ilTorinese

Il teatro Erba promette nuovi sold out

Il “ salotto delle arti integrate”, a due passi dal Po, ospiterà due proposte tra loro diversissime, entrambe cariche di fascino. Il primo è l’intenso spettacolo di prosa, reduce dal successo di otto anni di tour, dal titolo “Alda Merini”, in programma venerdì 20 marzo alle ore 21 e già sold out.
Il secondo è l’esilarante musical con musica dal vivo “Mammamiabella”, sabato 21 marzo alle ore 21, con replica domenica 22 marzo alle ore 16.
La pièce teatrale intitolata “Alda Merini. Una donna sospesa tra il dolore e la gioia” è tratta dal libro di Antonio Nobili con Giorgia Trasselli e Valerio Villa. Si tratta di uno spettacolo che racconta quattro giorni immaginari nel caotico appartamento della poetessa dei Navigli, tra poesia, vita quotidiana e momenti di grande intensità emotiva. Con forte valenza biografica, affronta tematiche attuali, quali l’integrazione sociale,  la solidarietà, la questione femminile e lo stigma nei confronti dei disturbi psichici. I loro quattro giorni insieme porteranno entrambi ad un profondo cambiamento, rivelando il confine tra dolore e bellezza che solo i poeti riescono a raccontare.
Mammamiabella è un musical per la regia di Elena Sofia Ricci con anche in scena Sabrina Pellegrino, Valentina Olla, Stefano Mainetti e Federico Perrotta. Si tratta di una commedia sulla maternità adatta a tutta la famiglia, per una produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo.
Valentina, una trentasettenne in carriera, è  impegnata a far spazio nel suo armadio per la nuova vita che arriva. Il fondo della cabina armadio si apre e di volta in volta lascia entrare personaggi con i quali la futura neo mamma si confronta nel periodo meraviglioso, sconvolgente e apocalittico di metamorfosi che è  la gravidanza. Ecco avvicendarsi,  in questa storia a suon di musica e parole, i genitori di lei, la suocera, l’amico gay, la migliore amica, i ginecologi, l’impiegato addetto all’assegno di maternità  e tanti altri probabili dispensatori di consigli di una materia in cui è  impossibile laurearsi perché quando nasce un bambino nasce anche una mamma.
Per il papà il cambiamento maggiore. Dopo essersi innamorato di una donna sexy, con tacchi a spillo e t shirt alla moda, viene il tempo in cui si trova di fronte a body, pannolini, ma soprattutto ansie, preghiere e aspettative di lei e di lui, facendo trapelare un improbabile manuale d’amore per la nuova vita.

Informazioni e prevendite per gli spettacoli Alda Merini e Mammamiabella direttamente al sito wwww.torinospettacoli.it e www.ticketone.it,
al numero Whatsapp 3209050142, alla biglietteria del teatro Erba di Torino ai numeri 0116615447/0116618404

Mara Martellotta

Se il pop funziona non va bene

Di Patrizia Corgnati

La presenza al podcast di Fedez di Giorgia Meloni, sdogana, una volta per tutte, nuove modalità di informazione e comunicazione. Ci piace? Non ci piace? Non importa. E’ così. Vogliamo fermare l’onda? Non ci riusciremo perché mentre intellò e mainstream si aggrappano a quel che resta del proprio potere patrizio, irridendo la plebe gretta e ignorante, la plebe ha già trovato una propria alternativa e una propria modalità di comunicare e informarsi che sarà sempre di più quella del futuro. La Meloni, e il suo staff, l’ha capito e ha dimostrato di essere avanti

Leggi l’articolo su lineaitaliapiemonte.it

https://www.lineaitaliapiemonte.it/2026/03/19/leggi-notizia/argomenti/editoriali/articolo/se-il-pop-funziona-non-va-bene.html

Torino: rapine violente per strappare collane d’oro, quattro ventenni arrestati della Polizia

La Polizia di Stato ha smantellato una banda ritenuta responsabile di tre violente rapine che negli ultimi mesi avevano seminato paura tra il centro e le zone della movida torinese. Quattro le persone arrestate al termine dell’indagine coordinata dalla Procura.

Gli agenti della Squadra Mobile, sezione “Falchi”, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini egiziani, accusati di aver partecipato ai colpi. Un terzo provvedimento ha raggiunto anche il presunto leader del gruppo, già detenuto per fatti analoghi.

Le indagini hanno ricostruito tre episodi, due avvenuti nel giardino Sambuy e uno nei pressi del Parco del Valentino. In tutti i casi, le vittime venivano avvicinate di sorpresa e aggredite in gruppo: i rapinatori usavano coltelli per minacciare e spray urticante per accecare temporaneamente, riuscendo così a strappare collane d’oro e fuggire.

Decisivo il lavoro investigativo, tra analisi delle telecamere, riconoscimenti fotografici e controlli sul territorio, che ha permesso di individuare i componenti della banda e i rispettivi ruoli. Durante gli accertamenti è emerso anche come alcuni di loro ostentassero sui social le proprie azioni.

L’operazione ha chiuso il cerchio su un gruppo responsabile di aggressioni che avevano creato forte allarme. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

 

La Fondazione Mirafiore presenta la cucina del putagé

 

Con l’arrivo della primavera, la XVI edizione del Laboratorio di Resistenza Permanente della Fondazione Mirafiore di Serralunga d’Alba continua  a intrecciare riflessione civile, memoria e cultura del territorio.

Venerdì 27 marzo, alle ore 19, la Fondazione Mirafiore ospiterà uno degli ultimi incontri inseriti nel programma di quest’anno “La cucina del Putagé”, dedicato alla memoria della cucina tradizionale piemontese a partire dal libro dello storico e ricercatore Luciano Bertello. “La cucina economica”, chiamata in dialetto “putagé” è  stata per generazioni il cuore della casa contadina, uno spazio dove si cucinava, si scaldavano gli ambienti e si costruiva la vita quotidiana della famiglia, un simbolo di un tempo fatto di lentezza, cura e condivisione.
Il volume di Bertello, corredato dalle fotografie di Sergio Ardissone, ricostruisce la storia di questo oggetto emblematico, l’ultimo ancora legato al fuoco della legna, e racconta le osterie e i ristoranti che ancora oggi scelgono di utilizzarlo, mantenendo viva una tradizione culinaria profondamente radicata nella cultura piemontese.
Nel corso della serata interverranno, oltre all’autore e al fotografo, il presidente di Banca d’Alba Tino Cornaglia e i rappresentanti di tre trattorie  che continuano a cucinare sul putagé, il ristorante albergo della Madonna della Neve di Cesole, in provincia di Asti, il Ristorante Cacciatori di Cartosio nell’Alessandrino e la trattoria Salvetti di Paroldo nel Cuneese.
Sarà l’occasione per ascoltare storie di cucina, di territori  e di comunità,  che proseguiranno poi con una cena speciale realizzata all’Osteria Disguido, interamente dedicata alla cucina sul putagé.  Prenotazioni allo 0173626442.

Sabato 28 marzo, alle ore 18.30, il laboratorio di Resistenza Permanente torna, invece, a confrontarsi con i grandi temi della politica internazionale con l’incontro “Genocidio. Quel che resta di noi nell’era Neo imperiale” con la giornalista e scrittrice Rula Jebreal, nel quadro dei molti approfondimenti che la Fondazione Mirafiore ha scelto di dedicare al conflitto israelo-palestinese. L’incontro sarà preceduto da quello con Martina Marchiò, infermiera di Medici senza frontiere, a più riprese presente negli ospedali da campo a Gaza.

Mara Martellotta

“Mi fai una storia?” Sarà un’edizione speciale

Per “salutare la primavera”, quella che il “Festival di lettura” rivolto ai bimbi più piccoli terrà nella nuova Biblioteca di Druento

Venerdì 20 e sabato 21 marzo

Druento (Torino)

Bimbe e bimbi dagli 0 ai 6 anni, età in cui ancora (salvo in casi di “enfants super- super-prodiges”) non si legge. E’ “a” e “per” loro che nasce “Mi fai una storia?”, Festival di “Lettura e Ascolto”, giunto ormai alla sua sesta edizione e che, venerdì 20 e sabato 21 prossimi, si terrà per la seconda volta a Druento (Torino), negli spazi della nuova e attivissima “Biblioteca” dedicata a Ipazia d’Alessandria (filosofa, matematica e astronoma dell’antica Grecia, simbolo universale della libertà di pensiero contro ogni fanatismo religioso), al civico 10 di via Morello.

Dopo l’appuntamento a Settimo torinese ( il 6 e 7 febbraio scorsi), il Festival – unico del genere in Italia – si presenta in questa nuova tappa druentina, con l’abito della “primavera”, è completamente gratuito e organizzato, come sempre, dall’Associazione “Il Bambino Naturale” e “Il Leone Verde Edizioni”, in collaborazione questa volta con la “Biblioteca Civica Multimediale Ipazia” e il patrocinio del “Comune di Druento”, sotto la direzione artistica di Anita Molino.

Il titolo del Festival si ispira a un libro di Elisa Mazzoli – scrittrice, formatrice e due volte Premio “Nati per Leggere”, originaria di Cesena ma da sempre residente a Cesenatico – pubblicato dalla torinese Casa Editrice “Il Leone Verde” e titolo che riprende una domanda rivolta spesso dai più piccoli ai “grandi” di loro riferimento: … Papà, mamma, nonno, nonna … mi fai una storia?

“Siamo davvero felici – spiega Anita Molino, direttrice artistica – di tornare a Druento per la seconda volta. L’anno scorso c’è stata tanta partecipazione e voglia di stare insieme: abbiamo dunque deciso di riproporre con entusiasmo questo appuntamento pensato per scuole e famiglie. Ci piace l’idea di trasmettere e diffondere le pratiche legate alla lettura con il corpo e di rendere la lettura un’esperienza fatta di movimento, gioco, scoperta: così i bambini imparano divertendosi e anche i grandi possono trovare spunti nuovi per crescere insieme a loro. Quest’anno ci saranno anche i laboratori dedicati alle filastrocche e momenti per fare insieme musica pensati proprio per i più piccoli. E come sempre, tutto sarà gratuito. Il che non guasta proprio!

Anche per questa nuova edizione, il cuore pulsante dell’evento si manifesterà nelle “attività laboratoriali” condotte da professioniste di rilievo nazionale. Lara Tassini, giovane illustratrice di Novara, diplomata alla prestigiosa Scuola “Ars in Fabula”, guiderà, nella prima giornata, i partecipanti nell’esperienza “Forme da esplorare”. In questo contesto, il “cartoncino colorato” diventa il mattone per costruire un “alfabeto emotivo”: attraverso il collage di forme geometriche e irregolari, ogni bambino è invitato a dare corpo al proprio “animale delle emozioni”“Si tratta – spiega la docente – di un esercizio di introspezione creativa che prende le mosse dal progetto editoriale ‘Naso pulito’, dove figure simboliche come il leoncino o l’elefantino aiutano i piccoli a processare sentimenti complessi come la rabbia o la tristezza, trasformandoli in creature visibili e condivisibili”.

Accanto alla Tassini, Elisa Mazzoli andrà a proporre il curioso progetto “Gatto giraffa coniglio leone”, dove la lettura si fa “azione e gioco”: gli animali dei libri escono dalle pagine per fare ginnastica e stringere amicizia con i presenti! A conclusione del laboratorio, si andrà anche a costruire un “distintivo speciale”, quale simbolo di appartenenza alla “Comunità degli Amici della Natura e della Lettura”.

Altro momento clou del Festival quello dedicato a quanti (insegnanti, in particolare) accompagnano i bambini nel loro percorso di crescita. Nel pomeriggio di venerdì 20 marzo, il Convegno “Tu mi interessi” rappresenta in tal senso un momento di “alta formazione” (i docenti, iscrivendosi, riceveranno anche l’attestato riconosciuto dal “Mur–Ministero dell’Università e della Ricerca”). Sempre Elisa Mazzoli metterà a disposizione la sua esperienza di “storiatrice” con l’obiettivo di “trasformare l’atto del leggere in un gesto di cura e attenzione reciproca, fondamentale per lo sviluppo cognitivo e relazionale, risvegliando l’interesse dei bambini sin da piccolissimi”.

La giornata di sabato 21 marzo prevede in agenda altri due appuntamenti conclusivi di grande impatto sensoriale. Mentre Elisa Mazzoli torna a incantare con “Trottoliamo” – una caccia al tesoro tra le pagine dedicata alle avventure della chiocciola e dei suoi amici nascosti – la musicista Laura Bossi introdurrà la dimensione sonora con il suo “Concerto bambino!”. Basato sul celebre “Metodo Gordon”, l’incontro propone canti melodici e ritmici privi di parole, creando uno spazio di piena libertà gestuale, “sottolineando come la musica, al pari della parola, sia un linguaggio universale capace di nutrire l’anima fin dalla culla”.

Per ulteriori info su programma e orari: www.mifaiunastoria.it

G.m.

Nelle foto: Elisa Mazzoli e immagini di repertorio

Il Collegio Einaudi accende il futuro di 59 studenti

Un sostegno concreto a supporto degli studenti universitari meritevoli nel loro percorso formativo e, allo stesso tempo, un riconoscimento di prestigio per i giovani che si sono maggiormente distinti nell’anno 2025.

Il Collegio Universitario Einaudi ha consegnato questa mattina, presso il Salone d’onore della Fondazione CRT, alla presenza della Presidente della Fondazione CRT, Anna Maria Poggi, 46 premi di studio a 46 studenti e studentesse iscritti al Politecnico e dall’Università degli Studi di Torino per un totale di 40.500 euro.

Ai premi di studio si sono affiancati 8 posti di studio gratuiti (per un valore complessivo di € 63.000), che permettono a studenti meritevoli, in condizioni economiche svantaggiate, di vivere l’esperienza di vita in Collegio senza oneri. Quattro di essi sono stati resi possibili grazie a un contributo di 31 mila euro da parte di Fondazione CRT per l’anno 2025, 2 sono stati assegnati grazie alla rendita di due lasciti testamentari di ex collegiali e 2 sono il risultato di una campagna di raccolta fondi rivolta agli ex collegiali del Collegio in occasione del 90° anniversario del Collegio celebrato lo scorso anno.

A questi si aggiungono 5 premi di laurea, per un totale di € 7.000, anche questi resi possibili grazie a donazioni in memoria e lasciti, di cui tre per lauree triennali in Ingegneria e tre per magistrali in Medicina e affini.

I vincitori dei premi di studio sono stati individuati nell’ambito di tre distinte graduatorie di merito, una per gli studenti iscritti al Politecnico, una dedicata agli studenti di Area umanistica dell’Università degli Studi e una terza per gli studenti di Area Scientifica sempre dell’Università, e sulla base di un algoritmo, che tiene in considerazione la media esami e il numero di crediti ottenuti nel corso dell’anno e il grado di partecipazione alla vita di comunità del Collegio.

Le ragazze e i ragazzi vincitori hanno raggiunto nell’ultimo anno accademico una media esami pari a 29/30 e hanno così ottenuto premi con importi differenti, da 2.500, 1.000 e 500 euro.

Una cifra importante, frutto delle donazioni provenienti dai sostenitori del Collegio e da contributi di enti e associazioni, tra cui lo Studio Torta, Società SIAT e il Rotary Club Torino 1958, in risposta alla campagna di raccolta fondi Accendi il futuro, creata con la finalità di sostenere i migliori talenti meritevoli durante gli anni di formazione universitaria.

Nata in occasione dell’a.a. 2015/16, questa iniziativa promossa dal Collegio Einaudi giunge oggi alla 10^ edizione, con un’erogazione complessiva di 558 Premi di Studio, per un totale complessivo di 531 mila euro consegnati ai giovani e alle loro famiglie.

L’assegnazione di borse di studio è una delle numerose attività portate avanti dal Collegio, che offre ai propri allievi strumenti solidi per portare a termine una formazione universitaria di alta qualità e in tempi brevi, in un contesto culturalmente stimolante.

Allo stesso tempo, garantisce un aiuto concreto per sollevare le famiglie dal peso di mantenere un figlio fuori sede, permettendo ai giovani promettenti di realizzare i propri sogni e impostare una carriera che potrà avere nel Collegio e nella Città di Torino un futuro ricco di opportunità.

“Garantire ai giovani la possibilità di studiare e sviluppare i propri talenti è uno degli investimenti più importanti per il futuro della nostra società. Per questo la Fondazione CRT sostiene da sempre iniziative dedicate alla formazione e al diritto allo studio – afferma la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi –. Il supporto ai posti di studio gratuiti e agevolati del Collegio Einaudi va proprio in questa direzione: rendere sempre più inclusivo l’accesso a una formazione di qualità, abbattendo le barriere economiche e permettendo ai ragazzi meritevoli di esprimere appieno il proprio potenziale in un contesto che favorisce crescita, confronto e senso di comunità”.

“Desidero ringraziare tutti i privati e gli enti che con la loro generosità hanno permesso anche quest’anno di gratificare con i premi di studio le studentesse e gli studenti meritevoli – Ha commentato Paolo Enrico Camurati, Presidente della Fondazione Collegio Universitario Einaudi – Credere nei giovani, creare opportunità reali per loro, sostenere lo sviluppo del sapere e rendere la conoscenza sempre più accessibile è una missione per il Collegio Einaudi ed è ciò che ci permetterà di migliorare la società in cui viviamo. Attraverso lo studio, la ricerca e la formazione saremo in grado di rispondere alle grandi domande del nostro tempo, mettendo a disposizione della comunità i migliori talenti e le migliori soluzioni”. 

Aggredita e rapinata da coetanei: 18enne ferita nella notte

Nella notte del 7 marzo, in via Santa Giulia, una ragazza di 18 anni è stata aggredita e derubata da un gruppo di coetanee. La giovane era stata attirata sul posto con un messaggio WhatsApp da un’amica, ma all’incontro si sono presentati anche altri quattro ragazzi, già conosciuti dalla vittima, ora indagati.

Secondo le ricostruzioni, il gruppo avrebbe prima insultato la 18enne, per poi colpirla con calci e pugni, immobilizzandola e sottraendole borsetta, collana e orecchini. L’aggressione, avvenuta intorno all’una di notte, si è consumata in pochi minuti.

La vittima si è poi recata in ospedale, dove le sono state diagnosticate lesioni guaribili in dieci giorni.

Sulla scia di una gondola, veneti a Chieri

All’ingresso di Chieri, arrivando da Riva, un monumento a forma di gondola saluta i veneti del chierese. L’hanno eretto loro per ricordare la storia secolare dell’emigrazione dei veneti in quest’angolo del Piemonte. L’hanno chiamato “Sogno”, un sogno diventato realtà. Un’epopea che nasce all’inizio del Novecento, un lungo libro da sfogliare, pagina dopo pagina. Si parte e si lascia la terra natia poco più che bambini. Uno zaino in spalla con lo stretto necessario, due soldi in tasca e tanta voglia di partire alla ricerca di un lavoro, anche a costo di lasciare la famiglia per molto tempo. Verso luoghi lontani, in treno, su un camion, in bici. Accade così che negli anni Venti del secolo scorso decine di ragazzini, tra i 10 e i 15 anni, lasciano la campagna veneta tra Vicenza, Padova e Rovigo, attraversano la Pianura Padana e si trasferiscono nel chierese per lavorare nei campi, a mietere il grano con la falce, nelle stalle, nei pascoli, nei cantieri, almeno per qualche mese. Va tutto bene, tornano a casa e raccontano che a Chieri c’è lavoro. Era l’ardita avanguardia di un folto gruppo di migranti che tra gli anni Trenta e Quaranta si trasferirono con tutta la famiglia nelle cascine del chierese. Fu un vero e proprio esodo dal Veneto al Piemonte. La crisi agricola, la povertà dei campi, le campagne troppo popolate e le scarse opportunità nell’industria spinse molte famiglie venete a nord-ovest per trovare un’occupazione contribuendo alla crescita economica del territorio. Ma perché proprio nel chierese? Il territorio offriva la possibilità di lavorare nel tessile, già molto sviluppato nella zona, storicamente un vanto del chierese, un motore economico per secoli, e nelle attività manifatturiere e artigianali oltreché nell’edilizia. E così, nella città alle porte di Torino nacque la comunità veneta del chierese e oggi, su 36000 abitanti ben 12000 sono discendenti di veneti. Il libro “Sulla scia di una gondola”, di Adelino Mattarello, editrice il Punto, fresco di stampa, presentato alla biblioteca civica Francone a Chieri, ripercorre questa lunga vicenda. È una raccolta di biografie, aneddoti, racconti, 300 fotografie e mille curiosità sulla vita quotidiana, religiosa e associativa dei numerosi veneti che per necessità hanno dovuto lasciare la propria terra per ricominciare a vivere in altri luoghi. Un libro ricco di testimonianze, come quella di Mirto Bersani, direttore del Corriere di Chieri, con bisnonno padovano, che racconta la storia della migrazione dei veneti che iniziò cent’anni fa con quei ragazzi veneti mandati a lavorare nei campi del chierese. Lo stesso autore del libro, Mattarello, è nato ad Adria (Rovigo) e negli anni Sessanta si è trasferito a Chieri dove già si trovavano i cugini.
Un cammino di integrazione certamente lungo e duro ma anche entusiasmante da parte di migliaia di persone che non hanno mai dimenticato il paese natale e che attraverso l’Associazione Veneti si mantengono in contatto con la terra d’origine. I primi decenni nel chierese non furono affatto facili, c’era molta diffidenza verso i nuovi arrivati, considerati perfino ladri di lavoro. Fu una migrazione a tappe: la seconda generazione trovò lavoro nelle fabbriche e nel tessile, poi la tragica alluvione del Polesine nel 1951 spinse tanti altri veneti a trasferirsi nel torinese. Una migrazione che col tempo ebbe anche risvolti politici e amministrativi con l’elezione nel 1969 del primo sindaco veneto di Chieri, il padovano Egidio Olia. Il padre dell’attuale sindaco è veneto.
                                                                                           Filippo Re

Scontro letale all’incrocio tra l’ex statale 590: morto conducente

Incidente mortale tra due auto all’incrocio: muore un conducente. È successo nella prima mattinata di ieri a San Sebastiano da Po, tra l’ex statale 590 e via Abate. Nell’impatto sono rimaste coinvolte una Toyota Corolla e una Mercedes Classe A, che stava viaggiando in direzione Cavagnolo.

Sul colpo ha perso la vita il conducente della prima vettura, un 82enne residente a Verolengo. I sanitari del 118 Azienda Zero sono intervenuti sul posto e hanno trasportato all’ospedale di Chivasso il conducente del secondo mezzo, un 32enne anch’egli di Verolengo: le sue condizioni non destano preoccupazione.

Presenti anche i carabinieri della Compagnia di Chivasso, che hanno disposto il senso unico alternato con ripercussioni sul traffico locale, accentuate dalla fascia di punta. Sono accorsi anche i vigili del fuoco del distaccamento di Torino Stura per mettere in sicurezza i veicoli.
Dai primi rilievi, la precedenza spettava alla Mercedes secondo la segnaletica, ma resta da accertare la velocità del mezzo.

VI.G

Torino-Lione: insediato il Comitato di supporto Avigliana-Orbassano

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Si è insediato  il Comitato di Supporto alla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione – tratta nazionale Avigliana-Orbassano. La prima seduta, dedicata all’indizione e al coordinamento delle attività, si è svolta al Grattacielo della Regione Piemonte, alla presenza dei tecnici regionali, dei rappresentanti di RFI, dei sindaci e degli amministratori dei territori coinvolti dall’opera. Un momento di confronto operativo che segna l’avvio di un percorso strutturato di accompagnamento e condivisione con gli enti locali, con l’obiettivo di garantire un avanzamento efficace e coordinato dei lavori sulla tratta nazionale.

Il Comitato avrà il compito di favorire il dialogo tra istituzioni e territorio, monitorare lo stato di attuazione degli interventi e affrontare in modo puntuale le criticità che potranno emergere nelle diverse fasi di realizzazione dell’infrastruttura.

Nel corso dell’incontro, accogliendo le richieste emerse da parte di alcuni sindaci, è stata inoltre condivisa la volontà di attivare specifici tavoli tematici dedicati alle esigenze dei territori. I tavoli approfondiranno in modo mirato le principali tematiche connesse all’opera, tra cui agricoltura, industria, sostenibilità ambientale, questioni legate al sistema delle imprese e alla viabilità, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete e condivise.

“La costituzione del Comitato rappresenta un passaggio fondamentale per rafforzare il raccordo tra i livelli istituzionali e assicurare un confronto costante con i territori interessati – dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture Strategiche, Enrico Bussalino –. La Torino-Lione è un’opera strategica per il Piemonte e per l’intero sistema logistico del Nord-Ovest: significa maggiore competitività, nuove opportunità di sviluppo e un sistema di trasporti più moderno e sostenibile. Per questo, oltre al lavoro del Comitato, attiveremo tavoli tematici specifici per affrontare nel dettaglio le esigenze dei territori, garantendo ascolto e soluzioni concrete per accompagnare la realizzazione dell’opera in modo efficace, trasparente e attento alle esigenze delle comunità locali”.