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Colori per la casa e arredamenti: boom tra i torinesi

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Ci sono sicuramente molti interessi e impegni che quotidianamente contribuiscono ad animare la vita dei torinesi, tra questi scegliere i colori per la casa e il giusto arredamento.

La ricerca di nuove idee avviene su internet o presso un buon mobilificio Torino e in suggestivi negozi di arredamento.

Dedicarsi alla palette colori arredamento per rinnovare casa e decidere di che colore dipingere le pareti (o ridipingerle), in questa attuale stagione, sembra avere la meglio su tantissime altre “attività” tra i cittadini di Torino!

Questo fenomeno, che sta vivendo un vero e proprio boom, non è solo una moda passeggera, ma un’espressione del desiderio di personalità e il ritorno del “calore del focolare di casa” in un mondo sempre più frenetico.

L’influenza dello stile torinese per i colori per la casa

Lo stile torinese, noto per la sua eleganza e la sua raffinatezza, ha un’influenza significativa sulle scelte cromatiche degli abitanti della città. L’architettura storica e i palazzi signorili di Torino, con i loro interni spesso ricchi di dettagli e decorazioni, offrono una fonte inesauribile di ispirazione.

I torinesi amano riprendere questi elementi tradizionali e reinterpretarli in chiave moderna, creando così ambienti che fondono passato e presente.

Un esempio emblematico è l’uso del blu Savoia, un colore che richiama la storia della città e della dinastia sabauda. Questa preferenza di tintura, è spesso utilizzata per colorare pareti casa e complementi d’arredo, conferendo così un tocco di nobiltà “sabauda” negli ambienti domestici.

Palette colori arredamento: le tendenze cromatiche del momento

Il colore ha un impatto significativo sulla nostra vita quotidiana. È scientificamente provato che i colori per la casa influenzano il nostro umore, la nostra produttività e persino la nostra salute.

Non c’è da sorprendersi, quindi, se attualmente sempre più torinesi sono attenti agli abbinamenti colori arredamento per i loro spazi abitativi.

La scelta dei colori non si limita più a semplici preferenze personali, ma diventa una questione di benessere e di equilibrio emotivo.

Tra le tendenze cromatiche più in voga a Torino, per le idee colore pareti casa, troviamo una predilezione per i toni neutri e naturali.

Questi colori, come il beige, il grigio e il bianco sporco, sono apprezzati per la loro capacità di creare ambienti sereni e raffinati.

Tuttavia, non mancano “tocchi di colore più vivaci”, come il verde salvia, il blu petrolio e Savoia (come già anticipato) e il terracotta, che vengono utilizzati per dare personalità e carattere agli ambienti.

Gli esperti di interior design sottolineano l’importanza di bilanciare i toni neutri con accenti di colore.

Ad esempio, una parete grigia può essere vivacizzata con cuscini colorati, opere d’arte o tappeti che introducono sfumature più audaci. Questo equilibrio cromatico è fondamentale per creare un ambiente domestico armonioso e piacevole da vivere.

L’arredamento e i colori per le pareti di casa come espressione di sé

Accanto alla scelta dei colori casa, l’arredamento gioca un ruolo cruciale.

I “cittadini sabaudi”, in questo periodo di fine primavera e inizio estate, mostrano una crescente attenzione per i mobili di design e per gli oggetti d’arredo unici, spesso realizzati da artigiani locali. Questo interesse per il design e per l’artigianato riflette una volontà di distinguersi e di creare spazi che rispecchino la propria personalità.

L’arredamento sostenibile è un’altra tendenza in crescita, si scelgono mobili realizzati con materiali eco-compatibili e tecniche di produzione sostenibili. Questa scelta non solo contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente, ma rappresenta anche un valore aggiunto per la casa, conferendole un tocco di autenticità e di rispetto per la natura.

I colori per le pareti di casa rappresentano un potente mezzo di espressione personale, permettendo di trasformare gli spazi abitativi in riflessi autentici della propria identità e delle proprie emozioni.

La scelta di tonalità specifiche può trasmettere serenità, energia o calore, influenzando il benessere quotidiano.

I colori interni casa su toni caldi come il giallo e l’arancione possono evocare sensazioni di allegria e vitalità, mentre una colorazione interni casa più fredda come il verde favorisce la calma e la tranquillità.

La personalizzazione cromatica delle pareti non solo migliora l’estetica degli ambienti, ma crea anche un’atmosfera unica che racconta la storia e la personalità di chi vi abita.

Scegliere i colori per le pareti di casa e psicologia

Come scegliere il colore delle pareti dalla propria casa?

Scegliere i colori delle pareti di casa, è un atto fondamentale, si come considerare l’impatto psicologico che questi possono avere sul nostro benessere. La “colorazione interni casa colori“, infatti, non è solo una questione estetica, ma influenza profondamente il nostro stato d’animo e la nostra energia quotidiana.

  • Per chi cerca tranquillità e rilassamento, il verde è una scelta eccellente. Associato alla natura, il verde ha un effetto calmante e rigenerante, rendendolo ideale per camere da letto e spazi dedicati al relax.

  • Il blu, anch’esso noto per le sue proprietà calmanti, è perfetto per ambienti dove si desidera promuovere la concentrazione e la serenità, come studi e uffici domestici. Per chi desidera stimolare l’energia e la creatività, i toni caldi come il giallo e l’arancione sono ideali. Il giallo, in particolare, se utilizzato come colore casa interni, è noto per aumentare la felicità e la motivazione, rendendolo adatto a cucine e spazi di lavoro creativi.

  • Infine, il rosso, sebbene stimolante e passionale, va usato con parsimonia, preferibilmente come accento, per evitare sensazioni di eccessiva agitazione. Un altro colore da considerare è il viola, che combina la stabilità del blu e l’energia del rosso, risultando perfetto per creare ambienti che favoriscono la meditazione e l’ispirazione artistica.

L’estate si preannuncia sempre più concentrata sull’attività di rinnovare i colori per la casa e i mobili, offrendo l’opportunità di trasformare gli spazi abitativi in rifugi personali che riflettono al meglio il nostro stato d’animo e le nostre esigenze quotidiane.

Piemonte, Turismo e Bridgerton: boom di visite in residenze reali grazie al successo della serie

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Torino, città dal carattere signorile, sta vivendo un periodo di forte e vivace turismoregale“. L’ eleganza della regione sabauda sta catturando sempre più le attenzioni di molti visitatori; un interesse in parte dovuto dell’inarrestabile successo della serie Netflix Bridgerton, che con le sue trame avvincenti e scenari fastosi (e il lancio della nuova stagione), ha innescato tra i numerosi fan l’acceso desiderio di vivere l’eleganza e il lusso dell’aristocrazia inglese.

Non sorprende, quindi, che l’effetto Bridgerton abbia raggiunto anche il Piemonte, dove le mete nobiliari si tingono di un fascino ancora più regale, attirando appassionati della serie e turisti alla ricerca di esperienze uniche.

Testimoni di questo fenomeno i social media!

Gli utenti e gli influencer stanno postando numerosi reel e post su Instagram, video virali su Tik Tok e Youtube vedono i turisti coinvolti nelle bellezze della regione con musiche tratte da Bridgerton e richiami vari ( dagli outfit ai dettagli dei protagonisti)!

A tal proposito, un’importante agenzia di comunicazione Torino, pioniera nell’analizzare e curare diversi settori del marketing digitale (per noti clienti del territorio), ha evidenziato ed esposto sul blog del proprio sito come il marketing della serie si sia formato e le “cause” del suo successo, contribuendo a far girare l’ economia.

In questo caso, l’impatto positivo del marketing ( o influenza) Bridgerton è caduto nel settore del turismo.

Le location piemontesi, con la loro storia e magnificenza, si prestano perfettamente come sfondo per chi desidera immergersi in un’atmosfera da vera e propria nobiltà, proprio come i personaggi della serie.

Le Mete Signorili Piemontesi

Castello di Guarene

Situato nel Roero, il Castello di Guarene del XVIII secolo domina oltre 60 chilometri di territorio UNESCO. Con i suoi giardini e le ampie balconate, ricorda le sontuose dimore viste in “Bridgerton”. I visitatori possono passeggiare nei giardini e immaginare le scene romantiche della serie.

Castello di Serralunga d’Alba

Questa fortezza del Trecento, situata a Cuneo, è tra gli edifici meglio conservati dell’epoca. Il paesaggio circostante e l’architettura del castello evocano le ambientazioni eleganti e raffinate di “Bridgerton”.

Reggia di Venaria Reale

A Venaria, uno dei gioielli piemontesi: la Reggia di Venaria Reale, patrimonio UNESCO, è uno dei palazzi storici più imponenti del Piemonte. Con la sua Galleria Grande, la Cappella di Sant’Uberto e la Citroniera, offre un’esperienza che rimanda alle opulente feste e alle cerimonie della serie, destinazione perfetta per chi vuole immergersi in un’atmosfera da favola stile ottocento.

Castello di Racconigi

Questo castello, oggi un importante polo museale, è immerso in un parco alla francese e presenta sale decorate in stile déco. La sua atmosfera elegante e storica ricorda le residenze dell’alta società di Bridgerton.

Castello Grinzane Cavour

Situato a Cuneo, nel cuore delle Langhe, questo imponente maniero è anch’esso patrimonio UNESCO. Le sue maestose sale e i panorami mozzafiato lo rendono una tappa imperdibile per chi vuole rivivere le ambientazioni della fortunata serie e scattare delle foto a tema per i propri social( o semplicemente per ricordo).

Castello Sannazzaro

Il Castello Sannazzaro offre un’esperienza unica, permettendo ai visitatori di vestirsi in abiti d’epoca e vivere come i personaggi di Bridgerton. La dimora storica, abitata dagli eredi dei fondatori, offre un’autentica immersione nello stile Regency.

Palazzo Reale di Torino

Il Palazzo Reale di Torino, nel cuore della città, è un simbolo di eleganza e potere, simile ai palazzi delle famiglie nobili più importanti di “Bridgerton”e vicine alla Corona d’Inghilterra. Con le sue sale sontuose e il magnifico giardino, rappresenta un’attrazione imperdibile per chi vuole rivivere le atmosfere regali della serie.

Parco del Valentino

Oltre al castello, il Parco del Valentino offre altre attrazioni regali, come il Borgo Medievale, una ricostruzione ottocentesca di un villaggio medievale. Le passeggiate lungo il fiume e i vasti spazi verdi sono ideali per rivivere le atmosfere romantiche tipiche della saga.

Palazzo Madama

Questo storico edificio nel centro di Torino, un tempo residenza delle regine di Savoia, oggi ospita il Museo Civico d’Arte Antica. Le stanze decorate e la maestosa architettura sono paragonabili agli interni lussuosi delle case presentate durante la serie.

Castello di Moncalieri

Il Castello di Moncalieri, situato a sud di Torino, è una delle più antiche residenze sabaude. Con la sua struttura imponente e i magnifici giardini, evoca le atmosfere regali in cui Dafne, il Duca di Hastings, Anthony e Kate e altri protagonisti della serie s’incontrano. Oggi, il castello ospita mostre e eventi culturali, offrendo ai visitatori un’esperienza unica.

Palazzina di Caccia di Stupinigi

La Palazzina di Caccia di Stupinigi, situata appena fuori Torino, è un capolavoro barocco e un’ex residenza di caccia dei Savoia. Con la sua splendida architettura e i giardini curati, rappresenta un’altra meta ideale per chi vuole immergersi nelle atmosfere nobiliari in stile età della Reggenza Inglese.

La palazzina ospita anche il Museo dell’Arredamento.

L’effetto Bridgerton non è solo un fenomeno culturale ma ha anche un impatto tangibile sul turismo. Le agenzie di viaggio riportano un aumento delle richieste per tour che includono le dimore storiche piemontesi, con visitatori desiderosi di vivere la propria favola romantica. Questo interesse rinnovato ha portato a un incremento dell’ospitalità locale, con hotel e ristoranti che offrono esperienze tematiche per attirare i fan della serie.

Salvatore Di Costanzo: alla scoperta de “L’isola della grande magia”

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La vita di Maria è segnata dal dolore e dalla tristezza, ma tutto cambia quando, a ridosso delle festività natalizie, incontra Alessandro, un uomo dal passato enigmatico ma che sembra conoscere i misteri e le magie dell’isola. Alessandro introduce Maria a una leggenda locale su un folletto chiamato “munaciello” e le consiglia di mettere un bicchiere di birra sotto al letto ogni notte per placare gli spiritelli…

IL LIBRO

La storia segue le vicende di Maria, una fanciulla di undici anni che, dopo un tragico incidente automobilistico che ha portato alla morte del padre, si trasferisce con la madre a Buonopane, una pittoresca frazione di Barano d’Ischia. La vita di Maria è segnata dal dolore e dalla tristezza, ma tutto cambia quando, a ridosso delle festività natalizie, incontra Alessandro, un uomo dal passato enigmatico ma che sembra conoscere i misteri e le magie dell’isola. Alessandro introduce Maria a una leggenda locale su un folletto chiamato “munaciello” e le consiglia di mettere un bicchiere di birra sotto al letto ogni notte per placare gli spiritelli. Maria, inizialmente scettica, si apre alla magia quando il bicchiere si svuota misteriosamente ogni mattina.

Con l’aiuto di Alessandro, Maria esplora i segreti mistici dell’isola e si avvicina alla madre, Alina, che inizialmente disapprova l’amicizia tra la figlia e l’uomo misterioso. Tuttavia, Alessandro conquista la fiducia di Alina mostrandole un incredibile trucco di magia. Nel frattempo, Maria inizia a frequentare Tommaso, un ragazzo che prima faceva parte di un gruppo di bulli. Intanto Buonopane s’appresta a festeggiare “La Notte dell’Epifania”; che in questa piccola frazione è un vero e proprio culto.

La relazione tra Alina e Alessandro si approfondisce, mentre Maria si avventura in un incredibile viaggio nell’isola della grande magia; la terra di Agartha, guidata dalla befana, Stellino (il misterioso gatto di Alessandro) e un pettirosso. A questo gruppo si aggiungeranno due “munacielli” e Tommaso.

Durante il suo soggiorno ad Agartha, Maria apprende della possibilità di vedere le persone che non sono più nel suo mondo attraverso un fungo speciale chiamato “albogatto della vita”. Decide di raggiungere il castello del Santo nel regno di Zinn con i suoi nuovi compagni d’avventura. Lungo il lungo e fantastico viaggio, Maria deve rinunciare agli amici che la stanno accompagnando in questa incredibile esperienza, ma una volta arrivata al castello, scopre e accetta la verità su se stessa. Ora, libera dalle catene del passato, Maria può abbandonare il limbo in cui si trova e abbracciare la libertà.

L’AUTORE

Salvatore Di Costanzo è nato a Castellammare di Stabia il 26 ottobre del 1984. Quando aveva 4 anni i genitori, per motivi familiari, si trasferirono ad Ischia, dove ha trascorso tutta la sua infanzia e dove ancora oggi vive. È Diplomato in Ragioneria e, appena diciottenne, ha iniziato a lavorare come resident dj. Ha frequentato l’università di sociologia di Napoli ma non ha completato il corso per dedicarsi a tempo pieno alla sua passione per il cinema. A 24 anni scrive e dirige un lungometraggio di genere horror per una produzione indipendente italo-francese, intitolato “La Prigione Oscura”.

Nel luglio 2017 viene pubblicato il libro “Sette Rose per Sofia” col quale vince diversi premi letterari tra cui il “Diploma al Merito Narrativo” conferito dall’Associazione Artistica – Culturale Accademia degli Artisti di Napoli. Un anno dopo lavora nella Fiction “L’amica Geniale” come attrezzista durante le riprese degli episodi girati ad Ischia. Tra il 2020 e il 2022 vengono pubblicati diversi suoi racconti brevi e poesie, tra cui il suo secondo e terzo romanzo intitolati “Sognando Agartha” e “Unforgiven”. Il 6 Maggio 2024, la PubMe, nella collana Monna Lisa, edita il quarto manoscritto dell’autore, dal titolo: “L’isola della grande magia”.

Opere Letterarie:

ROMANZI

2018 – Sette Rose per Sofia (edito dal Gruppo Albatros il Filo)

2020 – Sognando Agartha (edito dalla GDS edizioni)

2020 – Unforgiven (edito dalla IVVI editore)

2024 – L’isola della grande magia (edito da PubMe per la collana Monna Lisa)

2024 – Il sogno di Natale (edito dalla Pinguino Libri) in fase di editing

POESIE

2020 – raccolta di 12 poesie presenti nella Collana Poetica Versus vol. 28 (edito dalla Dantebus Edizioni)

2022 – poesia CIELO SOPRA NAPOLI presente nel libro corale “Poesia Italiana – libro Bianco” (edito dalla IVVI editore)

RACCONTI

2020 – IL BACIO DELLA SOLITUDINE racconto presente nel libro corale “Le nostre quarantene” (edito dalla IVVI editore)

2020 – LETTERA A SOFIA racconto presente nel libro corale “Le parole che non ti ho detto” (edito dalla IVVI editore)

2020 – LA FAVOLA DI TIMMY racconto presente nel libro corale “Amici Gatti” (edito dalla IVVI editore)

LINKS UTILI

https://www.mondadoristore.it/L-isola-della-grande-magia-Salvatore-Di-Costanzo/eai979125458583/

https://www.amazon.it/Lisola-della-grande-magia-Monnalisa/dp/B0D3BZ2K8Q/?_encoding=UTF8&pd_rd_w=MKs8Z&content-id=amzn1.sym.bf6fe3d2-fa68-4799-94fa-dbe156d94924%3Aamzn1.symc.fddc876e-12b4-4705-b1ac-5d8fc5d10d1f&pf_rd_p=bf6fe3d2-fa68-4799-94fa-dbe156d94924&pf_rd_r=GRWSF27JQK8DBGDT0D6V&pd_rd_wg=kf7en&pd_rd_r=3375efdb-bcdc-4b8b-96c8-411c43c8ef89&ref_=pd_hp_d_atf_ci_mcx_mr_ca_hp_atf_d

 

Nel romanzo di Francesco Maugeri la storia di un gatto raccontata da lui medesimo

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“Coloro che sanno inchinarsi di fronte alla regalità dell’universo felino potranno scoprire in questo testo -da una prospettiva diversa- i profondi legami che possono instaurarsi tra un essere umano e un gatto, nei quali uno appartiene all’altro vicendevolmente, pur mantenendo ciascuno le proprie peculiarità e la propria fiera indipendenza”

“Io sono un gatto”

“Questa è la storia di un gatto raccontata da lui medesimo. Chi non ama il mondo felino non si avvicini per nulla a questo libro, lo lasci stare, perché in esso troverebbe solo un micio dall’apparenza altezzosa, pieno di sé, con l’ardire di rivolgersi direttamente al lettore dandogli del tu e trattandolo a volte con palese supponenza e disprezzo.

 

Coloro che invece sanno inchinarsi di fronte alla regalità dell’universo felino potranno scoprire in questo testo -da una prospettiva diversa- i profondi legami che possono instaurarsi tra un essere umano e un gatto, nei quali uno appartiene all’altro vicendevolmente, pur mantenendo ciascuno le proprie peculiarità e la propria fiera indipendenza. Ne esce una storia di condivisione -non sempre facile-, di affetti che stentano a nascere ma che poi diventano intensi, di tolleranza e accettazione del diverso. Il tutto condito da una buona dose di ironia, talvolta agrodolce, talaltra scanzonata, in cui è l’essere umano ad essere preso di mira come soggetto strano, incomprensibile, pieno di inconciliabili contraddizioni “.

L’autore:

Francesco Maugeri è nato a Roma il 25 ottobre 1979. Consulente grafologo diplomatosi presso la Libera Università Maria Santissima Assunta di Roma (LUMSA) è laureato in lettere moderne e filologia moderna.

Vive nella provincia viterbese e lavora presso l’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo.Ha pubblicato “Una vita (stra)ordinaria” (I edizione, ilmiolibro.it, 2019; II edizione arricchita, Independently published 2020);“L’incompiuta”, (I edizione, independently published 2020; II edizione,  independently published 2020“Stella Maris”, independently published 2020 “Italiano Lingua Viva – considerazioni e ipotesi sull’italiano contemporaneo”, independently published  2021

 

Palazzo Rosa, le stanze della Cosmetica

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“Palazzo Rosa prende il nome dall’abitazione della mia famiglia – spiega Carlo Rosa – ed io ho voluto fare lo stesso con la mia collezione di cosmetici, finalizzata a regalare a ogni donna l’emozione di entrare in un palazzo che è un vero e proprio tempio di bellezza. Il nome delle Stanze della Cosmetica è stato scelto per indicare la mia attività di produzione di cosmetici bio proprio perché in quelle stanze è avvenuto il miracolo della bellezza.

Nei bei cortili di Palazzo Rosa sono sempre state coltivate le rose antiche perché sono belle, sono contenute nello stemma di famiglia e nel cognome della casata.

Fu nel Seicento che Luis de la Rose sposò Geneviève du Puy per le sue virtù che non comprendevano l’effimera bellezza. Geneviève, poco più che bambina, attratta dal coloratissimo cinorrodo, il falso frutto della rosa, provò a passarselo tra le mani trovando un immediato sollievo. Ebbe la geniale intuizione di estrarne un olio miracoloso che, in breve tempo, di tre mesi lunari, la guarì dalla dermatite donandole quella bellezza del volto che non aveva mai avuto.

La ricetta fu tramandata di generazione in generazione fino all’Unità d’Italia.

Con l’Unità d’Italia entravano nel Palazzo le rose moderne con quei petali colorati, con quei boccioli ricchi e gonfi, con quei profumi paradisiaci che accarezzano tutti i sensi delle donne di famiglia.

Da quel momento è stato un continuo inventarsi profumi, essenze e lozioni”.

“In particolare Palazzo Rosa – aggiunge Carlo Rosa- deriva il suo nome dalla tradizione della Rosa Damascena, portata dall’Egitto e tanto amata dalla compianta madre Olga.

Fu proprio lei, Donna Olga, a volere per capriccio una Rosa Damascena nel roseto di Palazzo Rosa.

Nella propria casa di famiglia mia madre aveva un antico esemplare di Rosa Damascena portato in patria dall’Egitto da Bernardino Drovetti con le migliaia di oggetti che oggi costituiscono la collezione del Museo Egizio di Torino. Quando si trattò di trovare una profumazione per questi cosmetici tra le migliaia di rose, la scelta per me era quasi impossibile, considerata la varietà ampia della fragranza delle rose. Fu invece mia madre, senza esitazione, a scegliere quella della Rosa Damascena, perché ha mille virtù cosmetologiche e neurocosmetiche. Infatti, appena si percepisce la fragranza della rosa damascena, le preoccupazioni paiono dissolversi e un senso di serenità pervade l’anima”.

“La collezione di Palazzo Rosa è stata lanciata nel 2019. La mia vita è cambiata nel bello e nella bellezza. La mia vita, da quell’anno, è tutta rivolta allo studio della bellezza e a come donare la felicità alle persone, perché la bellezza salverà il mondo solo se il mondo salverà la bellezza. In quanto ultimo erede della casa decido di non disperdere questo antico sapere ereditato dalle donne della mia famiglia, e trovo un alleato nel mio carissimo amico Eduardo Guarneschella, famoso cultore della cosmesi naturale. Mettendo assieme le forze della creatività, abbiamo dato vita a questa line cosmetica alla rosa damascena, che è tradizionale ma anche innovativa, italiana e bio, naturale e sostenibile. Riesco a coniugare la tradizione e l’innovazione del culto del biologico nel modo più naturale possibile, usando antiche ricette, ma processando gli ingredienti naturali e bio con le ultime tecnologie, che permettono di non disperdere i preziosi elementi cosmetologici.

Nel nostro laboratorio escono prodotti di altissima qualità, concepiti, creati e prodotti in Italia. Usiamo solo materie prime selezionate e sicure. Palazzo Rosa investe in ricerche e sviluppo per proteggere la salute delle persone e migliorare il loro aspetto fisico. Palazzo Rosa non è solo un creatore di cosmetici, ma è anche un alleato prezioso per la bellezza e il benessere dei clienti. Noi vogliamo crescere con essi grazie alle loro richieste e necessità. Palazzo Rosa è un’azienda etica e offre la possibilità di provare in esclusiva nella propria abitazione la collezione di cosmetici bio.

Mara Martellotta

Gianni Spaterna, emozione acquerello

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Gianni Spaterna è nato a Perugia, si considera torinese di adozione in quanto ha frequentato il liceo scientifico e la facoltà di Architettura a Torino, dove svolge la sua attività professionale.

Il suo interesse per l’arte figurativa si è manifestato sin dall’infanzia e, nel 2016, ha deciso di frequentare un corso di pittura, con il pittore naturalista Lorenzo Dotti, per apprendere la particolare tecnica dell’acquerello, scoprendo che accanto all’interesse e alla capacità c’era una grande passione per questa tecnica, spesso sottovalutata, nel circuito dell’arte. Da allora ha realizzato ben 260 opere, partecipando a mostre collettive, mostre personali e concorsi nazionali e internazionali. Negli anni del Covid ha poi seguito un corso di pittura online della pittrice naturalista Cristine Girard.

La sua prima mostra personale risale al 2019 ed è stata allestita nello studio del fotografo Giancarlo Tovo, lo Studio 17, in via Cesare Battisti 17, a Torino. La seconda mostra, incentrata sugli animali (non domestici), risale al 2022. Per la terza mostra, intitolata “Torino” e presentata nel novembre 2023, ha scelto uno show room di arredamento, chiamato “Metroquadro”, in corso Matteotti 17/c, a Torino, durante la quale i suoi quadri, risultato di un lavoro di osservazione della città attraverso uno sguardo artistico e i suoi colori, sono stati molto apprezzati anche per l’inserimento di un contesto che non era quello della classica galleria d’arte ma di uno show room di arredamento contemporaneo.

Il soggetto scelto è stato la città di Torino, che l’ha accettato dal punto di vista umano e professionale, di cui ha dipinto luoghi noti ai torinesi e ai turisti. Ha esposto 34 acquerelli inediti che sono il risultato di una scelta sul campo di particolari fotografici, oltre ai primi schizzi a matita, finalizzati a far emergere la vivacità cromatica del notevole patrimonio architettonico e l’atmosfera della città mediante l’uso di colori decisi, meno diluiti in acqua, nel primo caso, e maggiormente nel secondo. Ha impiegato anche forti contrasti ed effetti chiaroscurali generati dalla luce, ricordando le parole dell’architetto Le Corbusier, che disse: “L’architettura è il gioco sapiente e rigoroso dei volumi sotto la luce”.

Spaterna ritiene che la persona creativa non sia una, ma una moltitudine di persone capaci di esprimere un’ampia gamma di emozioni, ed è anche per questo motivo che ha scelto di cimentarsi su soggetti diversi anziché prediligere un tema specifico ripetitivo, poiché limitante. Nel suo portfolio si possono ammirare acquerelli raffiguranti animali, persone, paesaggi terrestri, paesaggi marini, mezzi di trasporto, imbarcazioni e architetture.

Le sue opere, dal 2016, grazie a mostre collettive e personali, hanno toccato città come New York, Londra, San Pietroburgo, Charlotte, Figueres, Venezia, Milano, Sanremo e Arles.

Mara Martellotta

 

L’artista Maurizio D’Andrea, fondatore del “Movimento Artistico Introversico Radicale”

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L’artista internazionale Maurizio D’Andrea è nativo di Napoli e sin dalla sua giovane età ha dimostrato un vivo interesse per la psicologia, dedicandosi allo studio delle teorie di Jung e di Freud, riuscendo ad immergersi nelle profondità dell’inconscio e degli archetipi collettivi, plasmando la sua visione artistica.

L’avventura pittorica inizia molto presto, a soli sedici anni, dando vita a paesaggi mentali che altro non sono che il riflesso dell’interno della sua mente, permeata profondamente dall’inconscio. Molti sono stati gli strumenti artistici sperimentati da D’Andrea, quali pennelli, spatole, rulli e stracci, tutti capaci di esprimere la complessità dei suoi pensieri. Le sue opere sono caratterizzate da colori audaci e gesti pittorici intensi, talora descritti come nevrotici, segno di uno studio approfondito, da parte di D’Andrea, della pittura di Jackson Pollock, sulla quale si è concentrato sui suoi gesti liberi, e di Emilio Vedova, noto pittore astrattista italiano. L’arte del maestro Maurizio D’Andrea può essere classificata nell’ambito dell’astrattismo lirico-informale, in cui emozioni e sensazioni sono comunicate attraverso l’uso della forma, del colore e dei gesti. Le sue opere rappresentano un’immersione nell’inconscio e nell’esplorazione della mente umana.

 

“Il mio ‘viaggio artistico’- svela D’Andrea- scava nelle profondità nascoste della mente, un viaggio ispirato al lavoro pionieristico di Sigmund Freud e Carl Gustav Jung. Questi visionari hanno illuminato il concetto di inconscio, un regno in cui risiedono strati di pensiero, desideri e esperienze umane condivise, capaci di manifestarsi attraverso simboli, miti e immagini ricorrenti. Nella mia arte utilizzo l’astrazione e ne faccio uno strumento di trasformazione. L’astrazione pura, nella sua essenza, cerca di distillare il nucleo di un oggetto o di un’idea, eliminando la rappresentazione diretta della realtà. Attraverso questa astrazione cerco di aggirare la superficie e di immergermi nell’inconscio, dove si trovano gli archetipi universali.

Archetipi che emergono nelle mie opere come forme e simboli ripetuti, forgiando un linguaggio visivo capace di trascendere le barriere linguistiche e culturali. Il mio viaggio creativo è plasmato da un ricco arazzo di influenze. Tra queste figura l’espressionismo astratto americano, in particolare la New York School, che ha lasciato un segno indelebile nella mia comprensione dell’arte astratta e della pittura gestuale: Jackson Pollock, Mark Rothko e Robert Motherwell hanno guidato la mia esplorazione della spontaneità, dell’espressione emotiva attraverso il colore e la trasmissione dei significati profondi attraversi i dipinti. Ciò che mi motiva è la ricerca dell’universale, ispirata al concetto di Platone della forma universale.

Cerco di catturare queste forme universali nella mia arte rivelando le profonde connessioni tra esperienze umane condivise. A Torino, culla dell’innovazione e della creatività artistica, ho fondato il “Movimento Artistico, Introversico Radicale”, che sostiene la purezza nell’interiorità dell’arte, incoraggiando la collaborazione, la sperimentazione e la liberazione dell’espressione creativa dai vincoli commerciali. Esso mira a coinvolgere gli spettatori in una relazione individuale e viscerale con l’arte, in cui l’artista, l’opera d’arte e lo spettatore si impegnano in un dialogo profondo.

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Il mio viaggio si estende oltre la pittura tradizionale per includere l’arte digitale, dove continuo a esplorare le profondità della mente umana. I miei lavori digitali approfondiscono vortici interiori, proiezioni mentali e spazialità geometriche. Attraverso il mio software “Artetc” creo fusione e sovrapposizione spaziale di forme, linee e archi, sbloccando le nuove dimensioni dell’espressione artistica. Ai miei occhi, il successo come artista si verifica quando il mio lavoro trascende l’espressione personale e diventa una fonte di connessione, contemplazione e ispirazione per gli altri. Si tratta di comunicare in modo efficace emozioni e concetti complessi attraverso l’arte, lasciando un impatto duraturo sugli individui e sulla società nel suo insieme.

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L’arte è uno specchio che riflette l’anima della società, un potente mezzo per l’espressione culturale, il commento sociale e l’esplorazione delle esperienze umane. Sfida le convenzioni, provoca discussioni e arricchisce le nostre vite promuovendo la creatività, il pensiero critico e le connessioni emotive. Preserva la nostra storia, documenta la nostra cultura e lascia un‘eredità senza tempo. Il mio obiettivo è condividere la mia arte con un pubblico globale, consentendo a persone provenienti da culture differenti di connettersi con il mio lavoro e di trovare un significato personale. Voglio trasmettere il linguaggio dell’inconscio e dimostrare che l’arte astratta può trascendere le barriere culturali e linguistiche, toccando le corde dell’umanità”.

L’artista sta dando un contributo notevole all’astrattismo internazionale contemporaneo. I suoi studi mirano ad arricchire e sostenere il linguaggio astratto e le sue molteplici astrazioni, con focus sulla psiche. Ha esposto in mostre collettive e private a New York, Tokyo, Parigi, Madrid, Bruxelles, Berlino, Barcellona, Amsterdam, Zurigo, Londra, Berna e in altre città.

Il primo agosto sarà a Vienna con una mostra personale nella famosa galleria Steiner. Maurizio D’Andrea è presente sui social con il profilo Facebook e il profilo Instagram, nei quali è possibile trovare anche le immagini delle sue opere d’arte.

 

Mara Martellotta

Irene Ugolotti, “Solo un Ire”: in ognuno di noi una poesia da raccontare

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“SOLO UN IRE 🤍🗝️, il mio primo libro

Nel novembre quasi dicembre 2019 iniziai a leggere il libro di Susanna Tamaro: “Il tuo Sguardo Illumina il Mondo”. Mi immaginavo la prima volta un mio libro credendo di poter trattare le problematiche in famiglia e i genitori.
Poi ne lessi altri dei suoi, tra cui “Un Cuore Pensante” , tra la fine di Agosto e inizio Settembre 2020. Un pezzo a pagina 90 riuscì a colpirmi particolarmente:
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“Ognuno di noi diventa quello che deve diventare proprio in relazione alle carenze e alle povertà dei propri genitori. Crescendo dobbiamo saper riconoscere in noi quello che di loro non ci piace, e lavorare duramente per trasformarlo nel suo opposto. Solo questo è in grado di dare una profonda libertà alla nostra vita.
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Quella libertà che è capace di generare la compassione e il perdono. Luce che scende a rigenerare il mondo.”
Poi, in quello stesso periodo, sono successe una molteplicità di cose assieme, le quali poi mi hanno portato a cogliere, forse con violenza, il fatto che un libro lo dovevo scrivere.
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Soprattutto dall’estate 2021, trovai la mia direzione nella poesia iniziando a scrivere grazie all’ispirazione del libro “Hai Vent’anni” di @iomadera (pagina Instagram)
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Dopo settembre 2023  mi ero detta di allentare la presa con le poesie, ma non è stato possibile e in quello stesso periodo, mi son detta che, probabilmente, dovevo scrivere per sempre.
Spero di riuscire a lasciarvi dentro quanto una qualsiasi casa non sia un luogo ma un sentimento da coltivare ogni giorno, e si può trovare famiglia anche nei momenti più tragici.
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Spero di potervi portare davanti ad uno specchio e sentirvi voi, perché credo in questa convinzione profonda che in ognuno di noi, ci sia una poesia da raccontare. Così un po’ a mio modo di interpretare:  Abbiate paura del buio per trovare il coraggio di affrontarlo. E poi spogliatevi, amatevi di quelle note perse e di quelle che amerete.”
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Irene Ugolotti

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Nuovo successo per Luca Viozzi, creatore del commissario Salviati, con il romanzo “Il Terzo segreto”

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Delitto sotto le torri 2 – Il terzo segreto” è il secondo capitolo delle inchieste del commissario Salviati che si trova a dover fare i conti con un cadavere a San Benedetto del Tronto.

Narrare una storia del crimine che si svolge in un determinato luogo vuol dire raccontare la realtà sociale e storica che circonda gli avvenimenti.”

Il romanzo giallo “Delitto sotto le torri 2” è un poliziesco molto moderno che lega perfettamente l’elemento riflessivo e l’indagine con la commedia. Il protagonista riesce ad accompagnare il lettore all’interno di una storia a tinte scure nella frizzante San Benedetto del Tronto. La precisione nella descrizione dei territori e gli approfondimenti storici legati alla vicenda rivelano l’accurato lavoro di documentazione dell’autore.

Per sviluppare una trama credibile è fondamentale legarla al territorio che si conosce bene. Io sono nato ad Ascoli Piceno e ho vissuto tanti anni a San Benedetto del Tronto. Ne conosco la storia, i quartieri, pregi e difetti dei personaggi. Sono posti affascinanti e misteriosi allo stesso tempo.”

Il nuovo romanzo di Luca Viozzi “Delitto sotto le torri 2 – Il terzo segreto” è stato pubblicato dalla Giaconi Editore. La storia prende le mosse dalla telefonata anonima che riceve il direttore di banca romano Roberto Santi: “Sappiamo cosa hai fatto…” Il giorno seguente troverà la morte a San Benedetto del Tronto. Questa volta il crimine pare davvero organizzato e per il commissario Salviati è un caso intricatissimo.

Il romanzo di Luca Viozzi affronta diverse tematiche in maniera coinvolgente: storia, religione, mistero e emozioni. Il testo strizza l’occhio a vari generi, non solo giallo, regalando ai lettori un’opera trasversale e di livello.

Il libro sarà presentato dall’autore insieme all’editore Simone Giaconi al Salone del Libro di Torino 2024.

 

 

 

Linda Maccarini, “Cento modi per sposarsi”: amore, ironia, freschezza e realtà

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“Sai cosa c’è alla base di tutti questi modi per convolare a nozze? C’è il valore universale che muove il mondo, c’è l’essenza senza la quale ogni rapporto muore, prima o poi: l’amore. E l’amore va oltre ogni cosa, oltre la religione, oltre la razza, oltre il sesso, oltre le formalità. L’amore è ciò che unisce due persone, qualsiasi sia la loro identità, e c’è o non c’è e basta. Non è grigio, non è bianco o nero. L’amore ha tutti i colori del mondo”.

Tiffany, Mary Jane e Andrea vivono nella caotica e bellissima Londra. Non si conoscono e non hanno niente in comune, eppure continuano a sfiorarsi, frequentando gli stessi luoghi nei mesi che le separano dal loro grande traguardo: il loro matrimonio, fissato per tutte e tre il 20 giugno 2020. L’eccentrica Tiffany sogna nozze lussuose e glamour per far dimenticare il memorabile matrimonio di Tracy, la sua amica-nemica con la quale è in competizione fin dai tempi della scuola. La curvy Mary Jane si sottopone a diete ferree al limite della resistenza fisica per poter entrare nel suo abito da sposa da cinquantamila sterline ed essere almeno per un giorno la più bella. La polacca, naturalizzata inglese, Andrea sogna un matrimonio religioso tradizionale per accondiscendere alla sua famiglia, scontrandosi con il futuro marito Aaron, ateo convinto. I preparativi procedono fin quando un evento impensabile e assurdo sconvolgerà definitivamente i loro piani: il COVID-19. L’esperienza del lockdown muterà la loro visione delle cose e le loro vite arriveranno davvero ad intrecciarsi e scontrarsi, in maniera del tutto inaspettata. Tiffany, Mary Jane e Andrea riusciranno a coronare il loro sogno? Chi di loro capirà che anche in piena pandemia è possibile essere felici perché esistono almeno “cento modi per sposarsi”?

Amore, ironia, freschezza e realtà: sono questi i componenti di “Cento modi per sposarsi” di Linda Maccarini. L’autrice prende spunto da un periodo attuale e particolare, come quello caratterizzato dalla pandemia Covid, per raccontare con freschezza e leggerezza le vicende di tre ragazze profondamente diverse tra di loro – Tiffany, Mary Jane e Andrea – alle prese con i preparativi del loro matrimonio che, ironia della sorte, si svolgerà per tutte e tre il 20 giugno 2020 e verrà organizzato da Ilary McPherson, la wedding planner della “middle class” più in voga di Londra. Tre storie separate, quindi, raccontate in tre diversi piani narrativi, che a poco a poco si sfiorano, fino a intrecciarsi in maniera del tutto inaspettata, dando vita a imprevisti sorprendenti e a un finale non scontato.

Un romanzo che ha le sfumature del genere rosa, ma che in realtà può essere considerato una piacevole narrativa che vi farà ridere, sognare, piangere, riflettere. Protagonista è sicuramente l’amore, ma anche la realtà che ci circonda e le situazioni esterne che indubbiamente influenzano le nostre scelte. Anche la pandemia ha un ruolo chiave, ma non temete. Seppur sia un momento che in molti vorremmo solo dimenticare, in questo romanzo viene narrata con estrema ironia divenendo un pretesto per poter parlare di temi attuali e profondi come le relazioni interpersonali, l’amicizia, le aspirazioni personali, il matrimonio, il rispetto e l’amore verso se stessi. Perché, citando il libro, “c’è una cosa che conta più di qualsiasi cosa nella vita, un valore sacro, intramontabile e inestimabile da tutelare quanto un giuramento di fronte a Dio. La propria libertà”.

“Cento modi per sposarsi”, edito da Rossini Editore, è acquistabile in tutte le librerie e in tutti i negozi online Amazon, Ibs, Feltrinelli ecc.) e anche nel sito della casa editrice https://santellionline.it/.

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L’autrice

Linda Maccarini esordisce come scrittrice con Sandy e l’immagine nello specchio primo capitolo di una trilogia fantasy pubblicata tra il 2018 e il 2019 che la porta ad aggiudicarsi la quinta edizione del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti, nella categoria Libri per Ragazzi, sezione Narrativa. Dopo La ragazza dal futuro rosa confetto (2022) Cento modi per sposarsi è il suo quinto libro e il primo edito da Rossini Editore. L’autrice ha anche un sito internet https://lindamaccarini.it/ e potete seguirla su Instagram e Facebook come linda_maccarini_

 

Il libro  “La ragazza dal futuro rosa confetto” sarà anche acquistabile in fiera al prossimo Salone del libro di Torino, dove sarà presente “La caravella editrice”