ilTorinese

Di fronte al Rojava

Incontro  in sostegno al popolo Kurdo lunedì 11 novembre, a partire dalle 21, presso il Polo del 900 in Via del Carmine, 14 

“Durante lo svolgimento dei lavori,  – commenta uno dei promotori del coordinamento  “Noi siamo con voi”, Giampiero Leo (nella foto) – potrete ascoltare testimonianze “vive” dal Rojava, godere della lettura di poesie particolarmente toccanti e constatare come lo spirito delle donne e degli uomini Kurdi sia quello di combattenti per la libertà e per la pace. E’ molto significativo, a questo proposito, che la rappresentanza Kurda abbia voluto come co-organizzatore il Coordinamento interconfessionale “Noi siamo con Voi” a testimonianza dello spirito di tolleranza e rispetto per tutte le fedi, le etnie e le culture, che alberga nel modello di società da loro realizzato”.

 

Morte dei pompieri: arrestato il proprietario della cascina. Esplosione per frodare assicurazione

È’ stata una tentata frode all’assicurazione  la causa della tragedia di Quargnento. I carabinieri hanno fermato la scorsa notte Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina esplosa dove sono morti i tre vigili del fuoco. Lo ha comunicato  il procuratore di Alessandria Enrico Cieri. L’uomo fermato ha confessato, dopo dieci ore di interrogatorio negando l’intenzione di volere uccidere. Era fortemente indebitato e gli è venuta la folle idea. La moglie di Giovanni Vincenti è indagata a piede libero per concorso.

Slot irregolari: 28mila euro di multa

A seguito di numerose segnalazioni di cittadini residenti, a tutela del consumatore e al fine di contrastare il disturbo generato dagli avventori di esercizi pubblici e l’utilizzo di macchinette installate illecitamente all’interno di locali di somministrazione, sono stati organizzati alcuni interventi congiunti tra Agenti del V Comando Polizia Municipale di Torino Comando Borgo Vittoria/Madonna di Campagna/Vallette/Lucento e il Commissariato Madonna di Campagna della Polizia di Stato.

E’ stata controllata una sala raccolta scommesse di via Colautti. Sono state trovate 14 apparecchiature videogioco che, nella circostanza, non rispettavano i limiti imposti dalla normativa regionale che prevede il divieto di installazione di apparecchi per il gioco lecito a una distanza inferiore a 500 metri da luoghi sensibili quali scuole, luoghi di culto, istituti di credito e sportelli bancomat.

A seguito di quanto accertato, il gestore del locale, di nazionalità rumena, è stato sanzionato amministrativamente ai sensi art. 11 c.1 in rel. art. 5 c.1 Legge Regionale 9/16 per un totale di 28.000 euro (cioè 2000 euro per ognuna delle 14 macchinette installate) e gli apparecchi videogioco sono stati posti sotto sequestro amministrativo e sottratti alla materiale disponibilità di altri avventori.

Nella serata di mercoledì 6 novembre è stata controllata un’attività artigianale di vendita kebab in via Chiesa della Salute. Nel corso del controllo gli Agenti hanno trovato due sacchi neri contenenti all’interno 32 sacchetti di melanzane e peperoni, custoditi in involucri non conformi all’interno di un frigo-congelatore, in modalità non idonee a una corretta conservazione dei cibi e pericolosa per la salute pubblica. Per quanto accertato il titolare dell’esercizio, cittadino di nazionalità turca, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art. 5 lettera B) Legge n. 283/1962 per il reato di alimenti in cattivo stato di conservazione detenuti per la somministrazione.

Quando lei s’inventa un immaginifico quanto “realissimo” spasimante

“Due dozzine di rose scarlatte” apre la stagione dell’Alfieri

 

La domanda è una sola: sarà capace di reggere davanti ad un pubblico più smaliziato di oggi questa commedia con i suoi oltre ottant’anni di vita? Aldo De Benedetti e Due dozzine di rose scarlatte, un autore che (finché le leggi razziali lo permisero) cavalcava nelle vesti di sceneggiatore la stagione d’oro dei “telefoni bianchi” e per i palcoscenici gli applausi per “Non ti conosco più” o “Milizia territoriale”; un successo in grado di oltrepassare i confini nazionali, fortificato nel 1940 dal film omonimo che segnò il debutto di Vittorio De Sica alla regia, un esempio prebellico pieno di leggerezza, fondato su un gioco degli equivoci e su una intelligente quanto tranquilla sensualità quel tanto che basta, dialoghi e risate costruiti e offerti in punta di piedi. Ebbene, quel testo regge ancora benissimo, eccome, nei dialoghi e nell’incalzare delle sorprese della vicenda, nello smalto che con il tempo non accusa nessuna scalfittura, tenuto al riparo proprio nella leggerezza spensierata di quegli anni, nella sua riposante immobilità, che accusa colpi allorché pecca con la presunzione di cucirgli addosso una colonna sonora onnivora che deborda verso la Berti o Ranieri, mentre resta un piacere difenderla nel proprio tempo e affidarsi alla Wandissima e dintorni. Una tappa indovinata, una scelta oggi spericolata con cui Torino Spettacoli ha aperto la propria stagione all’Alfieri, un appuntamento, per la regia elegante, tutta sospiri e ripicche, di Girolamo Angione, che il pubblico ha gradito tra divertimento e applausi.

“Le catene del matrimonio sono così pesanti che bisogna essere in tre per sopportarle”, ci avvisa il foglio di presentazione dello spettacoli citando Alexandre Dumas. Una coppia felicemente sposata in cui s’insinua ad un certo punto una parola molesta: evasione. Qualche momento di stanchezza in lei, un viaggio in solitaria tra le nevi di Cortina, un tentativo di modesta avventura per lui, don Giovanni sognatore, approfittando di quell’assenza. Tra i preparativi, cui pensa la servetta di casa, Marina intercetta un mazzo di rose che il fedifrago s’è fatto recapitare per poterlo girare alla bellezza che ha scelto, unito ad un biglietto che sfodera la piccola letteratura del tempo in formato Baci Perugina e firmato “Mistero”. Chiaro che Marina ci ricami sopra e che ogni pomeriggio, ad un’ora prestabilita, attenda un identico mazzo di rose come una manna dal cielo, capace di farla uscire dalla noiosa mediocrità ed entrare nella allegra decisione di non partire più. Gli equivoci si susseguono e giungono secondo temporaneo copione alla brusca interruzione di una vita a due, giocando anche la complicità dell’amico Savelli: grazie ad una sua azzardata confessione, nella ricerca di chi si possa nascondere dietro “Mistero”, il castello di carte frana miseramente. Con la tranquillità per lo spettatore che De Benedetti voglia mettere le cose a posto per il futuro.

Leggerezza, dicevamo. E in quella fanno a gara ad accomodarsi Miriam Mesturino, irrequieta consorte, Luciano Caratto che mena il gioco con grande sicurezza ed ineccepibile varietà di toni e Simone Moretto, l’amico vittima e pasticcione. Insomma un successo a tutto tondo, come ai tempi del mitico De Benedetti.

 

Elio Rabbione

 

Nelle immagini, Luciano Caratto e Miriam Mesturino; Simone Moretto e Miriam Mesturino in due momenti della spettacolo, fino a domenica 10 novembre in scena al teatro Alfieri

Torino al sapore di cioccolato

Dall’8 al 17 Novembre 2019 Maestri cioccolatieri in piazza San Carlo e via Roma con Cioccolatò

La kermesse più famosa d’Italia sul cioccolato artigianale ritorna a Torino questo fine settimana. Le novità dell’edizione 2019 con una veste tutta nuova, dove gli attori primari sono proprio i maestri cioccolatieri, la loro arte e l’eccellenza dei loro prodotti.

 Casa Cioccolatò: il cuore pulsante della manifestazione con eventi, ospiti e showcooking
Fuori di Cioccolatò: gli happening Off di CioccolaTò, con eventi che coinvolgono Pasticcerie, Cioccolaterie, anche della periferia, i locali storici e i classici locali serali torinesi.
ChocoCabrioTour: un giro per la città illuminata a bordo di un Bus Cabrio con Cioccolata Calda e Copertina verso una serie di attrazioni tutte da scoprire.
Contest Baciamicioccolatò: nei locali o dove volete voi, con chi volete voi, ma soprattutto sui social, datevi un bacio al sapore di Cioccolato! #baciamicioccolato #fuoridicioccolato

Durante l’ultima edizione la partecipazione del pubblico è stata altissima, con punte record di 400.000 visitatori nei 2 weekend.

IL CIOCCOLATO A TORINO

Una storia di tradizione e innovazione

La storia parte da una tradizione che nasce da Emanuele Filiberto di Savoia nel 1560 (Testa ‘d Fer), prosegue con la realizzazione del diablutin (in occasione del trasferimento della capitale del Regno da Chambery a Torino), fino alla realizzazione del primo gianduiotto. Emanuele Filiberto, la cui statua del Marocchetti si trova in piazza S.Carlo, già nel 1560 offre alla popolazione una cioccolata in tazza; successivamente la stessa ricetta nel ‘700, lavorata con l’aggiunta di vaniglia e di liquore cognac diventerà il diablottino: questo è il primo cioccolatino al mondo! Questa bontà sarà famosa protagonista della Merenda Reale della corte del ‘700, accompagnata dai tipici biscotti, i “bagnati”, nella cioccolata calda: i morbidi savoiardi, canestrelli, paste di meliga ed infine baci di dama. Nell’800, il cioccolato giungeva con difficoltà a seguito del blocco navale durante le guerre napoleoniche, fino alla Restaurazione; così i mastri cioccolatieri, che allora si chiamavano cioccolatai (oggi titolo dispregiativo, a causa delle vita dispendiosa simboleggiata dalle note lussuose carrozze con tiro a quattro), provarono a miscelare il poco cacao reperito con le nocciola “tonda gentile delle Langhe”, di cui vi era grande abbondanza. indelebilmente la fantasia giovanile di Monsieur Prochet che creò un cioccolatino a forma di barca rovesciata. Così nel 1852 nacque il gianduiotto a firma Monsieur Prochet (poi Caffarel).

 

Sulla via dei kami

Rotazione di dipinti giapponesi su rotolo verticale al MAO di Torino
Da martedì 5 novembre 2019 a lunedì 9 marzo 2020
Prosegue al MAO – Museo d’Arte Orientale di via San Domenico, a Torino, la saggia consuetudine di mettere a riposo periodicamente le opere più delicate, come quelle in carta o in seta, così da offrire al pubblico, in modo integro e a rotazione, tutta la ricca collezione del Museo. In quest’ottica, torna a rinnovarsi, da martedì 5 novembre e per quattro mesi, fino a lunedì 9 marzo del prossimo anno, l’esposizione dei cosiddetti kakemono, classici dipinti giapponesi su seta, cotone o carta eseguiti su rotolo verticale destinato ad essere appeso. Il piccolo nucleo ( sei opere, di cui un trittico) che oggi possiamo trovare in esposizione si ispira a figure tratte dalla simbologia e dai caratteri tipici della cultura del Paese del Sol Levante, come divinità della Fortuna, leggende del folklore, animali messaggeri divini e numerosi kami, ovvero le divinità venerate nella fede shintoista.
Di particolare interesse, in quest’ottica, l’eterea “Veduta del Monte Fuji” di Tsukioka Sessai (1761? – 1839) e il ritratto di “Sugawara no Michizane che cavalca un bufalo” di Utagawa Sadakage (attivo fra il 1818 e il 1844): opere – in cui si leggono “cifre artistiche” occidentali elaborate nell’Arcipelago in modo assolutamente originale – che rendono omaggio alle espressioni della natura nella sua bellezza più maestosa e agli illustri personaggi del passato venerati come kami dallo shinto.


A proseguire, le lievi pennellate del “Matrimonio delle volpi sotto la pioggia” del pittore di Nihonga, fra i primi a visitare Stati Uniti ed Europa – con la partecipazione nel 1878 alla Mostra Internazionale di Parigi – Watanabe Seitei (1851-1918), che fotografano di nascosto un evento raro quanto propizio: in Giappone si dice infatti che, quando piove con il sole, da qualche parte una coppia di volpi si stia unendo in matrimonio, lontano dagli occhi indiscreti degli esseri umani. Anche il celebre regista Akira Kurosawa si è ispirato a questo tema per uno degli otto episodi del film “Yume” (“Sogni”, 1990).
Un omaggio a Ebisu, una delle Sette divinità della Fortuna, venerato come protettore dei pescatori e dei pescivendoli, è invece il dipinto “Daikoku e Ebisu” di Nakajima Raisho (1791-1827), dove la divinità è ritratta mentre sfila l’amo dal pesce tai (simile a un’orata), elemento a lui associato e considerato di buon auspicio grazie al gioco di omofonia con tai (“grato”, “fortunato”).
Nel corridoio che ospita al MAO le stampe policrome è infine presentata una selezione di ukiyo-e (genere di stampa artistica giapponese su carta, impressa con matrici di legno e fiorita nel periodo Edo fra il XVII e il XX secolo), il cui nucleo centrale è costituito dalla prima metà della serie “Nelle 53 stazioni della Tokaido” di Utagawa Hiroshige (1797-1858), fra i principali paesaggisti giapponesi dell’Ottocento, cui viene anche attribuita una notevole influenza sulla pittura europea del periodo, in particolare su impressionismo e post-impressionismo, da Monet a Van Gogh. A lui è stato anche intitolato il cratere “Hiroshige”, sulla superficie di Mercurio.

g. m.

“Sulla via dei kami”
MAO – Museo d’Arte Orientale, via San Domenico 11, Torino; tel. 011/4436932 o www.maotorino.it
Da martedì 5 novembre 2019 a lunedì 9 marzo 2020
Orari: da mart. a ven. 10/18; sab. e dom. 11/19

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Nelle foto
– Tsukioka Sessai: “Veduta del Monti Fuji”
– Utagawa Sadakage: “Sugawara no Michizane che cavalca un bufalo”

 

Una domenica di festa in via Stradella

Ritorna “Via Stradella c’è”, evento organizzato da Federeventi Piemonte in collaborazione con l’Associazione Commercianti di via Stradella.
La festa si terrà durante la giornata di domenica 10 novembre dalle 9 alle 19, il tutto con il patrocinio della Circoscrizione 5. 
Negozi aperti, via pedonale e bancarelle, associazioni sportive, sociali e culturali con esibizioni dal vivo, artigiani e prodotti tipici, giostre per bambini, giro su pony. Saranno questi alcuni dei punti fermi della festa di via Stradella, un appuntamento che non smette mai di stupire .
All’evento parteciperanno anche le associazioni del territorio.
Grande attesa, nel pomeriggio, per la Sfilata di Abiti da Sposa alle ore 16 a Cura di Samuela Spose e accessori a cura dei Negozi.
Attesa anche per le scuole di ballo latinoamericano e tango che si esibiranno lungo la via con le loro coreografie con alunni e maestri di tutte le età.
Non mancherà lo sport con performance dal vivo con la partecipazione della palestra Iron Gym.
Sin dalle 9 sarà possibile recarsi nei negozi della via o passeggiare tra le bancarelle extralimentari in cerca dei prodotti tipici dell’artigianato. I bar, le pizzerie e i ristoranti rimarranno aperti per offrire le loro specialità: per una colazione o un pranzo di qualità. Largo anche agli stand allestiti dai commercianti, artigiani, produttori e hobbisti. Balli e musiche della tradizione Italiana.
In occasione di Cioccolato’ ospiteremo “FUORIDICIOCCOLATO”, giro del mondo di gusti di Cioccolato presso la Gelateria Casa Clara.
Durante l’arco della manifestazione la strada sarà pedonalizzata. Da non perdere la possibilità di fare una passeggiata in sella ai dolci animali dell’associazione La Terra dei cavalli.
Radio Jukebox trasetterà in diretta dalla Festa dalle 9 alle 15 e racconterà quello che avviene live con la simpatia e l’ironia del famoso conduttore Wlady.

Cavallerizza, Napoli (FI): “M5S ha perso la testa?”

Pubblichiamo l’opinione dell’on. Osvaldo Napoli, capogruppo di Forza Italia in Comune:

Ho appreso da un tweet che gli occupanti della Cavallerizza, cioè i gentiluomini dei centri sociali e di Askatasuna in particolare, hanno partecipato  al tavolo in prefettura facendosi rappresentare da due personalità istituzionali: Guido Montanari, ex vice sindaco già licenziato dal sindaco Appendino, e la signora Viviana Ferrero, attuale vice presidente del Consiglio comunale.

A ogni persona dotata di un pizzico di buon senso cadono le braccia nell’apprendere che due figure istituzionali, sia pure in tempi diversi, si presentano in prefettura a rappresentare gli occupanti, abusivi e violenti, di uno spazio pubblico. Quando le stesse persone dovrebbero essere impegnate per accelerare lo sgombero della Cavallerizza da occupanti privi, come qualsiasi occupante, di qualsiasi titolo per stare dove stanno. Si parla di un bene pubblico riconosciuto come patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Il dubbio, anzi, la certezza è che la giunta di Torino ha perso completamente la testa.

Trofeo Nico Sapio, 220 piemontesi a Genova per la 46esima edizione

Tre giornate di gare, campioni azzurri e provenienti dall’estero, per una competizione storica che vedrà ai blocchi di partenza anche 220 atleti piemontesi. È ormai tutto pronto al complesso sportivo Sciorba di Genova per la 46esima edizione del Trofeo Nico Sapio, in programma da venerdì 8 a domenica 10 novembre. L’evento è intitolato al giornalista genovese della Rai scomparso nel tragico incidente aereo di Brema del 1966, insieme a un gruppo di atleti della nazionale azzurra di nuoto e al tecnico Paolo Costoli. Si tratta di un appuntamento molto importante nel calendario nazionale del nuoto e, secondo disposizione della FIN, sarà valido per il conseguimento dei tempi limite per la partecipazione ai Campionati Europei in vasca corta, a Glasgow dal 4 all’8 dicembre prossimi.

Si gareggia in vasca da 25 metri. Venerdì e sabato si terranno le gare di Junior, Assoluti e Paralimpici; domenica quelle Esordienti A e Ragazzi. Gli Assoluti saranno impegnati in tutte le prove, gli Junior nei 100 metri in tutti gli stili e nei 200 misti. La maggior parte delle gare prevede batterie al mattino a partire dalle 8.45 e finali al pomeriggio; venerdì a partire dalle 16.30, sabato dalle 16 e domenica dalle 17. Gli 800 e i 1500 (rispettivamente femminili e maschili), i 100 e i 400 misti avranno un’unica serie al pomeriggio; i 400 stile libero saranno a serie con quella più veloce al pomeriggio.

Tra i 1700 iscritti figurano anche diversi atleti della nazionale italiana e alcuni campioni stranieri. Presente il piemontese Alessandro Miressi (Fiamme Oro/Centro Nuoto Torino), l’estate scorsa convocato per i Mondiali e già qualificato agli Europei in vasca corta del mese prossimo. In campo, inoltre, praticamente tutti gli atleti piemontesi già saliti su podi nazionali e convocati per le massime competizioni internazionali, assolute e giovanili.

Più di cento le società coinvolte, insieme a varie rappresentative straniere. 12 le squadre piemontesi: Aquarium Novi Ligure, Aquatica Torino, CSR Granda, Centro Nuoto Torino, Dynamic Sport, Nuotatori Canavesani, OASI Laura Vicuna, Rari Nantes Torino, Sisport Spa, Swimming Club Alessandria, VO2 Nuoto Torino e Vivisport UISP Fossano. Da ricordare, infine, l’organizzazione dell’evento a cura della società Genova Nuoto e My Sport in collaborazione con la FIN e con il patrocinio di Regione Liguria (ente promotore) e Comune di Genova.

L’articolo con il programma dettagliato e i link utili per seguire l’evento a questo link

La Protezione civile punta sempre più sulla prevenzione

Alla prima Conferenza nazionale delle Autorità di Protezione civile, svoltasi  nei giorni scorsi  a Roma alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dei rappresentanti di istituzioni, enti, comunità scientifica, volontariato e ordini professionali, l’assessore alla Protezione civile della Regione Piemonte, Marco Gabusi, ha sostenuto che “la capacità del sistema piemontese nelle emergenze è riconosciuta da tutti, ma ora dobbiamo puntare all’eccellenza anche nella prevenzione, Significa innanzitutto avere la possibilità di una gestione locale autonoma e ragionata, dove i primi cittadini hanno un adeguato margine di manovra nella gestione delle emergenze”.

Gabusi ha quindi fatto presente che “occorre a questo punto il supporto dei decisori come la Regione Piemonte per agevolare i processi, eliminare le norme ostacolanti e dare la giusta autonomia alle amministrazioni locali”, che si deve “dare un impulso importante allo sviluppo di un percorso culturale che metta insieme il patrimonio di conoscenza tradizionale dei fiumi con il capitale di saperi dei geologi e con i sistemi di intervento” e che “è inoltre fondamentale lavorare sulla formazione perché si diffonda in Italia la cultura della riduzione dei rischi”.

Un ruolo importante deve essere svolto dalla scuola, dove, ritiene l’assessore, “la Protezione civile deve diventare un argomento come le altre materie. I giovani sono molto sensibili ai cambiamenti climatici che stanno alimentando una sequenza impressionante di danni da maltempo: dobbiamo puntare su di loro affinché la riduzione del rischio diventi patrimonio comune”.

Riallacciandosi a quanto detto dal premier Conte nel suo intervento sulla forza dell’integrazione, Gabusi ha detto di “sposare volentieri la proposta dell’istituzione di una piattaforma nazionale di allertamento della popolazione che potrà essere utilizzata dai sindaci sul territorio per veicolare messaggi ai cittadini. Questa misura dovrà però andare di pari passo con il processo di sburocratizzazione e di autonomia dei territori che stiamo portando avanti per poter permettere ai sindaci di sfruttare meglio i fondi e agire senza il timore delle sanzioni attualmente previste”.

 

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