ilTorinese

Festa di popolo per la beata di Salsasio

Vescovo e diretta televisiva, oltre a momenti di preghiera comunitaria e personale hanno animato i giorni di festa per la Beata nativa del borgo carmagnolese.

Neanche il Covid ha fermato l’amore dei salsasiesi e delle suore di sant’Anna per la sua Beata, Madre Enrichetta Dominici che nel borgo carmagnolese nacque il 10 ottobre 1829.Quest’anno, nonostante non si siano potute organizzare feste e manifestazioni collaterali alle celebrazioni religiose, la festa per la Beata che la Chiesa ricorda il 21 febbraio di ogni anno è stata molto sentita e partecipata.


Momenti di preghiera personale e comunitaria, affiancati alla presenza del vescovo emerito di Acqui Terme S. E. Mons. Pier Giorgio Micchiardi, ormai di casa a Salsasio, hanno animato il triduo di preparazione e la festa della Beata, che quest’anno è ricaduta nella prima domenica di Quaresima. Proprio per questo la S. Messa solenne con le letture ed i riti propri della liturgia della Beata è stata anticipata a venerdì 19 con la celebrazione presieduta dal vescovo, in conclusione della giornata che la parrocchia ha dedicato alla preghiera per le persone vittime di violenza ed in particolare per tutte le donne ed i bambini, ricordando anche Teodora e Ludovico, la mamma ed il bambino che nelle scorse settimane sono stati uccisi a Carmagnola.
Tornando ai festeggiamenti per la Beata Anna Caterina Maria (nomi di battesimo di Madre Enrichetta), la Messa della domenica, giorno della festa liturgica della Beata e prima domenica di Quaresima, è stata trasmessa in diretta televisiva su Telecupole grazie alla regia e alle riprese dello staff di CarmagnolaTV e dell’ufficio stampa parrocchiale.
Le figlie spirituali di Madre Maria Enrichetta, le suore di sant’Anna, hanno presenziato e animato ogni giorno della festa che ha avuto luogo nella nuova chiesa parrocchiale di Salsasio a lei dedicata, nell’anno del decimo anniversario della Consacrazione. Alla Messa di domenica 21 e di venerdì 19 febbraio ha partecipato anche la Superiora Provinciale dell’Italia suor Domenica. Anche l’amministrazione comunale carmagnolese ha preso parte alle celebrazioni, con il sindaco Ivana Gaveglio presente il venerdì in occasione della Messa presieduta da Mons. Micchiardi e alcuni consiglieri comunali presenti alla domenica, insieme al comandante dei Carabinieri di Carmagnola.
La solenne celebrazione del 21 febbraio, trasmessa in diretta televisiva, è stata presieduta dal parroco don Iosif Patrascan. Il video con la registrazione della Messa è ora visibile sulla pagina YouTube della Parrocchia di Salsasio.
Nei giorni della festa è stata esposta la Reliquia di Madre Dominici, portata a Salsasio per l’occasione dalle suore di sant’Anna.
Durante la festa è stata anche allestita all’interno della chiesa nuova di Salsasio una parte della mostra “Madre Enrichetta, la Santa della quotidianità” realizzata alcuni anni fa, in occasione dell’anno Santo della Misericordia, dal portavoce della parrocchia Ivan Quattrocchio, insieme ad alcuni collaboratori. La mostra sarà ancora visitabile per alcuni giorni.

Una copertura alle scale mobili della metropolitana che si guastano per la pioggia

Le scale mobili della metropolitana, soprattutto le esterne, sono spesso mal funzionanti causa le intemperie e spesso per i lunghi tempi di attesa della manutenzione o per il protrarsi della disponibilità dei componenti di ricambio per le riparazioni necessarie.

Una mozione sul tema – primo firmatario Raffaele Petrarulo (Sicurezza e Legalità verso Forza Italia)  – è stata approvata dal Consiglio comunale con 25 voti favorevoli e due astenuti. 

L’atto chiede all’Amministrazione di intervenire con urgenza affinché si riabilitino le scale mobili e, in particolare, si elabori un progetto per la copertura delle scale mobili esterne come già effettuato in corso Inghilterra.

La mozione chiede si verifichi con la società incaricata alla manutenzione se i tempi e le modalità sono rispettati e di considerare l’idea di cercare sponsorizzazioni private da immettere sulle coperture esterne.

Bilancio, Grimaldi (LUV): “La Giunta mette il cappello sugli aiuti statali”

 “casa, ambiente, diritto allo studio, cultura, niente si salva dai tagli della Giunta, capace solo di mettere il cappello sugli aiuti statali al comparto neve”.

“Il dibattito vero e proprio sul bilancio regionale è ancora rinviato a mercoledì prossimo, quando finalmente la Giunta ci presenterà il dettaglio del suo maxi emendamento, ma possiamo già dire che ci sono troppi segni ‘meno’ davanti a settori che crediamo invece vadano maggiormente aiutati. Sono diminuiti i tagli alla cultura rispetto alla prima ipotesi di un mese fa, noi crediamo ci siano ancora dieci milioni in meno per quel settore anche se la Giunta assicura siano ‘solo’ tre: in ogni caso sono troppi, specie per un settore che ha conosciuto la crisi economica più grande di sempre, che ha chiuso i battenti un anno fa senza riaprire neppure per un giorno” – è il commento di Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Piemonte, alla prima lettura delle proposte di bilancio della maggioranza.

“Lo stesso discorso vale per il diritto allo studio – prosegue Grimaldi – a fronte di timide rassicurazioni noi crediamo che all’orizzonte ci saranno nuovi tagli: ricordiamo ad esempio che ci sono decine di migliaia di famiglie ancora senza aiuto, ma la verità è che niente appare salvo. Casa, ambiente, investimenti, il maxi emendamento non risolve nessuno dei molti problemi che soffocano il Piemonte. L’unica timida apertura c’è stata sul tema del finanziamento ai cd. ‘snodi’ per gli aiuti alle persone indigenti – commenta Grimaldi: è un tema a cui siamo molto sensibili e su cui avevamo chiesto, già dall’aprile scorso, un interessamento del Presidente Cirio in persona. Per il resto, l’assessore Tronzano ci chiede di evitare una discussione in Aula, di limitare i nostri emendamenti alla Commissione e chiudere lì la partita del bilancio 2021 ma questo certamente non sarà possibile, almeno finché rimarranno dei segni meno in capitoli che riteniamo strategici per la nostra Regione”

“Anche perché – attacca Grimaldi – mentre da un lato la Lega ci chiede collaborazione, dall’altro inquina i social network propagandando l’idea che gli aiuti al comparto sci provengano dalla regione Piemonte: niente di più sbagliato, quelli sono soldi statali, arrivano da Roma e, se vogliamo dire tutta la verità, arrivano proprio del Governo Conte. Questa Giunta non ci ha messo un euro; quando tocca a loro, i fondi li tolgono”.

Il Covid non esiste sui mezzi pubblici?

Ore 19.08, linea tram 15, tutti i sedili occupati, zero bollini rossi sui posti a sedere, distanziamento sociale contravvenuto nella sua forma più elementare:

domanda alla GTT ed al comune di Torino in qualità d’azionista: ma il Covid non esiste sui mezzi pubblici? Ristoratori fermi dalle 18 in poi, cinema, stadi e teatri chiusi… le regole governative ed i dpcm valgono solo per loro e non per i mezzi pubblici? Attendiamo fiduciosi le risposte.

Vincenzo Grassano 

La Regione: “Bene il vaccino Astra Zeneca fino ai 65 anni”

VACCINI COVID, L’ASSESSORE ALLA SANITA’ DEL PIEMONTE LUIGI ICARDI: «BENE IL VIA LIBERA AD ASTRA ZENECA FINO A 65 ANNI, IMPORTANTE ACCELERAZIONE DELLA CAMPAGNA VACCINALE»

«Con il via libera del Ministero all’utilizzo del vaccino Astra Zeneca sui soggetti fino a 65 anni, la campagna vaccinale contro il Covid19 riceve un’accelerazione importante. E’ il provvedimento che le Regioni avevano invocato all’unanimità al ministro Speranza attraverso la Commissione Salute per allineare l’Italia alle modalità della vaccinazione adottate negli altri Paesi europei. Ora si può finalmente guardare con più fiducia al futuro. Vuol dire poter tornare ad affidarsi con maggiore efficacia a medici di famiglia e farmacisti per vaccinare la più ampia fascia di popolazione in età lavorativa. Il vaccino Astra Zeneca, a differenza di quello Pfizer, può essere agevolmente conservato, trasportato e utilizzato a temperature normali, tra 2 e 8 gradi centigradi, come avviene ad esempio per i vaccini antinfluenzali, per almeno 6 mesi. Si potranno quindi destinare le forniture Pfizer, che invece richiedono somministrazioni in apposite strutture vaccinali attrezzate per mantenere una catena del freddo decisamente più complessa, alla popolazione più anziana, velocizzando in modo sensibile l’intera campagna vaccinale».

Così l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte e coordinatore nazionale della Commissione Salute, Luigi Genesio Icardi, sull’approvazione del vaccino Astra Zeneca per la fascia di età dai 18 ai 65 anni.

«I risultati degli studi di fase III condotti nel Regno Unito – osserva Icardi – hanno dimostrato che il vaccino è in grado di generare una forte risposta immunitaria in tutti i gruppi di età (inclusi i soggetti di età superiore ai 65 anni e con co-morbosità cronica). In particolare, si è dimostrato protettivo da ospedalizzazioni e forme gravi, a partire da 22 giorni dopo la prima dose».

Come autorizzato, il vaccino viene inoculato attraverso iniezione intramuscolare di due dosi a distanza di 4-12 settimane. Si può stimare un’efficacia del 73% dopo la prima dose, che si mantiene fino alla seconda dose (alla dodicesima settimana).

Per i soggetti vaccinati con la seconda dose fra 8 e 12 settimane dalla prima, si è dimostrata un’efficacia del 72%. L’efficacia aumenta fino all’82 % con un intervallo di 12 settimane fra le dosi.

I dati sulla sicurezza hanno indicato che il vaccino Astra Zeneca è stato ben tollerato e che le reazioni transitorie locali e sistemiche sono paragonabili a quanto evidenziato da altri vaccini (ad esempio febbre, sintomi simil-influenzali, mal di testa o dolori alle braccia). Le reazioni si sono verificate meno frequentemente dopo una seconda dose.

Come “base” del vaccino viene utilizzata una versione indebolita di un comune virus del raffreddore (adenovirus ricombinante, ChAdOx1). Tutto il materiale genetico che rende dannoso il virus è stato eliminato dal vettore e sostituito dal materiale genetico della proteina spike SARS-CoV-2 che permette al virus di entrare nelle cellule ed indurre immunità.

Questo vettore di adenovirus ricombinante non si replica, quindi non può causare un’infezione nell’individuo vaccinato, ed è stato scelto per generare una forte risposta immunitaria.

Torna l’esercito per controllare Barriera di Milano

Intensificati i servizi di controllo del territorio in Barriera Milano.

Personale della Polizia di Stato coadiuvato dall’esercito presidierà le zone maggiormente interessate dallo spaccio, affiancando alla già intensa attività repressiva quella volta a prevenire i fenomeni di illegalità diffusa attraverso la presenza massiccia sul territorio.

Proprio nelle ultime ore il personale della Polizia di Stato del Comm.to Centro ha sorpreso due cittadini senegalesi, di 33  e 19 anni, con dello stupefacente al seguito. In particolare, il trentatreenne, già conosciuto alle forze dell’ordine per reati in materia di stupefacenti,  controllato domenica in via La Salle, è stato trovato in possesso di  alcune decine di grammi di hashish;  il suo connazionale diciannovenne, invece, in via Cecchi, alla vista della pattuglia di Polizia ha ingoiato del crack, tanto da dover essere trasportato in ospedale, per una intossicazione da cocaina. Entrambi sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio.

Stretta anche sugli esercizi commerciali: dopo le chiusure disposte dalla Questura di Torino per mancato rispetto della normativa anti contagio in arrivo i provvedimenti prefettizi di sospensione della licenza fino a 30 giorni.

Focolaio Covid in casa Toro Allenamento sospeso

Il Torino ha sospeso la seduta odierna di allenamento.

La decisione è stata presa dal club granata a seguito di ulteriori positività al Covid-19 e annunciata attraverso il seguente comunicato: “In relazione alla situazione contingente, relativa a ulteriori casi di positività al Covid 19, non ancora stabilizzata e in evoluzione, su indicazione dell’Autorità sanitaria locale competente il Torino Football Club comunica che l’allenamento odierno è sospeso in attesa di ulteriori controlli.

Ricordiamo che da regolamento se ci sono almeno 10 casi di positività tra i giocatori solo per una volta a stagione di campionato ogni squadra può chiedere il rinvio al massimo di 1 partita.

Vincenzo Grassano 

Il bollettino Covid di martedì 23 febbraio

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16:30

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 1023 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 255 dopo test antigenico), pari al 4.7% dei 21.884 tamponi eseguiti, di cui 13.451 antigenici. Dei 1023 nuovi casi, gli asintomatici sono 430(42,0% ).

I casi sono così ripartiti: 198 screening, 554 contatti di caso, 271 con indagine in corso; per ambito: 25 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 117 scolastico, 881 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 244.639 così suddivisi su base provinciale: 21.503 Alessandria, 12.614 Asti, 8.403 Biella, 33.127 Cuneo, 19.035 Novara, 128.859 Torino, 9004 Vercelli, 8.980 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.202 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1.912 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 145(+4 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 1.919(+14 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 11.028

I tamponi diagnostici finora processati sono 2.893.983 (+ 21.884 rispetto a ieri), di cui 1.128.675 risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 9.309

Sono 22 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 1oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 9.309 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.407 Alessandria, 594 Asti, 377 Biella, 1.108 Cuneo, 771 Novara, 4.240 Torino, 421 Vercelli, 306 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 85 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

222.238 PAZIENTI GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 222.238(+ 816 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 19321 Alessandria, 11.472 Asti,7.581 Biella, 30.683 Cuneo, 17.449 Novara, 116.593 Torino, 8.178 Vercelli, 8.098 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.111 extraregione e 1.752 in fase di definizione.

Un minuto di silenzio in Consiglio regionale per la morte di Attanasio

Il Consiglio regionale del Piemonte ha osservato un minuto di silenzio in onore dell’ambasciatore, del carabiniere e del loro autista, uccisi ieri in Congo nel corso di un assalto.

“A nome del Consiglio regionale desidero esprimere profondo cordoglio per la tragica morte dell’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio e dell’appuntato dell’Arma dei Carabinieri Vittorio Iacovacci e dell’autista del mezzo, deceduti nel corso di un attacco armato ad un convoglio dell’Onu verificatosi ieri mattina nel Paese africano”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Stefano Allasia.
“Il diplomatico ed il militare stavano viaggiando a bordo di una autovettura in una colonna della MONUSCO – ha proseguito Allasia – la missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo.
Il nostro affetto e vicinanza vanno alle famiglie dei due caduti, all’ambasciata italiana, all’Arma dei carabinieri e a tutto il personale diplomatico impegnato in difficili missioni in diverse parti del mondo”

Torino: i Carabinieri arrestano storico boss di cosa nostra che si cucì la bocca al processo di Falcone

Ieri mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Torino hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip di Torino su richiesta della locale Procura della Repubblica – DDA, nei confronti di un esponente di spicco della mafia etnea, Turi Ercolano

E’ affiliato al clan “Santapaola-Ercolano” con propaggini nel capoluogo piemontese, ritenuto responsabile di porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo.
Le indagini, condotte dai militari del Nucleo Investigativo tra marzo e maggio 2019, hanno consentito di accertare come l’uomo – condannato per mafia nel Maxiprocesso palermitano ed attualmente libero dopo alcuni decenni trascorsi in carcere – abbia in più occasioni girato sul territorio nazionale armato di pistola.

Negli anni 80 si era cucito la bocca con una spillatrice per protestare contro i penti al processo condotto dal giudice Falcone.