Nella mattinata di oggi, 5 agosto 2026, la Polizia di Stato ha eseguito un fermo di indiziato di delitto, disposto dalla Procura della Repubblica di Torino, nei confronti di un cittadino romeno del 1981, gravemente indiziato dei reati di femminicidio, occultamento di cadavere e maltrattamenti in famiglia aggravati ai danni dell’ex compagna, una donna del 1990.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il delitto sarebbe stato commesso nella notte tra il 9 e il 10 luglio all’interno dell’appartamento di via Paisiello 17, a Torino, dove la vittima si era trasferita insieme al figlio minorenne dopo la fine della relazione.
Il corpo della donna era stato rinvenuto la sera del 20 luglio all’interno dell’abitazione, avvolto in un lenzuolo e nascosto nel vano contenitore del letto matrimoniale. A dare l’allarme era stato un amico della vittima che, non riuscendo più a contattarla da circa dieci giorni, si era recato nell’appartamento utilizzando un mazzo di chiavi consegnatogli dal proprietario dell’immobile. Entrato in casa, aveva avvertito un forte odore e aveva immediatamente chiamato la Polizia, consentendo così il ritrovamento del cadavere.
L’autopsia ha stabilito che la morte è stata causata da un grave politrauma cranico e da una violenta compressione di bocca e collo, compatibile con un’asfissia meccanica. Il decesso sarebbe avvenuto circa dieci giorni prima del ritrovamento.
La sera stessa del rinvenimento del corpo, gli agenti hanno rintracciato l’ex compagno della donna nella sua abitazione, nel quartiere Barriera di Milano, dove si trovava insieme al figlio minorenne. L’uomo ha negato ogni coinvolgimento, ma le sue dichiarazioni sugli ultimi momenti trascorsi con la vittima sono risultate più volte contraddittorie, inducendo la Procura a iscriverlo nel registro degli indagati per omicidio.
Le indagini, condotte senza interruzioni dalla Squadra Mobile di Torino, hanno permesso di ricostruire gli ultimi giorni di vita della donna attraverso l’ascolto di numerosi testimoni, l’analisi dei tabulati telefonici, l’esame delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona dell’abitazione e altri approfondimenti investigativi e tecnici.
Sulla base degli elementi raccolti, il pubblico ministero ha emesso un decreto di fermo nei confronti dell’ex compagno, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il movente del delitto sarebbe legato alla mancata accettazione della fine della relazione sentimentale. Dalle prime risultanze investigative è emerso che la donna aveva deciso di interrompere il rapporto da tempo, mentre l’uomo avrebbe continuato a esercitare un controllo costante nei suoi confronti, come riferito da diversi testimoni.
L’indagato è stato rintracciato e fermato nella mattinata odierna presso la propria abitazione di Torino.
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