Il futuro del sistema sanitario piemontese

in ECONOMIA E SOCIALE

Convegno al Golden Palace di Torino

Dal Piano di rientro al futuro della sanità in Piemonte

Un nuovo futuro per il Piemonte e per l’Italia? Con questo interrogativo e speranza sono partito da Alba per andare ad assistere al convegno organizzato da Motore Sanità al Golden Palace di Torino, lunedì 8 luglio, dal tema ”il futuro del sistema sanitario piemontese”. Nonostante il puntuale ritardo del treno, sono riuscito ad arrivare persino in anticipo, tanto che pensavo di essere uno dei primi, e invece la sala era già gremita e mi sono dovuto accontentare quasi delle ultime file. Il convegno è stato introdotto dal senatore Michele Vietti, presidente di Finlombarda e Gruppo Santa Croce, che ha lanciato alcuni spunti per i dibattiti successivi, come quella di una maggiore e migliore messa in rete, del bisogno di eliminare la tendenza a lavorare per compartimenti stagni, della qualità dell’accreditamento e della interdisciplinarietà del comparto sanitario che è una filiera che dalla sanità arriva all’assistenza che – per una società che invecchia – sarà sempre più rilevante e andrà affrontato in modo diverso senza che la lunga degenza venga gestita assieme alla sanità, mentre vanno gestite separatamente. Vietti ha poi introdotto il presidente della Regione Piemonte che, in ottima forma, ha sciorinato una serie di cifre: dal Bilancio della Sanità, che incide per 82% , lasciando al resto la parte residuale, per passare alla rata annuale di circa 570 milioni di euro del debito che paga ogni anno la Regione Piemonte, toccando anche il problema delle Borse di studio per le specializzazioni e della loro carenza e sul nodo da affrontare per risolvere la penuria di medici e la scarsa lungimiranza del passato.«La Corte dei Conti recentemente ha ricordato che gli sforzi fatti dalla Regione Piemonte hanno portato a un buon risultato, ma bisogna mantenerlo per il futuro» – ha commentato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – «All’interno di questo contesto dobbiamo risolvere i problemi più gravi della nostra sanità che sono quelli delle liste d’attesa. Le persone non possono aspettare sei mesi per fare un intervento alla cataratta o per fare una visita alla prostata. Questo problema si risolve soltanto attraverso nuovi medici. Su questo stiamo lavorando. Abbiamo aumentato del 50%, rispetto al passato, le borse di studio pagate dal Piemonte per avere in futuro nuovi medici specializzati e soprattutto abbiamo introdotto un requisito: i piemontesi pagano la specializzazione, ma il medico specializzato si impegna a rimanere sul territorio almeno cinque anni dopo aver ottenuto la specializzazione. Sono convinto che un’analisi onesta della situazione piemontese imponga a chiunque di vedere, nella reimpostazione di un rapporto pubblico-privato, la soluzione dei problemi e l’impostazione della sanità del futuro, perché non ci sono altre vie. Nei prossimi tre anni vivremo uno stato di emergenza che dovremo affrontare insieme al privato piemontese, è uno stato di necessità. Noi siamo certi che il controllo della sanità debba sempre rimanere saldo nelle mani del pubblico, ma non abbiamo alcun tipo di pregiudizio pratico a che invece operativamente si possa ridefinire il rapporto che la Regione ha con il privato». Per Rossana Boldi, Vicepresidente XII Commissione (Affari Sociali) Camera dei Deputati: “L’uscita dal piano di rientro e il cambio di maggioranza politica alla guida del Piemonte, hanno creato, giustamente, grandi aspettative nei cittadini-pazienti della nostra Regione. Essi si aspettano un cambio di passo che permetta di migliorare le prestazioni del SS piemontese, dalle liste di attesa all’accesso ai farmaci, alla migrazione sanitaria. Se pensiamo – prosegue l’Onorevole – che il 70-80% delle risorse sanitarie a livello mondiale è speso per le malattie croniche, che rappresenteranno nel 2020, cioè domani, l’80% di tutte le patologie, è facile comprendere come la sfida, non solo per il Piemonte, sia proprio questa. La potremo vincere – conclude il Vicepresidente -s olo con la prevenzione, l’innovazione e la realizzazione di modelli integrati ospedale territorio. L’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi avrebbe dovuto affrontare il tema: “Verso un riequilibrio della Rete ospedaliera”, ma giustamente ha fatto osservare che, essendo arrivato da poco all’assessorato, si riserva di riprendere il tema in un prossimo momento quando sarà più consapevole dello stato della situazione piemontese. Icardi ha affermato che la situazione sanitaria in Piemonte è in buono stato ed ha accennato al rapporto con i privati. I temi discussi durante la giornata dedicata al futuro del Piemonte sono stati moltissimi: dal piano regionale per le cronicità e la continuità terapeutica al problema del tempo delle liste d’attesa, dando inoltre spazio ad un confronto con gli esperti sull’innovazione nei vari settori della medicina. Tutto questo in un’ottica della sostenibilità, per far fronte all’innovazione che, da una parte offre nuove opportunità terapeutiche, ma dall’altra comporta investimenti importanti e che quindi richiede di rivedere i metodi di pagamento e di rimborso da parte del SSR. Ventisette relatori per parlare del futuro della Sanità in Piemonte sono tanti e i temi affrontati lo sono stati con discernimento. Mi sa che un ritorno al passato non sarebbe male, perché ogni modifica ci porta il peggio…che non ha mai limite.

 

Tommaso Lo Russo