Vetrina Live

Le vostre foto. La magia del Guercino

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Le Sale Chiablese ospitano, sino a luglio, una mostra affascinante dedicata a Giovanni Francesco Barbieri, meglio conosciuto come Il Guercino, protagonista del panorama artistico italiano della prima metà del Seicento. Un percorso espositivo unico, che accoglie più di cento opere del celebre Maestro emiliano (e di alcuni pittori coevi), con interessanti cenni al mestiere e alla vita dei pittori del Seicento. Le foto sono della lettrice Alessandra Macario.

‘Le donne nell’arte’ in mostra alla Galleria Malinpensa by La Telaccia 

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Si intitola “Le donne nell’arte” la mostra che viene ospitata dal 9 al 20 aprile presso la galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia.

Un omaggio a artiste diverse tra loro, ma tutte capaci di una profonda introspezione psicologica. La prima in mostra è Paola Dalla Pellegrina, nata a San Bonifacio, in provincia di Verona, che prova un’autentica venerazione per la natura in tutte le sue forme e manifestazioni, soprattutto per gli elementi vegetali e per l’acqua. Dagli elementi naturali trae forza ed energia, e il rigoglio verde d’estate la ritempra puntualmente. È capace di fantasticare sulla forma di una radice, di una foglia o di un fiore, di percepire le piante come esseri silenziosi ma palpitanti, di una bellezza commovente, capace di nascondere i significati da interpretare. Per l’artista vedere abbattere un albero le provoca un vero dolore fisico. Le figure femminili cui si ispira sono quelle del maestro Lei Ji Matsumoto, le cui anime ammirava da piccola e su cui si esercitava provando a riprodurle.

“La pittura dell’artista Dalla Pellegrina – spiega l’art director della galleria La Telaccia Monia Malinpensa -risulta caratterizzata da un’ evidente introspezione psicologica, ancorata ai veri valori di ricchezza umana e di contenuto, sempre condotta con potenza creativa e logica strutturale. La vibrante resa stilistica, la personalissima sintesi della forma e la grande comunicatività testimoniano una composizione moderna, a dimostrazione di un risultato figurale di notevole carica interpretativa. Il tratto deciso, il colore vivido e incisivo, e la stesura magistrale della tecnica mista ad acrilico e olio su tela, trovano all’interno dell’opera una narrazione simbolica di immediata sensibilità”.

La seconda artista in mostra è Lucilla Restelli, nata a Rho, in provincia di Milano, dove risiede e lavora, e dove ha frequentato corsi di disegno e pittura presso la scuola degli Artifici dell’Accademia Brera di Milano. Dal 1989 partecipa a concorsi di pittura collezionando numerosi premi e segnalazioni in campo europeo e internazionale. Nella sua lunga carriera ha sempre cercato nuove forme ed espressioni accostandosi, oltre che alla pittura ed esperienza di collage di materiali inusuali, alla lavorazione della ceramica e alla scultura quale il bronzo e l’acciaio. Dal 2010 è entrata a far parte della società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano.

“Lo straordinario equilibrio di contenuti e dell’aspetto segnico, che si coglie tra la materia e il colore, attraversa le opere dell’artista Lucilla Restelli, con un’espressività sia visiva sia tecnica in cui rivivono emozioni e sensazioni uniche. Lo spazio prospettico, la magica luce, le suggestive ombre e il deciso tracciato vengono strutturati con una propria identità compositiva e con un rigore tecnico evidente che ci comunica una padronanza dei mezzi non comune. L’indiscussa creatività e l’alto livello formale raggiungono nell’opera alti livelli di spessore artistico e culturale, che coinvolgono il fruitore in un’attenta osservazione ai dettagli”.

Terza artista in mostra è Monica Simoni, nata a Montecatini Terme e che vive e lavora in Toscana. Negli anni ’80 la sua passione per l’arte la dimostra e riesce a apprendere forma dopo diversi mesi passati a New York, dove ha avuto la possibilità di conoscere i maestri dell’astrattismo come Frank Stella e Morris Louis. L’innamoramento per le linee pulite e razionali la ispira a interpretare a modo suo queste intersezioni, che rappresentano la base su cui ha costruito il suo percorso artistico.

“L’artista Monica Simoni – afferma Monia Malinpensa – si serve dell’acrilico su tela con una buona padronanza della tecnica, e realizza opere interpretate con un’abilità operativa e con uno stile ricco di personale espressione costantemente fondato sui valori pittorici e sui contenuti. L’interessante alternanza di trame cromatiche e di soluzioni grafiche è densa di emozionali valenze simboliche, sempre misurate dal senso dell’equilibrio. La geometria netta e il suo linguaggio essenziale rivelano un tratto nitido e rapido, indice di una dimensione dinamica e di un vivido fervore creativo. Intrisa di chiara astrazione, la sua pittura esprime una ricerca artisticamente valida, in un si coglie un’attenta analisi del colore e di una compiutezza grafica”.

L’ultima artista in mostra, ma non meno importante, è la barese Anna Vavalle. L’artista vive a Siena e insegna Storia dell’arte presso il Liceo di Scienze Umane “Piccolomini” di Siena. Parallelamente alla sperimentazione del processo creativo in architettura, la sua ricerca come artista ha avuto origine dalla tensione tra intellegibilità e percezione, laddove i nostri sensi si aprono alla bellezza. C’è un’intelligenza innata nella natura che percepiamo nel disegno delle venature di una foglia, nella spirale di una conchiglia o nella forma di un fiore. L’arte è l’incontro col mistero della forma, e l’artista risulta ispirata dall’equilibrio tra creazione naturale e creazione umana, dall’armonia spirituale che genera.

“L’armonica partitura cromatica, ritmata con una dinamica gestualità del segno – afferma Monia Malinpensa- contraddistingue l’operare dell’artista Anna Vavalle, arricchendosi di un’espressività pittorica altamente emotiva e di elevata sensibilità spirituale. Il colore, a volte pacato, a volte vivace, crea nel fruitore emozioni uniche che si uniscono in un dialogo profondo, intriso di meditazione e sollecitazione dell’anima. L’artista, protesa alla continua ricerca, realizza opere astratte ispirate alla natura e all’essenza dell’essere umano, con dissolvenza intense sia cromatiche sia segniche. La capacità della tecnica di acrilico su tela, con l’intensità del colore e di magistrale stesura, ed evidenzia manualità di notevole spessore artistico.”

 

Mara Martellotta

Gianfranco Vigneri, “La Piuma sulla Pelle”: un labirinto di inganni e vendette

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Cinque persone comuni, diverse fra loro, si troveranno a condividere l’indagine su un omicidio. Ogni passo verso la verità li porterà a fronteggiare ombre scure e profonde che riaffiorano dal loro passato

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L’autore

Gianfranco Vigneri nasce nel 1973 a Roma, città di cui è profondamente innamorato, dove ha studiato, lavora, vive e dove è ambientato questo suo romanzo d’esordio: “La Piuma sulla pelle”.
Felicemente sposato e padre di tre figli è, da sempre, un amante della lettura, della musica e del teatro.
Attivo come musicista non professionista, ha scritto album originali fra cui Story of Marion & Damiel e collaborato in diverse formazioni legate a progetti di musica originale, Tecno Tenco, Fixes, Memoria.

È attualmente il bassista degli Audiophonica, una Cover Band romana.

Dal 2020 scrive per diverse pubblicazioni nel blog internazionale Medium, diventa co-editore di alcune di esse, fino a fondarne una nel 2022:  Just to Talk About.
La sua frase preferita è una citazione dello scrittore Don De Lillo: “Sono i desideri su vasta scala a fare la storia”.

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Il romanzo

Con questo suo romanzo d’esordio: “La Piuma sulla Pelle” Gianfranco Vigneri fa il suo ingresso nel mondo della narrativa. La vicenda è ambientata durante la torrida estate del 2006, in una Roma intenta a seguire le fasi finali del campionato del mondo di calcio, e si sviluppa attorno a complessi legami che legano i cinque personaggi principali. Anna è una giornalista, ma anche una brillante artista dallo spirito ribelle. Marco è un fotografo affetto da turbolenti problemi relazionali. Glauco è un astuto e integerrimo ispettore di Polizia, bloccato in una carriera stagnante da oltre vent’anni. Cristiana è la proprietaria di un pub in pieno Rione Monti, una donna alternativa dal carattere solido e determinato. Claudio è lo stereotipo del quarantenne single.Cinque persone comuni, diverse fra loro, si troveranno a condividere l’indagine su un omicidio che li condurrà attraverso un intricato labirinto di inganni e vendette. Ogni passo verso la verità li porterà a fronteggiare ombre scure e profonde che riaffiorano dal loro passato.
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Cinque storie si intrecceranno guidate da un unico fattore comune: un profondo sentimento di amicizia. L’indagine si svilupperà in un crescendo di tensione mentre il destino, apparentemente indifferente, continuerà incessante l’intricata tessitura della trama stessa della vita. Tra i punti di forza di questo Mystery-Thriller, sono sicuramente da citare gli elementi psicologici e le dinamiche relazionali tra i personaggi. Ognuno dei protagonisti ha un proprio passato, segreti e motivazioni, e la trama si svela attraverso le loro interazioni portando il lettore attraverso un viaggio verso un finale inatteso.

.La scelta di ambientare la storia a Roma aggiunge inoltre uno strato di fascino alla narrazione. La città stessa diventa un personaggio, con le sue strade, le sue dinamiche e i luoghi iconici che forniscono uno sfondo unico alla vicenda. La Piuma sulla Pelle è disponibile per l’acquisto su Amazon in formato cartaceo o Kindle, o gratuitamente attraverso i canali Kindle Unlimited.

Tutti i link sono disponibili sul sito web dell’autore https://www.gianfrancovigneri.it/
La Piuma sulla Pelle sarà presente durante la prossima edizione del Salone del Libro di Torino 2024 come titolo selezionato nella Libreria Self Publisher 2024.
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Daria Collovini: “La ballerina di Degas” e “L’ora blu”, alla ricerca del senso della vita

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L’AUTRICE  Sono state alcune dolorose esperienze, unite alla sua passione innata per i viaggi, ad averla portata a dedicarsi totalmente alla scrittura

Daria Collovini coltiva il suo amore per la letteratura sin dall’infanzia, indirizzandosi nel suo percorso di studi verso la filosofia e la pedagogia per poi scegliere l’insegnamento di italiano, storia e geografia.
Scrivere è sempre stato parte integrante del suo modo espressivo, realizzando poesie e racconti, come testi critici per progetti fotografici d’arte e relative pubblicazioni. Ma sono state alcune dolorose esperienze, unite alla sua passione innata per i viaggi, ad averla portata a dedicarsi totalmente alla scrittura.
Ha pubblicato le raccolte poetiche Oltre il buio (Gea Print – 2000) e La lingua di latta (Ellerani – 2011), i racconti Un orso alla Nasa (Quando il male è ormai alle spalle – Franco Angeli editore – 2000) e Il sorriso di Anna (Racconti friulani-giuliani – Historica Edizioni – 2020).
La ballerina di Degas (Gaspari editore – 2019) è il suo romanzo d’esordio con il quale ha ricevuto il Primo premio ex aequo al Premio letterario Le parole di Lavinia, sezione narrativa, 2021 e il premio “Profumo d’autrice” al Premio Internazionale Città di Cattolica, 2021.
L’ora blu (Gaspari editore – 2022) è il suo ultimo romanzo.
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 LA BALLERINA DI DEGAS
Il romanzo è ambientato nel mondo della danza e dell’arte degli anni ’90. Narra la storia di Diego, fotografo di talento, e Adele, una giovane ballerina dell’Opéra di Parigi. Intrighi e passioni si alternano sullo sfondo di Milano e Parigi, in un intreccio di eventi e personaggi legati ai due protagonisti: Francesca, compagna di Diego, Alex, amico di sempre di Adele, Elisa, l’amatissima zia di Adele e soprattutto Elena, la rivale pronta a tutto pur di primeggiare.
Adele e Diego dovranno lottare duramente per proteggere il loro amore e realizzare i loro sogni, ostacolati da un mondo in cui non si riconoscono, ma uniti da un legame profondo.
Sarà Adele, spinta da un’innata fiducia nell’avvenire a sostenere Diego, inguaribile pessimista, nel difficile percorso verso il riconoscimento del suo talento.
La scrittura fluida e talvolta ironica, ricca di colpi di scena, cattura il lettore e lo trasporta in un viaggio avvincente nel mondo affascinante dell’arte e della danza, attraverso le complesse relazioni che legano i protagonisti della narrazione.
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L’ORA BLU 
E’ il seguito del romanzo “La ballerina di Degas” e si articola dagli anni Novanta ai giorni nostri. Ritroviamo i protagonisti Adele e Diego, ora genitori di Sophia, ma anche Francesca ed Elena, e li seguiamo insieme a nuovi personaggi come Tariq, Federico, Audrey e altri ancora, attraverso anni di cambiamenti e sfide globali e individuali, sullo sfondo di Milano, Parigi, Marrakech e Miami, tra un passato che riemerge in circostanze apparentemente casuali e un intrecciarsi di destini diversi, ma accomunati da una stessa dignità e costante ricerca di identità e amore, che altro non sono che il significato della vita stessa. Una lettura travolgente ed emozionante, che coinvolge il lettore in situazioni e luoghi sapientemente descritti e lo porta a riflettere su temi quanto mai attuali dell’esistenza umana.
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CONTATTI

daria.collovini@gmail.com

pagina facebook: 

https://www.facebook.com/profile.php?id=100062858798669

 

I romanzi sono in vendita presso le librerie, nelle piattaforme online anche in versione eBook e ordinandolo dall’editore: www.gasparieditore.it

A Torino sempre più persone sono impegnate in 5 attività

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Torino è nota per la sua ricca cultura e per il suo vivace stile di vita. Negli ultimi tempi, si è osservata una crescente tendenza verso cinque particolari attività che stanno coinvolgendo sempre più torinesi. Queste attività non solo arricchiscono il tempo libero dei cittadini, ma contribuiscono anche a rafforzare il senso di comunità e il benessere personale. Esploriamo insieme queste tendenze emergenti: anticipiamo che questi trend variano molto da caso in caso.

Infatti è ormai comprovato che i torinesi negli ultimi anni, spinti dai prezzi al ribasso degli immobili, abbiano deciso di acquistare e di ristrutturare casa: proprio per questo è stata registrata un’elevata intensità di lavoro dei fabbri in zona che operano per qualsiasi tipologia di intervento, dall’installazione delle porte blindate fino a quella dei migliori serramenti di ultima tecnologia.

Infine, le altre attività che hanno impegnato maggiormente i torinesi negli ultimi anni sono quelle sportive: grazie all’informazione sempre più attenta in merito alla salute e ai benefici dello sport, infatti, nella città di Torino i residenti hanno deciso di cimentarsi nelle attività sportive più disparate come il padel, ormai sempre più apprezzato. Ma questa è solo una piccola “fetta” dell’argomento che esploreremo nelle prossime sezioni.

Ristrutturare casa: un investimento nel comfort e nel futuro

La ristrutturazione domestica sta diventando sempre più diffusa, con un crescente numero di persone che scelgono di investire nel miglioramento estetico ed energetico delle proprie abitazioni.

Questo interesse rinnovato non solo porta a un aumento della qualità della vita per gli abitanti, ma contribuisce anche a valorizzare il patrimonio immobiliare della città. La tendenza verso la ristrutturazione riflette un desiderio diffuso di creare spazi abitativi più confortevoli, funzionali ed esteticamente gradevoli, adattati alle esigenze moderne, inoltre, l’attenzione crescente all’efficienza energetica si traduce in risparmi a lungo termine sulle bollette e in un impatto ambientale ridotto. Questo fenomeno non solo ha un impatto positivo sulle singole famiglie, ma contribuisce anche alla rinascita e alla valorizzazione dell’intera comunità urbana.

Padel: lo sport che sta conquistando Torino

Il padel, uno sport che combina elementi del tennis e dello squash, sta diventando rapidamente uno dei passatempi preferiti dei torinesi. Con l’apertura di nuovi campi dedicati, sempre più persone si stanno avvicinando a questo sport divertente e social, che si adatta a giocatori di tutte le età e livelli di abilità.

Ciò che rende il padel così coinvolgente è la sua combinazione di tattica, velocità e abilità. La palla può rimbalzare sulle pareti, aggiungendo una dimensione strategica al gioco e richiedendo ai giocatori di essere pronti a reagire rapidamente alle variazioni di direzione. Questa natura dinamica lo rende eccitante da giocare e da guardare.

Ma non è solo l’aspetto competitivo a rendere il padel così attraente. È anche un’ottima opportunità per socializzare e fare nuove amicizie. I campi da padel spesso ospitano eventi e tornei, offrendo agli appassionati la possibilità di mettersi alla prova e divertirsi insieme. Inoltre, poiché il gioco è giocato in coppia, promuove il senso di squadra e cooperazione.

Jogging nei parchi: il Valentino e oltre

Il jogging è un’altra attività che sta vivendo un momento d’oro a Torino. I parchi cittadini, in particolare il famoso Parco del Valentino, offrono percorsi pittoreschi e tranquilli per gli appassionati di corsa. Questa attività all’aria aperta non solo promuove uno stile di vita sano, ma è anche un’occasione per ammirare la bellezza naturale e architettonica della città.

Aperitivi sociali: connettersi con nuove persone

Gli aperitivi sono un pilastro della cultura italiana, e a Torino hanno assunto una nuova dimensione sociale. I locali della città organizzano eventi dove è possibile degustare ottimo cibo e vino, e allo stesso tempo fare nuove conoscenze. Questi incontri sono diventati un modo popolare per allargare la propria rete sociale e incontrare persone con interessi simili.

Corsi di cucina: l’arte del buon cibo

Infine, i corsi di cucina stanno attirando un numero crescente di torinesi desiderosi di imparare l’arte culinaria. Che si tratti di piatti tradizionali piemontesi o di cucina internazionale, questi corsi offrono l’opportunità di sviluppare nuove competenze, esplorare diverse culture gastronomiche e, naturalmente, gustare deliziosi piatti.

Queste cinque attività stanno plasmando il tempo libero dei torinesi, offrendo loro modi diversificati per arricchire la propria vita quotidiana e rafforzare i legami con la comunità. Che si tratti di migliorare la propria casa, mantenersi in forma, socializzare o sviluppare nuove abilità, Torino offre un’ampia gamma di opportunità per tutti i suoi abitanti.

L’eternità per ritrovarsi: il nuovo romanzo di Arianna Frappini

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L’unico modo per essere fratelli non è possedere lo stesso cognome e/o lo stesso sangue o vivere insieme, ma esserci nei momenti di dolore per cercare di guarirlo e in quelli di felicità per renderla più completa

 

L’AUTRICE    Arianna Frappini nasce nella cittadina umbra di Gualdo Tadino nel 1997. Già da piccola dimostra il suo talento  per la scrittura e,alla domanda quando nasce questa passione,  lei ama rispondere che è nata con lei, che c’è  dal primo istante e che poi l’ha certamente coltivata e potenziata.

Senza impegno e studio non si va da nessuna parte, sostiene, però neppure senza la dote di fondo, quella particolare connessione che la collega al suo mondo interiore e alla dimensione in cui esistono i suoi personaggi ed esiste pienamente anche lei stessa. Ha pubblicato diverse poesie con altri autori in iniziative dell’Aletti editore e una raccolta personale, “Di una vita”, nel 2013. Ha anche scritto e condiviso tre  romanzi: L’ultimo dono prima di morire (Albatros, 2020), Il soldato che amava l’alba (Zona, 2022) e L’eternità per ritrovarsi (Albatros, 2023). Si dedica a tempo pieno alla scrittura e gestisce il blog personale Oltre con due rubriche: Libri senza pregiudizi, di riflessioni e di recensioni di libri di letterature poco conosciute (soprattutto araba) e tutti quelli capaci di essere ponti tra culture e di andare al di là delle apparenze, e Emozioni da lupi sulla musica di Ermal Meta.

IL LIBRO Il suo nuovo romanzo è L’eternità per ritrovarsi ed è una sorpresa e un regalo bellissimo e inatteso anzitutto per lei. Riprende le vicende del suo primo libro, L’ultimo dono prima di morire (che non è imprescindibile aver letto prima, ma è utile), vent’anni dopo e abbiamo il piacere di ritrovare i personaggi molto maturati con i loro figli, i loro nipoti, le loro responsabilità e la loro capacità unica di essere una famiglia sui generis, una famiglia tra Spagna e Impero turco,che  deve accogliere nuove persone, abbracciare altri dolori, contemplare altre perdite e ricordarsi che una sola cosa può essere più forte dell’odio e della vendetta: l’amore, oltre qualsiasi pregiudizio. E, in una famiglia tanto accogliente e stupenda, c’è posto per tutti. C’è posto per Mita, una ragazza fiorentina che si trova  prigioniera dei corsari e che crede di aver perso tutto sul ponte della nave dove vede  il padre assassinato dai suoi amici e che trova l’amore e una nuova casa, per scoprirsi più forte di quello che credeva. C’è posto per Alejandra, la divertente domestica di Mita, che non ha mai perso la fede ed è riuscita a reagire  e a farsi amare con la sua forza, il suo coraggio e il suo sorriso. C’è posto per tutti quelli che vogliono restare, tornare, arrivare. E, soprattutto, ancora una volta, c’è posto per loro, per coloro che hanno creato tutto questo e che tengono in piedi il loro amore, insegnandolo agli eredi: Pedro, Maria, Masuud, Aisha e Ali ci insegnano che l’unico modo per essere fratelli non è possedere lo stesso cognome e/o lo stesso sangue o vivere insieme, ma esserci nei momenti di dolore per cercare di guarirlo e in quelli di felicità per renderla più completa.

 

Per acquistare L’eternità per ritrovarsi:

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Per acquistare il suo prequel, L’ultimo dono prima di morire:

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Per visitare il blog dell’autrice:

https://oltreblogdiariannafrappini.wordpress.com/

 

Elsa Lohengrin: Il Cigno – La troverai la Via, se prima avrai il coraggio di perderti

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Con oltre 43mila pagine lette a due settimane dalla pubblicazione e decine di copie vendute, Il Cigno ha avuto un debutto fulminante.


Si tratta del romanzo d’esordio dell’autrice indipendente italo-svizzera Elsa Lohengrin e del primo volume autoconclusivo della Saga degli Altavilla, una serie dedicata alle vite dei membri di questa numerosa ed ecclettica famiglia contemporanea, in cui si intrecciano problematiche  d’attualità legate all’amore, all’amicizia, al lavoro e all’autorealizzazione.

Il Cigno è una storia che ci porta nei meandri della psiche umana, illustrando con precisione chirurgica e una prosa limpida cosa succede quando ci si annulla per assecondare gli altri e rispondere alle loro aspettative. La storia è raccontata dal punto di vista del protagonista, il dottor Killian Altavilla, che in ciascun capitolo ci svela un piccolo tassello del mosaico che compone il suo passato, fino a rivelarci con un colpo di scena inatteso chi si nasconde dietro al cigno metaforico che lo tormenta di notte.

 

Con grande intensità emotiva, lautrice ci catapulta nella vita di Killian, un giovane medico svizzero con il sogno di diventare medico legale e un segreto di cui non ha mai parlato con nessuno, nemmeno con la sua ragazza. L’incontro con il suo nuovo capo, il Professor Lachlan MacLeod, risveglia però in  Killian ricordi che aveva relegato nell’oblio per anni, facendo riemergere spaccati di vita invasi da dubbi e dilemmi interiori. Questo sconvolgimento interiore sfocia in conflitti interpersonali sempre più aspri sia a casa che al lavoro, finché Killian sarà costretto a guardarsi allo specchio e a scegliere se rinchiudersi per sempre nella gabbia dorata che si è creato oppure spiegare le ali e volare verso l’infinito.

 

Un meraviglioso viaggio nell’intimo di personaggi indimenticabili, protagonisti di un romanzo dedicato a tutti i Cigni di questo mondo a chi, in un modo o in un altrocerca di trovare la forza di liberarsi dalle catene imposte dall’esterno o dai sensi di colpa maturati nell’adolescenza, per affermare il proprio posto nel mondo. I lettori lo hanno definito un romanzo particolare, diverso dal solito, intrigante e assolutamente da non perdere.

Elsa Lohengrin è nata in Inghilterra, è cresciuta in Italia e ora vive in Svizzera, dove divide le sue giornate tra l’attività di traduzione, lo studio della narratologia, la scrittura dei suoi romanzi, la sua famiglia e una miriade di altri impegni. Si è laureata in traduzione, per poi dedicarsi allo studio della scrittura creativa seguendo i corsi di alcuni dei più grandi esperti statunitensi di storytelling. Scrive narrativa contemporanea e storie damore in italiano, la sua lingua di preferenza. Ha un marito e tre figli, e sogna di vivere in un paesino sperduto lungo la costa scozzese.

 

Potete scoprire di più su di lei e il suo lavoro sul sito www.elsalohengrin.com o sui suoi profili Instagram e Facebook  (@elsalohengrinauthor).

 

Il Cigno è in vendita in formato cartaceo e ebook su Amazon e può essere letto gratuitamente su Kindle Unlimited: https://www.amazon.it/Cigno-Elsa-Lohengrin-ebook/dp/B0CRQTG1JQ

“E non esiste una Me senza Te”: Silvia Pizza narra l’amore salvifico di un genitore per la figlia

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Sofia incrocia più volte lo sguardo amorevole di Sara e intuisce che in famiglia ci sono tutte le risorse che le servono per sentirsi accolta, capita ed amata. Dall’altro canto, Sara sente il bisogno di dedicare un diario epistolare alla figlia per accompagnarla passo passo alla rinascita, a risollevarsi come una fenice dalle sue stesse ceneri. E si concederà, nel corso degli anni, un’opportunità di confronto irripetibile…

L’autrice

Silvia Pizza è nata a Lucca e vive a Pescia, nella provincia pistoiese. Scrittrice, poetessa, saggista e divulgatrice di ottimismo, di resilienza, di saggezza. Ha esordito con quattro romanzi, cinque sillogi di poesie e tre antologie tra saggi, riflessioni e divagazioni d’impronta psicologica. Racconta di sé con un lessico schietto, esplicito, profondo e trasmette questa passione letteraria sui canali social, postando tanti componimenti inediti e altrettanti pensieri oculati sull’introspezione, sulla psicologia femminile, sull’adolescenza, sulle relazioni umane e sui conflitti esistenziali. Nel 2016 esordisce con il romanzo “Mi scordo di dimenticarti”, nel 2017 con un altro romanzo “Memorie di un amore folle”, poi con la silloge “Urlo nelle stanze infinite dei miei pensieri” e infine con una raccolta intimista di riflessioni, e-mail e liriche, intitolata “Un’icona su WhatsApp”. Nel 2018 pubblica un’antologia di saggi intitolata “Perle di Primavera” e si mette alla prova con le linee-guida per il benessere psicofisico, proprio avanti la pandemia da Covid-19.  Ritorna a scrivere dopo quattro anni di stasi voluta, con “Le divagazioni di una scrittrice senza filtro” presenti in “Autenticità” e tanta voglia di musica, di serenità, di attaccamento, di poesia classica.  Silvia lo fa, scegliendo un approccio più franco, più incisivo, più intenso sui canali social, perché finalmente ha imparato a esporre la sua scrittura, senza confini, senza prevenzione, senza freni. A fine aprile 2023 propone all’attenzione del pubblico il suo quarto romanzo “Basta che mi prendi la mano e tutto si aggiusta” con l’estro e la passione che la caratterizzano. E ancora continua a scrivere un nuovo romanzo che spera di finire a breve. La maggior parte delle sue pubblicazioni sono edite con la Booksprint, altre due edite: “Istanti di eterno” e “Ti avrei voluto per la vita, storia del primo amore”, con La riflessione di Davide Zedda; una edita con la Montedit di Melegnano – “Un’insolita vena poetica”, una silloge poetica “Grida alla luna” con Aletti editore e un’altra silloge intitolata “La realtà che vorrei” con Ibiskos di Empoli.

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E non esiste una Me senza Te”

Da quando una compagna di scuola media prende ad offendere Sofia, quest’ultima non fa che incassare vituperi e ingiurie continue, in classe e nella chat privata su WhatsApp, che di conseguenza, la portano ad isolarsi da tutti. Sofia smette di essere solare e allegra per rifugiarsi nel silenzio del suo dolore e nell’oblio forzato, credendo che sia l’unico modo per salvarsi.  Nell’interiorità di Sofia s’insinua il vuoto, una sorta di abisso coi tentacoli che la prosciuga senza lasciarle spazio alcuno per una rivalsa, ma solo delusione cocente, amarezza a non finire, fastidiosi dolori addominali e tanta depressione. Un male di vivere che, pian piano, la consuma e la spinge sempre più nel baratro. Soprattutto quando Giovanni, il suo fidanzatino, la lascia per frequenti sbalzi d’umore e per futili incomprensioni, non risolte. Ciò porterà Sofia a disperarsi ulteriormente, tanto da desiderare di farla finita. Perché ritiene che la sua vita sia uno schifo disumano, fino a quando intervengono altre persone a farla ragionare e a dissuaderla da certi agiti impulsivi che sono privi di alcun fondamento.  A poco a poco, Sofia capisce che le persone che l’amano realmente così com’è possono trascinarla fuori dal tunnel della depressione e fanno del loro meglio pur di proteggerla e accoglierla negli abbracci, che le risanano l’equilibrio sfasciato. E allora è meglio dialogare con mamma Sara che fiuta ogni sfumatura umorale e soppesa pure, ogni sua parola come un investigatore privato.  Meglio confidarsi con chi nelle difficoltà di relazione ci è già passato, per esperienza. Meglio allentare le tensioni nervose con il taekwondo, con la psicoterapia e le selezioni regionali per Miss Italia. Meglio trovare delle soluzioni temporanee che fuggirle, meglio cogliere delle occasioni al volo che piangersi addosso.  Così Sofia incrocia più volte lo sguardo amorevole di Sara e intuisce che in famiglia ci sono tutte le risorse che le servono per sentirsi accolta, capita ed amata. Dall’altro canto, Sara sente il bisogno di dedicare un diario epistolare alla figlia per accompagnarla passo passo alla rinascita, a risollevarsi come una fenice dalle sue stesse ceneri. E si concederà, nel corso degli anni, un’opportunità di confronto irripetibile, pur di far tornare la figlia al sorriso, alla spensieratezza e alla piena affermazione di sé stessa.  Perché solo l’amore profondo di un genitore per la propria figlia può risanarla completamente da ogni negatività vissuta.

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Lettura e analisi del testo

Il rapporto tra una madre e una figlia adolescente, con i suoi ostacoli e i suoi silenzi, con la
difficoltà di comunicare e l’amore incondizionato. Una storia emozionante e travolgente,
comune e speciale che ci racconta quanto complesso sia il fenomeno del bullismo.
Le tematiche legate al bullismo e del cyberbullismo sono molto trattate ed incontrano
spesso la difficoltà di sperimentare un canale di comunicazione concretamente efficace e
che possa avere un impatto realmente positivo nella vita degli adolescenti, educarli,
sensibilizzarli e guidarli in un’età difficile e ricca di sfide. Questo testo permette al lettore
adolescente di identificarsi nella storia e riflettere sul proprio vissuto con la speranza che
possa trarne beneficio. Inoltre, può essere uno strumento per i genitori che si ritrovano ad
affrontare il complesso rapporto con i loro figli adolescenti.
Le due lettere che precedono il racconto stabiliscono immediatamente un intimo legame
con il lettore e commuovono favorendo un coinvolgimento emotivo profondo, così come
quelle in chiusura.
La scrittura è semplice e lineare ma allo stesso tempo delicata, si percepisce la grande
sensibilità con la quale vengono indagate le ragioni e i sentimenti dei personaggi. Si tratta di
un testo prezioso che assume il valore di testimonianza e si rivolge ad un pubblico molto
ampio, molto più ampio di quanto ci si aspetti perché parla di noi, della nostra società.
Permette una riflessione critica e completa su una serie di dinamiche che caratterizzano il
mondo in cui viviamo e su come le loro conseguenze siano intrinseche, collegate e come
possano colpire i più deboli, gli adolescenti.
È un testo crudo e delicato, che non mitiga gli elementi più atroci e oscuri della depressione,
del senso di solitudine e del dolore ma lo fa con una grande dignità ed eleganza.
Ogni pagina è intensa, coinvolgente e preziosa. Si viene completamente rapiti dalla scrittura
che dimostra grandi capacità nell’indagare e nel descrivere i sentimenti più difficili da
esprimere e le situazioni più estreme. Si percepisce l’urgenza di scrittura, le motivazioni e lo
spirito che accompagna l’opera. Oltre che un pregio letterario e stilistico si tratta di un testo
che può comunicare molto a molti.

Domenico Capotorto: «La solitudine del pianista», un romanzo nella musica classica

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Nel suo terzo romanzo, lo scrittore/musicista Domenico Capotorto abbandona il genere giallo per regalarci un’appassionante storia di un pianista ed un soprano, dalla loro infanzia sino al successo.


Cosa succede dietro il sipario dell’opera? Come si arriva a calcare i più grandi palcoscenici del mondo? L’autore vi trasporterà dietro le quinte della musica classica, facendovi entrare nel mondo degli artisti, vivendo i loro sforzi e sacrifici, scoprendo la loro passione e le opere che fanno parte del patrimonio culturale mondiale da secoli, attraverso i destini di una coppia di musicisti eccezionali e le loro sorprendenti vicende.

Arturo Monacelli, pianista di fama mondiale, ritorna a Venezia, dove ha trascorso i suoi anni da studente, per presentare il recital di un suo allievo, Luca von Grüber, al quale vuole evitare il percorso tortuoso e estenuante dei concorsi. Gli stessi concorsi che ha dovuto affrontare durante la sua adolescenza e che lo hanno trascinato sempre più nella sua solitudine, dove c’era spazio solo per la sua musica. La solitudine lo ha portato al successo ma, allo stesso tempo, gli ha fatto perdere tutti gli affetti e l’amore della sua gioventù: Maria Lascal.

Anche in questa opera, l’arte (nello specifico la musica classica) è il filo conduttore. Nei due precedenti romanzi, però, l’autore si serviva dell’arte come pretesto per trattare temi sensibili: nel primo romanzo, “The Hype” (Robin&sons), Capotorto metteva la rock band irlandese, chiaramente ispirata agli U2, al centro di un intrigo di spionaggio internazionale per parlare degli attentati che hanno rivoluzionato il 21o secolo (da New York a Parigi).   Nel secondo, “La pace del lago” (Robin edizioni), il pittore Marc Syfes mentre era alle prese con un serial killer d’artisti, si confrontava con illustri critici e professori  sulla morte dell’arte e il baratro che separa gli introiti tra grandi e piccoli artisti, ma soprattutto con il disimpegno dei governi di tutto il mondo negli investimenti per l’educazione.

Ne “La solitudine del pianista” invece, non ci sono secondi fini evidenti: a parte la critica sul sistema dei concorsi e sull’invecchiamento del pubblico appassionato dalla musica classica, Capotorto ci trasporta con il suono del pianoforte di Arturo (Benedetti Michelangeli?) e con la voce di Maria Lascal (anagramma di Callas?). La loro storia, è raccontata sin dall’infanzia, insieme a quella di Manrico, melomane autodidatta e personaggio chiave del romanzo, un testimone quasi invisibile sempre presente nei momenti chiave dei due artisti. Dopo aver posato, con calma, le basi della trama, è inevitabile affezionarsi ai personaggi e, a partire dalle vicende di Luca, staccarsi dal libro.

Durante la lettura, la voglia di ascoltare i brani e le opere citate sarà irrefrenabile.

Pianista concertista, titolare di cattedra a Vallée Sud, nella regione parigina, compone ed esegue le musiche per “America!America!” al Lincoln Center, per “A provincial painter” e “Three eyes on Pinocchio” di Dacia Maraini, a New York. Ha collaborato con diversi registi cinematografici ed ha realizzato le musiche per il cortometraggio “The incredible journey of Margaux” e il film “L’invention de l’année 2016” (entrambi premiati in numerosi festival internazionali). Artista eclettico, ha studiato jazz e suonato in rock, pop e blues band. Scrive e recita in inglese la commedia “Cabaret Opera” presso la Demo Hall di New York. Il suo primo CD con composizioni originali, “Crossing Pathsè uscito nel 2017. Nel 2018 è stato pubblicato il suo primo romanzo “The Hype” (Robin&sons edizioni) e nel 2021 “La pace del lago” (Robin Edizioni) selezionato dai Robinson di Repubblica. Le sue musiche sono state interpretate nel disco “A provincial painter moods” (Rusty records 2018). Nel 2016 si è trasferito da Parigi a Berlino dove insegna nella sua scuola di pianoforte (Klavierschule im Salon) e presso la Deutsch-Französische Musikschule. Si esibisce come solista con orchestra e in diverse formazioni di musica da camera in Italia, Francia, Germania, Stati Uniti e Giappone. Attualmente è professore di pianoforte presso il conservatorio N. Piccinni di Bari.

Dove ordinarlo:

https://www.robinedizioni.it/nuovo/la-solitudine-del-pianista/

https://www.ibs.it/solitudine-del-pianista-libro-domenico-capotorto/e/9791254676615

https://www.amazon.it/solitudine-del-pianista-Domenico-Capotorto/dp/B0CT6CW2NB/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=PMYCYE9NYAJD&keywords=la+solitudine+del+pianista&qid=1707222417&sprefix=la+solitudine+del+pianista%2Caps%2C70&sr=8-1

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Nella foto Domenico Capotorto in concerto alla Philharmonie di Berlino