ilTorinese

Grimaldi (LUV): “Cassa integrazione in deroga ai lavoratori dello spettacolo”

“Più di 200.000 lavoratori e lavoratrici intermittenti dello spettacolo sono esclusi dalle misure di sostegno del decreto ‘Cura Italia’. Dipendenti che hanno sempre versato i contributi per il Fondo di Integrazione Salariale, ma che non accedono all’indennità di 600 euro semplicemente perché il loro contratto è ‘a chiamata’ (figlio di quella aberrante proliferazione contrattuale a cui nessun governo ha ancora posto rimedio)” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi.

Infatti, all’art. 38 del DL 18/2020 “Cura Italia”, le indennità per i lavoratori dello spettacolo sono circoscritte a coloro che hanno lavorato almeno 30 giornate in gestione ex-Enpals e con un reddito inferiore a 50.000 euro nel 2019, ma che alla data del 17 marzo non devono avere un trattamento pensionistico né un rapporto di lavoro dipendente, cosa che invece il contratto a chiamata risulta essere, benché di fatto gli intermittenti a quella data fossero senza lavoro.

“Ancora peggio” – prosegue Grimaldi: – “siccome il contratto è in essere, anche se nei fatti il lavoro non c’è dal 23 febbraio scorso, data di chiusura di tutti i teatri e di annullamento di tutti i tour e gli eventi, questi dipendenti non hanno nemmeno accesso alla Naspi, né al FIS (il fondo di integrazione salariale dell’INPS), perché non è possibile calcolare l’importo di quanto è stato perso. Ecco perché, insieme a tutti i firmatari della petizione #nessunoescluso e alla Fondazione Centro Studi Doc che l’ha promossa, chiediamo al Presidente Cirio e alla Giunta, che hanno il potere di deciderlo, che questi lavoratori e lavoratrici abbiano accesso alla Cassa integrazione in deroga, misurando il lavoro perso in base allo storico dei 12 mesi precedenti. E ancora una volta, da domani bisognerà che tutto cambi”.

Artaban con gli Alpini in aiuto dell’ospedale di Susa

Non partecipando a progetti faraonici che suscitano sempre notevoli perplessità anche sull’utilizzo dei fondi messi a disposizione ma, come d’abitudine, puntando su progetti precisi, circoscritti e ben definiti.

In particolare Artaban ha deciso di collaborare con l’ANA, l’Associazione nazionale Alpini che si è distinta per serietà, impegno e risultati concreti in ogni occasione. Che si sia trattato di terremoti, di alluvioni, di disastri di ogni tipo, gli Alpini sono sempre stati in prima linea ed in modo assolutamente trasparente…

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Artaban con gli Alpini in aiuto dell’ospedale di Susa

Stupratore seriale di prostitute percepiva il reddito di cittadinanza

Un italiano di 48 anni, residente in provincia di Cuneo, è stato arrestato per aver sequestrato e violentato tre prostitute nigeriane sotto la minaccia di una pistola o di un coltello

I carabinieri di Moncalieri l’hanno arrestato in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale e sequestro di persona.

L’uomo, con precedenti penali per reati contro il patrimonio, avvicinava le ragazze per strada e dopo averle fatto salire in macchina le violentava. Era molto violento e sempre armato di pistola o di coltello. Gli episodi contestati nell’ordinanza, avvenuti a Moncalieri, sono tre e si riferiscono al periodo tra ottobre e novembre dell’anno scorso.  Una delle vittime, dopo essere stata minacciata con una pistola e violentata, era riuscita ad annotare una parte della targa dell’auto dell’uomo. L’immediata denuncia ai carabinieri ha permesso di individuare e successivamente arrestare lo stupratore seriale.  L’uomo, che è disoccupato e percepisce il reddito di cittadinanza, è sospettato di aver violentato altre ragazze. Nonostante le misure emergenza Covid – 19, l’’uomo è stato fermato nei giorni scorsi e denunciato dai carabinieri mentre vagava di notte in macchina a Trofarello forse alla ricerca di un’altra vittima .
A casa i carabinieri hanno sequestrato coltelli e una pistola scenica senza tappo rosso. I militari segnaleranno agli uffici competenti di valutare anche la sospensione del beneficio economico garantito dallo Stato

Se manca il tempo per aspettare l’Europa

Accidenti, cominciamo ad essere pessimisti su come uscire da questa devastante crisi prodotta dal coronavirus. Vedo punti di cedimento in chi dovrebbe condurre le truppe italiane alla vittoria definitiva

I consiglieri comunali di Torino non trovano la quadra nemmeno sui gettoni di presenza da donare alla protezione civile. Diversità tra chi si può permettere e non si può permettere di donare. Dunque? Mi sembrerebbe più logico dire e sostenere: secondo sensibilità e secondo possibilità.

Dopo si vedrà e si giudicherà. Quasi sicuramente i ” furbetti del quartierino ” ci sono e ci sono stati e, dunque, ci saranno. Intanto dei 4 miliardi stanziati dal governo solo 300 milioni arrivano in Piemonte. Qualcosa non torna. C’ è meno povertà che al Sud? Possibile, ma non in questa proporzione, sicuramente. Vince chi urla di più e fa più caciara. E su questo la Sicilia è vincente. Si è fermata  l’economia e soprattutto la produzione di beni di consumo che, prevalentemente è nel centro-nord. Da qui tra uno o due mesi, piaccia o non piaccia si dovrà partire. Più che un ragionamento politico, mi pare un ragionamento di logica. Non vorrei, ma ho paura che avverrà, che dei 50 miliardi per il rilancio dell Italia, al nord e centro vadano per  l’economia e per il sud e le isole per l’assistenza. Ed i soldi devono arrivare subito. Dalla cassa integrazione al sostegno al reddito. Ma l’ Inps è sotto pressione.

Molti sono scettici sul risultano finale. Motivo? Giudicano non all’ altezza  l’attuale presidente nazionale messo li’ dai 5stelle per gestire solo il reddito di cittadinanza. Non so, francamente non so, ma mi assale la paura che tra il dire ed il fare ci sia di mezzo  un oceano. E sempre molti, ovviamente sul web, gridano a gran voce Mario Draghi presidente del Consiglio. La vedo dura ma con un fondamento: ci devono essere commissari esperti per realizzare gli obiettivi. Altro punto: non possiamo sprecare il tempo e dunque non dobbiamo aspettare l’ Europa o quello che  ne è rimasto. Effettivamente poca cosa. Tutto sta arrivando a randa. L’ungherese Orban impone il coprifuoco. È uno di quelli che “niente soldi agli Italiani”. Conclusioni: anche da quelle parti la situazione è fuori controllo, come in Gran Bretagna e sta decisamente montando negli States. Concretamente non so che cosa dovrebbe fare Conte. Ma intuisco che Mario Draghi, per competenza e rapporti sappia che cosa fare. Ed una stretta collaborazione tra i due si impone.

Con l’ accortezza che senza produzione e pagamento delle tasse non ci sono i soldi per pagare l’assistenza e la Sanità. Sanità messa sotto pressione. Si ricomincia a parlare del modello Piacenza e di tutta l’Emilia Romagna. Con la certezza che il modello lombardo è saltato e quello Piemonte ha vistosamente vacillato. Con la precarietà totale del Sud. Anche qui si valuterà a bocce ferme ma mettere avanti le mani non guasta mai e sottolineare già da subito è fondamentale. Cari politici, un po’ di lungimiranza ci vuole sempre.

Patrizio Tosetto

Emergenza covid, a Torino buoni spesa anche in versione digitale

La sindaca  Chiara Appendino interviene a proposito dei fondi stanziati dal governo, i buoni spesa per gli aiuti alimentari per l’ emergenza coronavirus. A Torino spettano 4,6 milioni di euro

Per richiederli bisogna autocertificare che si tratta di necessità dovuta all’emergenza Covid

“Da sabato sera siamo al lavoro con gli assessori per trasformare queste risorse in uno strumento che sia accessibile il più in fretta possibile, e che aiuti chi non riesce ad accedere a beni di prima necessità”. Verrà anche creato un nuovo strumento per l’occasione: “buoni spesa familiari che terranno conto della numerosità del nucleo, allargando la rete anche ai negozi di prossimità, così da dare una valenza di aiuto economico anche alle piccole imprese del territorio. Sarà inoltre sviluppata – prosegue la sindaca –  una modalità che permetta il più possibile la distribuzione digitale di questi buoni, così da ridurre al minimo la necessità di spostarsi per recuperarli”.

Covid – 19, PD: “Dalla Regione le linee guida per i Comuni”

Il Fondo di solidarietà comunale stanziato dal Governo rappresenta una boccata di ossigeno per tanti cittadini in difficoltà in questi giorni.

Raccogliamo, però, da tanti Comuni piemontesi la necessità di poter disporre di linee guida chiare sull’applicazione dell’Ordinanza del Capo della protezione Civile, così da individuare con chiarezza i criteri di accesso, le categorie dei beneficiari, le modalità di verifica dei requisiti e la titolarità degli atti amministrativi. Serve che la Regione, di concerto con Anci Piemonte, dia indicazioni chiare su come procedere. Occorre farlo con urgenza, così che le misure possano al più presto produrre benefici nei confronti dei cittadini.

 

Domenico ROSSI

Consigliere regionale Pd

 

Alberto AVETTA

Consigliere regionale Pd

Il marketing turistico non fa per l’Italia

È il testo di una pubblicità delle Isole Canarie. Ma sono numerose le località turistiche che – spiega FTourism News – stanno continuando a promuoversi in modo intelligente anche in questa fase di estrema difficoltà e di sostanziale blocco totale del settore. C’è chi si limita ad un augurio generale del tipo “Ce la faremo”, chi sceglie l’autoironia con un’immagine della Sfinge che assicura “Ti aspetto da secoli, posso aspettarti un po’ di più”.

E poi c’è il grande marketing all’italiana. “Non azzardatevi a venire qui”, “Statevene a casa vostra”, “Non vi vogliamo”. Dunque è questa l’immagine che offre di sè quello che è stato il principale Paese turistico del mondo, salvo poi continuare a perdere posizioni. E ci si chiede anche perché le abbia perse…

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“Ti aspettiamo”. “Andatevene”. Il marketing turistico non fa per l’Italia

Federscherma in campo nella lotta al coronavirus

Le  federscherma è  scesa in campo per l’emergenza coronavirus

Numerose le società, i tecnici e i preparatori atletici che operano  online per tenere il rapporto con gli atleti, altrettante le iniziative di solidarietà e le raccolte fondi promosse da realtà schermistiche in tutta Italia. Come quella promossa dal consiglio federale: presidente e consiglieri hanno scelto di autotassarsi per acquistare dieci fonendoscopi, da donare  al reparto “Covid-19” di Medicina Interna del Policlinico Tor Vergata di Roma.

Sicurezza coronavirus: “Carceri piemontesi incompatibili”

Boni e Betti Balducci: “Chiediamo un Consiglio regionale straordinario sul carcere. Inammissibile sostenere che non ci sia rischio sanitario”

Gli ultimi dati messi a disposizione dall’ Associazione Antigone ci dicono che 8 carceri piemontesi su 13 sono fuori legge dal punto di vista della capienza e sono, di conseguenza, vere e proprie bombe a orologeria per il contagio da Coronavirus.
I dati:
Torino: capienza 1061, presenti 1425 – 134,7% rapporto presenti/capienza
Biella: capienza 395, presenti 552 – 139,7% rapporto presenti/capienza
Asti: capienza 205, presenti 297 – 144,9% rapporto presenti/capienza
Ivrea: capienza 197, presenti 252 – 143,1% rapporto presenti/capienza
Verbania: capienza 53, presenti 70 – 133,1% rapporto presenti/capienza
Vercelli: capienza 231, presenti 288 – 124,7% rapporto presenti/capienza
Novara: capienza 158, presenti 182 – 115,2% rapporto presenti/capienza
Alessandria San Michele: capienza 267, presenti 394, 147,6% rapporto presenti/capienza
Dichiarano  Igor Boni (Presidente di Radicali Italiani) e  Davide Betti Balducci (Presidente Diritti e Libertà per l’Italia)
“Il carcere, in Piemonte come in Italia, continua a essere una discarica umana. Oggi, con le restrizioni sul Coronavirus, ancora di più. È evidente che le norme di distanziamento sociale sono impossibili per detenuti in sovraffollamento e che il virus gira e girerà nelle strutture, a danno dei detenuti e degli agenti.
Il Governo deve adoperarsi per tornare subito alla capienza regolamentare di tutte le strutture, utilizzando gli arresti domiciliari per chi è a fine pena o in attesa di giudizio. Inoltre, occorre utilizzare l’affidamento ai servizi sociali e la liberazione anticipata. Parlare oggi di pericolo di fuga è impossibile per 60 milioni di italiani, tanto meno per un detenuto.
Infine, dalle informazioni che riceviamo dai famigliari di detenuti sappiamo che vengono negati gli arresti domiciliari con la motivazione che le strutture di reclusione sarebbero sicure e sanificate, in virtù delle misure precauzionali adottate contro la diffusione del coronavirus. Ciò è palesemente falso e lo denunciamo senza mezzi termini, perché in Piemonte il sovraffollamento sarà giocoforza causa di focolai di contagio che potrebbero essere resi meno virulenti dal decongestionamento delle strutture.
In aggiunta a tutto questo, non solo oggi è impossibile per i detenuti vedere i propri cari ma ricevere semplicemente biancheria pulita è diventato un’impresa. I familiari non possono lasciare pacchi all’ingresso del carcere ma devono spedirli pagando con un bonifico on-line. Il risultato è che un numero ingente di detenuti non riceve più nulla dalle famiglie.
Facciamo appello affinché venga convocato un Consiglio regionale straordinario sul tema carcere e la Giunta faccia pressioni sul Governo per l’approvazione di un decreto legge che consenta di riportare i numeri entro i termini di legge.”

Stalker va in commissariato e viene arrestato

Venerdì pomeriggio una donna si reca presso il Commissariato Barriera Milano per denunciare il suo stalker un uomo con il quale in passato aveva avuto un rapporto sentimentale e di lavoro

Sebbene i rapporti tra i due fossero terminati, l’uomo, un italiano di 41 anni, si presenta spesso presso l’attività commerciale della donna nel tentativo di ricominciare la relazione sentimentale.

Soprattutto da inizio di questo anno, i comportamenti del quarantunenne diventano sempre più pressanti e ossessivi. In una circostanza l’uomo va anche a casa della vittima minacciandola e aggredendola. Minacce e insulti che giungono alla donna anche tramite messaggi Whatsapp. Lo stalker, oltre a transitare nei luoghi frequentati dalla donna, chiama anche i suoi familiari per avere informazioni sulla sua vita privata.

Venerdì, mentre la vittima sta denunciando i fatti, il quarantunenne si presenta in commissariato per proporre a sua volta denuncia contro la donna, con ogni probabilità dopo aver appreso che la vittima si era recata presso gli uffici della Polizia di Stato. Dai riscontri effettuati dai poliziotti, infatti, emerge la non casualità della presenza dell’uomo in commissariato, tanto più dopo aver visto l’auto della vittima parcheggiata in prossimità del commissariato.

Nell’auto dell’uomo, i poliziotti trovano anche un taser. Un oggetto simile viene anche trovato, insieme a una noccoliera in acciaio e a un proiettile calibro 38 inesploso, nell’attività da lui gestita. A casa del quarantunenne, invece, gli agenti rinvngono una pistola “softair”, anch’essa sequestrata.
Alla luce dei fatti, l’uomo viene arrestato per atti persecutori e denunciato per il possesso del materiale sequestrato.