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Daniela Rosso Prin e Mauro Sanna: “Intreccio visivo”

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Dal 7 al 23 maggio, alla galleria Malinpensa by La Telaccia 

La galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia ospita dal 7 al 23 maggio prossimi la mostra dal titolo “Intreccio visivo”, curata da Monia Malinpensa e incentrata su due artisti, Daniela Rosso Prin e Mauro Sanna.

Daniela Rosso Prin è una pittrice torinese, il cui mondo pittorico emana freschezza e, al tempo stesso, calore, dimostrando la capacità di utilizzo delle diverse tecniche pittoriche nella esaltazione della profondità dei colori, usati per dar vita a soggetti mai banali e ripetitivi. L’artista predilige la tecnica ad olio e aderisce alla pittura figurativa, affrontando indifferentemente sia il tema del paesaggio sia la sfida del ritratto e riversando sulle tele le proprie intuizioni di ispirazione e le proprie emozioni, attraverso attente disposizioni tonali, utilizzando a tratti il pennello, a tratti la spatola. Daniela Rosso, in arte Prin, nelle sue opere rivolge un’attenzione particolare alla natura, che si apre come un vivo respiro capace di attraversare la tela. Si tratta di un luogo dove la realtà esterna e la dimensione interiore si incontrano in un  dialogo silenzioso e profondo.

I suoi paesaggi non sono semplici scenari, ma spazi vivi sospesi tra realtà e immaginazione , in cui figura la presenza umana, che si pone in costante dialogo con la forza della natura.

A scandire stagioni e movimenti è la luce, capace di modulare colori e ombre, mentre ogni segno si trasforma in gesto poetico, in ritmo, in vibrazione emotiva. La ricerca della Prin si muove lungo un percorso intimistico e contemporaneo, in cui ogni opera risulta una sintesi tra colore, armonia e forma.

Il secondo artista in mostra è Mauro Sanna, nativo di Sassari e tuttora residente e attivo a Sassari.

Fin da piccolo dimostrò una spiccata propensione per l’arte in tutte le sue forme, soprattutto nei confronti del disegno e della pittura, tanto che, intorno al 1977, durante la scuola, venne notato da pittori di fama regionale, che gli consigliarono il proseguimento degli studi artistici.

Dopo aver conseguito il diploma di maestro d’Arte Applicata, Mauro Sanna iniziò subito a lavorare per aziende locali occupandosi di serigrafia e pubblicità, dimostrando in questi stimolanti lavori la sua creatività. In mostra sono opere pittoriche astratte realizzate ad olio su tela.

Attraverso le sue opere l’artista Mauro Sanna trasmette una vitalità singolare, in cui gli elementi segni i si compenetrano in maniera armoniosa, dando vita a un equilibrio compositivo del tutto compiuto. Nelle sue opere presente un dialogo lirico tra sensibilità e tecnica, studio e spontaneità, in cui la composizione vive nella libertà del gesto e della luce, divenendo voce poetica e percezione dello spazio visivo. L’universo rivelato dai suoi dipinti è al tempo stesso intimo e universale e il suo astrattismo pittorico si traduce in un racconto fortemente simbolico e carico di energia.

L’astrattismo di Mauro Sanna possiede una resa scenica e formale unica, che rende ben riconoscibile la sua ricerca artistica.

Malinpensa Galleria d’Arte by La Telaccia

Corso Inghilterra 51

Orari 10.30-12.30/ 16-19

Chiuso lunedì e festivi.

Per informazioni tel 011/5628220

Email: malinpensagalleriadarte@gmail.com

Torino, è boom del benessere: dove si investe (e dove invece si perde terreno)

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Dal fitness alla piscina di casa, dalla psicologia alla longevità: i torinesi ridisegnano le proprie priorità di spesa. Mentre il commercio tradizionale arretra, il wellness avanza a ritmo sostenuto.

C’è una parola che domina le scelte economiche dei torinesi nel 2026: benessere.

 

Non più un lusso per pochi, ma una voce strutturale del bilancio familiare.

 

E in questo scenario, anche la ristorazione di qualità si riposiziona: frequentare un ristorante raffinato non è più considerato un capriccio occasionale, ma un’esperienza di cura di sé, di convivialità consapevole e di ricerca della qualità.

 

Il wellness come nuova economia

Il fenomeno non è locale: è globale. Ma Torino lo riflette con chiarezza. Secondo il Global Wellness Economy Monitor, il mercato mondiale del benessere è oggi la prima economy globale e continuerà a crescere almeno fino al 2028.

In Italia, il settore dei centri benessere e dei servizi di massaggio professionale è cresciuto del 7,8% annuo negli ultimi cinque anni, e il numero di strutture specializzate ha registrato un’espansione costante.

A Torino, i dati della Camera di Commercio confermano questa “tendenza”: tra i comparti in crescita spiccano i servizi alla persona, le attività professionali (+2,1%) e le attività finanziarie (+5,7%), a testimonianza di una città che si riorganizza attorno a servizi di qualità e benessere individuale. Dopo due anni di contrazione, il tessuto imprenditoriale torinese è tornato a crescere con un saldo tra aperture e chiusure ampiamente positivo di +1.317 unità.

Dove si investe di più

Ristorazione di qualità ed esperienze gastronomiche

La ristorazione di livello è uno dei settori che meglio ha saputo intercettare il nuovo desiderio di benessere esperienziale. I torinesi spendono sempre di più per pasti curati, ingredienti ricercati e atmosfere che trasformano la cena in un momento di rigenerazione.

Secondo i dati Confcommercio, la ristorazione è tra i pochi comparti della distribuzione a proiettare una crescita del +15,5% entro il 2035, confermandosi motore dell’economia urbana. Non si tratta solo di cibo: è la ricerca di un’esperienza totale, fatta di cura, identità culturale e piacere condiviso.

Fitness e longevità attiva

I centri fitness e i personal center stanno attraversando una profonda trasformazione. L’allenamento non è più visto come strumento puramente estetico, ma come investimento sulla salute a lungo termine.

Cresce la domanda di programmi orientati alla longevità attiva, alla mobilità funzionale e alla prevenzione degli infortuni. Il concetto di healthspan — ovvero la qualità degli anni vissuti in salute — è diventato la bussola per una generazione di consumatori consapevoli.

Pilates, yoga e allenamento della forza registrano numeri in costante aumento anche nel capoluogo piemontese.

Benessere mentale e psicologia

Uno dei comparti in maggiore espansione è quello della salute mentale. Il 62% delle aziende italiane ha già attivato programmi di supporto psicologico per i propri dipendenti (dati PwC Italia), e la tendenza si riflette anche nei consumi privati.

Crescono gli sportelli di ascolto, i percorsi di mindfulness e le app di monitoraggio del benessere. In un contesto di stress diffuso e ritmi sempre più intensi, prendersi cura della mente è diventato un atto concreto, quotidiano e socialmente accettato.

Cura della persona e cosmesi clean

Nel retail torinese, il comparto dei prodotti di cura della persona è tra i pochi a segnare performance positive nel 2025 (+3,7% a livello nazionale).

Cresce la domanda di prodotti “clean label”, formulazioni naturali e trattamenti personalizzati. I consumatori leggono le etichette, scelgono ingredienti riconoscibili ed evitano sostanze potenzialmente dannose: una rivoluzione silenziosa che premia le aziende più trasparenti e penalizza chi non si adegua.

Tecnologia applicata al benessere

Dispositivi indossabili, app per il monitoraggio del sonno, sistemi smart per la gestione domestica del benessere: la tecnologia entra sempre più nel perimetro della salute personale.

 Sensori, intelligenza artificiale e percorsi di cura personalizzati sono il futuro prossimo di un settore in piena evoluzione, con una domanda che cresce in modo trasversale tra le generazioni.

Dove si registra un calo

Il quadro non è però tutto positivo. Mentre il wellness avanza, interi comparti tradizionali subiscono una contrazione significativa.

Il commercio al dettaglio è in crisi strutturale. A Torino, i dati Nomisma registrano una flessione delle unità commerciali locali del -9,3% nell’ultimo decennio. I valori di compravendita dei negozi in città sono calati del -22,1% tra il 2015 e il 2025.

Confesercenti ha definito la situazione «drammatica», con le piccole imprese giovanili e femminili tra le più colpite.

I settori più penalizzati sono:

  • Abbigliamento e calzature: -21,4% nelle unità locali negli ultimi dieci anni;

  • Cultura e svago (librerie, negozi di musica, articoli ricreativi): -28,0%;

  • Mobili e ferramenta: in calo strutturale, complice la frenata dell’edilizia residenziale;

  • Industria manifatturiera: -0,78% nel primo trimestre 2025 in Piemonte (dati Unioncamere).

Anche il commercio di prossimità soffre di un paradosso: i canoni di affitto restano elevati mentre i valori di vendita degli spazi commerciali crollano, rendendo insostenibile la gestione per molti piccoli imprenditori.

La mappa del futuro torinese

I dati della Camera di Commercio di Torino, ordunque, fotografano una città in transizione.

 Il traino è nei servizi alle imprese e nei servizi alla persona, mentre commercio tradizionale, industria e agricoltura segnano ancora il passo. Bene anche il turismo, che si mantiene stabile grazie alla crescita degli afflussi extra-alberghieri.

È la fotografia di una città che sta ridefinendo le sue priorità: meno beni materiali, più esperienze e qualità della vita. Meno fast fashion, più centri benessere. Meno negozi che chiudono senza ricambio, più realtà specializzate nel wellness che aprono e crescono.

Remadesign, quando il modernariato diventa esperienza: intervista a Lorenzo Macrì

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Nel cuore di una nuova generazione di professionisti del design, Remadesign si distingue come uno spazio che va oltre la semplice vendita, trasformandosi in un luogo di cultura, scoperta e relazione.

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Abbiamo incontrato il fondatore, Lorenzo Macrì, per farci raccontare la sua visione, il suo percorso e l’evoluzione di un progetto che unisce passione, ricerca e innovazione.
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Origini, identità e visione
Come nasce Remadesign e qual è stato il suo percorso nel mondo del modernariato? 
Remadesign nasce alla fine del 2020, in modo quasi casuale, in seguito a un momento personale molto difficile. In quel periodo stavo seguendo un percorso completamente diverso, con l’obiettivo di diventare giornalista. Poi l’incontro con il mondo del design, che mi ha colpito profondamente. Da lì ho capito che quello sarebbe diventato il mio ambiente naturale. Il progetto è nato inizialmente con un amico, anche il nome richiama l’idea del “remare”, dell’impegno necessario per costruire qualcosa da zero. Nonostante le difficoltà del periodo Covid e la fine della collaborazione iniziale, ho scelto di portare avanti il progetto con determinazione.
Essere figlio d’arte quanto ha inciso sulla sua sensibilità estetica?
Molto. Fin da piccolo mio padre mi ha portato con sé a mostre di antiquariato. Questo ha formato il mio sguardo e la mia sensibilità visiva, che oggi considero fondamentali nel mio lavoro.
Oggi come definirebbe l’identità della sua attività?
Più che un negozio, Remadesign è uno spazio di conoscenza e condivisione. Mi interessa avvicinare le persone a questo mondo, raccontare le storie degli oggetti e mostrare quanto il design degli anni ’70 e ’80 sia ancora incredibilmente attuale. È un luogo aperto alla curiosità, dove nasce un legame autentico tra persone e oggetti.
La selezione: il cuore del business
Come avviene la ricerca e selezione dei pezzi?
È uno degli aspetti più affascinanti del lavoro. Entrare nelle case significa entrare nelle storie delle persone. Ogni oggetto ha un valore che va oltre quello economico. Il mercato è molto competitivo, quindi nel tempo ho scelto di specializzarmi su designer particolarmente innovativi, spesso sottovalutati.
Quali criteri guidano le sue scelte?
Sicuramente lo stato di conservazione, che è la prima cosa che colpisce. Poi l’autenticità, che è imprescindibile: un oggetto non originale perde completamente il suo valore. Infine, il prezzo, che deve essere coerente con il mercato. Utilizzo portali professionali e monitoro costantemente il settore per garantire proposte corrette e competitive.
Come costruisce un’offerta coerente?
Attraverso una selezione sempre più mirata e riconoscibile, basata su una linea estetica precisa e su una ricerca continua.
Qualità e posizionamento
Qual è la differenza tra collezionisti e amatori?
Il collezionista è molto preparato, spesso conosce già tutto del pezzo che osserva. L’amatore invece è più aperto al racconto: con lui si crea un dialogo che permette di spiegare l’oggetto, il contesto e le innovazioni che rappresenta.
Quanto è importante l’educazione del cliente?
Oggi è fondamentale. Il design è percepito come un settore di nicchia, quindi accompagnare il cliente in un percorso di conoscenza è parte integrante del lavoro.
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Il rapporto con il cliente
Che tipo di esperienza vuole offrire?
Non mi interessa una vendita veloce. Voglio costruire un percorso. L’esperienza deve essere completa: dalla scoperta dell’oggetto fino al momento in cui entra nella casa del cliente.
Quanto conta la consulenza?
È centrale. Il cliente non deve acquistare solo un oggetto, ma vivere un’esperienza autentica, che rimanga nel tempo.
Innovazione e sviluppo: il noleggio B2B
Come nasce il servizio di noleggio?
Dalla richiesta crescente di utilizzi temporanei. Sempre più aziende hanno bisogno di arredare spazi per eventi o progetti specifici senza acquistare.
A quali settori si rivolge?
Eventi, set fotografici, produzioni pubblicitarie. Il design diventa uno strumento per creare ambientazioni di forte impatto.
Che valore aggiunto porta il modernariato?
Dà carattere e identità agli spazi. Inoltre, la presenza di questi oggetti in film e pubblicità contribuisce a diffondere una cultura del design più ampia.
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Visione imprenditoriale
Essere giovani è un vantaggio o una sfida?
È una sfida, perché l’esperienza conta molto. Ma è anche uno stimolo continuo a imparare, studiare e migliorarsi.
Quali sono i prossimi sviluppi?
Continuare a crescere, ampliare la ricerca e consolidare il posizionamento come punto di riferimento nel settore.
Il vostro valore distintivo in una frase?
Creare un legame autentico tra persone e oggetti, trasformando il design in un’esperienza da vivere ogni giorno.
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Via S. Secondo, 60 A, 10128 Torino TO
Telefono 352 016 0008 

www.remadesign.it 

Ecco cosa acquistiamo

La parte che resta: il romanzo di Eleonora Megna che racconta la rinascita attraverso il dolore

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Ci sono momenti in cui la vita cambia direzione all’improvviso.

Momenti in cui qualcosa si spezza, lasciando spazio a domande, silenzi e parti di sé che non sappiamo più riconoscere.

È da questo punto di rottura che nasce La parte che resta, il romanzo d’esordio di Eleonora Megna, edito da Narrazioni Clandestine – Gruppo Editoriale Santelli.

Scrittrice e life coach certificata, Eleonora Megna lavora accanto alle donne, accompagnandole in percorsi di crescita personale e trasformazione. Un’esperienza che si riflette profondamente nella sua scrittura, fatta di ascolto, autenticità e verità emotiva.

Eleonora Megna

 

Il romanzo racconta le storie di tre donne — Bianca, Stella e Lisa — che si incontrano in un ospedale, luogo simbolico di passaggio, dove la vita può cambiare forma. Tre percorsi diversi, segnati da fratture profonde: la maternità vissuta come inadeguatezza, il peso di una scelta difficile come l’interruzione di gravidanza, il dolore del lutto e dei non detti.

Le loro storie si intrecciano in un racconto che non si limita a narrare eventi, ma entra nel vissuto interiore, dando spazio a ciò che spesso resta invisibile: la fragilità, la colpa, il senso di smarrimento.

La parte che resta si inserisce in una narrazione contemporanea che mette al centro il vissuto femminile fuori dagli stereotipi, affrontando temi come maternità imperfetta, abbandono e perdita con uno sguardo sincero e non giudicante.

Il cuore del romanzo è il concetto di integrazione: il passato non va cancellato, ma attraversato e compreso. Solo così può smettere di pesare e diventare una risorsa per il presente.

Non è un libro che offre risposte semplici, ma uno spazio di riflessione e consapevolezza. Un invito a guardarsi con più verità e meno giudizio, ad accogliere anche le parti di sé che fanno più fatica a emergere.

Perché, anche quando qualcosa si rompe, c’è sempre una parte che resta.

E può diventare il punto da cui ricominciare.

 

Il libro è disponibile al link:

https://santellionline.it/products/la-parte-che-resta?_pos=1&_sid=e33be5880&_ss=r

https://www.amazon.it/parte-che-resta-Eleonora-Megna/dp/B0G6C8DG4F

Instagram: https://www.instagram.com/eleonora_megna_coach?igsh=ajl4eTgweWpzNHAy

www.eleonoramegnalifecoach.com

Lenti progressive: basta due paia di occhiali

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Un solo paio per leggere, guidare e vedere lontano

A Torino, dove la giornata alterna ufficio, guida e lettura del menu al ristorante, da Ottica Catalanotto in Via XX Settembre 51, l’ottica professionista Marta elimina il problema dei due paia di occhiali. Basta con l’ingombro di occhiali da lettura in tasca e occhiali da vista sul naso: le lenti progressive risolvono tutto con un unico paio. “Un paio per ogni distanza, senza pensieri” spiega la nostra ottica professionista Marta.

Riconosci quando servono le progressive

Dato curioso: Il 78% degli italiani sopra i 40 anni usa due paia di occhiali: uno per leggere, uno per distanza.

Test pratico in 30 secondi

Tieni il telefono a 30 cm (lunghezza braccio)
Allontanalo lentamente. Si sfoca a 40 cm?
Hai bisogno di lenti progressive: un paio per tutto.

Lenti progressive: un solo paio per tre distanze;
Design multicanale senza linee visibili;

4 Motivi per dire addio ai due paia

1- Un solo paio in tasca: leggere, guidare, lavorare
2- Estetica pulita: niente linee bifocali visibili
3- Adattamento rapido: comfort in 3 giorni per il 92% utenti
4- Versatilità: ufficio, aperitivo, weekend collina

Progressive nel tuo giorno torinese
Lunedì mattina (Piazza Castello): lontano per meeting, vicino per email
Mercoledì ufficio: intermedia per monitor, vicino per documenti
Venerdì aperitivo: menu (basso), brindisi (alto)
Domenica collina: guida (lontano), mappa (vicino)

Promo speciale noicompriamoocchiali.it

Lenti progressive: basta due paia di occhialiHai un paio di occhiali monofocali che non usi più? Portali con te, li valutiamo e ricevi un coupon da spendere immediatamente per il tuo nuovo paio di occhiali progressivi. Zero sprechi, massima convenienza.

Prenota ora la tua consulenza progressive

Chiama il +39 351 551 4151 o vieni a trovarci in Via XX Settembre 51, 10121 Torino TO per fissare il tuo test refrattivo personalizzato


Ottica Catalanotto Torino

Via XX Settembre 51, 10121 Torino TO
3515514151 | torino@otticacatalanotto.it

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Cuore e prevenzione: dalla diagnosi precoce alla riabilitazione, un percorso completo per la salute cardiaca

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Non bastano più i fattori di rischio tradizionali: oggi la cardiologia punta su diagnosi avanzata e percorsi personalizzati. L’esperienza dell’Ospedale Koelliker

La prevenzione cardiovascolare sta cambiando profondamente. Se fino a pochi anni fa l’attenzione era concentrata su parametri come colesterolo, pressione arteriosa e diabete, oggi emerge la necessità di una visione più ampia e integrata.

Come sottolinea il dott.  Sebastiano Marra:

“Non bastano più i fattori di rischio tradizionali: è necessario adottare una visione più ampia per comprendere davvero il rischio cardiaco

Un cambio di paradigma che mette al centro la persona, il suo stile di vita e una lettura più approfondita dei segnali, anche quelli meno evidenti.

Fattori di rischio: cosa sta cambiando

Accanto ai fattori tradizionali, oggi si riconosce il ruolo di elementi spesso silenziosi ma determinanti:

  • infiammazione cronica

  • stress e qualità del sonno

  • predisposizione genetica

  • sedentarietà

Variabili che possono agire nel tempo e contribuire allo sviluppo di eventi cardiovascolari anche in soggetti apparentemente sani.

Per questo motivo, la prevenzione moderna parte da una valutazione più completa e personalizzata.

 Presso l’Ospedale Koelliker sono attivi percorsi di Cardiologia  finalizzati a individuare precocemente il rischio e definire strategie mirate.

La clinica: riconoscere i segnali precoci

Uno degli aspetti più importanti è la capacità di leggere segnali spesso sottovalutati. Sintomi come affaticamento, lieve dispnea o fastidi toracici possono rappresentare campanelli d’allarme.

Un’analisi clinica accurata consente di:

  • interpretare correttamente i sintomi

  • correlare i fattori di rischio

  • orientare gli approfondimenti diagnostici

L’obiettivo è anticipare l’evento, non intervenire quando è già avvenuto.

Diagnostica avanzata: il ruolo della TAC cardiaca

La tecnologia ha oggi un ruolo centrale nella prevenzione. Tra gli strumenti più efficaci, la TAC cardiaca consente di studiare in modo non invasivo lo stato delle arterie coronarie.

Attraverso questo esame è possibile:

  • individuare precocemente placche e restringimenti

  • valutare il rischio cardiovascolare reale

  • intervenire prima della comparsa dei sintomi

L’Ospedale Koelliker offre servizi di TAC cardiaca  integrati in un percorso completo.

Riabilitazione cardiologica: il ritorno alla qualità della vita

Dopo un evento cardiovascolare, o in presenza di condizioni a rischio, la riabilitazione rappresenta una fase fondamentale.

Non si tratta solo di recupero fisico, ma di un percorso che accompagna il paziente verso una nuova consapevolezza.

I programmi di Riabilitazione cardiologica Koelliker permettono di:

  • migliorare la capacità funzionale

  • ridurre il rischio di recidive

  • adottare uno stile di vita corretto

  • recuperare sicurezza e autonomia

Un approccio multidisciplinare che integra competenze mediche, fisioterapiche e di supporto.

Un percorso completo per la prevenzione

Dalla valutazione iniziale alla diagnosi avanzata, fino alla riabilitazione: la cardiologia moderna si sviluppa lungo un percorso continuo.

È questo il modello adottato dall’Ospedale Koelliker, che offre un approccio integrato alla salute del cuore.

Perché oggi la vera sfida non è solo curare, ma prevenire in modo consapevole e duraturo.

Approfondisci online

Vuoi conoscere meglio il tuo stato di salute cardiovascolare o scoprire le soluzioni più avanzate disponibili?

 Accedi alle risorse online dell’Ospedale Koelliker e scopri i servizi dedicati alla prevenzione, alla diagnostica e alla riabilitazione cardiologica.

https://www.osp-koelliker.it/prestazioni-ambulatoriali/diagnostica-per-immagini/tac-cardiaca

 

Mal di schiena a Torino: quando il dolore non va sottovalutato

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Sempre più diffuso e spesso trascurato, il mal di schiena richiede un approccio corretto e personalizzato per essere risolto davvero

Il problema: un disturbo comune, ma non banale
Il mal di schiena è tra le problematiche più diffuse, ma anche tra le più sottovalutate. Colpisce persone di tutte le età e, nella maggior parte dei casi, viene affrontato con rimedi improvvisati o soluzioni generiche.
Eppure, l’esperienza clinica dimostra una realtà chiara: non tutti i mal di schiena sono uguali. Ed è proprio questo l’errore più frequente: trattare ogni dolore allo stesso modo.
Nel nostro centro di Fisioterapia a Torino, con un Team di oltre 25 professionisti, affrontiamo quotidianamente casi di dolore lombare, con caratteristiche molto diverse tra loro, che richiedono valutazioni e trattamenti specifici.

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I segnali da non ignorare
Ci sono situazioni in cui il dolore merita attenzione immediata:
● persiste oltre 7-10 giorni
● si irradia verso gluteo o gamba
● limita i movimenti quotidiani
● è accompagnato da rigidità importante
● tende a peggiorare nel tempo
In questi casi, aspettare può trasformare un problema risolvibile in una condizione cronica.
Capire la causa fa la differenza
Il mal di schiena non è una diagnosi, ma un sintomo. Può derivare da:
● disfunzioni articolari
● tensioni muscolari e fasciali
● sovraccarichi funzionali
● alterazioni del movimento
● esiti di traumi o interventi
Per questo motivo, una valutazione mirata è fondamentale per individuare l’origine reale del problema.
L’esperienza su pazienti trattati quotidianamente tra Torino, Collegno, Grugliasco e Rivoli conferma quanto sia importante distinguere correttamente la causa per ottenere risultati duraturi

Gli errori più comuni
Molti pazienti arrivano dopo aver già tentato soluzioni inefficaci:
● riposo assoluto prolungato
● uso di farmaci senza una diagnosi
● esercizi generici trovati online
● sottovalutazione del dolore

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Il risultato? Spesso un peggioramento o una cronicizzazione.
Un approccio personalizzato: la chiave per risolvere
Ogni percorso efficace parte da una valutazione specifica e si sviluppa attraverso:
● terapia manuale
● esercizi personalizzati
● rieducazione del movimento
Un approccio mirato consente non solo di ridurre il dolore, ma di risolvere la causa alla base.
Nel nostro centro, il lavoro in Team permette di confrontare competenze diverse e gestore anche i casi più complessi in modo strutturato e personalizzato.
Quando rivolgersi a uno specialista

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Intervenire precocemente significa:
● recuperare più velocemente
● evitare recidive
● migliorare la qualità della vita
In presenza di sintomi persistenti, affidarsi a professionisti qualificati è il passo più efficace.

Mal di schiena? Non aspettare che diventi cronico
Se il dolore persiste o limita le tue attività quotidiane, è il momento di capire davvero da cosa dipende.
● Prenota una valutazione fisioterapica personalizzata
● Scopri le cause del tuo dolore
● Inizia un percorso mirato per tornare al benessere

APPROFONDISCI LA VALUTAZIONE DEL MAL DI SCHIENA A TORINO
mal di schiena a Torino

www.equilibrium-mole.eu

Mal di schiena a Torino?

Sede centrale in via Sant’ Ottavio 21 Torino,
Via Giovanni Servais 92, int. 149, Torino (confine con Collegno)
Via Motrassino 9/C, 10078 Venaria Reale
Tel 01119210766
Orari
Lun – Ven: 8.00 – 20.00
Sabato: 9.00 – 13.00

“La mente in trappola”, 7 racconti thriller psicologici di Roberto Manzocchi

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Non è la paura a intrappolare la mente, ma ciò che essa non riesce a spiegare

Il libro

LA MENTE IN TRAPPOLA – Quando la ragione si frantuma è una raccolta di 7 racconti thriller psicologici in cui persone comuni si trovano improvvisamente di fronte a situazioni che sfuggono a ogni logica. Eventi inspiegabili, realtà che si incrinano, percezioni che tradiscono: quando la mente non riesce più a comprendere ciò che accade, il panico prende il sopravvento.

Ad esempio,nell’episodio intitolato “NASCONDINO”, un gruppo di bambini si riunisce nel giardino davanti a casa e inizia a nascondino…finché qualcuno di loro non scompare davvero…

Nel racconto LA FORMA DELL’ASSENZA, un girovago pittore è alle prese con misteriose presenze che appaiono e scompaiono dalle sue tele…

Storie tese e atmosferiche, prive di violenza esplicita, che esplorano il confine fragile tra razionalità e smarrimento, conducendo il lettore dentro l’esperienza più inquietante di tutte: una mente che perde i propri punti di riferimento.

Un libro per chi ama il thriller psicologico, l’inquietudine silenziosa e le domande senza risposta.

 

L’autore

Roberto Manzocchi nasce nel 1972 a Lecco. Risiede a Oggiono (LC) e si occupa di assistenza domiciliare per persone anziane.

Oltre alla passione per lettura e scrittura, ama la musica, dal Rock all’Heavy Metal più estremo.

LA MENTE IN TRAPPOLA è il suo settimo libro e in questa occasione si firma con lo pseudonimo KENNETH D. ADDAMS, già utilizzato per la pubblicazione di alcuni album e racconti per bambini e ragazzi, principalmente per il mercato Americano.

Link:

La mente in trappola: Quando la ragione si frantuma : Addams, Kenneth D.: Amazon.it: Libri

“La pasta è cultura”: l’idea di qualità dietro Brün Pasta

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Dalla selezione degli ingredienti al legame con Torino: la filosofia di Brün Pasta raccontata dal suo fondatore.

Nel cuore di Torino esistono luoghi che, nel tempo, diventano punti di riferimento non soltanto per ciò che si mangia, ma per il modo in cui si viene accolti. Brün Pasta è uno di questi. Un piccolo ristorante-pastificio dove la tradizione della pasta fresca incontra una dimensione più personale fatta di dialogo con il cliente, attenzione agli ingredienti e possibilità di scegliere e personalizzare il proprio piatto.

Per comprendere meglio la filosofia che sta dietro questo progetto abbiamo incontrato il titolare di Brün Pasta, che in questa intervista racconta la sua idea di cucina, il rapporto con i clienti e il motivo per cui, negli anni, il locale è diventato un indirizzo sempre più frequentato anche da visitatori provenienti da tutto il mondo.


Come nasce Brün Pasta e quale idea di pasta fresca c’è dietro questo progetto?

Brün nasce dall’idea di due amici che, per scelte alimentari personali, decidono di proporre cibo di qualità ma fondamentalmente diffondere verso il pubblico la cultura del cibo tradizionale a partire dai grani italiani. Disponiamo di un patrimonio immenso radicato nelle nostre regioni, se solo pensiamo a grani tipo il Cappelli o ai grani antichi che proponiamo rigorosamente semi integrali o integrali che conservano tutte le loro proprietà nutritive ed il cui glutine non provoca intolleranze. Oramai il cibo industriale ed elaborato è di larga diffusione e, se solo riflettiamo sulle farine raffinate,(come la “00”), l’amido è l’elemento superstite del processo di lavorazione che elimina le parti esterne del chicco (crusca e germe), ricche di fibre, vitamine e minerali. Si tratta di un carboidrato complesso che nella fase digestiva viene immediatamente trasformato in zucchero con tutte le conseguenze della sua assunzione e quindi picco glicemico, iperproduzione di insulina e non dimentichiamo che i carboidrati concorrono alla produzione endogena di colesterolo. Insomma, ci siamo industriati per mangiare sano e abbiamo voluto trasferire questo ai nostri clienti


Quando si parla di pasta fresca di qualità, quali sono secondo lei gli elementi che fanno davvero la differenza?

Parliamo di cibo ed in particolare di pasta, alimento fondamentale della nostra tradizione culinaria e quindi due sono gli elementi che per noi fanno la differenza, la qualità delle materie prime dalle farine rigorosamente italiane, biologiche o a residuo chimico zero, agli ingredienti che utilizziamo per i nostri sughi prediligendo prodotti della nostra regione. Il secondo elemento è la cucina tradizionale piemontese e italiana. Non abbiamo bisogno di inventarci nulla, dobbiamo semplicemente attingere alle ricette classiche della cucina casalinga .


Qual è il rapporto tra Brün Pasta e Torino? Quanto conta il legame con il territorio e con il quartiere?

Torino è il nostro mercato di riferimento, ci troviamo nel centro della nostra città che negli ultimi anni ha avuto un forte incremento turistico e gran parte dei nostri clienti sono appunto i turisti, italiani e stranieri ma, quotidianamente, abbiamo anche molti lavoratori della zona


Quali prodotti rappresentano meglio la tradizione regionale  e raccontano la vostra identità?

Siamo in Piemonte e l’agnolotto alla piemontese è il nostro prodotto di punta. L’agnolotto rappresenta al meglio la cura che dedichiamo ai nostri prodotti: Farina di Tipo 1 a residuo chimico zero coltivata in Piemonte e uova biologiche. Per il ripieno, ossobuco e arrosto di vitello di razza piemontese certificata oltre a salsiccia, salame cotto, Parmigiano Reggiano, uova bio e verza.


Qual è il lavoro che spesso il cliente non vede ma che è fondamentale per la qualità finale?

Oltre ad utilizzare ingredienti di qualità bisogna cucinarli con cura e professionalità, dalla preparazione dei ripieni delle nostre paste ai sughi freschi che quotidianamente rappresentano gran parte del nostro lavoro. Alcuni esempi? Il nostro ragù cuoce dalle tre alle quattro ore e, non utilizzando conservanti, i dodici/tredici sughi freschi che proponiamo ai nostri clienti occupano gran parte del tempo dei nostri collaboratori.


Qual è la soddisfazione più grande che ricevete dai vostri clienti?

Credo che la più grande soddisfazione siano i clienti che, dopo aver mangiato, ci ringraziano! Ma questo è il risultato dell’accoglienza che riserviamo loro spiegando, se necessario, in inglese francese o spagnolo cosa possono mangiare da noi. Insomma, per noi il cliente è al centro e da noi deve sentirsi coccolato.


Guardando al futuro, quale direzione immagina per Brün Pasta?

Stiamo lavorando per replicare il nostro format e presto apriremo un altro punto vendita. Immaginiamo che questo possa essere l’inizio della fase successiva e poi valuteremo i risultati.

 

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