ilTorinese

Cultura, commercio, turismo: il soccorso della Regione per superare la crisi

L’emergenza covid 19 sta mettendo a rischio interi comparti. Particolarmente in sofferenza saranno cultura, turismo e commercio. Teatri, sale cinematografiche, musei, bar e ristoranti a Torino e in Piemonte temono di non riuscire ad assorbire il duro colpo

“Martedì è stato approvato il Bilancio di previsione 2020-2021 che, vista la situazione di estrema emergenza, era un atto di vitale importanza. Arrivare all’approvazione del bilancio in tempi brevi era doveroso, nei confronti di tutti i cittadini piemontesi, che stanno affrontando l’emergenza attuale con grande senso di responsabilità -spiega l’Assessore regionale alla Cultura, Turismo, Commercio Vittoria Poggio – Il commercio è un’importante componente della nostra economia regionale che da troppo tempo sta attraversando un periodo di difficoltà, dovuto alla destrutturazione dei sistemi commerciali e distributivi tradizionali, aggravato in modo esponenziale dall’emergenza Covid-19, che sui questi settori ha una incidenza diretta e impattante. Conosco bene le dinamiche del comparto commerciale, le difficoltà che questo comparto stava attraversando anche prima che questa pandemia si abbattesse sul territorio, sul nostro Paese e per questo voglio sottolineare che sarà mia cura impegnarmi per sostenere, recuperare, ricostruire e rafforzare le attività commerciali piemontesi con particolare riferimento ai negozi di vicinato, che mai come in questo momento stanno mostrando tutto il loro valore, non solo economico, ma anche sociale. Per sostenere le imprese in questo momento in cui il cuore economico delle attività è stato forzatamente e fortemente rallentato e per aiutarle, quando il virus sarà vinto, a riprendere a correre, lavoreremo a misure che possano garantire un accesso al credito agevolato, lavoreremo affinchè si possa arrivare all’estensione della moratoria sui mutui per tutti i soggetti e ci impegneremo in una azione straordinaria di sburocratizzazione di tutte le procedure che vedono coinvolta la Regione Piemonte.

“Dopo l’approvazione del Bilancio di martedì, – continua l’assessore Poggio – possiamo dare il via a quella che abbiamo definito “Operazione commercio”: una grande e solida operazione regionale, che comprende misure destinate al settore per uno stanziamento complessivo di oltre 23 milioni di euro. Premetto che il Settore Commercio della Regione sta lavorando anche alla revisione completa delle leggi regionali che regolano il commercio, con l’obiettivo di arrivare all’adozione di un Testo Unico del commercio quanto prima, che dia una regolamentazione organica alla materia, rispondente alle mutate esigenze di un settore che negli ultimi 15 anni ha subìto un cambio di paradigma completo. Anche i capitoli di bilancio dedicati al turismo sono indirizzati a fronteggiare l’emergenza, ma puntano anche ad agevolare una ripresa rapida ed efficace, una volta cessata la fase emergenziale che stiamo attraversando: lo stanziamento per queste misure è di quasi 65 milioni di euro, di cui 17 derivanti dalle rimodulazioni FESR.”

“Il comparto turistico, ora è duramente e direttamente colpito – prosegue l’assessore -, ma negli ultimi 20 anni questo settore si è rivelato essere un asset strategico e imprescindibile per la nostra Regione, affermandosi e consolidandosi in Piemonte: lo dimostrano i trend sempre positivi, sia dei flussi sia dell’offerta turistica ricettiva e infrastrutturale. Merito degli importanti investimenti regionali per lo sviluppo e la qualificazione dell’offerta ricettiva e infrastrutturale, a partire da quelli realizzati per accogliere le Olimpiadi e, poi, per mantenerne e valorizzarne le ricadute positive successivamente, nonché delle azioni di promozione e di promo-commercializzazione realizzate in partnership con gli operatori. Il turismo è forse, più di altri, un comparto estremamente rapido nella sua evoluzione e nei suoi cambiamenti, soggetto ai trend socio-economici e culturali della società e quindi necessita di essere sostenuto nei suoi fabbisogni in materia di innovazione tecnologica e non, di sostenibilità e di integrazione. Alla luce di tutto questo, ad emergenza finita, come Regione, con l’aiuto di Enit, daremo il via ad una grande campagna di comunicazione per rilanciare e riaffermare il brand Piemonte su tutti i mercati nazionali ed internazionali.”

“Da sempre in Piemonte – conclude l’assessore Poggio – la cultura riveste un ruolo nevralgico. La cultura è, e dovrà essere sempre di più motore di spinta economico-sociale per il nostro territorio ed è per questo che ho fortemente voluto che a bilancio fossero stanziati quasi 132 milioni di euro per il prossimo triennio. Il comparto ora , come molti altri, sta vivendo un momento drammatico. Ma, ne sono certa, sarà uno dei settori trainanti e determinati per la ripresa. A tal proposito ho appoggiato la volontà della nostra Giunta di immettere immediatamente liquidità nel sistema culturale piemontese, provvedendo al saldo dei contributi 2018 e degli acconti sul 2019 per tutti gli enti culturali. Ora, con all’approvazione del bilancio procederemo , grazie ai quasi 30 milioni di euro resi disponibili, al pagamento dei saldi 2019 e all’acconto 2020 in modo da immettere altra liquidità nel sistema delle nostre imprese culturali. La priorità strategica che questa amministrazione intende perseguire è quella di inserire nell’azione regionale a sostegno della cultura elementi di innovazione, sostenibilità economica e competitività.”

Tamponi anche ai medici di famiglia e agli operatori del 118

Il presidente Cirio e l’assessore alla Sanità Icardi: «Fondamentale prenderci cura di chi, senza sosta, lo sta facendo per tutti noi»

Accanto al personale sanitario della Regione Piemonte, per il quale sono già in corso i test virologici sul coronavirus, anche i medici di famiglia convenzionati del territorio  e gli operatori del 118 saranno sottoposti al tampone per verificarne lo stato di salute.

La decisione è stata assunta dall’Unità di crisi della Regione Piemonte: «La forza e la dedizione del nostro personale sanitario e dei nostri medici è ciò che sta reggendo da settimane una situazione senza precedenti – sottolineano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Luigi Icardi -. Prenderci cura e sostenere chi da più di un mese senza sosta si sta prendendo cura degli altri è più che mai fondamentale. Ringraziamo il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Alessandro Stecco, per il prezioso lavoro di collegamento con tutti i rappresentanti di medici e operatori. Andiamo avanti per superare insieme questo grande momento di difficoltà».

Il protocollo per l’esecuzione dei tamponi è stato definito in accordo con le rappresentanze istituzionali e sindacali dei medici e degli infermieri e, oltre ad ampliare i test ai medici di famiglia convenzionati e agli operatori del 118, potenzia il meccanismo di controllo per garantire, alla luce della delicatezza del loro ruolo, la massima rapidità nei tempi di esecuzione e riscontro.

Il modello condiviso prevede per gli operatori sanitari e i tecnici della Regione Piemonte l’esecuzione del tampone su coloro che presentano sintomi riconducibili al Covid-19 o che abbiano avuto contatti stretti con soggetti positivi e, in parallelo, anche per tutti i medici di famiglia convenzionati che siano sintomatici. Analoghe disposizioni anche per gli operatori del 118.

De Ruggiero: “Tutto il mondo si è accorto del coronavirus tranne Ativa”

«Trovo scandaloso che in un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo siano ancora pienamente funzionanti le barriere autostradali e delle tangenziali italiane» ha detto il sindaco di Rivalta Nicola de Ruggiero.

«Mi riferisco in particolare alla tangenziale Torino-Pinerolo che continua a chiedere 1 € e 90 centesimi per ogni passaggio».

«Mi fa arrabbiare ancora di più – spiega de Ruggiero – perché stiamo togliendo quei soldi
dalle tasche di chi si deve muovere per necessità: medici, infermieri, operatori
sanitari, impiegati nelle case di riposo, trasportatori di medicine, apparecchiature sanitarie,
dispositivi di protezione individuale, generi alimentari».

La società ATIVA opera da oltre due anni in regime di proroga e, a detta del Ministero
delle Infrastrutture, si sta arricchendo indebitamente: «nonostante questo la barriera
continua, anche in questi giorni, ad alzarsi e abbassarsi».

«Ricevo continuamente atti di solidarietà concreta da parte di realtà imprenditoriali e
commerciali grandi e piccole: dalle mascherine al noleggio gratuito di un’auto alle pizze per
la Croce Bianca – conclude ancora il sindaco di Rivalta – solo da ATIVA ancora
niente!».

Buoni spesa, Fi: “Si aiutino piccolo commercio e famiglie”

La parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli e il capogruppo in Regione Piemonte Maurizio Marrone
“GOVERNO CONFUSO. APPENDINO FACCIA SENTIRE VOCE DI TORINO”

“Un governo confuso, che sta alzando le aspettative dei cittadini, riesce a cambiare continuamente le carte in tavolo persino sulla destinazione di quei pochi 400 milioni per il fabbisogno alimentare”. Dichiarano la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli e il capogruppo in Regione Piemonte Maurizio Marrone, che proseguono: “In queste ore infatti si stanno chiedendo pareti su di una nuova ripartizione dei fondi per i comuni, che prevederebbe la somma di circa 4,5 milioni di euro per Torino. Ripartita per il numero di abitanti torinesi significa, in media, un buono spesa di 5 euro. Una somma del tutto insufficiente a far fronte al fabbisogno della città e che scarica sui comuni la responsabilità di individuare i criteri di assegnazione. Appendino non si renda complice e mandi le sue osservazioni entro il primo pomeriggio, facendo sentire la  voce dalla città. Dica che è molto meglio dare liquidità immediata sui conti correnti degli italiani, anziché distribuire buoni spesa che, sia per la loro entità, sia per il numero ristretto di famiglie a cui andranno, si riveleranno pericolosamente un boomerang. In ogni caso va sostenuto il piccolo commercio e quelle famiglie che solo a causa del coronavirus non hanno avuto alcuna entrata in questo periodo”.

Falso volantino da segnalare alla polizia

 E’ un falso volantino, all’apparenza del Ministero dell’Interno, in tema di  Coronavirus 

Sconosciuti lo hanno diffuso in numerose città italiane,  sulle facciate dei palazzi e  negli androni. Il testo invita i residenti a lasciare le abitazioni in attesa che si concludano delle inesistenti operazioni di controllo da parte delle autorità. La questura di Torino avverte che potrebbe trattarsi della mossa di qualche malintenzionato per entrare nelle case per rubare, e invita la cittadinanza a segnalare la presenza del volantino alle forze dell’ordine.

Pratiche edilizie gratis in tutti i comuni

Regione Piemonte e CSI consentono a tutti i comuni piemontesi di attivare gratuitamente per tutto il 2020 “Mude Piemonte”, il Modello Unico Digitale per l’Edilizia

«La decisione – spiega l’Assessore ai servizi Digitali, Matteo Marnati – è sulla scia delle recenti disposizioni per contrastare il Coronavirus, e per incentivare la Pubblica Amministrazione a utilizzare soluzioni informatiche a fornire servizi on line a cittadini, professionisti e imprese, evitando così ogni spostamento non necessario. Stiamo usando tutti gli strumenti possibili per aiutare imprese e professionisti ad accorciare la filiera della burocrazia, in questo caso anche economico perché il servizio sarà gratuito».

“L’emergenza sanitaria come quella che stiamo affrontando – aggiunge l’Assessore all’Urbanistica, Fabio Carosso – necessita di un grande impegno da parte di tutti e la tecnologia può darci una grande mano in questo momento. Si tratta di uno strumento che soccorre professionisti in difficoltà ai quali la Regione e io personalmente siamo vicini”.

Mude è un servizio di semplificazione amministrativa che ha come obiettivo la dematerializzazione delle pratiche edilizie, consentendo la condivisione delle informazioni tra amministrazioni, cittadini, professionisti e imprese.

È un sistema unificato a livello regionale per presentare ai comuni, senza recarsi agli sportelli e in modalità web, le pratiche edilizie secondo la modulistica regionale, utilizzando le banche dati sviluppate dalla PA. Sono quindi consultabili in modo integrato per tutti i comuni piemontesi la Base Dati Territoriale di Riferimento, le mappe e le informazioni censuarie catastali e lo stradario regionale. È anche possibile l’integrazione con le principali soluzioni di back office per la gestione delle pratiche edilizie in uso presso i comuni.

Per accedere al servizio è necessario collegarsi al portale www.mude.piemonte.it che offre servizi informativi, scambio di opinioni e assistenza. I professionisti attraverso una scrivania virtuale, denominata “scrivania del professionista”, possono organizzare e predisporre i materiali necessari all’inoltro delle istanze, controllarne i cambi di stato, leggere le comunicazioni provenienti dal Comune o cercare nello storico dei lavori registrati. I funzionari delle pubbliche amministrazioni invece attraverso la “scrivania della PA” possono ricevere le istanze, comunicare con il professionista o alimentare il fascicolo “digitale”.

Gli enti interessati all’attivazione del servizio possono scrivere alla casella di posta assistenza.mudepiemonte@csi.it, indicando nell’oggetto dell’e-mail “richiesta attivazione Mude”. Ulteriori informazioni in merito al servizio sono disponibili su www.mude.piemonte.it.

Pietro Pacini, Direttore Generale del CSI osserva: «Ci tengo a ribadire che oggi siamo a fianco dei nostri soci nel fornire ai cittadini risposte rapide e soluzioni semplici e veloci, proteggendo i dati pubblici e garantendo il buon funzionamento dei servizi che eroghiamo anche in una situazione di crisi come questa. La Regione e tutti gli altri nostri soci possono contare su di noi: il nostro impegno è massimo nell’affrontare al meglio delle nostre possibilità una situazione senza precedenti”.

Arahmaiani: Politics of disaster

Prossimamente al Pav di Torino / Il corpo come proprietà dell’artista. Un corpo di donna che indossa il costume tradizionale. “My property” si legge sull’epidermide, tra il collo e il petto, come la pagina di un diario in cui qualsiasi altra donna si può ritrovare

Arahmaiani (Bandung 1961, vive a Yogyakarta) ha usato altre volte (ad esempio in His-Story) la scrittura per tradurre il pensiero in azione, come prima di lei altre artiste femministe, tra cui la turca Nil Yalter in The Headless Woman or the Belly Dance (1974).

Non si tratta solo di mettere in discussione il ruolo della donna all’interno di una tradizione patriarcale, la critica esce dalle categorie di genere per intercettare altri scenari: cultura, religione, spiritualità, capitalismo, politica, società globalizzata e, dagli anni ’90, ecologia. È per questo che il curatore Marco Scotini, che aveva conosciuto Arahmaiani nel 2018 alla Biennale di Yinchuan, ha invitato l’artista indonesiana, nota a livello internazionale per il suo radicalismo, la coerenza nonché la personalità da “bad girl” – ha partecipato alla 50. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia e nel 2007 alla collettiva Global Feminism al Brooklyn Museum di New York – a presentare i suoi lavori più emblematici nella mostra personale Politics of Disaster. Gender, Environment, Religion al PAV -Parco Arte Vivente di Torino. Le questioni ambientali diventano di estrema urgenza per Arahmaiani, che si dedica con un’autentica immersione che si protrae nel tempo a lavori partecipativi e comunitari – da The Flag Project a The Tibet Project – incentrati su emergenze come il terremoto, il riciclaggio dei rifiuti, la gestione dell’acqua, la messa a dimora di piante arboree e il recupero di forme di agricoltura biologica – con il coinvolgimento di comunità emarginate come l’ordine di Gelugpa (la scuola più recente di buddismo tibetano) con cui è entrata in contatto nel 2010. È in quel contesto che lei, da sempre sostenitrice dell’inseparabilità di arte/vita, scopre un concetto che è diventato il tòpos del suo pensiero: l’equilibrio tra energia femminile e maschile. Già in un’opera come Etalase (Display Case) del 1994 – per l’artista causa delle minacce di fondamentalisti islamici e di un periodo di esilio, malgrado lei stessa provenga da una famiglia per metà musulmana (il suo cognome è Feisal) e per l’altra induista-buddista – era espressa la volontà di far convivere pacificamente le contraddizioni della società contemporanea rappresentate da oggetti come la bottiglia di coca-cola, i preservativi e, in una sorta di koiné religiosa, la statua di Budda e il Corano. Ma l’ignoranza, alleata fedelissima di qualsiasi dittatura, ha fatto urlare allo scandalo e alla blasfemia.

 

Manuela De Leonardis sulla mostra Arahmaiani. Politics of Disaster. Gender, Environment, Religion, di prossima apertura al PAV – Parco Arte Vivente di Torino

Crediti immagini: Arahmaiani | The Tibet Project (2010 – in corso) | Progetto partecipativo community-based | Courtesy l’artista

Scossa di terremoto nel Torinese

Questa mattina una scossa di terremoto è stata avvertita nella  provincia di Torino poco dopo le 9

Le prime informazioni indicherebbero come intensità la magnitudo di  3,4 con epicentro nei pressi di  Coazze, a una ventina di chilometri di profondità.

La scossa si è sentita a Torino e in molti comuni dell’area metropolitana. Numerosi i commenti sui social da parte di persone preoccupate anche dal fatto di dover restare nelle proprie abitazioni a causa delle limitazioni dell’emergenza sanitaria.

L’epicentro in provincia di Torino. Non ci sono danni al momento

“Una scossa di terremoto di magnitudo ML 3.4 è avvenuto nella zona a 6 km da Coazze (TO), ad una profondità di di 20 Km, alle 9.11 di questa mattina. Al momento non ci sono segnalazioni di danni”, afferma l’assessore alla Protezione Civile della Regione Piemonte Marco Gabusi.

“La Protezione civile regionale – prosegue l’assessore Gabusi – ha avviato una verifica sul territorio nei paesi interessati dall’evento: Coazze, Giaveno, Valgioie, Cumiana, Cantalupa, Pinasca, Inverso Pinasca, Perosa Argentina, Roletto, Frossasco, Villar Perosa, Pomaretto, San Pietro Val Lemina, che al momento non segnalano danni. In Corso Marche continua l’attività di monitoraggio del territorio per intervenire in caso di necessità”.

 

(Nelle foto: i carabinieri verificano eventuali danni nel centro abitato di Coazze)

Declina le generalità dell’amico per evitare la sanzione

Sono le 22.30  e la Volante, in transito su corso Principe Oddone, nota all’intersezione con corso Ciriè un’autovettura con tre soggetti a bordo

I poliziotti controllano l’auto e i suoi passeggeri. Alla richiesta di esibire i documenti per la circolazione, il guidatore asserisce di aver dimenticato la patente a casa. Nel controllare il veicolo, gli agenti fanno notare al conducente una patente di guida riposta nella tasca porta oggetti del lato passeggero.

L’uomo recupera il documento, rivendicandone la proprietà. La patente, intestata ad un cittadino italiano classe 1991, risulta particolarmente usurata, il che non permette una verifica visiva tra la foto ed il guidatore. Nel corso di ulteriori accertamenti, la pattuglia rinviene però nel portafoglio del soggetto una carta d’identità che riporta tutt’altre generalità: un diverso nome e cognome ed un anno di nascita precedente di 5 anni. Il trentaquattrenne a questo punto ammette di aver fornito le generalità di un suo amico per sottrarsi alle conseguenti sanzioni, in quanto la patente gli era stata revocata nel febbraio del 2013. Inoltre, durante il controllo del veicolo, i poliziotti rinvengono numerosi involucri vuoti di cellophane colorato, solitamente utilizzato per confezionare sostanza stupefacente, siringhe e pipette per fumare crack.L’intero gruppo, che annovera precedenti di Polizia, è stato denunciato per violazione dell’articolo 650 mentre il conducente arrestato per false attestazioni a Pubblico Ufficiale

Il Piemonte ha raddoppiato i posti di terapia intensiva

Il presidente della Regione Cirio e l’assessore alla Sanità Icardi: «Aumentati del 94% rispetto alla media nazionale del 64%»

Dall’inizio dell’emergenza coronavirus, in appena tre settimane la Regione Piemonte ha incrementato del 94 per cento i posti di rianimazione intensiva, passando dagli originari 287 agli attuali 554. La media di incremento, a livello nazionale è del 64 per cento.

Lo hanno reso noto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, al termine della Conferenza delle Regioni che ieri ha fatto il punto sull’emergenza coronavirus.

«Siamo tra le prime Regioni d’Italia per risultato nell’incremento dei posti di terapia intensiva – commentano il presidente Cirio e l’assessore Icardi -. All’inizio dell’emergenza avevamo una disponibilità tra le più basse a livello nazionale, ma il sistema sanitario piemontese ha compiuto uno sforzo senza precedenti. Stiamo parlando infatti della battaglia più importante e che ci vede in prima linea tutti i giorni».