevalentemente sportive, la concessione di diritto di superficie sessantennale, ad asta pubblica per il recupero dello storico impianto di corso Casale, oggi in stato di abbandono.

La base d’asta è stata stimata in 250 mila euro fuori campo I.V.A.

Accanto alle attività sportive quali, ad esempio, ciclismo, calcio, rugby, atletica, o altre discipline compatibili con la struttura potranno essere previste destinazioni accessorie esclusivamente e strettamente pertinenti allo svolgimento dell’attività principale, quali attività commerciali al dettaglio con superficie di vendita non superiore ai 250 mq, pubblici esercizi e attività artigianali di servizio connesse ad una fruizione turistico sportiva della struttura.

L’aggiudicatario, nella fase di progettazione, sarà tenuto a prevedere percorsi di partecipazione al fine di reperire eventuali indirizzi e proposte provenienti dal territorio (Circoscrizione, associazioni, cittadini) utili al miglioramento della qualità del progetto.

Su richiesta, la Città e le associazioni sportive potranno avvalersi per tre pomeriggi alla settimana potrà utilizzare attrezzature strutture sportive secondo modalità da definirsi con l’area Sport e Tempo Libero.

La delibera ha ottenuto 22 voti a favore (Mov 5 Stelle e ConCi).

Con la delibera è stata approvata anche una mozione di accompagnamento a firma del consigliere Damiano Carretto (M5S) con la quale si impegna Sindaca e Giunta a prevedere, nella convenzione con l’eventuale aggiudicatario del diritto di superficie, che vi sia interlocuzione con le realtà del territorio affinché possa esserci dialogo e sinergie nella gestione del futuro Motovelodromo.

IL DIBATTITO IN SALA ROSSA

Per il capogruppo del Pd, Stefano Lo Russo, non si capisce come si passi dalle manifestazioni di interesse alla delibera, e sottolinea l’assenza dei costi di quantificazione dei lavori di riqualificazione. In fase di concessione di diritto di superficie non ci sono condizioni di garanzia che vi possa essere esclusione di tipologie merceologiche, contraddicendo quanto indicato in delibera. Ci sono paletti finti che dovrebbero garantire il servizio pubblico che contrastano con l’istituto del diritto di superficie.

Marco Chessa (M5S) ha espresso soddisfazione perché con questa delibera si avvia il processo di riqualificazione di un impianto storico e si riporta alla luce la sua storica vocazione sportiva, riqualificando anche un quartiere. Francesco Tresso (Lista civica per Torino) si dice rattristato per la procedura scelta e per i contenuti della proposta. Le aree devono cogliere i cambiamenti. Manca connessione tra quell’edificio e quella zona di città, non è stata valutata la possibilità di gestione da parte di un partnertariato pubblico privato. Ci sono lacune, a partire dalla mancanza dei parcheggi.

Secondo Osvaldo Napoli (Forza Italia) il Motovelodromo rappresenta per Torino una grande storia. Necessaria la riqualificazione, ma ritiene che la valutazione di 250 mila euro rapportati ai 60 anni non lo convince, per questo si asterrà.

Enzo Lavolta (PD) ritiene che si chieda di avallare una delibera dall’oggetto indeterminato e dal valore indeterminato con una procedura “pasticciata” e si interroga su come potrà il Consiglio Comunale esercitare le proprie prerogative di controllo sul bando.

Per Marina Pollicino (ConCi) il provvedimento garantisce i due obiettivi iniziali, restituire alla storia della Città un manufatto che rappresenta un notevole patrimonio per Torino e ridestinarlo alla sua vocazione originaria prevalentemente sportiva.

Damiano Carretto (M5S) ha illustrato la propria mozione di accompagnamento, utile perché il futuro motovelodromo rimanga connesso con la realtà di Torino anche in presenza di un investitore non torinese.

Promuovere anche nelle scuole il rispetto degli animali

Siglato un accordo

Nei giorni scorsi il MIUR-USRP (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte) e OIPA Italia Onlus (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) hanno siglato un Protocollo d’Intesa per la promozione di itinerari formativi rivolti a sensibilizzare gli studenti delle diverse tipologie scolastiche al rispetto dei diritti di tutti gli esseri viventi. Verrà inoltre valutata la possibilità di inserire attività educative proposte dall’OIPA nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, secondo le normative introdotte dall’art. 1, commi dal 33 al 43 della L. 107/2015.

L’iniziativa va a inserirsi in un ampio progetto educativo e formativo e rivolto alle scuole nel quale l’associazione crede fermamente e che porta avanti già da tempo. Nell’anno scolastico 2018/2019, infatti, il Gruppo Scuola della sezione Torino dell’OIPA, sotto la guida del referente Secondo Goletti, ha già svolto attività formativa presso 12 scuole di Torino e provincia, tenendo lezioni in 41 classi, a 796 studenti in 67 incontri, per un impegno di circa 110 ore.

La collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione e l’OIPA, è un decisivo, ulteriore riscontro che l’educazione al rispetto degli animali e dell’ambiente matura da una giusta formazione e da un corretto insegnamento a scuola fin dalla prima infanzia.

Asti-Cuneo: e la risposta definitiva?

UNCEM: “INCOMPRENSIBILE IL CIPE NON ABBIA DATO LUMI SULLA CONCLUSIONE DELL’OPERA. E A CHERASCO SI PAGA…” 

“È incomprensibile il Cipe nei giorni scorsi non abbia stanziato le risorse per la conclusione della Asti-Cuneo. Qualsiasi sia la soluzione operativa scelta, qualsiasi la modalità rispetto a concessioni e gare, qualsiasi le risorse economiche necessarie, quei chilometri di infrastruttura restano un tabù. Parole su parole, promesse e pochi fatti, analisi e progetti, convegni. Dell’ultimo tratto della Asti-Cuneo che unisce le valli alpine cuneesi alla pianura padana, nessuna traccia. E il casello a Cherasco, obbligatorio in uscita verso Alba, Langhe e Roero, si paga 1,70 euro. Forse aumenterà pure. Per far cosa? Per quali opere da realizzare, non si sa. Si paga a Marene e poi sei chilometri dopo. Anche alla barriera di Cuneo, le tariffe a carico degli utenti crescono ogni anno. Scellerato e grave che il Cipe non decida di quella lingua d’asfalto verso le aree economiche che stanno facendo grande il turismo del Piemonte. Così come sul Maddalena e sul Tenda. Fermi. E il Cuneese, il Sud-Ovest del Piemonte soffre per gli scontri politici, gli errori istituzionali, i conflitti. L’Asti-Cuneo è e resta incompleta, emblema di un pezzo di politica centralista del Paese che non decide”.

Marco Bussone e Lido Riba, Presidente nazionale e regionale dell’Uncem

Zanzara tigre: massima allerta in Piemonte

Secondo l’elaborazione di Anticimex su base dati Vape, nella settimana dal 25 al 31 luglio, indice potenziale di infestazione a livello massimo ad Alessandria, Asti, Biella, Novara, Torino, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli; tendenza futura in crescita in quasi tutte le province della regione e in prevalenza indice di calore compreso tra i 32 e i 40 gradi

 

Milano, luglio 2019 – Bollettino rosso in gran parte d’Italia per le temperature in aumento e, seppur con un po’ di ritardo, anche quest’anno il fenomeno zanzara tigre torna a farsi sentire. Quali saranno nei prossimi giorni le aree più attaccate dal fastidioso insetto in Piemonte, adesso che ci avviciniamo ad agosto?

Secondo l’elaborazione di Anticimex, azienda internazionale specializzata nel Pest Management e nei servizi di igiene ambientale, su base dati Vape, nella settimana dal 25 al 31 luglio in Piemonte sono Alessandria, Asti, Biella, Novara, Torino, Verbano-Cusio-Ossola Vercelli le province con l’indice potenziale di infestazione di zanzara tigre più alto, in una scala di intensità da 0 a 4, ad eccezione della sola provincia di Cuneo (livello 0). In quasi tutte le province la tendenza futura è in crescita, mentre l’indice di calore è compreso in prevalenza tra i 32 e i 40 gradi.

Nelle altre regioni, attraversando l’Italia in lungo e in largo, l’allarme più alto si concentrerà in Liguria su tutte le province, così come in Friuli-Venezia GiuliaAbruzzoBasilicataUmbriaMarche Puglia, interamente prese d’assalto. Nel Lazio al livello 4 spiccano Roma, Frosinone e Latina, mentre in Lombardia gli insetti famelici faranno la loro comparsa manifestandosi principalmente sui territori di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lodi, Milano, Monza-Brianza, Pavia e Varese, colpendo anche Lecco che presenterà invece un indice medio-alto (3), in maniera inferiore Mantova (2), ed escludendo Sondrio al livello 0. Se Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta non avranno particolare motivo di preoccuparsi, con Bolzano e Trento al livello 2 e Aosta al livello 0, in Veneto a soffrire saranno soprattutto PadovaRovigo, Treviso, Venezia, Vicenza (livello 4), rispetto a Belluno e Verona (livello 2) e in Toscanatutte le province, con solo Massa Carrara ad indice medio-alto 3. In Molise Campobasso sale al livello 3 ed Isernia si ferma a 0, mentre Calabria Campania saranno quasi al completo, con tutte le province coinvolte, ad eccezione di Cosenza per la prima (indice 1), e Avellino per la seconda (che si avvicina al picco con l’indice 3).  Per quanto riguarda infine le isole, in Sicilia a salvarsi è la sola Ragusa (indice 1), mentre la Sardegna entra nel mirino del livello 4 con CagliariCarbonia IglesiasMedio CampidanoOgliastraOlbia – TempioOristano Sassari, e a seguire la sola provincia di Nuoro, al livello medio-basso (2).

 

 

Ma quali sono i consigli per difendersi e limitare la presenza delle zanzare?

“Nelle abitazioni con giardini o aree verdi, le nuove tecnologie possono aiutare sensibilmente i cittadini a difendersi dalle zanzare – afferma Valeria Paradiso, Responsabile Tecnico di Anticimex Italia –. Attraverso sistemi di disinfestazione automatica si possono programmare giorni e orari di intervento, nebulizzando prodotti specifici o repellenti al 100% naturali nei momenti più idonei ed in assoluta autonomia. Ma per bloccarne la diffusione all’origine è essenziale agire sul fattore prevenzione, con la collaborazione attiva delle amministrazioni comunali e condominiali, che devono pianificare, insieme a esperti del settore, interventi mirati e continuativi almeno da marzo a tutto ottobre. Ma altrettanto importante è il ruolo dei cittadini, fondamentale per tenere in ordine le aree private ed evitare i ristagni d’acqua.”

Tav, Legambiente: “Ci sono altre priorità”

Riceviamo e pubblichiamo

Il Governo si confronti sulle vere opere pubbliche che servono davvero al Paese. In un anno di discussione sulla Tav e sul trasporto merci su gomma, l’Esecutivo Conte non ha fatto alcun passo avanti nella direzione di politiche che, sull’esempio svizzero e austriaco, disincentivino il trasporto merci su gomma attraverso leve fiscali e tariffarie”

 

Sembra che andare al governo faccia completamente perdere l’approccio scientifico e di buonsenso che dovrebbe accompagnare le scelte strategiche nel campo dei trasporti. È capitato a Renzi che è passato dal definire in un suo libro la Torino-Lione “un investimento fuori scala e fuori tempo” ad avvallarne la costruzione, è successo a Salvini che nel proprio repertorio di felpe ha indossato anche quella No Tav ma che ora tanto si spende per proseguirne la realizzazione, è successo in ultimo anche al Movimento 5 Stelle da sempre su posizioni contrarie alla grande opera inutile e ora disponibile a sancire il via libera attraverso il proprio premier. Il tutto in barba alle analisi costi-benefici che negli anni non hanno potuto far altro che decretare l’insostenibilità di un’opera come la Torino-Lione per costi e impatto. E in barba a tutti quei pendolari che vorrebbero avere ogni giorno, sulla tratta casa-lavoro, un servizio adeguato e che invece continuano ad essere esposti a disservizi, a rischi per la propria sicurezza e in molti casi a dover forzatamente scegliere l’auto perché gli è stato tagliato il servizio ferroviario.

È quanto denuncia Legambiente che attraverso la voce del suo Presidente nazionale Stefano Ciafani torna a ribadire come “la Tav, oltre ad essere un’opera inutile e costosa, non sposterà un solo tir dalla strada visto che resterà più economico e facile far “girare” le merci su gomma. È incredibile che in un anno di discussione sull’alta velocità Torino-Lione e sul trasporto merci, nel governo non si sia fatto alcun passo avanti nella direzione di politiche che, sull’esempio svizzero e austriaco, decidano di chiudere al trasporto su strada o a tassarlo. Invece di investire sulle grandi opere inutili, il Governo abbia il coraggio di ridurre la quota di trasporto merci che oggi viaggia su gomma disincentivando questo trasporto attraverso leve fiscali e tariffarie, di incentivare la mobilità urbana sostenibile, rafforzare e rendere più competitivo il trasporto ferroviario pendolare e urbano per offrire una valida alternativa all’auto e promuovere l’alternativa della mobilità elettrica. Vogliamo ricordare all’Esecutivo Conte – aggiunge Ciafani – che si continua a parlare di Tav e non di quelle opere pubbliche che servono davvero al Paese e che permetterebbero di ridurre, ad esempio, le emissioni in atmosfera di gas serra e inquinanti, di ridurre lo scarico dei reflui fognari nell’ambiente per cui stiamo pagando multe salate, di affrontare il tema della gestione dei rifiuti. Si tratta di opere prioritarie, fondamentali per la qualità della vita delle persone e per l’economia del Paese, di cui però oggi si parla poco perché la politica è troppa presa dal dibattito sulla Tav dimenticando il resto”.

“Se davvero si volesse investire su spostamenti efficienti e non inquinanti – dichiara Fabio Dovana, Presidente di Legambiente Piemonte – non avremmo dovuto assistere ad un riduzione dei finanziamenti statali per il trasporto ferroviario del -20,4%, tra il 2009 e il 2018, a cui si potrebbe aggiungere a fine anno un ulteriore taglio di 300 milioni, per la clausola di salvaguardia nella legge di Bilancio che ha buone probabilità di scattare vista la situazione economica. E proprio in Piemonte i dati indicano che l’emorragia di pendolari avuta a partire dal 2011 per effetto del taglio di 14 linee cosiddette “minori” non si è ancora arrestata”.

In Piemonte nel 2017 sono state in media 166.445 le persone che ogni giorno hanno preso un treno, in diminuzione rispetto al 2016 quando si attestavano a 167.556 mila. Per tornare almeno ai 175.400 viaggiatori del 2011 servono maggiori investimenti. Sempre in Piemonte gli stanziamenti per il servizio ferroviario si attestano a 5,51 milioni di euro l’anno, appena lo 0,05% del bilancio regionale. E la Torino-Lione non farà altro che farà altro che drenare ulteriori risorse a scapito dei pendolari.

Caso Sea Watch 3, parla il legale di Carola

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Abbiamo intervistato l’avvocato Leonardo Marino difensore, con il collega Alessandro Gamberini, di Carola Rackete, la capitana della Sea Watch 3

 

1) Perché ritenete sia legittimo avere forzato il blocco per fare sbarcare i migranti?

Il comandante della Sea Watch ha sempre sostenuto di essere stata obbligata per stato di necessità, anche perché la situazione a bordo stava per precipitare. Il giudice che non ha convalidato l’arresto è andata oltre, ritenendo che fosse stata screditata la condotta del comandante in quanto si è limitata ad adempiere il suo dovere di capitano nel soccorrere i migranti e nel rispetto delle convenzioni internazionali.

2) Come valuta la posizione della procura di Agrigento secondo la quale la scarcerazione di Carola Rackete è una “conclusione contraddittoria, errata e non adeguatamente motivata”?

La Procura ha di fatto impugnato soltanto l’aspetto cautelare della convalida dell’arresto ritenendo che il provvedimento del giudice non sia corretto e non richiedendo nessuna misura cautelare.Sarà la Cassazione a vedere se effettivamente il gip di Agrigento ha operato correttamente o meno.

3) È confermata la volontà di chiedere risarcimenti in denaro per gli insulti ricevuti sui social?
Stiamo valutando di intraprendere un’azione legale nei confronti dei soggetti che quasi quotidianamente diffamano l’onore e l’immagine di Carola e della Sea Watch. Cosa certa è la denuncia nei confronti del Ministro dell’Interno italiano per diffamazione e associazione a delinquere.

Le panchine del Centro Jolly sul valore della diversità

Inaugurate a Volpiano nella piazza del Comune

Volpiano il Centro Jolly ha installato di fronte al Municipio due panchine per sottolineare il valore della diversità. L’inaugurazione si è svolta mercoledì 17 luglio con la partecipazione dei ragazzi del Centro Estivo, una esibizione artistica e la realizzazione di alcuni batik da donare alla città; sulle panchine, dipinte di blu (simbolo dell’autismo) e con i colori della pace, sono state scritte le frasi «la diversità che fa la differenza» e «ridono di me perché sono diverso, rido di loro perché sono tutti uguali».

Il centro diurno Jolly è stato aperto nel 1988 per lavorare sul tema dell’integrazione, proponendo progetti didattici insieme alle scuole del territorio e attività di musicoterapia, arte e zooterapia.

Commenta l’assessora ai Servizi alla Persona del Comune di Volpiano Irene Berardo: «È stata una bella giornata che testimonia la continuità di queste iniziative sul nostro territorio; alcuni ragazzi avevano a suo tempo frequentato i centri estivi e ora partecipano alle attività del Centro Jolly, a dimostrazione di quanto le persone possano fare per la comunità anche grazie alla diversità».