Marco è un bimbo dolcissimo, nato il 25 dicembre 2008, affetto da una grave malattia genetica ad oggi unico caso al mondo, talmente rara da non avere un nome ma un codice 1q41.12. La malattia gli ha provocato una grave malformazione celebrale, renale e di tutto l’apparato urinario e per questo motivo ha già subito numerosi interventi. La malformazione celebrale interessa zone importanti del cervello. Non produce gli ormoni vitali per l’organismo, non controlla la fame, il sonno, la temperatura corporea, la circolazione del sangue. Una semplice influenza può rivelarsi per lui molto pericolosa e per questo si è costretti a triplicare la dose di farmaci che normalmente assume. A causa di un prolasso neurologico alla gola, non riesce a respirare bene durante il sonno e per questo ogni notte usa una maschera per la ventilazione. Nonostante tutto però Marco è un bimbo felice, sempre pronto a donarti un sorriso… come nelle migliori favole.

Una giornata dedicata alla bioeconomia
In occasione del Bioeconomy Day, istituito a livello nazionale, domani giovedì 23 maggio a partire dalle 9, Environment Park ospiterà una evento aperto a tutti, dalle aziende alle scuole, dagli addetti ai lavori alle famiglie, per raccontare i casi virtuosi e le iniziative di bioeconomia e dell’economia circolare realizzati dalle imprese del territorio piemontese.
Un vero e proprio approfondimento che coinvolgerà istituzioni, università e imprese finalizzato a comprendere attualità e prospettive di un settore sempre più strategico per il futuro del nostro paese.
Insieme ai progetti più innovativi sviluppati dalle singole realtà sarà anche l’occasione per discutere sulle attuali barriere normative nell’applicazione della bioeconomia e dell’economia circolare.
Il pomeriggio sarà anche un momento di incontro per i nuovi progetti approvati sulla piattaforma bioeconomia Regione Piemonte mentre i partecipanti interessati potranno visitare alcune imprese piemontesi che lavorano sulle Bioeconomia come Environment Park, Reynaldi, Asja Ambiente e Almabamboo.
Per informazioni sul programma www.envipark.com
Cristiani e musulmani: possono convivere?
Il tema della possibilità di convivenza tra cristiani e musulmani è stato al centro del confronto tenutosi lunedì 20 maggio scorso in Duomo tra Ermis Segatti, docente della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, e Younis Tawfik, giornalista e scrittore nato da una famiglia irachena di Mosul, di osservanza musulmana sunnita, trasferitosi in Italia per studiare all’Università di Torino. L’incontro faceva parte del ciclo Carpe Deum, promosso dal Duomo di Torino, nella persona del suo Parroco don Carlo. Il confronto tra questi due eminenti rappresentanti del mondo cristiano e di quello musulmano è stato anche lo spunto per una riflessione sulla portata innovativa contenuta nel “Documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune”, che è stato firmato tra papa Francesco e l’Imam di Al-Azhar ad Abu Dhabi. “Questo documento, che rappresenta il corollario fondamentale della visita papale nella penisola arabica – afferma Ermis Segatti – ha sicuramente una portata rivoluzionaria e non soltanto getta le basi della fratellanza umana, sotto forma di necessità di dialogo tra religioni, ma è anche capace ad attraversare i credenti di una stessa fede religiosa. Il Documento sulla Fratellanza Umana dimostra come questo Papa abbia un approccio nei confronti della fede di tipo apocalittico, diverso dai suoi predecessori. Le Encicliche papali precedenti, infatti, erano
incentrate sull’urgenza del sociale. Papa Francesco nella sua Enciclica “Laudato si” si è, invece, piuttosto preoccupato di denunciare la decomposizione della vita del pianeta”. “Nel documento – precisa Younis Tawfilk – emerge un’atmosfera apocalittica di grande scontro tra fedi diverse. Stiamo in realtà andando verso una deriva molto grave nella nostra società contemporanea, nonostante il fatto che le religioni monoteiste nascano da una unica fonte e, per questa stessa ragione, rappresentino aspetti diversi di una medesima realtà. È fondamentale, quindi, promuovere la conoscenza tra le fedi, che deve avvenire attraverso il dialogo e la conoscenza dell’altro”. “Il documento firmato da papa Francesco e dall’Imam Ahimad Al-Tayyeb – precisa Ermis Segatti- fornisce un contributo notevole in direzione della libertà delle fedi e tra le diverse fedi, per la tolleranza e la solidarietà tra i credenti, aspetti assolutamente fondamentali in una società in cui i valori paiono “anestetizzati”. È indispensabile riprendere il rapporto quotidiano tra le fedi e la loro reciproca comunicazione, alla luce anche del nuovo volto che ha assunto il fenomeno migratorio”. “L’Islam – precisa Younis Tawfik – è una religione che può essere definita piuttosto “elastica”, soggetta ad interpretazioni, prima da parte del profeta, poi dei suoi discepoli, quindi dei capi delle diverse scuole giuridiche che nacquero nei secoli successivi. Soltanto a
partire dagli anni Ottanta si è manifestata sotto forma di attacchi terroristici, in Egitto, in Siria, poi nel mondo occidentale, la cosiddetta “Jihad islamica”. Non si devono, però, identificare il mondo musulmano o la fede musulmana con queste cellule islamiche terroristiche. In Piemonte abitano più di 40 mila musulmani che vivono in modo pacifico sul nostro territorio”. “Questo documento firmato ad Abu Dhabi – conclude Ermis Segatti – deve diventare il simbolo di una riconciliazione tra credenti e non credenti, uno stimolo per un confronto e non uno scontro di civiltà, tra il Nord ed io Sud del mondo, tra tutti coloro che credono in Dio. Questo documento sottintende una risposta ad un “J’accuse” nei confronti della religione, secondo cui le fedi monoteiste genererebbero violenza. Il Papa e l’Imam, firmando congiuntamente questo documento, hanno dimostrato al mondo che la religione è strumento di fratellanza tra i popoli e che non si può pensare una società del futuro ( come a lungo si è creduto in Occidente) senza Dio”.
Mara Martellotta
Cinquanta studentesse e studenti piemontesi, accompagnati da dieci docenti e da uno degli esperti degli Istituti storici della Resistenza del Piemonte parteciperanno dal 30 maggio al 2 giugno al viaggio studio a Monaco di Baviera, Ulm e al lager di Dachau. Il viaggio fa parte delle visite nei luoghi della memoria riservate agli studenti vincitori della 38° edizione del progetto di Storia Contemporanea, promosso dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale.
Monaco, la capitale bavarese dove nacque il nazismo
Monaco, la capitale della Baviera, ospita edifici antichi e numerosi musei. In Marienplatz, la piazza centrale dell’Altstadt (città vecchia), si trovano monumenti come il Neues Rathaus, il municipio in stile neogotico con il Glockenspiel, un carillon le cui statuine rappresentano eventi avvenuti nel XVI secolo. Il Centro di documentazione sul Nazismo di Monaco, inaugurato il 30 aprile 2015 in occasione del 70°anniversario della liberazione della città, si trova al posto della Braunes Haus, già Palais Barlow, una villa ottocentesca comprata dai nazisti nel 1930 per ospitare la nuova sede del partito, nato proprio a Monaco nel 1919 come Partito Tedesco dei Lavoratori e dal 1920 rinominato in Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP). La Braunes Haus (la casa “bruna”, dal colore delle divise) venne distrutta dai bombardamenti americani. La Königsplatz, nelle vicinanze del quartiere dei musei, venne usata molte volte per le sfilate del partito hitleriano. Fino al 1945 questo luogo rappresentava il “centro” del partito nazionalsocialista, formatosi in una Monaco tanto amata dal Führer da essere insignita nel 1935 del titolo di “capitale del movimento“. Nel 1938 si svolse a Monaco la Conferenza fra i capi di governo di Regno Unito, Francia, Germania e Italia, nella quale vennero discusse le rivendicazioni della Germania sul territorio cecoslovacco abitato dai Sudati, popolazione di etnia tedesca. Al termine dei lavori venne siglato l’accordo di Monaco, che portò all’annessione di alcune zone della Cecoslovacchia da parte dello stato tedesco e alla promessa di Hitler di non rivendicare altri territori. L’anno seguente scoppiò la seconda guerra mondiale con l’invasione della Polonia.
Dachau e l’inizio del “terrore senza pietà”
Il campo di concentramento di Dachau fu il primo tassello del sistema concentrazionario nazista, aperto il 22 marzo 1933 su iniziativa di Heinrich Himmler, il cui nome è indissolubilmente legato alla “soluzione finale della questione ebraica”. La decisione fu presa appena un mese dopo l’ascesa al potere di Hitler (30 gennaio 1933). Il campo era situato nei pressi della cittadina di Dachau, già residenza estiva di corte, a circa 16 km a nord-ovest di Monaco di Baviera, nel sud della Germania. Visitare il campo e il memoriale equivale a gettare uno sguardo su una delle pagine più drammatiche della storia del Novecento. Dachau servì da modello a tutti i lager nazisti eretti successivamente; fu il luogo dal quale le SS esportarono negli altri lager “lo spirito di Dachau“, il “terrore senza pietà“. Nel campo transitarono circa 200 mila persone e, secondo i dati del Museo di Dachau, 41.500 vi persero la vita. I deportati in arrivo al lager percorrevano una larga strada curata, la Lagerstrasse, al termine della quale era situato il cosiddetto Jourhaus, la “porta dell’inferno“, l’edificio del comando di campo dove campeggiava la scritta “Arbeit macht frei”, “Il lavoro rende liberi“, slogan di straordinario cinismo che, diffuso in molti altri lager, divenne il terribile simbolo della menzogna nazista laddove il lavoro non liberò mai nessuno, diventando, invece, uno strumento di morte.
Ulm, la città della “Rosa Bianca”
Ulm, è la città del Baden-Württemberg che ha dato i natali ad Albert Enstein e ospita la seconda cattedrale gotica in Germania (dopo quella di Colonia), con il campanile più alto del mondo (161,6 m e 768 gradini). A Ulm, nel novembre del 1933, il regime nazista istituì nel forte Oberer Kuhberg uno dei primi campi di concentramento dove furono detenuti e maltrattati gli oppositori politici e i sacerdoti scomodi al regime. Nel luglio del 1935 i prigionieri vennero trasferiti nel lager di Dachau. Oggi nell’ex campo di concentramento, che fa parte dell’imponente opera di fortificazione della città, avvenuta a metà del 1800, si trova un importante centro di documentazione sul sistema concentrazionario del Terzo Reich. Nella Münsterplatz di Ulm è stato dedicato un memoriale ad Hans e Sophie Scholl, fratello e sorella attivisti antinazisti del gruppo non-violento della Rosa Bianca. La “Rosa Bianca” (in tedesco, Die Weiße Rose) è stato un gruppo di studenti cristiani che si opposero in modo nonviolento al regime della Germania nazista, attivo dal giugno del 1942 al febbraio del ‘43, quando i principali componenti del gruppo vennero arrestati, processati e condannati a morte mediante decapitazione.
Marco Travaglini
Si tratta di locali che sono stati messi a disposizione dal Comune in comodato d’uso
E’ stata inaugurata sabato la nuova sede del Centro operativo Lago Maggiore della Guardia Costiera Ausiliaria in via Gramsci 12 a Castelletto Sopra Ticino. Si tratta di locali che sono stati messi a disposizione dal Comune in comodato d’uso, oltre ad un posto barca in un cantiere nautico sempre a Castelletto. A fare gli onori di casa c’era il presidente del Centro di coordinamento regionale del Piemonte Vezio Fava. Complessivamente sono 24 i volontari interessati.
La sperimentazione dello scorso anno ha permesso a 200 studenti di fare apprendistato nelle aziende piemontesi durante la scuola superiore, e ad altri 400 nell’alta formazione. Ora la Regione Piemonte sigla un’intesa con Confindustria, Unione industriale di Torino, Ufficio scolastico regionale e Anpal per potenziare l’iniziativa nell’ambito dell’industria 4.0, per incidere “nell’intreccio inestricabile – commenta il presidente Sergio Chiamparino – di capitale umano e innovazione su cui si basa lo sviluppo del futuro”. L’intento è quello di favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro. Secondo il presidente dell’Unione Industriale Dario Gallina, il sistema imprenditoriale vede la “carenza di figure professionali nel campo tecnico, e i giovani avendo studiato in altri settori non trovano lavoro”.
Torino sarà sempre più città dell’innovazione. Lo prevede il protocollo d’intesa siglato da Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt e Innovation Center, nell’intento di favorire lo sviluppo di un ecosistema internazionale in grado di attrarre nuove start up e nuovi investimenti. Il settore è quello delle start up e dei fondi Tech, in particolare negli ambiti dell’intelligenza artificiale e della blockchain. I preparativi per la creazione dell’hub si avranno presso le Officine Grandi Riparazioni (Ogr), lo storico edificio delle riparazioni dei treni che la Fondazione Crt ha ristrutturato come centro di eccellenza per la cultura e l’innovazione. Gli investimenti saranno promossi dalle Fondazioni e Neva Finventure di Intesa Sanpaolo Innovation Center. E’ già avviato lo studio di fattibilità per la definizione del piano da realizzare, con inizio nel primo semestre 2019.
Fiaip Torino incontra gli studenti a Ivrea: venerdì 17 maggio, dalle ore 9.30, sarà presentata la seconda edizione di ‘Evoluzioni’, progetto ideato e realizzato da My-House immobiliare e Studio Boni per gli studenti dell’Istituto Cena per geometri. Interviene la senatrice Tiraboschi
Gli studenti progetteranno il loro parco ideale oppure riporteranno all’antico splendore stabili d’epoca del centro storico e i migliori saranno premiati: questo è il progetto ‘Evoluzioni’, destinato agli studenti del quarto anno dell’istituto Cena per geometri di Ivrea (To). Alla prima edizione hanno aderito undici ragazzi, presentando i progetti di ristrutturazione degli ambienti residenziali e commerciali di un immobile storico del centro cittadino di Ivrea. Venerdì 17 maggio dalle ore 9.30, prima di dare vita alla seconda edizione di “Evoluzioni, la senatrice Virginia Tiraboschi premierà il vincitore della scorsa edizione. Quest’anno ‘Evoluzioni’ lancia una nuova sfida: un progetto di riqualificazione che potrà essere destinato a un’area pubblica oppure a un immobile privato. L’evoluzione delle tecniche di costruzione, i nuovi materiali, la bio-architettura e la rigenerazione dei centri storici sono i temi illustrati ai futuri geometri da noti specialisti del comparto edile. I ragazzi avranno un anno di tempo per proporre i loro elaborati. Ad una commissione esterna, composta da professionisti e imprenditori del settore edile, spetterà il compito di esaminarli e di selezionare infine il lavoro migliore, premiandolo con un compenso in denaro. La bioedilizia, le smart city e la riqualificazione dei centri storici come soluzione al degrado sono i temi centrali del progetto promosso da Fiaip collegio di Torino (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) e Ape Confedilizia. “L’Italia e il Piemonte sono costellati di città e paesi antichi, bellissimi, ma la cui evoluzione va guidata per evitarne il decadimento. Pensare al futuro degli immobili, ci porta automaticamente a pensare ai professionisti di domani, che oggi sono dietro i banchi di scuola”, commenta Aurelio Amerio, presidente di Fiaip
Torino. “Inquadrare l’evoluzione del mercato immobiliare e le urgenze da affrontare come il recupero di vecchi edifici – aggiunge – significa sapere qual è lo scenario che si ha davanti e quali responsabilità spettano agli operatori del settore”. Motivo per cui l’incontro è aperto, non solo agli studenti, ma anche a professionisti, giornalisti e interessati all’innovazione applicata all’edilizia. “Fare in modo che i professionisti di oggi incontrino i tecnici di domani è l’idea da cui siamo partiti”, spiega Andrea Franchetto, titolare di My-House immobiliare. “Per i ragazzi che frequentano ancora la scuola – aggiunge Franchetto – confrontarsi con chi lavora attualmente nel settore è un’opportunità per gettare lo sguardo sulla realtà concreta di questo mestiere e capire i tratti vincenti di alcune operazioni di successo”. “L’augurio è che gli studenti traggano da questo progetto la passione, il coraggio e la professionalità che li distingueranno domani e che imparino a non staccarsene mai. Ma, soprattutto, l’obiettivo trainante del progetto è colmare il divario tra mondo scolastico e mondo lavorativo per dare ai giovani la possibilità di divenire professionisti eccellenti.”, commenta Manuela Boni, International advisor e ideatrice dell’iniziativa.
Fondazione Crt per la cultura
Sono 137 gli eventi di musica, teatro e danza, in programma tra maggio e ottobre in Piemonte e Valle d’Aosta che hanno ottenuto complessivamente 1,5 milioni di euro dalla Fondazione CRT, nell’ ambio del bando Not&Sipari 2019. Sono tutte rassegne culturali e spettacoli dal vivo . L’obiettivo del bando è favorire la crescita qualitativa delle produzioni, il coinvolgimento dei giovani artisti nel circuito professionistico, l’avvicinamento di nuove fasce di pubblico alle manifestazioni e il senso di aggregazione tra le persone. Con Not&Sipari la Fondazione CRT ha sostenuto fino ad oggi complessivamente 3.500 eventi, per un investimento di 38 milioni di euro. “Il progetto Not&Sipari rende possibile ogni anno la ‘messa in scena’ di centinaia di eventi di musica, teatro, danza, che arricchiscono l’offerta culturale del territorio, e favoriscono la partecipazione e l’inclusione sociale – afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. Interveniamo in modo capillare a livello locale, al fianco di molte importanti iniziative che fioriscono anche nelle periferie urbane e territoriali, grazie al prezioso lavoro di ‘tessitura’ delle realtà associative, in collaborazione con le istituzioni del Piemonte e della Valle d’Aosta”. A beneficiare dei contributi fino a 40.000 euro sono associazioni non profit, enti locali e istituti didattici di alta formazione, che promuovono sia grandi rassegne sia eventi di rilevanza locale.
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Nel Torinese, ad esempio, hanno vinto il bando della Fondazione CRT il “Kappa Futur Festival”, una delle rassegne italiane più importanti di musica elettronica, il “Flower Festival” che, all’interno del Parco della Certosa, porterà molti nomi del panorama musicale, il Festival Internazionale del Teatro di Figura Contemporaneo “Immagini dell’Interno” di Pinerolo. Nel Cuneese, tra i tanti eventi sostenuti, si segnalano, in particolare, il Festival agri-rock “Collisioni”, capace di richiamare ogni anno oltre 100.000 visitatori, il “Musicando Festival” di Villafalletto e la stagione concertistica “I Suoni della Pietra” di Bergolo: una galleria d’arte a cielo aperto. Nell’Astigiano, tra i vincitori dell’edizione 2019, figurano “Monferrato on stage”, la rassegna che unisce musica ed enogastronomia in un ricco calendario di concerti gratuiti sulle colline
dell’astigiano; il festival “AstiTeatro”, giunto alla 41^ edizione, da sempre dedicato al teatro contemporaneo e, in particolare, al concetto di nuova drammaturgia declinato in forme diverse. Nel Novarese Not&Sipari sostiene, in particolare, il “Novara Gospel Festival”, le stagioni teatrali “A ScenAperta” di Cerano e “Prosa Maschi&femmine” di Novara, la prestigiosa rassegna musicale estiva “Orta Festival”. In provincia di Verbania hanno ottenuto contributi le settimane musicali dello “Stresa Festival”, la rassegna internazionale di musica in programma nelle location più suggestive del Lago Maggiore, con sonorità che spaziano dal Barocco, al jazz passando per i classici dell’Ottocento; “Tones of the Stones”, il festival ambientato nelle cave del territorio con un omaggio a Charles Bukowski e al genio di Leonardo Da Vinci, nell’anno in cui si celebrano i 500 anni dalla morte. Tra le proposte dell’Alessandrino a beneficiare delle risorse della Fondazione CRT sono il “Valenza Jazz”, “Echos 2019”, il “Concorso di Chitarra M. Pittaluga” e “Armonie in Valcerrina 2019”. Nel Vercellese il sostegno va al Concorso internazionale “Valsesia Musica”, al Festival aperto “Jazz:Re:Found”, alla 43esima edizione di “Alpàa”: una dieci giorni che unisce territorio, cultura, artigianato, enogastronomia e grande musica. Nel Biellese, tra gli altri, risultano vincitori il festival internazionale di arte di strada “Ratataplan” e “Suoni in Movimento”, percorsi sonori nella rete museale biellese di Salussola. In Valle d’Aosta i contributi di Not&Sipari sono andati al Festival internazionale di musica, arte e cultura “Celtica” e al Festival internazionale della Nuova Danza di Aosta “TiDA – Théâtre Danse”, che riunisce in un unico binomio danza e tecnologia. Una seconda tranche di contributi (con scadenza il 16 settembre) sarà assegnata dalla Fondazione CRT alle iniziative in programma da novembre 2019 ad aprile 2020.
Sul sito www.fondazionecrt.it i risultati della prima sessione
Si è svolto martedì 7 maggio scorso presso l’ Aula Jona della Scuola di Management ed Economia dell’Università di Torino l’evento conclusivo della terza edizione del Cdvm’s Got Talent, un Contest in cui si sono misurati 273 studenti della medesima Scuola di Management, suddivisi in 67 team, sulle potenzialità di una start dell’incubatore di imprese del Politecnico di Torino

“Il Gruppo Giovani del Cdvm – spiega il Presidente del Club Dirigenti Vendite e Marketing dell’Unione Industriale di Torino, Antonio De Carolis – ha organizzato la terza edizione di questo Contest in collaborazione con la startup innovativa Location Plaza, che ha visto la partecipazione di oltre duecentosettanta studenti capaci di misurarsi sulle possibili modalità di sviluppo di un’impresa innovativa”. “Location Plaza – prosegue il Presidente De Carolis – è una startup nata dall’idea di creare un marketplace delle location, capace di mettere in contatto chi sta cercandone una non tradizionale, sia esso un soggetto privato o aziendale, e coloro che la possono offrire. È, quindi, una piattaforma online in grado di porre in contatto professionisti con proprietari di abitazioni, dimore storiche e spazi che possono diventare location ideali per eventi sia di carattere privato sia aziendale”. Due giurie di esperti hanno selezionato dieci gruppi finalisti e proclamato tre vincitori: i team vincenti sono stati: “Villanis”, primo classificato, “Forever a Loan”, secondo classificato, ” Gold Team, terzo classificato. Gli studenti del corso di Business Management della professoressa Anna Claudia Pellicelli hanno sviluppato una serie di elaborati in chiave strategica e manageriale riferiti ai possibili sviluppi della start up Location Plaza. Il primo evento del Contest è avvenuto il 5 marzo scorso ed i ragazzi hanno avuto circa 60 gg per confrontarsi e preparare i loro lavori. Il Cdvm’s Got Talent ha, ancora una volta, dimostrato la volontà e l’impegno da parte del Club Dirigenti Vendite e Marketing nel seguire la formazione dei giovani studenti universitari , coadiuvandoli nel progetto, insieme ai docenti, per la creazione di un Business Plan di una start-up, in cui l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, Università e Politecnico di Torino si sono incontrati per collaborare in modo sinergico”.
Mara Martellotta


