ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 522

Misure antismog, ecco le novità da ottobre

Sono diverse le novità che la Regione Piemonte ha voluto inserire nello schema di ordinanza sindacale per i blocchi del traffico e la limitazione delle emissioni nella stagione invernale 2019-2020, che dal l° ottobre 2019 interesseranno Torino, l’agglomerato torinese e i Comuni con oltre 20.000 abitanti dove i valori limite di polveri sottili e biossido di azoto sono superati per almeno tre anni, anche non consecutivi, nell’arco degli ultimi cinque.

Tra di esse figurano:

– gli esoneri per i veicoli di nuclei familiari con redditi inferiori a 14.000 euro e per i mezzi funzionali al servizio di autoveicoli per trasporti specifici o per uso speciale (ad esempio, potranno muoversi liberamente i furgoni in appoggio ai montacarichi durante i traslochi);

– l’esclusione dall’area interessata dai provvedimenti di 10 città della cintura di Torino (Alpignano, Trofarello, Santena, Carignano, La Loggia, Druento, Pino torinese, Cambiano, Candiolo e Pecetto) in cui è migliorata la qualità dell’aria.

– la circolazione garantita il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio anche in caso di attivazione del “semaforo antismog”.

“La qualità dell’aria in Piemonte – riassume l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati – è tendenzialmente migliorata rispetto agli ultimi anni. Abbiamo introdotto nuove deroghe per andare incontro alle categorie più deboli e ci impegnano nei prossimi mesi a emettere bandi per incentivare il cambio dei mezzi pubblici e privati”.

Le altre misure

La delibera della Giunta, come quelle degli anni scorsi, stabilisce le misure strutturali e quelle temporanee.

Queste ultime prevedono i livelli di allerta 1 (Arancio) e 2 (Rosso) al raggiungimento delle soglie stabilite in base all’accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano. Si tratta della parte emergenziale delle misure, che scattano in caso di sforamenti per più giorni consecutivi.

Confermato nello schema di ordinanza l’esonero per i veicoli condotti da persone con oltre 70 anni di età: solo un veicolo per nucleo familiare e solo a condizione che non abbiano veicoli che potrebbero circolare liberamente.

Prorogata la deroga per i veicoli degli operatori economici che accedono o escono dai mercati e dalle fiere autorizzate dai Comuni e dei veicoli al servizio delle manifestazioni autorizzateche era presente nella scorsa stagione 2018-2019 ed era in scadenza.

 

www.regione.piemonte.it

Arrivano 400 milioni per la sicurezza di scuole e strade

Uncem informa che sono 400 i milioni destinati ai Comuni che possono richiederli per effettuare interventi di messa in sicurezza su strade, scuole, altre strutture di proprietà comunale, ponti e viadotti.
Gli enti locali hanno tempo fino al 15 settembre prossimo per inviare telematicamente al ministero dell’Interno (dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, direzione centrale della Finanza Locale) le richieste di contributi per il 2020, previsti dalla legge di bilancio per il 2018 (articolo 1, comma 853, della legge n.205/2017), a condizione che non abbiano beneficiato delle risorse previste dall’articolo 1, comma n.974, della legge n.208/2015.
Le richieste possono riguardare una o più opere pubbliche, nei seguenti limiti di importo:
– 1.000.000 di euro per Comuni con una popolazione fino a  5.000 abitanti;
– 2.500.000 di euro per Comuni con popolazione da 5.001 a 25.000 abitanti;
– 5.000.000 di euro per Comuni con popolazione superiore a 25.000 abitanti.
I Comuni interessati devono comunicare la richiesta telematicamente compilando il modello informatizzato approvato con il decreto 2 agosto 2019, pubblicato nella Gazzetta ufficiale di ieri (Serie generale n.188 del 12 agosto 2019). Il modello è disponibile on line sul sito del dipartimento, direzione centrale della Finanza locale, nell’area riservata per la trasmissione delle certificazioni. A questo link: https://dait.interno.gov.it/finanza-locale/area-certificati
Ulteriori indicazioni su tipologie di investimento, modalità e termini di trasmissione e casi di esclusione dalla procedure sono indicati nel decreto, da leggere a questo link:  https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/08/12/19A05152/sg.

Posti di blocco, cosa bisogna sapere

Dalla parte dei consumatori

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale Unc del Piemonte.

Come indicano gli articoli 180 e 192 del Codice della Strada, gli agenti possono ispezionare l’auto senza l’autorizzazione di un giudice. Vi chiederanno libretto (carta di circolazione), patente (per le moto la A, per le auto la B, oppure foglio rosa), certificato di assicurazione Rca (quello che si tiene assieme alla carta verde) e contrassegno Rca (che, sulle macchine, si espone), e triangolo d’emergenza (per le vetture).

La multa è di 41 euro se non esibite i documenti e di 84 euro per il triangolo. Entro un certo termine (solitamente, gli agenti tendono a concedere un paio di settimane), scatta l’obbligo di presentare quei documenti alle Forze dell’Ordine.

Qualora non si provveda, la sanzione ammonta a 419 euro. Se gli agenti, per un qualche motivo, vogliono ispezionare il mezzo (abitacolo, cofano motore e bagagliaio), non potete rifiutarvi: in tal caso, la contravvenzione è pari di 80 euro più la decurtazione di tre punti-patente. E’ bene evitare pertanto di incorrere nel possibile reato di resistenza a pubblico ufficiale. E comunque, gli agenti potrebbero sempre controllare auto o moto contro la vostra volontà.

Se invece c’è un posto di controllo (una direzione sola) o di blocco (entrambe le direzioni), dovete fermarvi. In caso contrario, multa di 1.324 euro, decurtazione di 10 punti-patente e un processo penale.

Pertanto, qualora si venga fermati dalle Forze dell’Ordine, mantenere un atteggiamento rispettoso e collaborativo è il miglior comportamento civico e civile da tenere.

Il grande cuore di Marika

Riflessioni sull’eccezionale intervento al Regina Margherita

Il viaggio della speranza della 17enne Marika, arrivata a Torino da Belgrado (Serbia), per un trapianto di cuore, si è concluso nel migliore dei modi.

Invece di un trapianto di cuore le hanno risistemato il suo con tecniche che hanno dell’incredibile.

Arrivata dalla Serbia all’Ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino con un cuore con un solo ventricolo e la speranza di ottenere un cuore nuovo se ne torna al suo Paese con il suo che oggi torna a funzionare.

Marika, di Belgrado, portatrice dalla nascita di una grave cardiopatia congenita era stata sottoposta nel suo Paese a 2 interventi cardiochirurgici.

Arrivata in condizioni critiche, pareva che solo un trapianto di cuore potesse salvarle la vita. Grazie all’accordo tra il governo serbo ed  il nostro Paese, il caso è stato segnalato al Centro di Coordinamento Trapianti Nazionale che ha lanciato l’appello ai Centri trapianto regionali.

La Cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Regina Margherita della Città della Salute di Torino (diretta dal dottor Carlo Pace Napoleone), raccoglieva l’appello e la giovane vi veniva trasferita dall’ospedale di Belgrado. L

Dopo aver eseguito gli accertamenti ll’équipe della Cardiologia pediatrica (diretta dalla dottoressa Gabriella Agnoletti), cambiava parere e attuava una nuova strategia che con una tecnica innovativa riusciva ad evitare il trapianto.

Per estrema sintesi la tecnica adottata: ricostruito un collegamento diretto tra le vene, che portano il sangue non ossigenato al cuore e polmoni, senza passare per il ventricolo destro praticamente inutilizzabile.

Un ruolo importante è stato svolto anche dall’Associazione Amici Bambini Cardiopatici che, con la presidente Marina De Nardo che ha garantito il supporto logistico alla paziente e ai suoi familiari.

Come dovrebbe sempre avvenire le cose che riescono si fanno “insieme“.

Stavolta è stata cruciale la collaborazione multidisciplinare garantita dalle altissime professionalità mediche ed infermieristiche presenti all’interno del Regina Margherita.

Soddisfatto il Direttore Sanitario della Città della Salute, Giovanni La Valle che ha ribadito l’attenzione con la quale si sta affrontano i problemi della cura dei pazienti nel periodo cosiddetto di transizione (transitional care), tra la fase pediatrica e quella adulta.

“Allo stato attuale”, ha detto il dr   La Valle, “la Città della Salute rappresenta l‘unico esempio regionale e uno dei pochi a livello nazionale nel quale le cardiopatie congenite possono essere curate indipendentemente dall’età del paziente, potendone garantire la presa in carico dall’età pediatrica fino alla transizione all’età adulta”.

Marika durante la degenza ha festeggiato anche i suoi 18 anni. Tanti auguri dalla nostra redazione.

La Regione vuole tagliare leggi e burocrazia

Entra nel vivo, in Regione Piemonte,  dopo una prima fase di studio, l’opera di delegificazione e semplificazione amministrativa affidata all‘assessore regionale Roberto Rosso.

In questi giorni è stata ufficializzata la nascita di un gruppo di lavoro interdirezionale, denominato “Semplificazione“, composto da funzionari regionali e con il compito di razionalizzare i procedimenti e i processi amministrativi, per ridurre tempi e costi della burocrazia a vantaggio di tutti i piemontesi.

“Imprimere un‘altra velocità al Piemonte – spiega Rosso – vuol dire anche accelerare e facilitare l‘accesso dei cittadini, singoli e associati, a tutto ciò che la Regione può offrire, facendo in modo che venga sentita come un‘istituzione amica, che lavora per il bene comune e viene incontro alle reali esigenze della popolazione, e non come fonte di impedimenti, pastoie e problemi. Una sfida che il presidente Cirio ha lanciato in campagna elettorale e che come Giunta intendiamo vincere“.

Il gruppo sarà suddiviso in quattro tavoli tematici: ambiente e governo del territorio (compresa l‘edilizia); attività produttive e Sportello unico; sanità e welfare; agricoltura. Ciascuno di essi, per la propria materia, potrà avvalersi del supporto dei rappresentanti die principali fruitori delle norme e dei servizi della Regione. Associazioni di categoria, imprese, cooperative, terzo settore, ordini professionali saranno chiamati a partecipare attivamente ai lavori per fornire indicazioni concrete e segnalazioni su come rendere più snella la macchina burocratica. Coinvolti anche il Csi, Torino Wireless e UnionCamere, che agiranno come supporti operativi della struttura.

Non solo. L‘assessore ha in programma anche di agire per rendere più rapidi e semplici i controlli effettuati da enti sia regionali (Spresal, Arpa) sia nazionali (Vigili del Fuoco, Aipo, Anas), che spesso finiscono per bloccare le pratiche per tempi inaccettabili.

Blocchi traffico, Uncem: “Troppe differenze tra Torino e provincia”

“BENE AVER ELIMINATO 10 COMUNI DALLE MISURE RESTRITTIVE. MA LA DISTANZE  RESTANO TROPPO FORTI”

Uncem ritiene positivo che dai Comuni dove dovrà essere applicata l’ordinanza tipo (approvata oggi dalla Giunta regionale) per i blocchi del traffico in caso di eccessivi superamenti dei limiti di inquinamento atmosferico, siano stati esclusi numerosi centri della prima cintura torinese:  Alpignano, Trofarello, Santena, Carignano, La Loggia, Druento, Pino torinese, Cambiano, Candiolo e Pecetto. In altri 34 Comuni, Torino in primis, dal 1° ottobre potrà essere applicata l’ordinanza sulla base del “semaforo” che definisce i gradi dell’allerta. Secondo Uncem, come già ripetuto lo scorso anno, i blocchi del traffico sono comunque fortemente penalizzanti per chi deve raggiungere Torino e gli altri centri della prima cintura e del resto del Piemonte. La Città resta troppo distante dalle aree rurali e montane. Entrare e uscire sarà impossibile. E i mezzi pubblici non sono certo d’aiuto per chi scende da Ceresole, Moncenisio, Val di Chi o Balme, piuttosto che da Carrega Ligure o da Campertogno. Quando ci sono sforamenti, per più giorni, chi abita in questi paesi dovrà stare a casa. Ecco perché Uncem non ha mai condiviso i blocchi dei veicoli come non potrà condividere allargamenti di zone torinesi rese a traffico limitato per diverse ore al giorno. Non sono queste le soluzioni che riducono l’inquinamento. La conseguenza dei blocchi e delle misure restrittive è aumentare i divari, le distanze, complicando notevolmente il dialogo tra città e provincia

I commercialisti aumentano di numero

Rapporto 2019 Albo dei Dottori Commercialisti e degli esperti Contabili

PIEMONTE: I COMMERCIALISTI AUMENTANO DELL’1,2% RISPETTO ALL’ANNO SCORSO MA COMPLESSIVAMENTE CRESCONO DELL’8% NELL’ULTIMO DECENNIO

Una professione che si tinge di rosa: dei 6.616 iscritti, il 39,6% sono donne ( nel 2008 erano il 34%)

 

 

Piemonte: i commercialisti aumentano dell’1,2% (raggiungendo le 6.616  unità) rispetto all’anno scorso ma complessivamente crescono dell’8% nell’ultimo decennio (erano 6.128 nel 2008). Il dato emerge dal Rapporto 2019 sull’Albo dei Dottori Commercialisti e degli esperti Contabili pubblicato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Dal rapporto risulta come a livello anagrafico le quote rosa rappresentino il 39,6% del totale, in aumento dal 2008 dove erano il 34%. I neo iscritti nell’ultimo anno sono 176, mentre gli under 40 coprono il 19% del totale. Il reddito medio è di 71.407 euro in calo dell0 0,4% e di gran lunga superiore al dato italiano pari a 59.429euro.

A livello nazionale l’anno scorso, gli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili sono aumentati di 306 unità pari ad una crescita percentuale dello 0,3% sul 2017, il più basso tasso di crescita dal 2008. In undici anni, gli iscritti all’Albo sono aumentati di 11.140 unità, +10,4% sul 2008. Nello stesso periodo, la popolazione italiana è aumentata dello 0,6%, mentre l’occupazione è diminuita dello 0,1% e le imprese attive sono diminuite del 3,2%. Ciò ha determinato un calo significativo del rapporto tra la popolazione e gli iscritti, passato in undici anni da 555 a 510 e del rapporto tra le imprese attive e gli iscritti che nello stesso periodo è passato da 50 a 43.

Prosegue il calo degli iscritti negli Ordini territoriali del Sud Italia che dopo il -0,2% del 2017, nel 2018 fanno registrare un -0,3%. Per la prima volta, il calo interessa anche la Campania (-0,1%) dopo che già la Calabria e la Puglia erano entrate in negativo nel 2017 e nel 2018 registrano un calo dello 0,5%.

La presenza di donne negli Ordini territoriali dei Commercialisti è piuttosto variabile e tende ad essere più elevata negli Ordini del Nord. In particolare, nel Nord-est raggiunge il 36,1% con una punta del 41% in Emilia-Romagna. Nel Sud la quota di donne scende al 30,2% con il valore più basso in Campania (26,3%). Analogamente per i giovani, nel Nord si registrano livelli più elevati (20,5%) rispetto al Sud (16,8%).  Nel 2018, il trend dei praticanti, contrariamente al 2017, è positivo al Nord (+2,4%) e negativo al Sud (-2,7%) ed è molto positivo al Centro (+5,3%).

Il rapporto integrale e la scheda di sintesi sono disponibili online sul sito della Fondazione Nazionale dei Commercialisti

(www.fondazionenazionalecommercialisti.it).

Arriva il parto in ipnosi all’ospedale Mauriziano di Torino

Dal prossimo autunno arriva il parto in ipnosi presso l’Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Mauriziano di Torino (diretta dalla professoressa Nicoletta Biglia).

A conclusione di un percorso formativo aziendale presso la scuola Ipnomed, alcune ostetriche (Antonella Padalino e Marina Frola, con la coordinatrice ostetrica Ilaria Bori) offriranno nell’ambito dei corsi di accompagnamento alla nascita la possibilità di apprendere la tecnica dell’autoipnosi per il controllo del dolore in travaglio di parto. Il parto in ipnosi è salito all’onore delle cronache dopo i lieti eventi nella Casa reale inglese, perchè, pare, che Kate e Meghan apprezzino molto l’approccio dolce al parto con ipnosi. Si tratta di una metodica basata su respiro e rilassamento, che dà autocontrollo e riduce il dolore in sala parto. Può essere un’alternativa all’epidurale. In ipnosi é addirittura possibile dimezzare la durata del travaglio rispetto alla media. Alcuni studi hanno rivelato che ne beneficia anche il nascituro, perchè durante il rilassamento profondo dell’ipnosi sono maggiori l’afflusso di sangue alla placenta e l’ossigenazione fetale. Insomma una tecnica per aiutare la donna a gestire il parto ed il travaglio in serenità ed autonomia.

L’ipnosi medica non ha nulla a che vedere con cosa ci hanno abituato a vedere in TV. E’ importante sottolineare che nessun individuo, in stato ipnotico, può essere costretto a fare nulla contro la propria volontà.

Non tutta la popolazione è ipnotizzabile: circa il 60% risponde positivamente, il 20% può raggiungere uno stato ipnotico così profondo da poter subire addirittura un intervento chirurgico senza l’utilizzo di tecniche anestesiologiche, mentre il restante 20% non è recettivo alle tecniche ipnotiche.

L’autoipnosi è la gestione consapevole e volontaria di risorse che, benché straordinarie, appartengono alla nostra mente ed al nostro corpo, rappresenta una condizione di potenziamento della persona rendendola più efficiente e performante del solito. E’ necessario essere addestrati da un professionista sanitario che conosca la tecnica specifica per poterla riprodurre ogni volta che se ne presenta la necessità

 

Il modello Spes alla Pernigotti

L’IMPRESA SOCIALE NELLA STORICA FABBRICA DI CIOCCOLATO

Gruppo Spes ha presentato  a Roma un preliminare per la reindustrializzazione della parte produttiva di cioccolato e torrone Pernigotti. L’impresa sociale cooperativa Gruppo Spes ha proposto un piano industriale che prevede un’esclusiva pluriennale di produzione e l’assorbimento occupazionale di circa 50 lavoratori già nel 2019, con una previsione di sviluppo di nuovi prodotti e mercati nel triennio 2020-2023.

Il modello di business che Spes vuole portare a Novi è quello dell’impresa sociale, cioè di un’azienda che ha obiettivi principalmente sociali e reinveste i propri utili a fini sociali, in azienda e nella comunità.

Se l’accordo venisse definitivamente siglato nel mese di Settembre si potrebbe parlare di una vera e propria ibridazione dei modelli di business tipici della cooperazione sociale con obiettivi di mercato.

“Come imprenditore sociale – dichiara Antonio Di Donna, Presidente del Gruppo Spes – vorrei creare valore per il territorio di Novi e per il Made in Italy. Pernigotti è un’opportunità unica di condividere il modello sociale all’interno in una grande azienda e per creare uno stretto legame tra valore economico e produzione di valore sociale. La strategia è dare centralità allo stabilimento di Novi per crescere nel mercato del cioccolato e del torrone di qualità facendo leva sul know how esistente. Il nostro obiettivo è mettere al centro le comunità, le persone, il territorio, perseguendo obiettivi di crescita commerciale e generando opportunità”.

I prossimi obiettivi di Spes, ferma restando la conferma di Pernigotti a concedere le garanzie per l’esclusiva decennale, sono:

  • cercare un accordo con Emendatori per una produzione unitaria del sito, anche attraverso la creazione di una NewCo impresa sociale
  • presentare il progetto di piano industriale alle parti sociali
  • concretizzare l’impegno delle istituzioni, in particolare Mise e Regione Piemonte, rispetto agli investimenti per la reindustrializzazione

Il Gruppo Spes è un’impresa sociale che si riconosce nei valori fondanti dell’Opera Torinese del Murialdo. Nasce a Torino nel 1970 come laboratorio artigianale di cioccolato.

Nel2018 è tra i soci fondatori dell’impresasociale GenerA-Azioni che riunisce ad oggi sette organizzazioni del terzo settore che vanno dalla produzione artistica al food, all’associazionismo, alturismo e all’educativa territoriale.

Negli anni ha conseguito una duplice evoluzione, elevando la qualità delle lavorazioni e creando una filiera composta da altri enti sociali, al fine di alimentare una rete solidale che renda i prodotti buoni e giusti. Spes sostiene attività ad alto valore etico, agevolando i giovani e le persone socialmente fragili nel mondo del lavoro tramite percorsi di formazione, didattici ed esperienze lavorative, senza rinunciare alla qualità del servizio e dei prodotti.