Il Consiglio regionale e la politica piemontese dicono addio a Lido Riba, scomparso oggi a Caraglio (Cn), suo Comune natale, all’età di 78 anni.
“Esprimo profondo cordoglio per la perdita dello storico presidente dell’Uncem, stimato ed apprezzato politico, convinto rappresentante delle istituzioni nel ruolo di assessore e consigliere regionale. Un uomo che ha fatto delle nostre montagne non solo la sua casa, ma la sua missione e il fine ultimo del suo impegno professionale e politico, un impegno portato avanti con spessore e umanità” ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Stefano Allasia.
Formatosi in seno al sindacalismo agricolo, iniziò la carriera politica come consigliere provinciale di Cuneo e della Comunità montana Valle Grana.
Presidente dell’Alleanza Contadini, poi Cia, Riba venne eletto per la prima volta in Consiglio regionale nel 1990 – V legislatura – nella lista del Pci nella Circoscrizione di Cuneo. Il 7 giugno 1994 divenne assessore all’Agricoltura nella terza Giunta Brizio.
Nel 1995 venne rieletto nell’Assemblea legislativa regionale, questa volta nella lista del Partito Democratico della Sinistra (Pds): fu prima presidente della Commissione consiliare Agricoltura e Montagna, per poi, nel 1997, diventare capogruppo.
Il terzo mandato a Palazzo Lascaris coincise con la VII legislatura (2000-2005) e lo vide vicepresidente del Consiglio regionale con delega al Comitato Resistenza e Costituzione.
Dopo l’esperienza in Regione, divenne presidente operativo e poi onorifico dell’Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani) del Piemonte
“Franco Marini, il Popolare” (Edizioni Lavoro), l’ultimo libro di
Giorgio Merlo, Sindaco di Pragelato e Presidente Nazionale di “Noi
Di Centro”, sarà presentato venerdì 15 luglio alle 21 presso la sala
Consiliare del Comune di Borgone Susa, piazza Montabone 1.
Oltre all’autore, parteciperanno alla presentazione Gemma
Amprimo, Già Sindaco di Susa e Consigliere Provinciale di Torino;
Marco Margrita, giornalista, direttore de “Il nuovo Monviso” e
Presidente Regionale MCL; Sabatino Basile, responsabile
confederale Nord-Ovest Cisl.
Modera e introduce la serata Diego Mele, Sindaco di Borgone
Susa.
Il 9 febbraio dello scorso anno, quasi 88enne, scompariva Franco
Marini. Leader sindacale e politico, nonché uomo delle istituzioni, è
stato uno dei più autentici interpreti, oltre che della “autonomia
sindacale” cislina, del popolarismo, del cattolicesimo sociale e della
sua originalità come peculiare cultura politica. Un vero ‘popolare’, in
tutte le accezioni del termine, anche in quella di radicamento nel
territorio e tra la gente. Un protagonista della storia repubblicana, il
cui magistero merita di non essere dimenticato e, se possibile,
attualizzato. Una esperienza politica, culturale e sociale, quella di
Franco Marini, che continua ad essere del tutto contemporanea e
moderna, anche e soprattutto in questo momento di convulsa e
caotica transizione politica”.
Grimaldi, Frediani e Ghibaudi di Antigone: “Senza svuotamenti, pene e percorsi alternativi non aiuteremo il carcere di Torino a voltare pagina”.
“A seguito del nostro sopralluogo al Lorusso e Cotugno ricordiamo al Ministero che siamo davanti ad una casa circondariale che ha una capienza regolamentare di 1097 detenuti ma che oggi trattiene 1392 persone (di cui 51 in regime di semilibertà) ed è quindi sovraffollato al 35%. Ci sono tanti motivi per cui andrebbero aumentate le pene alternative, evitate le misure cautelari non indispensabili e decongestionato il carcerce, serve permettere la ristrutturazione totale di interi padiglioni fatiscenti e inadeguati e rendere più vivibili le sezioni per i detenuti e le detenute” – dichiarano il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi e consigliere regionale, Marco Grimaldi, la consigliera regionale del Movimento 4 Ottobre, Francesca Frediani, e la delegata dell’associazione Antigone, Joli Ghibaudi.
“La sezione 11 del padiglione C, per esempio, va chiusa quanto prima. Basterebbe una rapida visita per capire che le docce inutilizzabili da mesi e il cemento armato deteriorato dagli anni rappresentano l’immagine di un ‘fine vita’ non rimandabile” – sottolinea la delegazione che in quattro ore di sopralluogo ha osservato tutti i padiglioni e si è trattenuta per una lunga conversazione con la direttrice.
“Abbiamo percepito la volontà di voltare pagina, di rispondere punto per punto alle tante cose da rivedere. Crediamo che la direttrice stessa sappia che queste persone hanno diritto a un percorso detentivo che sia davvero rieducativo e capace di garantire un pieno reinserimento nella società, in percorsi di lavoro e formazione e, ogni volta che si può, a misure alternative al carcere. Certo, davanti alle blatte e i topi che affollano le fondamenta, le intemperie che colpiscono i cavedi, le guaine e l’intonaco completamente sgretolato da pareti e soffitti rischia di infrangersi e si rende vano ogni tentativo di cambiamento.
“Servono risorse straordinarie ma, soprattutto, serve una cura e un’attenzione che non può nascere solo da chi vive e lavora dentro la casa circondariale. I detenuti hanno diritto a cure sanitarie, psichiatriche e assistenza, così come hanno diritto a mantenere i legami con il mondo fuori dal carcere e a percorsi di inserimento per la loro fine pena. Per questi motivi inviteremo anche l’Assessore Icardi al prossimo sopralluogo, affinchè possa rendersi conto che anche quelle persone hanno diritti e bisogni“
“Sta lavorando duro, scelta presidente entro settembre”. Leone in pole
Le farmacie comunali e il “campionato dei privilegi”
“Guai a rinunciare a qualche euro di fatturato, anzi ne escono sempre più rinvigorite” commenta sarcastico il Vice Capogruppo di Torino Bellissima, Giuseppe Iannò, in risposta all’interpellanza presentata in Consiglio comunale dal titolo “Revisione pianta organica farmacie comunali”
“Sono l’interlocutore esclusivo del Servizio Sanitario Nazionale ed è vietato fare domande – prosegue il consigliere. Soprattutto quando si afferma che la pianta organica delle farmacie comunali va rivista. Non è affatto vero, esiste già il “Regolamento attuativo della legge regionale sul settore farmaceutico riguardante criteri e modalità della procedura di decentramento, con l’obiettivo (condiviso dall’amministrazione regionale) di avere regole omogenee nel territorio regionale. Regolamento approvato con DGR del 1 luglio.”
“Il Comune deve attivare il bando senza tante scuse – conclude Iannò – capiamo la sensibilità del Presidente dell’Ordine dei Farmacisti e di alcuni esponenti politici regionali, ma si deve andare avanti senza se e senza ma”
“Pur dovendo fare i conti con le bizze di un partito populista e sempre più lontano da una cultura
di governo come la formazione di Grillo e di Conte, ora la priorità rimane come affrontare una dura
ed inquietante ‘questione sociale’. E le prossime scelte concrete del Governo Draghi in materia
finanziaria non possono non tener conto di questa emergenza se non si vuol creare nel paese un
clima sempre più ingovernabile e delicato anche sotto il profilo della stessa tenuta democratica.
Per questi motivi cresce anche la responsabilità politica di un’area come quella di Centro che,
proprio in questa fase delicata per l’intero paese, si pone come un elemento di equilibrio e di
garanzia per una vera e credibile cultura di governo.
Non possono più essere le forze populiste, anti politiche, demagogiche e qualunquiste a gestire e
a governare il paese in questo frangente. Quando serve moderazione, senso di responsabilità,
intelligenza riformista e cultura di governo, il populismo è semplicemente alternativo a tutto ciò.
E la ‘questione sociale’, adesso, deve diventare la priorità politica e programmatica dell’agenda di
governo. E il Centro, su questo versante, deve essere in prima linea perchè la ‘questione sociale’
è oggi la vera e principale priorità democratica”.
Giorgio Merlo, Presidente Nazionale ‘Noi Di Centro-Mastella’.
Politiche del lavoro e contrasto alla disoccupazione
Tema centrale del confronto sarà quello del lavoro, con un’attenzione particolare rivolta ai giovani

Non sia dimenticata la lezione della tragedia di Andrea Soldi
La crescita, già evidente a metà anno nel numero di TSO effettuati a Torino è un dato che va nella stessa direzione di diversi altri indicatori, confermandoli. Ci preoccupano i dati resi noti dalla Giunta Comunale di Torino e condividiamo la parola “emergenza” usata dall’Assessore. Da tempo ci battiamo in Consiglio Regionale, come Moderati, affinché i Reparti di Psichiatria e di Neuropsichiatria Infantile siano adeguatamente potenziati sul territorio regionale per far fronte alla drammatica situazione fotografata dai dati. Al momento, l’investimento (in impegno e in risorse economiche) da noi auspicato non si è stato adeguato. “Il Sole 24 Ore” riporta che, se nel 2019 quasi un miliardo di persone – di cui il 14% adolescenti – viveva con un disturbo mentale, già dopo il primo anno di pandemia queste patologie sono aumentate rispettivamente del 26% e 28% e i dati sono in ulteriore crescita. Mi auguro che la lezione impartita dalla tragedia di Andrea Soldi, morto durante un TSO nell’estate del 2015, sia finalmente appresa nella sua interezza, portando la politica a un sostanziale ripensamento del modello della psichiatria regionale e all’impegno per cambiare quanto, in questo ambito, ancora non funziona. Un risultato che non si potrà raggiungere senza che su questo settore si mettano finalmente risorse finanziarie adeguate. Le condizioni oggettive rendono questo cambio di rotta più che mai urgente.
Silvio Magliano – Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale del Piemonte.
Il confronto parlamentare relativamente al tema Ius Scholae mette ancora una volta in luce la pochezza argomentativa dei rappresentanti eletti di area sovranista che, tra spicciolo benaltrismo, slogan d’accatto e ridicoli emendamenti, dimostrano di non sapersi calare nella realtà della società contemporanea e di non saper affrontare in modo approfondito le istanze che da essa arrivano.
La Buona Destra del Piemonte, anche pensando ai tanti piccoli nostri “concittadini” che riconoscono il nostro Paese come il loro, perché qui da anni risiedono e studiano, sostiene la necessità di arrivare in tempi brevi ad una svolta storica che assicuri i giusti diritti a tutti coloro che ne possono, giustamente, godere.
“A differenza dello Ius Soli, lo Ius Scholae è una proposta tipicamente di destra, impregnata ddi valori liberali e che va nella direzione dell’inclusione delle giovani generazioni che hanno assorbito e fatto loro i valori e la cultura del nostro Paese”, così Claudio Desirò, Segretario Regionale di Buona Destra Piemonte.
“L’atteggiamento del mondo sovranista di destra non fa altro che mettere in luce da un lato la loro lontananza dai valori liberali alla base della nostra area, dall’altro la loro pochezza argomentativa che li porta a mettere in atto una politica da cortile”, continua Desirò, “Dagli scranni di Lega e FDI sono stati proposti circa 700 emendamenti, la maggior parte al limite del ridicolo: sarebbe interessante, ad esempio, valutare quanti tra le fila della Lega, sarebbero in grado di risultare sufficienti ad un esame specifico sulla “Storia degli usi e costumi dai romani ad oggi” o sulle “tradizioni popolari più rinomate”. Solo due esempi, ma molti altri se ne potrebbero fare, di richieste assurde fatte per tentare di affossare il percorso legislativo”.
“Tra l’altro, la presentazione di questi emendamenti così assurdi, contrasta con l’atteggiamento benaltrista degli stessi partiti che si scagliano contro l’iter parlamentare in presenza di problemi, a loro dire, più contingenti”, aggiunge Desirò, “la continua contrapposizione di diritti civili e di diritti sociali evidenzia l’incapacità di essere pragmaticamente concreti nell’offrire soluzioni utili al futuro del nostro Paese”.
“La legge, nel suo percorso, potrà essere migliorata ma i NO a priori ed i tentativi di affossamento attraverso un atteggiamento da avanspettacolo, non fanno il bene del Paese e non vengono incontro ai diritti delle migliaia di bambini che in Italia ed in Piemonte vivono, studiano e si sentono italiani”, conclude Desirò.
La Buona Destra del Piemonte continuerà a lavorare sul territorio regionale e con le istituzioni affinché si possa arrivare velocemente ad una soluzione che tenga conto dei diritti di tutti: di chi è italiano di nascita e di chi lo è divenuto “d’adozione” e lo possa diventare anche di fatto.
La Buona Destra del Piemonte