redazione il torinese

Expocasa chiude tra mobili e show cooking

Ha chiuso i battenti dopo 9 giorni, Expocasa, la tradizionale rassegna dell’arredamento al Lingotto Fiere di Torino. In 20.000 metri quadri espositivi all’Oval è stato  proposto un calendario con oltre cinquanta appuntamenti  destinati ai visitatori e ai professionisti. Poi gli eventi organizzati all’interno della ”Cucina di Expocasa” con sessioni di show cooking, lezioni  e degustazioni giornaliere e sulla terrazza dell’Oval lo Spazio Incontri Balcone fiorito ha ospitato numerosi incontri formativi. Circa 40 mila i visitatori del salone.

Pubblico e privato di Anna d’Orléans

Lunedì 5 marzo 2018 ore 18 al Centro Studi Piemontesi via Ottavio Revel 15 

La vicenda privata e il ruolo pubblico di Anna Maria d’Orléans, prima Regina di Casa Savoia, durante l’intera sua esistenza: la nascita a Saint-Cloud il 27 agosto 1669, la drammatica morte della madre, il matrimonio nel 1684 con Vittorio Amedeo II di Savoia imposto dallo zio Luigi XIV per garantirsi il controllo del Piemonte, la vita a Torino come duchessa, sposa e madre. Gli avvenimenti drammatici che, sconvolgendo l’Europa tra il finire del Seicento e i primi anni del Settecento, portarono Anna a salire prima sul trono di Sicilia, poi su quello di Sardegna. La biografia di Maria Teresa Reineri, si basa su documenti d’archivio, reperiti a Torino, Parigi e Genova, sulle notizie tratte dai memorialisti e dai giornali francesi dell’epoca e sulla corrispondenza privata. La lettura fedele mette in luce l’infelicità di un amore coniugale non corrisposto, la dignità con cui Anna interpretò il ruolo di duchessa e di regina, la tenerezza materna verso i figli, le tante lacrime versate per le loro scomparse. Il racconto l’accompagna fino alla morte, avvenuta a Torino il 26 agosto 1728, e alla sepoltura nella Reale Basilica di Superga. Il volume, esaurito da tempo, è stato ristampato a dicembre 2017 

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Andrea Merlotti

Centro studi delle Residenze Reali Sabaude

Anna Maria d’Orléans

Regina di Sardegna Duchessa di Savoia

Per la ristampa del volume di

Maria Teresa Reineri

edizioni del

Centro Studi Piemontesi 2017

Interverrà l’Autrice

Info: Tel. 011/537486 – info@studipiemontesi.it – www.studipiemontesi.it 

Incidente stradale nella notte: due ragazzi feriti liberati dai vigili del fuoco

Tanta paura per. quattro giovani amici di età  tra i 20 e i 30 anni, finiti  con la loro auto in un fosso sulla provinciale tra Rivarolo e Ozegna. Nelle vicinanze della rotonda che immette nel paese il conducente della Mitsubishi su cui si trovavano  ha perso il controllo uscendo di strada. Due ragazzi ,  compreso il guidatore, sono rimasti leggermente feriti. Più seria la situazione per gli altri due, che si trovavano sul sedile posteriore e  sono rimasti bloccati all’interno del veicolo.Sono stati liberati dai  vigili del fuoco di Rivarolo che li hanno estratti dalle lamiere e  accompagnati all’ospedale di Ivrea, con fratture e contusioni.

ELEZIONI POLITICHE 2018, TUTTI I RISULTATI IN CITTÀ SARANNO IN RETE

In occasione delle Elezioni politiche del 4 marzo prossimo, il sito della Città di Torino www.comune.torino.it diffonderà i risultati dello scrutino dei voti nei 919 seggi cittadini, visibili anche su smartphone e tablet. Le pagine del sito ad esse dedicate riporteranno le affluenze parziali e finali del voto per Camera e Senato e, a partire dalle ore 23, quando i seggi saranno chiusi e comincerà lo spoglio da parte di presidenti e scrutatori, i risultati in tempo reale dello scrutinio dei voti.

Si ricorda che nel disegno dei collegi elettorali sono talvolta stati inclusi, oltre a una parte del territorio della città, alcuni comuni confinanti con essa; pertanto, i dati complessivi di collegio saranno visibili soltanto nella pagine web del ministero dell’Interno; sulle nostre pagine istituzionali verrà invece pubblicato il dato rilevato nei seggi presenti nel nostro territorio, il cui funzionamento è garantito dal Servizio elettorale comunale.

Aggiornamenti più puntuali saranno garantiti anche sui canali social della Città di Torino. Nella pagina Facebook www.facebook/cittaditorino andrà in diretta un video nel formato screencast, che trasmetterà gli aggiornamenti a ciclo continuo, in tempo reale.

Sala Colonne di Palazzo Civico sarà allestita come punto informativo sul voto, aperto ai cittadini dalle ore 23 di domenica 4 marzo e fino alla chiusura dei seggi. I risultati saranno proiettati sugli schermi della sala ma sarà possibile anche consultare i risultati in modalità personale, attraverso alcuni schermi touchscreen collegati alla rete.

Come sempre avviene, il Servizio telematico pubblico della Città di Torino metterà a disposizione in rete i dati di voto suddivisi sezione per sezione, in formato aperto.

(mm – www.comune.torino.it)

A Torino la Lega supera FI, tiene il Pd, in calo M5S. In Piemonte vince il centrodestra

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AGGIORNAMENTO 

5 marzo Tra i primi parlamentari eletti con certezza Andrea Giorgis per il Pd nel collegio di Torino Centro che batte Marco Francia del Centrodestra. Roberto Rosso di FI (omonimo del candidato sindaco berlusconiano del 2001) vince a Barriera di Milano. La leghista Ferrero vince su Stefano Esposito del Pd a Collegno. Il dem Stefano Lepri la spunta a Mirafiori contro Greco Lucchina di Noi per l’Italia. Per Forza Italia vincono Daniela Ruffino a Pinerolo e Claudia Porchietto a Moncalieri. Il Centrodestra nel collegio delle Vallette porta a Montecitorio Augusta Montaruli che vince per 200 voti appena sull’uscente deputata del Pd Bragantini.  Il Pd in città tiene con il 27 per cento e resta il primo partito, cala di alcuni punti il Movimento 5 Stelle, in controtendenza sull’affermazione nazionale e la Lega ottiene circa il 20 per cento, superando FI. Il partito di Di Maio  strappa ai dem lo storico collegio di Collegno. Quasi tutti i collegi delle province piemontesi vanno al centrodestra. Affluenza a Torino del 73 per cento, in tutta la Regione del 75. I nominativi di tutti gli eletti nei prossimi aggiornamenti.

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4 marzo – Alle 19 è andato alle urne il 58,22% degli elettori torinesi per la Camera mentre nel 2016 alle Comunali, quando si votò in un solo giorno, alla stessa ora la percentuale era del  41,32%. Alle elezioni  politiche 2013 (voto in 2 giorni) il dato era 49,9%. Nel resto della regione si regista un dato di affluenza ancora più elevato.

 

4 marzo – Oggi alle 12 a Torino aveva votato il 16,85 per cento degli elettori  rispetto al 15,09 del 2013, in occasione delle ultime elezioni per il Parlamento. Dato in aumento  anche messo a  confronto con le Comunali del 2016, con il 14,06  di votanti a mezzogiorno. Segnalate code in alcuni  seggi in città e nella cintura. La sindaca Chiara Appendino ha votato nel seggio di via Vidua. Gli elettori potranno recarsi alle urne fino alle 23. Tra i torinesi iscritti alle liste elettorali anche 286  centenari: 230 donne e 56 uomini. Sono 25 i diciottenni nati il 4 marzo del 2000 che potranno così votare per la prima volta. Sono 13 ragazze e 12 ragazzi. Da questa tornata c’è anche la novità del  tagliando antifrode rimovibile e dotato di codice alfanumerico. Dopo il voto l’elettore consegnerà la scheda al componente del seggio dove verrà verificato il codice  annotato, verrà rimosso il tagliando e messa la scheda nell’urna.

 

Linea di confine. Spigolature di vita e storie torinesi

di Pier Franco Quaglieni

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Andare a votare, malgrado neve e freddo – Un’operazione poco felice e assai poco Gentile – Un libro molto discutibile sul ‘68 – Carlo Ripa di Meana intellettuale controcorrente

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Andare a votare, malgrado neve e freddo
E’ stato un grave errore indire elezioni politiche in inverno. Non c’era ,tra il resto, nessuna ragione per farlo perché, bene o male, c’è il governo Gentiloni che governa il Paese senza infamia con un ministro dell’interno degno di questo nome. Sarebbe bastato scaricare il ministro degli esteri fantasma Alfano che neppure di fronte alla prepotenza di Erdogan nei confronti dell’ENI a Cipro è stato capace di proferire parola. Ma non c’era ragione di votare il 4 marzo. La neve ha impedito una degna chiusura della campagna elettorale,il freddo può ostacolare la partecipazione al voto,già in pericolo per altri motivi di disaffezione,per non dire di chi vuole astenersi o annullare la scheda.  Un invito soltanto:Andiamo a votare, qualunque sia il tempo. Votiamo per chi riteniamo il meno peggio, perché il meglio non c’è. Forse il meglio non c’è mai stato.Votiamo i simboli perché gli uomini e le donne candidate sono spesso deludenti.Le candidature blindate sono troppe e di basso profilo. Ma non dobbiamo privarci di un diritto costituzionale. Il voto sarebbe anche un dovere civico,ma oggi è soprattutto un diritto. Per far sentire,malgrado tutto,la nostra voce di cittadini delusi,tartassati,amareggiati,ma pur sempre cittadini.  Nei collegi uninominali un voto, un solo voto in più o in meno, può decidere l’eletto. In questo senso anche la nostra scheda e la nostra croce è importante.

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Carlo Ripa di Meana intellettuale controcorrente

E’ mancato a Roma Carlo Ripa di Meana, politico e intellettuale controcorrente. Molti giornali lo hanno ricordato come marito di Marina, lo stravagante personaggio mancato due mesi fa  ,di cui Carlo fu profondamente innamorato per tutta la vita. Aveva avuto esperienze politiche diverse. Fu  ministro e deputato al Parlamento europeo. Fu socialista a fianco di Craxi, salvo poi abbandonarlo e riconoscerne, dopo la morte, il rilievo storico. Di lui si potrebbe dire e scrivere  molto, ma va ricordato soprattutto come presidente della Biennale veneziana  del dissenso che squarciò il velo dell’ipocrisia sul mondo comunista che calpestava i diritti umani più elementari. Gli intellettuali italiani allora erano quasi tutti comunisti o compagni di strada del Pci e fingevano di non sapere e di non vedere cosa fosse l’URSS .In quegli anni la tessera del Pci era il passaporto per il successo nei giornali, nell’università , nel mondo editoriale. Ripa di Meana steccò nel coro ed aiuto ‘ altri a farlo. Per questo suo coraggio va ricordato con gratitudine.

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Un’operazione poco felice e assai poco Gentile
Ho comprato il primo libro dedicato ai protagonisti della Grande Guerra messo in edicola dal Corriere della Sera. La collana veniva presentata come una nuova iniziativa editoriale, invece è la ristampa di libri già pubblicati nel 2015 per il centenario dell’ingresso in guerra. Un inganno. Ho sfogliato il volumetto dedicato a Vittorio Emanuele III ed ho subito notato che si tratta della mera riproposizione dell’infelicissimo libretto di Pierangelo Gentile, un giovane che non va confuso con il famoso storico Emilio Gentile.E’ un giovane di belle speranze,ma soprattutto con molti appoggi autorevoli che gli hanno consentito di emergere. Scrive anche bene,ma la ricerca storica è ben altra cosa.Sporcarsi le mani negli archivi è il duro mestiere che il divulgatore Gentile non conosce abbastanza.  Ha ripubblicato il medesimo libretto del 2015,senza neppure una variazione. Un’operazione da piccola casa editrice che cambia la copertina e ricicla libri vecchi ,facendoli passare per nuovi.  Gentile non ha neppure avuto il buon gusto di eliminare la pagina 79 nella quale cita una diceria infame e falsa :la regina Elena,donna di elette virtù,riconosciute da tutti,avrebbe avuto tradito il marito con il precettore del principe Umberto,l’ammiraglio Bonaldi. Una cosa del genere ad altri che non si chiamino Gentile non sarebbe stata permessa senza la sanzione della comunità scientifica.  Con i pettegolezzi e con le falsità non si fa la storia. Si può,al massimo, scrivere un articolo per “Novella 2000”.Ma il “Corriere della Sera” è il maggior quotidiano italiano!

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Un libro molto discutibile sul ‘68

Gian Vittorio Avondo ha pubblicato un libro per le edizioni del Capricorno dedicato al ’68 a Torino. Dopo cinquant’anni, ci sarebbero le distanze per tentare un discorso storico,ma il libro è di fatto un’apologia delle ragioni dei sessantottini. Un libro mal congegnato che parte da troppo lontano (i tafferugli di piazza Statuto del 1962) e non giunge ad analizzare il nesso che lega il ’68 al terrorismo attraverso i movimenti estremisti che nacquero dalla contestazione ,a partire da Lotta Continua. Che ci sia un rapporto tra le lotte operaie novecentesche con gli estremismi sessantottini e post sessantottini lo afferma Avondo ,ma è tutto da dimostrare. I ragazzi di buona famiglia che decisero di diventare contestatori non avevano nessun rapporto con la classe operaia torinese della prima metà del secolo scorso. Quelle che Avondo chiama le <<avvisaglie degli anni anni di piombo>> sono un qualcosa di molto più pesante ed evidente. Le grandi battaglia civili sono state certo anche il frutto del ’68,ma soprattutto dell’impegno di uomini come Marco Pannella che costrinse la sinistra ad impegnarsi,ad esempio, sul terreno del divorzio,mentre il Pci era molto tiepido per non turbare i rapporti con i cattolici. C’è un’osservazione nel libro di Avondo che merita di essere evidenziata:egli riconosce onestamente che i contestatori di cinquant’anni fa ebbero una certa cultura perché <<ultimi figli della scuola gentiliana>>. Di lì in poi la cultura e la scuola di massa,voluta dal ’68, provocarono il degrado. Infatti i ragazzi del ‘68 avevano una buona cultura perché formati nella scuola che vollero combattere e contribuire a distruggere. Quella generazione fu l’ultima a frequentare una scuola piena zeppa di esami e superò un esame di maturità che restava un incubo per molti anni. Se lo si superava, si era davvero maturi.

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LETTERE   scrivere a quaglieni@gmail.com

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Il castello di Moncalieri

Finalmente il castello di Moncalieri e’ di nuovo visitabile dopo troppi anni di chiusura.Perche ‘ abbia subito l’incendio ancora oggi resta un mistero. Sarebbe importante sapere il perché di tanti ritardi. Ma dobbiamo essere contenti della buona notizia .      Barbara Giuliani                                                                                                                                       
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E’ uno dei tanti misteri italiani e piemontesi. Ricordo che accusarono anche i Carabinieri di stanza nel castello in modo davvero fantasioso per l’incendio .Andrebbero anche ricordati i ritardi paurosi nei lavori di restauro. Anche in questo campo poco impegno e insufficienti risorse. L’importante è che oggi sia visitabile .Voglio evidenziare il ruolo positivo del Comune di Moncalieri e del suo assessore alla Cultura Laura Pompeo che adesso sta anche cercando di recuperare l’arredo disperso un po’ al Quirinale,un po’ a Stupinigi ,un po’ in altre sedi. E’ una reggia sabauda importante, per troppi anni trascurata .Laura Pompeo e’ persona colta e sensibile. Simile a lei vedo l’assessore alla cultura di Venaria Reale Antonella Bentivoglio d’Aflitto .Settimo torinese che rappresentava un ‘eccellenza e’ invece decaduta . Troppa politica ideologica uccide .

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Democrazia e rigurgiti di violenza

Cosa pensa del militante di CasaPound massacrato a Livorno mentre attacca un manifesto? E’ un fatto gravissimo.                                                                                     Tiziana Faci
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Si’ , e ‘ un fatto gravissimo e su questi fatti ho scritto durante la campagna elettorale. La Legge Scelba che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista ,va applicata dalla Magistratura e non è pensabile che per vie brevi si voglia lo scioglimento di Casa Pound ricorrendo alla violenza e alla intimidazione . La democrazia ha regole ferree soprattutto in campagna elettorale. Se poi CasaPound avesse anche un solo eletto al Parlamento , il discorso si complicherebbe. La nostalgia del fascismo e’ causata anche dal malgoverno,dalla corruzione,dalla crisi economica e dal non governo in materia di immigrazione incontrollata . Affidare l’antifascismo ai teppisti incappucciati livornesi appare davvero una follia, come una follia e’ non equiparare ad ogni effetto l’estremismo dei centri sociali con l’estremismo opposto .La democrazia si difende con la legalità repubblicana e la fermezza dello Stato. Carlo Casalegno docet.

Come parlare di sindrome di Down e autismo

“Regole e deontologia nel parlare di sindrome di Down e autismo”. È il titolo del corso di formazione per giornalisti organizzato martedì 27 febbraio al circolo della Stampa di Torino e nel salone d’onore del comune di Cuneo.

Ci sono voci che partono dal basso e cercano di infrangere stereotipi e pregiudizi, provando a smuovere certezze e creare nuovi punti di vista. Il lavoro del giornalista non è mai semplice ma quando ci si trova ad affrontare tematiche delicate come il mondo della disabilità è anche peggio. Così a volte per paura, per pregiudizio e per mancanza di tempo si finisce per scivolare nei luoghi comuni tra stereotipi e termini inesatti.

“Come spesso accade, quando ci si ritrova davvero coinvolti, le prospettive cambiano – spiega l’organizzatrice Angela Pittavino -. È questo che è capitato con la nascita di mia figlia Miriam, bella e sana ma con un cromosoma in più.  Di colpo alcuni titoli dei giornali sono diventati sassi capaci di ferire… e conoscendo altre realtà simili a quella della nostra famiglia ho compreso che non ero solo io a non gradire l’approccio che, troppo spesso, alcuni colleghi giornalisti, senza volerlo e per pura ingenuità, avevano nei confronti delle persone con disabilità. Così ho scoperto un mondo in cui tante mamme e tanti papà  lottano più o meno efficacemente per cambiare la comunicazione. Non ho potuto che pensare: perché non andare direttamente alla fonte e spiegare cosa non va a coloro che hanno davvero il potere di cambiare la società? I giornalisti. La risposta è sempre stata lì a portata di mano e bastava solo trovare i giusti relatori per dare vita ad un corso di aggiornamento che fosse il primo passo verso una nuova consapevolezza e alleanza. Grazie a questa stupenda quanto difficile professione sono sicura che si potrà dare uno scossone capace di cambiare la mentalità e offrire una nuova prospettiva di inclusione per queste fasce deboli troppo spesso dimenticate”.

I relatori: la giornalista cuneese Cristina Mazzariello (Targatocn.it), Guido Marangoni (ingegnere in informatica, scrittore e padre di una bambina Con SdD), Maurizio Arduino (Psicologo, Psicoterapeuta, Specialista in Psicologia Clinica, responsabile C.A.S.A. -Centro Autismo e Sindrome di Asperger dell’Asl CN1), Annalisa Sereni (medico, scrittrice, blogger e mamma di un bambino con Sindrome di Down) e Martina Fuga (scrittrice, consulente d’arte, amministratrice di Artkids, una società che produce mostre, libri ed eventi per avvicinare i bambini al mondo dell’arte, presidente di Pianetadown Onlus, consulente per la comunicazione del comitato di gestione del CoorDown e consigliere di AGPD Onlus Milano e mamma di una bambina con SdD).

Nonostante buona parte di loro venisse da lontano senza esitazione hanno accettato perché, come c’era da aspettarsi, il desiderio di cambiare la comunicazione era più forte.

Per gravi motivi di salute però, all’ultimo, Martina Fuga ha dovuto rinunciare ad esserci personalmente e ha inviato il suo intervento per scritto. Assente, a causa del meteo avverso, anche Annalisa Sereni che si è collegata via Skype.

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Tanta la presenza di giornalisti in entrambe le sedi con la conseguente soddisfazione di relatori e organizzatori. Sindrome di Down e autismo… disabilità intellettive che ancora spaventano e che molti giornalisti non conoscono appieno sebbene molto spesso ci si ritrovi a doverne parlare per fatti di cronaca o eventi di altri genere.

“Troppo spesso queste due disabilità vengono trattate come fossero malattie, usando una terminologia inesatta – spiega Cristina Mazzariello -. Questo corso è stata un’occasione preziosa per fare il punto sulla situazione e dare l’opportunità ai giornalisti di approcciarsi in modo corretto e consapevole a questo mondo. Sono tanti gli errori che ogni giorno si possono vedere sulle pagine dei giornali”.

 Continua la giornalista Cristina Mazzariello“Iniziamo dalla SdD. La sindrome di Down non è una malattia ma una condizione genetica chiamata Trisomia 21 per la presenza di un cromosoma in più in ogni cellula. Per questo ogni volta che un giornalista titola o scrive  “affetto dalla /soffre di/vittima della sindrome di Down” sbaglia perché non è mica un raffreddore! Si deve scrivere semplicemente “Ha la/con sindrome di Down”. Un altro errore molto frequente è scrivere “Un bambino/ragazzo/persona down”. Qui troviamo ben due fattori che rendono questa frase terribile alle orecchie di famigliari e specialisti. Non esiste un bambino down, non è una “razza”, esiste la persona CON sindrome di Down. Non dimentichiamo che dietro a questa condizione genetica c’è sempre una persona: Anna, Miriam o Gabriele… E’ solo una piccola parola in più ma fa una grande differenza”.

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Sottolinea la dottoressa Annalisa Sereni“Qui arriva anche il secondo errore frutto probabilmente della scarsa conoscenza della “materia”. Il termine “down” non può essere usato come aggettivo perché si tratta di un cognome. Il dottor John Langdon Down nel 1862 ha intuito che alcuni bambini avevano caratteristiche somatiche e mentali simili. Per descrivere i portatori di tale condizione quindi ha coniato l’infelice termine “mongoloide” (direi che riguardo questo termine, bandito da tempo dal mondo medico, non serva ribadire la valenza negativa assunta negli anni, sebbene qualche illustre giornalista l’abbia usato in tv infatti non deve assolutamente essere utilizzato perché considerato molto offensivo per le persone con Trisomia 21). Da qui nasce la definizione di sindrome di Down che ora, in effetti, dovrebbe essere sostituita da Trisomia 21 poiché il genetista francese Jérôme Jean Louis Marie Lejeune  nel 1959, ha scoperto che alla base di questa sindrome vi è la presenza di una terza copia (o una sua parte) del cromosoma 21”.

Come ha scritto Martina Fuga“È un fatto culturale prima ancora che sociale. E il linguaggio è l’alfabeto di questa cultura in evoluzione. Se sdoganiamo termini come “mongoloide” facciamo un passo indietro culturale di diversi decenni. Se continuiamo a parlare di “malattia”, se continuiamo a dire “soffre” di sindrome di Down, ha una “malattia mentale” facciamo un danno enorme, un danno culturale nei confronti delle persone con sindrome di Down, perché roviniamo anni di lavoro di associazioni di genitori che cercano di cambiare l’immagine di queste persone e la percezione che gli altri hanno di loro sradicando preconcetti pregiudizi e informazioni scorrette sulla sindrome. Scrivere nel modo scorretto delle persone con sindrome di Down va a rafforzare questi preconcetti e lede all’immaginario collettivo della persona con sindrome di Down. Il linguaggio che usate nei vostri articoli incide sulla cultura e sul rafforzamento dei pregiudizi o sulla distruzione di essi”.

Stesso discorso vale per i ragazzi con disturbo dello spettro autistico, come ha spiegato Maurizio Arduino: “Anche in questo caso troppo spesso viene usato il termine “soffre di autismo”. Non è una malattia ma un disturbo del neurosviluppo. Da qui la necessità di sapere, informarsi tramite associazioni o specialisti prima di cadere nella trappola dei luoghi comuni. Una persona con questa disabilità non è il Rainman che tutti ricordiamo al cinema. Il disturbo dello spettro autistico è vasto e ricco di sfumature molto spesso difficili da comprendere”.

“Chiediamo ai giornalisti di essere al nostro fianco in questo difficile cammino, la nostra piccola rivoluzione – spiega Guido Marangoni -. Su Facebook grazie alla pagina Buone notizie secondo Anna qualche passo avanti lo abbiamo già fatto. Anche grazie alla leggerezza e il sorriso della mia bambina con i quali ogni giorno io e la mia famiglia cerchiamo di sfatare i luoghi comuni e gli stereotipi”.

Non è una questione linguistica è sostanza, è cultura, è mentalità che si radica.

SALUTE E PREVENZIONE, CON “JUST THE WOMAN I AM” PIAZZA SAN CARLO SI TINGE DI ROSA

Domenica 4 marzo  in Piazza San Carlo è ancora una volta protagonista JUST THE WOMAN I AM, il grande evento di sport, cultura, benessere e socialità a sostegno della ricerca universitaria organizzato dal Sistema Universitario torinese. Alla sua quinta edizione, la manifestazione ha riscosso un grande successo e risonanza su tutto il territorio nazionale. Nel 2017 ha visto oltre 60.000 presenze più di 16.000  alla corsa non competitiva e camminata di 6 chilometri: donne e uomini hanno corso fianco a fianco a sostegno della ricerca universitaria e della diffusione di una maggiore consapevolezza di sé per un corretto stile di vita. “Prevenzione e ricerca universitaria, attività fisica e alimentazione  – dicono i promotori – sono le parole chiave della manifestazione. Lo sport universitario è ancora una volta in prima linea con lo scopo di comunicare i propri valori formativi, di strumento di prevenzione e salvaguardia della salute dell’individuo e soprattutto, grazie alla propria componente aggregativa, di sensibilizzare l’opinione pubblica diventando veicolo di cultura a sostegno dell’eliminazione della violenza di genere. Per sostenere concretamente la ricerca universitaria ci si potrà iscrivere alla corsa/camminata di 6 km; l’importante non sarà il risultato ma esserci. Inoltre il 4 marzo non sarà solo corsa, un fitto programma di eventi è previsto in Piazza, non esclusivamente sportivi. Le informazioni relative alle iscrizioni su www.torinodonna.it/iscrizioni. . Ma Just the Woman I Am continuerà anche dopo il 4 marzo con l’organizzazione della II Unito Polito Cancer Series; CUS Torino, Università e Politecnico di Torino saranno impegnate dal 7 al 9 marzo, presso la Cavallerizza Reale – Università degli Studi di Torino, nell’organizzazione del convegno scientifico “IMAGING OF CANCER METABOLISM” a cui presenzieranno, in qualità di relatori, numerosi oncologi del panorama mondiale (www.cancerto.it); il convegno si concluderà, nel tardo pomeriggio del 9 marzo con un seminario che si terrà presso il Politecnico di Torino organizzato per poter divulgare i risultati della ricerca universitaria a tutta la cittadinanza.

(la foto grande è di Roberto Barranca)