Mercatini tematici, come renderli più facili. Via libera alla sperimentazione temporanea

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È arrivata  sul tavolo della giunta la proposta dell’assessore al Commercio Paolo Chiavarino di concerto con l’assessora all’innovazione Chiara Foglietta per le modifiche al regolamento dei mercati periodici tematici che disciplina i mercatini con cadenza mensile o ultramensile svolti su aree pubbliche o private di interesse cittadino o circoscrizionale.

La proposta nasce da alcune criticità operative riscontrate nel corso degli anni, dovute, in particolare, all’evoluzione normativa, alla mancanza di specifiche previsioni come sulle sperimentazioni e sui possibili rinvii di data e al generale mutamento del socio-economico.

“Per questo – spiega l’assessore al Commercio della città di Torino Paolo Chiavarino – abbiamo deciso di intervenire con un aggiornamento e una complessiva revisione. Tra le novità introdotte – continua Chiavarino – la possibilità di una fase di sperimentazione temporanea non superiore a 24 mesi con un numero minimo di sei eventi annui, utile alla verifica preventiva dell’interesse pubblico e della sostenibilità organizzativa di nuove iniziative, il rafforzamento degli strumenti di monitoraggio e controllo e l’adeguamento alla semplificazione normativa come la Scia e alla digitalizzazione delle procedure (Impresainungiorno)”.

La proposta, approvata dalla Giunta, prevede anche di innalzare il numero dei mercati affidabili a uno stesso soggetto organizzatore, di introdurre una specifica disciplina in materia di rinvii e di edizioni straordinarie garantendo una continuità di servizio in situazioni eccezionali anche di natura metereologica, consentire l’istituzione di mercati periodici tematici in cui la vendita è svolta in forma occasionale e non costituisce attività di commercio.

Il nuovo regolamento che interesserà 19 mercati di cui 11 prettamente circoscrizionali, prima di entrare in vigore, dovrà passare al vaglio delle Circoscrizioni per le eventuali osservazioni, discussa in Commissione consiliare permanente e, infine, in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

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