Prosegue la mostra sul cinema neorealista alla Mole. E ciò che accade impressiona, perché non solo sembra trascorso un giorno dalle riprese di Paisà e Roma città aperta di Rossellini, ma sembra perfino che queste foto di scena del passato possano rendersi grandi suggerimenti per il futuro. Quant’è concreto Umberto D?
Quanto è attuale l’antico? Nella penombra del Museo del Cinema, la scalinata a chiocciola allestita per l’occasione ospiterà la Mostra sul Cinema Neorealista fino al 29 novembre 2015. Sospesi nella magica atmosfera dell’incanto, i visitatori hanno modo di farsi luce tra i nomi e i volti protagonisti di un cinema che muove i suoi primi Quattro passi tra le nuvole e che forse, al di là delle date convenzionali di inizio e fine, sembra non essere mai svanito del tutto nella memoria dei nostri sguardi italiani. E ciò che accade impressiona, perché non solo sembra trascorso un giorno dalle riprese di Paisà e Roma città aperta di Rossellini, ma sembra perfino che queste foto di scena del passato possano rendersi grandi suggerimenti per il futuro. Quant’è concreto Umberto D?
Dalle fotografie di scena e dalle locandine messe in rilievo nella mostra, scopriamo ancora che sono i volti a ribadire con vigore ciò che
Spinazzola metteva in luce con la forza della parola: l’unificazione del pubblico cinematografico nazionale fu “l’obiettivo supremo” di un cinema indissolubilmente legato ai fenomeni divistici. Secondo la critica neorealista, infatti, questo periodo del cinema italiano fu in primo luogo caratterizzato dalla presenza di quei registi-interpreti che suscitarono la simpatia delle platee popolari e degli spettatori più esigenti conciliando la tradizione del dopoguerra con l’idea di spettacolo (come Alessandro Blasetti e Vittorio De Sica i cui visi ricorrono a ritmo incalzante sulla scaliunata allestita); in secondo luogo, ma non in secondo piano, brillavano poi quelle stelle femminili che tuttoggi elevano la commedia a idillio, come Sofia Loren: non è certo un caso se tra i suoi primi successi in coppia con Mastroianni c’è proprio un film che si intitola La fortuna di essere donna.
Divismo è presenza di concorsi di bellezza, è sensualità non invadente, è ritratto di un corpo sinuoso che rischia con ruoli drammatici ma si riconferma “involontariamente” bellissima: con Pizzicarella la Bersagliera, la Lollo di Pane amore e fantasia ritrova una naturale spontaneità con l’arte di Comencini, pareggiando i conti con le pin up hollywoodiane come fosse già La donna più bella del mondo. Poco importa allora, se il neo-divismo delle maggiorate fosse o non fosse in parte la conseguenza dell’affermazione di attori di teatro e di varietà nel cinema. Poco si riflette sul ritorno in scena dei divi nel periodo post-bellico a seguito dell’esaurimento dell’attore da strada: questa mostra non lascia spazio per questa la separazione.
Non c’è modo per farsi troppe domande sulle cause che hanno portato alla scelta famosa dei non professionisti (è il caso dei famosi Sciuscià e Ladri di biciclette che ricorrono con frequenza lungo il percorso dell’esposizione) e non serve più interrogarsi sulle cifre autoriali di un Visconti che firma La terra trema, Senso e Ossessione senza perdere il rango di autore d’eccellenza pur nella diversità delle sue cifre stilistiche. Ciò che davvero conta, in questa mostra, è dialogare con l’umanità del personaggio. Totò e Anna Magnani, la cui mimica espressiva regna sovrana, sembrano ancora comunicare con noi in una continua contaminazione tra ruolo (sociale, di maschera) e azione, tra pubblico e privato, simboleggiando al massimo grado l’idea profetica di spettacolo sottesa al cinema stesso.
Di fatto questa mostra, a cura di Alberto Barbera con la collaborazione di Grazia Paganelli e Fabio Pezzetti Tonion, ricorda che, anche nel nostro cinema, non esiste nulla di vissuto e di privato che non si possa trasformare in resa pubblica e presente dei fatti: in questo senso è un esperimento di apertura alla conoscenza, una mostra referenziale incastrata nella cornice più idonea per suggerire come, tra dispositivi e comportamenti sociali, è solo il cuore che conta.
Ilaria Abate
Nel negozio di Corso Vittorio Emanuele 41 sarà possibile fare shopping e contribuire allo sviluppo nel Sud del Mondo
In occasione del 25 novembre, “Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne”, la Città di Torino, la Città Metropolitana, gli Enti e alle Associazioni del Coordinamento Cittadino e Provinciale contro la Violenza sulle Donne, organizzano una serie di iniziative. Ecco dal sito del Comune l’



Attraverso l’iniziativa “CresciamoInsieme” il nuovo Club conferma sin da subito il proprio impegno al servizio del territorio, perseguendo il valore guida della tradizione rotariana del “Service above self” – “servire al di sopra dei propri interessi personali”
I partiti contemporanei, tutti i partiti, ormai ridotti a soggetti “post identitari”, “post politici” e forse anche post democratici. Una moda? Un fatto strutturale o un epilogo definitivo ed irreversibile?
È in corso fino al 21 novembre prossimo al Centro Congressi della Regione Piemonte il XIV Congresso Nazionale Sipo, della Società italiana di psico-oncologia, rivolto principalmente agli psicologi e dedicato al supporto psicologico al malato oncologico e cronico e ai loro familiari. Sabato mattina saranno ammessi anche i volontari delle associazioni di supporto. In un momento di ristrettezze di risorse da parte del Sistema Sanitario Nazionale, questo congresso diventa l’occasione preziosa per festeggiare il trentennale della Società e analizzare la dicotomia presente tra la necessità di queste cure psicologiche per il malato e i suoi familiari e la scarsità di risorse messe a disposizione. Lo spirito del congresso è quello di avallare e confermare l’importanza della multidisciplinarieta’ della psico-oncologia, attraverso incontri di confronto e dialogo. Nel congresso vengono discussi lo stato dell’arte dell’assistenza psico-oncologica in Italia, con una particolare attenzione rivolta al problema della strutturazione degli psicologi all’interno del Sistema Sanitario Nazionale, la valutazione degli outcome dei trattamenti psicologici nel contesto oncologico, l’integrazione tra psico-oncologia e cure palliative, l’impatto della spending review che la psico-oncologia sta subendo nella gestione delle risorse oncologiche e ospedaliere. Un’intera mattinata sarà poi dedicata alla tematica delle terapie complementari. Un altro tema che verrà affrontato riguarda la sempre più impellente necessità da parte della psico-oncologia di interfacciarsi con gli aspetti biologici che sono in rapporto con gli ambiti emozionali, nella valutazione dei rapporti con lo stress, la psiche e l’immunità. Verranno inoltre approfonditi gli aspetti cognitivi e psichici del dolore, che devono necessariamente integrarsi con quelli antalgici. 
La Fondazione “Filippo Burzio” ha conferito oggi al Sottotenente Serena Natolini un riconoscimento per essersi classificata al primo posto negli studi universitari al termine del secondo anno formativo. L’ufficiale, appartenente all’Arma delle Trasmissioni, ha ricevuto l’ambito premio dal Vice Presidente della Fondazione, avvocato Marco Weigmann, alla presenza del Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Paolo Ruggiero. La cerimonia si è svolta a margine del convegno sul tema delle “nuove elites di potere”, promosso dalla Fondazione Burzio ed al quale hanno contribuito i professori Francesco Tuccari, Stefano De Luca, Paolo Bagnoli, Luigi Bonanate e Lorenzo Ornaghi, provenienti dagli atenei di Torino, Roma, Siena e Milano. Figura singolare ed eclettica nel panorama culturale del Novecento italiano, Filippo Burzio (Torino 1891 – Ivrea 1948) ha coltivato plurimi interessi. Intellettuale, scienziato, giornalista, docente di meccanica applicata e di ingegneria balistica alla Scuola di Applicazione, Filippo Burzio fu uomo di una larga sensibilità nel campo delle lettere e della filosofia. Costituita nel 1992 con il patrocinio anche dell’Istituto di studi militari torinese, la Fondazione custodisce l’eredità culturale di Burzio attraverso la valorizzazione dei suoi insegnamenti, la conservazione dei suoi scritti e della biblioteca, il recupero e la ristampa delle sue opere.