L’Associazione degli ex-allievi del Liceo organizza un ciclo di incontri a ingresso libero con professionisti di eccellenza per aiutare a orientarsi nel nuovo mondo del lavoro

Per conoscere da vicino alcune tra le più importanti e più richieste nuove professioni, l’Associazione degli ex-allievi del Liceo Classico “Vittorio Alfieri” di Torino organizza un ciclo di quattro incontri a ingresso libero nell’Aula Magna del Liceo in Corso Dante 80 a Torino.
La rassegna, che rientra nell’ambito del progetto “La Bussola” promosso dall’Associazione, mette a disposizione di tutti gli studenti, liceali e universitari, ma anche di tutta la cittadinanza torinese, l’esperienza diretta di importanti professionisti italiani di eccellenza impegnati in differenti settori, dalla cultura al no profit, dalla scienza all’imprenditoria, con l’obiettivo principale di aiutare ad orientare i giovani e tutti coloro che si stanno avvicinando al nuovo mondo del lavoro attraverso il racconto di esempi concreti e case history di successo.
Il ciclo prenderà il via mercoledì 31 gennaio 2018 alle ore 21 con Carola Carazzone, Segretario Generale di Assifero, Associazione Italiana delle Fondazioni ed Enti della Filantropia Istituzionale eMarco Lanino, Assistente alla Coordinazione e Bureau des Programmes nel settore Protection presso COOPI – Cooperazione Internazionale, che parleranno delle nuove figure lavorative nell’ambito delsociale, anche alla luce della riforma del Terzo Settore.
Il secondo appuntamento è in programma mercoledì 21 febbraio 2018 alle ore 21 con il Prof. Adriano Chiò, Professore Ordinario del Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini” dell’Università degli Studi di Torino e Presidente della Commissione Scientifica della Scuola di Studi Superiori “Ferdinando Rossi” dell’Università degli Studi di Torino, che condurrà il pubblico a conoscere come funziona la ricerca scientifica nel campo delle neuroscienze.
Gli incontri riprenderanno sabato 7 aprile 2018 alle ore 12, quando il Liceo Alfieri ospiterà Paolo Verri, attualmente Direttore della Fondazione Matera Capitale Europea della Cultura 2019 e Presidente della Fondazione Cirko Vertigo, che porterà ai partecipanti il proprio contributo grazie a una consolidata esperienza a livello nazionale nella promozione del territorio attraverso la cultura.
Chiuderà la rassegna Alberto Barberis, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino, che mercoledì 9 maggio 2018 alle ore 21 racconterà agli studenti cosa significa essere imprenditore ai tempi delle start-up e come è cambiato il modo di fare impresa oggi.
L’ingresso agli incontri è libero fino a esaurimento posti. Per informazioni: info@exalfierini.it
“Sul futuro del bitcoin – afferma il notaio Remo Morone – esistono due diversi orientamenti di pensiero:
In gara 142 istituti superiori da tutta Italia: coinvolte scuole di Torino, Alessandria, Cuneo, Novara e Vercelli
bando a cui potranno far domanda le mamme lavoratrici, per ottenere un contributo una tantum
Da sei mesi a questa parte la signora Cristina Giordano era solita aggiornare il profilo Facebook del figlio Luca Borgoni, deceduto la scorsa estate sul Cervino. Le foto e i post pubblicati a nome suo erano un modo per tenerlo ancora in vita e conservare un contatto con gli amici.
virtuale, immateriale, senza limiti apparenti. L’esposizione pubblica del dolore e del lutto privato è diventata, ormai, una tendenza consolidata. Recente è stato il caso di Antonella Clerici che ha condiviso in Rete la notizia della morte del proprio cane, ottenendo una partecipazione considerevole di followers con gran dispendio di emoticon e faccine piangenti. Gli esempi di questo genere di esibizionismo, tipico dei personaggi pubblici più seguiti, non mancano. Drammatiche sono invece le immagini dei bambini uccisi dalla guerra in Siria, quella del piccolo Aylan annegato su una spiaggia turca, dei migranti morti in mare, delle esecuzioni messe in scena da Daesh. Tralascio qui il discorso riguardante il dark web, che propone video estremi e ripugnanti, realtà di portata più limitata. In ogni caso, la novità dell’età contemporanea sta proprio nello sdoganamento della morte come rappresentazione pubblica, nella collettivizzazione dell’esperienza del lutto e della sofferenza, nel segno del cosiddetto spirito social. Queste immagini, tuttavia, colpiscono l’emotività popolare solleticando un voyeurismo fine a se stesso e, solo raramente, scuotono le coscienze. Commentato e condiviso il post, versata la lacrimuccia d’ordinanza, si chiude la pagina e si prosegue la giornata. La partecipazione e i sentimenti di solidarietà appaiono tanto solerti quanto superficiali. Prevale un’opera di rimozione massiccia e, pare, piuttosto efficace. La Rete induce una percezione della morte che finisce per svuotarsi del suo senso più profondo.
modo, la Rete diventa un aldiqua volto a consolare e rassicurare chi resta, garantendo un simulacro di immortalità a chi non c’è più. Non potendosi risolvere, il mistero angosciante della morte si dissolve per divenire una fantasia di sopravvivenza magica. Sotto i nostri occhi sta avvenendo un cambiamento di mentalità le cui linee evolutive sono ancora troppo difficili da delineare. Posta di fronte alla morte, la mente umana sta predisponendo nuovi meccanismi di difesa – o semplicemente aggiornando quelli consolidati.Restano da fare due brevi considerazioni. Facebook non va anzitutto considerato ingenuamente come uno spazio bianco neutro: La Facebook Inc. è un’azienda quotata in Borsa, un Grande Editore che, traendo guadagno principalmente dalla pubblicità, imposta di conseguenza le proprie strategie commerciali. La seconda riflessione riguarda proprio l’idea della morte cui accennavo sopra, che non andrebbe rimossa, ma pensata come parte della vita, di cui rappresenta non il termine, bensì il compimento. Il considerare la morte come condizione per vivere una vita piena e ricca di senso appartiene a tutta la cultura filosofica, da Seneca a Montaigne, da Spinoza ad Heidegger. Abbiamo a disposizione un tempo limitato, ogni esperienza e ogni persona amata sono preziose proprio in virtù della propria fuggevolezza.
sviluppo economico difendendo i diritti dei lavoratori. Ed il loro primo diritto é il lavoro. La vicenda Embraco lo dimostra. Poi gli interventi degli invitati. La consigliera di Forza Italia Claudia Porchietto e l’assessore al lavoro Gianna Pentenero su un punto sono d’accordo: l’ impotenza delle istituzioni. L’on Boccuzzi: sono uno di voi. Rappresentanti di Fiom e Fim desiderosi ancora di un percorso sindacale unitario. E il funzionario della Unione industriale per una fattiva collaborazione. Segue il dibattito tra i delegati, mediamente al di sotto dei 40 anni, dato molto positivo per la Uilm. Personali impressioni: estremamente sintetici descrivono il loro quotidiano lavoro in fabbrica, davvero molto orgogliosi di appartenere alla Uilm. Comincio a capire che Dario Basso è stato eletto dal direttivo due anni fa in una situazione di emergenza. Doveva rinnovare e svecchiare i quadri dirigenti, c’erano troppe rendite di posizione che impedivano lo sviluppo sul territorio e degli iscritti. Si direbbe che questo compito sia stato assolto. Dario mi sottolinea d’essersi impegnato anche nella formazione Rsu, in particolare in aziende in crisi, spiegando diversità tra procedure concorsuali o fallimenti. E il “premio” é arrivato: eletto direttamente dai delegati. Un riconoscimento per il lavoro svolto e un rafforzamento per il lavoro futuro. Personalmente non mi rimane che auguragli buon lavoro, rubandogli la citazione detta nella sua relazione, a sua volta “rubata” dai Tre moschettieri: tutti per uno per tutti.
di Pier Franco Quaglieni
grande amicizia : Gianni gli metteva a disposizione la macchina targata Torino su cui era solito viaggiare lo scrittore. Un altro grande amico di Gianni fu Jas Gawronski che ,quand’era a Torino, era ospite fisso a casa Agnelli in collina e passava le vacanze con Gianni . 

All’interno dei progetti Mira Up e Mirafiori On Air promossi dalla fondazione di Comunità di Mirafiori, le associazioni Kallipolis ed ECOntACT hanno condotto un percorso volto a formare nuovi “narratori del territorio”.