- L’approccio architetturale innovativo, il design snello e modulare, la produzione a Torino e la significativa riduzione dei componenti minimizzano i rischi della catena di fornitura
- Facile da usare, integrare e manutenere, l’N-220-2.7 migliora i costi operativi totali e il tempo medio di riparazione (MTTR)
- Eccellenti prestazioni in termini di tempo di ciclo, ripetibilità e accuratezza nel controllo delle traiettorie
Comau amplia la sua gamma di prodotti con il nuovo N-220-2.7 (N-220), un robot con capacità di carico di 220 kg dalla configurazione modulare, cinematica diretta, calibrazione assoluta e algoritmi migliorati. Queste caratteristiche offrono una notevole semplicità d’uso, una facile integrazione e una manutenzione post-installazione più rapida, garantendo al contempo precisione, flessibilità, ripetibilità e minimizzazione dei giochi agli assi. Prodotto con una linea di assemblaggio completamente automatizzata all’interno del suo centro di innovazione di Advanced Robotics a Torino, il robot di nuova generazione di Comau beneficia di livelli di qualità crescenti e flessibilità della catena di approvvigionamento, oltre a costi operativi contenuti, come risulta sempre più richiesto dai segmenti di mercato oggi in forte sviluppo.
Mercato target di riferimento: Sin dagli anni 70, Comau ha maturato un’esperienza senza confronti nelle applicazioni robotiche nel settore automobilistico. L’introduzione del nuovo N-220, agile, flessibile ed efficace, consoliderà la posizione di Comau nell’industria automobilistica, permettendo al contempo l’espansione in segmenti industriali in forte crescita, tra cui metalli, Food & Beverages, logistica, materie plastiche e prodotti chimici.
“Secondo la relazione IFR (International Federation of Robotics) 2021, ci aspettiamo che i robot articolati con carico utile di 160-220 kg rappresentino circa il 30% del mercato totale installato, composto da 250.000-300.000 unità nel 2022, con un potenziale tasso di crescita annuale composto (CAGR) per il 2022-2026 del 2%” ha spiegato Nicole Clement, Chief Marketing Officer. “Questo robot di nuova generazione che amplia la nostra gamma di prodotti, offre chiari vantaggi per i clienti grazie al suo design innovativo e alle tecnologie più evolute, consentendoci così di indirizzare meglio le richieste di nuovi segmenti industriali in forte crescita, che vanno oltre la produzione tradizionale. L’obiettivo è quello di migliorare l’automazione, a costi bassi, per aziende di tutte le dimensioni.”
N-220 di Comau è disponibile da subito in tutto il mondo.
Specifiche progettuali: Il nuovo robot industriale N-220 di Comau si avvale di un approccio architetturale innovativo basato su una modularità progressiva, la riduzione del numero di componenti, motori e driver APC innovativi. Grazie alla sua ampia area di lavoro e alle caratteristiche di sicurezza cartesiana Performance Level D, il robot ad alta capacità di carico (220 kg) è perfetto per una vasta gamma di settori compresi, tra gli altri, l’automotive, il Food & Beverage e la logistica. É dotato di un avambraccio cavo e beneficia anche dell’utilizzo della cinematica diretta, della calibrazione assoluta e di algoritmi di movimento evoluti.Tutto questo per offrire ripetibilità e precisione di prim’ordine. Inoltre, il robot è dotato di adattatori forcolabili integrati e opzionalmente di rondelle ad alta coppia di ancoraggio per il fissaggio automatico della base, una più facile ricollocazione e un’installazione più rapida.
Primo di una nuova generazione di robot articolati a 6 assi, N-220 risponde alla specifica esigenza del mercato di una robotica attenta ai costi e facile da integrare, che offra anche prestazioni industriali ad alta velocità. Inoltre, il design olistico e l’architettura modulare di N-220 facilitano l’installazione, l’utilizzo e la manutenzione. Prodotto presso la sede centrale di Comau a Grugliasco (Torino), utilizzando una linea di assemblaggio robotica all’avanguardia, automatizza in modo affidabile operazioni di montaggio, saldatura a punti, imballaggio e movimentazione dei materiali, oltre ad applicazioni a processo continuo come la stampa 3D e la spalmatura di sigillanti.
L’algoritmo per software e-Motion di Comau migliora il tempo di ciclo, la qualità del movimento e il controllo del percorso. Grazie all’uso di un sistema di bilanciamento ad azoto sull’asse 2 e di fine corsa più grandi sull’asse 3, N-220 gode di una maggiore agilità e di un’ampia area di lavoro all’indietro, ideale per applicazioni di piegatura e manipolazione. Poiché N-220 usa solo due taglie di motore e un solo tipo di olio, sostituire un motore difettoso diventa facile e veloce. Un ulteriore vantaggio dell’architettura semplificata e modulare è una manutenzione generale più semplice e un miglior tempo medio fra i guasti (MTBF) grazie alla riduzione del 50% dei componenti del robot.
Cogliendo l’importanza della velocità d’integrazione sul potenziale di produzione, l’N-220 implementa un linguaggio di programmazione “Nodal” che è intuitivo, per una programmazione aperta e semplice. La soluzione di allestimento “facile” è costituita da due cablaggi separati e flessibili (alimentazione del robot e per l’applicazione) che semplificano e velocizzano la personalizzazione o la sostituzione. Allo stesso modo, l’assemblaggio diretto tra motore e riduttore semplifica le trasmissioni meccaniche e riduce al minimo la perdita di potenza e i giochi, aumentando così l’efficienza e riducendo i consumi. In breve, tutto è stato progettato per massimizzare prestazioni, durata, sicurezza, manutenibilità e facilità d’uso.
“Comau ha sfruttato la sua lunga esperienza nella robotica industriale per rispondere alla crescente necessità di un’automazione di nuova generazione che sia facile da usare e abbia costi contenuti” ha dichiarato Pietro Ottavis, Chief Technology Officer. “È il prodotto giusto al momento giusto.”
Comau, società parte di Stellantis, è leader mondiale nello sviluppo di sistemi e prodotti avanzati per l’automazione industriale. La sua offerta include tecnologie e sistemi per la produzione di veicoli elettrici, ibridi e tradizionali, robot industriali, soluzioni di robotica indossabile e collaborativa, strumenti per la logistica a guida autonoma, centri di lavorazione meccanica dedicati, servizi digitali interconnessi e sistemi in grado di trasmettere, elaborare e analizzare dati macchina e di processo. Con oltre 45 anni di esperienza sul campo e una forte presenza nei maggiori Paesi industrializzati, Comau aiuta le aziende costruttrici, di tutte le dimensioni e di qualunque settore, a migliorare qualità e produttività, riducendo time-to-market e costi complessivi. La sua offerta si estende al project management e alla consulenza, nonché ai servizi di manutenzione e training, per una vasta gamma di segmenti industriali. Comau ha il suo centro direzionale a Torino e opera attraverso una rete internazionale di 6 centri di innovazione, 5 digital hub, 9 stabilimenti di produzione, in cui lavorano 4.000 persone, presenti in 13 Paesi. Una rete globale di distributori e partner consente di rispondere velocemente alle esigenze dei clienti, ovunque si trovino nel mondo. Attraverso le attività di formazione curate dalla sua Academy, Comau si impegna inoltre a sviluppare le conoscenze tecniche e manageriali necessarie alle aziende per affrontare le sfide e le opportunità dell’Industria 4.0
Curata da Ilario Manfredini, la rassegna ricrea la favolosa stagione artistica intrapresa da Domenico Della Rovere e dalla sua nobile famiglia in Piemonte. Nato a Vinovo nel 1442, figlio del conte Giovanni di Vinovo e dalla contessa Anna del Pozzo, studiò teologia all’Università di Torino. La storia dei Della Rovere di Vinovo si intreccia strettamente con quella di Francesco Della Rovere, futuro papa Sisto IV. Nato da una famiglia savonese, benestante ma non blasonata, famoso teologo e abituale frequentatore della corte papale a Roma, Francesco Della Rovere conobbe i fratelli vinovesi Domenico e Cristoforo Della Rovere durante una visita a Chieri presentandosi perfino come membro della loro famiglia pur non avendo un titolo nobiliare. Avevano lo stesso cognome ma non erano congiunti anche se forse tra i due rami della famiglia esiste davvero una lontana parentela. I “Della Rovere” sono infatti originari di Savona dai quali nasceranno varie famiglie tra cui i Della Rovere di Urbino. I tre Della Rovere divennero amici e un tal giorno Domenico e Cristoforo si trasferirono a Roma proprio sotto la protezione di Francesco che qualche anno dopo diventerà papa Sisto IV. A Vinovo Domenico trascorse brevi periodi della sua vita ma fu comunque l’artefice del castello che verrà eretto alla fine del Quattrocento. Alla morte del fratello Cristoforo divenne cardinale e poi vescovo di Torino nel 1482.
In mostra sono esposte miniature, dipinti, documenti e riproduzioni antiche provenienti da diversi musei e biblioteche in cui si mettono in rilievo anche le fasi del restauro rinascimentale della dimora e del parco. Tra i dipinti in vetrina nelle sale del castello spiccano tre tavolette di Gandolfino da Roreto, una serie di ritratti in cui compaiono personaggi illustri conosciuti da Domenico Della Rovere, come Carlo VIII di Francia e Carlo II di Savoia, detto il Buono, in un quadro realizzato dal chivassese Defendente Ferrari.
Il maniero rinascimentale sarà sede nel Settecento di una prestigiosa manifattura di porcellane e in seguito accoglierà il collegio della Regia Università degli studi di Torino. Nel 1693 con la morte, senza eredi, dell’ultimo discendente Carlo terminò il ramo vinovese dei Della Rovere e la proprietà fu assegnata al conte Carlo Francesco Delle Lanze, figlio del duca di Savoia Carlo Emanuele II. Oggi il castello, patrimonio del Comune di Vinovo, ospita la biblioteca e in alcune sale vengono organizzate mostre e iniziative culturali.