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“Lorenzo de’ Medici”: scuola di cucina al Mercato Centrale

La prestigiosa Scuola di Cucina di Firenze apre la sua  nuova sede nell’innovativo tempio del gusto torinese a Porta Palazzo

Per festeggiare l’inizio della sua attività all’interno della prestigiosa sede qual è quella di Mercato Centrale, la Scuola di Cucina LdM apre le sue porte alla città di Torino, facendole vivere un’esperienza unica nel suo genere, tra antichi e gustosi sapori toscani. Siamo lieti quindi, di invitarvi all’inaugurazione che si terrà venerdì 14 e sabato 15 giugno. I nostri Chef vi danno il benvenuto all’interno della nostra Cucina per scoprire insieme a loro i “saperi e sapori” del buon cibo. Dalla Toscana al Piemonte per un connubio culinario indimenticabile. VENERDÌ 14 GIUGNO ORE 17.30-22.30: MERENDA SINOIRA VS MERENDA TOSCANA. I nostri chef si sfideranno a colpi di “padella” creando un contest divertente e originale tra Toscana e Piemonte sotto lo sguardo del pubblico presente. SABATO 15 GIUGNO DALLE ORE 12.00 ALLE 22.00: Porte aperte in Cucina. Durante l’intera giornata i nostri Chef “fiorentini” e “torinesi” daranno vita a straordinari cooking show rivolti al pubblico presente che, oltre a osservare e ad apprendere la realizzazione dei diversi piatti, potrà anche degustare il risultato finale. A fine di ogni evento verrà offerto un piccolo cadoux di benvenuto a tutti i presenti. Vi aspettiamo!

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www.cucinaldm.com

 

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Giulia Calfapietro: "Io, innamorata della parola e della lettura"

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“Dal 2015 sono referente del Presidio del Libro di Acquaviva delle Fonti con l’obiettivo principale di diffondere l’amore per i libri soprattutto fra i giovani, bambini ed adolescenti. Nel 2010 è nata, nel ricordo di mio padre, un’associazione culturale dal nome particolare “a casa di giacinto”

Giulia Calfapietro nasce ad Acquaviva delle Fonti, vicino Bari, dove vive con la famiglia e svolge la professione di insegnante di lingua e letteratura inglese

Sono sempre stata innamorata della parola e del suo potere comunicativo ed evocativo, mi ritengo un’accanita lettrice di opere italiane e straniere e dal 2015 sono referente del Presidio del Libro di Acquaviva delle Fonti con l’obiettivo principale di diffondere l’amore per i libri soprattutto fra i giovani, bambini ed adolescenti. Nel 2010 è nata, nel ricordo di mio padre, un’associazione culturale dal nome particolare “a casa di giacinto” ( www.acasadigiacinto.it) perché la sua sede si trova nella vecchia casa dei miei genitori. L’associazione si occupa di lettura, teatro, cinema, musica, natura, formazione e convegnistica e conta, oggi, oltre 150 soci con una sezione dedicata ai giovani fino ai 18 anni. Io ne sono il Presidente “tutto fare” perché, al suo interno, mi occupo personalmente dell’ideazione, organizzazione e gestione degli eventi con il supporto di un Comitato tecnico culturale formato da 7 amici di vecchia data. L’amore per la scrittura, da sempre passione primaria, mi ha portata, negli ultimi tre anni, a dedicarmi alla produzione scritta, sia in prosa che in versi. Per la casa editrice Pagine ho partecipato a diverse raccolte poetiche,” Riflessi”, “Prospettive”, “Messaggi” “Magnolia”. Nel marzo 2017 con la raccolta poetica “La voce di dentro” ho ricevuto il Primo premio assoluto dalla Otma2 per il concorso internazionale “Emozioni poetiche” città di Milano. Già autrice per l’Aletti di un romanzo breve “Prima di andare”, pubblicato nel luglio del 2015, inserito da un paio di anni in vari percorsi di formazione Miur, sui temi della nuova scuola e del gap generazionale fra genitori e figli, ho preso parte a tre edizioni del Premio Quasimodo non soltanto con il romanzo, ma con versi inediti ed una raccolta di poesie dal titolo “Mi (ti) racconto”, ricevendo per quest’ultimo lavoro una menzione di merito. Ulteriori scritti in versi sono contenuti nelle edizioni 2015 – 2016 – 2017 – 2018 de “Il Federiciano” e nelle enciclopedie dei poeti contemporanei della Aletti. Per la stessa casa editrice escono nel 2017 “Pensieri inVersi” per la collana Il paese della poesia; “Dedicato a…. poesie da ricordare” e si concretizza la possibilità di partecipare all’iniziativa letteraria “Alessandro Quasimodo legge i poeti contemporanei emergenti” con il componimento “Mio padre” che regalerà ai lettori un volume di 60 composizioni poetiche ed un audio libro con la registrazione dei testi poetici. Alessandro Quasimodo realizza un video nel quale, in studio di registrazione, legge “Mio padre” e la pubblica sui diversi canali di diffusione video della rete. Il mio ultimo lavoro, poiché ho sentito forte il bisogno di tornare alla prosa, è una raccolta di racconti brevi dal titolo“Anch’io sono una storia”. Fra i riconoscimenti più recenti è la menzione di merito per “L’ombra di me”, poesia con la quale firmo la nuova partecipazione al progetto letterario dell’Aletti “Verrà il mattino ed avrà il tuo verso”, la pubblicazione di questa raccolta è di  Maggio 2018 con la prefazione di Mogol. Sulla rivista letteraria Le Muse escono le recensioni del romanzo “Prima di Andare” a luglio 2018, e, a ottobre 2018, della raccolta di racconti “Anch’io sono una storia”. Finalista del concorso internazionale di poesia indetto dalla Fondazione “Amici di Ron Hubbard” con il mio primo monologo scritto per il teatro ” Un sorso di vita”, finalista della 15° edizione del concorso “Tra un fiore colto e l’altro donato” dell’Aletti, che annovera in giuria personaggi come Mogol, Giuseppe Anastasi e Francesco Gazzé e componente della “casa dei Poeti 2018” con alcuni dei miei versi contenuti nel vol. 8 di “Luoghi di parole”. Le ultime mie poesie sono in uscita sulla rivista on -line “Liburni” che si occupa di versi e di pittura, mentre altre composizioni ed alcuni racconti ri-editati si trovano sul sito del Progetto Babele, comunità e rivista letteraria fondate nel 2002, delle quali sono collaboratrice. Convinta che, nella vita bisogna sempre mettersi in gioco e continuare a formarsi, mi sono nuovamente laureata presso l’E-campus  , Facoltà di Lettere, nel corso di studi in “Letteratura, arte, musica e spettacolo” con una tesi in storia del cinema su “Charlie Chaplin e Luci della ribalta”. La tesi è plurilingue: scritta in italiano, inglese e francese.In questo periodo mi sto dedicando alla mia pagina Facebook, a quella dell’associazione e all’ideazione di percorsi di alternanza scuola – lavoro, in ambito culturale, che propongo agli studenti del liceo della mia città.

Giulia Calfapietro

Riferimenti:

http://www.acasadigiacinto.it/

http://www.presidi.org/mappa-dei-presidi/ (Presidio di Acquaviva delle Fonti)

http://autori.poetipoesia.com/giulia-calfapietro/

Pagine Facebook:

https://www.facebook.com/Giulia-Calfapietro-Writer-551180518398550/

https://www.facebook.com/acasadigiacinto/

https://www.facebook.com/Vi-racconto-il-don-Milani-1872288636186675/?modal=admin_todo_tour

https://www.facebook.com/laculturacomebenecomune/

https://www.progettobabele.it/PHP/AREACOLLABORATORI/GESTIONEPROFILI/REGIONE.PHP?REG=PUGLIA

Gianluca De Grossi, l'amore per l'arte

Il filo conduttore che percorre costantemente le opere di Gianluca De Grossi è l’amore per l’arte. “Questo legame, fortissimo, – spiega l’artista – ha le sue radici nella stagione infantile, quando spesso ritirandomi in isolamento, impugnavo una semplice matita e trasferivo dalla mente al foglio bianco, tutti i miei sogni, le mie “visioni” e le sensazioni di una infanzia comune. Alla base delle mie rappresentazioni, protagonista costante, era un forte intreccio tra fantasia e immaginazione. La fusione tra astrattismo e figurativismo, è evidenziata da un sottile equilibrio di forme e colori”. “Io penso, – prosegue – che nell’anima dell’uomo tutto si produce, le cose prendono forma, l’idea diventa concreta, viva e completa.I suoni e le parole che odo, le immagini che vedo, si fanno immediatamente ” reali “, l’immagine ricca di colori diventa completa e brillante nella mia mente nell’attesa di nascere sulla tela bianca”.

L’attività’ artistica professionale di De Grossi  comincia nel 1994 con esposizioni al pubblico. Sono passati quattro anni di ricerca prima di approdare ad uno stile definitivo, quattro anni in cui la mente spaziava negli orizzonti più svariati senza mai stazionare su una meta conclusiva. “Dopo la profonda fase di eclettismo e di ricerca, – aggiunge l’artista –  le “stanze prospettiche” hanno avuto il sopravvento, un ingresso brusco, forzato, la mia mente non vedeva altro che immagini e situazioni collocate e circoscritte, all’interno di stanze prospettiche, dalle quali si poteva comunque “fuggire” da porte e finestre. In seguito la consapevolezza chiara e nitida che la fantasia e l’immaginazione dei miei pensieri non poteva essere circoscritta, e soffocata all’interno di una stanza; trovò maturazione nell’aprile del 1998, quando i miei occhi poterono spaziare verso orizzonti assai più ampi, oltre quelle mura, verso paesaggismi surreali. I lavori che creo e che dipingo, sono immagini che provengono direttamentegolden goose sneakersda dentro, sono espressioni di una realtà che non esiste, immagini catturate dai sogni, situazioni irreali, desideri e aspirazioni che emergono lentamente alla luce”.

Biografia di Gianluca De Grossi

L’attività artistica orientata verso il mondo dell’arte comincia nel maggio del 1994. Nato nel bolognese nel 1970, l’artista ha sempre avuto la tendenza verso il disegno artistico e verso il mondo dei colori. Conseguito il diploma di maestro d’arte, all’istituto statale d’arte di Bologna, decise di abbandonare i canoni accademici a lui imposti, ricercando al contrario un’espressione artistica e iconografica del tutto personale, scegliendo di essere un’artista completamente autodidatta. I primi anni della sua produzione, l’artista realizza opere proiettate su diversi orizzonti, rientrando nella sfera del puro eclettismo,poi successivamente la sua visione artistica subirà una leggera e graduale trasformazione, alla volta di una più decisa personificazione stilistica, che caratterizzerà la mano e la mente dell’autore. La ricerca tecnico espressiva è alla base della sua pittura. Bisogna sottolineare con particolare rilievo la forte tendenza nel ricercare il contrasto dei colori, i quali emergono carichi di luce ed energia, da fondi scuri o variopinti.

CARATTERISTICA TECNICA: uso del pennello, gli sfondi vengono preparati con colori acrilici diluiti, i soggetti vengono rappresentati con colori a olio,non diluito.

CARATTERISTICA TECNICA DAL 2009 IN POI: uso del pennello, l’opera viene realizzata completamente a olio.

La produzione artistica è divisa in 5 periodi o tendenze:

1° periodo : eclettismo

maggio 1994/maggio 1997

Fase di ricerca, sperimentazione

2° periodo: surrealismo prospettico

maggio 1997/aprile 1998

Le stanze prospettiche: ogni contesto, oggetti e soggetti, sono circoscritti all’interno di stanze. Assenza di una o più pareti nella stanza: periodo transitorio che aprirà le porte alla fase pittorica successiva.

3° periodo : surrealismo onirico

aprile 1998/ settembre 2005

Annullamento della stanza prospettica. La mente è libera di Spaziare nell’infinito, verso un paesaggismo surreale, non più soffocato dalle pareti di una stanza.

4° periodo: surrealismo simbolico

settembre 2005/ dicembre 2007

Fase nuova in cui la terra e il cielo sono rispettivamente al loro posto, non più capovolti e sconvolti come nel periodo

precedente.

5° periodo: realismo e surrealismo

dicembre 2007 in poi… Fase in cui oggetti e soggetti della vita quotidiana vengono inseriti in un contesto, a metà strada tra il reale e il surreale.

Il critico Cristiano Galassi ha scritto:

Nel 1924 Andrè Breton scrive “Io credo alla risoluzione futura di questi duestati, all’apparenza così contradditori, che sono il sogno e la realtà, in una sorta drealtà assoluta, di surrealtà”.
Nei lavori di De Grossi il riferimento a tali principi è chiaro ed automatico; nelle sue opere appaiono vividi riferimenti, contestualizzabili comunque al nostro tempo, prevalentemente alla pittura di grandi maestri quali Renè Magritte e Salvador Dalì. Due realtà, apparentemente antitetiche, si fondono nei lavori dell’artista: scene chiaramente oniriche intrecciano la loro esistenza in ambientazioni del tutto naturali, quasi ad omaggiare l’impianto stesso su cui, appunto, si erge la grande stagione del Surrealismo e del Realismo Magico. La pittura di De Grossi , giustamente dettagliata ed attenta al fin più piccolo particolare, ci proietta in un mondo del non-esistente; paesaggi fatati, a volte su pianeti alieni, alberi che diventano dimore di ipotetici abitanti che solo la nostra fantasia può immaginare, ma ecco la sorpresa! A fianco di tutto ciò compare un’automobile sul ciglio di un dirupo, cartelli stradali o carte da gioco che, portate dal vento, volano verso l’infinito. E’ una pittura positiva che immediatamente ci restituisce uno stato d’animo di estrema serenità e di profonda quiete; Gianluca de Grossi distribuisce sulla superficie dei suoi dipinti i particolari del suo mondo con profonda sapienza ed estrema attenzione anche all’equilibrio formale dei suoi lavori.

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Tutte le info su Gianluca De Grossi: www.degrossi.it
 

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Gianluca De Grossi, l’amore per l’arte

Il filo conduttore che percorre costantemente le opere di Gianluca De Grossi è l’amore per l’arte. “Questo legame, fortissimo, – spiega l’artista – ha le sue radici nella stagione infantile, quando spesso ritirandomi in isolamento, impugnavo una semplice matita e trasferivo dalla mente al foglio bianco, tutti i miei sogni, le mie “visioni” e le sensazioni di una infanzia comune. Alla base delle mie rappresentazioni, protagonista costante, era un forte intreccio tra fantasia e immaginazione. La fusione tra astrattismo e figurativismo, è evidenziata da un sottile equilibrio di forme e colori”. “Io penso, – prosegue – che nell’anima dell’uomo tutto si produce, le cose prendono forma, l’idea diventa concreta, viva e completa.I suoni e le parole che odo, le immagini che vedo, si fanno immediatamente ” reali “, l’immagine ricca di colori diventa completa e brillante nella mia mente nell’attesa di nascere sulla tela bianca”.

L’attività’ artistica professionale di De Grossi  comincia nel 1994 con esposizioni al pubblico. Sono passati quattro anni di ricerca prima di approdare ad uno stile definitivo, quattro anni in cui la mente spaziava negli orizzonti più svariati senza mai stazionare su una meta conclusiva. “Dopo la profonda fase di eclettismo e di ricerca, – aggiunge l’artista –  le “stanze prospettiche” hanno avuto il sopravvento, un ingresso brusco, forzato, la mia mente non vedeva altro che immagini e situazioni collocate e circoscritte, all’interno di stanze prospettiche, dalle quali si poteva comunque “fuggire” da porte e finestre. In seguito la consapevolezza chiara e nitida che la fantasia e l’immaginazione dei miei pensieri non poteva essere circoscritta, e soffocata all’interno di una stanza; trovò maturazione nell’aprile del 1998, quando i miei occhi poterono spaziare verso orizzonti assai più ampi, oltre quelle mura, verso paesaggismi surreali. I lavori che creo e che dipingo, sono immagini che provengono direttamentegolden goose sneakersda dentro, sono espressioni di una realtà che non esiste, immagini catturate dai sogni, situazioni irreali, desideri e aspirazioni che emergono lentamente alla luce”.

Biografia di Gianluca De Grossi

L’attività artistica orientata verso il mondo dell’arte comincia nel maggio del 1994. Nato nel bolognese nel 1970, l’artista ha sempre avuto la tendenza verso il disegno artistico e verso il mondo dei colori. Conseguito il diploma di maestro d’arte, all’istituto statale d’arte di Bologna, decise di abbandonare i canoni accademici a lui imposti, ricercando al contrario un’espressione artistica e iconografica del tutto personale, scegliendo di essere un’artista completamente autodidatta. I primi anni della sua produzione, l’artista realizza opere proiettate su diversi orizzonti, rientrando nella sfera del puro eclettismo,poi successivamente la sua visione artistica subirà una leggera e graduale trasformazione, alla volta di una più decisa personificazione stilistica, che caratterizzerà la mano e la mente dell’autore. La ricerca tecnico espressiva è alla base della sua pittura. Bisogna sottolineare con particolare rilievo la forte tendenza nel ricercare il contrasto dei colori, i quali emergono carichi di luce ed energia, da fondi scuri o variopinti.

CARATTERISTICA TECNICA: uso del pennello, gli sfondi vengono preparati con colori acrilici diluiti, i soggetti vengono rappresentati con colori a olio,non diluito.

CARATTERISTICA TECNICA DAL 2009 IN POI: uso del pennello, l’opera viene realizzata completamente a olio.

La produzione artistica è divisa in 5 periodi o tendenze:

1° periodo : eclettismo

maggio 1994/maggio 1997

Fase di ricerca, sperimentazione

2° periodo: surrealismo prospettico

maggio 1997/aprile 1998

Le stanze prospettiche: ogni contesto, oggetti e soggetti, sono circoscritti all’interno di stanze. Assenza di una o più pareti nella stanza: periodo transitorio che aprirà le porte alla fase pittorica successiva.

3° periodo : surrealismo onirico

aprile 1998/ settembre 2005

Annullamento della stanza prospettica. La mente è libera di Spaziare nell’infinito, verso un paesaggismo surreale, non più soffocato dalle pareti di una stanza.

4° periodo: surrealismo simbolico

settembre 2005/ dicembre 2007

Fase nuova in cui la terra e il cielo sono rispettivamente al loro posto, non più capovolti e sconvolti come nel periodo

precedente.

5° periodo: realismo e surrealismo

dicembre 2007 in poi… Fase in cui oggetti e soggetti della vita quotidiana vengono inseriti in un contesto, a metà strada tra il reale e il surreale.

Il critico Cristiano Galassi ha scritto:

Nel 1924 Andrè Breton scrive “Io credo alla risoluzione futura di questi duestati, all’apparenza così contradditori, che sono il sogno e la realtà, in una sorta drealtà assoluta, di surrealtà”.
Nei lavori di De Grossi il riferimento a tali principi è chiaro ed automatico; nelle sue opere appaiono vividi riferimenti, contestualizzabili comunque al nostro tempo, prevalentemente alla pittura di grandi maestri quali Renè Magritte e Salvador Dalì. Due realtà, apparentemente antitetiche, si fondono nei lavori dell’artista: scene chiaramente oniriche intrecciano la loro esistenza in ambientazioni del tutto naturali, quasi ad omaggiare l’impianto stesso su cui, appunto, si erge la grande stagione del Surrealismo e del Realismo Magico. La pittura di De Grossi , giustamente dettagliata ed attenta al fin più piccolo particolare, ci proietta in un mondo del non-esistente; paesaggi fatati, a volte su pianeti alieni, alberi che diventano dimore di ipotetici abitanti che solo la nostra fantasia può immaginare, ma ecco la sorpresa! A fianco di tutto ciò compare un’automobile sul ciglio di un dirupo, cartelli stradali o carte da gioco che, portate dal vento, volano verso l’infinito. E’ una pittura positiva che immediatamente ci restituisce uno stato d’animo di estrema serenità e di profonda quiete; Gianluca de Grossi distribuisce sulla superficie dei suoi dipinti i particolari del suo mondo con profonda sapienza ed estrema attenzione anche all’equilibrio formale dei suoi lavori.

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Tutte le info su Gianluca De Grossi: www.degrossi.it

 

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Piemonte, dove la passione per le vie ferrate è di casa

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Il Piemonte è casa di alcune tra le vette più suggestive della nostra penisola e negli ultimi 10 anni ha colmato anche il distacco con le regioni delle Alpi Orientali rispetto al numero e qualità delle vie ferrate presenti. Per gli appassionati di itinerari attrezzati, l’offerta del Piemonte è quanto mai completa e offre molte opportunità in tutte le province della nostra regione.

Abbiamo parlato con Sergio Vecchi, appassionato e fondatore del sito specializzato ferrate365.it che raccoglie oltre 350 relazioni di itinerari, sulla situazione delle vie ferrate nella nostra zona: “Rispetto ai primi anni in cui salivo vie ferrate, il Piemonte è ora una delle destinazioni d’obbligo per chi è appassionato di questo tipo di attività” ha dichiarato. “L’attenzione posta dai comuni montani piemontesi è aumentata e ne sono la prova le vie aperte negli ultimi 2-3 anni tra cui la bella salita allo Chaberton vicino Claviere, la Ferrata di Pont Canavese e la meno conosciuta Ferrata di Rocca Candelera”. Le vie ferrate piemontesi sono generalmente itinerari atletici e impegnativi che richiedono buona preparazione fisica e una discreta capacità tecnica di arrampicata. Sulle Alpi Marittime nel cuneense sono presenti 7 vie ferrate (tra cui la storica all’Oronaye sul confine), in provincia di Torino sono presenti 15 itinerari. Sul versante orientale della regione, Biella ha installato 5 itinerari mentre Vercelli e Verbania 4 cadauna. Il periodo consigliato per percorrere queste vie sono le mezze stagioni e l’estate per gli itinerari ad alta quota.

 

“La sabbia nella mente” di Antonio Migliorisi

“La sabbia nella mente” è un thriller con un particolarissimo filo conduttore che sfocia, man mano che ci si addentra nella lettura,  in una serie di considerazioni che spingono il lettore ad interrogarsi su temi di assoluta attualità. Non è un libro, però, che vuole trasmettere un messaggio, da condividere o rifiutare, ma contiene molti spunti che ognuno può raccogliere per una riflessione. L’intreccio è originale e si snoda intorno a un tema di fantasia sulle capacità di manipolare la mente al fine di affermare la supremazia di un sapere elitario. Il romanzo racconta una storia surreale, dove un’inspiegabile e sconosciuta anomalia al cervello è motivo per imporre con protervia una dottrina assoluta e contorta. E un interrogativo inquietante sorge quando la lesione cerebrale colpisce, stranamente e in maniera improvvisa, soltanto personalità illustri, che vedono aggredite le loro menti e le facoltà cognitive fatalmente compromesse: può una disfunzione cerebrale invalidare la mente fino al punto di condizionare un’intera società e costringerla a una regressione? Il professor Murray, un accademico molto noto e considerato uno dei massimi esperti in neurologia, viene incaricato di scoprirne le cause e trovare i possibili rimedi, prima che il fenomeno possa espandersi. Il tentativo di Murray di cercare una terapia efficace si incrocia con un omicidio, che ben presto si rivela un caso equivoco per le modalità di esecuzione e per una serie di stranezze riscontrate nella vittima. Un cocciuto e scorbutico capitano di polizia si ritrova a districare, tra mille avversità, un complesso groviglio che lo porterà ad una verità sconvolgente. L’autore, fin dalle prime pagine, accompagna il lettore nell’impervio cammino verso la ricerca di una verità, dove la mente diventa il vero teatro di conflitti. La realtà dei personaggi è un’identità di cui dubitano essi stessi, incapaci di determinare cosa sia reale o frutto della loro mente: ragione, emozione, memoria e intelletto. Ma davvero nessuno può cambiare ciò che gli accade intorno? Con uno stile raffinato ed un linguaggio appropriato, l’autore regala una lettura carica di tensione e trepidazione. Con “La sabbia nella mente” Antonio Migliorisi è al suo primo romanzo ed è risultato tra i finalisti nella sezione narrativa “Il mio esordio” edizione 2018. Disponibile nelle librerie e su Ibs, La Feltrinelli, Amazon e nella pagina dedicata de “Il mio libro”.

 

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Terme, una giornata di relax

Abbiamo parlato del caldo in inverno, di mete da sogno lontane ed esotiche che ci fanno dimenticare il freddo, fughe dalla città gelida, viaggi verso magnifiche spiagge di sabbia bianca, acqua trasparente e riposo totale abbandonati al sole. Tutto questo è bellissimo, una tentazione forte a cui sfortunatamente non tutti possono cedere, il lavoro infatti, gli impegni pressanti e la routine spesso non ci permettono di fare una pausa lunga abbastanza, di ricaricare sufficientemente le batterie e cominciare l’anno con energia. Non tutto è perduto però, esistono altre piccole evasioni che possono contribuire al nostro rilassamento, aiutarci a sostenere lo stress della vita quotidiana e renderlo più sopportabile come per esempio una giornata alle terme o in una “salus per aquam” meglio conosciuta come Spa, di certo una concessione possibile e più alla portata per cui non servono aerei né passaporti. Una pausa dolce anche se breve, un momento tutto per noi, un esercizio di rilassamento per mente e corpo. Torino e i dintorni offrono varie possibilità di fare un bagno in acqua calda, una sauna, massaggi rilassanti, aromaterapia, trattamenti ayurvedici, docce sensoriali, magari il tutto accompagnato da una tisana distensiva, sdraiati in accappatoio con un sottofondo musicale riposante.

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In pieno centro a Corso Vittorio Emanuele II, 77 troviamo le QC Terme, un piccolo paradiso dentro Palazzo Abbegg, edificio storico del 1875 elegante e sofisticato. Bagni di vapore, piscine, vasche sensoriali, massaggi, bio-saune, tutto quello che serve per fermare il tempo e vivere una mini vacanza.

La Spa del Golden Palace AllegroItalia – Via dell’Arcivescovado, 18 è un luogo dedicato al rilassamento e alla pigrizia. Tisaneria, zona relax con vasca idromassaggio di acqua salata, cromoterapia, cascate, docce emozionali, bagno turco, sauna, area trattamenti in una bellissima e ricercata struttura dove gli ambienti, le luci e l’atmosfera aiutano il relax.

 

Se ci spostiamo ad Acqui Terme, in provincia di Alessandria troviamo la Spa Lago Delle Sorgenti, 3000 metri quadri con un il percorso olistico chiamato Bagno delle Sorgenti: 12 momenti di puro rilassamento con sauna, piscine, idromassaggio, cascate, bagni di vapore e infine per distendere corpo e mente la musico-terapia del Planet Gong.

Iside Spa, all’interno dell’Hotel Victoria a via Nino Costa 4 è vicino Museo Egizio e il suo stile ne ricorda e celebra le antiche glorie: Iside era la Regina degli Dei. Una bella piscina di acqua calda dove nuotare comodamente, trattamenti, una vasta gamma di massaggi, percorsi benessere. Una esperienza di relax immersi in una dimensione storica lontana e suggestiva.

Le Terme di Lurisia a Roccaforte Mondovì (Cuneo), conosciuta località sciistica ma anche importante centro di cure e benessere, sorgono proprio su una fonte d’acqua termale. Servizi beauty, trattamenti olistici e particolari come quello alla castagna o al profumo di agrumi, percorsi benessere, sauna finlandese ed a infrarossi, vasche termali. Rigenerarsi, rilassarsi e recuperare in un centro di eccellenza.

Maria La Barbera

 

 

 

 

 

“Chi ha scelto chi?” Dal libro di Tamara Brazzi

Mercoledì 5 dicembre, alle ore 21, va in scena al Teatro Alfa lo spettacolo “Chi ha scelto chi?”liberamente tratto dall’ultimo libro di Tamara Brazzi “Veronica ed Io” (La Valigia Rossa edizioni),sulla vita della cortigiana del Cinquecento veneziano, Veronica Franco.

La pièce teatrale, diretta da Luca Brunetti, esplora due personaggi, la donna del passato, Veronica, e la donna attuale, contemporanea, Cristina, mettendo in evidenza con una sapiente ironia le analogie e i contrasti di oggi e di allora. Intermezzi musicali scandiranno i tempi di scena grazie alle coreografie di ballo del Centro Robilant e alla straordinaria partecipazione di Francesco Trimani.

“Portare sul palco Veronica Franco è un privilegio e insieme una sfida”, dice l’autrice Tamara Brazzi. “Significa restituirla al mondo e permettere a un più vasto pubblico, fatto anche di giovani, di conoscere un grande personaggio femminile. Una donna che ha saputo affermare la propria autonomia senza rinunciare alla sua femminilità. Sono convinta che può diventare un esempio di coraggio per molti”.

La Franco era una meretrice, una prostituta come diremo oggi. Grazie però alla sua istruzione, al proprio sapere e all’astuzia, riuscì ad affrancarsi dall’essere solo un oggetto di bellezza fisica, guadagnandosi l’ammirazione tanto degli uomini quanto delle donne.

Delle donne del passato si conosce poco o nulla, sono considerate marginali e non degne di essere menzionate nei libri di storia – aggiunge Tamara – Il mio obiettivo è quello di riscattare moralmente la Franco e di risvegliare l’attenzione nei confronti di personaggi femminili che scontano una condanna all’oblio dalla storia ufficiale per il solo fatto di essere donne o per la loro condotta di vita, come nel caso della Franco”.

“Chi ha scelto chi?” va in scena mercoledì 5 dicembre alle ore 21  al Teatro Alfa (via Casalborgone 16/i) . Prezzo del biglietto 7 euro, prevendita a 5 euro presso Tiffany’s Dream (via Accademia Albertina 37). 

“La danza degli spiriti”, quando l’arte del Continente Nero unisce tradizione e modernità

Anna Alberghina e Bruno Albertino portano a Verona gran parte della loro collezione di arte africana in una mostra intitolata “La danza degli spiriti – Arte africana tra tradizione e modernità”, evento inserito nel programma del 38° Festival di Cinema Africano che si svolge nella città scaligera. La mostra, corredata da un catalogo, edito da Effatà Editrice, ricco di notizie e materiale illustrativo, sarà inaugurata sabato 6 ottobre prossimo alle ore 18 e terminerà il 9 dicembre. La sede è quella del Museo africano, nato nel 1938, una collezione permanente promossa e formata dal Missionari Comboniani, un allestimento ampliato e aggiornato di recente secondo i canoni più attuali, che vede l’uso anche di contenuti video

multimediali ad illustrare e riflettere intorno a momenti e problematiche della vita del continente, a quanto è ancora intimamente legato alle antiche tradizioni come a quel che ci possa essere di più diretto verso la modernità. Attività educative e interculturali all’interno del Museo promuovono nuove strade di conoscenza, che felicemente sboccano in una rete di eventi – visite guidate, degustazioni di cibi di diversa provenienza, promozione della cultura africana, proiezioni di film, concerti, spettacoli. I due collezionisti, già li abbiamo conosciuti su queste stesse pagine negli scorsi mesi, più o meno recenti, per le altre occasioni in cui hanno messo a disposizione dei visitatori – a Cherasco, a Carmagnola, a Rivoli e Oderzo, a Milano e a Spoleto, a Biella – il loro personale patrimonio artistico (composto attualmente di circa 400 pezzi, dei più differenti materiali, tra i quali quelli lignei, appartenenti a tutte le principali etnie del continente, datano dalla metà dell’800 alla prima metà del secolo scorso), sono medici e viaggiatori torinesi, che condividono da oltre trent’anni la passione per quel continente, per i suoi luoghi e i paesaggi, le culture e i riti, per le sue persone. Un patrimonio raccolto attraverso i viaggi e le acquisizioni, attraverso collezioni private e aste in gallerie europee e statunitensi e la ricerca continua sul campo, anche in angoli tra i più strani e impensati, appartati e lontani dai grandi itinerari, una passione via via cresciuta che li ha portati allo studio sempre più approfondito dell’arte del grande paese, con la cura di molte mostre di settore e la pubblicazione di svariati libri sull’argomento, tra i quali “Maschere d’Africa”, “African Style” e “Mama Africa”.

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A Verona, oggi, “La danza degli spiriti” apre un dialogo tra le sculture dell’Africa sub-sahariana e le opere di vari artisti africani contemporanei, in un continuo confronto tra passato e presente: dove il percorso di approfondimento è corredato da testi che accompagnano questo collegamento tra le tradizioni animiste, caratterizzanti le sculture di Otto-Novecento, e i riferimenti a questi contesti che possiamo trovare nel panorama delle arti contemporanee africane. Un dialogo che coinvolge maschere, feticci, figure di maternità e di antenato che popolano il complesso mondo religioso del continente, mai creati per un puro ed esclusivo fine estetico ma per consolidare il legame esistente tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti. Questi temi, fondamentali per l’arte africana, si ritrovano immutati, seppur arricchiti di nuovi contenuti, in quella degli artisti contemporanei. Che è composta da nomi per molti sconosciuti, racchiusi in una nicchia di esperti e appassionati, ma che occupa ormai da alcuni decenni l’attenzione del mercato non soltanto europeo. Colpisce lo stile surreale di Camille-Pierre Bodo, scomparso nel 2015, uno dei maggiori esponenti della pittura congolese, legato alla street art e alla pubblicità, mentre Moke fils affronta con ironia e il tratto della caricatura i personaggi e le strade di Kinshasa. Legate al mondo naïf le opere di Kamau “Cartoon” Joseph (nato nel 1976), estremamente colorato, con al centro la donna colta nei diversi momenti della vita. Tanti i rappresentanti della Scuola Tingatinga, nata in Tanzania nella seconda metà del XX secolo, nell’area di Dar es Salaam, artisti che nelle loro opere, in prevalenza rivolte a soggetti animali, utilizzano la sovrapposizione di strati di vernice industriale smaltata non diluita, raggiungendo una pittura lucida dove i contorni delle figure sono del tutto netti. E poi George Lilanga, anch’egli proveniente dalla Tanzania, che più di ogni altro ha saputo concretizzare la propria pittura sul mercato internazionale e che altrettanto più di ogni altro ha posto nei suoi quadri in equilibrio il bene e il male del continente, tra zone oscure e una fantasiosa voglia di vivere. Per finire con la istintiva pittura di Mohamed Tabal, di origini marocchine, coltivata a esprimere un universo onirico legato al mondo dell’infanzia e alla riscoperta di una religiosità che l’ha accompagnata. Ricordiamo in ultimo che sabato 10 novembre alle ore 16 verrà proposta una visita guidata alla mostra con la presenza dei curatori e collezionisti, mentre il giorno successivo (ore 11) gli stessi narreranno al pubblico le loro esperienze di viaggio.

Elio Rabbione

 

 Le immagini:

George Lilanga, “Dall’alto si vede più lontano”, acrilico su masonite, 60 x 60 cm, 1987

Camille-Pierre Bodo, “Hommage à la maman”, acrilico su tela, 69,5 c 49,5 cm, 2008

Particolare di statua Deblé femminile Senoufo, Costa d’Avorio

 

Al Maria Vittoria il ritorno dell’agopuntura

Il Dipartimento Materno Infantile della ASL Città di Torino diretta da Valerio Fabio Alberti si arricchisce di nuove prestazioni al Maria Vittoria, che confermano la vocazione di un Ospedale a misura di donne e bambini. Da settembre ritorna in Ospedale l’Agopuntura che, per la prima volta in Piemonte, viene proposta anche in versione non invasiva per i bimbi ricoverati nella Terapia Intensiva Neonatale diretta dalla Dott.ssa Patrizia Savant Levet.

L’Agopuntura è una storica eccellenza dell’Ospedale Maria Vittoria, dove negli Anni Sessanta operò come assistente medico volontario un autentico pioniere dell’Agopuntura in Italia, il Dott. Alberto Quaglia Senta, creando di fatto uno dei primi servizi ospedalieri di Agopuntura italiani; negli Anni Settanta, una delle più autorevoli figure nel settore dell’Agopuntura, allievo di Quaglia Senta, il Prof. Luciano Roccia, Docente di Semeiotica Chirurgica di specialità all’Università di Torino, profondo conoscitore ed esperto di fama mondiale di Agopuntura, fondatore dell’Istituto Italiano di Agopuntura e del Centro di Studi Terapie Naturali e Fisiche, eseguì procedure in analgesia e sedazione con Agopuntura.Al Maria Vittoria il Servizio di Agopuntura fu in attività sino al 1996 con la dott.ssa Tiziana Pedrali, oggi docente del C.S.T.N.F (Centro Studi Terapie Naturali e Fisiche di Torino) ma da tale data cessò per mancanza di personale interno dedicato: ora la lungimiranza della attuale Direzione Generale della ASL Città di Torino riporta in vita questa eccellenza storica che, intanto, ha vissuto tappe storiche in Occidente e in particolare in Italia.Disciplina della Medicina Tradizionale Cinese, viene riconosciuta ufficialmente efficace nel 1997 dal National Health Institute, nel 2002 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, quindi identificata come atto medico ed entra tra le prestazioni della Sanità Pubblica, inserita nel nomenclatore tariffario per le prestazioni mediche, dispensata dal SSR, che ne ha fissato i ticket: praticata in Università, Ospedali e Ambulatori territoriali delle ASL, è regolamentata in Piemonte ai sensi della Legge Regionale n° 13 del 23 Giugno 2015, sulle medicine non convenzionali.Da settembre al Maria Vittoria inizierà l’attività di digitopressione sui punti di agopuntura, metodica non invasiva, detta infatti “agopuntura senza aghi”, per i neonati ricoverati nella Terapia Intensiva Neonatale e l’attività di Agopuntura, inizialmente dedicata alle donne ricoverate in Ginecologia e Ostetricia.L’attività di Agopuntura sarà curata da un medico interno specializzato, la Dott.ssa Maria Chiara Russo, dirigente medico di Neonatologia, in servizio presso la Terapia Intensiva Neonatale -che ha frequentato il Corso Triennale di Perfezionamento in Agopuntura e Tecniche Complementari del C.S.T.N.F. (Centro Studi Terapie Naturali e Fisiche di Torino)-  in collaborazione con il Dott. Marco Pesce, dirigente medico della Anestesia e Rianimazione del Maria Vittoria, diretta dal Dott. Emilpaolo Manno, che ha conseguito analoga formazione.A fianco delle attività in essere presso la Terapia Intensiva Neonatale sarà prevista inoltre l’attivazione di un Ambulatorio rivolto alle donne inviate internamente dai Consultori territoriali e dai punti nascita del Maria Vittoria e del Martini, per il trattamento di frequenti problematiche che possono complicare la gravidanza e il puerperio, come l’iperemesi gravidica, le cefalee e lombo-sciatalgie, l’ingorgo mammario e l’ipogalattia, in alternativa all’utilizzo dei farmaci, fino ad evitare il taglio cesareo alle donne con feti in presentazione podalica, utilizzando le tecniche di agopuntura per il rivolgimento in presentazione cefalica.

“Nell’ambito dell’ASL Città di Torino è presente una forte politica di sostegno della Donna in tutte le fasi della vita, dall’adolescenza all’età adulta, che coinvolge le Strutture consultoriali del territorio, i Reparti Ospedalieri di Ostetricia e Ginecologia, il Servizio di Interruzione Volontaria di Gravidanza, il Centro di Senologia multidisciplinare, il Centro di Fisiopatologia della Riproduzione, l’Ambulatorio delle gravidanze a rischio – spiega il Direttore Generale della ASL Città di Torino, Valerio Fabio Alberti – e altrettanto rilevante è l’attenzione al Neonato e al Bambino, a partire dai Punti Nascita, la Patologia e Terapia Intensiva Neonatale, la Neuro Psichiatria Infantile, le Strutture consultoriali e i Punti di sostegno allattamento, i Reparti ospedalieri di Pediatria ed i Pediatri di Base. L’introduzione della digitopressione per i neonati critici, la pratica dell’Agopuntura nei reparti di degenza e l’organizzazione dell’Ambulatorio di Agopuntura nell’ambito del Dipartimento Materno-Infantile viene incontro a quanto previsto dall’articolo 24 dei LEA 2017, ‘assistenza sociosanitaria ai minori, alle donne, alle coppie, alle famiglie’, per garantire le cure più innovative secondo la medicina basata sull’evidenza”.