ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 524

Ma le radiazioni fanno davvero paura?

UOMO VIRTUALE  Corpo, Mente, Cyborg  Mastio della Cittadella – Via Cernaia, Torino. Giovedì 4 luglio 2019 – ore 18:00

Michele Stasi, Presidente dell’Associazione Italiana di Fisica Medica (AIFM)
Direttore S.C. Fisica sanitaria A.O. Ordine Mauriziano di Torino

Viviamo sempre «sotto» le radiazioni. Siamo esposti ogni giorno a un fondo naturale di radiazioni, provenienti dallo spazio (raggi cosmici) e dalla Terra, perché nel suolo terrestre sono presenti numerosi elementi radioattivi. Altre fonti di esposizione sono poi le radiazioni prodotte dall’uomo per scopi medici, come le radiografie, oppure da forni a microonde e cellulari. Ma queste radiazioni hanno tutte le stesso effetto sull’uomo e sull’ambiente? Partendo da Marie Curie e Roentgen, dalla scoperta della radioattività e dei raggi X fino ai 5G, Michele Stasi, presidente dell’Associazione Italiana di Fisica Medica (AIFM) ci accompagna in un viaggio alla scoperta delle varie fonti di radiazioni e dei loro diversi effetti, con molte curiosità legate ai fumetti e al cinema.

Appuntamento con la conferenza “Ma le radiazioni fanno davvero paura?” giovedì 4 luglio alle 18:00, nell’ambito degli eventi organizzati dalla mostra Uomo Virtuale. Corpo, Mente, Cyborg al Mastio della Cittadella di Torino (via Cernaia). Ingresso gratuito alla mostra dalle 17:30.

E a partire dal 3 luglio – sempre al Mastio – arriva la mostra “Supereroi e Radiazioni – Il ruolo della Fisica Medica nei fumetti Marvel”, organizzata da AIFM in collaborazione con WOW Spazio Fumetto – il Museo del Fumetto di Milano.

 

www.torinoscienza.it

Per informazioni e/o prenotazioni visite:

Tel +39 011 6698904 – attivo da martedì a domenica h 10:00 – 18:30 | uomo.virtuale@to.infn.it

Tricarico verso la presidenza dei cimiteri di Torino

Rumors sempre più insistenti accreditano Roberto Tricarico, il “Tric”, come nuovo presidente della società comunale che gestisce i 6 cimiteri di Torino: Afc Torino SpA

Si chiude così l’esperienza della piddina Michela Favaro, l’avvocato che ha denunciato il recente scandalo dei furti a danno delle salme custodite al cimitero “Parco”. Roberto Tricarico sarà indicato direttamente dalla sindaca Chiara Appendino, per nulla imbarazzata dal fatto che il Tric non sia del suo partito. Per Tricarico, dopo una lunga esperienza in Sala Rossa, prima come consigliere, poi come assessore si tratta di un ritorno nella “cosa pubblica”, ruolo che per qualche anno ha abbandonato dopo aver rilevato un bar con un socio in via Garibaldi a Torino. Dal suo cv presentato in Comune si legge che è laureato in Giurisprudenza e che ha lavorato nella capitale a fianco del sindaco Ignazio Marino. Antonio Colaianni invece dovrebbe mantenere la funzione di Ad della società.

Alleanza tra medici per ridurre l’aneurisma all’aorta

INTEGRAZIONE SPECIALISTI OSPEDALIERI E MEDICI DI MEDICINA GENERALE 
Arrivare a ridurre i rischi di mortalità all’1% delle malattie vascolari, ridurre le liste di attesa con l’appropriatezza degli esami e ridurre la spesa sanitaria. Tutto questo può diventare realtà grazie all’iniziativa dei chirurghi vascolari dell’ospedale Mauriziano di Torino ed all’integrazione con i Medici di Medicina generale per formare una Rete salva-vita.
Le malattie vascolari rappresentano la causa più frequente di mortalità ed invalidità nella popolazione adulta.
Possono interessare le arterie (con formazione di placche aterosclerotiche al’interno dei vasi con conseguente restringimento / occlusioni o dalla dilatazione della parete arteriosa con formazione di aneurismi) o le vene (insufficienza valvolare come per le varici).
La corretta e tempestiva diagnosi permette spesso di evitare le gravi complicanze connesse, quali perdita d’arto (amputazione), ictus cerebrale e morte (in caso ad esempio di rottura di aneurisma dell’aorta).
Bisogna infatti considerare alcuni fattori che incidono in modo significativo sulla salute della popolazione, sulle liste di attesa per esami diagnostici con ultrasuoni e sulla spesa sanitaria.
La mancata diagnosi di un aneurisma dell’aorta addominale può comportare la rottura improvvisa di questa arteria con morte del paziente prima dell’arrivo in ospedale nel 70% dei casi e solo il 50% dei pazienti che giungono in ospedale e vengono operati sopravvive. Invece il trattamento in elezione di tale patologia ha un rischio di morte attorno all’1%.
Anche la misconoscenza di un restringimento dell’arteria carotide può comportare un alto rischio di ictus con esiti invalidanti a vita a fronte di un rischio operatorio che in Piemonte è al di sotto dell’1%.
La presenza di ostruzione delle arterie degli arti inferiori può, soprattutto nei pazienti diabetici, se non trattata tempestivamente portare all’amputazione dell’arto. Negli ultimi due casi la spesa sanitaria per la gestione a vita di pazienti con emiparesi o amputazione d’arto assume un’importanza estremamaente significativa.
D’altra parte una migliore conoscenza della patologia vascolare, dei sintomi e la corretta valutazione dei pazienti a rischio consentirebbe una più corretta prescrizione di esami diagnostici, in particolare dell’ecocolordoppler, evitando un affollamento delle liste di attesa. Possiamo ben valutare che almeno il 30% degli esami ecocolordoppler prescritti potrebbe essere evitato con una corretta valutazione clinica.
L’integrazione tra i chirurghi vascolari (specialisti deputati alla gestione delle malattie vascolari) ed i Medici di Medicina Generale risulta di fondamentale importanza per indirizzare il paziente verso un corretto approccio diagnostico ed una conseguente più appropriata gestione terapeutica. Il tutto con evidenti ricadute anche per la spesa sanitaria in termini di appropriatezza prescrittiva di esami diagnostici.
Partendo da queste considerazioni la Chirurgia Vascolare dell’ospedale Mauriziano di Torino ha organizzato un corso di aggiornamento gratuito in patologia vascolare destinato ai Medici di Medicina Generale.
Il corso si articolerà in quattro incontri formativi monotematici (arteriopatia cronica degli arti inferiori, malattia ostruttiva della carotide, patologia aneurismatica aortica, patologia venosa arti inferiori) con inizio martedì 2 luglio e successivi incontri in data 16 luglio, 24 settembre, 8 ottobre.
Durante i singoli incontri si inquadrerà la patologia oggetto dell’incontro, con l’analisi della sintomatologia correlata, la corretta prescrizione degli esami diagnostici, l’adeguata terapia medica e chirurgica o endovascolare alla luce delle Linee guida nazionali ed internazionali. Dopo i quattro incontri frontali seguirà a fine corso un meeting finale in cui i discenti assisteranno a casi chirurgici in live-surgery relativi alle patologie trattate.
La direzione scientifica del corso è del dottor Franco Nessi (ex Direttore Chirurgia Vascolare Mauriziano di Torino) e del dottor Andrea Gaggiano (Direttore Chirurgia Vascolare Mauriziano di Torino). I docenti sono il dottor Michelangelo Ferri, il dottor Salvatore Piazza ed il dottor Simone Quaglino (tutti medici della Chirurgia Vascolare Mauriziano di Torino).

Caso Embraco in Regione: i lavoratori attendono risposte

Preoccupazione a metà del percorso di cassa integrazione

L’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, al termine dell’incontro per fare il punto sul piano di rilancio dell’Embraco di Riva di Chieri, firmato lo scorso anno ma mai attuato, avuto il 1° luglio con i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, ha annunciato che scriverà al Ministero per lo Sviluppo economico “per sollecitare la convocazione del tavolo, auspicando che da quella riunione si esca non con annunci, ma con risposte concrete”.

“I lavoratori – ha aggiunto Chiorino – sono a metà del percorso di cassa integrazione e sono giustamente preoccupati per le loro sorti. Hanno diritto a risposte certe. Non è più tempo di annunci”.

Per questo motivo l’assessore chiederà anche “di avere, prima del tavolo e nel più breve tempo possibile, i risultati del monitoraggio che il Mise a marzo si è impegnato ad effettuare sull’attuazione del piano di reindustrializzazione, in modo da avere ulteriori elementi di valutazione”.

Gemmologia, chiuso con successo il corso

Si è concluso a Valenza (in provincia di Alessandria) con il solito successo di adesioni e frequenza, ed il plauso del nuovo presidente notaio Luciano Mariano, il corso di durata annuale di gemmologia patrocinato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, iniziato nel mese di ottobre 2018 presso il laboratorio gemmologico dell’Istituto “Benvenuto Cellini” di Valenza, e concluso con verifica finale, nel giugno 2019. E’ stato partecipato globalmente da operatori del settore orafo e da allevi iscritti  alle scuole superiori ed appartenenti alle Forze dell’Ordine. In totale sono stati organizzati corsi per ciascuna sezione in relazione all’elevato numero di partecipanti. Durante le lezioni tenute dal docente Luciano Orsini esperto internazionale di gemme e autore di un poderoso trattato edito recentemente grazie ai contributi della Camera di Commercio e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria anche con il contributo di Paolo Orsini, sono stati considerati inizialmente temi generali di gemmologia riferiti alle principali gemme utilizzate in commercio con approfondimenti sulle caratteristiche cristallografiche, ottiche e chimiche dei minerali.

In particolare si è tenuto conto dell’incidenza della lavorazione sull’aspetto estetico che la gemma deve possedere per riscontrare interesse mercantile. E’ stato analizzato anche il processo relativo ai prodotti ottenuti da sintesi e quelli di imitazione principalmente commercializzati, nonché il valore storico e simbolico delle gemme. Successivamente si è considerata la necessità dell’analisi gemmologica strumentale eseguita su gemme naturali, sintetiche e di imitazione, per passare poi alla valutazione venale delle pietre sfuse e dei gioielli in generale. Alcune valutazioni sono state effettuate su manufatti che appartengono al contesto dei beni culturali ed in particolare si è fatto riferimento alla rilevazione dei punzoni di identificazione del produttore e del titolo del metallo. Per realizzare il programma è stato indispensabile l’uso della strumentazione di corredo del laboratorio di gemmologia “ Speranza Cavenago” dell’Istituto Cellini, oltre che della dotazione personale di ciascun allievo. L’interesse dimostrato dai fruitori è stato  attento anche in relazione all’opportunità di esaminare prodotti autentici e qualche volta, rari.

In particolare gli adulti già operativi nel settore orafo hanno dimostrato straordinario interesse per l’accertamento qualitativo dei prodotti gemmiferi in special modo attraverso l’analisi microscopica degli abbondanti campioni messi a disposizione durante le lezioni pratiche. Durante la verifica finale ciascun allievo ha potuto dimostrare l’elevato grado di preparazione potendosi valutare gli esaminati con  esito  estremamente positivo. Sono già aperte le iscrizioni per il prossimo anno scolastico che vedrà l’inizio del corso nel mese di ottobre 2019 e che potranno essere segnalate al 340 1280335 oppure 328 2241777.Gli allievi, nell’arco degli anni hanno sempre avuto una provenienza di partecipazione non soltanto locale ma anche da un ambito regionale ed interregionale.

Massimo Iaretti

 

 

Acquedotto Valle di Susa, i cittadini pagano come gli altri

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ACQUA E FORZA DI GRAVITA’ DELLA MONTAGNA, MA GLI UTENTI DELLA VALLE PAGANO COME GLI ALTRI. UNCEM: RIDEFINIRE IL RAPPORTO TRA CHI PRODUCE E CHI CONSUMA. NEW YORK INSEGNA 

Acqua e forza di gravità.  Entrambe non riconosciute nel loro valore al territorio della Val di Susa dove sabato scorso è stato inaugurato il nuovo acquedotto che attraversa e serve la valle a ovest di Torino.  La società che gestisce il ciclo integrato delle acque nella provincia di Torino, prende, distribuisce, incassa.  Legittimo, secondo la legge. Ma se il bene comune è realmente delle comunità, almeno andrebbe ‘scontato’ per gli utenti allacciati. Che dovrebbero pagare meno la bolletta dell’acqua. I residenti in Val di Susa dovrebbero avere una bolletta più economica, quelli di Bardonecchia praticamente gratuita.
E il Comune di Bardonecchia dove vi è la presa dell’acquedotto, con tutti gli altri Comuni dove sono state installate anche centraline idroelettriche, dovrebbero avere dei benefici permanenti dall’opera, energia a prezzi ridotti ad esempio. Invece, manco hanno avuto ‘compensazioni’ per le opere in cemento realizzate. E non avranno alcun altro beneficio. Avranno l’acqua diranno dalla società, certo, ma che i cittadini pagano come tutti gli altri. Il ruolo della montagna che custodisce, stocca e rilascia la risorsa, unita alla forza di gravità quale pompa naturale che la spinge a valle, è totalmente disconosciuto da chi ha montato l’acquedotto. Vale per la Val di Susa, varrà purtroppo a breve per il Canavese, vale in tante altre valli dove le multiutility dell’acqua non sono tenute a lasciare alcunché. E pensare che New York insegna l’importanza di riconoscere ai territori retrostanti la Grande Mela cento milioni di euro l’anno proprio perché quelle montagne garantiscono l’acqua alla metropoli.
Qui, in Piemonte e in Italia, tutto è dovuto, alle società. Acque e forza di gravità sono per tutti, le società che si occupano di ciclo idrico ne fanno ingenti utili. Totalmente ignorato l’articolo della legge 221-2015 sulla green economy che introduce in Italia il ‘Pagamento dei servizi ecosistemici’.  Se la si smettesse di parlare ideologicamente di acqua pubblica e se la politica, le istituzioni, i partiti affrontassero questi temi – remunerazione degli investimenti, tariffe agevolate per le aree di presa, pagamento dei servizi ecosistemici-ambientali, rapporto tra chi produce, custodisce e consuma – ricostruiremmo pezzi di sussidiarietà e coesione nel Paese, ridefinendo anche cosa sono margini, territori e la stessa Democrazia. Ma forse è troppo”.

 Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem

I nuovi “punto Poste” per la rete e-commerce

Per il ritiro e la consegna dei pacchi acquistati su internet a Torino sono disponibili 119 nuovi punti che affiancano 420 Uffici Postali formando la più capillare rete distributiva d’Italia

 

 Nella provincia di Torino cresce “Punto Poste”, la rete di Poste Italiane per il ritiro degli acquisti online e la consegna di eventuali resi

 

Grazie all’accordo quadro firmato con la Federazione Italiana Tabaccai, accanto ai 420 Uffici Postali di Torino] – 381 dei quali con servizio di Fermoposta – sono infatti già operativi 120 nuovi “Punto Poste”: si tratta di 94 tabaccai, 1 KiPoint (punti di ritiro presso bar, edicole, cartolerie e centri commerciali), oltre a 25 lockers, gli armadietti per il ritiro e la spedizione automatica di pacchi che offrono un servizio no-stop 24 ore su 24, fino a 7 giorni su 7.

 

E’ dunque sempre più diffusa e capillare la rete di Poste Italiane in tutto il Paese al servizio dei nuovi bisogni degli italiani nell’era del digitale e del commercio elettronico a conferma dell’attenzione che da sempre l’azienda riserva al territorio e alle sue comunità.

 

Con l’obiettivo di rispondere alle mutate esigenze dei cittadini e delle imprese, Poste Italiane sta completando consistenti investimenti sullo sviluppo della logistica legata all’e-Commerce in tutta Italia, un mercato che grazie alla semplicità, alla velocità e facilità dei servizi di accesso, offre un potenziale di crescita consistente ed ancora in parte inesplorato.

 

La rete “Punto Poste” sul territorio italiano conta oggi su 1438 punti di consegna, che saliranno ad oltre 3.500 entro fine anno, affiancando ed integrando la più grande e capillare rete distributiva d’Italia formata da oltre 12.800 Uffici Postali, più di 11.800 dei quali con servizio di Fermoposta.

Accordo tra Air France-KLM e Fondazione Torino Musei

Per rendere sempre più accessibile un’offerta culturale ampia e diversificata

 

A Torino, nella raffinata e prestigiosa cornice di Palazzo Madama, nel corso di una cena di gala è stata siglata un’importante intesa tra il Gruppo Air France-KLM e la Fondazione Torino Musei che si conferma del tutto coerente con i valori del Gruppo Franco-Olandese e della Fondazione.

Grazie all’accordo, infatti, il Gruppo Air France-KLM e la Fondazione Torino Musei si impegnano nella realizzazione e promozionedi progetti culturali atti a soddisfare l’interesse e l’attenzione dei cittadini, dei visitatori italiani e internazionali.

Alla presenza di un importante numero di rappresentanti del tessuto imprenditoriale, istituzionale e culturale di Torino e del Piemonte, l’accordo è stato sottoscritto da Jérôme Salemi, Direttore Generale Air France-KLM East Mediterranean, ed Elisabetta RattalinoSegretario Generale Fondazione Torino Musei a conferma dei reciproci impegni.

Era il 1972 quando Air France atterrò a Torino per la prima volta con un volo da Parigi, operato con un Caravelle. Da allora, in quasi 50 anni di presenza, il Gruppo Air France-KLM ha sempre più intensificato i voli operati da e per Torino: Air France collega il capoluogo piemontese alla Ville Lumière con 23 voli settimanali, mentre KLM vola ad Amsterdam, dal novembre 2014, con due voli giornalieri. Gli orari e la combinazione dei voli per Parigi e Amsterdam permette ai passeggeri di tutto il territorio piemontese di raggiungere tutti gli angoli del globo grazie ai collegamenti intercontinentali dall’Europa del Gruppo Air France-KLM.

La Fondazione Torino Musei cura e gestisce il patrimonio storico-artistico della Città di Torino con l’obiettivo di tutelare e valorizzare le collezioni civiche. La Fondazione è: 150.000 opere d’arte, la fiera d’arte contemporanea “Artissima” e 3 musei. Palazzo Madama, con i suoi 2000 anni di storia, è uno dei più antichi e affascinanti palazzi della Città, la GAM Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea ospita importanti opere dall’Ottocento a oggi e il MAO Museo d’Arte Orientale che offre un ampio panorama dell’arte delle antiche culture dell’Asia.

Da oltre 10 anni collaboriamo con il Museo Nazionale del Cinema che ci vede partner sinergici in occasione delle più importanti manifestazioni del Museo. Questa sera siamo qui per celebrare un ulteriore passo in avanti, del quale sono molto fiero, che ci legherà ancora di più con il mondo culturale ed artistico della bellissima città di Torino.” – ha affermato Jerome Salemi nel corso della cena di gala – “La scelta di instaurare una nuova collaborazione con la Fondazione Torino Musei è per noi motivo di orgoglio e dimostra l’attenzione che riserviamo al mondo dell’arte, della cultura ed in particolare in una Regione che ha un forte legame ed amicizia con la Francia.”

L’accordo con Air France e le Reali Linee Aeree Olandesi, gruppo elitario e quanto mai qualificato nel trasporto aereo, ci consentirà di stringere rapporti culturali nuovi e di rafforzare le conoscenze già in essere.” –illustra Elisabetta Rattalino nel corso della serata Cultura e Art du Voyage – “La partnership si inserisce nello sviluppo strategico intrapreso dalla Fondazione Torino Musei volto a valorizzare il proprio patrimonio artistico e l’offerta culturale della Città di Torino a livello internazionale, accorciando le distanze tra Torino e il resto del mondo e incrementando così l’affluenza di turisti nei nostri musei.”

L’accordo di partnership tra il Gruppo Air France-KLM e Fondazione Torino Musei si apre a un periodo di collaborazione reciproca con l’impegno di potenziare la conoscenza dei valori di entrambe le realtà a favore di una partecipazione sempre più attiva da parte di turisti e torinesi alle iniziative culturali di diversa natura.

 

Air France-KLM

Un gigante globale con una solida base europea, le principali aree di attività del Gruppo Air France-KLM sono il trasporto di passeggeri, il trasporto merci e la manutenzione aeronautica. Air France-KLM è il gruppo leader in termini di traffico internazionale in partenza dall’Europa. Offre ai suoi clienti l’accesso a una rete che copre 312 destinazioni in 116 paesi grazie ad Air France, KLM Royal Dutch Airlines e Transavia. Con una flotta di 550 velivoli e 101,4 milioni di passeggeri trasportati nel 2018, Air France-KLM gestisce fino a 2.300 voli giornalieri, principalmente dai suoi hub di Parigi-Charles de Gaulle e Amsterdam-Schiphol. Il suo programma frequent flyer Flying Blue è uno dei leader in Europa con oltre 15 milioni di membri. Insieme ai suoi partner Delta Air Lines e Alitalia, Air France-KLM gestisce la più grande joint venture transatlantica con oltre 275 voli giornalieri. Il gruppo offre anche soluzioni di trasporto cargo e di manutenzione aeronautica. Air France-KLM è anche membro dell’alleanza SkyTeam che conta 19 compagnie aeree aderenti, offrendo ai clienti l’accesso a una rete globale di oltre 14.500 voli giornalieri verso oltre 1.150 destinazioni in oltre 175 paesi.

 

Nella foto:

Da sinistra: Fabio Colagiovanni  BtC Marketing & Partnership Manager Air France-KLM East Mediterranean,

Maurizio Cibrario  Presidente Fondazione Torino Musei, Jerome Salemi  Direttore Generale Air France-KLM East Mediterranean, Elisabetta Rattalino – Segretario Generale Fondazione Torino Musei,

Enrico Maria Rosso – Rappresentante Onorario per il Piemonte della Camera di Commercio Americana in Italia

Almo Nature non appartiene più a un umano

Per realizzare lo  scopo della  Fondazione Capellino: la difesa dei cani, dei gatti e della biodiversità

 

L’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto ufficialmente il modello economico-solidale  (duale) Almo Nature – Fondazione Capellino:  una decisione storica per l’Italia grazie alla quale, per la prima volta, una fondazione costituita senza scopo di lucro per realizzare finalità di solidarietà sociale possiede un’azienda,  i cui profitti sono della fondazione per la realizzazione degli scopi definiti nello Statuto

 

 Era il mese di marzo del 2018 quando Pier Giovanni Capellino, fondatore di Almo Nature, azienda nota per essere stata la prima al mondo a produrre alimenti per cani e gatti con ingredienti idonei in origine al consumo umano, aveva dichiarato che tutti i profitti (dividendi) dell’azienda maturati dal 1 gennaio 2018 -e per sempre- sarebbero stati a disposizione della Fondazione Capellino, da lui fortemente voluta, che li avrebbe impiegati in difesa dei cani, dei gatti e per la salvaguardia della biodiversità.

L’Italia però, a differenza di altri Paesi, non era pronta ad accogliere un tale modello Economico-Sociale, ovvero una Fondazione che possiede un’azienda (lavoro delle persone + capitale finanziario + un prodotto di marca) i cui profitti vengono destinati alla realizzazione di progetti reali, concreti e trasparenti.

La tenacia di Pier Giovanni Capellino, supportata dal team dell’avvocato Succi dello studio legale BonelliErede li ha portati, però, lo scorso novembre a sottoporre un dettagliato interpello all’Agenzia delle Entrate che nei giorni scorsi ha risposto (risposta n. 187/2019) riconoscendo di fatto un nuovo modello economico-solidale (duale) nel quale la proprietà dell’azienda e i suoi frutti possono non appartenere a un umano ma a uno scopo che nel caso specifico di Almo Nature-Fondazione Capellino coincide con la difesa dei cani, dei gatti e della biodiversità.

Con questa decisione l’Agenzia delle Entrate permette ad Almo Nature, già riconosciuta dalla Prefettura di Genova il 5 novembre 2018, di realizzare un nuovo modello di azienda a “capitalismo solidale” ovvero, come recita il claim riportato su tutti i prodotti, di realizzare la prima azienda “owned by the animals”, posseduta interamente dagli animali, dalla natura e da tutti gli umani che ne condividono i valori.

La Fondazione agirà secondo le regole del suo Statuto, il consiglio di amministrazione opererà con assoluta trasparenza, sotto il controllo di tutti e delle autorità pubbliche. Ogni anno verranno pubblicati un bilancio chiaro e certificato, nonché i risultati ottenuti.

Per la legge italiana, classificandosi come ente commerciale, ora la Fondazione ha diritto a gestire la società di cui ha la proprietà e ad essere finanziata dalla stessa senza penalizzazionispiega Pier Giovanni Capellino.In alternativa avrei dovuto vendere l’azienda e trasformare il capitale in rendita mentre volevo non dividere la solidarietà dalla produzione della ricchezza e coinvolgere dipendenti e clienti: i primi ora potranno dare un significato aggiunto al loro lavoro di tutti i giorni, i secondi potranno scegliere tra una crocchetta come tante e le nostre crocchette che sono buone due volte, alla salute di cani e gatti e, grazie ai suoi profitti, alla difesa della natura”

Sono al momento tre i progetti di Almo Nature-Fondazione Capellino:

  • ✔ il progetto europeo Companion Animal For Life, lavora attraverso tre azioni complementari (AdoptMe, LoveFood, RespectMe) e mira all’istituzione di un registro europeo obbligatorio di identificazione e registrazione dei cani e dei gatti sin dalla nascita, ad eliminare gli abbandoni, il randagismo, il commercio abusivo dei cuccioli, sino a trasformare i canili in luoghi di transito temporaneo e non di detenzione, come accade oggi nella maggior parte dei casi.
  • Farmers&Predators, il progetto che ha come obiettivo la salvaguardia degli spazi necessari alla sopravvivenza dei grandi mammiferi (carnivori e non) e la convivenza tra grandi animali e attività umane che inesorabilmente si scontrano per l’occupazione del territorio.
  • Regenerating Villa Fortuna,il progetto agricolo sperimentale di rigenerazione della terra dopo decenni di coltura intensiva condotto sui terreni agricoli che circondano gli edifici dove, al termine del loro recupero, sorgerà la sede della Fondazione Capellino, nel Comune di San Salvatore Monferrato, in Piemonte.

Rifiuti gettati dal finestrino? Ecco le sanzioni

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Buongiorno, Avvocato: quali le ammende previste per gli automobilisti incivili? Grazie, Mirella.

Purtroppo in Italia uno dei comportamenti più incivili degli automobilisti è quello di lanciare oggetti dal finestrino. Che siano fazzoletti, mozziconi di sigarette, cartacce, avanzi di cibo, addirittura bottiglie e lattine dopo aver bevuto, poco importa; durante la bella stagione, soprattutto, si assiste a questi gesti sconvenienti e scorretti che fanno ribollire il sangue nelle vene. Secondo uno studio, più del 30% degli italiani non si fa nessuno scrupolo a lanciare quello che gli capita per mano fuori dal finestrino dell’auto. Ovviamente si tratta di un comportamento maleducato e oltretutto pericoloso, visto che tutto ciò che viene sferrato potrebbe colpire altre auto, pedoni, ciclisti e motociclisti provocando intralci e incidenti. Proprio per questo motivo è bene ricordare che chi commette questi gesti, potrebbe incorrere in multe salate. Infatti, le sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada per questa violazione delle buone norme comportamentali per chi si trova al volante, possono arrivare a toccare cifre di 400 euro, sia che si tratti di persone che gettano i propri rifiuti con l’auto in movimento, sia che siano in sosta. Gli atti vietati dal Codice della Strada, precisamente citati nell’art. 15, riguardano il deposito di rifiuti o materiale di qualsiasi genere, l’insudiciare e imbrattare la strada e ogni sua pertinenza. Sporcare la strada o anche le sue pertinenze lanciando i rifiuti o qualsiasi altra tipologia di oggetto, dal finestrino dell’auto in sosta o in movimento, è un atto che viene punito appunto da sanzione amministrativa. Il Codice prevede quindi che chiunque violi questo divieto sia soggetto al pagamento di una somma che può variare dai 25 ai 99 euro oppure dai 105 ai 422 euro. L’entrata in vigore della legge n. 221/2015 Collegato Ambientale ha aggravato la posizione di chi commette questo tipo di infrazione; infatti chi viene beccato a sferrare dal finestrino della propria auto oggetti quali cartacce, gomme da masticare e fazzoletti pagherà una somma fino ai 150 euro, chi invece abbandonerà mozziconi di sigaretta sul suolo potrà pagare multe ancora più care.