Riforma della disabilità: CPD scrive alla Regione Piemonte 


Il certificato introduttivo non diventi un ostacolo per le persone con disabi
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La CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà ha inviato una lettera a Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte per segnalare una criticità nell’attuazione della riforma della disabilità e chiedere un intervento che garantisca ai cittadini un accesso semplice ed efficace al nuovo percorso di valutazione.

 

La riforma prevede che, per avviare la procedura di valutazione affidata all’INPS, sia necessario un certificato medico introduttivo, rilasciato prioritariamente dai medici delle ASL, degli ospedali e delle altre strutture sanitarie pubbliche.

Tuttavia, nella fase di prima applicazione stanno emergendo difficoltà operative. Molti cittadini continuano infatti a rivolgersi esclusivamente al medico di famiglia o al pediatra sostenendo il costo della certificazione. La possibilità di farsi rilasciare il certificato introduttivo dai servizi pubblici è invece ancora pressoché impraticabile. Asl e servizi specialistici non hanno indicazioni operative, personale e spesso nemmeno hanno attivato l’accesso alla piattaforma INPS.

 

“Il rischio è che il primo passaggio della riforma diventi già un ostacolo per le persone con disabilità e le loro famiglie – dichiara Giovanni Ferrero, direttore della CPD – Per questo chiediamo che tutte le ASL e le strutture sanitarie pubbliche siano messe nelle condizioni di rilasciare il certificato introduttivo, come previsto dalla normativa, evitando costi e disagi per i cittadini”.

Con la lettera indirizzata alla Regione Piemonte, la CPD chiede di conoscere quali misure organizzative siano previste per garantire l’applicazione uniforme della normativa sul territorio regionale e sollecita l’apertura di un confronto con le istituzioni sanitarie.

 

L’associazione, nella speranza che la stessa iniziativa di sensibilizzazione politica sia imitata in altre Regioni, rinnova inoltre la propria disponibilità a collaborare con la Regione Piemonte nelle attività di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini, alle persone con disabilità, alle famiglie e alle associazioni, affinché la riforma possa tradursi in un reale miglioramento dell’accesso ai diritti e non in un ulteriore aggravio burocratico.

 

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