ECONOMIA- Pagina 29

Piemonte sempre più competitivo

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“La fotografia che ci restituisce l’indagine di Confindustria Piemonte conferma con forza che l’internazionalizzazione è e deve continuare ad essere un pilastro strategico per la crescita del nostro sistema produttivo. Le imprese piemontesi, anche nei contesti più complessi, continuano a innovare, esportare e investire. Compito delle istituzioni è accompagnare questa capacità con strumenti efficaci e visione di lungo periodo”. Così l’assessore regionale al Bilancio, Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano commenta i risultati emersi dalla II Indagine sull’internazionalizzazione 2025 presentata oggi da Confindustria Piemonte.

Andrea Tronzano

 

“Sono numeri che evidenziano in modo netto – prosegue Tronzano – come oltre il 58% delle imprese abbia rapporti strutturati con l’estero: il 40% ha incrementato il fatturato export negli ultimi tre anni e cresce l’attenzione verso mercati ad alto potenziale quali Emirati, India, Canada, Giappone. A fronte di una competizione globale sempre più serrata, il Piemonte dimostra di avere imprese pronte e ambiziose”. L’assessore richiama le principali iniziative messe in campo dalla Regione. “Con il nuovo ciclo dei Progetti Integrati di Filiera 2026–2029 abbiamo stanziato 27,1 milioni di euro, il 40% in più rispetto al triennio precedente, e introdotto due nuove filiere chiave – Agritech e Microelettronica – per rispondere alla trasformazione tecnologica in atto. I PIF si confermano uno strumento solido, cresciuto in numeri e in efficacia, capace di generare oltre 8.000 occasioni di business solo nel biennio 2024–2025”.

Inoltre le missioni di sistema per la Regione sono un asset strategico. “Dopo il successo delle missioni in Michigan e all’Expo di Osakanel 2026 andremo in Canada, nelle Province di Ontario e Quebec. Si tratta di mercati dove il Piemonte può giocare un ruolo da protagonista. La collaborazione con Confindustria, Unioncamere, Ceipiemonte e il sistema universitario sarà decisiva per attrarre investimenti, promuovere le nostre eccellenze e aprire nuove relazioni di lungo periodo. Il Piemonte è pronto a raccogliere la sfida dell’internazionalizzazione. Lavoriamo perché sempre più imprese possano uscire dai confini regionali e portare nel mondo il valore delle nostre competenze, tecnologie e produzioni”, conclude Tronzano.

Falchera, presentato il nuovo complesso di social housing: 263 appartamenti pronti a fine anno

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È stato presentato ufficialmente oggi il cantiere di un complesso social housing in corso di costruzione nel quartiere Falchera. Il progetto prevede 263 nuovi alloggi dedicati alla locazione a canone convenzionato con la Città di Torino, per un investimento complessivo di circa 60 milioni di euro.

L’intervento offrirà nuove opportunità abitative come risposta concreta alla crescente difficoltà di famiglie e giovani coppie ad affrontare le richieste del mercato libero, favorendo, grazie alla gestione sociale, la nascita di una comunità inclusiva e attiva.

“Siamo davvero molto soddisfatti oggi – ha dichiarato il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo nell’intervento di apertura dell’incontro – di veder prendere corpo un cantiere che rappresenta il completamento di un più ampio progetto di rigenerazione urbana del quartiere Falchera avviato oltre un decennio fa che, grazie alla positiva interlocuzione con gli investitori che condividono la visione di città che come amministrazione abbiamo in mente, si arricchisce ora di questo importante e concreto tassello. Dopo il recupero dell’area dei Laghetti, il miglioramento delle connessioni viarie e di trasporto pubblico, la riqualificazione di spazi pubblici, la riapertura dell’anagrafe, per Falchera arriverà un complesso di social housing con oltre 250 appartamenti. Un investimento importante che darà una risposta concreta al crescente bisogno di abitazioni in affitto ad un canone sostenibile, contribuendo nel contempo a popolare di giovani e famiglie un quartiere che, come molti altri in città, sta vedendo un progressivo invecchiamento della popolazione. Un progetto che dimostra come la leva del partenariato pubblico-privato rappresenti una leva strategica per lo sviluppo del territorio e che arriva in una stagione di trasformazione per Torino, con i numerosi cantieri del Pnrr e l’avvio della realizzazione della metro 2, contribuendo a disegnare la Torino di domani”.

L’appuntamento ha previsto due tavole rotonde. Alla prima, “Il partenariato pubblico – privato insieme per la rigenerazione urbana – Il modello Falchera”, ha preso parte l’assessore all’Urbanistica della Città Paolo Mazzoleni insieme ad Alberto Anfossi, aegretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo, Livio Cassoli, responsabile Fondo Investimenti per l’Abitare di CDP Real Asset sgr, Michele Mico, senior analyst Housing & Urban Regeneration Real Estate di Finint Investments, Loreto Cipriani, responsabile Business Unit Fondi Pubblici Sinloc.e Paolo Boleso, head of Residential & Social Infrastructure di Investire SGR.

“Questo progetto – ha sottolineato l’assessore Mazzoleni – è un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore ed è proprio guardando a questi modelli che abbiamo costruito parte del nostro nuovo piano regolatore generale”.

Alla seconda tavola rotonda, “Abitare Falchera – Un progetto sociale per costruire comunità”, ha invece preso parte l’assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli insieme ai rappresentanti del Comitato Falchera, della Fondazione Housing Sociale, che ha curato il progetto sociale, dello Studio Picco Architetti per il concept progettuale, della Cooperativa di Vittorio e dell’impresa COGEFA, realizzatore dell’intervento.

“La conclusione dei lavori – ha spiegato l’assessore Rosatelli – è attesa per dicembre 2026, mentre l’avvio delle assegnazioni in locazione, affidato alla Cooperativa Edilizia Di Vittorio, che avrà anche il ruolo di gestore sociale, avverrà nel 2027, successivamente all’approvazione da parte della Città di Torino della convenzione sociale”.

L’iniziativa è promossa dal Fondo Abitare Sostenibile Piemonte, gestito da Investire SGR (Gruppo Banca Finnat) con la partecipazione di CDP Real Asset SGR, della Fondazione Compagnia di San Paolo e delle maggiori fondazioni di origine bancaria piemontesi – con un programma di investimento di oltre euro 150 milioni che ha permesso di realizzare sul territorio piemontese quasi 1.000 alloggi di social housing. L’iniziativa beneficia del sostegno del Fondo Piani Urbani Integrati (Fondo PUI), gestito dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) e finanziato con risorse del PNRR. Il Gruppo Banca Finint e Sinloc – tra gli intermediari finanziari selezionati per l’attuazione del Fondo – hanno sostenuto il progetto con un finanziamento di 10 milioni di euro provenienti dal Fondo PUI stesso.

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Biogas elettrico: Confagricoltura: “rivedere la norma del DL bollette”

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Venerdì 30 gennaio prossimo, a Cavallermaggiore, in provincia di Cuneo, Confagricoltura organizzerà un incontro pubblico sul tema dell’energia elettrica, prodotta dagli impianti a biogas agricolo che, secondo l’organizzazione agricola presieduta da Massimiliano Giansanti, rischia un pesante ridimensionamento se non verrà modificata una norma presente nel decreto legge “bollette”. Nel testo è prevista una progressiva riduzione, fino ad arrivare a un azzeramento nell’arco di 5 anni, dei prezzi minimi garantiti, strumento transitorio adottato nel 2023 dal governo italiano. Confagricoltura, a livello nazionale, già a dicembre si è rivolta al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin per chiedere una profonda revisione della norma. Pichetto Fratin e Giansanti saranno protagonisti delle conclusioni del convegno “DL bollette. A rischio il comparto biogas e biomasse di origine agricola”, che si terrà alle Cupole di Cavallermaggiore con l’organizzazione di Confagricoltura di Cuneo in collaborazione il consorzio Monviso Agroenergia. Dopo i saluti istituzionali di Enrico Allasia, Presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte, di Luca Crosetto, Presidente della Camera di Commercio di Cuneo, e di Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte, è in programma una tavola rotonda. I relatori previsti sono Sebastiano Villosio, Presidente del consorzio Monviso Agroenergia, Alessandro Bettoni, Presidente della FNP Federazione Nazionale di Prodotto, e l’Assessore piemontese Paolo Bongioanni e Alessandro Beduschi, dalla Lombardia.

“L’azzeramento graduale dei prezzi minimi garantiti condannerebbe a chiusura certa gli impianti a biogas e biomasse di orgine agricola – dichiara Enrico Allasia – in questo scenario di estrema incertezza, non solo si decreta la fine di un percorso di sostenibilità ambientale, iniziato oltre venti anni fa, ma, in prospettiva, si blocca ogni investimento sull’applicazione tecnologica in questo ambito”.

In tutta Italia gli impianti interessati dal DL bollette sono 1155, di cui 235 sotto i 300 KW e 918 oltre i 300. Di questi 918, per motivi tecnici, solo 200-250 potranno riconvertire la produzione da biogas a biometano, gli altri sarebbero costretti a chiudere.

Mara Martellotta

Eccellenza orafa del Piemonte, 11 aziende alla fiera della gioielleria negli Emirati Arabi

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Parteciperanno grazie ad Artex al Jewels of Emirates Show all’Expo Centre Sharjah dal 28 gennaio al 1° febbraio

Torino, 26 gennaio 2026 – Saranno 11 le aziende che dal Piemonte esporranno nel padiglione Italia, unico Paese ad essere rappresentato con un proprio spazio espositivo, alla settima edizione di Jewels of Emirates Show, la fiera dedicata al settore della gioielleria, oreficeria e orologeria che si terrà dal 28 gennaio al 1° febbraio all’Expo Centre Sharjah, nell’Emirato Arabo di Sharjah. Il padiglione italiano sarà curato, come sempre, da Artex. 

Le aziende piemontesi che saranno presenti alla fiera fanno parte tutte della provincia di Alessandria, 2 del comune di San Salvatore e gli altri del Comune di Valenza:

Capra Srl (San Salvatore)
Carlo Barberis (Valenza)
Ferraris Gioielli Srl (San Salvatore)
Garavelli Srl (Valenza)
Italgold Srl (Valenza)
Luca Carati Srl (Valenza)
Maskada Gioielli Srl (Valenza)
OFIR Srl (Valenza)
Orital Srl (Valenza)
Oro Trend Srl (Valenza)
Vanessa Gioielli Srl (Valenza)

Jewels of Emirates Show si è affermata come una fiera di grande successo: all’edizione 2025 hanno preso parte più di 150 espositori, in grande prevalenza dagli Emirati Arabi e dal Medio Oriente, suddivisi in un’area espositiva di 10.000 metri quadrati, e più di 9.000 visitatori tra cui compratori privati, buyer, vip, diplomatici, giornalisti, social media influencer.

“Grazie all’organizzazione di Artex e alla collaborazione ventennale con Expo Centre e Camera di Commercio di Sharjah – afferma Sara Biagiotti della direzione di Artex -, l’Italia sarà rappresentata a questa importante fiera del settore, che negli anni è cresciuta, non solo in termini di numero di aziende e di area espositiva, ma anche di qualità affermandosi come una delle più richieste del mercato”.

“Proprio grazie alla fiducia di Expo Centre Sharjah – aggiunge Biagiotti – sono stati concessi ulteriori spazi al padiglione italiano che come Luxury Zone si è ampliato del 25%”.

Alla nuova edizione parteciperanno 33 aziende italiane che rappresentano il meglio della gioielleria e dell’oreficeria Made in Italy.

 “Il mercato arabo – conclude Biagiotti – è uno dei più rilevanti per l’esportazione di preziosi: nel 2025 il valore delle esportazioni italiane di gioielli negli Emirati Arabi è stato pari ad 1,3 miliardi di euro con una crescita del 55 % sul primo semestre dell’anno precedente nonostante il costo dell’oro sia ormai ai massimi storici. La presenza alla Jewels of Emirates Show è un’occasione unica di espansione per le aziende”.

In copertina una  foto  della precedente edizione

cs

Lupi, nuovi attacchi al bestiame

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“Dobbiamo riportare un equilibrio nella fauna selvatica ma anche aumentare e rendere più tempestivi risarcimenti e sostegni per le difese passive”

 

Il governo ha emanato il decreto che dispone definitivamente il declassamento del lupo a specie con protezione semplice. Sono quindi possibili interventi di contenimento rispettando precise quote ripartite tra le regioni. Intanto non si fermano gli attacchi al bestiame da parte di lupi. Negli ultimi due mesi si sono moltiplicate le aggressioni agli animali al pascolo, soprattutto su ovini e caprini. Sono colpite un po’ tutte le zone della provincia di Torino ma i danni sono stati particolarmente pesanti nella Bassa valle di Susa dove un allevatore è stato attaccato più volte e, nonostante le precauzioni, compresi i recinti elettrificati, ha perso oltre 20 pecore e capre. Tutti gli attacchi si sono verificati in zone urbanizzate e per nulla isolate. Attacchi che si sommano a quelli denunciati nei mesi precedenti.

«Regione e Città Metropolitana devono attuare programmi di riequilibrio delle popolazioni di lupo in provincia di Torino – chiede il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Ma accanto a questa strada i nostri allevatori chiedono risarcimenti congrui e soprattutto tempestivi oltre che maggiore sostegno per le pratiche di difesa passiva del bestiame».

Lupi continuano ad essere avvistati nelle ore notturne accanto all’autostrada della valle di Susa e lungo le statali di fondovalle. Ma gli agricoltori segnalano avvistamenti un po’ ovunque mentre cresce la preoccupazione tra gli abitanti dei territori rurali dove da tempo si segnalano anche uccisioni di cani da parte di lupi che non trovano altre prede. Del resto, le prede naturali del lupo per le quali ha svolto anche un ruolo di regolazione, oggi sono specie in forte contrazione a causa dell’eccessiva presenza di predatori.

«È ormai saltata ogni forma di equilibrio nella fauna selvatica. Mentre i cinghiali si spostano dai boschi per distruggere le coltivazioni i lupi attaccano sempre di più i capi di bestiame degli allevatori. Una situazione che, da tempo, è diventata insostenibile».

Mancano ancora i dati per il 2025 ma nel corso del 2024 sono stati registrati dai Servizi Veterinari sul sistema informativo regionale ARVET n. 534 eventi predatori al bestiame domestico, per un totale di n. 1.894 capi coinvolti (1.092 morti, 81 feriti e 721 dispersi). Nell’anno 2023 è stato registrato dai Servizi Veterinari un totale di n. 1.501 capi coinvolti (1.009 morti, 88 feriti e 404 dispersi).

Anche gli ultimi dati dei censimenti del progetto di monitoraggio Life-Wolfalps registrano una presenza in aumento anche solo rispetto a due anni fa con una stima di 464 esemplari presenti in Piemonte.

«Apprezziamo che molti sindaci del territorio stiano prendendo posizione in difesa degli agricoltori e a favore di una regolazione di quelle specie di fauna selvatica con cui è sempre più difficile la convivenza. Ultima in ordine di tempo l’iniziativa del sindaco di Roure, che ha segnalato a Regione e Prefettura la situazione difficile che si vive nel territorio della val Chisone dove sono presenti decine di lupi. Nessuno vuole riportare all’estinzione specie di fauna selvatica come il lupo ma ci pare assolutamente legittimo chiedere che la fauna selvatica non scacci l’Uomo dalla montagna. La presenza del lupo deve cessare di essere una delle grandi difficoltà che sempre più scoraggiano gli allevatori a continuare a svolgere un lavoro prezioso che da 5.000 anni è in simbiosi con l’ambiente naturale alpino».

TAV, i gravi ritardi costano caro all’economia e al lavoro. Chi chiederà scusa? 

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IL COMMENTO

Caro Direttore,
A proposito dei rilievi della Corte dei Conti europea sull’aumento dei costi per la costruzione della TAV vedo che chi interviene pensa al proprio ruolo ma all’interesse nazionale chi ci pensa ? Per capirci la TAV per la nostra economia è molto più importante del Ponte. La TAV e’ l’anello centrale di un corridoio ferroviario lungo circa  3.000 km che attraversa Paesi che producono 1/5 del PIL europeo e incrocia altri corridoi ferroviari Sud Nord che valgono anch’essi oltre il 40% del PIL europeo. Oltre a creare vantaggi economici importanti nei prossimi decenni , la TAV , trasferendo traffico merci e passeggeri dalla strada alla rotaia , migliorerà nettamente l’ambiente e farà diminuire il numero molto alto di cittadini europei che muoiono prima per problemi di respirazione. Ogni ritardo nel costruirla danneggia tutti noi a partire dalla crescita della economia e del lavoro. Per un Paese con un Debito Pubblico di 3000 miliardi che costa 90 miliardi di interessi, sottratti alle spese più importanti come Scuola, Salute e Ricerca, la Crescita deve essere il primo obiettivo. Dopo i fatti di Venaus il Governo Berlusconi nel 2006 istituì l’Osservatorio presieduto da Mario Virano e chiese di modificare il progetto. Il progetto fu corretto da Virano nel 2011 e ora è assolutamente meno impattante ma ci si mise altri 4 anni per definire il progetto con il relativo costo. Nell’ultima Legge Finanziaria del Governo Berlusconi, novembre 2011,  fu inserita la norma che consentiva di proteggere il cantiere definendolo di interesse nazionale . Una norma che ho l’onore di aver illustrato nelle Commissioni parlamentari come Sottosegretario di Stato ai trasporti. Grazie a quella norma e all’impegno del Comune di Chiomonte , di alcune coraggiose imprese locali e al forte impegno delle forze dell’ordine , fu costruita la galleria di sicurezza che ora sarà strategica per i lavori di costruzione della tratta italiana del tunnel ( la tratta francese è già in costruzione da tempo perché nessun francese si sogna di andare a tirar pietre o altro a un cantiere così importante. In Francia il senso dello Stato è molto alto). . I ritardi incidono sui costi, ritardano le ricadute positive sulla economia locale , ritardano la assunzione di lavoratori che nella attesa fanno fatica a vivere , cosa mi pare cui molti incaricati di seguire l’opera non pensano. Di più. Dalle elezioni del  2018 nacque il primo Governo Conte ostile all’opera . Solo la nostra grande Manifestazione di piazza Castello del 10.11.2018 fece cambiare idea e il 7.8.2019 il Senato col voto decisivo della Lega boccio la Mozione NOTAV dei Cinquestelle. Purtroppo anche durante il Governo Conte PD l’opera stette ferma . Al ritardo politico si aggiunse il ritardo dovuto al Covid. I lavori dalla parte italiana anche in questo periodo procedono con molta lentezza e l’entrata in funzione dell’opera è stata spostata al 2033/4. Nel frattempo ogni anno tre milioni di tir passano  il versante francese attraverso Ventimiglia e i trafori del al Frejus e del Bianco, congestionando le autostrade e inquinando.  In questi anni in Svizzera sono stati costruiti due tunnel simili a quello della TAV. Nel frattempo il PIL procapite della Bassa Valle e’ sceso ai livelli delle regioni del Sud. Per fortuna alcuni  ragazzi valsusini nel frattempo hanno preso il diploma da macchinisti a Bologna e ora sono stati assunti dalle aziende private che gestiscono il trasporto merci su ferrovia.  A dimostrare che al trasporto green ci crediamo perché vogliamo bene al nostro Paese e ai nostri figli, nel 2009, quando ero al governo, feci approvare la norma del FERROBONUS , l’incentivo alle aziende a usare il trasporto merci su rotaia . Siamo stati i primi in Europa e all’epoca Greta andava ancora l’asilo. L’Italia cioè non costruisce solo le reti ferroviarie ma si è data un incentivo che spinga ulteriormente le aziende a scegliere il trasporto su rotaia. Siamo più green noi che non molti che si dicono ambientalisti e si battono contro la TAV.  In questi lunghi anni I costi sono sicuramente aumentati di tre miliardi di euro. Mi fido della assicurazione del Direttore della TELT, Bufalini, che i lavori termineranno nel 2033. Mi piacerebbe però che la Regione insieme al bravissimo Commissario MAUCERI riuscisse a supportare molto meglio i Comuni nella realizzazione di tutte le opere di compensazione concordate nei mesi scorsi.  Se tutti capiamo che quando ci sarà la TAV, Torino sarà nel centro della futura rete di trasporti merci e passeggeri europea con enormi ricadute . Se in Val Susa tutti capissero che attorno alla nuova Stazione internazionale e alla linea ferroviaria verso Torino i terreni si valorizzeranno come mai prima, allora i prossimi anni saranno anni di attesa del meglio e non di paura di mostri immaginari. Capirlo ora ci aiuterà molto, capirlo dopo che l’opera sarà realizzata sarà una magra consolazione.
Mino GIACHINO 
SITAV SILAVORO

Federalberghi annuncia il rinnovo dell’accordo con il Museo Egizio

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Federalberghi Torino annuncia il rinnovo dell’accordo di collaborazione con la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino per promuovere il Museo Egizio e ampliare l’offerta culturale a disposizione dei turisti che soggiornano nelle strutture associate.
L’accordo, di durata biennale, prevede una scontistica sul biglietto di ingresso al Museo Egizio, presentando la prova d’acquisto in biglietteria.
Il personale operante presso le strutture turistico ricettive, i receptionist in particolare, e gli associati potranno continuare a beneficiare di visite guidate da un egittologo e introdotte dal direttore del Museo Christian Greco o da un suo delegato al fine di ampliare la conoscenza del Museo, delle iniziative da esso proposte nell’ottica di offrire ai turisti tutte le informazioni necessarie e incentivare le visite.
Dal gennaio 2024, da quando i Giovani del Comitato Nazionale di Federalberghi hanno consegnato il premio “Giovanni Colombo” al direttore Greco, sono stati 250 gli associati e i dipendenti delle strutture ricettive torinesi che hanno usufruito di questa opportunità. Accanto a queste iniziative Federalberghi Torino e le strutture turistico ricettive  si impegnano a veicolare, tramite newsletter, corner informativi e footer sui siti, le informazioni promozionali legate al museo.
Federalberghi prosegue nel percorso di sinergia e collaborazione con le principali istituzioni culturali del territorio al fine di incentivare le visite, ampliare l’offerta per i clienti delle strutture turistico ricettive e fornire un primo supporto informativo ai turisti in visita.

“Il rinnovo di questo accordo conferma la volontà di Federalberghi Torino di rafforzare il legame tra il sistema ricettivo e uno dei poli culturali più prestigiosi della città – dichiara Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino – il rapporto tra la nostra associazione e una prestigiosa realtà culturale quale il Museo Egizio rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra realtà locali possa generare valore per la città e per chi la visita. Coinvolgere il nostro personale significa inoltre investire in un turismo più consapevole, capace di raccontare Torino attraverso le sue eccellenze culturali  e la professionalità delle sue strutture ricettive”.

Mara Martellotta

Il futuro dell’agricoltura è digitale: 400 nuove stazioni meteo nei campi piemontesi

Il Piemonte avanza nella digitalizzazione agricola con «Food Metaverse Platform», progetto per lo sviluppo di servizi di rilevamento dei dati agrometeorologici.

Presentata nel corso di un convegno nel Grattacielo della Regione, l’iniziativa è frutto dell’accordo sottoscritto lo scorso settembre a Bra in occasione di Cheese tra Regione Piemonte, Diagram Spa e Fondazione Agrion.

Le filiere vitivinicole, olearie, cerealicole e ortofrutticole vengono coinvolte per consentire la creazione di un ecosistema digitale integrato, capace di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze ma contribuire anche al rafforzamento della raccolta e dell’analisi di direzione del vento, pioggia, umidità, temperatura, caratteristiche del suolo e delle colture e radiazione solare. Tutti i dati confluiranno in una piattaforma progettata per supportare le aziende a migliorare la qualità delle produzioni favorendo la riduzione dell’impiego di agrofarmaci ed un uso più efficiente della risorsa idrica mediante una gestione più efficace e sostenibile degli impianti di irrigazione.

Per l’attuazione del progetto è prevista l’installazione entro il prossimo marzo di 400 nuove stazioni agrometeorologiche, definite anche “capannine”, che si integreranno con le 144 della Rete agrometeorologica regionale (Ram). Le tecnologie adoperate costituiscono un’infrastruttura digitale fondamentale per ottimizzare la gestione delle risorse idriche, pianificare in modo mirato gli interventi fitosanitari e supportare le decisioni agronomiche grazie all’integrazione di sistemi DSS (Decision Support System).

A concludere il convegno, in videocollegamento da Roma, l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni: «Dal clima ai mercati internazionali stiamo vivendo un periodo di rapidi cambiamenti da affrontare con determinazione e in tempi accelerati. Il percorso che stiamo facendo con Agrion nel campo della ricerca e l’innovazione, dal climatico alla lotta ai parassiti alieni fino alla genetica, è funzionale ad affrontare questa sfida. Vogliamo che il nostro agroalimentare possa generare valore per i produttori e sposarsi sempre più con il turismo e la promozione per farsi apprezzare come merita e conquistare i mercati con le sue eccellenze».

Agricoltori torinesi alla manifestazione di Strasburgo

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Una delegazione di agricoltori Coldiretti del Torinese ha partecipato alla manifestazione di Strasburgo di fronte alla sede del Parlamento europeo per dire no all’accordo Ue-Mercosur, che è stato discusso a partire dalla seduta di mercoledi 21 gennaio. Al voto dell’Europarlamento un documento che richiede il rinvio alla Corte di giustizia Europea per verificare la compatibilità con le norme comunitarie.
“Il motivo della manifestazione proprio a Strasburgo – spiega il presidente di Coldiretti Bruno Mecca Cici – è  stato quello di portare la protesta del mondo agricolo direttamente nel cuore della democrazia europea. Abbiamo spiegato ai parlamentari che il Mercosur rappresenta un accordo commerciale con il Sud America  che apre le porte del mercato italiano ed europeo a prodotti agroalimentari ottenuti nei Paesi di origine senza il rispetto delle stesse norme a tutela della salute dei consumatori, dell’ambiente e del lavoro degli agricoltori”.
Si tratta di una manifestazione che ha voluto spingere proprio il Parlamento di Strasburgo a riappropriarsi della discussione politica sul settore sempre più strategico dell’agricoltura europea.

“Siamo stufi di subire le decisioni di una cerchia di tecnocrati e burocrati – spiega il direttore di Coldiretti Torino Carlo Loffreda – che risponde solo alla presidente Von Der Leyen. Dal futuro dell’agricoltura dipende una buona parte del futuro dell’Europa. Non può essere una materia demandata a un gruppo ristretto, che opera senza ascoltare gli agricoltori”.
Proprio per continuare la mobilitazione nelle prossime settimane sono previste assemblee territoriali dove Coldiretti Torino discuterà con le aziende agricole sulle politiche e sulle azioni sindacali per questo 2026 che rappresenta un anno cruciale per il futuro dell’agricoltura.

Mara Martellotta

Oltre 40 milioni per Piemonte e Valle d’Aosta: i bandi 2026 di Fondazione CRT

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41,6 milioni di euro per il territorio

Torino, 20 gennaio 2026 – Prende ufficialmente il via la programmazione 2026 della Fondazione CRT, che nel corso dell’anno metterà progressivamente a disposizione del territorio nuovi strumenti e opportunità di sostegno. Per i bandi 2026 la Fondazione stanzierà complessivamente 41,6 milioni di euro, nell’ambito degli 80 milioni previsti dal Documento Programmatico Pluriennale per le aree di intervento Cura, Crescita e Meraviglia. Un impegno che garantisce continuità ai progetti consolidati e introduce nuove risposte ai bisogni delle comunità di Piemonte e Valle d’Aosta.

Tra le principali novità dell’anno figurano tre nuovi bandi: Orizzonti L.I.V.E., Eventi for all e Legàmi in Comune, che ampliano le opportunità per il territorio in ambito culturale, sociale e di sviluppo comunitario. Contestualmente si rinnovano bandi storici come Diderot, Restauri Cantieri Diffusi – che diventa BeST – Beni Senza TempoIl mio posto nel mondo e il bando Ordinarie.

Da oggi sono online Orizzonti L.I.V.E. e NoteSipari, dedicati allo spettacolo dal vivo. I due bandi si rivolgono alle organizzazioni attive nei settori del teatro, della danza, della musica e delle arti performative: il primo sostiene progettualità culturali strutturate e capaci di generare impatto, il secondo finanzia produzioni, rassegne e stagioni di rilievo territoriale con l’obiettivo di rafforzare il legame con le comunità.

Il 26 gennaio aprirà il bando Il mio posto nel mondo, dedicato al potenziamento di centri estivi, prescuola e doposcuola, con un’attenzione particolare all’inclusione dei bambini e ragazzi in situazione di fragilità e alla qualità dell’offerta educativa, anche attraverso attività di orientamento e potenziamento linguistico e STEM.

«Con l’avvio dell’attività 2026 la Fondazione CRT rinnova il proprio impegno a fianco delle comunità del Piemonte e della Valle d’Aosta – afferma la presidente Anna Maria Poggi –. Il programma nasce da un dialogo costante con il territorio e unisce la continuità dei progetti storici a nuovi strumenti pensati per rispondere in modo sempre più mirato ai bisogni delle comunità, ispirandosi ai valori di cura, crescita e meraviglia che guidano la nostra missione».

Tra le altre principali iniziative previste nel corso dell’anno:

  • Eventi for all, nuovo bando dedicato a eventi di sviluppo territoriale accessibili, inclusivi e sostenibili (apertura il 16 marzo), preceduto da un percorso formativo per i soggetti interessati a partire dal 10 febbraio;

  • il progetto Diderot per le scuole, articolato in due fasi: una prima dedicata alla raccolta di proposte didattiche (dal 2 febbraio) e una seconda con il click day per l’iscrizione delle classi;

  • il 1° marzo aprirà BeST – Beni Senza Tempo, bando per il restauro del patrimonio storico, artistico e architettonico diffuso di Piemonte e Valle d’Aosta;

  • il 3 giugno sarà attivato un nuovo bando dedicato esclusivamente all’Università di Torino e alle sue strutture afferenti;

  • il 14 settembre aprirà Legàmi in Comune, rivolto a progetti di rigenerazione comunitaria, partecipazione giovanile e coesione sociale nei piccoli comuni;

  • il bando Ordinarie sarà articolato in due linee (entrambe in apertura il 2 febbraio): contributi a sostegno dell’attività e progetti non rientranti nei bandi tematici.

Si confermano inoltre i bandi Missione Soccorso, Immagini e Prospettive, Vivomeglio, Cantieri per l’ambiente e Territorio.

Tutte le scadenze per la presentazione delle domande sono disponibili nel calendario attività 2026 sul sito www.fondazionecrt.it.