ilTorinese

Il 2 Giugno e la sindaca dell’hinterland milanese

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Una sindaca, appena eletta nell’hinterland di Milano domenica scorsa, ha subito voluto rimettere le cose a posto per la festa del 2 giugno, togliendo il monopolio della festa all’associazione dei partigiani ex comunisti, ANPI. Non si tratta di un gesto di faziosità , ma di contrappeso necessario per tentare di rendere il 2 giugno una festa di tutti, anche se 80 anni fa il referendum spacco’ gli Italiani tra monarchici e repubblicani e l’ Italia tra il Nord repubblicano e il Sud monarchico.
Ci furono anche dei fatti di sangue in via Medina a Napoli con molti morti e feriti ad opera degli ausiliari comunisti reclutati nella Polizia da Romita.
Lasciare che l’ ANPI continuasse a gestire e a  monopolizzare tutto sarebbe stato contraddire il voto di una settimana fa. I sindaci di centro- destra non dovrebbero cercare il quieto vivere come fanno, lasciando all’ ANPI il monopolio di certe feste nazionali che dovrebbero tingersi solo di tricolore. La sindaca milanese ha seguito l’esempio coraggioso del sindaco Canepa in Liguria che già da due anni ha fatto assumere all’amministrazione civica la gestione diretta  del 25 aprile,  invitando a partecipare tutte le associazioni, ANPI  compresa. Così dovrebbero fare anche i sindaci di sinistra, ma sarebbe il finimondo.

Alle Gallerie d’Italia Carlo Fruttero per l’Avanti

Alle Gallerie d’Italia di Torino, domenica 7 giugno prossimo alle ore 16, si terrà un incontro di Fondazione Mondadori per Archivissima nell’ambito delle celebrazioni per il centenario di Carlo Fruttero. L’incontro verterà sul tema de “L’inviato culturale. Storia di un mestiere che forse non c’è  più, a partire dai pezzi di Carlo Fruttero per l’Avanti”.

L’appuntamento, promosso dalla Fondazione Arnaldo e Alberto Mondadori, in occasione di Archivissima, in collaborazione con la Stampa, pone al centro dell’attenzione una parte meno nota del lavoro di Fruttero, gli anni di inviato de L’Avanti, raccontati attraverso documenti d’archivio inediti, originali e non ancora catalogati, che verranno eccezionalmente mostrati al pubblico.
Si tratta di materiali capaci di restituire non solo il profilo di un giovane Fruttero giornalista, ma anche un modo di osservare e raccontare il mondo culturale che ha subito una profonda trasformazione
A confrontarsi su questo tema saranno Carlotta Fruttero, Paolo Verri e Niccolò Zancan, in un dialogo capace di intrecciare memoria, professione e trasformazioni del giornalismo culturale.
L’incontro prende spunto dal tema scelto quest’anno da Archivissima  “Quello che non c’è “, per interrogarsi  su ciò che è  cambiato nel lavoro dell’inviato culturale, cosa è scomparso e quali prospettive restino aperte oggi per chi racconta la cultura.

Mara Martellotta

Copyright foto di Carla Cerati, fotografia di Carla Cerati/ Courtesy Elena Ceratti

Agricoltura sotto stress in Piemonte. Troppo caldo e in anticipo

Caldo intenso arrivato in anticipo e prime difficoltà per l’agricoltura del Torinese, con effetti che iniziano già a farsi sentire sulle produzioni stagionali. Questa prima ondata di temperature elevate ha accelerato i cicli di maturazione di diversi raccolti, mettendo a rischio l’equilibrio delle produzioni estive.

Nel territorio torinese la raccolta delle fragole si sta già avviando verso la conclusione con circa due settimane di anticipo rispetto alla norma. Situazione simile anche per le ciliegie: le alte temperature stanno facendo maturare contemporaneamente sia le varietà precoci sia quelle tardive, coltivate proprio per garantire la disponibilità del prodotto lungo tutto il mese di giugno. La conseguenza è un eccesso di frutta immessa sul mercato nello stesso momento, con inevitabili ribassi dei prezzi e il successivo rischio di carenza di prodotto fresco nelle settimane successive.

Le temperature elevate stanno creando criticità anche per i cereali. Il grano, infatti, si trova nella delicata fase di formazione dei chicchi in condizioni di forte stress climatico. Questo potrebbe tradursi in una maturazione anticipata ma con chicchi di dimensioni inferiori e con caratteristiche nutrizionali meno pregiate.

Anche il mais risente dell’anticipo dell’estate: gli agricoltori sono costretti a iniziare prima del previsto le irrigazioni, con un conseguente aumento delle spese. Il caldo favorisce inoltre la proliferazione di funghi e insetti dannosi, in particolare specie aliene che ormai, complice il cambiamento climatico, si sono insediate stabilmente anche nelle campagne piemontesi.

Le anomalie climatiche stanno interessando persino i pascoli montani. Tra pochi giorni dovrebbe iniziare la monticazione delle mandrie verso gli alpeggi, normalmente sincronizzata con le prime fioriture delle erbe alpine tra i 1.200 e i 1.500 metri di quota. Quest’anno, invece, i prati d’alta quota risultano già in fase avanzata di crescita e fioritura, con i primi segnali di disseccamento. Il timore è che i margari trovino erba già secca al momento della salita negli alpeggi, con possibili ripercussioni sull’alimentazione del bestiame e sulla produzione di latte destinato ai formaggi di maggiore qualità.

«I vegetali che si coltivano da sempre alle nostre latitudini sono adattati a un clima che si scalda lentamente – ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Nel mese di maggio le coltivazioni si avviano piano piano alla maturazione. La quantità e la qualità dei nostri raccolti dipendono da questa progressione in vista delle maturazioni di giugno e luglio. Le accelerazioni fanno male alla nostra agricoltura».

Le alte temperature incidono anche sugli allevamenti. Nelle stalle è già stato necessario attivare in anticipo i sistemi di raffrescamento per garantire il benessere delle mucche, con un aumento dei consumi energetici. Ventilatori, doccette e impianti di asciugatura entrano in funzione automaticamente quando i sensori registrano temperature considerate critiche per gli animali.

Preoccupa infine anche la rapida riduzione delle riserve nevose in alta quota. «Abbiamo avuto un buon innevamento, in spessore e in persistenza. Ma ora, con lo zero termico a 4.800 metri, i nevai che solitamente si sciolgono lentamente nel mese di giugno sono già quasi azzerati. E i corsi d’acqua sono tutti in piena stagionale. Troppa acqua che arriva tutta insieme, ma che mancherà in piena estate».

Borello supermercati, nasce MiTo Retail. Lo sciopero? Il fondatore: “Mi sun sì. Io ci sono”

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Il debutto della nuova società coincide con il primo sciopero in cinquant’anni. Fiorenzo Borello: “Rispetto profondamente il diritto dei lavoratori a manifestare, a dissentire, a esprimere le proprie preoccupazioni”. E lancia il nuovo sito web personale www.fiorenzoborello.it

Il percorso che ha portato all’integrazione tra Borello Supermercati e Unes Maxi si è formalmente concluso con la nascita di MiTo Retail, la nuova società che riunisce le attività delle due realtà della grande distribuzione organizzata. Un progetto presentato come strategico per rafforzare la presenza del Gruppo Finiper Canova in Piemonte e sviluppare nuove opportunità di crescita, ma che proprio nelle ore del suo avvio operativo si trova a fare i conti con una protesta sindacale.
Per oggi, 1° giugno, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno infatti proclamato una giornata di sciopero davanti alla sede di Castiglione Torinese.
Secondo i sindacati, la protesta nasce dall’assenza di risposte alle richieste avanzate nei mesi scorsi e da problematiche che riguardano l’applicazione del contratto nazionale, l’organizzazione del lavoro e le relazioni industriali. Nella nota diffusa dalle sigle si legge che “Non si tratta di una decisione presa a cuor leggero” ma di una scelta resa necessaria da quella che definiscono una gestione aziendale caratterizzata da scarso confronto con i rappresentanti dei lavoratori.
Solo pochi giorni fa era stato annunciato il completamento dell’operazione che ha portato alla costituzione di MiTo Retail, società il cui nome richiama idealmente l’asse Milano-Torino. Alla guida della nuova realtà è stato nominato Fiorenzo Borello, fondatore della storica catena piemontese, chiamato a garantire continuità durante la transizione.
Nel presentare l’operazione, il Gruppo aveva ribadito che i supermercati continueranno a operare con l’insegna Borello, mantenendo identità, organizzazione commerciale e legame con il territorio. L’obiettivo dichiarato è quello di integrare le competenze sviluppate dalle due aziende e rafforzare la competitività della rete distributiva piemontese.
La coincidenza tra il debutto della nuova società e il primo sciopero nella storia dell’azienda assume però un significato particolare anche per lo stesso Fiorenzo Borello, che proprio in queste ore sta completando il passaggio di consegne dopo mezzo secolo di attività imprenditoriale e lancia il suo nuovo sito web personale www.fiorenzoborello.it su cui oggi posta il primo contenuto legato proprio allo sciopero:
Sun sì. Nel giorno dello sciopero, resto vicino ai lavoratori e alla storia che abbiamo costruito insieme
Nel giorno in cui si chiude una parte importante del mio percorso, l’intervista al TG3 è stata l’occasione per ribadire rispetto, gratitudine e vicinanza verso i lavoratori.
Questa mattina ho avuto il piacere di raccontare al TG3 una parte importante della mia storia: quella di un percorso imprenditoriale nato dal lavoro quotidiano, cresciuto con sacrificio e costruito sempre insieme alle persone. È stata una giornata particolare. Una giornata di sciopero. Una giornata che arriva proprio mentre si chiude una parte fondamentale del mio percorso. In cinquant’anni di impresa non era mai accaduto. Non condivido le ragioni di questa protesta, ma rispetto profondamente il diritto dei lavoratori a manifestare, a dissentire, a esprimere le proprie preoccupazioni. È un diritto che appartiene alla democrazia del lavoro e che va riconosciuto sempre, anche quando non si è d’accordo. Per questo oggi ho scelto di esserci. Come si dice in piemontese: **Sun sì**. Sono qui.
(continua su www.fiorenzoborello.it)
Mentre alcuni  lavoratori incrociano le braccia e la nuova società muove i primi passi, la sfida di MiTo Retail sarà quella di trasformare l’operazione industriale che ha unito due importanti realtà della distribuzione in un progetto capace di garantire non solo crescita economica, ma anche relazioni sindacali stabili in una fase di cambiamento che coinvolge centinaia di dipendenti sul territorio piemontese.

Buongiorno, grazie, scusa. La cortesia sta bene su tutto

L’educazione è come una camicia bianca, non passa mai di moda” diceva Toto’.

Purtroppo questa affermazione del famoso attore, commediografo e poeta napoletano ultimamente non trova molto fondamento perché sembra, invece, che le buone maniere e la cortesia stiano perdendo importanza.

Quando ero piccola ricordo che i miei genitori mi dicevano di salutare, di ringraziare e di dire per favore quando chiedevo qualcosa; era doveroso cedere il passo agli anziani, tenere la porta a chi veniva dopo di te e chiedere scusa in caso di piccoli incidenti, ma soprattutto se ci si comportava male. Cosa sta succedendo alla gentilezza? Perché si stanno perdendo quelle forme di cortesia che rendono la nostra quotidianità  più cordiale e civile? Senza dover ricorrere alle regole del Galateo che, seppur aggiornate alle nuove consuetudini, non sono sempre e comprensibilmente applicabili, sarebbe invece importante utilizzare alcuni comportamenti essenziali per facilitare le relazioni non solo tra persone reciprocamente note, ma anche nei confronti di sconosciuti che non incontreremo mai più.

Un “buongiorno” (possibilmente con un sorriso) è necessario se si incontra qualcuno di nostra conoscenza, quando si entra in un negozio, in un bar o prima di chiedere un’ informazione per la strada; un “grazie” è d’obbligo quando si riceve qualcosa, se qualcuno ci aiuta o se una persona ci dedica del tempo; un bel “per favore” è indispensabile prima di chiedere qualsiasi cosa anche se, in apparenza, non ce n’è bisogno; infine la più difficile, domandare  “scusa”, un’ espressione di  dispiacere in seguito ad una mancanza,  una specie in via di estinzione, difficilissima da pronunciare e persino da contemplare.

Se poi vogliamo andare oltre l’argomento “buone maniere”, di cui attualmente ci si sorprende come di fronte ad una apparizione, è utile sapere che un saluto, anche solo con un cenno del capo se proprio ci sentiamo timidi, un segno di gratitudine e porgere le proprie scuse  sono motivo di benessere e ci mettono in contatto con il lato migliore del nostro io. Uno studio della International Journal of Psychophysiology afferma, infatti, che essere gentili supporta l’autostima, aiuta il sistema cardiovascolare, diminuisce i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e aiuta la produzione di endorfine (i neurotrasmettitori che alleviano il dolore e lo stress).

Se i nostri gesti di gentilezza, poi, non dovessero trovare una risposta secondo le nostre aspettative, non molliamo la nostra battaglia per la civiltà, perseveriamo, proviamo a creare un circolo virtuoso e ad andare in controtendenza a queste inclinazioni di ultima generazione che ci vogliono troppo avari di cordialità e attenzioni.

Vestitevi di educazione e gentilezza. Sarete sempre eleganti”.

MARIA LA BARBERA

Finali Nazionali CSI: ValleBelbo Sport in partenza per Lignano Sabbiadoro

Una numerosa delegazione della ValleBelbo Sport parteciperà al Campionato Nazionale di Nuoto CSI che si svolgerà a Lignano Sabbiadoro (Ud), dal 3 al 7 giugno. Dopo il proficuo e costruttivo percorso compiuto nelle sei tappe del Trofeo Davide Filippini, il circuito regionale piemontese, l’appuntamento friulano in cui si raduneranno le società di tutta Italia rappresenta un importante momento di chiusura della stagione del CSI e dunque di bilancio di una stagione che ha evidenziato marcati progressi da parte di tutti i gruppi di lavoro del team arancio-nero. Oltre alla grande importanza che la ValleBelbo Sport dà alle staffette, gare utili per acquisire esperienza e per cementare lo spirito di squadra, per la prima volta alla fase nazionale parteciperanno anche gli Esordienti B. Saranno 35 i nuotatori di tutte le categorie che saliranno sui blocchi della piscina del Villaggio Bella Italia per affrontare quattro giorni di gare. A Lignano Sabbiadoro ci saranno Matilde Angelini, Daniel Argieri, Gaia Arpellino, Maddalena Bertelli, Tommaso Bertelli, Manuele Bonfante, Tommaso Casasola, Leonardo Di Pietro, Elisa Ferrari, Federica Ferraris, Greta Gabutto, Edera Gavrilov, Matilde Ghione, Gioele Grasso, Bianca Ippolito, Greta La Stella, Melissa La Stella, Edoardo Leva, Luca Lovisolo, Alessandro Mairano, Carlotta Maisano, Anna Marchelli, Camilla Palumbo, Chiara Papillo, Vittorio Perosino, Leonardo Pintescul, Alice Manhua Rizzo, Irene Roccazzella, Noemi Russo, Stefani Stojanova, Matilde Stojcheva, Mattia Tammaro, Aurora Tudisco, Diletta Tudisco e Adele Vola. Lo scorso anno, la ValleBelbo Sport conquistò 15 titoli italiani, 7 argenti, 5 bronzi per un totale di 27 medaglie conquistate hanno portato la ValleBelbo Sport al nono posto nella classifica per società dei Campionati Nazionali di Nuoto CSI.

La Via di Annibale 2026

“La Via di Annibale 2026”, la competizione di ultra sky marathon  si disputerà il prossimo 1° agosto a Usseglio (TO), nelle Valli di Lanzo.

Non si tratta di un semplice trail corribile, ma di una delle sfide tecniche più dure ed estreme del panorama europeo. Il tracciato, basato sulle ricerche storiche relative al passaggio alpino del generale cartaginese nel 218 a.C., porta gli atleti fino ai 3.538 metri di quota del Rocciamelone passando per il ghiacciaio, richiedendo attrezzatura alpinistica, doti di orientamento in alta quota e una preparazione d’eccellenza.

Le iscrizioni ufficiali per gli atleti si chiuderanno il prossimo 30 giugno.

L’omaggio di Quaglieni a Dionisotti

Il Prof . Pier Franco Quaglieni presidente del Centro Pannunzio  ha concluso il suo soggiorno sul lago Maggiore, rendendo oggi omaggio a Carlo Dionisotti al cimitero di Romagnano Sesia. Il prof. Quaglieni ha ricordato il grande italianista che ha insegnato ad Oxford per tanti anni, autore di opere di fondamentale valore storico- letterario  che hanno onorato la cultura italiana all’estero. Durante le sue vacanze estive Dionisotti fu abituale frequentatore  del Centro Pannunzio che onorò come presidente del Comitato scientifico. Il prof. Dionisotti fu amico di Gobetti e di tutta una generazione di intellettuali tra cui Galante Garrone. Il prof . Dionisotti si oppose insieme a Franco Venturi con grande fermezza alla contestazione violenta del ‘68 , disconoscendo il legame tra essa e la Resistenza. Era un abituale frequentatore di Varigotti.

Simposio Colisée, tutela della persona fragile nelle RSA

Si è svolto a Torino, il 29 maggio scorso, presso l’NH Collection Torino Santo Stefano,  il primo Simposio Colisée,  attore di riferimento della terza età in Europa , dal titolo “ La tutela socio- sanitaria integrata della persona fragile in RSA”, un momento di confronto che ha riunito professionisti, stakeholder  e operatori del settore socio-sanitario assistenziale pubblico e privato per discutere del futuro delle Residenze Sanitarie assistenziali e sul ruolo sempre più centrale che queste strutture rivestono nella presa in carico della popolazione anziana fragile.
Hanno aperto i lavori i saluti istituzionali del Vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, del dottor Guido Giustetto, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Torino e del dottor Carlo Picco, direttore Generale dell’ASL Città di Torino.
L’iniziativa nasce dalla volontà di Colisée, presente in Italia con sedici strutture, di cui dieci in Piemonte e a Torino, di creare un appuntamento stabile e autorevole di dialogo tra i diversi attori coinvolti nel sistema socio-sanitario,  in un contesto caratterizzato dall’aumento dell’età media della popolazione e dalla crescente complessità clinica e assistenziale degli ospiti delle RsA.
Nel corso del Simposio è emersa  la necessità di rafforzare le sinergie tra istituzioni pubbliche e strutture socio-sanitarie, sviluppando modelli di presa in carico realmente integrati, capaci di coniugare qualità dell’assistenza, sostenibilità del sistema e prossimità al bisogno dei territori.
Il Piemonte risulta una delle regioni più anziane d’Italia con oltre un quarto della popolazione al di sopra dei 65 anni e un’età media superiore ai 48 anni. Rappresenta, quindi, un osservatorio privilegiato per affrontare le sfide legate alla fragilità e alla non autosufficienza. In questo contesto il sistema delle RSA svolge un ruolo strategico, con circa 33 mila posti letto e una popolazione residente composta prevalentemente da ultraottantacinquantenni non autosufficienti.
Le RSA, oggi sempre più a prevalenza sanitaria, sono ecosistemi in continua evoluzione, profondamente intrecciati con i territori in cui sorgono e vengono chiamati a rispondere non solo ai bisogni clinici delle persone fragili, ma anche alle aspettative di famiglie e comunità locali.
Per questa ragione il Simposio ha affrontato alcuni temi concreti riguardanti il presente e il futuro delle strutture socioassistenziali, fornendo uno spaccato del presente  e proponendo soluzioni per il domani.
Tra i temi di cui si sono discussi vi è  stato il ruolo delle tecnologie innovative e dell’intelligenza artificiale in sanità, che sta trasformando i percorsi di cura e l’organizzazione dei servizi, offrendo nuove opportunità per migliorare efficienza, sicurezza e supporto ai professionisti sanitari. La tecnologia pone, al tempo stesso, sfide etiche, giuridiche e deontologiche, rendendo fondamentale una formazione adeguata degli operatori per garantire un corretto utilizzo dei diritti del paziente.
“Questo Simposio nasce con l’obiettivo di creare uno spazio stabile di confronto tra tutti coloro che ogni giorno operano nel settore socio-sanitario  – ha dichiarato nella sua introduzione Maria Rita Lo Grande, Country Manager per l’Italia del gruppo  Colisée – Crediamo che solo attraverso una forte sinergia territoriale e una visione condivisa sia possibile costruire RSA sempre più  moderne, integrate e capaci di rispondere ai bisogni complessi delle persone fragili”.

MM

Concerti al Regio: dai profumi dell’Oriente alle suggestioni dell’anima russa

Otto concerti per la stagione 2026-2027 

La Stagione dei Concerti 2026-2027 del teatro Regio propone otto appuntamenti dal respiro europeo e dall’anima eclettica che vedranno alternarsi l’Orchestra del Teatro Regio, affiancata in due programmi anche dal coro del Teatro e in uno di essi dal Coro di Voci Bianche, e la Filarmonica TRT.

Si tratta di una proposta artistica ricca di contrasti e suggestioni, capace di affiancare i grandi classici del repertorio ad opere rare e ai linguaggi della contemporaneità,  attraversando le architetture del suono, le pulsazioni dell’elettronica e l’intimità del recital pianistico , oltre che la forza evocativa delle pagine corali.

Sul podio si alterneranno il direttore musicale Andrea Battistoni e gli interpreti di generazioni e sensibilità diverse come Emmanuel Tjeknavorian, Nicolò Umberto Foron, Felix Mildenberger, Ariane Mathiak e Valentino Corvino. Accanto a loro, voci di prestigio quali Antoinette Dennefeld, Dmitry Korchak, Franco Vassallo e Alisa Kolosova, oltre a solisti d’eccezione come il compositore e sound artist Davide Boosta Di Leo, la violinista Anna Tifu e il gigante del pianoforte Grigori Sokolov, protagonista di un atteso recital a sorpresa.

“Anche quest’anno abbiamo voluto costruire la stagione dei concerti in stretta relazione con la programmazione d’opera – spiega Mathieu Jouvin, Sovrintendente del Teatro Regio – proseguendo un percorso che mira a offrire al pubblico una proposta artistica organica, coerente e profondamente pensata. I concerti dialogano con i temi, le atmosfere e gli immaginari della stagione lirica, creando rimandi continui tra repertori, epoche e linguaggi diversi. Morptivo di grande soddisfazione è accogliere per la prima volta Grigory Sokolov all’interno della nostra stagione sinfonica. Autentica legge da del nostro tempo, egli incarna u ‘idea di pianista libera da ogni compromesso capace di vivere nell’istante irripetibile del concerto dal vivo. È molto suggestivo pensare che questa arte così assoluta e intensa incontri uno spazio che considero straordinario per identità e qualità dell’ascolto come la sala disegnata da Carlo Mollino. Il suo rapporto unico con il recital pianistico, e la profondità quasi mistica delle sue interpretazioni, rappresentano quell’idea di ascolto partecipe che vogliamo condividere con il nostro pubblico. In questa visione è fondamentale anche il lavoro del nostro direttore Andrea Battistoni, che sta contribuendo in modo decisivo a rafforzare l’identità dell’orchestra del Regio in una fase storica che vede in atto un importante rinnovo generazionale. Apprezzo molto la sua attenzione ai repertorio meno frequentati, nei confronti dei quali viviamo sempre il piacere di una bel,a scoperta nell’ascolto in sala. La Stagione dei Concerti riflette una visione aperta, curiosa e internazionale, capace di unire grandi interpreti, giovani talenti e programmi di forte intensità emotiva”.

“La nuova proposta dei Concerti approfondisce ulteriormente il dialogo tra la programmazione sinfonica e la Stagione d’Opera, creando intrecci tematici e musicali che attraversano l’intero cartellone – dichiara Cristiano Sandri, direttore artistico del Teatro Regio – penso ad esempio alla presenza della ‘Mort de Cléopâtre’ di Berlioz, perfettamente in sintonia con le atmosfere della stagione oppure alla ‘Messa di Gloria’ di Mascagni, pagina di intensa forza teatrale e spirituale. Siamo felici di accogliere per la prima volta Grigory Sokolov. La presenza del maestro Andrea Battistoni continua ad essere centrale nel rafforzare il dialogo tra la programmazione Sinfonica e quella d’opera, anche attraverso la valorizzazione di repertori meno frequentati. Molto significativa, in questo senso, è la scelta di presentare la ‘Suite Piemonte’ di Leone Sinigaglia, compositore torinese di grande valore che merita di essere riscoperto. La stagione riunisce interpreti dalle importanti carriere internazionali, molti dei quali tornano al Regio dopo recenti successi, quali Franco Vassallo, Alina Kolosova, Antoinette Dennefeld e Dmitry Korchak. Guardiamo anche alle nuove generazioni con attenzione, e siamo lieti di presentare al pubblico il giovane talento Nicolò Umberto Foron. Nel complesso si tratterà di una stagione di grande impatto artistico e emotivo, costruita attraverso programmi ricchi di suggestioni e affidata a interpreti di altissimo livello”.

Il concerto inaugurale sarà giovedì 12 novembre prossimo e avrà come titolo “Estasi”, e vedrà il direttore musicale Andrea Battistoni alla guida dell’Orchestra del Teatro Regio, in un programma dominato dal fascino dell’Oriente e dall’ebbrezza della danza. Ad aprire il concerto sarà la celebra “Bacchanale” dal “Sanson et Dalila” di Camille Saint-Saëns, esplosione di colori e sensualità esotica. Seguirà “La Mort de Cléopâtre” di Hector Berlioz, intensa scena lirica per mezzo soprano e orchestra interpretata da Antoinette Dennefeld, artista di raffinata eleganza vocale chiamata a dar voce all’ultimo tormentato istante della Regina egizia. La seconda parte del concerto è caratterizzata da ritmi iberici di Manuel de Falla, di cui ricorre il 150⁰ anniversario della nascita con le tre danze (danza de los vecinos, danza del molinero e danza final) tratte da “El sombrero de tres picos”, prima dell’inarrestabile crescendo del Boléro di Ravel, autentico rito collettivo del suono.

Rinnovo abbonamenti presso la biglietteria del Teatro Regio da mercoledi 27 maggio. Nuovi abbonamenti da sabato 20 giugno online e presso la biglietteria fino alla data del primo concerto. Biglietti singoli da martedi 1⁰ settembre online e presso la biglietteria.

Teatro Regio – piazza Castello 215, Torino – 011 8815241 -242 – biglietteria@teatroregio.torino.it  orari: da lunedì a sabato ore 11/19 e domenica 10.30/15.30

Mara Martellotta