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Campionato Nazionale a Squadre “Coppa Caduti di Brema”

Si è svolto domenica 20 dicembre al Palazzo del Nuoto di Torino
In questa manifestazione ogni atleta non gareggia per vincere una medaglia, ma per raccogliere il maggior numero di punti in base al tempo nuotato, per la propria società, ed è l’appuntamento conclusivo del calendario agonistico in vasca corta. Ha coinvolto come sempre un gran numero di società di Piemonte e Valle d’Aosta.
Erano 15 in campo femminile e 12 in ambito maschile, suddivise in due serie in base alla classifica generale della fase regionale della Coppa Brema della passata stagione.
Queste le società partecipanti: Aosta Nuoto (solo settore F), Libertas Nuoto Chivasso, Libertas Nuoto Novara, E.S.L. Nuoto Torino, Aquatica Torino, Nuotatori Canavesani (solo settore F), Sisport, Team Dimensione Nuoto (solo settore F), Centro Nuoto Torino, Rari Nantes Torino, Safa 2000, Centro Nuoto Nichelino, VO2 Nuoto Torino, VV.F. G.Salza, Uisp Pinerolo Nuoto.
Primo turno
La prima parte di gare si è aperta con i 200 misti femminile: miglior tempo il 2’13.82 di Francesca Fresia (Aquatica Torino). Il più veloce nei 400 stile libero, invece, è stato Luca Bruno con il tempo di 3’55.42 (V02 Nuoto Torino). Le gare sono proseguite con i 200 stile libero femminile che hanno visto Giulia Vetrano (Centro Nuoto Nichelino) chiudere con il miglior tempo di 1’59.82, prima di trionfare anche negli 800 stile libero con 8’40.73. Nei 100 farfalla e nei 100 stile libero ha brillato Alessandro Miressi (Centro Nuoto Torino/ GS Fiamme Oro), fresco vincitore della gara regina ai Campionati Assoluti di Riccione, rispettivamente con 51.35 e 46.44, migliorando i tempi nuotati lo scorso anno nelle due distanze (52.35 e 47.08).
Si sono decisi in volata i 100 metri rana femminile, che hanno visto trionfare Roberta Calò (Centro Nuoto Torino) con 1’09.98, e i 100 dorso femminile dove ha ottenuto il miglior tempo un’altra atleta della medesima società, Giulia Borra con 1’01.91. Nei 200 rana, invece, si aggiudica la prima serie con il tempo di 2’09.68 Emiliano Tomasi (Rari Nantes Torino). Simone Ponzio (Centro Nuoto Torino), con 1’57.33, conquista il primo posto nei 200 dorso.
Nei 200 farfalla femminile la più veloce è stata Aurora Petronio con 2’10.92 (Rari Nantes Torino/ Fiamme Gialle).
Tiratissima la gara dei 50 stile libero femminile, che vede vincitrice Emma Virginia Menicucci (Sisport) con il tempo di 25.97, migliorando l’ultimo risultato ottenuto agli Assoluti di Riccione. Prima delle staffette in programma, Gabriele Mancini (Centro Nuoto Torino) ha avuto ragione nei 400 misti con il record personale di 4’15.64.
Secondo turno
La seconda metà di gare si è aperta con i 200 misti, vinti da Gabriele Mancini (Centro Nuoto Torino) con 1’59.07. Nei 400 stile libero femminile si conferma in grande giornata Giulia Vetrano (Centro Nuoto Nichelino), che chiude con 4’15.18. Proseguendo con i 200 metri stile libero, Simone Re (Aquatica Torino) si è imposto con il tempo di 1’50.17. Dopo il miglior tempo nei 200 farfalla femminile, Aurora Petronio (Rari Nantes Torino/ Fiamme Gialle) si conferma anche nei 100 farfalla con 59.68. Doppietta anche per Gabriele Mancini (Centro Nuoto Torino) che in volata trionfa nei 100 rana con il tempo di 59.46. Le gare sono proseguite coi 200 rana femmnile vinti da Aurora Venturi (Rari Nantes Torino) con 2’32.20.
Si dimezza la distanza, ma il risutato non cambia: nei 100 dorso si conferma Simone Ponzio (Centro Nuoto Torino) con 53.40. Sara Pusceddu (Aquatica Torino), invece, ha avuto ragione nei 200 dorso femminili, terminando la gara con 2’11.49. Tre primi posti per Luca Bruno (V02 Nuoto Torino), che dopo i 400 stile, vince anche i 200 farfalla con 1’59.39 e i 1500 stile libero con 15’31.31.
Super volata nei 100 stile libero femminile con Carola Valle (Centro Nuoto Torino) che per soli sedici centesimi ha la meglio sulla seconda classificata, chiudendo la gara coon 55.68. Terzo successo per Alessandro Miressi (Centro Nuoto Torino/ GS Fiamme Oro), che vince nei 50 stile libero con 21.25.
Proseguendo con i 400 metri misti femminili, Ginevra Molino (Rari Nantes Torino) ha chiuso in testa con 4’44.05.
Due al pomeriggio, due alla sera, le staffette hanno concluso entrambi i turni di gara. Le due del pomeriggio sono andate al Centro Nuoto Torino: la 4×100 misti maschile (Ponzio, Bergoglio, Antonellie e Miressi con 3’34.54) e la 4×100 stile libero femminile (Buongiorno, Borra, Calò e Valle, con 3’45.54).
In quelle della sera, nella 4×100 misti femminili si impone la Rari Nantes Torino (Lasorsa, Venturi, Petronio e Carofalo, con 4’08.89). L’ultima gara della giornata, i 4×100 stile libero, sono andati ancora una volta al Centro Nuoto Torino (Fernandez de Losada, Bergoglio, Mancini e Miressi, con 3’17.67).
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Foto LC ZONE Fotografia & Comunicazione

Vaccine Day di domenica 27 dicembre, ecco le prime strutture in Piemonte

“Anche il Piemonte prenderà parte, domenica 27 dicembre, al Vaccine Day e somministrerà le prime 910 dosi di vaccino Anticovid in sette strutture ospedaliere e tre Case di riposo”. Lo hanno annunciato  in Quarta Commissione, presieduta da Alessandro Stecco, l’assessore alla Sanità Luigi Icardi e il coordinatore per la gestione dell’area giuridico-amministrativa dell’Unità di crisi Antonio Rinaudo.

“Le strutture ospedaliere coinvolte – hanno aggiunto – saranno l’Amedeo di Savoia, il San Giovanni Bosco, il Mauriziano e la Città della Salute a Torino, l’Arrigo ad Alessandria, il Maggiore della Carità a Novara e il Santa Croce e Carle a Cuneo. Le Case di riposo, invece, quella della Città di Asti, la De Pagave di Novara e quella di Rodello a Cuneo. Sono già stati costituiti i team di chi vaccinerà e raccolti i dati di chi si sottoporrà alla vaccinazione, che verranno poi registrati sulla piattaforma nazionale”.

Dopo le festività natalizie, invece, avrà inizio la prima fase della vaccinazione, “che riguarderà il personale sanitario di tutti i presidi ospedalieri e tutto il personale sanitario, amministrativo e di servizio che vi opera, inclusi i volontari delle Croci e il personale delle Case di cura private per ottenere un sistema di Ospedali quanto più possibile Covid free”.

L’assessore Icardi, con la direttrice del Servizio di riferimento regionale di epidemiologia (Seremi) Chiara Pasqualini e il direttore della Sanità Fabio Aimar, ha poi ribadito che il comportamento del Piemonte nella gestione e nella trasmissione dei dati al Ministero della Salute, da inizio pandemia a oggi, è stato “di assoluta correttezza”, illustrando alla Commissione i documenti dell’Istituto superiore di Sanità che lo certificano. L’argomento – è stato annunciato – verrà ulteriormente approfondito nella seduta di domani del Consiglio regionale attraverso la risposta a interrogazioni e interpellanze presentate dalle minoranze sul tema.

L’assessore alla Ricerca applicata per la gestione del Covid 19 Matteo Marnati, con il consulente strategico Pietro Presti, ha annunciato che “da oggi parte la riapertura della platea cui verrà effettuato il tampone, che coinvolgerà i contatti stretti, anche asintomatici, di chi è positivo”. Ed è possibile, inoltre, “fino al 6 gennaio, la prenotazione del tampone, tramite il medico di base, da parte degli over 65 con alcune patologie, non a scopo epidemiologico ma di prevenzione sanitaria e psicologica”.

Sono intervrenuti, per richiesta di approfondimento sulle tre informative, i consiglieri Mario Giaccone (Monviso), Domenico RossiMauro SalizzoniDaniele Valle (Pd), Francesca Frediani (M5s) e Marco Grimaldi (Luv).

Disponibilità di spesa per acquistare la casa: a Torino non più di 120 mila euro

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato la disponibilità di spesa per l’acquisto della casa a Luglio 2020.

La maggiore concentrazione della disponibilità di spesa si rileva ancora nella fascia più bassa, fino a 119 mila € (26,0%). Segue con il 23,2% la fascia tra 120 e 169 mila € e con il 22,1% il range compreso tra 170 a 249 mila €.

Si registra un aumento della percentuale di chi desidera spendere più di 250 mila €.

Rispetto alla media delle grandi città si discostano:

Roma e Milano dove la maggioranza delle richieste riguarda immobili dal valore compreso tra 250 e 349 mila €: 24,4% per Roma e 25,2% per Milano. A Milano la percentuale di chi vuole spendere oltre i 250 mila € è del 56,7%.

Firenze e Bari con una maggiore concentrazione nella fascia compresa tra 170 e 249 mila € rispettivamente con 35,4% e 29,2%

Bologna e Verona dove incide maggiormente la fascia di spesa compresa tra 120 e 169 mila €, rispettivamente con il 29,3% e 30,9%.

Nelle altre grandi città, Genova, Napoli, Palermo e Torino la disponibilità di spesa resta concentrata nella fascia di spesa inferiore a 120 mila €.

Prima della pausa natalizia la 14esima giornata di campionato

Martedì 22 dicembre ore 20.45
Juventus-Fiorentina

Mercoledì 23 dicembre ore 20.45
Napoli-Torino

Neanche il tempo di gioire in casa Juve e di riflettere in casa Toro ,sull’appena trascorsa giornata di campionato che subito si presenta il 14esimo turno prima della breve sosta natalizia.

Qui Juve: squadra lanciatissima sia in campionato che in Champions League.Finalmente i bianconeri stanno assimilando appieno i dettami di gioco del tecnico Pirlo:giropalla continuo,attenta ed assidua  occupazione degli spazi e mutuo soccorso completo tra difesa,centrocampo ed attacco.Trascinatori e quasi allenatori in campo il portiere 42enne Buffon ed il 35enne attaccante Ronaldo,veri fuoriclasse ed esempio in campo e fuori per tutto il resto della squadra.Da segnalare il centrocampista Ramsey che,quando sta bene,è un vero trascinatore sul terreno di gioco,abbinando qualità e quantità.
Alla Juve serve solo continuità per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Qui Toro: in casa granata si spera sempre nella scintilla che prima o poi dovrà scoccare per permettere alla squadra di togliersi dal fango della zona retrocessione per andare verso un tranquillo centroclassifica: vero obiettivo granata da sempre nella storia del glorioso Toro…a parte il decennio dominato dal grande Torino ed i favolosi
Anni ’70 con la vittoria del settimo ed ultimo,al momento, scudetto nel 1976.
A Napoli contro i locali il Toro dovrà far punti,contro gli azzurri privi di 4 grandi giocatori come gli attaccanti Osimhen,Mertens,Lozano e del roccioso difensore Koulibaly.Tra i granata mancheranno ancora Baselli,Millico e Murru.Tutti disponibili gli altri.Dopo questa gara partirà un calciomercato importante per il Toro:andranno via almeno 8 giocatori scontenti per far spazio a 4 acquisti di qualità funzionali al gioco del tecnico Giampaolo.

Vincenzo Grassano

A loro insaputa erano titolari di quattro bar

A seguito di un esposto presentato da alcuni cittadini, con il quale veniva segnalata la presenza di numerosi di avventori all’interno di un esercizio commerciale sito in via Romagnano durante il periodo di “zona rossa”,  gli agenti del  Comando Sezione 4, San Donato – Campidoglio – Parella, hanno effettuato un sopralluogo per verificare la veridicità di quanto indicato.

 

Durante l’ispezione, oltre alla presenza di slot machine non autorizzate, i ‘civich’ hanno riscontrato la presenza di una banconista minorenne priva di  regolare contratto di lavoro e di qualsiasi altro atto che ne giustificasse la presenza all’interno del locale.

 

Alcune irregolarità riscontrate sulla persona indicata in ‘SCIA’, come preposta alla somministrazione, hanno fatto scattare un’attività di indagine sui titolari del bar, due egiziani intestatari di altrettante società per la somministrazione di alimenti e bevande.

 

Dalle verifiche effettuate, si è appurato che i due uomini avrebbero fittiziamente dato in gestione ad altre persone alcuni bar della zona compresa tra San Donato/Parella e Madonna di Campagna, ma in realtà continuavano a gestirli percependo affitti in contanti, senza peraltro redigere alcuna documentazione o fatturazione dell’avvenuto incasso. Dalle indagini svolte sulle due Società, a seguito della raccolta di sommarie informazioni delle persone coinvolte, è emerso che nei documenti inviati agli uffici preposti per l’autorizzazione di inizio attività sarebbero stati indicati nominativi di persone che, in alcuni casi, erano all’oscuro di tutto, mentre altri, in cambio di denaro, prestavano il loro nome per la compilazione dei documenti, ma di fatto non svolgevano il ruolo in essi indicato.

 

Nello specifico, oltre al bar dal quale è partita l’indagine, si tratta di altri tre esercizi commerciali ubicati in via Sobrero, via Giachino e via Borsi.

 

I titolari delle due società sono stati denunciati ai sensi dell’art. 483 e 110 del Codice Penale, per ‘Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico’ e, contestualmente, sono state inviate le segnalazioni all’Ispettorato del Lavoro, al nucleo Grandi Evasori della Guardia di Finanza e agli uffici Comunali, per i provvedimenti di competenza.

 

Inoltre, sono stati contestati verbali amministrativi per violazione dell’ art. 5 comma 3 e 21 L.R.38/06, ‘non aggiornamento dei requisiti’, art. 5 comma 1 L.R.9/16 ‘collocazione di videogiochi ove proibito’, art. 6 D.lvo 193 del 6/11/07 ‘mancanza HACCP’, art. 2 comma 4 e 18 regolamento COSAP ‘omessa voltura’,  art. 2 comma 1 D.lvo 33/20 e art 4 comma 1 DPCM 3/20  ‘mancata indicazione presenza utenti all’interno’.

 

Nessuna anomalia nel conteggio dei tamponi. Lo certifica l’Iss

Nessuna anomalia nella trasmissione dei dati Covid

E neanche nella definizione degli scenari che hanno segnato il passaggio del Piemonte in zona arancione e successivamente in zona gialla.

A mettere la parola fine alle polemiche sulla modalità di conteggio dei tamponi è l’Istituto Superiore di Sanità.

Un calendario non basta a minare le istituzioni

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni  G a d  L e r n e r  di cui nessuno si occupa più, cerca di risalire la china con una polemica contro il calendario di Mussolini edito da decine d’anni

 Era in vendita in tutte le edicole italiane e poi l’Anpi ha invitato a non venderlo in nome ovviamente della libertà… Io acquistai il calendario nel 1960 e un’altra testa quadra come mio zio molto simile a L e r n e r , mi riprese duramente per l’incauto acquisto Mio padre che era stato un vero liberale senza fanatismi, invito’ mio zio a tacere perché sentiva puzza di regime in casa. Mio padre leggeva Pannunzio e Guareschi,  ma non tollerava i comunisti intolleranti. Leggeva Croce, ma non Lenin.  Secondo lui i rossi e i neri andavano combattuti e basta. Pur laico, amava i preti perché nel 1948 arginarono il pci. Io sfogliai il calendario proibito senza provare ne’attrattattiva ne’ scandalo. Vidi per la prima volta il duce e sembrava illogico che non mi fosse stato mai consentito di vederlo, anche se tanti anni dopo scoprii in casa una vecchia fotografia di Mussolini dedicata ai medici d’Italia che non era lì per caso. Non indagai, ma ebbi dei dubbi sull’ dei calendari. Il discorso si chiuse li’. Dieci anni dopo, se lo avessi saputo,  sarei andato a comprarmi il calendario di Alessandra Mussolini seminuda, ma forse questa era una notizia falsa per squalificare chi costrinse al ballottaggio Bassolino a Napoli,  senza esibire seni e coscie.  Che in questo maledetto 2020 ci sia ancora un vecchio L e r n e r  che nessuno legge più, che urla contro il calendario, fa ridere . L’unica cosa comica di quest’anno. E incolpa anche un pessimo libro di Bruno Vespa sul duce scritto molto male, di aver ricreato il clima favorevole al calendario.  Caro L e r n e r,  a far rivalutare Mussolini , malgrado la guerra fascista con milioni di morti, sono troppi antifascisti di cartapesta che accettano e sostengono Conte e di Maio. Non è il calendario che mina le istituzioni democratiche , ma il disastro a cui ci hanno portato, con l’aiuto di una pandemia non affrontata con serietà e ancora oggi in pieno, drammatico sviluppo da chi ci governa. Un po’ ha dato una mano Scurati con il libro M. che, nelle sue esagerazioni faziose e non storiche, fa pensare ad una sorta di Achille Starace dell’antifascismo di questo primo ventennio del nuovo secolo. Ventennio, parola terribile e impronunciabile , se pensiamo che nel 1922 ci fu la Marcia su Roma.

Un anno di Consiglio regionale: 30 leggi approvate e prima seduta online

Pandemia, sedute in videoconferenza, lavoro agile per i dipendenti, un’organizzazione reinventata in pochi giorni, che ha garantito il proseguimento dell’attività: il 2020 del Consiglio regionale ha segnato una vera rivoluzione nell’impegno dell’Assemblea legislativa regionale, che non ha ridotto la produttività dell’Istituzione. In tutto sono state approvate 30 leggi, di cui 16 in Aula e 14 in Commissione legislativa. Ci sono state 41 deliberazioni del Consiglio e 29 di nomine, sono stati presentati circa 6.393 emendamenti, dei quali soltanto 45 cartacei e 6348 online.

Senza dimenticare i 24 progetti di legge dei consiglieri, che si aggiungono ai 24 Disegni di legge della Giunta, 161 tra interpellanze e interrogazioni, 205 interrogazioni a risposta immediata e i 280 atti di indirizzo.

Il Consiglio, a partire da marzo, è stata la prima Pa italiana a riorganizzare le attività quasi completamente da remoto, per garantire la continuità legislativa e amministrativa. Il 24 marzo 2020 si è svolto il primo Consiglio regionale virtuale: si è trattato della prima esperienza a livello nazionale.

“Devo ricordare in questo senso l’impegno di tutto il personale, la capacità di adattarsi immediatamente a una situazione nuova – sottolinea il presidente dell’Assemblea Stefano Allasia – ma anche il forte senso istituzionale di maggioranza e opposizione, che nei momenti di maggiore difficoltà per il nostro territorio hanno saputo trovare sintesi politiche che hanno permesso di arrivare al voto di molti provvedimenti fondamentali e spesso indifferibili”.

Anche perché il 2020 è stato segnato dalla pandemia, dalle difficoltà sanitarie ed economiche, ma pure dall’alluvione che ha devastato tante zone del Piemonte. “Con le sedute a distanza, i lavori avrebbero potuto bloccarsi spesso, le divergenze tra gli schieramenti trasformarsi in muro contro muro e ostruzionismo a oltranza. Basti pensare all’esplosione degli emendamenti grazie all’online. Si tratta di una modalità di lavoro con la quale un’assemblea potrebbe paralizzarsi e in questo senso è decisamente preferibile la normale seduta in presenza. Invece da entrambe le parti quasi sempre è prevalso il buon senso, gli uffici hanno moltiplicato gli sforzi, a cominciare dalla parte informatica, per finire con tutti i settori coinvolti. Per questo possiamo dire che si è trattato di un buon risultato, anche se ci auguriamo si torni presto alla normalità”, spiega Allasia.

Si rileva un tasso di partecipazione dei consiglieri alle sedute decisamente elevato: 18 consiglieri hanno partecipato alla totalità delle riunioni ed altri 19 hanno registrato la presenza a più del 90% delle sedute.

L’Assemblea è arrivata pronta a questo ‘shock organizzativo’, forte di un processo di digitalizzazione e dematerializzazione che è in atto da anni. Per esempio, sono stati gestiti digitalmente gli oltre 5.700 emendamenti collegati a un solo provvedimento, il Ddl omnibus. In totale il Consiglio regionale si è riunito 57 volte (25 in presenza, 32 in videoconferenza, per 265 ore di attività). Tutti i consiglieri regionali e i dipendenti, compresi i collaboratori dei gruppi, per un totale di oltre 400 persone, sono stati messi in condizioni di svolgere attività da remoto. Le sedute di Commissione sono state 317 (178 in presenza, 139 in videoconferenza) 43 delle quali dedicate alle consultazioni.

I Sistemi informativi hanno riorganizzato i servizi di assistenza agli utenti per supportare il cambiamento: il numero delle richieste di assistenza è salito del 400% da marzo 2020, con picchi di oltre 600 richieste a settimana gestite durante il primo lockdown.

Il sito www.cr.piemonte.it ha avuto 1 milione di visitatori e il Consiglio del Piemonte è l’Assemblea regionale più seguita in Italia a livello di social: 82.600 fan su Facebook, 21.100 follower su Twitter e 11.700 su Instagram.

Nel corso del 2020 è stata istituita anche la Commissione permanente Autonomia ed Enti Locali, così come il Gruppo di lavoro sull’emergenza Covid (all’interno della quarta Commissione).

Eventi e comunicazione

Le restrizioni da Covid sono state l’occasione per trasformare anche tutte le procedure legate all’organizzazione degli eventi, delle mostre e del rapporto con i cittadini.

Il Consiglio ha organizzato una ventina di eventi, nell’anno che sta per terminare: quello del cinquantesimo anniversario della Regione Piemonte.

Molti hanno infatti riguardato la conoscenza della storia del Piemonte, dei suoi protagonisti più illustri e delle tradizioni locali. Fra i principali, quello “virtuale” che ha celebrato con foto d’epoca, video e documenti la storica prima seduta del Consiglio regionale, avvenuta il 13 luglio 1970, ma anche le attività organizzate per la valorizzazione del drapò, la bandiera del Piemonte, la cui immagine luminosa è stata proiettata l’estate scorsa sulla Sacra di San Michele, monumento simbolo della nostra terra. Grande successo hanno poi riscosso le maratone on line regionali per le raccolte fondi a sostegno della cittadinanza, cui il Consiglio ha partecipato nel corso del primo lockdown. Hanno coinvolto decine di migliaia di cittadini, con la partecipazione di volti noti dello spettacolo e della musica.

I patrocini conferiti per attività meritevoli sul territorio regionale sono stati 305, sia gratuiti, sia onerosi. Ventuno le adesioni partecipate.

Sono stati poi istituiti gli Stati generali della prevenzione e del benessere: il Consiglio regionale vuole infatti rafforzare il suo impegno a favore della salvaguardia della salute di tutti. Le campagne sociali del 2020 sono state Lotta all’usura, Sicurezza stradale, Prevenzione e salute, Lotta alla violenza sulle donne, Prevenzione Covid.

Amministrazione

Si è proseguito con la riduzione della spesa corrente. Il personale è passato da 353 di cinque anni fa agli attuali 275 garantendo gli standard di lavoro, nonostante l’incremento di attività e competenze richieste dalle norme.

La spesa del personale dal 2015 al 2019 è stata ridotta di 1,4 milioni. La rideterminazione degli assegni vitalizi con il metodo di calcolo contributivo ha consentito un risparmio di quasi 700mila euro sul 2020. La spesa per investimenti è passata da 2 milioni nel 2015 a 9 nel 2020 senza tenere conto delle risorse dell’avanzo 2019.

Questi risparmi hanno consentito e consentiranno interventi di ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche obsolete e manutenzione straordinaria di edifici e impianti di proprietà regionale, senza incrementare il fabbisogno finanziario sul bilancio regionale e sui cittadini piemontesi.

Il Consiglio regionale del Piemonte, nel 2020, ha ottenuto nuovamente la certificazione di Qualità ai sensi della norma UNI EN ISO 9001:2015, a seguito della visita di mantenimento da parte dell’ente certificatore Bureau Veritas.

gmonaco

Bollettino Covid: in calo i contagi, 718. Ma aumentano i ricoveri

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17:30

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 718 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 107 dopo test antigenico), pari al 6,9 % dei 10.362 tamponi eseguiti, di cui 4.524 test antigenici. Dei 718 nuovi casi, gli asintomatici sono 305 , pari al 42,5 %.

I casi sono così ripartiti: 215 screening, 321 contatti di caso, 182 con indagine in corso; per ambito: 35 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 51 scolastico, 632 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 193.091, così suddivisi su base provinciale: 17.141 Alessandria, 9.497 Asti, 6.669 Biella, 26.739 Cuneo, 15.027 Novara, 101.622 Torino, 7.294 Vercelli, 6.457 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1036 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1609 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 230 (+ 9 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 3409 (+20 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 37.441

I tamponi diagnostici finora processati sono 1. 877.409 (+10.362 rispetto a ieri), di cui 892.940 risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 7.571

Sono 43 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 5 verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 7.571 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.158 Alessandria, 464 Asti, 325 Biella, 836 Cuneo, 632 Novara, 3.486 Torino, 358 Vercelli, 242 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 70 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

144.440 PAZIENTI GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 144.440(+702 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 12.394 Alessandria, 7.278 Asti, 4.406 Biella, 19.505 Cuneo, 12.099 Novara, 77.052 Torino, 5.138 Vercelli, 5.216 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 659 extraregione e 693 in fase di definizione.

Addio al dottor Castagneto, dedico’ la vita alla ricerca sul cancro

 

Se n’è andato a 70 anni, in punta di piedi, Bruno Castagneto.

 

Lo ha portato via il Covid-19, davvero un destino paradossale per un medico che ha combattuto per tutta la vita contro il cancro, in corsia e in studio. Era accaduto anche a Pier Giacomo Betta, già direttore della Struttura di Anatomia Patologica dell’Ospedale di Alessandria e presidente della sezione provinciale della Lega italiana per la lotta contro i tumori , portato via anch’egli da un un brutto male. Conoscevo il dottor Castagneto da vent’anni circa, quando una sera venne al Consiglio di circoscrizione del Valentino- Sant’Anna, presieduto da Vincenzo Lumello, dove avevamo costituito una Commissione Amianto, da cui sarebbe derivato il mio impegno negli anni successivi, sino al 2013-2014 in Lilt. Allora Bruno, orgogliosamente genovese di origine, ma a Casale dall’inizio degli anni Ottanta, era medico presso la Struttura operativa complessa di Oncologia del Santo Spirito diretta da Mario Botta. Con lui decidemmo di dare vita, sentito il dottor Betta, alla delegazione di Casale Monferrato della Lilt, Bruno referente medico-scientifico ed io coordinatore e consigliere provinciale dell’associazione. L’obiettivo era di sensibilizzare la ricerca, in particolare quella clinica, per contrastare il mesotelioma pleurico, per Casale vera e propria moderna peste. Il dottor Castagneto, infatti, è stato, come ha giustamente ricordato Mario Botta in queste ore che hanno seguito la sua prematura scomparsa, un punto di riferimento nel gruppo degli oncologi casalesi con numerosi protocolli di ricerca su farmaci diventati poi fondamento delle terapie. E tra Bruno e me è nata un’amicizia fatta di tantissimi colloqui, di lunghe telefonate soprattutto serali, per discutere le iniziative da mettere in atto per sensibilizzare all’interno ed all’esterno le persone sull’importanza dell’informazione, della prevenzione, della diagnosi precoce. L’opera meritoria di Afeva, delle Organizzazioni Sindacali, con i processi di Torino contro Schmidheiny ha messo in luce a tutti che l’amianto è un killer silenzioso, ma ancora nei primi anni Duemila non era così, c’era chi negava (brutto e schifoso vizio in negazionismo nel nostro Paese). Accanto a noi in Lilt  c’erano tante persone che si sono impegnate: mi piace ricordare in questo doloroso momento soprattutto Patrizia Guaschino, Valeria Luparia, Vincenzo Lumello, Giancarlo Gatti, Federico Capello, gli ultimi due, purtroppo, anch’essi prematuramente scomparsi. Di Bruno posso ricordare tante, tantissime cose, tanti, tantissimi meriti del lungo periodo che ci ha visti collaborare sino a quando nel 2007 passò dall’ospedale di Casale Monferrato a quello di Novi Ligure, dove diventò responsabile della Struttura di Oncologia, ma su due voglio fissare la memoria. Il primo è la creazione del Cermes, il Centro di ricerca medico-clinica sul mesotelioma pleurico all’ospedale Santo Spirito, il secondo la stesura del protocollo che diede vita all’attuale Banca biologica sul mesotelioma presso l’Ospedale di Alessandria (grazie alla collaborazione con il dottor Betta) oggi diventata una importante realtà scientifica. Con Bruno se ne va non solo un grande Uomo, un grande Medico, ma anche un caro Amico, una persona che pur amando la sua Genova, la sua Liguria, aveva apprezzato in tanti anni Casale ed il Monferrato, terra cui ha dato tanto ma, purtroppo, non ha ricevuto altrettanto.

Massimo Iaretti