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La “PIA OPERA CUCINA MALATI POVERI” nasce come Associazione a Torino il 14 Febbraio 1899 e vanta ad oggi 128 anni di attività, attraversando ben tre secoli di storia.
La sua fondatrice : Ernesta Sampò Vallerino, storica maestra di Rubiana, guarita da una grave nefrite e convinta che la salute fosse profondamente legata all’alimentazione, diede a questa iniziativa un supporto e un proseguo davvero sorprendenti.
Senza titoli né mezzi, ma con una visione e una determinazione forte, decise di creare un ente benefico coinvolgendo Letizia di Savoia, donna visionaria, un po’ fuori dai canoni del tempo, capace di costruire una rete di sostegno. Grazie al contributo di importanti benefattori, primo di tutti l’esimio Clemente Cirio (pelati Cirio) che donò una somma significativa (pare fossero in quel tempo circa 50.000 delle vecchie lire) grazie alla quale il progetto prese finalmente forma.
Nel 1913 il Comune di Torino concesse finalmente un terreno per realizzare una sede stabile con il supporto gratuito di nobili e professionisti.
All’inizio, l’aiuto non consisteva in semplici pacchi alimentari (come attualmente accade) ma in vere e proprie “diete terapeutiche” il più delle volte a base di latte e carne, studiate in base alle patologie dei più bisognosi. Durante la guerra, per far fronte alle difficoltà economiche, nacquero anche le “cucine popolari” che offrivano pasti a costi minimi.
Per sostenere l’iniziativa vennero organizzati già al tempo eventi e attività benefiche : da un luna park in piazza Michelotti a Torino, a scuole di ballo per giovani fanciulle (persino in sede), a feste, concerti e spettacoli.
Fred Buscaglione utilizzava la cucina dell’Associazione come sala prove per i suoi concerti. Anche Macario fu figura di riferimento preziosa e concreta, in quanto donava regolarmente alimenti per perorare la nobile causa con raccolte fondi piuttosto cospicue.
Fin da allora ad oggi quindi, mani abituate al privilegio scelgono di piegarsi verso chi non ha nulla, non per pietà, ma per coscienza, non per apparire ma per restare.
La distribuzione di questo magnifico progetto, riguardante il lavoro di approvvigionamento e gestione del cibo, dei farmaci, del Vintage e di eventi collaterali non si è quindi mai fermata. Un lavoro costante e minuzioso realizzato dai tanti volontari e dall’assistenza gratuita di medici, nutrizionisti, psicologi e altri professionisti esperti.
Per tutto questo, per quella brillante idea che nacque in un tempo assai sospetto, per la costanza donata a quella e a questa continuità, prende sempre più forma un’idea rivoluzionaria nella sua elegante semplicità : nutrire non basta, bisogna prendersi cura. E allora il cibo diventa medicina, attenzione per un gesto pensato nei confronti di ogni fragilità, per ogni corpo e per ogni storia.
Non è quindi solo pane, medicine e supporto di ogni natura, ma è ascolto, non è solo assistenza ma rispetto.
Attorno a quella intuizione si sono raccolte nel tempo innumerevoli storie, emergenze, vite, risoluzioni incredibili, successi.
Dame di carità denominate al tempo e a tutt’oggi : le “Patronesse”, supportate da altri Benefattori , dagli Amici della Cucina e da altre persone che hanno scelto di esserci quando nessuno guarda, apportano al loro impegno mani che distribuiscono cibo, donano vestiti, cure, cuori che toccano la povertà senza mai ferirla, custodendone la dignità come un bene fragile e prezioso, perché la stessa non è solo mancanza, è invisibilità, è essere attraversati molto spesso senza essere visti.
Ed è anche qui che un abito regalato diventa molto più di un tessuto. Diventa appartenenza, identità, possibilità di rialzare lo sguardo, restituendo magari in questo modo un pezzo di mondo a chi lo ha perduto. La consegna dei farmaci da banco alle persone più bisognose, apre di conseguenza panorami incredibili che donano al capitale umano di ognuno dei volontari e di coloro che offrono risorse, un patrimonio etico e umanitario davvero importante, affinché tutto possa davvero tornare utile a 360°-
Torino, custodisce attualmente questa realtà come un patrimonio discreto, ma preziosissimo….e forse oggi più che mai c’è bisogno di raccontarla. Perché in un tempo dove tutto sembra complesso, questa formidabile, instancabile e centenaria Associazione dimostra il contrario…e cioè che con poco si può fare moltissimo e che anche il più semplice contributo può davvero diventare parte di un cambiamento concreto.
Oggi poi, non serve essere nobili o molto ricchi per continuare “quella” e “questa” storia, ma serve solo scegliere di non voltarsi dall’altra parte, rinnovando il progetto di aiuto facendo si che si allarghi , si interroghi, adattandosi ai bisogni nuovi, a quelle mancanze che non fanno rumore ma scavano piano.
Ad oggi l’Associazione “PIA OPERA CUCINA MALATI POVERI” si occupa di distribuire, cibo, medicinali e abbigliamento ai più bisognosi, ma anche di organizzare eventi nei quali si vendono al pubblico cibo d’eccellenza, oggetti e capi di abbigliamento Vintage, riuscendo così eccellentemente a ricavare i fondi necessari, al fine di poter davvero dare un importante sostegno a questo progetto.
Attualmente si stimano più di 350 famiglie , italiane e straniere (alcune anche numerose) che godono dei benefici di questa Associazione,
La storia fantastica quindi continua (oltre a distribuire cibo, farmaci e vestiti) con una nuova appendice davvero capace di essere utile, riaprendo una frontiera in più alla cura : quella dei prodotti per l’igiene e la pulizia.
Può sembrare un dettaglio, ma non lo è. Perché la possibilità di lavarsi, di pulire i propri spazi, di mantenere ordine e dignità nella quotidianità, è parte integrante del benessere psicofisico di una persona. E’ rispetto del sé, è disciplina, ma anche riscatto.
E nel frattempo, fuori , la città corre, le luci si accendono, le vetrine brillano, il superfluo si moltiplica. Si compra, si consuma , si dimentica, si spreca senza accorgersene riempiendo mani già piene… Ed è forse proprio qui che questa storia smette di essere solo un racconto e diventa una domanda : “cosa possiamo fare noi sapendo che esiste questa opportunità ?”
C’è una distanza sottilissima tra l’indifferenza e la cura, eppure basterebbe poco : un passo, una scelta, una rinuncia minuscola per trasformare qualcosa di inutile in qualcosa di necessario, per cambiare una giornata e forse una vita.
Soffermiamoci su quanto “queste” persone in tutti questi anni, addirittura secoli , hanno saputo creare. Generazioni che non si sono mai interrotte, ma solo passate il testimone. Mani diverse, stesso gesto. Cuori lontani dal tempo ma uniti da una stessa, ostinata scelta : restare accanto a chi ha più bisogno.
Viviamo in un tempo veloce, dove tutto si misura in visibilità, in risultati, in competizione. Un tempo che insegna a mostrarsi, a vincere, a emergere. Tutto bellissimo e utile ma non basta.
Questa storia così antica e così ancora viva ci sussurra altro. Ci rammenta che esiste una forza più silenziosa e più duratura: quella della costanza, della pazienza e della cura.
Non servono imprese straordinarie ma serve scegliere ogni giorno da che parte stare.
Un piccolo gesto, un aiuto concreto, una rinuncia che non pesa. Sono queste le azioni che costruiscono legami invisibili, quelli che tengono in piedi il mondo senza chiedere applausi. Perché dare un sostegno a qualcuno non è mai un gesto isolato, ma è un seme che crescerà.
E’ così che il bene si muove, in silenzio ma senza fine.
A questa Associazione che da oltre un secolo e mezzo custodisce tutto questo con dedizione, rispetto empatia e amore va qualcosa che va oltre il grazie. Va un riconoscimento profondo, quello di aver dimostrato, nel tempo, che la vera forza non è apparire, ma restare, restare uniti e prendersi cura.
E a chi oggi guarda, soprattutto ai più giovani, resta un invito semplice e potente : “non cercate solo di emergere ma cercate anche di essere necessari!”
Perché, in un mondo che corre per farsi vedere, il vero segreto è diventare qualcuno che non passa inosservato nel cuore degli altri.
Ed è così, tra dignità e solidarietà , che nasce qualcosa che ancora oggi continua e continuerà a nutrire non solo il corpo, ma anche l’umanità.
Basta davvero poco per cominciare !!!
Monica Di Maria di Alleri Chiusano
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PIA OPERA CUCINA MALATI POVERI ets
Corso Palestro 11 – Torino / 011.541066 – h. 8.00/12.00
IG: @cucinamalatipoveriets / @il_vintage_della_cucina
Mail : info@cucinamalatipoveri.it
Prossima esposizione al pubblico : dal 26.03 al 28.03/2026

MOSTRA NAZIONALE 13/22 MARZO 2026
Alle 22 di domenica 22 marzo è calato il sipario sulla 77esima edizione della Mostra Nazionale di San Giuseppe al Polo Fieristico Riccardo Coppo di Casale Monferrato, organizzata dalla società D&N Eventi, la SECONDA che si è fregiata dal titolo di Nazionale.
Il dato dei visitatori, da una prima stima è attestato sull’ottimo dato dello scorso anno pari a circa 143mila visitatori nell’arco dei dieci giorni di fiera, con un leggero rialzo, e ha avuto un buon andamento economico complessivo nonostante il periodo congiunturale mondiale non favorevole.
L’edizione 2026, però, ha fatto registrare, accanto ad un radicamento della manifestazione nelle sue tradizioni e alla conferma del gradimento della formula vincente da anni dell’ingresso gratuito e del percorso alternato, alcuni significativi cambi di abitudine nei visitatori. Innanzitutto c’è da registrare un afflusso più alto rispetto agli anni precedenti la sera dell’inaugurazione, venerdì 13 marzo, dopo il taglio del nastro del Sindaco di Casale Monferrato, Emanuele Capra. Nel primo fine settimana sabato 14 il maltempo non ha aiutato sino alle 17 poi c’è stata una vera e propria ‘fiumana’ di persone che ha portato alla decisione di posticipare la chiusura oltre le ore 23:00 programmate, accesso in crescendo che si è ripetuto nella prima domenica con diversi stop per fare affluire regolare i visitatori all’interno del Polo Espositivo. In settimana particolari punte di pubblico sono state raggiunte mercoledì 18 e, soprattutto giovedì 19, ricorrenza della festività del Santo che da il nome all’evento. A memoria un simile afflusso nel giorno di San Giuseppe non veniva ricordato da anni. Nella stessa serata c’è stata anche la presenza di un ospite di livello nazionale, lo scrittore, regista, sceneggiatore Federico Moccia che ha dapprima fatto un giro tra gli stand poi è stato protagonista di un interessante talk show condotto da Paolo Formia. Altrettanto alta è stata la partecipazione nel secondo fine settimana, il venerdì e soprattutto la domenica, quando è stato raggiunto il culmine alle 17.30 essendosi reso necessario uno stop alle entrate. Inoltre c’erano ancora molti visitatori che pur approssimandosi l’orario di chiusura volevano entrare. A fronte di questi cambi di abitudine si potrà pensare per il futuro un allungamento del termine di chiusura della manifestazione, in particolare nei fine settimana.
Altra novità positiva è stata in Fiera la presenza dei giovani, molti, provenienti sia da Casale che dai Comuni del Monferrato, ma anche dalle aree vicine al Casalese, a dimostrazione dell’attrattività che sia la Mostra che gli eventi collaterali, in particolare quelli musicali, creano nei confronti delle giovani generazioni
L’edizione 2026 della San Giuseppe all’insegna dell’incipit ‘Mostra Territori, Tradizioni, Gusti e Stili di Vita ha registrato 160 espositori, presenti alla Manifestazione, provenienti da tutto il territorio Nazionale, tra i quali molte eccellenze targate Made in Italy e premiate in altri prestigiosi eventi, e oltre ai due ristoranti che hanno somministrato nei 10 giorni piatti e vini della cucina Piemontese e di quella Sarda, sono stati allestiti stand che ospitavano delizie etniche di varie nazioni, Spagnole, Argentine, Messicane, Vietnamite e Rumene, oltre a quelli che proponevano eccellenze e specialità delle regioni italiane e prestigiose birre artigianali.
Molti sono stati anche i commercianti, le aziende e gli artigiani provenienti da tutta Italia che hanno partecipato alla Mostra, proponendo prodotti e servizi di qualità, a dimostrazione di quanto questo evento sia sempre attuale e abbia risonanza in tutta Italia, con imprenditori che provengono da moltissimi chilometri di distanza da Casale Monferrato ed affrontano una trasferta impegnativa per ben dieci giorni, per portare la loro offerta ad un pubblico che – ormai è un dato assodato negli anni – non è soltanto locale ma ha una caratterizzazione interregionale.
Una menzione particolare va alla presenza dell’associazione Kotalia che ha promosso le tradizioni e la cultura della Corea del Sud, proprio nell’ottica di un allargamento di confini e delle prospettive dell’evento fieristico
Inoltre, come ogni anno, non è mancata l’area dedicata a particolari format: le proposte dell’edizione 2026 sono state due, una dedicata al mondo delle Spose e l’altra ispirata all’Oktober Fest.
Non sono mancate neppure iniziative legate al territorio come la presentazione nella prima domenica del progetto ‘Verde Comune Monferrato’, a cura di Asproflor Comuni Fioriti, martedì 17 del Festival PEM – Parole e Musica in Monferrato, mercoledì 18 di ‘Nordic Walking è salute’, a cura di Augusto Cavallo e, sabato 21, della presentazione e del contestuale avvio del Progetto “Smart Generation” che vede come capofila il comune di Odalengo Grande e coinvolge l’Unione Valcerrina, i singoli comuni della zona e diversi enti, istituzioni ed associazioni, rivolto ai giovani dai 15 ai 34 anni.
Non è mancata la musica con i tanti appuntamenti tutti molto partecipati e di buon livello, dai momenti dedicati ai gruppi (Nebulosa Rock Band e Smokin’ Mojo, ), ad “Alziamo il Volume” con gli Amici della scuola Carlo Soliva, al concerto del C.E.M. – Centro Esperienze Musicali- presenza ormai tradizionale alla Fiera, così come il pomeriggio dei Grandi Artisti Canori con la direzione di Federico Marchese che ha presentato diversi inediti.
Anche le proposte artistiche di Arteinfiera, esposizione di opere di arte contemporanea fondata e coordinata dal maestro Piergiorgio Panelli, ha incontrato il gradimento del pubblico con molti visitatori avendo come argomento lo sguardo, con il titolo ‘Guardami dentro gli occhi’ ispirato al Maestro Panelli da una canzone di Roberto Vecchioni.
L’evento è stato organizzato dalla società D&N Eventi S.R.L. con il Patrocinio di: Regione Piemonte, Città di Casale Monferrato, Provincia di Alessandria, Provincia di Mantova, Unione dei Comuni della Valcerrina, Asproflor Comuni Fioriti e in partnership con: Confidare, Confartigianato Imprese Alessandria, Confagricoltura Alessandria, Coniolo Fiori, Vivai Varallo, sponsor Alma Carpets S.p.A.
Zoom Torino e il parco Natura Viva (VR) ampliano la propria famiglia e accolgono Zoomarine, il parco tematico alle porte di Roma.
Con l’acquisizione della gestione operativa, Openature passa in meno di due anni da una a tre strutture zoologiche, consolidando un percorso di crescita sviluppato prima in Piemonte e poi Veneto, oggi presente anche nel Lazio.
Zoomarine, ospita già più di 400 animali e accoglie ogni anno quasi mezzo milione di visitatori, entra così a far parte del gruppo come punto di riferimento per il pubblico del Centro Italia. Per il parco si apre una nuova fase, in coerenza con il modello sviluppato da Openature, che mette al centro la componente zoologica, l’educazione e la conservazione delle specie. A suggellare simbolicamente questo nuovo inizio, la nascita di un piccolo di foca grigia, che ha compiuto appena un mese.
Esteso su circa 40 ettari, tra aree zoologiche e aree tematiche, Zoomarine è stata la prima struttura italiana a ricevere il riconoscimento di giardino zoologico nel 2009. Oggi ospita specie a
rischio di estinzione come il pinguino africano, classificato come “criticamente minacciato”, la testuggine gigante africana, “in pericolo”, e uccelli come i conuri del sole, anch’essi “in pericolo”, tutti inseriti nei programmi dell’Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari (EAZA), di cui il parco fa parte.
“Siamo entusiasti di avviare questa nuova avventura, che rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita di Openature – ha dichiarato Umberto Maccario, CEO di Openature – siamo partiti dai nostri territori per sviluppare un modello che il pubblico ha già dimostrato di apprezzare, con una crescita costante già registrata nelle nostre strutture. Anche la proposta di Zoomarine verrà progressivamente sviluppata in questa direzione, con un’evoluzione degli spazi e delle esperienze sempre più coerente con i temi della salvaguardia biodiversità”.
Mara Martellotta
Le eccellenze del florovivaismo italiano si ritrovano alla Palazzina di Caccia di Stupinigi per la 5^ edizione di Anteprima FLOReal. Piante, fiori, proposte di arredo da giardino e cultura green con la FLOR Academy. In occasione della manifestazione sarà inaugurato il Giardino terapeutico dell’istituto di Candiolo – IRCCS, realizzato da Orticola del Piemonte grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo
Per il quinto anno consecutivo Anteprima Floreal prende casa nella magnifica Palazzina di Caccia di Stupinigi, settecentesca residenza Sabauda, Patrimonio Unesco a pochi passi da Torino, ospitando alcuni dei migliori florovivaisti italiani.
La manifestazione, organizzata da Orticola del Piemonte, è in programma venerdì 27 (dalle 10 alle 19.30) sabato 28 e domenica 29 marzo (dalle 9.30 alle 19. 30 entrambi i giorni).
Un vero e proprio tuffo nei colori e nei profumi della Natura, generatrice di bellezza e fonte di benessere psicofisico. Proprio in un’ottica terapeutica, in occasione della manifestazione venerdì 27 marzo (ore 14.30) sarà inaugurato il “Giardino della Ricerca” presso l’area verde dell’Istituto di Candiolo – IRCCS.
Realizzato da Orticola del Piemonte, grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso il bando ReAzioni, il Giardino della Ricerca si inserisce nell’ambito di Candiolo Cares, il programma della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro dedicato alla qualità della vita dei pazienti oncologici e dei loro caregiver. Uno spazio verde accessibile a pazienti, familiari e operatori sanitari, pensato per offrire un luogo di rigenerazione e contatto con la natura all’interno dell’Istituto.
La tre giorni di Anteprima FLOReal alla Palazzina di Caccia di Stupinigi vedrà la presenza di circa 40 espositori: accanto alle eccellenze florovivaistiche provenienti da tutta Italia, con una maggiore rappresentanza dal Piemonte, si aggiungeranno alcune interessanti realtà artigiane di arredo da giardino. Una vera e propria “Anteprima”, in vista delle manifestazioni FLOR, che si terrà al Parco del Valentino di Torino, e il Festival del Verde, nel mese di maggio, e FLOReal che si terrà nuovamente alla Palazzina di Caccia di Stupinigi nel mese di ottobre.
Molto ampia e variegata la proposta di piante e fiori: collezioni di rose e ortensie di ogni tipo, violette e peonie, piante verdi e fiorite da interno ed esterno, cactacee e succulente, erbacee perenni e graminacee ornamentali. Ma anche piante alpine, piante aromatiche e peperoncini, piante mellifere, agrumi orchidee e tillandsie, oltre ad alcune chicche come gli aceri giapponesi, i bulbi di Scilla e varietà rare di Anthurium da foglia provenienti dal Sud America e molto altro ancora.
Non solo piante ma anche diverse proposte di arredi da giardino, dalle ceramiche all’oggettistica a tema floreale, dai cuscini per arredo, per meditazione e yoga ai fiori recisi e ghirlande fatte a mano, fino ai vasi e alle attrezzature agricole.
Una vera e propria Festa della bellezza aperta a tutti coloro che vogliono lasciarsi trasportare dal richiamo della Natura e godersi un momento di relax colorato e profumato a pochi passi dal caotico centro cittadino.
La tre giorni di Anteprima FLOReal vivrà anche di cultura e formazione del verde con Flor Academy, un programma di talk e workshop a tema green in compagnia di alcuni dei principali vivaisti presenti alla manifestazione.
Tanti gli argomenti trattati dai talk come quello incentrato sui Bonsai e quello sull’affascinante mondo delle piante resilienti. Si parlerà del fiore di ciliegio, simbolo storico e folkloristico del Giappone, ma anche dei giardini aromatici urbani e delle talee, piante da interno dalle tante potenzialità, fino a un approfondimento sul sempre purtroppo attuale tema dei cambiamenti climatici con un focus su un progetto europeo di trasformazione urbana a Nichelino.
I workshop permetteranno ai partecipanti di mettere letteralmente le mani nella terra accompagnati passo dopo passo dagli esperti. Dal workshop di ceramica informale a quello sulla tintura botanica e restyling, dal laboratorio per creare profumati e fantasiosi mazzolini primaverili a quello per creare un terrarium. Si potranno poi creare sfere di Primavera con piante e muschio vivo, imparare a rinvasare le piante grasse e a potare i bonsai, dare vita a elementi decorativi personalizzati a base di fiori, foglie e fili d’erba fino al laboratorio per creare una talea da interno.
Come sempre Anteprima FLOReal ospiterà una golosa area ristoro per una pausa di gusto tra un fiore e l’altro, grazie alla presenza di stand e food truck con eccellenze gastronomiche del territorio, oltre a una selezione di vini e birre
Aveva 76 anni, l’uomo morto colpito alla testa dal tronco di un albero caduto mentre lo stava tagliando. L’incidente è avvenuto a Bosia, nell’alta Langa cuneese. I carabinieri di Cravanzana, coadiuvati dai tecnici dello Spresal stanno svolgedo gli accertamenti. Sul posto i soccorritori del 118 con l’elicottero e i vigili del fuoco di Alba. Si è tentato di rianimare l’anziano, ma è deceduto a causa del trauma riportato.
Informazione promozionale

Il locale non era agibile, mancavano i responsabili di una sala VLT: multato anche il bar accanto, licenza revocata. È successo ad Asti durante i controlli periodici della Squadra Amministrativa della Questura.
Il titolare era già stato segnalato all’autorità competente nel 2025 e nel 2026 per non aver rispettato le prescrizioni stabilite. Ad intervenire sarà l’Agenzia Dogane e Monopoli per i provvedimenti di sua competenza. Questa operazione fa parte del piano della Polizia di Stato di Asti per garantire legalità e sicurezza in tutto il territorio provinciale.
VI.G
Referendum Città di Torino – Seggi 918 su 919. Dati ufficiosi non definitivi alle ore 18:34:17
| voto | n° voti | % |
|---|---|---|
| SI | 141.305 | 35,23 |
| NO | 259.794 | 64,77 |
| votanti | n° voti | % |
|---|---|---|
| Votanti | 403.188 | 63,88 |
| Tot. Voti Validi | 401.099 | 99,48 |
Dati ufficiosi non definitivi alle ore 17:01:11 di oggi 23 marzo
Seggi 865 su 919
| voto | n° voti | % |
|---|---|---|
| SI | 132.283 | 35,23 |
| NO | 243.232 | 64,77 |
Referendum Torino città: Dati ufficiosi non definitivi alle ore 16:38:09
Seggi 768 su 919
| voto | n° voti | % |
|---|---|---|
| SI | 116.391 | 35,31 |
| NO | 213.235 | 64,69 |
L’Ufficio Elettorale ha comunicato le affluenze finali degli elettori di Torino alla chiusura dei seggi, che è stata pari al 63,88% (votanti 403.449 su 631.560).
Nell’ultima consultazione referendaria abrogativa (8 e 9 giugno 2025) l’affluenza finale era stata del 41,4%. Nel precedente referendum costituzionale (20 e 21 settembre 2020) l’affluenza finale era stata del 48,5%.
Immediatamente dopo la chiusura dei seggi sono iniziate le operazioni di scrutinio. I risultati dello spoglio in tempo reale sono consultabili all’indirizzo: https://elezioni.comune.torino.it/2026/referendumcostituzionale/
Sono 17450 le nuove tessere elettorali rilasciate nei due giorni di apertura dall’ufficio elettorale di corso Valdocco e dalle sedi anagrafiche aperte in via straordinaria nella giornata di domenica. Circa 1.500 i dipendenti comunali che sono stati coinvolti nell’organizzazione della consultazione elettorale. (TorinoClick)
Affluenza a Torino Città di domenica: 49,94%.
L’Ufficio Elettorale ha comunicato le affluenze degli elettori nei seggi di Torino alle ore 23, che è stata pari al 49,94% (votanti 315.386 su 631.560).
Nell’ultima consultazione referendaria abrogativa (8 e 9 giugno 2025) l’affluenza alle 23 era stata del 32,2%. Nel precedente referendum costituzionale (20 e 21 settembre 2020) l’affluenza alle 23 era stata del 36,97%.
I seggi sono aperti lunedì 23 dalle 7 alle 15. La rilevazione finale delle affluenze verrà comunicata dopo le ore 15.
***
Affluenza a Torino Città domenica ore 19: 40,15%.
«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?» (Scheda di colore verde)
Votanti: 67.883 su 631.560 pari al 10,75% ore 12
Nella precedente tornata elettorale di referendum, che si è svolta l’8 e il 9 giugno 2025, l’affluenza, alle 12, era stata del 9,61%.
La prossima rilevazione delle affluenze è in programma alle ore 19.
TorinoClick
RICORDATE LE NOZZE TRA IL MARCHESE GIAN GIACOMO DEL MONFERRATO E GIOVANNA DI SAVOIA
A Chivasso domenica 22 marzo 2026 il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha organizzato una commemorazione delle nozze tra il Marchese Gian Giacomo Paleologo del Monferrato e Giovanna di Savoia, celebrate nella città il 21 aprile 1411.
Hanno concesso il patrocinio all’evento il Consiglio Regionale del Piemonte, la Città Metropolitana di Torino e il Comune di Chivasso, città che fino al 1434 fu capitale del Marchesato del Monferrato, per poi cedere il testimone a Casale, anche se la Corte era solita dimorare anche a Murialdo e Pontestura.
I partecipanti si sono ritrovati alle ore 10,30 ai piedi della Torre ottagonale risalente secondo alcuni storici all’VIII secolo d.C. e che verso il 1178 venne inglobata nel castello fatto erigere dal Marchese del Monferrato Guglielmo IV e andato distrutto nel 1639 durante la Guerra Civile Piemontese.
I gruppi storici hanno quindi raggiunto in corteo la quattrocentesca Chiesa collegiata di Santa Maria Assunta, fatta costruire dal Marchese del Monferrato Teodoro II e chiamata “Duomo” dai chivassesi.
Qui Don Davide Smiderle ha celebrato la S. Messa, al termine della quale le autorità, i rievocatori e il pubblico hanno sfilato in corteo fino all’Oratorio Beato Angelo Carletti, dove si è tenuta una solenne cerimonia, aperta dai saluti dell’Onorevole Augusta Montaruli, la quale ha pronunciato il seguente discorso:
“Voglio ringraziarvi dell’invito, ringrazio le varie amministrazioni presenti, i Sindaci e i Vice Sindaci, ma soprattutto tutti voi che avete reso possibile questa cerimonia. Vi seguo ormai da tanto tempo, sono contenta di essere qui con voi, di assistere a questo momento solenne e vi auguro non solo il meglio per la giornata di oggi, ma anche per le iniziative future, perché seguendovi ho imparato come la vostra passione abbia animato diversi momenti in maniera costruttiva con rievocazioni che hanno portato un valore aggiunto sul nostro territorio, oggi qui a Chivasso, ma io in realtà vi ho incontrato in altri territori della nostra provincia e quindi è un orgoglio potervi seguire e stare qui con voi. Grazie mille di questo momento”.
Sono seguiti i discorsi di Claudio Castello, Sindaco di Chivasso, Emilio Longo, Sindaco di Cinzano; Gabriella Brusato, Vice Sindaco di Gassino Torinese, tutti con la fascia tricolore.
Dopo l’emozionante intervento di Silvano Borca, Fiduciario di Chivasso dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, ideatore della cerimonia e sempre attivo per il Santo Natale, lo scrivente ha fatto scoprire ai presenti la figura del Marchese del Monferrato Gian Giacomo.
Il sovrano, nato a Trino Vercellese il 23 marzo 1395, era figlio del Marchese Teodoro II e della sua seconda consorte Giovanna di Bar. La Dinastia Paleologa, che regnava a Bisanzio dal 1261, salì al Trono del Monferrato nel 1305 quando alla morte di Giovanni, ultimo Marchese Aleramico, gli succedette il nipote Teodoro I Paleologo, figlio di sua sorella Violante e dell’Imperatore di Bisanzio Andronico II. Teodoro era il bisnonno del Marchese Gian Giacomo, il protagonista della commemorazione del 22 marzo. Egli a partire dal 1404, a soli nove anni, fu coinvolto dal padre negli affari di Stato e nel 1409, quando il genitore divenne capitano di Genova, cominciò a governare autonomamente. Come sopraccitato il 21 aprile 1411 sposò Giovanna di Savoia, terzogenita del Conte di Savoia Amedeo VII, detto “il Conte Rosso” e della consorte Bona di Berry. Dalla loro unione nacquero sette figli, tra i quali tre Marchesi del Monferrato: Giovanni IV, Guglielmo VIII e Bonifacio III; Amedea, che sposò Re Giovanni II di Cipro e Isabella, la quale andò in sposa al Marchese Ludovico I di Saluzzo.
Gian Giacomo nel 1418 succedette al padre, distinguendosi subito in brillanti spedizioni militari a danno di genovesi e milanesi, riuscendo a confermare nell’area appenninica la sua autorità sui Marchesi Del Carretto e su altri piccoli signori. Tra le sue conquiste va citato Spigno Monferrato, di proprietà della Repubblica di Genova ed infeudato ad un ramo dei Del Carretto generatosi da quello di Novello. Nel 1422 sua sorella Sofia andò in sposa a Giovanni VIII Paleologo, penultimo Imperatore di Bisanzio. Questo matrimonio non fu felice, infatti Sofia nel 1426 venne ripudiata, tornò nel Monferrato e visse il resto dei suoi giorni chiusa in un convento. Nel 1432, dopo una serie di sconfitte militari, Gian Giacomo fu obbligato a cedere a suo cognato il primo Duca di Savoia Amedeo VIII tutti i territori compresi tra la sinistra del fiume Po e la destra del Tanaro ed a considerarsi suo vassallo. Nel 1434 fu costretto a spostare la capitale del marchesato a Casale Monferrato, in quanto Chivasso era ormai in mani Sabaude, anche se passò ufficialmente ai Savoia l’anno seguente. La più importante località che era riuscito a conservare a destra del Po era Trino Vercellese, della quale nominò Signore il suo erede Giovanni.
Il sovrano si spense a Casale Monferrato il 12 marzo 1445 e fu sepolto nella Chiesa dei frati minori.
A succedergli fu il figlio Giovanni IV, al quale seguirono i fratelli Guglielmo VIII e Bonifacio III, il cui nipote Giangiorgio fu l’ultimo Marchese della Dinastia Paleologa: egli si spense nel 1533 e tre anni dopo il Monferrato passò al primo Duca di Mantova Federico II Gonzaga, che aveva sposato Margherita Paleologa, nipote di Giangiorgio.
I Gonzaga regnarono con il loro ramo principale fino al 1627 a poi con quello cadetto dei “Nevers” fino al 1708, quando al termine della Guerra di Successione Spagnola il Monferrato passò ai Savoia, mentre Mantova seguì le sorti della Milano asburgica.
Successivamente il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha conferito uno speciale attestato di benemerenza al Comune di Chivasso, a Don Davide Smiderle, al Gruppo Storico Marchesi Paleologi, alla Confraternita del Sanbajon e dei Nocciolini di Chivasso e alla Pro Loco Chivasso l’Agricola.
Erano presenti : l’Onorevole Augusta Montaruli; Claudio Castello, Sindaco di Chivasso, accompagnato da molti membri della sua Giunta; Emilio Longo, Sindaco di Cinzano e Gabriella Brusato, Vice Sindaco di Gassino Torinese, accompagnata da Roberta Macaluso, Presidente del Consiglio Comunale.
La cerimonia è stata impreziosita dalla presenza dei seguenti gruppi storici:
– “I Marchesi Paleologi” di Chivasso, i cui rievocatori hanno impersonato i Marchesi del Monferrato ad inizio XIV secolo, tra i quali il Marchese Teodoro I Paleologo e la consorte Argentina Spinola, nonni materni del Conte di Savoia Amedeo VI detto il “Conte Verde”;
– I Tamburini della Castellata di Chiaverano;
– I Signori del medioevo da Torino;
– I Signori di Rivalba di Castelnuovo Don Bosco, i cui rievocatori hanno impersonato i membri della famiglia che nel medioevo possedette il feudo di Castelnuovo per circa 350 anni;
– La Contessa di Bardassano.
ANDREA CARNINO