Due vittime sul lavoro in due distinti incidenti ieri pomeriggio nel Cuneese.
Il primo è un operaio sessantenne, morto cadendo dall’impalcatura di un cantiere in un edificio in ristrutturazione in frazione Sant’Anna a Roascio. L’altra vittima un operaio cinquantenne che è rimasto schiacciato in un una macchina insacchettatrice all’interno di una cava a Villanova Mondovì.
Boeti è stato anche presidente del Comitato Resistenza e Costituzione della Regione dove ha portato equilibro e serenità, promuovendo grandi iniziative culturali volte a rappresentare una Resistenza plurale. Recentemente in un suo comunicato ha ribadito che l’Anpi di Torino non è affatto equidistante tra Putin e gli Ucraini, tra l’oppressore e gli oppressi. Schierarsi per la pace non significa indifferenza, ma significa comprendere che da Hiroshima in poi ogni guerra può degenerare in conflitto nuclear , il che significherebbe la fine dell’ umanità. Ma questo non ci significa crogiolarsi in un pacifismo inutile e velleitario che i Partigiani, imbracciando le armi contro fascisti e tedeschi, rifiutarono. Boeti, cuore generosamente meridionale, ormai pienamente piemontese in quanto c’ è di nobile in terra subalpina, come medico e’ profondamente umano verso chi soffre e come uomo è coerentemente dalla parte della giustizia e della libertà. Ricordo che come sindaco di Rivoli volle intitolare alla Principessa Mafalda di Savoia morta prigioniera dei tedeschi a Buchewald la piazza antistante al Castello di Rivoli. Piccoli e grandi gesti che rivelano le qualità dell’uomo che vanno oltre gli schieramenti ,anche se Boeti è sempre stato anche un militante entusiasta e disciplinato, rispettando però rigorosamente le cariche istituzionali che ha ricoperto.
al 1872, anno di istituzione del Corpo degli Alpini. Alla cerimonia solenne – che ha visto lo schieramento di tutti i reparti della Brigata con le proprie Bandiere di Guerra – hanno partecipato il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il Comandante delle Truppe Alpine – Generale Ignazio Gamba – e il Comandante della Taurinense, Generale Nicola Piasente, il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero, oltre a numerose autorità civili, militari e religiose.
In questa giovane catena nata a Torino da alcuni anni ma dall’anima profondamente campana si può gustare la vera pizza di Napoli ma anche le altre specialità partenopee. Nel menù regna sovrana la pizza napoletana alta, soffice e ben condita ma si possono trovare anche altri piatti tipici come i “cuoppi fritti”, i calzoni e i panuozzi.
entrambe non tradiscono le aspettative.
Semplicità molto spesso fa rima anche con eccellenza e questo locale nel cuore del quartiere torinese di Santa Rita è l’emblema di questa affermazione. Poche pretese negli ambienti data l’informalità della location ma per quanto riguarda la cucina e soprattutto il piatto principale – la pizza (anche nella sua versione al tegamino)- in questa pizzeria l’asticella va oltre la media.
questa pizzeria c’è molto: la tipica pizza fragrante e ricca e di alta qualità, l’accoglienza calda e disponibile verso la clientela, l’ambiente raccolto ma ben arredato con tavoli rustici che regalano subito un atmosfera casalinga ed accogliente.
In questa pizzeria nel quartiere Santa Rita si può trovare una pizza eccellente, tipicamente napoletana oltre che un vasto menù di piatti siciliani.