ECONOMIA- Pagina 31

Mestieri in mostra

Farà tappa a San Mauro, il prossimo fine settimana, la mostra fotografica “Mestieri” patrocinata da sette Comuni del territorio: Castiglione Torinese, Cinzano, Gassino, San Mauro Torinese, Rivalba, San Raffaele Cimena e Sciolze e organizzata in collaborazione con le rispettive Pro loco.
Si tratta di una esposizione di stampe su alluminio che raccontano l’evoluzione del nostro territorio attraverso le attività artigianali ospitate nel corso degli anni nei diversi Comuni.

La mostra sarà visitabile sabato 15 e domenica 16 novembre dalle 10,30 alle 18 nella Sala comunale “Ilaria Alpi”, via Martiri della Libertà 150 a San -mauro. Ingresso libero.

Fondi alle aziende agricole per reti antigrandine

Un contributo per l’importante somma di cinque milioni di euro alle aziende agricole piemontesi per prevenire e contrastare i danni meteorologici e climatici: andranno a 257 aziende per l’acquisto e posa in opera di reti antigrandine di stufe o bruciatori contro le gelate tardive. Poiché ogni azienda poteva presentare più di una domanda per differenti esigenze o tipologie di coltura, i progetti giudicati idonei, accolti e finanziati sono complessivamente 398: rispettivamente 340 per le reti 58 per stufe e bruciatori.

Lo annuncia l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni«È il risultato del bando che avevo lanciato alcuni mesi fa per sostenere le nostre aziende agricole nella prevenzione dei danni meteo che – anche a causa dei cambiamenti e della sempre più forte imprevedibilità degli eventi climatici – rischiano di compromettere in modo grave e talora irreparabile la ricchezza delle nostre produzioni agroalimentari, con particolare riferimento al comparto frutticolo e viticolo. Con 5 milioni di euro andiamo a finanziare complessivamente 398 progetti: con 3,5 milioni di euro andremo a sostenere 340 progetti presentati da 212 aziende piemontesi per l’acquisto di reti antigrandine, e con un milione e mezzo sosteniamo invece 58 progetti presentati da 45 aziende per l’acquisto di stufe e bruciatori in grado di contrastare le gelate tardive nel delicato periodo primaverile, quando le gemme rischiano di restare bruciate e compromettere il raccolto».

I due interventi sono finanziati con risorse del Csr (Complemento di sviluppo rurale) 2023-2027 e hanno l’obiettivo di rafforzare la resilienza delle aziende agricole piemontesi di fronte agli effetti sempre più estremi dei cambiamenti climatici. Il primo intervento finanzia investimenti per la prevenzione dei danni di tipo cosiddetto “abiotico”, ossia non provocato da esseri viventi, con particolare riferimento alla protezione delle colture frutticole e viticole dai fenomeni legati alla grandine: finanzia con 3,5 milioni di euro 340 interventi richiesti da 257 aziende che potranno così acquistare e porre in opera reti e dispositivi antigrandine. Il secondo intervento è dedicato all’acquisto e alla messa in opera di ventilatori e bruciatori antibrina destinati alla protezione delle colture dai danni da gelate tardive. Sono state dichiarate idonee e finanziabili 58 domande presentate da 45 aziende piemontesi per un contributo complessivo di circa 1,5 milioni di euro. In entrambi i casi il contributo della Regione copre il 50% della spesa ammissibile con un’erogazione massima fino a 75mila euro. Ulteriori domande idonee saranno sostenute qualora si rendano disponibili nuove risorse, come attraverso il recupero di somme non spese o rinunce.

«In sinergia con queste misure – aggiunge Bongioanni – voglio ricordare l’impegno della Regione Piemonte a fianco dei nostri imprenditori agricoli anche sul fronte del monitoraggio climatico-meteorologico avanzato. Grazie all’accordo Regione-Diagram che abbiamo sottoscritto a Cheese a Bra, il prossimo 10 novembre la Fondazione Agrion e il settore Fitosanitario della Regione inizieranno l’installazione di 400 innovative capannine meteo sperimentali per un monitoraggio sempre più capillare e preciso delle condizioni climatico-ambientali sul territorio. L’incremento della rete di rilevamento consentirà di raccogliere dati meteorologici ad alta risoluzione spaziale, migliorando sensibilmente la capacità di generare allerta gelo puntuali e tempestivi e di attivare in modo efficace i sistemi di difesa attiva dal gelo in campo, permettendo agli agricoltori di intervenire nei tempi e nei modi più adeguati per la salvaguardia delle produzioni».

Ed ecco la ripartizione e le somme erogate suddivise per provincia.

Reti antigrandine

DOMANDE IDONEE E FINANZIABILI

Provincia

NUMERO DOMANDE

NUMERO AZIENDE

Spesa AMMISSIBILE

CONTRIBUTO CONCEDIBILE

AT

3

3

€ 22.643,66

€ 11.321,84

BI

4

3

€ 33.351,43

€ 16.675,72

CN

322

195

€ 6.769.414,57

€ 3.384.708,46

NO

2

2

€ 16.744,19

€ 8.372,10

TO

9

9

€ 123.597,22

€ 61.798,63

TOTALE

340

212

€ 6.965.751,07

€ 3.482.876,75

Impianti antigelo

DOMANDE IDONEE E FINANZIABILI

Provincia

NUMERO DOMANDE

NUMERO AZIENDE

Spesa AMMISSIBILE

Contributo CONCEDIBILE

AL

1

1

€ 48.000,00

€ 24.000,00

AT

1

1

€ 28.000,00

€ 14.000,00

BI

1

1

€ 9.600,00

€ 4.800,00

CN

55

42

€ 2.835.182,36

€ 1.417.591,18

TOTALE

58

45

€ 2.920.782,36

€ 1.460.391,18

Coldiretti Torino alle ATP Finals 

Coldiretti Torino è presente alle ATP Finals nel calendario degli eventi collaterali organizzati a Casa Gusto dalla Camera di Commercio. La scelta è comunicare al pubblico delle ATP le filiere corte del cibo promosse dalle donne coltivatrici e promuovere l’olio canavesano, un prodotto ancora poco conosciuto, frutto del cambiamento climatico.

Il primo appuntamento è previsto per lunedì 10 novembre, dalle 16 alle 17 con l’olio canavesano. Sarà possibile degustare gli oli di frangitura 2025 dell’azienda agricola La Turna di Settimo Vittone, all’imbocco della Valle d’Aosta, dell’azienda agricola Buemi di Piverone, sulla Serra d’Ivrea, e un olio degli appassionati di Vialfrè, sulla collina morenica canavesana. Le degustazioni saranno guidate da EVO School Fondazione per la diffusione della conoscenza dell’olio italiano. All’evento saranno presenti anche Valentino Veglio presidente di ASSPO, associazione dei produttori oleari piemontesi, e Stefano Roletti, esperto naturalista della Collina morenica. Gli oli si assaggeranno anche di fette di pane di Panacea panificato da filiera di grano di Stupinigi.

Il secondo appuntamento è con le Donne Coldiretti, mercoledì 12 novembre dalle 11.30 alle 12.30. Qui saranno illustrate le filiere corte del cibo promosse da Coldiretti. Saranno presenti tre donne che porteranno testimonianze di filiere corte: Tiziana Merlo, titolare a Rivarolo dell’agrimacelleria Azienda agricola sorelle Merlo con vendita diretta in azienda di carne da razza Piemontese; Marta Bianco che a Vauda Canavese (e al Pian della Mussa in estate) alleva mucche da latte trasformando il latte in formaggi della tradizione canavesana e delle valli di Lanzo, tra cui la Tuma Mola, formaggio da spalmare dal tipico gusto acidulo che avremo il piacere di assaggiare accanto alla carne cruda delle sorelle Merlo. Marta vende direttamente con la madre i propri formaggi ai mercati di Campagna Amica

A completare il quadro delle filiere corte ci sarà l’esperienza di Panacea, cooperativa sociale, che ha scelto di dedicarsi alla panificazione di alta qualità con l’inserimento di persone fragili. Panacea presenterà il nuovo pane prodotto da farina della filiera del grano di Stupinigi.

«Il grande evento sportivo mondiale delle ATP Finals – commenta il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – è un’occasione importante per fare conoscere il mondo agricolo torinese con le sue produzioni alta qualità adatte al consumo degli sportivi e di chi pratica uno stile di vita attivo. In particolare presentiamo gli oli del Canavese che piano piano, da fenomeno da hobbisti stanno diventando produzioni quasi identitarie per un territorio pedemontano che non è risparmiato dal cambiamento climatico. Inoltre, ci pare importante parlare proprio qui delle filiere corte che garantiscono all’agricoltore una giusta remunerazione e al consumatore un prodotto salubre e fresco».

Con la presenza agli eventi collaterali delle ATP inizia anche il conto alla rovescia per l’apertura del nuovo mercato coperto torinese di Campagna Amica. «Proprio il nuovo mercato coperto sarà anche un luogo di cultura del cibo dove verranno esaltati i prodotti del territorio e le filiere corte».

Gli appuntamenti sono in programma nei locali ribattezzati Casa Gusto degli Archivi di Stato in piazzetta Mollino (accanto al Teatro Regio) dove la Camera di Commercio ha allestito spazi a disposizione dei giornalisti e del pubblico delle ATP per conoscere le eccellenze agroalimentari del territorio torinese.

Torino, Sabato 8 ore 15: a che punto è la TAV

Dibattito in via Pertengo 10: l’opera più importante per il futuro di Torino a 7 anni dalla Grande Manifestazione SITAV di piazza Castello

Alla vigilia del settimo anniversario della Grande Piazza Castello SITAV del 10.11.2018 che organizzai con la collaborazione delle madamin, da Bruxelles arriva per bocca dell’on. FITTO, Vice Presidente della Commissione europea, la grande conferma della strategia europea che punta alla Nuova Rete Ferroviaria europea AV per ridurre inquinamento, congestione del traffico e diminuzione incidentalità stradale che ricordo causa ogni anno oltre tremila morti solo in Italia mentre sono decine le migliaia di persone che muoiono prima a causa dell’inquinamento. In Italia oltre ai ritardi causati dal blocco all’opera decretato dai due Governi Conte e all’aumento dei costi dei lavori (maggior costo tre miliardi ) vi sono i ritardi nel versamento ai Comuni per le opere di compensazione mentre si prevede la partenza dei lavori lato Italia all’inizio dell’anno nuovo. Mentre si valorizza un evento importantissimo come le ATP Finals che darà lavoro al commercio e alla ristorazione del centro di Torino , le periferie sempre escluse,  Regione e Area Metropolitana  e la stessa TELT col coordinamento della Prefettura dovrebbero costituire una task force a supporto delle Amministrazioni comunali per accelerare l messa a terra dei fondi di compensazione a un territorio tra versato da infrastrutture strategiche per il Paese ma che necessita di interventi importanti.  I Comuni non chiedono la carità ma il minimo dovuto.
Nel dibattito di Sabato si parlerà delle grandi ricadute di sviluppo e di lavoro che la TAV dara’ al Piemonte a partire dalla Val di Susa e al Paese con l’incrocio con altri Corridoi ferroviari da quelli che unisce Genova alla Svizzera e alla Germania, dal corridoio Palermo, Roma Berlino che a Verona incrocerà il Corridoio Mediterraneo al cui centro c’è la TAV e infine col corridoio Adriatico.  Nel dibattito si farà anche una analisi delle tante Piazze dalla Marcia dei 40.000 alle manifestazioni di questi ultimi tempi.
Un incontro dal quale si capirà molto di più del futuro di Torino.

Mino GIACHINO
SITAV SILAVORO

Le onlus non esisteranno più, chi non diventa ETS perderà benefici 

Il 2026 segnerà un passaggio decisivo per il mondo del no-profit. Con l’entrata definitiva delle riforme del Terzo Settore, la qualifica di Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus), istituita dal decreto legge 460 del 1997, sarà definitivamente abrogata. Entro il 31 marzo 2026 tutte le organizzazioni iscritte all’anagrafe delle Onlus dovranno decidere come proseguire la propria attività. Le uniche eccezioni riguardano le Onlus con un esercizio diverso da quello solare, da settembre ad agosto, che dovranno compiere questa scelta entro l’inizio dell’esercizio successivo a quello in corso, al 31 dicembre 2025. Le Onlus hanno davanti a sé tre possibilità: la prima è trasformarsi in Ente del Terzo Settore (ETS) individuando le specifiche riguardanti la propria natura d’attività, come Associazioni di voltoriato, promozione sociale, impresa sociale o altro Ente iscrivibile al RUNTS. La seconda è continuare ad operare come Ente non lucrativo rinunciando alla qualifica di Onlus e ai benefici fiscali e tributario fino ad ora riconosciuti, oltre all’obbligo di devolvere il patrimonio maturato nel tempo a favore di un Ente del Terzo Settore. La terza opzione è l’estinzione con la devoluzione dell’intero patrimonio a una ETS. In tutti i casi la mancata trasformazione entro i termini previsti comporterà la perdita automatica della qualifica di Onlus e l’assoggettamento al regime fiscale ordinario previsto per gli Enti privati. Per molte realtà significherebbe la rinuncia a fondi e agevolazioni fiscali che hanno garantito negli anni la sostenibilità delle proprie attività, e la possibilità di offrire servizi alla comunità. L’obiettivo della riforma è assicurare maggiore trasparenza, tracciabilità e uniformità dei controlli. Il registro Unico Nazionale del Terzo Settore RUNTS consente di consultare i dati delle associazioni tramite codice fiscale. Un sistema pensato per tutelare i donatori e rafforzare la fiducia dei cittadini nei confronti degli Enti che operano per il bene comune.

Per accompagnare le Onlus in questa fase di transizione, Vol.To ETS, il centro servizi per il volontariato di Torino, ha promosso una serie di incontri di orientamento dedicati a chiarire tutti gli aspetti legati alla riforma. Gli appuntamenti, gratuiti e aperti ai rappresentanti delle organizzazioni, offriranno strumenti concreti e indicazioni pratiche per affrontare in sicurezza il passaggio al nuovo quadro normativo. Gli incontri rimanenti saranno il 20 novembre 2025 e il 18 dicembre 2025 presso la sede di Vol.To, dalle 15 alle 18, e l’11 dicembre 2025 dalle 15 alle 18 in modalità online. Vol.To ETS mette a disposizione consulenze personalizzate per supportare le organizzazioni nella valutazione delle diverse opzioni.

Mara Martellotta

Incentivi per l’inserimento di ricercatori nelle pmi piemontesi

Incrementare la capacità di ricerca, sviluppo e innovazione delle piccole e medie imprese con sede operativa o produttiva in Piemonte incentivando l’inserimento di figure altamente qualificate provenienti dal mondo pubblico della ricerca è l’obiettivo che la Giunta regionale si pone con l’approvazione di una nuova misura, denominata “Matchin”, che stanzia 5 milioni di euro a valere sulle risorse del Fesr 2021-27.

Previste agevolazioni sia per l’assunzione di ricercatori da parte delle pmi che per la messa a disposizione temporanea di ricercatori da parte degli organismi di ricerca. In questo modo sarà possibile abilitare un raccordo sistemico tra il settore pubblico della ricerca e il mondo produttivo, creando un ambiente favorevole all’inserimento e alla crescita professionale di giovani talenti e ricercatori nonché all’innovazione delle imprese.

Il bando, che sarà pubblicato entro la fine dell’anno, vuole pertanto consentire alle pmi di ottenere lo sviluppo delle competenze per la transizione industriale, l’imprenditorialità e l’adattabilità ai cambiamenti e l’incremento della capacità d’innovazione, in coerenza con gli obiettivi della Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) 2021-27 della Regione Piemonte.

«L’obiettivo della Regione è creare un legame sempre più stretto tra ricerca e impresa, tra innovazione accademica e applicazione produttiva – dichiara il presidente Alberto Cirio – In Piemonte abbiamo università e poli di formazione e ricerca straordinari che coltivano innovazione e talenti: incentivare la messa a terra di questo patrimonio, facilitando il trasferimento tecnologico e la transizione industriale rappresenta un’opportunità in più che mettiamo a disposizione del nostro tessuto imprenditoriale per affrontare le sfide di crescita del futuro».

«Con Matchin vogliamo rafforzare quel ponte strategico tra formazione, ricerca e impresa che rappresenta la chiave per la competitività del nostro sistema produttivo – evidenzia Elena Chiorino, vicepresidente della Regione e assessore all’Istruzione, Lavoro e Formazione professionale – L’innovazione non nasce per decreto, ma dall’incontro tra il sapere e il saper fare, tra il talento dei nostri ricercatori e il coraggio degli imprenditori. Come Regione Piemonte crediamo che investire sulle persone significhi investire sul futuro della nostra Nazione: per questo stiamo costruendo un ecosistema in cui chi studia e ricerca possa trovare in Piemonte un terreno fertile per crescere, lavorare e innovare».

«Con l’approvazione di questa nuova misura di finanziamento, la Regione pone un ulteriore tassello per il rafforzamento del sistema produttivo locale – sostiene l’assessore allo Sviluppo delle Attività produttive Andrea Tronzano – L’inserimento di ricercatori universitari nelle piccole e medie imprese, creando un ponte concreto tra il mondo accademico e quello produttivo, rappresenta una straordinaria opportunità per stimolare l’innovazione e favorire la crescita delle aziende, e consente alle nostre imprese di avere accesso a conoscenze e competenze avanzate per affrontare le sfide di un mercato in continua evoluzione. Sono convinto che questo intervento darà un impulso significativo all’economia regionale e alla creazione di un ecosistema innovativo sempre più competitivo».

«Questa importante misura, che finanzia l’inserimento di figure altamente qualificate nel mondo delle pmi, permette di migliorare notevolmente le competenze nel settore della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione in un processo produttivo che diventa sempre più “altamente tecnologico” – puntualizza l’assessore all’Innovazione Matteo Marnati – Più lavoro competente va a favore della tecnologia e rafforza la capacità di innovazione delle nostre imprese».

L’iniziativa della Regione è stata accolta con soddisfazione da Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino, Cristina Prandi, rettrice dell’Università di Torino, e Menico Rizzi, rettore dell’Università del Piemonte Orientale: “Si tratta di una misura innovativa, mai sperimentata prima sul territorio nazionale, che riconosce il valore strategico dei ricercatori e delle ricercatrici come ponte tra università e imprese. Con Matchin i nostri Atenei si confermano motori dello sviluppo del territorio, valorizzando i talenti formati negli atenei piemontesi e mettendo a disposizione delle imprese competenze tecnico-scientifiche all’avanguardia e trasversali che i ricercatori hanno nel proprio dna: flessibilità e capacità di operare in contesti complessi e in continua evoluzione, pensiero critico, attitudine a risolvere problemi e a collaborare in modo interdisciplinare, orientamento ai risultati e all’innovazione. Una misura che rafforza la competitività delle imprese del territorio e al tempo stesso offre ai ricercatori interessanti opportunità di sviluppo professionale, in un’ottica di crescita condivisa dell’intero ecosistema regionale”.

Il Piemonte valorizza le aree interne

“La nuova programmazione 2021–2027 punta a consolidare un modello di sviluppo duraturo e coerente per tutto il Piemonte. Con l’ampliamento della strategia per le aree interne alle due nuove aree della Valsesia e delle Terre del Giarolo, la Regione rafforza la strategia di lungo periodo per le aree interne, garantendo una visione unitaria e un presidio regionale più forte nei processi di attuazione.

La Valsesia e le Terre del Giarolo si aggiungono alle quattro aree pilota Valle Maira e Grana, Valli dell’Ossola, Valle Bormida e Valli di Lanzo che restano parte integrante della strategia piemontese. Continueremo infatti ad accompagnarle nella realizzazione dei 126 progetti avviati, per oltre 48 milioni di euro di risorse programmate, e a sostenerle anche attraverso fondi aggiuntivi dedicati al sistema produttivo locale, come è stato fatto recentemente con risorse in più. Proprio domani avremo un incontro di aggiornamento sui percorsi di realizzazione dei progetti previsti. Un confronto fondamentale tra gli attuatori e la struttura della Regione che in questi mesi ha dato importanti risultati.

La scelta compiuta dalla Regione risponde al principio di equilibrio territoriale e alla necessità di rendere strutturale l’esperienza maturata, ampliando la rete delle aree beneficiarie e assicurando continuità, efficienza e pari opportunità di sviluppo a tutti i territori piemontesi.

Stiamo lavorando a una lettera da inviare al Ministro per rappresentare con chiarezza il percorso che il Piemonte ha scelto. La nostra richiesta sarà quella di inserire nuovamente le quattro aree interne iniziali nella strategia Snai. 

Un percorso inclusivo, che tiene insieme le esperienze maturate e apre nuove opportunità per i territori che ancora non ne hanno beneficiato”.

Così l’assessore alle Aree Interne della Regione Piemonte, Marco Gallo

Ascom: fiducia in modesta risalita. Turismo e grandi eventi sostengono il terziario torinese

La chiusura del 2025 per il terziario torinese si configura come una fase di stabilizzazione con segnali di cauto ottimismo. Le imprese di commercio, turismo e servizi manifestano una crescente capacità di affrontare il fabbisogno finanziario, aspettative più solide per il periodo natalizio e una fiducia che, pur rimanendo prudente, registra una timida inversione di tendenza. A delineare il quadro è l’ultima edizione dell’Osservatorio Congiunturale Ascom Confcommercio Torino e provincia, a cura di Format Research e realizzato con il sostegno della Camera di commercio di Torino.

Il sistema produttivo del terziario si conferma pilastro economico e sociale del territorio: 108.000 le imprese attive (pari al 75% delle imprese extra-agricole), con 382.000 addetti (57% dell’occupazione locale) e un valore aggiunto di oltre 17 miliardi di euro (47% del totale).

Gli indicatori congiunturali mostrano una tenuta complessiva: l’indice di fiducia si attesta a quota 30, stabile da marzo, ma comunque al di sotto della media nazionale (36); l’occupazione resiste (indice 46 identico al trimestre precedente), mentre la capacità di copertura del fabbisogno finanziario migliora (indice 46, cresce di un punto rispetto a settembre e di 4 rispetto a giugno). I ricavi si mantengono su livelli costanti (indice 41), con attese in leggera crescita per il quarto trimestre, sostenute anche dai consumi natalizi.

Particolarmente significativo il tema dei grandi eventi. Il 95,2% delle imprese ne riconosce il valore strategico per Torino, e oltre l’83% ne apprezza la capacità di generare relazioni commerciali, rafforzare la reputazione urbana e innescare dinamiche virtuose in termini di visibilità e attrattività. Il 77% delle imprese del commercio al dettaglio valuta come ‘medio-alto’ il coinvolgimento della città negli eventi e nelle iniziative di richiamo turistico. Solo il 16% giudica basso il livello di partecipazione. Il 76% ha fiducia nella capacità della città di generare benefici attraverso gli eventi.

Nella top list dei grandi eventi ritenuti più utili in termini di ritorno di immagine e impatto economico, al primo posto il Torino Film Festival (21 – 29 novembre 2024), seguito dal Salone Internazionale del Libro (15 – 19 maggio 2025), Torino Comics (11–13 aprile 2025), Nitto ATP Finals (10 –17 novembre 2024) e Artissima (1 – 3 novembre 2024) . Eventi che, per le imprese, rappresentano occasioni concrete di posizionamento e apertura a nuovi pubblici. Alcuni operatori, in particolare nel settore dei pubblici esercizi, segnalano la necessità di un miglior allineamento tra programmazione e orari di apertura per intercettare appieno le opportunità economiche generate.

«L’Osservatorio ci restituisce l’immagine di un sistema imprenditoriale che, pur tra incertezze e costi crescenti, sta cercando un equilibrio stabile – dichiara Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia –. Torino ha saputo reinventarsi a partire dal 2006, quando con le Olimpiadi Invernali ha iniziato a intuire la possibilità di una vocazione turistica. In questi vent’anni si è fatta apprezzare per la capacità organizzativa dei grandi eventi, che attirano sempre più visitatori da tutto il mondo. Con essi è cresciuta una filiera professionale che oggi rappresenta un tassello importante dell’economia: le guide turistiche GIA, che accolgono e raccontano il territorio; gli albergatori di Federalberghi, attori primari dell’ospitalità; le agenzie di viaggio  FIAVET, che intercettano nuovi flussi e opportunità; i pubblici esercizi e i ristoranti EPAT, che offrono ai visitatori  il meglio dell’enogastronomia e del divertimento; e naturalmente tutti i negozi, cuori pulsanti dei nostri quartieri. I grandi eventi non sono solo momenti di visibilità: sono infrastrutture relazionali, leve di posizionamento e moltiplicatori di valore urbano. Sta a noi tutti sfruttarli con intelligenza, affinché diventino una voce strutturale della nostra economia».

Il mercato del lavoro si conferma stabile: l’indice dell’occupazione nel terziario torinese per il terzo trimestre 2025 è fermo a 46, sotto la media nazionale (48), e le previsioni per dicembre 2025 non indicano variazioni. La capacità di copertura del fabbisogno finanziario migliora rispetto ai primi mesi dell’anno.

«I dati sugli occupati dell’area metropolitana torinese confermano il valore economico e sociale del nostro comparto – evidenzia il direttore di Ascom Confcommercio Torino e provincia Carlo Alberto Carpignano -. Su oltre 670.000 addetti il 57% è impiegato nel terziario: di essi il 24% è impiegato in grandi imprese, ma il 46,7% è occupato nelle microimprese, sino a 9 addetti, che costituiscono il 94,6% del tessuto economico delle imprese. Un dato importante, che si traduce nel valore della prossimità, nell’attenzione alla ricerca di fonti e finanziamenti per le microimprese, nell’attività di promozione che la nostra Organizzazione da sempre persegue con le Istituzioni del territorio».

Sul fronte del credito, cala la percentuale di imprese che si rivolgono agli istituti bancari, ma migliora l’effettivo accesso: il 52% ottiene l’intero importo richiesto. La liquidità resta il principale driver delle richieste (61%), ma il costo del finanziamento risulta in lieve diminuzione. Le condizioni applicate – garanzie, tempi di istruttoria, durata – si stabilizzano, segno di un rapporto banca-impresa più equilibrato, ma ancora distante da una piena fluidità.

Restructura 2025 lancia la sfida della rigenerazione urbana

 Per disegnare il futuro delle costruzioni

Costruire meno, costruire meglio, una nuova visione che promuove il dialogo tra tradizione e progresso, esplorando come materiali, tecnologie e competenze possano contribuire a trasformare il patrimonio esistente in chiave efficiente, salubre e duratura, nel rispetto del contesto e del paesaggio.
Per discuterne sarà l’occasione presso Restructura dal 13 al 15 novembre all’Oval Lingotto Fiere di Torino.
Il 75% degli edifici europei è inefficiente dal punto di vista energetico. La Renovation Wave promossa dalla Commissione Europea indica la necessità di raddoppiare gli interventi di rigenerazione urbana e sostenibilità, i temi centrali di Restructura 2025.
Organizzato da GL events Italia dal 13 al 15 novembre, il Salone torna all’Oval Lingotto Fiere di Torino per raccontare come l’edilizia possa diventare leva di cambiamento ambientale, sociale ed economico.
“La sfida oggi è costruire meglio e valorizzare ciò che già esiste, un atto tecnico, ma anche un gesto culturale che ridisegna il modo di vivere le città.  Restructura  vuole dare spazio a questa evoluzione, creando connessioni tra chi progetta, produce e costruisce il futuro partendo dall’esistente – afferma Gábor Ganczer, Amministratore Delegato di GL events Italia.
Tra i temi principali di Restructura 2025 l’impiego dei materiali naturali come leva per la rigenerazione del patrimonio edilizio. Rinnovabili e riciclabili sono protagonisti di un’edilizia capace di generare filiere sostenibili e circolari.
La canapa rappresenta un esempio particolarmente efficace che, dalla produzione agricola alle applicazioni architettoniche, mostra come sia possibile unire rigenerazione urbana e sviluppo locale. Accanto ad essa il legno si conferma capace di coniugare durabilità,  innovazione e versatilità,  con impieghi che spaziano dal consolidamento strutturale all’ampliamento.
Uno spazio inedito è dedicato alla filiera della  pietra naturale, si tratta della Re-Stone area, realizzata in collaborazione  con ISIM, Istituto Internazionale del Marmo, con l’obiettivo di valorizzare un comparto di eccellenza, occasione anche per presentare il Manifesto della Pietra Sostenibile.
Con più di 150 espositori e un palinsesto di oltre cento eventi, Restructura si conferma piattaforma di riferimento per il mondo dell’edilizia, dell’architettura e della progettazione.
Tra le novità presenti in fiera materiali e tecnologie che incarnano il futuro dell’edilizia sostenibile. In mostra la eco-malta realizzata con aggregati materiali provenienti dalla demolizione di opere edili, il biomattone in canapa e calce capace di sottrarre anidride carbonica dall’atmosfera, e le tegole fotovoltaiche in ardesia ceramica, che uniscono estetica e produzione energetica.
Sul fronte delle tecnologie costruttive, vengono presentati un sistema a incastro brevettato per la posa flottante di pavimentazioni in  gres porcellanato senza l’uso di colle, soluzioni per la qualità dell’aria indoor e il monitoraggio delle strutture in legno per garantirne durabilità e sicurezza.
Spazio anche ai metodi di risanamento murario a zero impatto ambientale e ai sistemi di rilievo 3D con tecnologia laser scanner.
Tra i mezzi e le attrezzature, spiccano le mini gru cingolati e semoventi adatte ai centri storici  e piattaforme di sollevamento per persone e materiali che  coniugano alte prestazioni e dimensioni compatte.

Il programma di incontri tecnici, convegni e workshop rappresenta un momento di confronto tra istituzioni, imprese, professionisti e artigiani. Tra i temi cruciali la riflessione su come l’IA e le tecnologie digitali stiano ridefinendo il modo di progettare e gestire i processi edilizi, divenendo uno strumento per rendere i cantieri più efficienti, sicuri e controllabili, aprendo la strada a una gestione integrata e responsabile delle risorse.
La transizione energetica del patrimonio immobiliare  e la direttiva europea Energy Performance of Buildings Directive vengono analizzate anche in chiave economica, la rigenerazione come investimento capace di migliorare la qualità della vita e accrescere il valore degli edifici con costi inferiori alle previsioni iniziali.
Riqualificare l’esistente diventa una scelta consapevole, sostenuta da un ecosistema di competenze e con una visione di lungo periodo.
In questa prospettiva Restructura dà spazio anche alla visione  dell’architettura contemporanea, chiamata a interpretare i bisogni della collettività con linguaggi innovativi e capace di incidere positivamente sui contesti urbani con gli interventi degli studi di MVRDV (Rotterdam), Henning Larsen (Copenaghen) e Zaha Hadid Architects (Londra).

Restructura 13-15 novembre Oval Lingotto Fiere

Orari di apertura 9-19

Mara Martellotta

Tuber Next Gen: il futuro del patrimonio tartufigeno

Unire la pianificazione territoriale e paesaggistica a quella forestale, in modo da garantire la tutela del patrimonio tartufigeno e la valorizzazione delle aree rurali e guardare così al futuro del territorio e delle sue eccellenze è quello che la Regione Piemonte vuole ottenere con il progetto Tuber Next Gen 2025.

L’iniziativa, presentata nel Grattacielo Piemonte dal presidente Alberto Cirio e dall’assessore alla Pianificazione territoriale e Urbanistica, Biodiversità e Tartuficoltura Marco Gallo, si inserisce nel percorso di aggiornamento del Piano Territoriale Regionale e dei Piani Forestali di Indirizzo Territoriale e rappresenterà un momento di confronto e approfondimento con i territori simboli del tartufo secondo il seguente calendario:

* venerdì 7 novembre ad Alba, alle ore 17 nella Sala conferenze del Palazzo Mostre e Congressi

* venerdì 14 novembre ad Asti, alle ore 9.30 nel Salone consiliare della Provincia, e ad Alessandria, alle ore 15.30 nella Sala del Consiglio della Provincia

* venerdì 21 novembre a Torino, alle ore 10 nel Grattacielo della Regione Piemonte, in occasione della Giornata nazionale degli alberi.

«La pianificazione territoriale e quella forestale devono lavorare insieme, perché la qualità del paesaggio e la gestione sostenibile dei nostri boschi e degli alberi in ambiente rurale sono le basi della produzione tartufigena – hanno sostenuto il presidente Cirio e l’assessore Gallo – Con Tuber Next Gen mettiamo a sistema conoscenze, strumenti e strategie, coinvolgendo Comuni, tecnici e operatori per rendere la tutela del paesaggio e la valorizzazione delle nostre risorse una responsabilità condivisa. Investire nella pianificazione significa costruire oggi per le prossime generazioni un territorio più resiliente, capace di coniugare identità, sviluppo e sostenibilità».

La scaletta degli incontri

Per ogni incontro sono previsti interventi tecnici, a cura di Regione e Ipla, e una tavola rotonda tra amministratori, associazioni dei tartufai, associazioni agricole e professionisti (agronomi, forestali e architetti) per condividere le azioni di gestione territoriale di salvaguardia e di valorizzazione dei suoli vocati.

Inoltre, saranno presentate le nuove Carte di attitudine dei suoli alle produzioni tartufigene e Carte di potenzialità territoriale, rese possibili grazie al lavoro di Ipla.

La prima ha portato a risultati sorprendenti: oltre 333mila ettari sono oggi considerati in Piemonte aree ad alta o media attitudine alla produzione del tartufo bianco, con un incremento del 39% rispetto alle precedenti stime. I Comuni vocati sono 441, di cui 32 di nuova classificazione, distribuiti soprattutto nelle province di Cuneo, Asti, Alessandria e Torino, oltre a 15 Comuni delle valli Stura, Vermenagna e Tanaro per i quali non sono ancora disponibili gli aggiornamenti pedologici.

La seconda mette in relazione le caratteristiche dei suoli con l’uso del territorio e il tipo di soprassuolo, individuando le aree più favorevoli alla crescita delle tre specie più preziose, ovvero il tartufo bianco pregiato, il tartufo nero pregiato e lo scorzone estivo. Querceti, filari, siepi e formazioni arboree lineari sono indicati come gli ecosistemi più favorevoli.

La ricerca scientifica, così come l’esperienza dei trifolao, sottolineano come la progressiva urbanizzazione, la perdita dei sistemi agricoli tradizionali e la riduzione della gestione forestale hanno ridotto negli anni l’areale produttivo naturale del tartufo. Tuttavia, dove i suoli sono rimasti intatti, una corretta gestione può aumentarne la produttività e la qualità: la gestione attiva delle foreste, la conservazione e crescita dei filari e delle siepi, e la cura dei corileti possono incrementare la biodiversità e la potenzialità tartufigena. Al contrario, colture agricole intensive, se non gestite correttamente, possono ridurla alterando il delicato equilibrio idrogeologico e paesaggistico.