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Egitto: cosa accadrà dopo la morte di Morsi?

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Focus internazionale / di Filippo Re

L’improvvisa morte di Mohammed Morsi risuscita paradossalmente quella Fratellanza Musulmana egiziana, a cui l’ex rais apparteneva, che stroncata con la forza e messa a tacere dal suo successore, il generale Al Sisi, sembrava precipitata negli abissi. Oggi gli stessi Fratelli Musulmani che avevano portato Morsi al potere sono tornati a farsi sentire a gran voce annunciando manifestazioni di protesta in tutto l’Egitto e accusando il regime di essere in qualche modo responsabile della morte dell’ex presidente. È stato sepolto di notte, nel tentativo di dimenticarlo velocemente ma ciò non è bastato ad evitare reazioni e manifestazioni da parte dei sostenitori della Fratellanza musulmana che ora minacciano attentati per vendetta o per aumentare la tensione. All’ombra delle Piramidi la scomparsa di Morsi infiamma l’islam politico mentre il resto dell’islam tace o si compiace per quanto accaduto. Malvisto e detestato dall’Occidente, rimpianto dal turco Erdogan, dall’emiro del Qatar Al Thani, dai capi di Hamas, dagli iraniani e da pochi altri Mohammed Morsi voleva trasformare l’Egitto in uno Stato teocratico e fondamentalista governato dalla Sharia.

Guardato con paura e sospetto da europei e americani per i suoi profondi legami con la parte più radicale ed estremista del mondo islamico, Morsi viene invece ricordato con ammirazione da quei Paesi arabi e musulmani che lo hanno sempre appoggiato nella sua breve esperienza alla presidenza dell’Egitto. All’epoca di Mubarak i Fratelli Musulmani agivano clandestinamente e anche Morsi fu arrestato e imprigionato nel 2011. Evase dal carcere e dopo la caduta di Mubarak si candidò a presidente nel 2012 con il partito islamico “Giustizia e Libertà”, l’ala politica dei Fratelli Musulmani. Morsi fu eletto democraticamente nel 2012 e poi destituito poco più di un anno dopo, nell’estate 2013, da una grande sommossa popolare appoggiata dall’esercito che prese il potere. I militari lo destituirono perchè l’islam politico era ritenuto pericoloso e non affidabile anche se arrivò alla presidenza in modo democratico vincendo elezioni, tutto sommato, abbastanza libere e trasparenti. Ma ben presto Morsi e i suoi Fratelli musulmani ne approfittarono per eliminare drasticamente ogni forma di opposizione. L’Egitto passò dalla padella alla brace, dalla dittatura di Mubarak a quella di Morsi.

Era stato eletto con il motto “l’islam è la soluzione ad ogni problema” ma non risolse proprio nulla anche se ebbe poco tempo per provarci. Mise in atto una politica fortemente accentratrice e islamista cercando di inserire la Sharia, la legge religiosa, nella Costituzione e nell’ordinamento giuridico e facendola diventare la principale fonte della legislazione egiziana. Gli egiziani si ribellarono e milioni di giovani scesero in piazza chiedendo una politica separata dalla religione. Le sue azioni criminali, la persecuzione delle opposizioni, la sfida ai copti cristiani, la mancanza di libertà e diritti non piacquero all’Occidente che si allontanò dal nuovo regime. Le carceri si riempirono di dissidenti, migliaia di persone sparirono da un giorno all’altro e la tortura divenne una pratica quotidiana. A quel punto le Forze armate egiziane andarono al potere per ristabilire l’ordine. Morsi finì in carcere e il movimento islamista dei Fratelli musulmani fu messo fuori legge.

La sua rimozione dal potere ad opera dei militari fu approvata da molti noti esponenti della società civile egiziana come l’ex leader dell’opposizione laica e premio Nobel per la pace Mohamed El Baradei, dall’imam dell’Università al Azhar del Cairo, la più importante autorità del mondo islamico, Ahmad al Tayyeb e dal capo della Chiesa copta Tawadros II. Iniziarono i processi e arrivarono le prime condanne. Pur decapitati dalla scure di Al Sisi, presidente-dittatore, i Fratelli Musulmani tornano oggi a far tremare il gigante nordafricano e parlano di “morte deliberata dall’alto” mentre Ankara accusa “ i tiranni del Cairo e definisce Morsi un martire”. Nel Paese del Nilo è stato decretato lo stato d’emergenza e sulle strade della capitale sono state rafforzate le misure di sicurezza per il rischio di proteste e scontri. Morsi è stato presidente della Repubblica dal giugno 2012 al luglio 2013, nelle prime elezioni svolte dopo la caduta del dittatore Hosni Mubarak, ma poi era stato deposto da un golpe militare e da allora era stato in carcere e condannato varie volte. Nel 2017 gli furono inflitti 25 anni di carcere che si aggiunsero ai 20 previsti dalla condanna del 2015 nel processo per la morte di alcuni manifestanti durante una protesta.

L’ex ingegnere e rais era già stato condannato all’ergastolo per aver complottato con Hamas ed Hezbollah e in un altro processo era stato condannato a morte per gli incidenti avvenuti durante l’evasione di massa da un carcere ma questa condanna fu in seguito annullata dalla Cassazione. Anche gli ayatollah hanno espresso cordoglio e dispiacere per la scomparsa di Morsi insieme ai leader di Hamas, del Qatar e della Turchia di Erdogan. L’Egitto odierno, quello di Al Sisi, il nuovo Faraone, è un Paese che affolla le carceri con oltre 60.000 prigionieri politici, calpesta regolarmente i diritti umani ma nonostante tutto resta uno dei Paesi più tollerati e aiutati dalla comunità internazionale per il suo ruolo di baluardo contro i terroristi islamici. “Le cose in Egitto vanno sempre peggio, dichiara il noto scrittore egiziano Alaa al Aswani (Palazzo Yacoubian) e gli anni di Mubarak sembrano incredibilmente un buon ricordo..”

dal settimanale “La Voce e il Tempo”

Blockchain e fiducia digitale

Un convegno di CSI e Fondazione Torino Wireless fa il punto sulla tecnologia destinata 
a cambiare per sempre il nostro modo di interagire in rete

 

Sicurezza, trasparenza, tracciabilità, immutabilità e decentralizzazione. Sono questi i pilastri di quella che molti considerano la nuova Internet, ovvero la blockchain. Una tecnologia rivoluzionaria che sembra avere un potenziale dirompente paragonabile all’avvento del web e che può modificare profondamente il nostro modo di interagire con la società, le aziende e le istituzioni. Grazie soprattutto alla ridefinizione del concetto stesso di sicurezza delle informazioni.

Di questi temi si è parlato ieri durante il convegno “Blockchain e fiducia digitale un nuovo modello per servizi, dati e informazione” organizzato dal CSI Piemonte e dalla Fondazione Torino Wireless all’interno di Italian Tech Week, il più importante evento tech del Paese che dal 25 al 28 giugno ha riunito a Torino le eccellenze italiane ed europee impegnate a costruire il futuro del business e della società.

Rappresentanti delle istituzioni centrali e locali, mondo accademico e della ricerca, imprese e startup si sono confrontati sull’opportunità di impiego di questa tecnologia nella pubblica amministrazione, nel mondo del business e delle aziende per la realizzazione di nuovi servizi innovativi. La nuova tecnologia può essere infatti applicata in diversi ambiti: dal settore finanziario e delle banche a quello manifatturiero, come ad esempio il comparto agroalimentare. Ma è soprattutto nella realizzazione dei servizi digitali per la PA che l’infrastruttura si mostra più promettente.

Oggi un’amministrazione veramente digitale e proiettata nel futuro non può limitarsi a proporre on line gli stessi servizi che ieri offriva tramite sportelli tradizionali: web, mobile e social permettono di semplificare i processi amministrativi e l’interazione con i cittadini, ma questo è solo il primo passo di un percorso molto più complesso, dove la blockchain può diventare protagonista.

È necessario quindi pensare a un nuovo modello di servizi digitali realizzati con il contributo di soggetti diversi: non solo PA e cittadini, ma università, istituti di ricerca, imprese, startup, sistema finanziario, organizzazioni no profit. Ognuno gioca un ruolo diverso, mette a disposizione dati, servizi, informazioni, con regole condivise che garantiscono sicurezza e trasparenza.

“Negli anni in cui lo Stato non è riuscito a mantenere il passo sui temi della digitalizzazione e l’Unione Europea non è stata capace di fare politiche comuni – ha dichiarato Laura Castelli, Viceministro dell’Economia e della Finanze – abbiamo perso risorse e competitività. In Italia serve una strategia innovativa e coraggiosa. A questo lavoriamo, anche per migliorare la qualità dei servizi che lo Stato, nella sua accezione più larga, deve offrire ai cittadini. La Blockchain ci permette di alzare la qualità della vita dei cittadini da una parte, dall’altro ci permette di massimizzare la crescita, favorendo lo sviluppo del Paese e nel contempo la tutela dei conti pubblici. I dati, inalterabili ed immodificabili, garantiscono i processi democratici e sono meno permeabili da fenomeni di corruzione. Purtroppo siamo ancora indietro, ma con un gioco di squadra possiamo recuperare il tempo perduto, lavorando soprattutto in formazione e informazione. Dobbiamo farlo mettendo a sistema la Pubblica Amministrazione e il mondo produttivo. Così facendo, riusciremo a garantire servizi più rapidi, sicuri, efficienti, ma soprattutto trasparenti, con una ricaduta positiva, in tutti i settori”.

“La Città di Torino ha iniziato il percorso sulla blockchain un paio di anni fa – ha spiegato Paola Pisano, Assessora all’Innovazione della Città di Torino – analizzando quali servizi potessero essere supportati da questa tecnologia e quali benefici potesse portare. Oggi insieme al CSI stiamo portando avanti processi importanti di innovazione per la nostra città, “pensando direttamente in digitale”, ovvero realizzando servizi solo in digitale, come ad esempio il servizio di iscrizione ai nidi d’infanzia che ha gestito on line 8.000 domande delle famiglie torinesi o il sistema di spunta digitale per l’assegnazione dei posti nelle aree mercatali torinesi. Progetti importanti che rappresentano prima di tutto quel processo di innovazione culturale di cui abbiamo bisogno per cambiare realmente il Paese”.

“Il CSI Piemonte sta esplorando i benefici di questa tecnologia – ha sottolineato Pietro PaciniDirettore Generale del CSI Piemonte – nel processo di trasformazione digitale del settore pubblico. Per questo nel nostro Piano Strategico abbiamo deciso di investire sulla Blockchain dedicandole anche uno dei sette nuovi Centri di Eccellenza. Uno dei primi progetti su cui stiamo lavorando riguarda l’adozione di questa tecnologia nel settore welfare, per la gestione dei sussidi alle famiglie che iscrivono i propri figli all’Estate Ragazzi a Torino. Attualmente le famiglie in fase di iscrizione devono compilare e consegnare moduli, autocertificazioni e documenti in formato cartaceo per attestare le condizioni richieste per l’attivazione del sussidio. Con questo progetto semplificheremo e digitalizzeremo tutto l’iter, con grandi vantaggi per tutti: il cittadino non dovrà più recarsi nei vari sportelli pubblici per avere i documenti cartacei necessari ad avere il sussidio, ma li otterrà automaticamente. Gli uffici pubblici, dal canto loro, potranno verificare in tempo reale i requisiti socio-economici e il numero di richieste pervenute, in tutta sicurezza e con risparmi di tempi e costi”.

“Il mercato delle applicazioni Blockchain è in forte crescita – ha concluso Mario Manzo Vicepresidente esecutivo di Fondazione Torino Wireless – e costituisce una grande opportunità di sviluppo tanto per le imprese dell’offerta che per i settori in cui queste soluzioni si applicano. Secondo i dati recentemente presentati dall’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano, i progetti Blockchain in Italia nel 2018 hanno visto una crescita del 76% rispetto al 2017 con un investimento di circa 15 milioni di euro e la maggiore crescita ha riguardato le soluzioni per l’e-government e per la tracciabilità agroalimentare. Considerando che si tratta di un mercato ancora agli albori, gli investimenti sono ancora limitati e vi è ancora una scarsa conoscenza di questa tecnologia, come Torino Wireless siamo impegnati tanto in attività divulgative, come la giornata di oggi insieme a CSI, quanto nello sviluppo di azioni sia a sostegno della domanda, ad esempio analizzando i casi applicativi di successo, che dell’offerta con azioni di networking ricerca e impresa e di supporto alla progettualità e alle sperimentazioni”.

Ream Sgr acquista “I Glicini”

Continua l‘impegno di Ream Sgr ( Fondo immobiliare torinese costituito da varie fondazioni bancarie piemontesi, fra cui la Fondazione CRT) nel settore delle Residenze per anziani. Per conto del Fondo immobiliare GERAS 2, – REAM SGR in data odierna ha sottoscritto il contratto definitivo di compravendita della residenza sanitaria assistenziale (RSA) “I Glicini”, sita a Bra (CN).L’immobile, ha una superficie complessiva pari a ca. 5.000 mq, ed è stato acquistato per un valore di € 7.600.000 ed ha una dotazione di 92 posti letto complessivi gestiti da Socialcoop Consorzio Cooperative Sociali Soc. Coop. Sociale.

“Con questa acquisizione – dichiara il Presidente Giovanni Quaglia – REAM SGR continua nella sua politica di investimento nell’economia reale ed in particolare in strutture a servizio delle persone. Il Fondo GERAS 2 ha fino ad ora comprato circa 500 posti letto che, sommati ai circa 800 acquisiti dal Fondo GERAS, costituiscono un significativo intervento nell’ambito delle residenze per anziani autosufficienti e non nel nord ovest d’Italia.”

“REAM SGR – afferma Oronzo Perrini, Direttore Generale – con gli investimenti effettuati dai Fondi GERAS e GERAS 2, consolida il proprio ruolo da protagonista in questa asset class. Il patrimonio dei due Fondi è concentrato in Regioni in cui la domanda di servizi assistenziali è in forte crescita e si avvale della gestione professionale dei principali operatori di mercato.
Scopo del Fondo GERAS 2 – che ha avviato la propria operatività a luglio 2018 – è quello di investire circa 200 milioni in residenze per studenti, residenze socio-sanitarie e socio-assistenziali ed in strutture turistico ricettive.”

Un nuovo modello per servizi, dati e informazione  

Torino, mercoledì 26 giugno 2019, ore 10  Auditorium Vivaldi, Biblioteca Nazionale Universitaria – piazza Carlo Alberto 5a

La profonda trasformazione sociale e digitale che stiamo vivendo fa affiorare l’esigenza di un nuovo modello di fiducia, digitale e distribuito, che può stravolgere il nostro modo consueto di interagire con la società, le aziende e le istituzioni. Fiducia è la parola chiave che rende possibili connessioni tra soggetti oggi separati da barriere territoriali, amministrative e di settore.  In questo nuovo modello, le istituzioni dovranno assumere un ruolo inedito a garanzia di qualità, affidabilità e autorevolezza dei servizi forniti da tutti, mentre utenti, dispositivi, applicazioni e dati si sposteranno sempre più al di fuori della zona di controllo diretto. Tecnologie come la blockchain si candidano come soluzioni ideali per concretizzare nuovi scenari basati sulla fiducia digitale.

In apertura dei lavori interverranno: 

Laura Castelli Viceministro dell’Economia e delle Finanze
Paola Pisano Assessora all’Innovazione Città di Torino
Pietro Pacini Direttore Generale CSI Piemonte
Mario Manzo Vice Presidente Esecutivo Fondazione Torino Wireless
Alberto Sinigaglia Presidente Ordine dei Giornalisti del Piemonte

Poli al top nella classifica universitaria

Il Politecnico scala 39 posizioni ed è nel top 25% della classifica delle 1.620 istituzioni valutate dal Ranking. Migliora la reputazione dell’Ateneo in ambito accademico e la valutazione dell’impatto della Ricerca, dove guadagna 100 posizioni

 

Torino, 19 giugno 2019 – Ottimo risultato per il Politecnico di Torino nella nuova classifica internazionale delle università QS World University Rankings, pubblicata oggi da Quacquarelli Symonds (QS). Miglioramento netto per l’Ateneo che si colloca nel top 25% della classifica posizionandosi alla 348a posizione mondiale su 1.620 e guadagnando 39 posizioni rispetto alla precedente edizione pur essendo aumentato il numero delle università censite di circa 400 unità.

Gli ambiti di miglioramento più sensibile sono la reputazione accademica e l’impatto della ricerca scientifica, elemento di punta dell’Ateneo in cui guadagna ben 100 posizioni, calcolato attraverso il rapporto tra numero di citazioni e numero dei ricercatori attivi. Rimane grande punto di forza la reputazione dell’Ateneo presso gli stakeholder industriali, dove l’ateneo si colloca in 164° posizione. Per numero di studenti stranieri l’Ateneo, pur con margini di miglioramento, si colloca sopra la mediana del sistema (nel top 50% delle università) In merito alla presenza di docenti stranieri, l’Ateneo sta attualmente investendo con politiche di reclutamento finalizzate anche a offrire un’offerta formativa sempre più internazionale, al fine di scalare ulteriormente la classifica. “Siamo molto soddisfatti di questo risultato, che testimonia la nostra buona reputazione in ambito accademico e presso i nostri interlocutori industriali, a dimostrazione anche della buona qualità dei nostri laureati che trovano facilmente sbocchi occupazionali di ottimo profilo in svariati ambiti produttivi e della R&D in breve tempo”,sottolinea il Rettore, Guido Saracco, che continua: “Particolarmente positiva è stata la valutazione dell’impatto della nostra ricerca, dove abbiamo nettamente incrementato la nostra posizione collocandoci tra le prime 200 istituzioni a livello mondiale”.

 

Banca Sella aderisce al progetto #Scuolediclasse

Il 20 giugno a Torino e Palermo i primi interventi. Oltre 100 dipendenti della banca impegnati in prima persona in lavori di manutenzione ordinaria di due edifici scolastici. A Torino è coinvolto l’istituto comprensivo Niccolò Tommaseo-Calvino in via dei Mille

 

Banca Sella aderisce al progetto #Scuolediclasse della Fondazione Mission Bambini, dedicando una giornata di volontariato aziendale alla manutenzione ordinaria di due edifici scolastici a Torino e Palermo. Oltre 100 dipendenti della banca hanno partecipato in qualità di volontari all’iniziativa, in programma il 20 giugno, a partire dall’amministratore delegato di Banca Sella, Claudio Musiari. Obiettivo della giornata: rendere più belle e accoglienti le due scuole coinvolte, imbiancando pareti, verniciando portoni e recinzioni, ripulendo spazi esterni e zone verdi.

 

Le scuole coinvolte nell’iniziativa sono l’istituto comprensivo Tommaseo-Calvino, in via dei Mille a Torino e la direzione didattica Nicolò Garzilli di via Trinacria a Palermo. I volontari si sono divisi equamente nelle due città, con circa cinquanta persone impegnate sia a Torino che nel capoluogo siciliano.

 

“Questa iniziativa – ha spiegato l’amministratore delegato di Banca Sella Claudio Musiari – si inserisce nell’ambito delle nostre attività di responsabilità sociale che portiamo avanti ogni anno. In questa occasione abbiamo scelto di non fare una semplice donazione bensì di offrire anche un impegno in prima persona sostenendo le giovani generazioni, perché per definizione rappresentano il futuro e per sperimentare un progetto solidale basato su piccoli interventi concreti per migliorare spazi di apprendimento essenziali per la crescita di bambini e adolescenti”.

 

“L’edilizia scolastica in Italia – ha dichiarato Sara Modena, Direttore Generale di Mission Bambini – non gode certo di buona salute. E i tassi di abbandono scolastico sono tra i più alti in Europa. Noi siamo convinti che un ambiente scolastico bello e accogliente può far crescere la motivazione allo studio. Da oggi in questo impegno abbiamo al nostro fianco anche Banca Sella, che da anni sostiene i nostri progetti per l’infanzia in difficoltà. Questa giornata di volontariato aziendale renderà manager e dipendenti protagonisti di un concreto gesto di solidarietà, rafforzando in aggiunta lo spirito di squadra”.

 

Torino, 20 giugno 2019

 

Mission Bambini è una Fondazione italiana nata nel 2000 per iniziativa dell’industriale Ing. Goffredo Modena con lo scopo di “aiutare e sostenere i bambini poveri, ammalati, senza istruzione o che hanno subìto violenze fisiche o morali, dando loro l’opportunità e la speranza di una vita degna di una persona”. Sono tre gli ambiti di intervento prioritari: Educazione 0-6 anni in Italia, per migliorare l’offerta di servizi alla prima infanzia; Salute all’estero, per salvare la vita ai bambini cardiopatici; Educazione all’estero, per garantire l’accesso all’istruzione. Dal 2000 ad oggi Mission Bambini ha sostenuto oltre 1.400.000 bambini attraverso più di 1.600 progetti di aiuto in 75 Paesi del mondo. Il Bilancio è certificato da una società esterna di revisione. Sito internet: www.missionbambini.org

 

Pneumatici, come conoscere la loro età esatta

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

 

Tanti ormai sono coloro che comprano gli pneumatici sui numerosi siti online che li vendono a prezzi estremamente convenienti. Al momento dell’acquisto, oltre alla corretta misura dello pneumatico, è necessario porre attenzione anche alla data di fabbricazione che è importante per evitare di comprare pneumatici vecchi, magari stoccati per anni nei magazzini. Per controllare le informazioni sull’età dello pneumatico bisogna controllare la marcatura DOT presente sul lato di ogni pneumatico: le ultime tre o quattro cifre codificano la data di produzione. Tre cifre indicano che lo pneumatico è stato prodotto prima degli anni duemila, mentre quattro cifre indicano che lo pneumatico è stato prodotto a partire dal 2000 in poi. Per quanto riguarda la durata del pneumatico è opportuno precisare che a livello normativo non esistono prescrizioni o limitazioni di impiego direttamente collegabili alla sua data di fabbricazione, questa semplice sigla però ci permette di capire facilmente la data di fabbricazione al momento dell’acquisto di uno pneumatico nuovo o usato. Esistono determinate procedure da seguire per un corretto immagazzinamento degli pneumatici. Quest’ultimi devono infatti essere protetti dalla luce del sole, dall’umidità e da sbalzi termici. L’ETRTO (associazione europea dei produttori di pneumatici) indica come 36 mesi il periodo massimo per il quale un pneumatico può essere considerato pari al nuovo.

Guardia Costiera, la visita del Direttore

Il Direttore Marittimo della Liguria, Ammiraglio Ispettore (CP) Nicola CARLONE, nella giornata di ieri  si è recato in visita istituzionale sul Lago Maggiore dove, a Solcio di Lesa (NO), ha sede il dipendente Comando del 2° Nucleo Mezzi Navali Lago Maggiore


L’occasione ha rappresentato l’inizio dell’attività stagionale del 2° Nucleo Mezzi Navali, che
quest’anno è presente sul lago con i suoi uomini e mezzi dal 1° giugno e terminerà il servizio
operativo di soccorso ed assistenza a favore di persone e mezzi nautici nelle acque del Lago
Maggiore il 30 settembre , La giornata lacustre è stata caratterizzata da un’intensa serie d’impegni che hanno avuto inizio nella prima parte della mattinata con l’incontro del personale in forza al Nucleo, a cui l’Ammiraglio Carlone ha rivolto il proprio incoraggiamento per intraprendere al meglio la stagione estiva, la visita dell’ufficio, dove è ubicata la sala operativa in servizio h24, le strutture degli alloggi del personale e infine i mezzi navali in dotazione, una motovedetta CP 603 e un battello
pneumatico G.C. A72.. La mattinata è proseguita con l’incontro del Prefetto del Verbano Cusio Ossola, dott. Iginio Olita, il quale, rimarcando il ruolo preminente e decisivo della Guardia Costiera nelle attività di ricerca e soccorso sui laghi maggiori, ha sottolineato la necessità di ripercorrere l’iter per il rinnovo del “Patto per la Sicurezza dell’area del Lago Maggiore” stipulato il 1° luglio 2010,
auspicando una sempre più proficua collaborazione tra tutte le forze operanti nell’ambito del
bacino lacustre. Nella seconda parte della giornata l’Ammiraglio Carlone ha incontrato, presso il palazzo municipale di Laveno Mombello (VA), dove a fare gli onori di casa è stato il Sindaco Sig. Ercole Ielmini, i Sindaci dei comuni rivieraschi della sponda lombarda del lago e gli Organi Istituzionali dell’Autorità di Bacino lacuale dei laghi Maggiore, Comabbio, Monate e Varese con i quali è stato sottoscritto l’accordo per la cooperazione e presenza della Guardia Costiera nell’ambito del
territorio lombardo del Lago Maggiore. Le attività sono state succedute da una conferenza
stampa con gli organi di informazione della regione Lombardia.
La giornata si è poi conclusa con l’incontro, presso la sala consiliare di Lesa (NO), dove a
fare gli onori di casa è stata la neo-Sindaco Avv. Aloma Rezzaro, i Sindaci dei comuni rivieraschi
della sponda piemontese del lago e gli Organi Istituzionali della Gestione associata del Demanio
Basso Lago con i quali è stato sottoscritto l’accordo per la cooperazione e presenza della
Guardia Costiera nell’ambito del territorio piemontese del Lago Maggiore. Nella stesso contesto è
stato altresì firmato un Disciplinare Attuativo locale, discendente dal Protocollo di intesa
nazionale stipulato tra il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e la Croce
Rossa Italiana, tra la Direzione Marittima della Liguria – Guardia Costiera ed i Comitati di Arona e
Verbania – C.R.I..Genova, 19 giugno 2019
Il documento, sottoscritto dall’Ammiraglio Ispettore (CP) Nicola CARLONE, Comandante
Regionale della Guardia Costiera della Liguria e dal Sig. Michele Giovannetti, Presidente del
Comitato di Arona, e dall’Avv. Ettore Franzi, Presidente del Comitato di Verbania, definisce, a
livello operativo e nel rispetto delle reciproche competenze, i principi di partecipazione del
personale volontario della componente operativa OPSA (Operatori Polivalenti di Salvataggio in
Acqua) della C.R.I. alle operazioni S.A.R. (Search And Rescue) e MEDEVAC (Medical
Evacuation) a bordo di unità navali della Guardia Costiera, la realizzazione di iniziative di
cooperazione, nonché gli aspetti di dettaglio relativi alla collaborazione tra le Parti nell’ambito
dell’attività istituzionale sul Lago Maggiore.


Nello specifico, gli accordi del Disciplinare stabiliscono che nel periodo compreso tra il 22
giugno ed il 15 settembre, la C.R.I. mette a disposizione la propria componente operativa OPSA,
costituita da uomini e mezzi, che potrà imbarcare sui mezzi navali della Capitaneria di Porto di
Genova, temporaneamente rischierati sul Lago Maggiore, per favorire l’intervento a beneficio di
unità in difficoltà, pattugliamento dei litorali e delle zone costiere, esercitazioni congiunte, etc. e
fornirà assistenza sanitaria atta a stabilizzare, assistere ed eventualmente trasbordare feriti,
traumatizzati ed ammalati.
L’Accordo sottoscritto pone il suggello ad una preziosa collaborazione che da diversi anni
intercorre tra la Guardia Costiera, presente sul lago Maggiore con il 2° Nucleo Mezzi Navali e la
C.R.I., Sezioni di Arona e Verbania, finalizzata ad operare sinergicamente per migliorare la
sicurezza e il soccorso sul bacino.
Alle attività ha fatto seguito una conferenza stampa con gli organi di informazione della
regione Piemonte.
Entrambe le occasioni hanno rappresentato un momento di confronto in cui è stato posto
l’accento da parte degli amministratori comunali sulla necessità di intensificare ulteriormente in
termini temporali la presenza della Guardia Costiera sul territorio del Lago Maggiore, mentre il
Direttore Marittimo ha espresso apprezzamento per gli incontri sottolineando, al di là della
preminente mission del Corpo riguardo alle attività SAR (Search And Rescue), la massima
disponibilità del locale Comando della Guardia Costiera quale punto di riferimento per le
competenze e attribuzioni specifiche delle Capitanerie di Porto, anticipando poi di voler ripetere la
visita alla chiusura dell’attività estiva.
Giova infine ricordare che, sul tutto il territorio nazionale, è attivo, 24 ore su 24, il NUMERO
BLU 1530 per ogni emergenza in mare e sui Laghi Maggiore e Garda

Storie del bosco antico per la riabilitazione uditiva

Aperta una nuova pagina sulle possibilità della rieducazione dell’udito

Nei giorni scorsi  presso l’aula ORL del Presidio Molinette grazie all’iniziativa del S.C. ORL2 Audiologia e Foniatria Città della Salute e della Scienza di Torino, Dott.ssa Carla Montuschi,  il Maestro Antonello Mazzucco e i musicisti della Fondazione Fossano Musica assieme alla voce narrante dell’attrice Giorgia Pepino, hanno interpretato alcuni racconti tratti dal libro Storie del bosco antico dello scrittore Mauro Corona, aprendo una nuova pagina sulle possibilità della rieducazione uditiva. Alcune di queste storie, pre-registrate in sola voce, erano state precedentemente anticipate ai partecipanti, portatori di impianto cocleare, in modo da preparare l’ascolto e per fare in modo di accertarsi se le storie ascoltate anticipatamente sono poi state meglio comprese rispetto a quelle direttamente riprodotte durante la rappresentazione in cui è stato presente un bellissimo  e originale accompagnamento musicale A fine rappresentazione è poi stato somministrato ai presentii un questionario.

Poli e Mito per la proprietà intellettuale

 È stato firmato l’Accordo Quadro, della durata di 5 anni, tra il Politecnico di Torino e MITO Technology, advisor del fondo di investimento Progress Tech Transfer : oggetto dell’intesa è un programma di valorizzazione dei risultati della ricerca

 

Progress Tech Transfer è un fondo di trasferimento tecnologico sottoscritto dalla Cassa Depositi e Prestiti e dal Fondo Europeo degli Investimenti nel contesto dell’iniziativa denominata ITAtech, destinata al finanziamento dello sviluppo tecnologico allo stadio iniziale per favorire il trasferimento tecnologico: è infatti interamente focalizzato sulle tecnologie per la sostenibilità provenienti dal mondo della ricerca pubblica italiana. Il fondo può investire fino a 200mila euro nella fase di Proof-of-Concept (PoC) sotto forma di corrispettivo per opzione a titolo oneroso su licenza e con la possibilità di follow-on fino a 1.5 milioni di euro sotto forma di investimento in equity.

Il modello di investimento del fondo è quindi basato sul PoC: vengono selezionate tecnologie a basso livello di “maturazione” affinché – attraverso le risorse finanziarie, le competenze e le relazioni di Progress Tech Transfer – l’innovazione giunga alla fase commerciale e al successo economico. Tecnologie che vengono individuate nell’ambito della sostenibilità e anche con riguardo alla loro applicazione ai processi innovativi, manifatturieri e logistici delle industrie Made in Italy, dei nuovi materiali, dell’energia, dell’acqua, dell’aria e dell’economia circolare.

Oltre alla possibilità di finanziamento, l’obiettivo della collaborazione è quello di favorire l’aumento delle opportunità di investimento e migliorare i tassi di successo delle operazioni di trasferimento tecnologico: “Grazie a questo accordo il Politecnico, per cui non è previsto un impegno economico, ottiene una valutazione dei PoC anticipata rispetto alle altre domande che arrivano al fondo di finanziamento e soprattutto ha la possibilità di accedere ai risultati della valutazione. In questo modo, anche nel caso in cui l’esito fosse negativo, sarà più facile riformulare e riproporre la domanda – dichiara Giuliana MattiazzoVice Rettrice per il Trasferimento Tecnologico – Un processo che aiuterà a finalizzare e concretizzare il trasferimento delle conoscenze all’ambito commerciale: si tratta di un momento delicato che va seguito con attenzione in modo che non si disperda l’innovazione che scaturisce dalle ricerche sviluppate in Ateneo”.

Francesco De Michelis, amministratore delegato di MITO Technology, ha aggiunto: “Con questa iniziativa puntiamo a sostenere e finanziare alcune tra le migliori tecnologie sviluppate dai ricercatori del Politecnico di Torino e ad aiutare le aziende che sono alla ricerca di input produttivi – in chiave di “innovazione aperta” – necessari per rimanere competitivi nella nuova geografia economica globale.