ilTorinese

Vittime di violenza domestica, non si ferma l’attività della Questura

L’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus non ha sospeso i servizi resi a tutela delle vittime di violenza domestica e stalking 

 

E non ha chiuso gli uffici di polizia, ai quali le vittime possono continuare a rivolgersi anche telefonicamente, per questo si rimanda al sito della Polizia di Stato – Questure sul webhttps://questure.poliziadistato.it/it/Torino.

Ora più che mai si ricorda la possibilità per qualunque cittadino – amico, conoscente, familiare o semplicemente persona informata sui fatti – di segnalare alle forze dell’ordine casi di violenza domestica di cui sia a conoscenza, così da dare la possibilità al Questore, quale Autorità di pubblica sicurezza, di tutelare la vittima di violenza, ammonendo l’autore.

Per espressa previsione di legge, le generalità del segnalante non verranno divulgate, ma resteranno note alle sole forze di polizia.

Per eventuali segnalazioni di situazioni non emergenziali,per le quali rimane attivo il 112 NUE, può essere utilizzata anche l’app YouPol.

La Questura, per far sentire la vicinanza delle istituzioni in un momento così difficile per chiunque ed in particolar modo per chi subisce atti di violenza domestica, sta contattando le vittime già conosciute e a tutela delle quali sono stati adottati nel tempo provvedimenti di ammonimento o sono in corso i relativi procedimenti.

Inoltre, l’ufficio minori e vittime vulnerabili della Questura di Torino ha contattato i centri antiviolenza attivi in provincia, preziosi operatori della rete di prevenzione e contrasto della violenza di genere, per condividere le criticità riscontrate in questo particolare momento e, proprio nell’ottica della sinergia di rete, trovare le migliori soluzioni.

#noicisiamo: cosa vedi dalla finestra? Il racconto su Torino

Un tema per ogni giorno della settimana è l’invito di Turismo Torino e Provincia rivolto a tutti i follower su Instagram e Facebook taggando @turismotorino #turismotorino

È in corso sul canale Instagram  di Turismo Torino e Provincia  ( https://www.instagram.com/turismotorino/?hl=it ) seguito da 21,2 mila persone, e sulla pagina Facebook  ( https://www.facebook.com/turismotorino/ ) con oltre 42mila fan, l’iniziativa #noicisiamo.

Coinvolgere i follower attivi  che seguono i due canali social stimolandone i ricordi e la fantasia è l’idea alla base dell’ATL. L’obiettivo? Continuare a raccontare le bellezze e le attrattive del capoluogo subalpino e della sua provincia (ricca di castelli e forti, laghi e colline, abbazie e montagne oltre che una ricca enogastronomia) passando la parola a chi ci vive o a chi, semplicemente, se ne è innamorato e custodisce bei ricordi attraverso i canali social più usati nel mondo dei viaggi e del turismo.

Ecco che i 7 giorni della settimana hanno una tematica, un invito a raccontare e condividere le innumerevoli attrattive e golosità del territorio taggando @turismotorino #turismotorino

LUNEDÌ: COSA VEDO DALLA MIA FINESTRA O COSA SOGNO DI VEDERE
Se abiti a Torino e provincia raccontaci cosa vedi dalla tua finestra o cosa vorresti vedere, se invece hai visitato il nostro territorio taggaci in uno scatto del tuo viaggio.
MARTEDÌ: UNA PROVINCIA GOLOSA
Il tuo piatto tipico preferito, una specialità o un prodotto che hai fotografato.
MERCOLEDÌ: QUIZ
Un quiz semplice legato a un tema o a una curiosità.
GIOVEDÌ: CORRI, PASSEGGIA, SCIA…
Pratichi uno sport all’aperto? Dove? Raccontacelo con uno scatto.
VENERDÌ: Andar Per Musei, Mostre Ed Eventi
Il tuo museo del cuore, l’ultima mostra che hai visto, l’evento sul territorio di cui non hai perso un’edizione.
SABATO: LA TUA PIAZZA PREFERITA
Le piazze sono i cuori delle città e spesso i luoghi che rimangono più impressi. Qual è la tua prediletta? Taggaci o raccontacela con una foto.
DOMENICA: LA GITA FUORIPORTA
Un paese, un lago, una località che ti piace visitare durante le tue gite fuoriporta.

Per ogni giorno, e quindi per ogni tematica, sarà compito del webteam di Turismo Torino e Provincia creare un highlights su Instagram e Facebook per le stories e i post al fine di condividere ogni giorno le emozioni e gli scatti di nostri follower.

 Con l’iniziativa social #noicisiamo   – sottolinea Daniela Broglio , Direttore di Turismo Torino e Provincia – vogliamo raccontare insieme a chi ci segue, ai nostri fan attivi, il territorio nell’attesa di poter nuovamente viaggiare; in questo momento drammatico dove l’imperativo è #iorestoacasa  è un invito a intraprendere il viaggio con i ricordi e la fantasia   al fine di avere tanti appunti per poi farlo di persona”.

Coronavirus: in Piemonte 88 pazienti guariti, 454 in terapia intensiva, 61 vittime

Il bollettino della Regione Piemonte: ore 19 di lunedì 30 marzo

OTTANTOTTO PAZIENTI GUARITI, 243 IN VIA DI GUARIGIONE

Questo pomeriggio l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, è salito a 88 (+13 rispetto a ieri), cosi suddiviso su base provinciale: 5 in provincia di Alessandria, 10 in provincia di Asti, 2 in provincia di Biella, 12 in provincia di Cuneo, 7 in provincia di Novara, 34 in provincia di Torino, 10 in provincia di Vercelli, 3 nel Verbano-Cusio-Ossola, 5 provenienti da altre regioni.

Altri 243 sono “in via di guarigione”, cioè risultati negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e attendono ora l’esito del secondo.

SESSANTUNO DECESSI, 795 MORTI COMPLESSIVI

Sono 61 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questo pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 1 in provincia di Alessandria, 3 in provincia di Asti, 1 in provincia di Biella, 3 in provincia di Cuneo, 1 in provincia di Novara, 35 in provincia di Torino,14 in provincia di Vercelli, 2 nel Verbano-Cusio-Ossola, 1 provenienti da fuori regione,

Il totale complessivo è ora di 795 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 156 ad Alessandria, 35 ad Asti, 69 a Biella, 53 a Cuneo, 104 a Novara, 271 a Torino, 46 a Vercelli, 47 nel Verbano-Cusio-Ossola, 14 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

SITUAZIONE CONTAGI

Sono 8.835 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 1.287 in provincia di Alessandria, 407 in provincia di Asti, 477 in provincia di Biella, 687 in provincia di Cuneo, 741 in provincia di Novara, 4.193 in provincia di Torino, 456 in provincia di Vercelli, 382 nel Verbano-Cusio-Ossola, 83 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 122 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 454.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 26.578, di cui 15.283 risultati negativi.

Atteso da Roma l’ok per allestire le Ogr

“Abbiamo già avuto da Roma un parere di massima favorevole – dichiara il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Ora attendiamo l’ok ufficiale del Governo e poi siamo pronti a partire per allestire alle OGR di Torino un’area di circa 100 posti da dedicare alla degenza e alla terapia subintensiva per i pazienti di media e lieve entità”.

Nei giorni scorsi si era svolto il sopralluogo presso le ex Officine Grandi Riparazioni da parte di Unità di Crisi della Regione Piemonte, Comune e Prefettura di Torino e società OGR.

“Le OGR – sottolinea il presidente Cirio – erano la soluzione migliore per la tipologia di spazio e la possibilità di allestire l’area velocemente. Insieme a Verduno, che ha iniziato la sua operatività in queste ore, le ex Officine saranno un ulteriore grande supporto alla gestione dell’emergenza. Per questo ringrazio tutti i soggetti coinvolti e la società Ogr per la grande disponibilità in un momento in cui l’aiuto di tutti è fondamentale”.

Il Rotary contro il coronavirus

Scende in campo il Rotary per sostenere l’azione del sistema sanitario piemontese contro il Coronavirus

Il Distretto 2031 (che comprende 53 club del Piemonte e della Valle d’Aosta) in pochi giorni ha raccolto somme e materiali donati ad alcuni dei più importanti centri sanitari piemontesi.

Sono state raccolte e distribuite 100.000 mascherine, 2 ventilatori provvisti di deumidificatori (destinati all’Ospedale maggiore di Novara), 15 caschi (per i presidi ospedalieri della Città della Salute); in totale un’azione iniziale da 140.000 euro.

“E’ un primo intervento urgente  – ha dichiarato la Governatrice distrettuale Giovanna Matrotisi – cui a breve ne seguiranno altri, perché la mobilitazione dei Club e dei singoli rotariani è fortissima e testimonia l’impegno verso i problemi del territorio”.

Il Distretto Rotary ha inoltre in corso la richiesta di finanziamento, da parte del Rotary internazionale, di un progetto per l’acquisto di materiale altamente specializzato per diagnosi precoci del virus (ecografo, videolaringoscopio e ventilatore polmonare) da donare all’Ospedale di Moncalieri, per un valore di oltre 90.000 euro.

Ed infine è in corso di attuazione un’ulteriore importante iniziativa a favore delle strutture sanitarie del Biellese, per un valore di circa 75.000 euro.

Prosegue la sanificazione delle strade in tutti i quartieri

Anche nel fine settimana è proseguita la pulizia e l’ igienizzazione delle strade a Torino

Di notte le autobotti dell’Amiat puliscono asfalto e tombini nei quartieri in base a un piano di lavoro che punta a  igienizzare ogni settimana tutte le vie del comune

Nel weekend in  particolare  sono stati igienizzati il Quadrilatero romano, la precollina a nord e a sud del Monte dei Cappuccini e l’area del  Valentino, fiume Po e corso Massimo D’Azeglio, oltre  a Mirafiori sud, Madonna di Campagna e Vallette. Pulizia anche in  San Secondo e Crocetta,  circoscrizione 4,  Falchera, Pietra Alta e San Salvario. Nella notte di domenica altri interventi nella circoscrizione 4 e  7.

Dalla Svizzera alle Molinette, riuscito trapianto di reni

Nonostante il periodo di grande emergenza legata al Covid-19, si é svolta una vera e propria maratona di trapianti negli ultimi giorni della scorsa settimana presso la Città della Salute di Torino. Uno di questi addirittura ha valicato i confini che in questo momento ci separano unendo l’Europa. Dalla Svizzera alla Città della Salute di Torino donati e trapiantati due reni

TRAPIANTI, L’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’ DEL PIEMONTE, LUIGI ICARDI: «LA RETE SANITARIA REGIONALE STA DANDO PROVA DI STRAORDINARIA EFFICIENZA»
Tra il 25 ed il 26 marzo i reni di un donatore di 28 anni, deceduto in Svizzera, sono stati offerti alla Rete italiana, e dopo ore di intensi scambi di informazioni tra il Coordinamento svizzero, il Centro Nazionale Trapianti ed il CRT Piemonte, sono stati assegnati ai nostri Centri di Trapianto. Nel cuore della notte un’auto della Città della Salute di Torino ha raggiunto il confine con la Svizzera a Chiasso ed ha preso in consegna gli organi arrivati con un’autoambulanza da Zurigo. I reni sono arrivati alle Molinette, l’Immunogenetica ha effettuato le prove di compatibilità terminate all’alba, per dare il via a due trapianti nella mattinata successiva: uno pediatrico all’ospedale Regina Margherita ed uno ad un giovane adulto alle Molinette.
Il giorno successivo, presso l’ospedale di Chivasso, ormai dedicato ai pazienti COVID, è stata ricoverata una donna in condizioni estremamente critiche, senza possibilità di cura; di fronte ad un possibile decesso, i familiari hanno subito testimoniato la volontà della signora di donare gli organi. I rianimatori dell’ospedale, grazie al coordinamento della rete piemontese, hanno trasferito la donna presso le Molinette, dove, quando si è verificata la morte encefalica, si è andati incontro alla volontà espressa e si sono prelevati gli organi ed i tessuti idonei. Grazie alla decisione in vita della signora, alla disponibilità dei familiari ed all’organizzazione della nostra regione sono stati eseguiti un trapianto di fegato e due trapianti di rene alle Molinette.
L’ultimo caso è di sabato mattina, quando sono stati prelevati gli organi di un giovane donatore, ricoverato alle Molinette il 21 marzo per emorragia cerebrale, la cui morte è avvenuta venerdì. Sono stati trapiantati nella giornata di sabato a pazienti in urgenza nazionale: il cuore a Milano, la porzione sinistra del fegato a Bergamo su un bambino in urgenza nazionale, il fegato destro alle Molinette di Torino ed infine i reni sempre alle Molinette di Torino.
«In questa situazione di grande emergenza legata al Covid-19, il Sistema Sanitario regionale sta dando prova di capacità e generosità davvero straordinarie, non solo per arginare l’infezione da coronavirus, ma anche per affrontare tutte le altre emergenze quotidiane, a cominciare dai trapianti. Questo grazie all’impegno di tutto il personale, non solo di chi esegue i trapianti, e degli ospedali dove questi si realizzano, ma soprattutto della Rete delle terapie intensive che sono riuscite a segnalare i potenziali donatori di organo deceduti nelle rianimazioni della regione, consentendo la continuazione dell’attività di trapianto».
Così l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, in merito agli ultimi trapianti eseguiti nel fine settimana all’ospedale Molinette di Torino.

A 17 anni consegnava droga con la complicità dei genitori

Controlli per il rispetto delle prescrizioni connesse all’emergenza sanitaria

“Vado a prendere gli ingredienti per una torta da un mio amico”, consegnava droga a domicilio con la complicità dei genitori

“Vado a prendere gli ingredienti per una torta da un mio amico”, ma nello zaino teneva un pacco di biscotti con 22 grammi di marijuana. Fermato un 17enne in biciletta. È sospettato di essere un “fattorino della droga “ per la consegna a domicilio.

S’ignora da quanto tempo l’attività di un 17enne , scoperto dai carabinieri della Stazione di Vigone durante i controlli per il rispetto delle prescrizioni connesse all’emergenza sanitaria, andasse avanti. L’hanno fermato ieri pomeriggio in bicicletta nel centro di Vigone. L’hanno perquisito e nello zainetto nascondeva un pacco di biscotto con 22 grammi di marijuana. A casa del ragazzo, che vive con i genitori, un uomo di 62 anni e una donna di 57, entrambi pensionati, i carabinieri hanno trovato circa due chili e mezzo di marijuana e duecento grammi di semi di canapa ancora da piantare. Dagli accertamenti svolti è emerso che l’intera famiglia si era attrezzata per coltivare nel tempo le piante di marijuana all’interno del cortile di una loro abitazione di campagna, chiuso alla vista esterna, essiccandole poi in casa. Il tutto è stato sequestrato e l’intera famiglia è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio.

Ok alla vendita di cancelleria nei negozi già aperti

E priorità di accesso per la spesa agli operatori sanitari e di protezione civile All’interno delle attività di vendita di generi alimentari e alle altre attività commerciali non soggette a chiusura sarà possibile a partire da domani lunedì 30 marzo la vendita al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio (codice ATECO 47.62.20).

Lo stabilisce, in deroga al Decreto nazionale che vieta il commercio di questa tipologia di prodotti, l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Il documento è stato definito in collaborazione con l’assessore al Commercio Vittoria Poggio e gli assessori all’Istruzione Elena Chiorino e ai Bambini Chiara Caucino.

Parallelamente le cartolibrerie e gli altri esercizi commerciali, che da Decreto devono mantenere i locali chiusi al pubblico, potranno proseguire la vendita di questi prodotti di cancelleria per corrispondenza con consegna a domicilio, come già avvenuto fino ad oggi.Realtà per le quali il commercio a distanza è, al momento, l’unica opzione possibile. Per questo la Regione Piemonte, in accordo che le associazioni di categoria, si impegnerà a promuovere e a dare visibilità sul proprio sito istituzionale alle cartolibrerie che eseguono il servizio di vendita per corrispondenza con consegna a domicilio.

«Abbiamo ritenuto importante venire incontro alle esigenze espresse da tante famiglie e dal mondo scolastico in un momento in cui la didattica a distanza è uno strumento fondamentale da continuare a potenziare – sottolineano il presidente della Regione, Cirio e l’assessore al Commercio, Poggio -. Comprendiamo però il disagio e le difficoltà del settore per questo, oltre a promuovere e a dare visibilità alle cartolibrerie costrette alla chiusura ma attive con il commercio per corrispondenza, lavoreremo insieme ai loro rappresentanti nell’ambito del Piano di misure economiche straordinarie che stiamo predisponendo per sostenere tutte le imprese e i lavoratori colpiti dalle drammatiche conseguenze del coronavirus».

«Raccogliendo i numerosi appelli – spiegano il presidente Cirio e l’assessore Poggio – e le tante richieste che in queste settimane sono pervenute soprattutto dalle famiglie con bambini, ma più in generale da tutta la collettività, circa l’esigenza di reperire prodotti quali quaderni, pennarelli, biro e fogli, come Regione siamo intervenuti nel limite delle nostre possibilità giuridico-normative per consentire la vendita di questi prodotti. Parliamo di articoli che da un lato consentono ai bambini e ai ragazzi di proseguire senza problemi nella didattica a distanza e dall’altra permettono a tutti i cittadini di affrontare i difficili momenti di questo isolamento in casa con il sostegno di attività come la scrittura e il disegno che sono oggi più che mai fondamentali, soprattutto per i bambini, per aiutarci a definire e ad affrontare una nuova routine quotidiana».

L’ordinanza firmata oggi prevede anche che le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità garantiscano un accesso prioritario a medici, infermieri, operatori socio sanitari (OSS), membri della Protezione Civile, soccorritori e volontari muniti di tesserino di riconoscimento.

«Un atto che ci sembrava doveroso – concludono il presidente Cirio e l’assessore Poggio – nei confronti di coloro che da settimane dedicano ogni istante del proprio tempo a tutelare e proteggere le nostre vite».

Architetti, Architettura, Città, Coronavirus

Seduti al tavolo del soggiorno di casa oppure nello studio deserto senza colleghi o collaboratori: è la vita degli architetti e penso dei professionisti in genere in questo tempo di emergenza sanitaria.

Siamo circondati da una città inesorabilmente silenziosa che a volte avremmo voluto vedere così ma che oggi invece inquieta, così cerchiamo di lavorare ai nostri progetti con la calma e la riflessione che spesso rivendichiamo ma è quel silenzio stesso oggi a distrarci dal lavoro quasi fosse un chiasso assordante e in effetti lo è. La nostra non è una professione che in casi come questo possa essere in prima linea, non siamo medici anche se potremmo essere così considerati per la città, per il territorio e indirettamente per chi ci vive: un buon progetto rende migliore la vita di tutti.

Non siamo in prima linea ma vorremmo per il sistema Paese e per noi stessi, per le persone che con noi collaborano, guardare avanti per preparare il terreno di una ripresa delle attività in una normalità che non potrà più essere quella che conosciamo.L’attuale situazione rappresenta, io penso, una “discontinuità storica” che stravolgerà sia il nostro modo di lavorare sia il modo in cui si intrattengono rapporti sociali che inevitabilmente modificherà il disegno degli spazi che siamo abituati a vivere e, chi fa il mio mestiere, dovrà imparare a interpretarli.Una rivoluzione che forse intaccherà anche il modello delle grandi megalopoli, già molto fragili ed al centro della discussione negli ultimi anni per il loro costo sempre più elevato per il controllo e confinamento dei conflitti sociali, le diseguaglianze, l’inquinamento, che ora si devono cimentare con un pericolo invisibile quale quello di un contagio esponenziale che le mette in ginocchio, anche se oggi, io credo, non riusciamo ancora ad avere la visibilità complessiva di quello che sta accadendo.

Dunque è ragionevole pensare che si dovrà andare verso un modello di comunità cittadina più ristretta numericamente benchè aperta al sistema globale, luoghi che potrebbero essere rivalutati anche attraverso la constatazione, palese in questi giorni, che molte delle nostre attività si possono realizzare anche senza flussi importanti di persone, anche senza una presenza fisica. Gli spostamenti si possono ridurre senza intaccare i rapporti diretti e il tempo, il denaro “risparmiati” nei trasferimenti essere impiegato per migliorare la vita. Forse eravamo già a questo punto di svolta, ma nessuno lo considerava realmente possibile. Ora, guardando alla struttura del territorio italiano ma vorrei dire della maggior parte del territorio europeo, possiamo constatare come sia fatta prevalentemente di un tessuto di piccole e medie città in cui la qualità della vita è già oggi migliore e che a questo nuovo progetto sociale ed economico potrebbero ben rispondere. Si tratta dunque di riprendere in mano le fila di un disegno esistente al quale dare nuova vitalità.

Oggi tuttavia la limitazione non è una scelta e dunque si vive l’isolamento come privazione che rende difficile immaginare in positivo un futuro differente. Lo constatiamo giornalmente in questo periodo con i nostri progetti, molte cose potrebbero andare avanti anche in queste condizioni, ma restano in sospeso per mancanza di decisioni. I nostri committenti, privati che abbiano in animo di trasformare la propria abitazione oppure aziende e imprese che immaginino progetti per le proprie necessità produttive o di investimento, oppure ancora amministrazioni con l’intento di realizzare un migliore servizio ai cittadini con una pianificazione urbana, sono fermi, in un tempo sospeso, in attesa, per capire, per decidere ma senza avere l’ardire di farlo.È una grande preoccupazione per noi che viviamo giornalmente della nostra professione. Per noi, un ritardo, una indecisione, un rinvio determinano l’interruzione di un flusso di elaborazione intellettuale propedeutica ad una produzione materiale, con il conseguente spostamento nel tempo o peggio la perdita di un compenso nostro e di tutta la filiera che segue un progetto. Il tema oggi è superare questa china e anche premere affinchè per ripartire, si sgombri il campo dal peggiore dei virus che conosciamo: l’intreccio autoreferenziale e contagioso del sistema burocratico.

Giorgio Giani

architetto – Segretario IN/Arch Piemonte – Istituto Nazionale di Architettura

 

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