ilTorinese

Sequestrati smartphone in carcere

 

Nuovo importante risultato operativo della Polizia Penitenziaria nella Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, dove nella giornata di oggi il personale in servizio ha sequestrato due telefoni cellulari illecitamente detenuti da alcuni ristretti.

A darne notizia sono Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, e Vicente Santilli, segretario regionale del SAPPE per il Piemonte, che esprimono il loro plauso agli agenti protagonisti dell’operazione.

Nel corso di un controllo effettuato intorno alle ore 15.10 presso la V Sezione del Padiglione B, il personale di Polizia Penitenziaria ha notato l’atteggiamento sospetto di un detenuto di nazionalità marocchina che cercava di occultare un oggetto all’interno degli indumenti. Invitato a consegnare quanto nascosto, il ristretto estraeva spontaneamente uno smartphone.

L’attività di controllo è poi proseguita con un’accurata perquisizione in un’altra camera detentiva della stessa sezione, occupata da due detenuti stranieri, dove gli agenti hanno rinvenuto un secondo telefono cellulare abilmente occultato all’interno di un armadietto.

«Rivolgiamo il nostro sincero apprezzamento al personale di Polizia Penitenziaria della Casa circondariale di Torino – dichiarano Capece e Santilli – che ancora una volta ha dato prova di elevata professionalità, attenzione, intuito investigativo e assoluto senso del dovere. Il ritrovamento di due smartphone rappresenta un risultato di grande rilievo sotto il profilo della sicurezza, perché è ormai noto che questi dispositivi vengono utilizzati per mantenere contatti con l’esterno, impartire ordini, organizzare traffici illeciti, introdurre droga e telefoni negli istituti e, in alcuni casi, continuare a delinquere anche dal carcere».

Il SAPPE evidenzia come l’operazione assuma un valore ancora maggiore alla luce delle croniche difficoltà in cui il Corpo è chiamato ad operare.

«Nonostante una grave carenza di organico, turni sempre più pesanti e una popolazione detenuta in costante crescita, le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria continuano a garantire, con sacrificio e competenza, la sicurezza degli istituti penitenziari italiani. È grazie alla loro presenza costante e alla loro capacità di osservazione che vengono quotidianamente intercettati telefoni cellulari, sostanze stupefacenti e altri oggetti vietati destinati ad alimentare circuiti criminali all’interno delle carceri».

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria rinnova infine la richiesta al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia affinché vengano potenziati gli organici, rafforzati i sistemi tecnologici di contrasto all’introduzione illecita di telefoni cellulari – a partire dai jammer e dagli strumenti di rilevazione – e assicurati maggiori investimenti per consentire al Corpo di svolgere con sempre maggiore efficacia la propria delicata missione istituzionale.

«Il lavoro svolto oggi a Torino dimostra ancora una volta che la Polizia Penitenziaria rappresenta il principale baluardo della legalità all’interno delle carceri. A tutto il personale in servizio va il ringraziamento e il plauso del SAPPE per l’impegno quotidiano profuso al servizio dello Stato».

(comunicato stampa SAPPE)

Grazie all’Apple Watch recupera lo zaino rubato e fa arrestare il ladro

La Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi, nel quartiere Aurora di Torino, un cittadino marocchino di 27 anni destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Cuneo, che aveva disposto l’aggravamento della misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Avigliana cui l’uomo era sottoposto. Il 27enne è stato, inoltre, denunciato per il reato di ricettazione.
L’intervento è scattato a seguito della segnalazione giunta alla Centrale Operativa da parte di un cittadino italiano che, grazie al sistema di geolocalizzazione del proprio Apple Watch, era riuscito a individuare la posizione dell’orologio, custodito all’interno del suo zaino, asportato poco prima dalla sua autovettura in sosta presso un centro commerciale di Settimo Torinese.
Gli agenti del Commissariato di P.S. “Dora Vanchiglia” hanno individuato un uomo corrispondente alla descrizione fornita dalla vittima, con uno zaino successivamente riconosciuto come quello rubato. Sottoposto a perquisizione personale, il 27enne è stato trovato in possesso dello zaino rubato e dell’intera refurtiva, composta da un Apple Watch, un paio di scarpe, degli occhiali da sole, due magliette, un impermeabile e una torcia da trekking, beni che sono stati restituiti al legittimo proprietario.
Accompagnato in Questura per gli accertamenti di rito, è emersa a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Cuneo, conseguente all’aggravamento della misura cautelare precedentemente applicata.
Al termine delle attività, il 27enne è stato arrestato in esecuzione del provvedimento restrittivo ed è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per ricettazione.

Piemonte, la sfida per l’industria: così possono rinascere Mirafiori e la manifattura

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L’Europa vuole tornare a produrre. E il Piemonte punta a essere uno dei protagonisti di questa nuova stagione industriale.

La Regione ha infatti avviato il percorso che potrebbe portare alla nascita delle Aree di Accelerazione Industriale, uno strumento ispirato all’Industrial Accelerator Act promosso dall’Unione Europea per rafforzare la competitività del sistema manifatturiero e riportare nel continente produzioni strategiche oggi delocalizzate.

Il progetto è stato al centro del tavolo convocato a Roma dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al quale hanno preso parte il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone e l’assessore alle Attività Produttive Andrea Tronzano.

Per il Piemonte la partita è tutt’altro che teorica. È qui che batte uno dei cuori storici dell’automotive europeo e proprio qui si gioca una parte importante del futuro industriale italiano. L’obiettivo è creare aree nelle quali investimenti, infrastrutture, ricerca e procedure amministrative più snelle possano convivere, rendendo il territorio più attrattivo per nuove imprese e favorendo la trasformazione della filiera produttiva.

«Le aree ad accelerazione industriale possono costituire per il Nord quella leva di sviluppo industriale che le Zes hanno portato nelle Regioni del Sud Italia, aprendo a quelle medesime misure di sburocratizzazione che il mondo produttivo ci chiede con forza e con quel particolare focus sull’industria automobilistica necessario al rilancio di Mirafiori a Torino – dichiarano il presidente Alberto Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Tronzano – Raccoglieremo al più presto le proposte delle associazioni datoriali così come dei sindacati che siedono nel tavolo automotive, così da portare un contributo partecipato al cantiere normativo sulla nuova misura».

L’iniziativa si inserisce nella strategia europea per ricostruire la capacità manifatturiera del continente. Bruxelles si è posta un traguardo ambizioso: riportare entro il 2035 il peso dell’industria manifatturiera al 20% del Prodotto interno lordo europeo, rafforzando le filiere strategiche e riducendo la dipendenza tecnologica dai Paesi extraeuropei.

Tra tutti i comparti, quello dell’automobile è considerato il più delicato. Negli ultimi anni il settore ha subito una progressiva perdita di redditività e, tra il 2024 e il 2025, sono stati annunciati oltre centomila esuberi in Europa. Una crisi che ha spinto l’Unione Europea a varare, nel dicembre 2025, un pacchetto di misure dedicate alla produzione di veicoli elettrici accessibili realizzati in Europa, con incentivi riservati alle batterie e ai componenti prodotti all’interno dell’Unione.

Per il Piemonte questa potrebbe diventare un’occasione concreta per consolidare il ruolo di polo dell’innovazione industriale. Le future Aree di Accelerazione Industriale potranno infatti ospitare nuovi insediamenti produttivi, infrastrutture energetiche avanzate e centri di ricerca, creando un ecosistema capace di attrarre investimenti e accompagnare la riconversione dell’automotive.

La sfida è quella di trasformare un momento di profondo cambiamento in un’opportunità di rilancio. Se il progetto prenderà forma, il Piemonte potrebbe diventare uno dei primi laboratori italiani della nuova politica industriale europea, con l’ambizione di difendere competenze, occupazione e capacità produttiva e di restituire a territori simbolo come Mirafiori un ruolo centrale nella manifattura del futuro.

Assestamento di bilancio approvato in Consiglio regionale

“Il Consiglio regionale ha approvato l’assestamento di bilancio entro i termini previsti dalla legge. Il provvedimento aggiorna il bilancio di previsione alla luce dell’andamento della gestione finanziaria e conferma gli equilibri dell’ente, assicurando la continuità dei servizi, il sostegno agli investimenti e il rispetto degli impegni assunti con cittadini, imprese ed enti locali”: lo dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano.

“Con questo assestamento – sottolineano – onoriamo gli impegni e teniamo i conti in equilibrio, senza tagliare servizi e senza aumentare le tasse. A marzo abbiamo temporaneamente utilizzato risorse provenienti da alcuni capitoli del bilancio regionale per rafforzare il finanziamento della sanità, che per noi è una priorità e per cui continuiamo a garantire servizi aggiuntivi rispetto a quelli coperti dal fondo sanitario nazionale, in attesa del rientro delle disponibilità che erano certificate e previste. Oggi quelle risorse sono rientrate nelle casse della Regione e, come ci eravamo impegnati a fare, vengono integralmente ricollocate nei loro capitoli. Inoltre, continuiamo a utilizzare in modo strategico le risorse europee, che rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare il bilancio regionale. Siamo in chiusura di programmazione e grazie alle perfomance virtuose sulla spesa dei fondi abbiamo delle premialità e l’Europa ci chiede, per esempio per la formazione e il lavoro, di utilizzare prioritariamente il Fondo sociale europeo. L’integrazione tra risorse regionali e fondi europei, infatti, rappresenta uno degli elementi qualificanti della nostra programmazione finanziaria, consentendo di individuare, di volta in volta, la fonte di finanziamento più efficace per ciascun intervento”.

L’assestamento del bilancio di previsione 2026-2028 prevede una variazione complessiva di 208 milioni di euro e rappresenta uno degli strumenti con cui la Regione aggiorna la propria programmazione finanziaria nel corso dell’esercizio. La manovra interviene sugli equilibri di bilancio e definisce le risorse necessarie a garantire la prosecuzione dei servizi, degli investimenti e degli interventi a favore dei comparti strategici del Piemonte.

Tra le principali misure è previsto il ripristino dei 101 milioni di euro che erano stati temporaneamente destinati al finanziamento di interventi urgenti in ambito sanitario e che vengono ora riassegnati ai capitoli originari, tra cui diritto allo studio universitario, welfare, trasporti e canoni idrici, consentendo la prosecuzione delle attività programmate.

L’assestamento prevede inoltre 7 milioni di euro per il settore della cultura, portando lo stanziamento in linea con quello del 2025 e adeguandolo alla progressione della spesa prevista per il secondo semestre dell’anno. Sono inoltre stanziati 1,7 milioni di euro a favore del comparto vitivinicolo, che si aggiungono ai circa 100 milioni già attivati attraverso la programmazione dei fondi europei, e un milione di euro per il commercio destinato al finanziamento dei distretti del commercio nelle aree urbane.

La manovra comprende anche lo stanziamento di 81 milioni di euro destinati al ripiano del disavanzo, nell’ambito del percorso di risanamento previsto dalla normativa, relativo al disavanzo regionale e al debito pregresso. La Corte dei Conti ha inoltre parificato il bilancio della Regione, rilevando il rispetto degli indicatori di equilibrio previsti.

Nell’assestamento è stato infine inserito, su proposta della Giunta, un emendamento che anticipa al 2028 la riduzione dell’aliquota Irpef per la fascia di reddito compresa tra 15.000 e 28.000 euro.

“Con il passaggio da 4 a 3 scaglioni è prevista una riduzione della pressione fiscale – ricorda l’assessore Tronzano – lo Stato ha rinviato il passaggio dal 2028 al 2029, ma noi abbiamo comunque voluto dare un segnale già sul 2028 per andare incontro alle famiglie. È un impegno che manteniamo perché una Regione con i conti in ordine deve poter restituire valore a famiglie e lavoratori, continuando al tempo stesso a garantire servizi, investimenti e sostegno allo sviluppo del Piemonte”.

Agosto tra castelli, fortezze e aree archeologiche

 Le Residenze reali sabaude e i Musei nazionali del Piemonte aprono luoghi nascosti e nuovi percorsi di visita

Agosto diventa il mese per scoprire i luoghi meno conosciuti e il patrimonio delle Residenze sabaude e dei Musei nazionali del Piemonte attraverso un programma di visite straordinarie, mostre, concerti e spettacoli. Tra gli appuntamenti, l’apertura degli appartamenti normalmente chiusi del Castello di Racconigi (CN), i nuovi percorsi del Forte di Gavi (AL), il Concerto al tramonto nell’area archeologica di Libarna (AL), le visite agli Appartamenti dei Principi di Palazzo Carignano (TO), la stagione musicale del Castello di Agliè (TO) e gli appuntamenti dell’Abbazia di Vezzolano (AT). Al Castello di Racconigi il mese si apre con due appuntamenti del ciclo Il Castello nascosto: patrimoni da riscoprire, dedicato agli ambienti normalmente esclusi dal percorso di visita. Sabato 8 agosto sarà possibile accedere agli Appartamenti di Ponente e di Mezzogiorno, che conservano dipinti, arredi storici e preziosi manufatti delle collezioni sabaude, tra cui le monumentali vedute del progetto juvarriano per il Castello di Rivoli e lo scrigno donato dalla Città di Milano alla principessa Margherita di Savoia in occasione delle nozze con il futuro re Umberto I. Sabato 22 agosto il pubblico potrà visitare gli alloggi delle balie, spazi di servizio che raccontano la dimensione più privata della vita della famiglia reale e l’educazione dei figli di Vittorio Emanuele III ed Elena del Montenegro. Tra i due appuntamenti, domenica 16 agosto, il protagonista sarà invece il Parco con Storie di giardini e di giardinieri, una visita naturalistica della rassegna Effimera dedicata agli alberi, alle trasformazioni del Giardino dei Principini e al lavoro di chi, nel tempo, ne ha custodito il patrimonio botanico, seguita da un pic-nic all’aria aperta. Il mese si concluderà domenica 30 agosto con un altro appuntamento di Effimera: Ma piantala lì!, reading teatrale curato da Onda Larsen con Alessandro Barbaglia dedicato al mondo delle piante, ospitato alla Margaria e accompagnato dalla possibilità di percorrere il rinnovato collegamento tra il Castello e il complesso neogotico, recentemente riaperto al pubblico. A Palazzo Carignano proseguono le visite agli Appartamenti dei Principi, un percorso che conduce alla scoperta del genio di Guarino Guarini, dal suggestivo cortile allo scenografico scalone monumentale fino all’elegante Appartamento di Mezzogiorno. La visita comprende anche il Belisario chiede l’elemosina del Legnanino, il dipinto commissionato dal principe Emanuele Filiberto alla fine del Seicento, tornato a Palazzo Carignano dopo oltre tre secoli di assenza. Al Castello di Agliè prosegue, fino al 27 settembre, la mostra Vitae. Il sentimento della Natura di Jessica R. Carroll e la stagione musicale con i concerti della rassegna AURA, organizzata da Orium APS in collaborazione con Telemasterclass e con la direzione artistica di Marina Scalafiotti e la stagione Ri-Generazione del Contrametric Ensemble, che affiancano la visita della residenza con appuntamenti dedicati alla musica classica e contemporanea. L’appuntamento con Marina Scalafiotti, sul palco con l’Orchestra AURA, sarà domenica 16 agosto, seguito il 29 agosto dall’Ensemble “Le Chatelier” con musiche di Bach. Per Ri-Generazione sabato 1 agosto il duo violoncello e arpa interpreterà musiche di Schubert, De Falla, Renié e Debussy; sabato 8 agosto un quintetto composto da flauto, arpa, violino, viola e violoncello con pagine di Piernè, Roussel e Cras; per chiudere sabato 22 agosto con i Solisti del Contrametric Ensemble nel crossover La storia della canzone inglese da Dowland a Radiohead. Al Forte di Gavi, riaperto al pubblico dopo il grande intervento di recupero, accessibilità e valorizzazione realizzato nel 400esimo anniversario dell’avvio della fortezza moderna, agosto offre l’occasione di visitare i nuovi spazi museali e i percorsi recentemente restituiti al pubblico, insieme alle esposizioni inaugurate per la stagione estiva. Prosegue infatti fino al 4 ottobre Fammi un quadro del sole. Omaggio a Emily Dickinson, mostra realizzata in collaborazione con l’Università di Torino che riunisce le opere di Matilde Domestico, Floriana Porta, Alberto Casiraghy e Nicolò Tomaini in un percorso dedicato alla poetessa americana, tra installazioni, libri d’artista, acquerelli e opere site specific. Sempre fino al 4 ottobre è visitabile anche la prima edizione di Fortissima Parade – Special Art, nuova rassegna dedicata ai linguaggi dell’arte contemporanea che presenta le installazioni di IDEM Studio, Truly Design e Maya Zignone, pensate per dialogare con gli spazi della fortezza e inaugurare un programma destinato a intrecciare arti visive, spettacolo e performance. Sabato 8 e 22 agosto sarà inoltre possibile partecipare alle visite, a cura dell’associazione Amici del Forte e di Gavi, dedicate all’Alto Forte, dopo gli interventi di restauro e messa in sicurezza. All’Area archeologica di Libarna, domenica 30 agosto, torna il tradizionale Concerto del tramonto alle ore 18. L’edizione 2026 rende omaggio alla grande commedia musicale italiana con Storia di un Teatro, interpretato da Gianluca Guidi, dai Solisti dell’Orchestra Classica di Alessandria e dalle Blue Dolls. Lo spettacolo sarà preceduto alle 16.30 da una passeggiata archeologica dedicata al teatro e all’anfiteatro dell’antica città romana, offrendo ai partecipanti l’occasione di scoprire i luoghi dello spettacolo di Libarna prima del concerto. La chiesa di Santa Maria di Vezzolano ospita due appuntamenti musicali di grande suggestione, tra sonorità internazionali e antiche tradizioni. Domenica 9 agosto il Duo Volver (Miriam Callegaro, mezzosoprano e Carla Tessari, chitarra) accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso le musiche dell’America Latina, mentre sabato 15 agosto il concerto Vengo a te, Madre Maria. La tradizione dei Libri d’Ore nel Piemonte tra XV e XVI secolo proporrà un percorso del repertorio rinascimentale interpretato dall’Ensemble Gli Invaghiti, preceduto da una visita guidata al complesso canonicale condotta da Maurizio Pistone dell’associazione La Cabalesta. All’Area archeologia di Industria proseguono per tutta l’estate le visite guidate gratuite dedicate alla scoperta dell’antica città romana, con appuntamenti speciali anche in occasione della prima domenica del mese. Inoltre, domenica 2 agosto torna #domenicalmuseo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l’ingresso gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Nelle Residenze reali sabaude e nei Musei nazionali del Piemonte l’ingresso sarà gratuito in tutte le sedi, ad eccezione del Castello di Moncalieri, visitabile con biglietto intero e del Castello di Serralunga d’Alba dove sarà applicata la tariffa ridotta. Nel fine settimana di Ferragosto, inoltre, nonostante la festività, saranno in vigore i consueti orari di apertura a Palazzo Carignano (10-13 e 14.15-18.30), Villa della Regina (9.30-18), Castello di Moncalieri (10-18), Castello di Agliè (9-13 e 14-19), Castello di Racconigi (Castello 9-19, Parco 9.30-18.30), Abbazia di Vezzolano (10-18), Castello di Serralunga d’Alba (10.30-13.30 e 14.30-18.30), Forte di Gavi (9.30-17.30, solo sabato 15 agosto), Area Archeologica di Industria (9.30-12.30 e 17-20), Area Archeologica di Augusta Bagiennorum (8-20), Area Archeologica di Libarna (9.45-18.45, solo sabato 15 agosto).   Forte di Gavi

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI Gli orari e il programma completo, sempre aggiornato, sono disponibili sul sito web: https://museipiemonte.cultura.gov.it/

Il Teatro va in montagna!… A San Sicario

Al Cinema – Teatro “San Sipario” della nota frazione di Cesana Torinese, ritorna “Onda Larsen” con “Spettacoli di mezza estate … in vetta”

Dal 6 al 17 agosto

San Sicario – Cesana (Torino)

“Non ci piace stare fermi!”: a confessarlo, in un’ autopresentazione, sono loro stessi. Parlo dei “Magnifici Quattro” della Compagnia Teatrale torinese (affiliata “Arci Torino”) “Onda Larsen”, maggiorenne da quest’anno (2008, l’anno di nascita) e “accasata” sotto la Mole nello “Spazio Kairòs” al civico 7 di via Mottalciata, tra “Aurora” e “Barriera di Milano”, sito un tempo di una vecchia Fabbrica di colla e ammoniaca. Tre attori (Riccardo De Leo, Gianluca Guastella e Lia Tomatis) e un’organizzatrice, Chiara Aguì: si deve ancora una volta a loro l’organizzazione – ed è questa la seconda edizione – di “Spettacoli di mezza estate … in vetta”, in programma ai 1700 metri di San Sicario, frazione di Cesana Torinese in Alta Valle Susa, da giovedì 6 a lunedì 17 agosto, presso il Cinema-Teatro “San Sipario” (frazione San Sicario Alto, C1 3/b). Spettacoli – si precisa – pensati per coinvolgere ogni fascia di età. Comprese, oltre ai tre “testi” in calendario da venerdì 7 a domenica 9 agosto, anche tre “proiezioni”, assecondando il tema della più ampia Rassegna “Sansi Summer Village 2026” dal titolo “Amplifica i tuoi sensi”. Rassegna che “ci ha stimolato – spiegano da ‘Onda Larsen’ – ad andare a cercare artisti e show che potessero effettivamente vedere coinvolti tutti i cinque sensi: la vista, ovviamente, con il teatro, l’udito con la musica, il tatto, con la magia, il gusto cantando a squarciagola le canzoni dei Beatles e di Bob Dylan. E l’olfatto? Beh, ad ogni spettacolo il suo profumo”.

Il via, giovedì 6 agosto (ore 21,30) con la proiezione del docu-film di Riccardo Topazio “Nomadi di montagna”, un’intensa opera che racconta le sfide quotidiane della pastora nomade Sara cui è affidata, insieme alla famiglia, la guida del gregge attraverso le stagioni delle Alpi, combattendo una guerra su due fronti, la “predazione silenziosa dei lupi” e l’“invasione dei turisti”. Il tutto mentre Sara cerca di trasmettere al piccolo Diego“il senso di una vita circolare che rischia di chiudersi per sempre”.

Il giorno successivo, venerdì 7 agosto, i motori vanno su di giri con “Beatlemaniac”, un travolgente “viaggio musicale” guidato da Vico Righi, voce dei “Finger Pie”, la nota “cover band” torinese dei Beatles, che ci accompagnerà in un viaggio musicale e narrativo dedicato ai “Fab Four”, in un turbinio di  pezzi musicali (da “Please Please Me” alla psichedelia di “Magical Mistery Tour”) che hanno fatto la storia della musica, intervallati da aneddoti, storie e voci di personaggi mitici! Tra omaggi fedeli e libere reinterpretazioni, Righi vi teletrasporterà nell’atmosfera anni ‘60, proprio su quei palchi che i “Beatles” smisero di calcare con “The End” nel 1969, dopo l’ultimo tour americano. Ma “il sottomarino giallo non si ferma, salite (o restate) a bordo!”.

Sabato 8 agostoAndrea Redavid, attore e “mago mentalista” torinese, lascerà tutto il pubblico a bocca aperta con “Cervello”, spettacolo già campione di incassi per tre anni al “Fringe Festival” di Avignone, uno dei più importanti “Festival di Teatro” europei. Spettacolo interattivo, quello portato in scena da Redavid, punterà dritto dritto a sfidare tutte le nostre certezze cognitive, fondendo scienza, ironia e magia.

La grande narrazione d’autore prosegue domenica 9 agosto con la Compagnia “Accademia dei Folli” che, in “How does it feel? Something about Bob Dylan” propone un suggestivo “portrait” teatrale e musicale sulle origini e le metamorfosi del giovane Bob Dylan, colui che cambiò nome tantissime volte, prima di diventare leggenda. Da Robert Zimmermann a Robert Allen e poi a Robert Allyn a Robert Thomas e a Bob Dillon: un “calvario” di nomi fino a quando, un bel giorno si trovò sotto il naso un mucchio di fogli con su scritto: “Columbia Records”. Doveva solo firmare. E sapete cosa fece? Prese la penna, e così, per istinto, automaticamente, senza neanche pensarci, ci scrisse sopra il suo immutabile nome: Bob Dylan.

Martedì 11 agosto si torna al grande “cinema di montagna” con il pluripremiato documentario “Walter Bonatti a Bardonecchia”, firmato ancora da Riccardo Topazio, che racconta i due anni (1955-1956) trascorsi dal celebre alpinista, reduce dalla storica spedizione del “K2”, a Bardonecchia. Chiamato dal “Comune”, Bonatti vi lavorò come “guida alpina” e “maestro di sci”, venendo adottato dalla comunità che gli conferì la “cittadinanza onoraria”.

E infine, la chiusura, lunedì 17 agosto, con il toccante docu-film “Lupi Nostri” di Samer Angelone e Gian Luca Catalfamo, indagine scientifica ed emotiva sul complesso rapporto tra predatori e uomo nel cuore delle nostre valli e in un’Italia polarizzata tra i difensori dei lupi e i loro acerrimi “avversari”.

Per info: tel. 349/4179852

g.m.

Nelle foto: Compagnia “Onda Larsen”; Vico Righi “Finger Pie”; “Accademia dei Folli”

A tutt’ Estate… si va al “Forte di Bard”

Tre appuntamenti “da incorniciare” per un’altra settimana “calda” (non solo climaticamente) al valdostano “Forte di Bard”

Mercoledì 5 / venerdì 7 e sabato 8 agosto

Bard (Aosta)

Proseguono fino a fine agosto, tra allettanti “Incontri d’Autore”, “Cinema” e “Grande Musica Live”, gli appuntamenti serali programmati per “Estate al Forte di Bard 2026”, Rassegna volta a celebrare il ventennale del “Polo Culturale” – oggi il principale delle Alpi Occidentali – e organizzata, in primis, dalla stessa “Associazione Forte di Bard”, in collaborazione con diversi “partner culturali” e “Festival” del territorio.

Di grande e indubbio richiamo l’incontro in agenda per mercoledì 5 agosto (ore 21) con un “narratore” tra i più amati del giornalismo italiano, l’albese (classe ’66) Aldo Cazzullo, che all’ottocentesco “Forte” valdostano porterà lo spettacolo (tratto dal suo ultimo omonimo libro, pubblicato nel 2025 per i tipi di “HarperCollins Italia”) “Francesco – Il primo italiano”: una coproduzione “Aosta Classica” e “Forte di Bard” messa in piedi e in scena per celebrare la ricorrenza degli 800 anni dalla morte di San Francesco, il “Poverello d’Assisi” patrono d’Italia, cui si deve, fra l’altro, l’unificazione della nostra penisola attraverso la “Lingua della Poesia” (il famoso “Cantico delle Creature”) assai prima che esistesse uno Stato italiano e che, nel Medioevo gerarchico, più d’ogni altro seppe lottare, attraverso la “rivoluzione della povertà”, contro tutte le diseguaglianze, a favore dei più deboli e dei più umili al mondo. Percorrendo, con empatica capacità narrativa e con l’intento di coinvolgere e portare in scena al suo fianco – e il più possibile – il pubblico, Cazzullo racconterà le molte “storie” del nostro Santo. Il “San Francesco della devozione”: il lupo, la predica agli uccelli, le stimmate. Il “San Francesco della storia”: la conversione, la spoliazione, il rapporto con il Papa, la nascita dell’Ordine, la Crociata, l’incontro con il Sultano. Il “San Francesco poeta”: il “Cantico delle Creature”. E i “Grandi Francescani”, dai terziari – Dante, Colombo – ai Santi: Sant’Antonio, Padre Pio. Fino al primo Papa, chiamato Francesco: Jorge Mario Bergoglio, primo Gesuita a diventare Papa, nel 2013, (il 266° della “Chiesa Cattolica”) e primo Pontefice ad arrivare dal Continente Americano, scomparso il 21 aprile 2025, all’età di 88 anni. “Attraverso il racconto di Cazzullo – si è scritto – torna la figura di un ‘Santo Meraviglioso’ e si ricostruisce un tassello prezioso dell’identità italiana”. (Biglietti: “ticketone.it”). L’evento con Aldo Cazzullo è finanziato con il contributo del “Ministero del Turismo” nell’ambito del “Fondo Unico Nazionale per il Turismo – Anno 2026”.

Altro appuntamento decisamente imperdibile, quello di venerdì 7 agosto (ore 21), con l’anteprima nazionale del docufilm “Super Nature” realizzato dal regista e filmmaker londinese, Ed Sayers. L’opera – vincitrice del “Green Documentary Award e del “Premio del Pubblico” (“Audience Award”) al “Pordenone Docs Fest 2026” – vuole essere una sorta di “lettera d’amore” alla “Natura”, girata interamente nel formato originale del cinema amatoriale, il cosiddetto “Super 8”. Guidati da Ed  Sayers, quaranta collaboratori, distribuiti in venticinque Paesi (tra cui la Valle d’Aosta, con i suoi meravigliosi “stambecchi”) e in cinque Continenti, “compongono un mosaico straordinario e profondamente eterogeneo di immagini del mondo naturale”. Dai “rinoceronti bianchi” ai “draghi marini fogliati”, dagli “stambecchi” delle Alpi alle “chiocciole”, “Super Nature” rivela il legame profondo che ci unisce alla Natura, un legame che la vita contemporanea troppo spesso ci impedisce di riconoscere. Accogliendo tutto ciò che abbiamo e tutto ciò che rischiamo di perdere, il film (che uscirà nelle Sale il prossimo settembre in Inghilterra e nel 2027 in Italia) ci “invita a un nuovo modo di guardare il mondo, e ci conduce in un viaggio affascinante di scoperta e condivisione insieme agli altri abitanti della Terra, umani e non umani”.

E per chiudere in totale bellezza la settimana, la “chicca” di sabato 8 agosto è  un “Concerto a lume di candela” nell’area verde delle “Scuderie” eseguito dal “Quartetto Lys”, formato dai musicisti Silvia Marini (flauto), Cecilia Scala (violino), Aldo Zangheri (viola) e Veronica Conti (violoncello). In programma, un lungo, fantastico “viaggio musicale” che dal “Barocco” con le pagine più note di J. S. Bach, arriva incredibilmente sino ai “Led Zeppelin”, toccando Piazzolla e il “Tango argentino”Morricone e la “musica da film”, per chiudere con la “musica pop e rock” degli anni ’60 e ’70.

L’esibizione sarà preceduta da un apericena all’aperto servito a partire dalle 19,30. A seguire il concerto. Tariffa (apericena e concerto): 30 euro + prevendita online su “Midaticket.it”.

Per info: “Forte di Bard”, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it

Gianni Milani

Nelle foto: Aldo Cazzullo, “Super Nature” e “Quartetto Lys”

Spazio7, Torino dimostra che la cucina è un’esperienza culturale

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SCOPRI – TO  ALLA SCOPERTA DI TORINO

Ci sono luoghi che raccontano una città ancora prima di sedersi a tavola. Non perché siano i più famosi o i più appariscenti, ma perché riescono a trasmettere un’idea precisa del territorio in cui si trovano. È ciò che accade entrando da Spazio7, il ristorante ospitato all’interno della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, uno spazio che unisce arte contemporanea e gastronomia in un modo naturale, quasi spontaneo.

Torino è una città che negli anni ha saputo reinventarsi senza perdere la propria identità. Accanto ai caffè storici, alle trattorie e ai sapori della tradizione piemontese, sono nate realtà capaci di guardare al futuro con discrezione, senza inseguire le mode ma cercando una propria personalità. Spazio7 è uno di quei luoghi che raccontano questa evoluzione: un ambiente essenziale, elegante e contemporaneo, dove la cucina diventa parte di un’esperienza più ampia.

Quando il cibo dialoga con l’arte

Visitare una fondazione d’arte significa fermarsi a osservare, prendersi del tempo e lasciarsi incuriosire. È lo stesso approccio che si ritrova anche a tavola. Qui il pasto non rappresenta semplicemente una pausa, ma diventa il naturale proseguimento di un percorso culturale, dimostrando come discipline diverse possano convivere e valorizzarsi a vicenda.

In un periodo in cui molti locali cercano di stupire con effetti scenografici o proposte sempre più estreme, esistono realtà che scelgono una strada differente. L’attenzione si concentra sulla qualità delle materie prime, sull’equilibrio dei sapori e sulla capacità di valorizzare gli ingredienti senza trasformarli in qualcosa di irriconoscibile. È una filosofia che, in fondo, ricorda anche il carattere della stessa Torino: una città elegante, misurata e poco incline all’ostentazione, ma capace di sorprendere chi decide di conoscerla davvero.

L’ambiente contribuisce a creare questa atmosfera. Le linee pulite, gli spazi luminosi e il dialogo continuo con l’arte contemporanea trasmettono una sensazione di tranquillità che invita a rallentare. In un’epoca in cui si è spesso abituati a consumare tutto in fretta, anche il tempo dedicato a un pranzo o a una cena può trasformarsi in un’occasione per concedersi una pausa autentica.

Un simbolo della Torino che guarda avanti

Negli ultimi decenni Torino ha costruito una nuova immagine di sé, diventando sempre più una città della cultura, del design e dell’innovazione. Molti spazi sono stati ripensati, valorizzati e trasformati in luoghi capaci di ospitare eventi, mostre e iniziative che attirano visitatori da tutta Italia. Anche la ristorazione ha seguito questo percorso, contribuendo a rendere la città una meta interessante non solo per chi ama la buona cucina, ma anche per chi cerca esperienze che vadano oltre il semplice piatto.

Spazio7 rappresenta bene questa visione. È uno di quei posti che dimostrano come il cibo possa raccontare un territorio esattamente come fanno un museo, un edificio storico o un’opera d’arte. Non serve scegliere tra cultura e gastronomia: le due dimensioni possono incontrarsi e dare vita a un’esperienza capace di lasciare un ricordo.

Forse è proprio questa una delle caratteristiche che rendono Torino una città così affascinante. Non cerca continuamente di stupire con grandi effetti, ma preferisce conquistare attraverso dettagli, qualità e autenticità. E sono proprio luoghi come Spazio7 a ricordare che spesso le esperienze più interessanti nascono quando mondi diversi si incontrano, trasformando anche un semplice pranzo in un’occasione per osservare la città da una prospettiva nuova.

NOEMI GARIANO

L’uomo è ciò che mangia

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Sociografia Lettere dal presente

La frase “L’uomo è ciò che mangia” viene solitamente associata al filosofo tedesco Ludwig Feuerbach (Der Mensch ist was er isst) vissuto nel XIX secolo. Non fu lui, però, ad averla coniata ma il giudice francese Jean Anthelme Brillat-Savarin che, per diletto, si occupava di cucina.

Questa frase ha sicuramente un suo fondamento, stante che anche la moderna medicina, nonostante la prassi di cercare di curare ogni problema con una pastiglia (spesso più di una) riuscendo il più delle volte a mitigare solo i sintomi, riconosce al cibo la capacità di prevenire e curare moltissime affezioni.

Medicina a parte, però, noi siamo lo specchio di ciò che ingurgitiamo, di come mangiamo, di quanto cibo introduciamo, ecc.

Quando sono in viaggio o anche solo a cena fuori casa, mi diletto ad osservare le abitudini alimentari di chi è nel locale, non per farmi i fatti loro ma per stilare una statistica, perché anche le abitudini alimentari, come quelle vacanziere, lavorative, linguistiche subiscono il mutare dei tempi.

Ricordo che quando eravamo ragazzini, noi che ora siamo over 60, avevamo abitudini molto differenti da quelle attuali; innanzitutto, non si mangiava al ristorante così spesso anche perché la maggior parte delle mamme era casalinga ed il cucinare era un piacere, magari alla domenica con mamma e nonna e, quindi, recarsi fuori casa sarebbe stato quasi un oltraggio.

Ora, vuoi per lavoro, vuoi perché nessuno ha più voglia di ricevere tutti i compagni di scuola dei figli in casa per uno spuntino, vuoi perché magari trovarsi tutti in centro città è più comodo che raggiungere, di volta in volta, Tizio a 30 km, Caio dalla parte opposta della città, ecc., i ristoranti sono diventati l’altera domus.

La cosa sconvolgente, però, è cosa le persone mangino e, soprattutto, la ripetitività con cui venerano quell’unico o quei pochi cibi.

Tralasciando gli stranieri che mangiano volentieri il cibo italiano, salvo poi accompagnare le chele di granchio fritte (italiano?) con il cappuccino oppure la zuppa di pesce con la cola, gli italiani hanno appiattito i loro gusti a favore di quei 2-3 cibi cult del momento; pizza (le pizzerie sono in aumento verticale), poke, sushi e via dicendo. Poke e sushi, in particolare, andrebbero evitati da chi sia iperteso (in generale tutto il cibo accompagnato da salsa di soia), da chi si stia sottoponendo a chemioterapia (il pesce crudo è pericoloso, specie per chi sia immunodepresso) e dalle donne in gravidanza. Ma si sa che il bello dei divieti è infrangerli.

Perché, mi domando, i genitori che portano i bambini al ristorante non gli permettono di conoscere nuovi cibi (scaloppine, frittata, rane, lumache, branzino, verza, ecc) ma ordinano per loro (o accettano che i piccoli lo facciano) sempre hamburger e patatine fritte o pizza o cotoletta alla milanese, con una ripetitività maniacale? Non si accorgono che, pur continuando a crescere in altezza, i loro pac-man umani cominciano a cresce anche in larghezza, a dismisura? Ecco perché siamo uno dei Paesi con la maggior percentuale di obesi tra i giovani. E’ palese che questo problema abbia anche un risvolto economico non indifferente per la sanità, a causa di affezioni autoinflitte.

Si parla tanto di educazione affettiva nelle scuole; non discuto se sia utile o meno, sono però sicuro che sarebbe molto utile quella alimentare, per insegnare già dalla scuola primaria che lo stomaco non è un termovalorizzatore dove bruci tutto ciò che ingurgiti, ma è il serbatorio del nostro carburante. Se introduciamo benzina di qualità, priva di condensa, morchie, ecc. il nostro motore non ci darà problemi; se, al contrario, gli buttiamo dentro tutto ciò che capita non meravigliamoci se, presto o tardi, si accenderà la spia di avaria al motore e, anziché partire per le ferie, lasceremo l’auto al meccanico.

Ma la nostra auto ha anche una testa, ed è da lì che occorre iniziare la diagnosi.

Sergio Motta