ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 613

Nuovo “Percorso Cuore pediatrico”

E’ stata inaugurata la nuova Terapia Intensiva e Semintensiva Cardiologica e Cardiochirurgica pediatrica, che rappresenta l’ultima fase della ristrutturazione del 6° piano dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino.

Si conclude in questo modo la realizzazione del cosiddetto “Percorso Cuore Pediatrico”, che consiste nella completa riorganizzazione della modalità di assistenza dei piccoli pazienti portatori di cardiopatia congenita ricoverati al Regina. La realizzazione del Percorso Cuore Pediatrico, compiutasi grazie alla Fondazione La Stampa Specchio dei Tempi, alla Fondazione FORMA ed all’Associazione Amici dei Bambini Cardiopatici, migliorerà in maniera importante la qualità della degenza, rendendola decisamente più consona alla tipologia di patologie e di pazienti trattati. Il progetto si inserisce in una più generale riqualificazione degli spazi del Regina Margherita, portata avanti dalla Direzione aziendale (avvocato Gian Paolo Zanetta) e dal Direttore del Dipartimento di Pediatria e Specialità pediatriche, dottoressa Franca Fagioli. L’aggiornamento strutturale del 6° piano del Regina è stato interamente finanziato dalla Fondazione Specchio dei Tempi, che ha coperto anche la spesa per le attrezzature di monitoraggio delle zone ad alta e media intensità. La dotazione finale comprende una Terapia Intensiva di 5 posti letto, di cui uno dedicato ai pazienti sottoposti a trapianto di cuore, una terapia Semintensiva di 5 posti letto. Il reparto di degenza è provvisto di 10 posti letto distribuiti in camere a 1 o 2 letti, tutte con bagno privato. L’impegno complessivo di circa 2.350.000 euro da parte della Fondazione consentirà di migliorare notevolmente la qualità della degenza dei piccoli pazienti cardiopatici, garantendo una riorganizzazione degli spazi per “intensità di cure”, una visione più moderna volta alla ottimizzazione delle risorse. Questa si concretizza nell’ipotetico percorso che il piccolo paziente, sottoposto a procedura chirurgica o interventistica, si troverà ad affrontare, con una progressiva riduzione delle risorse necessarie al suo trattamento man mano che le sue condizioni cliniche migliorano, fino alla dimissione.

***

La Fondazione FORMA Onlus, dal canto suo, ha provveduto all’acquisto delle attrezzature elettromedicali e degli arredi sanitari della Terapia Intensiva e Semintensiva, con un impegno di spesa complessivo di 600.000 euro: 450.000 euro per i beni e 150.000 euro per gli arredi sanitari. Le apparecchiature di ultimissima generazione consentiranno di migliorare notevolmente la qualità delle cure erogate ai piccoli pazienti ed il comfort durante la degenza. Tra queste spiccano quelle che consentiranno di eseguire in sicurezza anche interventi chirurgici minori sui pazienti direttamente sul loro letto di degenza, senza bisogno di trasferirli in Sala operatoria. L’acquisto degli arredi sanitari e l’umanizzazione del reparto di degenza sono stati invece finanziati per un totale di 85.000 euro dall’Associazione Amici dei Bambini Cardiopatici Onlus. Si tratta della porzione del 6° piano già inaugurata nel maggio scorso e da allora in uso da parte della Cardiologia e Cardiochirurgia pediatrica. Particolare attenzione è stata posta al miglioramento del comfort alberghiero dei pazienti e delle loro famiglie, che in questo caso rimangono costantemente accanto al loro figlio condividendone lo stress legato alla degenza. Nel nuovo “Percorso Cuore Pediatrico” l’équipe assistenziale sarà costituita dal personale medico ed infermieristico della Cardiologia (diretta dalla dottoressa Gabriella Agnoletti), Cardiochirurgia (diretta dal dottor Carlo Pace Napoleone) e Cardioanestesia pediatrica della dottoressa Alberta Rizzo, che si alterneranno per curare i piccoli pazienti a seconda delle loro esigenze. Questo rappresenta l’unico Centro accreditato della Regione per la diagnosi e cura delle cardiopatie congenite, un punto di riferimento nazionale non solo per la mole di pazienti trattati ma per la completezza della proposta assistenziale ed i risultati ottenuti. La Cardiologia pediatrica è l’unico Centro in Piemonte che tratta le cardiopatie congenite da 0 giorni a 18 anni. E’ tra le più importanti realtà italiane per numero di pazienti (500 ricoveri all’anno e 350 interventi di emodinamica). Il Centro è noto anche all’estero per l’attività di emodinamica avanzata e l’attività scientifica. La Cardiologia pediatrica tratta inoltre l’adulto con cardiopatia congenita (paziente GUCH) ed è dotata di una Struttura chiamata “Centro GUCH” e segue circa 800 pazienti adulti con cardiopatia congenita. Il Centro è inoltre il fondatore del “Registro Piemontese delle Cardiopatie congenite dell’adulto”, nel quale sono stati inclusi ad oggi circa 1000 pazienti. La Cardiochirurgia pediatrica rappresenta l’unico Centro accreditato della Regione, un punto di riferimento nazionale non solo per il numero di pazienti trattati, circa 200 l’anno, ma per la completezza della proposta assistenziale, che va dal trattamento dei prematuri di basso peso, fino a 400 grammi, all’impianto dei cuori artificiali, ai trapianti di cuore ed al trattamento dei pazienti cardiopatici congeniti in età adulta.

Teniamo pulita Torino: cercansi volontari per le giornate di pulizia condivisa

La Circoscrizione 2 promuove alcune giornate di pulizia condivisa con Torino Spazio Pubblico e Amiat. A tutti i volontari è garantita gratuitamente l’assicurazione e R.C. infortuni.  Gli incontri si svolgeranno :
Lunedì 5 marzo ore 9.00  Giardino C. Ravera in Via Farinelli.
Lunedì 12 marzo ore 9.00 Giardino W. Ferrarotti  in Via Rovereto.
Lunedì 19 marzo ore 9.00 Giardino N. Green in Corso Salvemini.

Per poter partecipare è obbligatorio iscriversi al progetto “TORINO SPAZIO PUBBLICO” attraverso l’apposito modulo.
Lo stesso potrà essere inviato  a ufficioambiente2@comune.torino.it oppure consegnato agli uffici informa2 di Via Guido Reni 102 o Strada Comunale di Mirafiori 7.
***
Per Informazioni e adesioni Ufficio Ambiente Circoscrizione 2
tel. 011.01135040
E-mail:ufficioambiente2@comune.torino.it
www.comune.torino.it/circ2

Edilizia, tutte le novità di legge

Di Patrizia Polliotto*

Per tutto il 2018, la legge dispone la possibilità di avvelersi di una serie di agevolazioni per le ristrutturazioni, con la possibilità di beneficiare della detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute ed entro il limite massimo di 96 mila euro di spesa, anche per i lavori effettuati a partire dalla data del 1° gennaio 2018 e fino alla data del 31 dicembre 2018. All’interno delle varie spese rientrano infatti quelle relative agli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e le spese di ristrutturazione edilizia sulle singole unità immobiliari di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze, le spese relative agli interventi di manutenzione ordinaria, le spese per la realizzazione di box e posti auto, di parcheggi pertinenziali e spese per le opere finalizzate alla cablatura degli edifici. E’ altresì prorogato per il 2018 il bonus per l’acquisto di mobili di cui al comma 2, dell’articolo 16 del D.L 63/2013, che prevede la detrazione del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici e che interessa soltanto i soggetti che possono beneficiare della detrazione IRPEF del 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

***

*Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI
COMITATO REGIONALE DEL PIEMONTE
TEL. 011 5611800, Via Roma 366 – Torino
EMAIL: UNC.CONSUMATORITORINO@GMAIL.COM

Condannare la violenza ed isolare gli estremisti

/

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

.

L’antifascismo del 2018 non appare più tanto ispirato al passato, ma incredibilmente  legato al presente. Il passato appare morto e sepolto, malgrado il revival attorno alla figura di Mussolini. La profonda crisi in cui oggi ci dibattiamo ha portato a galla delle nostalgie che si ritenevano ormai sopite. E l’antifascismo è tornato un tema di attualità.  I fantasmi del passato che ritornano, sono in larga misura  causati dalla sfiducia verso la democrazia che è via via aumentata da almeno vent’anni. Le cause di questa crisi sono molteplici e toccano in primis la crisi economica. Gli sprovveduti che rimpiangono il fascismo non sanno neppure che la storia non si ripete mai ed anche i nostalgici di un antifascismo legato agli anni del dopoguerra sono espressione di uno spirito antistorico. Il fascismo va storicizzato innanzi tutto per capire cosa si stato effettivamente nella storia italiana. Già negli anni ’70   il filosofo Augusto Del Noce sosteneva  che una visione fondata sull’ “anti”- superato il momento immediato dello scontro storico- non può costruire nulla di positivo. Il vero antifascismo è la democrazia, quella che è delineata nella Costituzione repubblicana che non fa mai riferimento al regime fascista, se non in una norma transitoria che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista.  Cinquant’anni fa  abbiamo vissuto  gli anni degli opposti estremismi,quello di destra e quello di sinistra. Quello di destra venne sconfessato da Almirante che fra la camicia nera e il doppiopetto scelse quest’ultimo e camuffò il Msi nella Destra Nazionale.  Gli estremisti di destra rimasero minoritari e marginali, ma furono altrettanto pericolosi perché si manifestarono con il terrorismo nero. A sinistra la contestazione fu il terreno in cui si manifestò da subito  l’estremismo della violenza verbale e fisica, destinato ,anche lui, almeno in parte a sfociare nel terrorismo rosso.

***

Va detto che il Pci ,superando iniziali confusioni (le sedicenti BR e i compagni che sbagliano) seppe schierarsi contro l’estremismo di sinistra ed impegnarsi contro il terrorismo. Il fatto che un esponente di Forza nuova sia stato picchiato selvaggiamente a Palermo  appare davvero un segnale di un possibile, pericoloso estremismo che risorge. E il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha parlato di “squadrismo antifascista” senza ambiguità. Una posizione chiara, limpida che gli fa molto onore.  Il ricorso alla violenza va sempre condannato, specie se l’episodio di violenza  si inserisce nel corso di una campagna elettorale durante la  quale tutti i contendenti devono trovare riconosciuta  una pari agibilità politica e propagandistica come sanciscono le leggi della Repubblica.  Chi scrive ha messo in evidenza su questo giornale la povertà politica e l’inesistenza culturale dei gruppi neofascisti Casa Pound  e Forza nuova.  Il loro richiamo ai rituali fascisti è sintomo di infantilismo politico. Ma la Cassazione ha anche stabilito che il saluto romano, circoscritto a rievocazioni del passato come le cerimonie nei cimiteri, non è reato e non confligge  con le leggi vigenti. Ho considerato illiberale il fatto di rifiutare un confronto con la nipote di Mussolini, quasi le responsabilità dei nonni ricadano sui discendenti.  Una democrazia liberale non potrebbe mai, ad esempio, ispirarsi alla legge Fiano che molto opportunamente è  stata affossata  in Parlamento. I nostalgici del fascismo vanno combattuti sul terreno politico e non a colpi di divieto che possono provocare effetti opposti a quelli desiderati. Quella che Hegel definiva l’eterogenesi dei fini. I nostalgici vanno combattuti nella scuola non con le manifestazioni occasionali rievocative che hanno imbalsamato la Resistenza, ma con un insegnamento storico senza demonizzazioni che finiscono anch’esse di ottenere effetti altrettanto indesiderati. Federico Chabod parlava di fascismo a 5 anni dalla fine della guerra nel 1950  alla Sorbonne  con il distacco storico necessario e l’antifascista e storico Leo Valiani, che fu tra quelli che decretò la fine di Mussolini, apprezzò le lezioni di Chabod. 

***

Oggi dovrebbe essere un dato  consolidato il fatto che si debba scindere la propaganda ideologica dalla storiografia.  Ma ci vorrebbero docenti in grado di farlo, partendo dall’educazione civica che consentirebbe  lo studio della Costituzione repubblicana la quale- non dimentichiamolo mai- ha garantito 70 anni di libertà, di pace e di democrazia. Ovviamente senza mitizzare neppure la Costituzione perché la storia è l’esatto opposto della mitizzazione. L’imbrattamento a Roma della lapide in ricordo della scorta di Aldo Moro a quarant’anni dal rapimento e dall’omicidio del leader democristiano è un altro segnale di una tensione  che sta montando. Le teste calde vanno isolate  e perseguite ai sensi del codice penale con un’assoluta fermezza che purtroppo negli Anni Settanta del secolo scorso non ci fu. La democrazia va difesa senza incertezze ,ma anche senza avviare una caccia alle streghe che ci farebbe arretrare. Ho riletto alcuni editoriali di Giovanni Spadolini sul “Corriere della Sera” di 50 anni fa. Gli estremisti rossi e neri vanno denunciati e perseguiti, scriveva Spadolini. Così non accadde, nei modi che sarebbero stati necessari. Se la storia può insegnare qualcosa (quasi mai insegna perché il presente è sempre diverso dal passato),bisogna far sì che venga  stroncato  subito il mostro dell’estremismo e della violenza. La politica ha un significato solo se essa si manifesta pacificamente, servendosi delle armi della ragione e non della ragione delle armi. Adesso, per fortuna, si tratta di casi sporadici, ma essi sono un pessimo segnale che non va sottovalutato. Si deve intervenire subito prima che il clima si arroventi ulteriormente. Nel 1968 in piazza San Carlo a Torino impedirono a Pietro Nenni di parlare. Fu un segnale che pochi riuscirono allora a capire. Ma poi dovettero subire le conseguenze nefaste e luttuose  della logica perversa della intolleranza.

Al via il Festival del Giornalismo Alimentare

Prende il via giovedì 22 Febbraio la terza edizione del Festival del Giornalismo Alimentare, ospitata nelle sale del Centro Congressi “Torino Incontra” della Camera di commercio di Torino, in via Nino Costa 8

 

Ad aprire i lavori, a partire dalle 9, sarà un argomento decisamente attuale, in vista anche delle imminenti elezioni: “Quali politiche alimentari per la prossima legislatura?”. I principali enti e associazioni di categoria della filiera alimentare avranno l’occasione di presentare le proprie aspettative e richieste da inserire ai vertici dell’agenda della prossima legislatura.

Tra gli altri temi trattati durante la giornata, la Mafia nella ristorazione e distribuzione per capire come viene rappresentato sui media un problema di legalità e sicurezza alimentare, l’italian sounding e i trattati sul cibo. Nel pomeriggio ci sarà un momento di formazione e confronto tra le diverse anime della comunicazione alimentare, con il seminario su “Freelance, foodblogger, brand journalist: ovvero imprevisti e probabilità nell’era dell’informazione 4.0” e i due panel sul Brand journalism e sul futuro dei free lance.

Sempre nella giornata di giovedì si inserisce un’importante novità di questa terza edizione: il primo appuntamento Business to Business dedicato ad aziende e professionisti della comunicazione (orario: 14.30-17,00; iscrizioni a: segreteria@festivalgiornalismoalimentare.it). In uno spazio riservato di Torino Incontra, alcuni Maestri del Gusto di Torino e Provincia, selezionati dalla Camera di commercio di Torino in collaborazione con Slow Food Italia, incontreranno le nuove professionalità della comunicazione (blogger, social media manager, influencer), che potranno promuoversi come consulenti.

Altra grande novità saranno i laboratori pratici che si svolgeranno giovedì e venerdì pomeriggio (14,30-17), realizzati in collaborazione con il Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino, l’Istituto Zooprofilattico di Piemonte Liguria e Valle d’Aosta e SMAT, Società Metropolitana Acque di Torino: i partecipanti si cimenteranno in assaggi guidati di acqua, analisi di laboratorio su campioni di cibo contaminati e una lezione pratica sull’etichettatura alimentare (iscrizioni: segreteria@festivalgiornalismoalimentare.it ).

Quest’anno Anche CinemAmbiente aderisce al Festival, organizzando un’edizione speciale intitolata “Una buona occasione al cinema” e dedicata al tema dell’alimentazione e della sostenibilità ambientale. Appuntamento nelle serate di giovedì e sabato, a partire dalle 18.30 circa presso il Cinema Centrale di Torino con ingresso gratuito. Per l’accoglienza di tutti i partecipanti, il Festival potrà contare sul supporto degli studenti della Scuola Alberghiera di Stresa e dell’Istituto Beccari di Torino. I pranzi durante i lavori presso Torino Incontra saranno offerti dall’Associazione gastronomica peruviana di Torino.

Dal Monte Taigeto alla legge sul Dopo di Noi

Anche oggi, e non solo in passato, come sarà meglio in seguito illustrato – spiega Marco Porcari, avvocato del Foro di Torino molto sensibile alle problematiche che affliggono le persone “disagiate” – c’è una scala di valori consolidata, anche se non esplicitata, che fissa il valore dell’esistenza delle persone svantaggiate ad un livello immensamente distante rispetto a quello delle persone socialmente inserite.

Non deve, pertanto, stupire se il nostro legislatore ha atteso il 2016 per prendere in considerazione, sotto il profilo patrimoniale, e tutelare, le “persone con disabilità grave prive del sostegno famigliare”. Il 25 giugno 2016 è, infatti, entrata in vigore la legge n. 112/2016, recante “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”. Il provvedimento normativo introduce il sostegno e l’assistenza alle persone con disabilità grave dopo la morte dei parenti che li accudiscono. La nuova legge individua quattro diversi strumenti giuridici astrattamente idonei a proteggere gli interessi dei soggetti con disabilità grave:

 

  • le polizze di assicurazione;
  • il trust;
  • i vincoli di destinazione di cui all’art. 2645-ter c.c. e
  • i “fondi speciali”, composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con contratto di affidamento fiduciario (art. 1, comma 3, leghe n. 112/2016).

.

Fra gli aspetti di maggiore novità della nuova disciplina si segnala il fatto che il legislatore abbia voluto dare pieno riconoscimento nel nostro ordinamento alla figura (già elaborata dalla dottrina) del “contratto di affidamento fiduciario”, trasformandolo così da contratto socialmente tipico in un vero e proprio contratto “nominato”. In particolare, la legge n. 112/2016 prevede una serie di “condizioni” che il “contratto di affidamento fiduciario” (al pari del trust e dei vincoli di destinazione di cui all’art. 2645-ter c.c.) deve necessariamente rispettare al fine dell’ottenimento delle agevolazioni fiscali ivi previste (cfr. art. 6, legge n. 11212016). Accanto a tali condizioni meramente facoltative (strumentali all’ottenimento dei vantaggi fiscali), la nuova disciplina prevede, quale elemento essenziale della fattispecie, che i “fondi speciali” (costituiti e regolati da un “contratto di affidamento fiduciario”) siano “composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione” (art. 1, comma 3, legge n. 112/2016).

***

In tal modo, l’ordinamento italiano ha espressamente riconosciuto uno strumento di diritto interno che, alla stregua di un trust, è capace di conseguire due effetti fondamentali per la realizzazione del programma fiduciario, la costituzione di un patrimonio separato in capo al fiduciario, composto dai beni (i “fondi speciali”) destinati all’attuazione del programma fiduciario, nonché l’opponibilità ai terzi del vincolo di destinazione (e quindi dello stesso programma fiduciario). Il Taigeto è una catena montuosa che si erge nel Peloponneso e separa la Laconia dalla Messenia, le cui propaggini meridionali costituiscono il costolone centrale della penisola di Mani. Il poeta Omero la definisce “grandissima” mentre gli autori bizantini la chiamarono “montagne dalle cinque dita”.Nell’antichità, era sul monte Taigeto che venivano abbandonati i bambini spartani nati deformi, destinati a soccombere alle intemperie ed alle fiere; i fanciulli, appena nati, erano esaminati dagli anziani, e, se risultavano deboli o deformi, venivano esposti sul monte Taigeto perché fossero raccolti dai Perieci o dagli Iloti, oppure lasciati morire. La Rupe Tarpea è la parete rocciosa posta sul lato meridionale del Campidoglio a Roma, dalla quale venivano gettati i traditori condannati a morte, che in tal modo, venivano simbolicamente espulsi dall’urbe; la Rupe Tarpea, inoltre, in età romana veniva usata per condannare le persone che rifiutavano la testimonianza, visto che erano gli unici “oggetti” di prova essendo i contratti tutti in forma orale; gli antichi Romani – tesi molto criticata ma suggestiva – erano soliti lanciare dalla Rupe Tarpea non solo i traditori o i reticenti, ma anche i fanciulli che si presentavano ictu oculi deboli, e deformi, con le stesse motivazioni che inducevano gli spartani a lasciarli morire sul monte Taigeto. L’aspetto maggiormente preoccupante consiste nel fatto che il principio del monte Taigeto, piuttosto che quello della Rupe Tarpea, è ancora in vigore ai nostri tempi.

***

Certo con modalità aggiornate; meno truculente ma ugualmente efficaci; il risultato non è la “morte fisica” ma la “morte civile”; le persone socialmente svantaggiate (disabili fisici, intellettivi e sensoriali, persone in trattamento psichiatrico, border line, tossicodipendenti, etilisti, barboni, analfabeti) vengono fatte “rotolare fuori” dal contesto sociale, ai margini, nel silenzio collettivo; di loro ci accorgiamo soltanto quando si rendono protagonisti di episodi di illegalità o criminalità; per il resto vengono ignorate. Anche la gente comune, la “società civile” salvo rarissime eccezioni, rimuove il problema; siamo più sensibili alle discariche dei rifiuti (e ci si mobilita per prevenire possibili danni alla salute) che non alle “discariche” delle persone. A ben pensarci una evoluzione c’è stata: le persone non vengono più abbandonate sul monte Taigeto né fatte rotolare dalla Rupe Tarpea, ma vengono segregate in una “discarica sociale”. Proprio per far venir meno tale discarica sociale, gli operatori del diritto spiega lAvvocato Marco Porcari -, accogliendo a braccia aperte la citata normativa sul “dopo di noi” ed hanno tra l’altro predisposto il “Contratto Fiduciario di Destinazione”, volto ad offrire ai fiducianti uno strumento, interamente regolato dal diritto interno, capace di realizzare una più ampia gamma di interessi meritevoli di tutela; una sora di trust interno per intenderci.

***

Tale contratto intende così realizzare, per mezzo dell’autonomia privata e degli istituti già disponibili nel diritto nazionale italiano, effetti funzionalmente equivalenti a quelli che – ad esempio – in Francia si realizzano con il tipo contrattuale denominato fiducie, ovvero quelli che in Italia sono comunemente perseguiti attraverso il ricorso al trust interno, evitando tuttavia ai fiducianti le serie difficoltà applicative e gli oneri economici che conseguono dall’applicazione di un diritto straniero. In conclusione, non dobbiamo mai dimenticare che la tutela di un soggetto incapace sottolinea fermamente Marco Porcari – risponde ad un interesse di carattere generale della collettività ed il pregiudizio patrimoniale del soggetto stesso, al fine di trarne profitto, è punito gravemente dalla legge penale, oltre ad essere considerato eticamente l’atteggiarsi più deplorevole del genere umano. Stante la delicatezza della materia l’Avvocato Marco Porcari suggerisce caldamente e vivamente a chiunque volesse utilizzare il duttile strumento messo a disposizione dal legislatore italiano, i cui confini sono stati in queste poche righe schizzati, di consultarsi con un legale esperto in materia onde realizzare al meglio la finalità sociale – prima ancora etica che giuridica – cui tende la disciplina normativa in oggetto.

www.marcoporcari.com

 

Costruire il futuro

20 febbraio 2018 ore 15:00 Politecnico di Torino Aula Magna “Giovanni Agnelli”

Con Romano Prodi, Francesco Profumo e Piero Angela

“Costruire il Futuro”, il ciclo di conferenze ideato da Piero Angela e realizzato dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, in collaborazione con il Politecnico di Torino e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, è giunto al nono appuntamento, che ha come titolo “La produttività nel mondo globalizzato” e vede la presenza di due personalità importanti: Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo e Romano Prodi, Presidente della Fondazione per la Collaborazione fra i Popoli. Tornando al loro mestiere di “professore”, Francesco Profumo e Romano Prodi affronteranno temi fondamentali per il nostro tempo e il nostro Paese, in un incontro – moderato da Piero Bianucci, scrittore e giornalista scientifico – che si svolgerà martedì 20 febbraio alle ore 15:00 presso l’Aula Magna del Politecnico di Torino.

I simboli e la mente

GiovedìScienza – Teatro Colosseo giovedì 22 febbraio 2018 – ore 17:45

Francesco d’Errico, Direttore di ricerca del Centre National de la Recerche Scientifique, Università di Bordeaux. In collaborazione con L’Ambasciata di Francia – Institut Français Italia

Ci circondano, ci fanno sognare, animano le nostre aspirazioni e ci permettono d’interpretare la realtà. Tutte le popolazioni che conosciamo sono sottomesse al diktat dei simboli: ma è sempre stato cosi? A quanto risalgono le più antiche tracce archeologiche del pensiero simbolico, in che cosa consistono, e che cosa ci dicono sui meccanismi che hanno spinto i primi produttori di simboli a prendere la strada ricca ma difficile e costosa, che ci ha portati alla complessità simbolica delle società attuali? La capacità di produrre simboli è la conseguenza diretta dell’origine della nostra specie in Africa o il risultato di un processo più lungo, che ha visto come attori altri membri, estinti, del nostro genere? Risponderà a questi e altri affascinanti quesiti sulle nostre origini il paleontologo Francesco d’Errico, direttore di ricerca presso il Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) di Bordeaux, ospite di GiovedìScienza il 22 febbraio con “I simboli e la mente. Gli ultimi 80.000 anni della nostra storia culturale” (alle 17:45 al Teatro Colosseo, in Via Madama Cristina 71 a Torino). Autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche, responsabile di progetti internazionali, d’Errico – nato a Foggia ma cresciuto a Torino, dove ha condotto i suoi studi – è tra i ricercatori più citati in scienze sociali negli ultimi quattro anni ed è il ricercatore italiano più citato in scienze umane. Il suo nome è legato alla scoperta dei più antichi strumenti in osso, ornamenti e incisioni astratte in Africa e Asia, che ha rimesso in discussione l’ipotesi di un’origine europea delle culture moderne.

***

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Programma completo e diretta streaming su: www.giovediscienza.it

Segreteria organizzativa tel. 011 8394913

Amerigo (Italo) e il caso Melegatti

A voler cercare le notizie belle si fa sempre più fatica. Se guardiamo al panorama italiano, ma anche internazionale, non siamo messi per niente bene. Per restare in Italia e soffermarci all’attività economiche, la cronaca registra due fatti recenti e nessuno dei due esaltanti: la cessione di Italo, ribattezzato, scherzosamente “Amerigo”, al Fondo americano Gip che è stato un successo per gli azionisti e in particolare per Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle. Altra operazione più remunerativa non se ne poteva fare. Per Della Valle, oltre al guadagno cospicuo, c’è pure l’onore della gloria, avendo asserito che lui non avrebbe voluto vendere, ma è vi stato “costretto”. Si dice che la compagine degli azionisti italiani abbia dimostrato una particolare abilità e velocità nella trattativa. Per contro, sembrerebbe che gli americani si siano fatti prendere in “braccio” e non abbiano fatto un vero affare. Non è in effetti così, perché l’acquisto di Ntv-Italo è il passepartout per entrare in Europa quando verrà liberalizzata l’alta velocità come in Italia.

 

Per questo, noi pensiamo che gli americani avrebbero anche sborsato di più per assicurarsi l’affare. Quindi, se da un lato c’è un indubbio successo per gli azionisti, dall’altro rimane l’amaro in bocca perché imprenditori italiani e banche italiane, con l’eccezione di Intesa Sanpaolo, sono stati sempre assenti. Forte delusione perché non c’è più un grande Gruppo italiano che fa da capo cordata e gli imprenditori italiani, dovendo scegliere fra “lascia o raddoppia”, lasciano sempre e pensano solo agli interessi di bottega e non hanno una visione più lungimirante. Almeno speriamo che parte di così tanti utili vengano reinvestiti in Italia. Se il polo dolciario e dell’agroalimentare è passato quasi tutto in mani francesi, speriamo almeno che il Gruppo Ferrero rimanga italiano… L’altra brutta notizia è il recente stop arrivato da parte del Tribunale di Verona all’azienda Melegatti per l’autorizzazione alla produzione, in tempo utile, per le festività pasquali della linea dolciaria.

 

Per l’azienda, in concordato preventivo, l’Amministratore delegato Daniele Zanetti del Gruppo Hausbrandt Trieste 1892, operativo nei settori di caffè, birra, vino e alta pasticceria: 500 addetti, 98 milioni di fatturato nel 2017, fa ipotesi di ristrutturazioni del debito e mette a garanzia un assegno di 1 milione di euro . Somma ovviamente insufficiente al risanamento dell’industria dolciaria, ma sono indizio di intenzioni serie da parte di un Gruppo estremamente solido. Come i dipendenti della Melegatti noi tifiamo per il salvataggio e speriamo che dentro l’uovo di Pasqua ci sia la sorpresa.

Tommaso Lo Russo

Il protocollo dell’innovazione sociale

 Il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e il Presidente dell’Associazione delle 12 Fondazioni di origine bancaria (FOB) del Piemonte Giovanni Quaglia hanno presentato oggi in Fondazione CRT il protocollo d’intesa per collaborare sulla strategia di innovazione sociale “Wecare – Welfare Cantiere Regionale”

Nell’ambito del programma WECARE verranno sviluppate attività condivise: in particolare, le Fondazioni piemontesi sosterranno progetti che, in linea con i principi della strategia regionale, siano capaci di costruire reti pubblico-private di welfare comunitario e di rispondere in modo innovativo alle problematiche sociali.

 

Va sottolineato che, nell’ambito della propria mission, le 12 FOB del Piemonte hanno aumentato da tempo la propria attenzione al welfare, ambito cui hanno destinato complessivamente oltre 100 milioni di euro lo scorso anno. “Il protocollo d’intesa siglato oggi è il punto di approdo di una collaborazione da sempre attiva e viva con la Regione Piemonte e, nello stesso tempo, è il punto di partenza di un ‘percorso’ condiviso tra pubblico e privato per un grande obiettivo: l’innovazione sociale al servizio del bene comune – dichiara il Presidente dell’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria Giovanni Quaglia –. Le Fondazioni stanno dimostrando sempre più di essere incubatori di idee, veri e propri agenti di cambiamento, capaci di mettere a disposizione del territorio non solo risorse finanziarie, ma anche conoscenze e competenze. Questo lavorare insieme per il Piemonte, che valorizza le prerogative e le specificità di ciascun soggetto, è un modello che può fare scuola nel resto del Paese”“Ringrazio tutto il sistema delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte – afferma il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino –, perché è evidente che senza l’apporto, a vari livelli, che il sistema delle Fondazioni fornisce ad attività strategiche del campo sociale, sanitario e culturale, la vita dei piemontesi sarebbe decisamente più difficile”. La strategia regionale per l’innovazione sociale “WECARE” – che coniuga misure diverse attraverso il Fondo Sociale Europeo e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, per un investimento di risorse complessive pari a 20 milioni di euro (15 FSE e 5 FESR) – è il primo e unico caso a livello nazionale in questo settore. Nasce dal lavoro di un tavolo inter-assessorile composto da 4 assessorati della Regione Piemonte: Politiche Sociali, della Famiglia e della Casa; Diritti Civili e Pari Opportunità; Attività produttive; Istruzione, Lavoro e Formazione Professionale (seguito da Gianna Pentenero).

 

L’Assessore alle Politiche Sociali, della Famiglia e della Casa Augusto Ferrari afferma: “Innovare il modo di concepire e praticare le politiche sociali è una necessità fondamentale, per poter ridare sostanza alla missione su cui i nostri sistemi di welfare sono nati e a cui oggi non riescono più a dare una risposta soddisfacente: ridurre le disuguaglianze sociali. Il percorso di WECARE è nato su queste premesse, coinvolgendo tutti gli attori pubblici e privati nella sfida di coniugare politiche sociali, politiche del lavoro e sviluppo economico, pensando alla coesione sociale come grande occasione di sviluppo territoriale ed alla crescita come una sfida da realizzare attraverso la riduzione delle diseguaglianze sociali. La collaborazione con le Fondazioni bancarie piemontesi, attore fondamentale di sviluppo dei territori, è un grande passo in avanti per attuare questa strategia”.

 

“L’economia sociale è un elemento importante del nostro sistema produttivo e rappresenta un fattore di sviluppo e crescita del territorio– spiega l’Assessora alle Attività Produttive Giuseppina De Santis . Nell’ambito della strategia comune regionale, riteniamo che un tema su cui lavorare sia quello del rafforzamento delle imprese che operano cercando strade innovative per dare risposte a bisogni sociali, soprattutto nel comparto sanitario e socio-assistenziale. In quest’ottica la collaborazione con il sistema delle Fondazioni bancarie piemontesi può essere di grande interesse, anche dal punto di vista delle competenze in campo finanziario, di cui le Fondazioni stesse sono depositarie per sostenere investimenti a impatto sociale”.

 

L’assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte Monica Cerutti sottolinea l’importanza delle misure dedicate alle tematiche di genere, affrontate in maniera trasversale, presenti in questo atto dedicato all’innovazione sociale: “L’atto prevede una misura specifica di ben 4 milioni di euro investiti per la promozione del welfare aziendale, alcune azioni che potranno essere avviate, per esempio, riguarderanno le politiche di condivisione dei tempi di vita e lavoro, quelle per le pari opportunità, ma anche il sostegno al diritto allo studio. È fondamentale e importante che le istituzioni su temi così rilevanti facciano sistema e non soltanto nella condivisione delle risorse, ma anche nella progettazione”.

 

Nel mese di dicembre 2017 è stato lanciato il primo bando per la creazione dei cosiddetti distretti di coesione sociale. Obiettivo: stimolare processi collaborativi sui territori, sperimentando azioni innovative di welfare territoriale e promuovendo una migliore governance locale. In primavera è prevista l’uscita di un secondo bando dedicato ai progetti di innovazione sociale per il terzo settore. Successivamente, saranno varate le linee per la promozione del welfare aziendale e il rafforzamento di attività imprenditoriali che producono effetti socialmente auspicabili.

***

(Foto: a sinistra: Anna Chiara Invernizzi, Augusto Ferrari, Anna Ferrino, Sergio Chiamparino, Giovanni Quaglia, Giuseppina De Santis, Mario Sacco, Gianfranco Mondino, Mario Ciabattini)